COMUNICATI

2011.09.30 – GLI INTRIGHI DI “PALAZZO” E I SOGNI DELLA CASTA… QUALE FUTURO?

Dopo la pubblicazione sul periodico "il Piave" di un articolo assurdo e ridicolo sui sogni futuri della nuova casta politicante emergente non si escludono inquietanti "accordi sottobanco" fra i pseudo indipendentisti del partito italiano  "Veneto Stato" e la roccaforte partitica veneta della Lega Nord.
Vero o falso che sia l'articolo mette in luce la vergonosa convergenza degli interessi di due apparenti partiti contendenti.
Con il crollo del consenso popolare che oggi accusa la casta dei politicanti di turno, il problema elettorale prossimo venturo sembra non essere il confronto fra schieramenti
ma gli accordi sottobanco per mantenere inalterato il ciclo vizioso di questo stato di cose… chi ancora non gode di tali privilegi vuole la sua fetta e chi oggi ancora ne abusa non vuole mollare l'osso.
Ecco la nostra risposta ai partiti di ogni colore e di ogni bandiera… BASTA!
 
 
Venetie, 28 settembre 2011
 
Al direttore del periodico "Il Piave".
 
Dopo la lettura dell’articolo pubblicato a pagina 7 del periodico “Il Piave” del corrente mese, si ha la sensazione che i partiti stranieri italiani “indipendentisti” vogliano in realtà continuare ad illudere il Popolo Veneto e a negare di fatto l’esistenza della stessa Repubblica Veneta Serenissima.
Le previsioni fantapolitiche riportate nel pezzo seguono a breve distanza di tempo la provocazione da Venezia del leader del carroccio su di un improponibile referendum per la secessione di una inesistente padania, e l’uscita di qualche altro esponente leghista che, invocando il principio di autodeterminazione dei popoli sancito dal diritto internazionale, auspica una consultazione referendaria popolare indetta dal governatore del Veneto sull’indipendenza di questa sola regione, a suo dire sulla scia del Kossovo.
La realtà del Veneto invece non è assimilabile in alcun modo a quella del Kossovo, e le proposte della Secessione da una parte e del referendum “indipendentista” del governatore veneto dall’altra sembrano essere sterili espedienti per continuare a sedurre diabolicamente il Popolo Veneto.
Le contraddizioni dei partiti “indipendentisti” sono infatti evidenti per i seguenti motivi:
1) sono partiti italiani, perché costituiti secondo norme del diritto straniero italiano;
2) ambiscono ai seggi negli enti locali territoriali dello stato straniero occupante italiano, quali l’ente regione Veneto;
3) quand’anche riuscissero a mantenere fede al proprio programma politico con la proposizione di un referendum popolare consultivo regionale, lo stato italiano ne impedirebbe da subito anche la sola indizione, perché sarebbe in stridente contrasto con la carta costituzionale;
4) l’ente italiano regione Veneto non rappresenta in alcun modo né l’intero Territorio della Repubblica Veneta, né il Popolo Veneto;
5) l’esistenza ancora oggi di fatto e di diritto della Serenissima Repubblica Veneta non può essere legittimamente oggetto di referendum di sorta, tanto meno se indetti da enti stranieri quali la regione Veneto, né può essere messa in discussione in alcun modo dal grado di consenso o dall’indice di gradimento di chicchessia.
Dal punto di vista storico e del diritto, soprattutto internazionale, la Repubblica di Venezia – che non è mai stata dichiarata formalmente sciolta o estinta – ad oggi risulta ancora soggetta all’illecita e illegittima occupazione da parte dello stato straniero italiano.
E, volenti o nolenti, per il diritto internazionale gli unici soggetti legittimati ad agire in nome di un intero popolo per la liberazione della propria nazione dallo stato occupante sono i movimenti di liberazione nazionale.
Ecco perché questo Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto (MLNV), costituito nel mese di settembre del 2009, ha intrapreso da subito il percorso della liberazione della Patria Veneta, nei suoi confini storici territoriali che da sempre gli appartengono di diritto, dall’occupazione straniera colonialista e razzista italiana.
Il MLNV non è assolutamente un partito politico (tanto meno italiano), e non ambisce né a incarichi politici, né a posizioni di potere.
Il compito del MLNV, squisitamente tecnico, è quello di portare a compimento il processo di liberazione dall’italia e di rimettere in piedi la Repubblica Veneta non appena ripristinata la legittima Sovranità del Popolo Veneto, consegnandola poi ai legittimi rappresentanti democraticamente eletti, possibilmente sotto l’egida delle Nazioni Unite.
E’ alle Nazioni Unite, infatti, che il MLNV si è rivolto con formale documento di denuncia ad hoc depositato alla sede di Ginevra il 28 settembre 2010, affinché intervengano quanto prima al fine di ripristinare in modo pacifico la legittima sovranità della Repubblica Veneta Serenissima.
Per un approfondimento della questione, si rinvia al sito web ufficiale www.mlnv.org.
Il Vice Presidente del MLNV – dott. Paolo Gallina

 

 

La Democrazia non è una prerogativa dei partiti politici.
Oggi come oggi, l'esempio più eclatante ce lo da l'italia, uno stato in cui le istituzioni "democratiche" dimostrano di non essere al servizio del cittadino "sovrano" (che invece è suddito) ma sono al "soldo" degli interessi partitici.
 
NO ALLA CASTA POLITICA
BASTA PARTITI POLITICI
BASTA POLITICANTI DI TURNO
BASTA BUGIE E ILLUSIONI
 

2011.09.29-VENETIA, SERENISSIMA O REGIONE VENETO? UNA DELLE CONTRADDIZIONI DEL PARTITO “VENETO STATO”.

LE CONTRADDIZIONI DEL PARTITO "VENETO STATO" EMERGONO ANCHE AL SUO INTERNO… FINALMENTE!!!
 
ecco un articolo apparso sul sito del partito italiano indipendentista "VENETO STATO".
 
Come coordinatore della Provincia di Brescia, nonchè come appassionato di storia e semplice tesserato di Veneto Stato mi sento stranito se non leggermente offeso quando vedo accostati il simbolo di Veneto Stato alla semplice figura della mappa della Regione Del Veneto, ciò non solo è scorretto nei miei, e di altri, confronti, ma è anche di fatto contro lo Statuto, che dice infatti all’articolo 4:  “si rifà alla realtà storica, culturale, linguistica, territoriale della Venetia, ovvero il territorio della ex Repubblica di Venezia alla data 1797.”
 
 
 
Lasciando stare il fatto che la Venetia arriva all’Oglio e la Serenissima all’Adda, rimane il fatto che non vi è, rebus sic stantibus, nessun riferimento quindi ai territori di creazione italiana, o asburgica (quelli almeno comprenderebbero il Friuli).
Lo statuto come s’è visto e come dovremmo sapere, fa combaciare il territorio di riferimento del Venetian State (che ha un significato un tantino meno amministrativo di Veneto Stato) in oggetto con quello al Gennaio del 1797, suppongo, visto che a Maggio mancavano parecchie zone e vi era un buco tra le 3 valli bresciane e Padova.
Purtroppo, come ho avuto modo di constatare al Maggior Consiglio di Gennaio 2011, nonchè alla manifestazione a Treviso in supporto dell’ottimo Guadagnini, questo è troppo e si preferisce, nei fatti, operare affinchè si rimanga ai confini della Regione, addirittura esclamando amenità come “i Longobardi non ci servono” (ignorando forse che dalle guerre gotiche in avanti siam sostanzialmente TUTTI longobardi. Lo stesso termine Arengo per indicare la riunione che avveniva a Venezia all’elezione dogale nei primi tempi, è longobarda. 
Non ne faccio una colpa di per sè, la storia a scuola la si fa male, solo mi son ritenuto offeso seriamente, come bresciano figlio di una terra che è sempre stata filo-marciana, come tesserato e amante della verità storica)
Queste considerazioni  stavano per portarmi al riconsegnare la tessera quando una spiegazione di questi errori mi ha colpito come un fulmine: forse, alla fine, l’ignoranza leghista ha vinto o sta davvero vincendo. La cosa potrà sembrare odiosa ma ho una spiegazione che regge e che sostiene la mia ultima affermazione:
La scarsa istruzione leghista, se si ragiona cosi, ha vinto perchè ha fatto passare il concetto che una Nazione sia corrispondente alla Regione: ciò non è solo storicamente falso ma è una vittoria strategica della massima importanza al fine di dividere i probabili contendenti politici della Lega Nord.
Inoltre si è assicurata un lungo tramonto in quanto, in conseguenza della vittoria nelle “teste” degli indipendentisti, questi avrebbero potuto creare solo movimenti regionalisti di bassa levatura e di ben corto respiro, essendo che all’elettore esterno ogni nuovo movimento sarebbe sembrato una semplice riedizione in miniatura della creatura bossiana.
Se si vuole vincere davvero bisogna fare un salto di qualità sia nel parlare, smettendo di ripetere slogan alla leghista, sia nel pensare, riferendosi sempre al territorio prima del 1797, sempre e comunque anche quando si pubblica la piu insulsa delle mappe.
Non farlo vuol dire consegnare alla Lega un’arma in più per durare, consegnandole come avversario partito “inferiore” nella costruzione e nella qualità dei suoi iscritti (che ne sanno quello che vogliono ne quello che non vogliono).
Il raggiungimento dell’obiettivo di Veneto Stato non lo si raggiunge solo coi gazebo per i singoli problemi del paese o della città, lo si raggiunge anche mostrando che ogni singolo tesserato ha ben chiaro quale è il territorio che sogna, a quale identità si ispira.
Tutto questo però non può avverarsi se si continua a ragionare su un terreno costruito ad arte da avversari politici: loro l’han creato e loro lo san gestire meglio, si può al contrario, aver successo se dall’altra parte, dalla nostra ci sono comportamenti che mostrano agli abitanti dei nostri territori quanto la vulgata “1 regione 1 stato” sia profondamente errata. 
Parafrasando Al Pacino in”Any given sunday” “o risorgiamo tutti come squadra, o perderemo come singoli”.
A voi la scelta.
Davide Hauner
Veneto Stato – Brescia
 
 
Finalmente qualcuno dentro a "VENETO STATO" sta cominciando a capire le contraddizioni di fondo di questo partito cosidetto indipendentista ma di fatto tutto italiano.
Per ribadire i principi del MLNV e le contraddizioni madornali e per noi addirittura al limite del tradimento della Patria Veneta, vi rimandiamo alle nostre spiegazioni sul percorso intrapreso dal MLNV e le motivazioni giuridiche che sono il fondamento stesso dell'esistenza di questo MLNV: clicca qui
 
 

2011.08.18 – ATTI DI DISPOSIZIONE DEL TERRITORIO DELLA REPUBBLICA VENETA – DIFFIDA

In merito alla spavalda e arrogante pretesa dello stato straniero italiano di disporre ancora una volta dei territori della nostra Patria da mettere a disposizione di stati terzi, in questo caso l'Ameria, per l'individuazione di un'area idonea per realizzare un nuovo mega-poligono di tiro, questo MLNV ha inviato diffida allo stato straniero italiano, all'ONU e agli Stati Uniti d'America dal persistere con questa condotta illecita e illegittima.
Ecco il documento inviato a mezzo posta elettronca certificata al Governo Italiano, all'O.N.U. e al Presidente degli Stati Uniti d'America.
 
 

 

2011.09.23 – AVVISO ALL’O.N.U.

O.N.U. – DIRECTOR GENERAL

Mr. Kassym-Jomart Tokayev

Palais des Nations Avenue de la Paix 8-14, 1211 Geneva 10, Switzerland

 

Ancora una volta siamo a scrivere a questa O.N.U. nel tentativo di avere almeno un cenno di risposta alle nostre legittime istanze.

Se chiedere è lecito e rispondere è cortesia, adesso noi non vogliamo più chiedere.

Siamo dunque a richiamarVi ai Vostri doveri e ad intimare a questa O.N.U. di non ignorare oltre le legittime aspettative del Popolo Veneto.

La vostra condotta, tesa ad ignorare le legittime istanze di questo MLNV vi rende complici dell’occupazione illegale e illegittima dello stato straniero italiano.

Sappiate che non tollereremo ancora per molto l’annessione violenta, razzista e militare dei nostri territori da parte dello stato straniero italiano.

Per questi stessi motivi vi ammoniamo dal persistere col disinteresse fin qui dimostrato riguardo alle legittime istanze di autodeterminazione del Popolo Veneto.

E’ difficile credere che questa O.N.U. non comprenda il presupposto giuridico per cui questo MLNV ha denunciato lo stato straniero occupante italiano e rivendicato l’autodeterminazione del Popolo Veneto.

Non potrebbe esistere un MLNV se non esistesse una Patria da liberare da un’occupazione straniera, in caso contrario non saremmo un Movimento di Liberazione Nazionale ma “insorti” … ma questo non dovremmo essere noi a ricordarlo all’O.N.U. e la sua subdola indifferenza arreca grande offesa al Popolo Veneto.

E’ evidente che la nostra denuncia e il riconoscimento di questo MLNV confermerebbe di fatto l’attuale condizione in cui versa la Repubblica Veneta con i propri territori ancora oggi “annessi” allo stato straniero italiano ma anche che tale occupazione  avvenuta e ancora oggi mantenuta non solo militarmente sostiene una subdola, funzionale e persistente politica razzista e di sfruttamento tesa ad annientare l’identità stessa del Popolo Veneto, ignorando la sua origine millenaria così come la sua cultura, la sua lingua, le sue stesse tradizioni.

Se vi sono impedimenti di altra natura, se vi sono ragioni per le quali questa O.N.U. non può riconoscere il diritto all’autodeterminazione del Popolo Veneto lo dica ora o il suo silenzio sarà per noi la conferma dell’inefficienza e dell’incapacità di rendere effettivi i principi e i valori dell’autodeterminazione dei Popoli… e di fatto questa O.N.U. diverrebbe per noi un’ interlocutore inutile e privo di valore ma non manchevole di effetti sul piano sostanziale.

 

Venetia, venerdì 23 settembre 2011

WSM

Il Presidente del MLNV

Sergio Bortotto

 

 

2011.09.21 – UNITA’ D’ITALIA, TRICOLORE, SECESSIONE, PADANIA, REFERENDUM, KOSOVO… QUANTA CONFUSIONE!!!

Ecco il comunicato stampa inviato da questo MLNV ai mass-media locali e che difficilmente troverà pubblicazione.
Ma se da un lato la verità è sempre più difficile leggerla o vederla attraverso i media, non meno responsabilità hanno i partiti e talune istituzioni straniere italiane che continuano a blaterale di unità d'italia e tricolori, di secessione e di padania, di referendum per invocare l'autodeterminazione addirittura prendendo ad esempio il Kosovo.
E' la solita minestra del teatrino della politica italiana incapace di essere obbiettiva anche difronte all'evidenza del tracollo di questo stato marcio.
Con la solita arrogante pretesa, ancora sparge menzogne, crea artatamente confusione e tutti dimostrano di avere un solo scopo… mantenere salde le loro poltrone.
Ai Veneti diciamo, non credete ai partiti politici italiani, neppure quelli che si professano indipendentisti… ci prendono tutti per il c… .
 
 
 
Repubblica Veneta, 20 settembre 2011
 
COMUNICATO STAMPA

E’ di questi giorni la sparata da Venezia del leader straniero italiano del carroccio su un improponibile referendum per la secessione di una inesistente padania, entità pseudo-territoriale frutto della fervida fantasia del partito straniero italiano lega nord.
A rincarare la dose, ci si è recentemente messo pure qualche esponente leghista di secondo piano che, invocando il principio di autodeterminazione dei popoli sancito dal diritto internazionale e recepito finanche da una legge dello stato straniero italiano, auspica un referendum da indirsi a cura del governatore dell’ente regione Veneto per l’indipendenza del solo Veneto, a dire di questi sulla scia dell’esperienza del Kossovo. Guarda caso proprio come previsto nel programma politico del partito straniero italiano Veneto Stato…
Inutile ricordare ai cialtroni dei partiti stranieri italiani, che insistono a voler continuare ad illudere anche il Popolo Veneto sine die, che la realtà del Veneto non è assimilabile in alcun modo a quella del Kossovo, e che queste due ridicole proposte della Secessione da una parte e del referendum del governatore veneto dall’altra non sono solo gli ultimi due espedienti in ordine di tempo per continuare a sedurre diabolicamente il Popolo Veneto, ma sono anche dei vicoli ciechi, dei percorsi impraticabili senza uscita giuridicamente privi di qualsiasi fondamento.
Vogliono forse essere dei tentativi – per quanto goffi e pacchiani – di conservare careghe e posizione di potere, sentita l’aria “centrifuga” venetista che sta tirando di recente?
A fronte di quelle sparate sterili, preme ribadire per l’ennesima volta come dal punto di vista storico e giuridico, e soprattutto dal punto di vista del diritto internazionale, la Repubblica di Venezia – che non è mai stata dichiarata formalmente sciolta o estinta – risulti in fatto e in diritto soggetta all’illecita e illegittima occupazione dello stato straniero italiano, a far data dal 1866.
Si ricorda inoltre come il Territorio complessivo della Repubblica Veneta Serenissima sia ben più vasto del solo territorio dell’ente regione Veneto, e che quindi non corrisponda a quest’ultimo.
Detto questo, l’unica soluzione ammessa dal diritto internazionale è quella della liberazione vera e propria della Repubblica Veneta dall’occupazione straniera italiana, e l’unico soggetto di diritto internazionale legittimato ad intraprendere questo percorso e ad agire in nome di tutto il Popolo Veneto è il Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto (MLNV).
Per sgomberare subito il campo da dubbi di sorta, si ricorda che il MLNV non è assolutamente un partito politico, tanto meno italiano, e che quindi non ambisce né a careghe, né a posizioni di potere.
Il compito del MLNV è squisitamente tecnico, ed è quello di portare a compimento il processo di liberazione dall’italia e di rimettere in piedi la Repubblica Veneta – non appena ripristinata la legittima Sovranità del Popolo Veneto – consegnandola ai legittimi rappresentanti democraticamente eletti, possibilmente sotto l’egida delle Nazioni Unite.
E’ alle Nazioni Unite, infatti, che il MLNV si è rivolto con formale documento di denuncia ad hoc depositato alla sede di Ginevra il 28 settembre 2010, affinché detta Organizzazione internazionale intervenga quanto prima al fine di ripristinare in modo pacifico la legittima sovranità della Serenissima Repubblica Veneta. Prima che sia troppo tardi.
 
Il Vice Presidente del MLNV
dott. Paolo Gallina

2011.09.08 – LA POLIZIA NAZIONALE VENETA NON E’ LA POLISIA NATHIONALE VENETA DI QUAGLIA E GARDIN!

Alla "festa dei Veneti" il MLNV, anche quest'anno, non ha potuto partecipare con uno stand espositivo per il solito pretesto degli organizzatori che asseriscono vergognosamente che non sono ammesse associazioni di tipo politico… eh eh eh, nulla di più controverso visto e considerato che il partito italiano della lega nord è presente, sponsorizza e si fa sponsorizzare dagli organizzatori di questa "sagra".
E così, ancora una volta, i valori indipendentisti sposano costexine, vin bon e bira, per la pace dei vigilanti del regime italiota sguinzagliati per assicurare che tutto rimanga entro i limiti dettati dai loro interessi.
Grande confusione ha sicuramente creato il discusso abbinamento LIFE / AUTOGOVERNO con tanto di smargiassa dimostrazione di una maglietta con la scritta POLIZIA NAZIONALE VENETA (non POLISIA NATHIONALE VENETA) e indossata dal ben noto QUAGLIA Daniele, presidente del parlamento veneto nonchè esponente della stessa Life.
L'ostentata mancanza di timore ad indossare una maglietta con la scritta POLIZIA NAZIONALE VENETA, declamata coraggiosamente dal QUAGLIA, ha sicuramente sortito l'effetto opposto e cioè quello di ridicolizzare una così nobile e indefettibile Istituzione della futura Repubblica Veneta e quindi passata inosservata, se non derisa, dagli stessi vigilanti del regime italiota.
(ditemi voi cosa potrà mai aver a che fare quest'uomo con la Polizia Nazionale Veneta)
Ancora una volta, questi nuovi "baronetti", frutto dell'ipocrita mentalità padronale veneta,  non vogliono perdere il richiamo mediatico che la loro POLISIA NATHIONALE VENETA ha negativamente fermentato nella passata diatriba mediatica architettata dal regime italiota.
Con sfrontata e bizzarra ostentazione di una maglietta, infatti, si vuol far credere che la POLIZIA NAZIONALE VENETA, a cui sta lavorando questo MLNV, sia la stessa cosa di cui loro si sono precedentemente serviti sotto il nome di POLISIA NATHIONALE VENETA o meglio la POLISIA della LIFE o dell'autogoverno e così via.
Complimenti al QUAGLIA e all'autogoverno che nulla hanno a che vedere con l'Istituenda POLIZIA NAZIONALE VENETA  di cui si fa riferimento nella denuncia di questo MLNV presentata all'O.N.U.!
Continuino pure a servirsi della loro patetica propaganda e a giocare a fare gli indipendentisti, ma non coinvolgano questo MLNV e la futura POLIZIA NAZIONALE VENETA come hanno recentemente fatto dopo il furto della bandiera italiana.
Proprio il QUAGLIA e il "compare" GARDIN, altro discusso figuro e presidente del sedicente governo veneto, hanno reso pubblicamente false e contradditorie dichiarazioni, asserendo uno di aver visto consegnare nelle mani del Presidente del MLNV e responsabile della POLIZIA NAZIONALE VENETA il tricolore rubato e l'altro, autore confesso del furto, di averlo subito spedito alla POLIZIA NAZIONALE VENETA, versioni poi smentite dallo stesso calunnioso GARDIN.
Il loro scopo, ovviamente, è sempre quello di far credere, nel bene e nel male, di disporre e di far uso anche della POLIZIA NAZIONALE VENETA così come in passato hanno fatto con gli uomini e le donne che avevano aderito al progetto della POLISIA NATHIONALE VENETA trascinati in un contenzioso legale con il regime italiano purchè si parlasse di loro, della LIFE e dell'autogoverno ovviamente.
Oggi come oggi, lo scopo di questi personaggi è solo quello di generare sufficente confusione nei termini per sfruttare il richiamo mediatico che tale progetto sta assumendo.
Pertanto, cari cittadini del Popolo Veneto, tenete presente che il MLNV non ha nulla a che fare con questi discussi personaggi… che il MLNV non ha nulla a che fare con la loro POLISIA NATHIONALE VENETA… che il MLNV non ha nulla a che fare con la LIFE… che il MLNV non ha nulla a che fare con l'autogoverno o il sedicente governo del popolo veneto attualmente capeggiato dai due compari QUAGLIA e GARDIN… che soprattutto dopo il furto della bandiera italiana e il meschino tentativo di coinvolgere questo MLNV e il suo progetto di POLIZIA NAZIONALE VENETA il Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto ha subito interrotto unilateralmente ogni relazione con questi personaggi e la loro organizzazione.
 

2011.08.01 – MA UN REFERENDUM CI PUO’ DARE L’INDIPENDENZA?

Un referendum per l'indipendenza è un tipo di referendum in cui i cittadini di un territorio, decidono se il territorio deve diventare uno Stato indipendente.
Il referendum sull'indipendenza è considerato positivo se i cittadini approvano l'indipendenza o esito negativo, se non lo fanno.
Il successo di un referendum per l'indipendenza può o non può comportare l'indipendenza, a seconda della decisione degli altri Stati sovrani.
Lo stato straniero occupante italiano non prevede questo tipo di "istituto" per cui anche fosse positivo l'esito di un referendum, non verrebe meno la dominazione italiana che non prevede neppure costituzionalmente una simile possibilità.
Ma c'è di più.
Il percorso referendario proposto da taluni partiti politici indipendentisti contrasta con la condizione giuridica attuale in cui versa la nostra Patria.
Il Popolo Veneto ha perso la propria sovranità a causa di una ripetuta occupazione straniera a seguito di un'invasione e quindi a causa di una forza maggiore.
Sul piano del diritto internazionale, l'avvenuta invasione e la conseguente dominazione di uno stato straniero non trova giustificazione alcuna per legittimare anche la presenza odierna dello stato occupante italiano.
Pertanto, come può un Veneto ambire a ricorprire cariche istituzionali nell'ambito dello stato straniero occupante italiano ?
E inoltre… in virtù di quale principio giurisprudenziale e del diritto il Popolo Veneto dovrebbe chiedere allo stato straniero italiano di concedergli una sovranità che è già sua ?
La sovranità del Popolo Veneto va reclamata ed esercitata nelle forme previste dallo stesso diritto internazionale e non deve essere mercanteggiata.
 

2011.07.14 – IL TRICOLORE RUBATO E LE BUGIE DELL’AUTOGOVERNO DI ALBERT GARDIN E DANIELE QUAGLIA… AIUTO SI SALVI CHI PUO’!

(ATTENZIONE: in corsivo e in neretto sono i nostri commenti)
 
questo il comunicato di Albert Gardin con il quale si autodenuncia del furto della bandiera italiana a Venezia:
 
Sono il Presidente del Governo Veneto, (no, non ha agito come presidente di un governo ma come un volgare ladro), istituzione votata dal Parlamento Veneto (eletto con libere e democratiche elezioni… su questo ci sono dissensi non essendo state rispettate le regole elettorali, non basta portare 20 nuovi iscritti per farsi eleggere deputato, questa non è democrazia) della ricostituita Repubblica Veneta (la Repubblica Veneta non è ancora ricostituita) e ho fatto parte del commando (lui stesso dichiara di aver fatto parte di un commando… dunque un'azione concordata e premeditata) di patrioti veneti che ha “ammainato” il tricolore dal pennone su suolo pubblico di Venezia in Campiello di san Giovanni Evangelista.
Perché lo abbiamo fatto?
L’esposizione nei luoghi pubblici del tricolore costituisce agli occhi dei veneti un’offesa alla loro sensibilità, alla loro identità, alla loro storia e dignità.
La bandiera dei Veneti resta il gonfalone di san Marco, la bandiera della Serenissima Repubblica Veneta, una bandiera vietata da tutti i regimi occupanti dal 1797 ad oggi.
Il tricolore è una bandiera foresta, issata e imposta per ricordarci di essere sottomessi e di non essere più indipendenti. Ogni giorno con il tricolore vogliono umiliarci perché ci convinciamo di non essere più padroni a casa nostra, perché ci dimentichiamo di essere i discendenti di un popolo europeo libero e sovrano e perché ci rassegniamo ad autoconsiderarci un semplice agglomerato di “abitanti” dello Stato italiano, privi di radici, di storia propria e di identità nazionale autonoma.
Il nostro gesto è una risposta alla campagna martellante di marca fascista di celebrazione dei 150 anni della costituzione del Regno d’Italia (nella cui rete i Veneti nel 1861 peraltro non erano ancora finiti). I tricolori e la retorica risorgimentalista costituiscono un lavaggio del cervello atto a glorificare una storia nella quale non vogliamo riconoscerci e di cui non siamo per niente fieri.
I Veneti che hanno sempre difeso il diritto dei popoli ad autogoverasi esigono improrogabilmente dall’Italia e dalla comunità internazionale il rispetto del loro diritto all’indipendenza e alla sovranità.
I Veneti hanno perso la loro indipendenza a causa di occupazioni ma non hanno mai rinunciato alla loro sovranità.
Nel Veneto è sempre più forte e diffusa la volontà di indipendenza e il nostro gesto è un segnale di rassicurazione, di incoraggiamento a tutti i Veneti di rafforzare la resistenza in vista del raggiungimento della ritrovata libertà.
Il tricolore che combattiamo è il simbolo di un paese artificiale, di un regime accentratore nemico delle identità e delle culture dei popoli italiani. La grande arte e cultura non sono figlie dell’Italia sabauda ma dei popoli preunitari.
(tutte argomentazione politicamente condivisibili ma che servono solo a nascondersi con vigliaccheria dietro una motivazione politica).
L’impresa (il Gardin ne parla con boria e alterigia e non c'è nulla di dignitoso o di patriottico in un gesto compiuto con la complicità dell'oscurità… parla di "impresa", come se avesse strappato una bandiera nemica durante una battaglia
) è stata segnalata al Presidente del Parlamento Veneto, Daniele Quaglia e al Responsabile della Polizia Veneta, Sergio Bortotto (quando, come è avvenuto???)
Non abbiamo sprezzato la bandiera dello Stato occupante ma l’abbiamo trasmessa alla Polizia Veneta per competenza di trattamento, (quando e come sarebbe stata trasmessa… poi lo stesso Gardin, sbugiardandosi, ammetterà di non averlo mai fatto … quale sarebbe la competenza di trattamento non si capisce).
La potenza di fuoco dello Stato occupante non ci impressiona perché sappiamo che è l’ultimo urlo di una belva morente, il suo fuoco si spegnerà allo stesso modo di quello di un regime altrettanto artificiale e prepotente durato quasi un secolo, l’Unione Sovietica.
Viva la bandiera veneta, Viva San Marco, Viva la Repubblica Veneta, Viva il grande Popolo Veneto, (ma abbasso i ladri e i bugiardi… aggiungiamo noi).
 Albert Gardin
 
La Polizia Nazionale Veneta appena riceverà materialmente la bandiera straniera italiana saprà che farne (e come subito informato il Gardin questo MLNV e la Polizia Nazionale Veneta, avrebbero restituito il tricolore ad un'autorità straniera italiana) ma si sappia che il procuratore e il questore a Treviso, autorità d'occupazione straniere, tengono ancora in "ostaggio" due gonfaloni di San Marco rubati nell'abitazione del dott.Paolo Gallina durante il criminale attacco sferrato nel 2009 contro questo MLNV e le Istituzioni di Governo in Autodeterminazione del Popolo Veneto.
Non le hanno ancora restituite e si rifiutano di farlo senza neppure precisare sulla base di quale norma di legge ancora trattengono le nostre due bandiere e gli altri effetti che non costituiscono alcun elemento probatorio nell'inchiesta farsa sulla Polisia Nationale Veneta che, come tutti sanno, non riescono neppure a concludere.
Questa è una costante provocazione e un'offesa gravissima per il Popolo Veneto.
Ma si sa, questa è l'italietta di sempre, rapprensentata in questa miserabile circostanza da uomini senza onore, di cui la stessa italia sicuramente si vergogna.
ONORE O MORTE!
14.07.2011
WSM Il Presidente del MLNV Sergio Bortotto
seguirà il resto appena possibile

2011.07.12 – FESTA DEI VENETI A CITTADELLA (PD) IL 2,3,4 DI SETTEMBRE 2011

E' stata fatta richiesta di uno spazio anche per il MLNV e la POLIZIA NAZIONALE VENETA.
Speriamo di poter essere presenti anche noi.
Come volevasi dimostrare.
E anche quest'anno la festa è passata!
Tra la ridicola e patetica sceneggiata posta in essere da uno sparuto gruppo di militati del partito italiano IDV che hanno cantato l'inno di Mameli sotto il monumento ai caduti, si è consumata l'ennesima sagra indipendentista firmata Lega, altro che "festa dei Veneti", meglio dire "festa di alcuni Veneti".
Al MLNV, anche quest'anno, non è stato permesso di partecipare con uno stand espositivo con il pretesto che non sono ammesse associazioni di tipo politico… eh eh eh, nulla di più controverso visto e considerato che il partito italiano della lega nord è presente, sponsorizza e si fa sponsorizzare dagli organizzatori di questa "sagra".
E così, ancora una volta, i valori indipendentisti sposano costexine, vin bon e bira, per la pace dei vigilanti servi del regime italiota sguinzagliati per assicurare che tutto rimanga entro i limiti dettati dai loro interessi.
Grande confusione ha sicuramente creato il discusso abbinamento LIFE / AUTOGOVERNO con tanto di dimostrazione di una maglietta con la scritta POLIZIA NAZIONALE VENETA (non POLISIA NATHIONALE VENETA) e indossata dal ben noto QUAGLIA Daniele, presidente del parlamento veneto nonchè esponente della stessa Life.
 

2011.07.06 – FINALMENTE UN PO’ DI CORAGGIO DA PARTE DELLA TRIBUNA ON-LINE

SVENTOLA LA BANIDERA A SAN MARCO.
da un articolo della Tribuna on-line: vai qui
 
ecco il commento del Vice Presidente del MLNV, scritto ancora in data 25 giugno 2011 e pubblicato solo oggi… meglio tardi che mai.
 
Il Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto (MLNV), costituito nel settembre del 2009 secondo diritto internazionale, ha da tempo avviato il processo di ripristino della Sovranità del Popolo Veneto sul Territorio della Repubblica Veneta, nei suoi confini storici, con una prima formale denuncia – relativa all’illecita e illegittima occupazione straniera italiana, in fatto e in diritto, a far data dal 1866 – depositata alle Nazioni Unite il 28 settembre 2010.
A nulla del resto sono valsi i reiterati, scomposti, violenti, repressivi e criminali attacchi delle istituzioni straniere italiane (in primis questura e procura a Treviso) nei confronti del MLNV e dei componenti del suo direttivo portati ad esecuzione anche con gli ormai noti calunniosi procedimenti-farsa e con l’uso strumentale e distorto dei mezzi di informazione.
Il MLNV, infatti, in quanto istituito ed operante rigorosamente entro gli argini e nell’alveo del diritto internazionale, prosegue tuttora alla luce del sole nel legittimo percorso della liberazione e quindi della successiva ricostruzione della Repubblica di Venezia, sotto l’egida delle Nazioni Unite.
Per sgomberare il campo da dubbi di sorta, si precisa da subito che il MLNV non è un partito politico, non è legato ad alcun movimento o partito politico straniero italiano (es. lega nord) e ripugna ideologie violente, discriminatorie o razziste nei confronti di chiunque.
Il nostro motto è: “noi siamo ciò che decidiamo di essere, liberi di essere ciò che siamo”, e questa stessa libertà riteniamo appartenga a chiunque.
Di più, il MLNV auspica che anche tutti i Popoli lungo la penisola italica possano ritrovare la loro libertà e la loro indipendenza dallo stato occupante italiano: possano quindi risorgere i Popoli Sardo, Siciliano, (Sud)Tirolese, Ligure, Lombardo, Valdostano, solo per citarne alcuni. Questi veri Risorgimenti dei Popoli possano anche riscattare le sofferenze, le diaspore, il sangue e gli eccidi delle vittime innocenti firmati dal risorgimento italiano (uomini, donne e bambini stuprati, sgozzati e gettati nei campi di concentramento sabaudi in nome dell’unità d’italia, soprattutto nel Mezzogiorno).
Per un approfondimento della questione, si rinvia al sito ufficiale
http://www.mlnv.org .
Il Vice Presidente del MLNV
dott. Paolo Gallina
 
 

2011.06.28 – LO AVEVAMO DETTO E SCRITTO ANCORA IL 10 GIUGNO SCORSO…CERCANO NUOVI PRETESTI PER ATTACCARCI.

Lo avevamo detto e scritto ancora il 10 giugno scorso.
"…fonti informative di questo MLNV riferiscono dell’imminenza di un ulteriore proditorio attacco al Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto da parte di istituzioni politico/giudiziarie dello stato straniero occupante italiano. Scopo di quest’ulteriore attacco sarebbe l’indebolimento dell’immagine del MLNV ma soprattutto il tentativo d’intimidazione nei confronti della Popolazione Veneta e di quanti sarebbero intenzionati al reclutamento nella Polizia Nazionale Veneta.
Non è da escludere pertanto anche il conseguente abuso dello strumento mediatico come accaduto nel recente passato. Nonostante le numerose ripetute istanze e denunce presentate dal MLNV a questa O.N.U. è certo che l’arrogante stato straniero italiano ritenga di poter agire indisturbato e di porre in essere tutti gli atti di aggressione e di violenta rappresaglia escogitando motivazioni inesistenti
E oggi Tribuna e Gazzettino danno rilievo all'ennesima sceneggiata di quel grande attore che è il procuratore capo straniero italiano Antonio Fojadelli che dando sfogo alla sua vanità, annuncia nuovi guai per i leader del gruppo accusato di costituzione di associazione paramilitare tesa a sovvertite l'ordine dello stato (italiano ovviamente).
E' singolare vedere come questi personaggi si arrampicano sugli specchi pur di non indicare con precisione il soggetto giuridico del MOVIMENTO DI LIBERAZIONE NAZIONALE DEL POPOLO VENETO con i quali sperano di confrontarsi a loro modo, ovvero tenendo il coltello dalla parte del manico e ignorando le leggi internazionali e anche italiane che loro stessi stanno ripetutamente violando.
Queste canaglie, e mi riferisco al procuratore capo italiano Antonio Fojadelli e al questore italiano Carmine Damiano, (sembra un'altro "malato di protagonismo" considerate le lamentate sue gigantografie sparse per la questura), continuano indisturbati col rischio di trascinare lo stato italiano in un contenzioso internazionale dai risvolti molto pericolosi, se si pensa che ad un Movimento di Liberazione Nazionale è riconosciuto il diritto di usare la forza contro l’aggressore e di fare la cd “guerra di liberazione”.
E' evidente che questi signori, abituati a spadroneggiare in casa d'altri, non tollerano che sia messa in discussione la loro autorità e il loro prestigio ma resta il fatto che sono solo due emeriti bugiardi e dei ladri per come si sono comportati con l'inchiesta sulla Polisia Nationale Veneta, che non riescono neppure a concludere.
Avete capito bene, bugiardi perché sapendo di mentire fin dall'inizio hanno anche abusato dello strumento mediatico offendendo la reputazione, il prestigio e l'onore di persone che loro chiamano imputati e che non hanno fatto nulla di ciò di cui sono accusati.
Ladri perchè non restituiscono quanto hanno illegalmente sottratto con una vera e propria rapina a mano armata nelle abitazioni e negli uffici con l'abuso del potere che solo le armi di cui dispone la polizia italiana può proteggerli, per ora, dalla giusta punizione che si meritano… un serenissimo giudizio innanzi ad una Corte di Giustizia Veneta.
Ma il procuratore capo italiano Antonio Fojadelli non ne abbia a male se non è al centro della nostra attenzione, non abbiamo il tempo né per scrivere a lei e tanto mano al suo complice il questore Carmine Damiano… entrambi rei dei crimini che state compiendo contro il Popolo Veneto, contro le Istituzioni di Governo in Autodeterminazione e contro questo stesso Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto.
In ogni modo, come eravamo stati informati, ecco che si stanno inventando un nuovo pretesto per tornare ad attaccarci.
Bene…questo conferma che siamo sulla strada giusta e al Popolo Veneto diciamo di non mollare e di alzare fiero la testa, di non avere paura, perché questi più vanno avanti in questo modo e più manifestano al mondo intero la loro alterigia e la loro arroganza, la prevaricazione con la quale prima o poi dovranno confrontarsi perché arriverà presto il momento per dire "NO, ADESSO BASTA!"
E allora… non vorrei essere al loro posto.
Il Presidente del MLNV Sergio Bortotto

 

 

 

 

2011.06.18 – SOLIDARIETA’ A DODDORE MELONI PRESIDENTE DEL PAR.I.S. E DELLA REPUBBLICA DI MALU ENTU

Ancora una volta prendiamo atto dell’improvvida ingerenza politico/giudiziaria dello stato straniero italiano.
Con imprudente e manchevole accortezza la guardia di finanza italiana ha proceduto e denunciato in sede italiana il Sig. Doddore Meloni, Presidente del PAR.I.S. (Partidu Indipendentista Sardu) nonché Presidente della Repubblica di Malu Entu.
Accuse di bancarotta fraudolenta, evasione fiscale, frode in commercio… anche laddove le accuse fossero fondate siamo comunque al paradosso.
Un ladro non può contestare al rapinato di nascondergli i beni che gli sottrae.
E di rapina vera e propria si tratta consti che gli accertamenti e le inchieste politico/giudiziarie vengono realizzate da forze straniere italiane con armi da guerra, alle volte anche con arroganza e inaudita invasività nella sfera privata delle persone, delle famiglie, dei loro effetti personali.
A tali operazioni segue quasi sempre l’ostentato compiacimento delle istituzioni straniere e il carosello mediatico paga il prezzo dell’informazione di regime talvolta enfatizzando e criminalizzando lo sfortunato di turno.
Ma c’è chi, come il Sig. Doddore Meloni, sa di essere nel giusto e che la sua battaglia è una battaglia di civiltà contro la prevaricazione di uno stato straniero occupante la propria Patria, la Nazione Sarda.
Ci onora per questo il patto di alleanza con il PAR.I.S. e l’aver con esso stabilita intesa con il Popolo Sardo.
La nostra solidarietà dunque al Sig. Doddore Meloni, Presidente del PAR.I.S. e della Repubblica di Malu Entu e a tutto il Popolo Sardo.
Seguirà una formale nota di protesta contro lo stato straniero italiano e un'informativa all'O.N.U. perchè il mondo intero sappia cos'è in realtà l'italia e l'astuzia con la quale maschera i suoi strumenti di repressione.

 

 
Restiamo uniti in questi intenti per dare un futuro ai nostri Popoli.

 
W il POPOLO SARDO, W il POPOLO VENETO.

 

 

 

2011.06.15-A PROPOSITO DI DOCUMENTI VENETI

ecco l'articolo apparso sulla TRIBUNA online: clicca qui
 
Siamo sempre alle solite, o questi giornalisti non sanno leggere i comunicati o difettano di comprendonio o sono costretti a scrivere castronerie.
 
Treviso.
Dà la patente venetista ai carabinieri
Denunciato, scrive all'Onu: «Occupati dagli italiani»
E' successo a San Biagio di Callalta: protagonista Charlie Geromel, rappresentante del Movimento di liberazione nazionale del popolo veneto
S. BIAGIO.
I carabinieri lo fermano per un controllo e lui esibisce la patente… venetista. E' successo tre giorni fa a San Biagio di Callalta. Lui, Charlie Geromel, rappresentante del direttivo del Movimento di liberazione nazionale del popolo veneto, non riconoscendo né l'autorità né la giurisdizione del potere esercitato dai carabinieri, all'alt dei militari ha fermato l'auto ed estratto il tesserino dell'MLNV. Stupiti, i carabinieri hanno rinnovato la consueta richiesta: «Patente e libretto». Ma Geromel è stato inflessibile. Di tutta risposta: è scattata la multa per guida in assenza di patente, e l'obbligo di presentarsi a San Biagio, nella caserma, entro 30 giorni. E con il documento di guida in mano.
Era successa la stessa cosa alcune settimane fa ad un altro venetista doc, De Pieri, nel padovano. E il movimento non è stato a guardare. Incassata la notizia, ha preso carta penna e calamaio scrivendo un «monito allo stato straniero occupante italiano». E mandando copia conoscenza della missiva anche alle Nazioni Unite.  «I militari italiani dell'arma dei carabinieri – scrive il presidente dell'Mlnv Sergio Bortolotto – non hanno tenuto conto del difetto assoluto di giurisdizione in cui persistono ad operare sul territorio della Repubblica Veneta, e che questo Mlnv – continua – soggetto di diritto internazionale, non può essere né soggetto né assoggettabile per sua natura alla giurisdizione dello stato straniero italiano».  Di qui, sulla base dell'aggravante data «dallo stato di occupazione», anche l'azione nei confronti dei carabinieri che «per i delitti commessi contro la sovranità del Popolo Veneto», verranno denunciati dalla Polizia Nazionale Veneta.
2 giugno 2011
 
 
ed ecco i soliti "commenti" e le gratuite offese.
Scommettiamo che quelli "contro" e quei veneti perbenisti che ci danno addosso sono tutti  politicamente italiani di sinistra???
Chissà poi perchè queste persone devono sempre arrogarsi il diritto di dare del razzista agli altri che non la pensano come loro o dire che noi odiamo addirittura i "terroni" o gli "extracomunitari".
Sempre pronti a lavarsi la bocca additando gli altri di ciò che loro stessi stanno facendo… questa è una grande contraddizione di fondo.
Quando un'ideologia partitica sovrasta anche la libertà di pensiero e la capacità di essere obbiettivi allora si hanno questi risultati… l'indottrinamento tipico di coloro che massificati nel pensiero collettivo fanno proprie le ragioni di una politica palesemente fallimentare in tutto il mondo.
Questi per "rimanere a galla" necessiteranno sempre di nuovi motivi di contrasto, di nuove sfide e di pretesti e dove non ne trovano li inventano.
Che il buon Dio ci scampi da questi falsi profeti.
 
 
Valentina Sturaro
sono questi pagliacci che mi fanno vergognare di essere veneta, ma non mi vergognerò mai di essere italiana.
 
Movimento Liberazione Nazionale Veneto
libera di essere italiana… ci mancherebbe, ma perchè per te uno dev'essere un pagliaccio se rivendica un diritto naturale qual'è la libertà della propria Patria?
 
Valentina Sturaro
è molto semplice, la libertà della propria patria va rivendicata quando quella patria esiste, io sono italiana, nata e vissuta in veneto, e sono fiera di essere italiana, la mia patria, la patria del Veneto stesso, ammettendo per un momento che esista una "nazione" Veneta, a voi chi l'ha detto che a tutti noi sta bene di scindere dal resto del nostro paese? Una patria c'è, esiste, si chiama Italia, e pretendere di dividere qualcosa che è facente parte di quella patria non è liberazione, la liberazione sta dove esiste una prigionia e vorrei sapere chi vi ha dato il permesso per arrogarvi il diritto di decidere per tutti i veneti di voler essere indipendenti? Ma ammettendo anche che ciò possa essere, fin tanto che non esiste un confine e che questa regione fa parte di un unità, vanno rispettate le regole dell'unità. Però ho io un …idea per voi, se vi sentite poco italiani, se non volete avere a che fare con la PATRIA, se non volete accettare le regole e le leggi dello stato italiano, perchè non ascoltate il vostro stesso consiglio e ve ne andate? Partite tutti, in massa, prendetevi un pezzettino di deserto o un isola sperduta da qualche parte nel mondo e createvi la vostra patria, quando non avrete più i "terroni" o gli extracomunitari da odiare, comincerete ad odiarvi tra di voi, i biondi si divideranno dai mori e i mori dai rossi, gli alti dai bassi ecc ecc, dovessimo ogni volta costituire una patria ed accettare questi schemi demenziali, dovremmo restare ognuno chiuso nella propria stanza. Di certo se deciderete di sloggiare a gente come me farete soltanto un favore.
 
Movimento Liberazione Nazionale Veneto
Mi spiace che lei non sappia che la Patria Veneta esiste. storicamente ad oggi è anche la repubblica più longeva nella storia dell'umanità. Poi non c'è nessuna legge, nessuna norma di diritto che autorizza uno stato straniero ad invadere, occupare e sfruttare un popolo (e ovviamente mi riferisco a qualsiasi Popolo) e nessun'altra norma di legge e di diritto che impedisce ad un Popolo di rivendicare la propria sovranità e libertà dallo stato occupante. Se non conosco la storia della mia Patria, dei miei avi, dei miei antenati perchè volutamente non me la insegnano,è perchè a conoscerla si teme il risveglio di coscienza e amor patrio, come posso dire ad un veneto di andarsene da casa propria… le consiglio di studiarsi meglio la storia… capisco che ci vuole coraggio a mettere in discussione i propri principi ma si accorgerà che non è affatto come ce l'hanno raccontata, sia qui nel veneto che nel meridione dove molti meridionali rivendicano la libertà della propria Patria… quali massacri ha fatto l'italia per l'unificazione che non c'è… la invito a leggere qualcosina anche nel nostro sito… www.mlnv.org, sia sulla storia della nostra Patria… cmq lei sarà sicuramente libera di essere ciò che è perchè è proprio il principio di questo MLNV, noi siamo ciò che decidiamo di essere, liberi di essere ciò che siamo, siamo un Popolo, siamo una Nazione.
 
Valentina Sturaro
guardi, le garantisco che non c'è alcun bisogno che IO ripassi la storia, ne quella veneta ne nessun altra, specialmente se ci mettiamo a parlare di popoli antichi o storia medievale, se vogliamo vederla da questo punto di vista potrei pure darle ragione, come lei dice, nessun popolo ha il diritto di occupare e scacciare da casa propria un altro popolo, perciò lei è fortunato che il popolo "euganeo" abbia semplicemente deciso di andarsene lasciando ai Veneti questo territorio, senza pensare di doversi armare e poi semplicemente integrandosi. Mettendola così ne risulta che se domani quel popolo volesse identificarsi e decidesse di reintegrare la loro Nazione, proprio all'interno dei confini che voi ora chiamate così eroicamente la "patria veneta", avrebbero ragione non solo di insidiarsi ma addirittura voi stessi tenendo fede al vostro orgoglio di patriottismo dovreste liberarli, e lasciare queste terre. D'altro canto i veneti sono null'altro che una comunità indoeuropea stanziatasi nel nord italia solo nel secondo millennio avanti cristo, di conseguenza se non vado errata e seguendo il suo ragionamento, non soltanto noi veneti non siamo padroni di questa patria, ma addirittura siamo gli oppressori di un popolo e ancora peggio, siamo stranieri in questa patria.
 
Movimento Liberazione Nazionale Veneto
quello che dice è un'emerita siocchezza perchè l'identità di un Popolo e la Nazione per esso riconosciuta dalla Comunità internazionale si rifà al principio di effettività. Un Popolo esiste in quanto è Popolo e lo è per usi, costumi, tradizioni, lingua, anche il proprio credo e il territorio. Quanti Popoli si sono "estinti" nel corso della storia dell'umanità e quanti altri si sono radicati la dove gli eventi li hanno portati. Se in epoca preistorica o antica i Popoli o le varie tribù si sono confrontate, combattute o unite e integrate a vicenda è soprattutto per ragioni di sopravvivenza. Ben diverso dalle ragioni ideologiche o di mero potere interno o di egemonia internazionale che hanno poi caratterizzato i confronti fra Popoli e le diverse civiltà. Quante guerre sono state combattute in nome di un credo e di una religione e quante guerre si cambattono in nome di una democrazia anche ai giorni nostri? Se un tempo i Popoli hanno combattuto fra loro per il diritto alla sopravvivenza, oggi non è più tollerabile che qualunque potenza sovrasti un Popolo vicino o lontano, tenti di cancellarne cultura, tradizioni, storia, lingua e soprattutto, ingannando le nuove generazioni di quel Popolo, le assoggetti negando la loro identità. Le identità di tutti vanno rispettate non cancellate o calpestate e il Popolo Veneto si è ben governato per oltre mille anni, le sue Terre sono state invase, oggetto di trattative e scambi segreti tra potenze straniere, l'ultima delle quali il regno d'italia. Tutti questi eventi sono storicamente documentati e non esiste ragione al mondo per cui un Popolo debba accettare l'esito di un atto di prevaricazione contro se stesso. Inoltre l'occupazione di una Nazione e di un Popolo da parte di uno stato straniero, non cancella quella Nazione e quel Popolo. Quindi se lei vuole mettere in dubbio l'esistenza della Patria Veneta abbia almeno il coraggio di mettere in discussione l'esistenza della stessa italia laddove un risorgimento non si fa con i proclami, le belle parole, con la massoneria, la ndrangheta e la mafia e i conseguenti massacri d'innocenti e tutte le conseguenze derivanti dall'occupazione :
ci sono milioni di Veneti, figli degli emigranti (vocabolo sconosciuto ai Veneti fino al 1866) che hanno lasciato la nostra terra subito dopo l’annessione del Veneto all’Italia.
Nei primi 24 anni di emigrazione fuggirono 1.385.000 Veneti su 2.800.000 abitanti (il 50%). Dal 1876 al 1978 bel 4.439.840 di Veneti hanno lasciato la nostra terra con tanta voglia di fare, alla ricerca di fortuna e di speranza, due essenze di vita sempre più difficili da trovare qui anche attualmente.
Dal 1876 al 1880 la proporzione dell’esodo fu questa:
35 Veneti contro 1 Siciliano, 41 Veneti contro 1 Pugliese.
Dal 1881 al 1890:
12 Veneti contro 1 Siciliano, 25 Veneti contro 1 Pugliese, 125 Veneti contro 1 Umbro.
Dal 1891 al 1900:
18 Veneti contro 1 Pugliese, 25 Veneti contro 1 Laziale, 39 Veneti contro 1 Sardo.
Attualmente ci sono più di 10 milioni di Veneti in giro per il mondo.

2011.06.13 – SIAMO QUASI ALLA DICHIARAZIONE DI GUERRA???

Ai Presidenti
– della Repubblica italiana
– del Consiglio della Repubblica italiana
 
e p.c.
 
O.N.U.- DIRECTOR GENERAL
Mr. Kassym-Jomart Tokayev
Palais des Nations Avenue de la Paix 8-14, 1211 Geneva 10, Switzerland
 

Sono il Presidente del Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto, come tale a voi avverso, nella lotta di liberazione della Patria Veneta dall’occupazione straniera italiana.
Annoverate pertanto le mie parole tra le poche che vi concederemo per emendarvi dai crimini che reiteratamente talune autorità locali del vostro stato straniero occupante persistono a perpetrare impunemente contro la sovranità e i cittadini del Popolo Veneto e contro questo stesso MLNV.
Nulla ha sortito il nostro precedente appello affinché procedeste con l’accertare voi stessi i crimini di cui il vostro questore, il vostro procuratore capo, un pubblico ministero e un giudice a Treviso si sono resi responsabili.
A oggi le vostre autorità locali d’occupazione sfidano la pazienza del Popolo Veneto e di questo MLNV abusando delle loro funzioni e dei loro stessi obblighi di legge.
Siate lesti e franchi dunque nell’accertare le responsabilità di queste canaglie dei cui crimini vi abbiamo già scrupolosamente informati.
Non sottovalutateci.
I nostri passi li compiamo sempre e rigorosamente secondo diritto perché abbiamo deciso di essere quello che la stessa legge ci riconosce, il Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto.
Non possono dunque esservi ignote le nostre intenzioni e ancor meno inaspettato il contemplato legittimo ricorso alla guerra di liberazione.
Ravvedetevi dunque e provvedete immantinente a ripristinar legalità e in buon ordine ritiratevi dalle Nostre Patrie Terre.
 
Repubblica Veneta, 13 giugno 2011
 
WSM
 
Il Presidente del MLNV
Sergio Bortotto

2011.06.11 – ANCHE IL NOSTRO “SERVIZIO INFORMATIVO” COMINCIA A FUNZIONARE… IN PREPARAZIONE UN ULTERIORE ATTACCO AL MLNV DA PARTE DELLO STATO STRANIERO ITALIANO.

O.N.U. – DIRECTOR GENERAL

Mr. Kassym-Jomart Tokayev

Palais des Nations Avenue de la Paix 8-14, 1211 Geneva 10, Switzerland

 

 

Fonti informative di questo MLNV riferiscono dell’imminenza di un ulteriore proditorio attacco al Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto da parte di istituzioni politico/giudiziarie dello stato straniero occupante italiano.

Allo scopo di spettacolarizzare al massimo l’operazione in programma sembra prevedersi anche l’impiego di unità specializzate e di personale in uniforme delle forze di polizia straniera.   Scopo di quest’ulteriore attacco sarebbe l’indebolimento dell’immagine del MLNV ma soprattutto il tentativo d’intimidazione nei confronti della Popolazione Veneta e di quanti sarebbero intenzionati al reclutamento nella Polizia Nazionale Veneta.   Non è da escludere pertanto anche il conseguente abuso dello strumento mediatico come accaduto nel recente passato.

Nonostante le numerose ripetute istanze e denunce presentate dal MLNV a questa O.N.U. è certo che l’arrogante stato straniero italiano ritenga di poter agire indisturbato e di porre in essere tutti gli atti di aggressione e di violenta rappresaglia escogitando motivazioni inesistenti (ricordate la reazione assurda e violenta contro i pastori sardi?…vedi foto a sinistra o l'inchiesta farsa sulla Polizia Nazionale Veneta del 2009 di cui ancora non si sa nulla e di cui non vogliono restituire il maltolto?…foto a destra).   Ciò premesso, allo scopo di assicurare corretta informazione agli eventi che potrebbero verificarsi in reazione a quest’ulteriore attacco al MLNV, preventivamente si informa codesta O.N.U. auspicando nel contempo un sollecito riscontro alle proprie istanze.

 

Venetia, 10 giugno 2011

WSM

Il Presidente del MLNV

Sergio Bortotto

2011.05.31-AVVISO E MONITO ALLO STATO STRANIERO OCCUPANTE ITALIANO

Ancora una volta lo stato straniero italiano ignora (o fa finta di ignorare)  il difetto assoluto di giurisdizione in cui opera con le proprie istituzioni nell'ambito della Repubblica Veneta. 
Questa volta, però, esibito il tesserino del MLNV i militari italiani dell'arma dei carabinieri della stazione di San Biagio di Callalta (Tv) non hanno proceduto all'accompagnamento in caserma della persona ma hanno redatto il verbale di violazione del codice della strada italiano per la mancata esibizione della patente di guida… due pesi e due misure con quanto successo a DE PIERI nel padovano qualche mese fà, ricordate???
 
Oggetto:AVVISO E MONITO allo stato straniero occupante italiano.
 
Alla PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DELLA REPUBBLICA ITALIANA
Palazzo Chigi – Piazza Colonna, 370 – 00187 Roma (Italia)
 
AL MINISTERO DELL’INTERNO ITALIANO
piazza del Viminale, 1 – 00184 Roma
 
AL COMANDO STAZIONE CARABINIERI
Via Postumia 138, 31048 San Biagio di Callalta (Tv)
 
e per quanto di competenza
 
O.N.U. – DIRECTOR GENERAL Mr. Kassym-Jomart Tokayev
Palais des Nations Avenue de la Paix 8-14, 1211 Geneva 10, Switzerland
 
In data 3 maggio 2011 personale dell’Arma dei Carabinieri , della Stazione di San Biagio di Callalta (Tv), in servizio di pattuglia automontata, ha elevato verbale di contestazione di violazione al codice della strada italiano nr.100437127 a carico di un membro del direttivo di questo MLNV, tale Charlie GEROMEL con la seguente motivazione: “conducente del veicolo sopraindicato non portava con sé, pur dichiarando di esserne in possesso, la patente di guida valida per la categoria del veicolo condotto.
L’interessato è invitato a presentarsi entro 30 (trenta) giorni presso un ufficio di polizia per esibire il documento mancante.
L’inosservanza a quanto intimato comporterà la sanzione di cui all’art.180 comma 8° del CDS.”
E’ certo, dunque, che nonostante il Charlie GEROMEL si fosse preventivamente qualificato esibendo il tesserino di questo MLNV i militari italiani dell’arma dei carabinieri abbiano ugualmente proceduto col trattenere la persona sul posto, sottoponendola a controllo di polizia e redigendo poi il  verbale di contestazione al CDS italiano.
Pertanto, pur avendo recepito lo status giuridico del cittadino del Popolo Veneto nonché membro permanente di questo Direttivo del MLNV, i militari italiani dell’arma dei carabinieri, non hanno tenuto conto del difetto assoluto di giurisdizione in cui persistono ad operare sul territorio della Repubblica Veneta e che questo MLNV, soggetto di diritto internazionale, non può essere né soggetto né assoggettabile – per sua natura –   alla giurisdizione dello stato straniero italiano.
Considerato l’aggravante dello stato di occupazione in relazione ai delitti commessi contro la sovranità del Popolo Veneto, la Polizia Nazionale Veneta procederà con l’iscrizione a ruolo dei militari italiani dell’arma dei carabinieri firmatari del predetto verbale per essere deferiti alla Corte di Giustizia del Tribunale del Popolo Veneto.
Pertanto, facendo seguito
– alla denuncia di occupazione, dominazione e colonizzazione della Nazione Veneta da parte dello stato straniero italiano, depositata presso la sede dell’O.N.U. di Ginevra nel settembre del 2010; – all’ultimatum notificato allo stato straniero occupante italiano e alla sede O.N.U. di Ginevra nel dicembre del 2010;
– alla denuncia di aggressione rappresaglia contro lo stato straniero italiano, notificata al medesimo e alla sede O.N.U. di Ginevra nel febbraio 2011;
– alla diffida a procedere con l’attività di spionaggio contro questo MLNV posta in essere dalle autorità straniere italiane e notificata alle medesime e a questa sede O.N.U. di Ginevra nel marzo 2011; – alla comunicazione e denuncia degli atti di aggressione attuati dallo stato straniero occupante italiano contro i membri di questo MLNV, notificato alla sede O.N.U. di Ginevra e alle Ambasciate degli Stati terzi nel mese di aprile 2011 e al contemporaneo reclamato vigoroso appello al determinarsi di codesta Organizzazione delle Nazioni Unite contro lo stato straniero italiano.
– alla diffida e denuncia dello stato straniero italiano del 21 maggio u.s. per la persecuzione politico/giudiziaria attuata contro questo MLNV
 
IN NOME DEL POPOLO VENETO IL MLNV VI ORDINA
di porre fine immediatamente ad ogni attività di natura repressiva contro cittadini del Popolo Veneto e membri di questo MLNV perché tali atti configurano atti di rappresaglia.
 
Denuncia, ancora una volta, lo stato straniero occupante italiano all’Organizzazione delle Nazioni Unite, confidando ancora una volta in un sollecito riscontro e presa di posizione.
 
Repubblica di Venezia, 31 maggio 2011
 
Il Presidente del MLNV Sergio Bortotto
 
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2011.05.21 – L’INCHIESTA SULLA POLIZIA NAZIONALE VENETA…IL SISTEMA MAFIOSO DI INQUIRENTI BUGIARDI E ADESSO ANCHE LADRI.

E così, dopo tutto questo tempo, dopo tutti i reati commessi dagli inquirenti italiani, sebbene non sia emerso e non sussista alcun elemento probatorio, questi si ostinano a creare l’ennesimo pretesto per non restituire i beni sequestrati… perché?
Il giorno di venerdì 20 maggio 2011, personale della digos della polizia di stato italiana a Treviso ha notificato a questo Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto nelle persone del Presidente Sergio Bortotto e del Vice Presidente dott. Paolo Gallina, il provvedimento della procura della repubblica italiana a Treviso nr.5416/2009 R.G. N.R. Mod.21 datato 18 maggio 2011 a firma del procuratore della repubblica italiana Antonio Fojadelli col quale ha disposto “che tutta la strumentazione informatica sequestrata in data 5 novembre 2009 sia data in affido con utilizzo alla polizia giudiziaria della digos della questura di Treviso”  (affido ???).
Il pretesto addotto sarebbe un asserito rifiuto, senza riserve, di ritirare il materiale informatico sequestrato in occasione di perquisizione operata il 5 novembre 2009 e per il quale sarebbe stata disposta la restituzione.
Niente di più falso.
Ad oggi non è mai stato notificato ad entrambi alcun decreto motivato di restituzione del materiale sequestrato né in fase di indagini preliminari, né da parte del giudice per l’udienza preliminare così come prescritto dall’art.263 del codice di procedura penale italiano.
Nel provvedimento della procura della repubblica italiana a Treviso nr.5416/2009 R.G. N.R. Mod.21 datato 18 maggio 2011 a firma del procuratore della repubblica italiana Antonio Fojadelli, notificato il 20 maggio 2011, c’è solo un mero riferimento ad una non meglio precisata disposizione di restituzione.
Ad oggi, pertanto, non ci è dato ancora di sapere nulla sull’esistenza di tale decreto di restituzione.
All’atto di quest’ultima notifica della disposizione del procuratore italiano Antonio Fojadelli, (per la notifica di questo atto si muovono e vengono personalmente presso le abitazioni e i posti di lavoro), la digos della polizia italiana ha rifiutato copia e anche la semplice visione del decreto di restituzione nonostante le ripetute legittime richieste degli aventi diritto, avanzate anche innanzi a testimoni.
I notificatori della digos della polizia italiana a Treviso hanno motivato il rifiuto ad esibire e notificare copia del decreto di restituzione adducendo a pretesto che tale atto lo avrebbero volutamente lasciato in questura;    hanno, infatti,  ribadito che loro non avrebbero mai provveduto a restituire gli effetti sequestrati secondo le legittime e ripetute richieste scritte di questo MLNV presso le rispettive abitazioni e i luoghi di lavoro dove erano stati sottratti.
In più occasioni, in precedenza, la digos della polizia italiana è tornata, come oggi, presso le abitazioni e i posti di lavoro del Presidente e del Vice Presidente del MLNV, senza peraltro mai adempiere all’obbligo di notificare il decreto di restituzione e provvedere a riconsegnare gli effetti sottratti;   anche in occasione dell’ulteriore abusivo accompagnamento coattivo in questura a Treviso del Presidente del MLNV in data 17 gennaio 2011 e del suo trattenimento presso gli uffici della digos per alcune ore, non è mai stato notificato alcun decreto di restituzione e non sono mai stati restituiti gli effetti e il materiale informatico illegalmente sottratto il 5 novembre 2009.
A sconfessare l’illecito operato della digos della polizia italiana a Treviso vi è anche il verbale di restituzione di cose sequestrate al Sig. QUAGLIA Daniele, coimputato nello stesso procedimento, e redatto e notificato in difetto del decreto di restituzione.
Lo stesso Sig. QUAGLIA Daniele, sentito nel merito, conferma di non aver mai ricevuto o visionato alcun decreto di restituzione.
Tutto ciò premesso, preme rilevare come in più occasioni, questo MLNV abbia sollecitato la legittima e dovuta restituzione di tutto il materiale sequestrato con istanze notificate agli inquirenti italiani.
Consti la natura degli effetti sequestrati, taluni strettamente personali , altri di stretta competenza di questo MLNV ed altri ancora di evidente natura professionale di soggetti terzi estranei all’inchiesta-farsa giudiziaria, questo MLNV nel richiedere la restituzione degli effetti sequestrati ha fatto espressa richiesta che fosse verbalizzata l’eventuale manipolazione ed estrazione anche parziale di dati informatici con le dovute precisazioni in ordine alle modalità di custodia, di conservazione e di ogni operazione tecnica compiuta considerata l’appartenenza e anche la proprietà intellettuale di soggetti terzi del materiale informatico ancora illegalmente trattenuto.
Tutte le legittime istanze inoltrate da questo MLNV agli inquirenti italiani hanno solo preteso il rispetto delle stesse norme di legge italiane a garanzia della correttezza dell’operato degli inquirenti stessi e dei diritti degli indagati.
Atti inoltrati e notificati agli inquirenti con richiesta di restituzione delle cose sequestrate:
  • 29.03.2010 – istanza inoltrata alla questura italiana a Treviso;
  • 07.05.2010 – diffida inoltrata a procura e questura italiana a Treviso;
  • 05.07.2010 – comunicazione, diffida e ingiunzione a notificare il decreto di restituzione, inoltrata alle stazioni di carabinieri di Crocetta del Montello (Tv), Villorba (Tv), procura e questura italiana a Treviso;
  • 13.12.2010 – ultimatum inoltrato allo stato straniero italiano e p.c. all’O.N.U.;
  • 07.02.2011 – denuncia di aggressione e rappresaglia inoltrata all’O.N.U., al tribunale italiano a Treviso, alla procura italiana a Treviso, alla questura italiana alla stazione carabinieri di Villorba (Tv)
  • 14.03.2011 – diffida ad estrazione dati informatici in altro procedimento penale con ulteriori sequestri di strumentazione informatica inoltrata all’O.N.U., al perito giudiziale, al tribunale italiano a Treviso, alla procura italiana a Treviso, alla questura italiana alla stazione carabinieri di Villorba (Tv).
A tali istanze non è mai seguito alcun riscontro.
Il provvedimento oggi notificato palesa il diabolico caparbio accanimento degli inquirenti italiani che col pretesto di un’inchiesta giudiziaria – farsa calunniosa, abusando del loro ufficio, si appropriano indebitamente di effetti personali, di  strumenti e di dati informatici irrilevanti ai fini probatori e che per legge dovevano essere subito restituiti.
E così, dopo tutto questo tempo, dopo tutti i reati commessi dagli inquirenti italiani, sebbene non sia emerso e non sussista alcun elemento probatorio, questi si ostinano a creare l’ennesimo pretesto per non restituire i beni sequestrati… perché?
Se falsamente il procuratore italiano a Treviso Antonio Fojadelli asserisce che il Presidente e il Vice Presidente del MLNV “rifiutano senza riserve di ritirare il materiale informatico […] per il quale è stata disposta la restituzione”, mentre invece le istanze di restituzione e le diffide di questo MLNV sconfessano quest’ennesimo spregevole espediente, sorge il ragionevole dubbio che si voglia infierire ad oltranza contra legem, o si voglia nascondere qualcosa.
È non è un diritto sapere cosa è stato fatto con questi computer in tutto questo tempo… che cosa hanno da nascondere in questura se adesso tentano di giustificarne l’appropriazione e la conseguente cancellazione dei dati in essi contenuti?
È alquanto sospetta la manovra posta in essere dagli inquirenti se si considera l’ulteriore e successivo procedimento-farsa aperto contro il Presidente del MLNV per delle lettere anonime contenenti minacce contro un funzionario della polizia italiana. In proposito, come pubblicamente dichiarato alla stampa tempo addietro, questo MLNV aveva subito riscontrato elementi tali da ritenere che l'autore delle stesse lettere anonime potesse essere un poliziotto;     non essendo dato di sapere e di capire come possa la procura italiana addebitare al Presidente del MLNV la responsabilità di lettere anonime sorge ora il fondato sospetto che le stesse possano essere state scritte usando uno dei computer sequestrati e che una volta restituiti potrebbero rilevare, con un'appropriata perizia, tutte le illecite manomissioni, l'estrazione e la manipolazione dei dati informatici sicuramente realizzati dagli inquirenti italiani.
Cosa avranno da nascondere?
Cosa temono che si scopra sul loro operato?
Il MLNV non ha mai rifiutato la restituzione dei beni sequestrati ma ha solo legittimamente preteso il rispetto della stessa normativa italiana vigente, che prescrive la restituzione e non il ritiro da parte degli aventi diritto alle condizioni imposte dalla digos della polizia italiana.
Ma non basta.
I beni sequestrati e che ora non si vogliono più restituire con un volgare espediente, sono beni personali e di proprietà;     taluni beni sono anche di incommensurabile valore affettivo e non possono costituire il pretesto per gli inquirenti italiani che, invece di provvedere all’obbligatoria restituzione prevista per legge, pretendono che sia il MLNV a ritirarli solo presso la sede della questura italiana a Treviso.
Siccome il MLNV, soggetto di diritto internazionale, non può essere né soggetto né assoggettabile – per sua natura –   alla giurisdizione dello stato straniero italiano, questo furto risulta ancora più grave perché oltre a violare le norme di legge italiana, viola anche le norme di diritto internazionale e integra l’ennesimo atto di aggressione e di guerra contro questo MLNV.
Con l’ordinare pertanto l’immediata restituzione  di tutti i beni illegalmente sottratti, ivi compresi gli strumenti informatici con tutti i dati in essi contenuti di cui al provvedimento notificato in data 20 maggio 2011, siamo a chiarire, ancora una volta l’illegalità di tutto il procedimento posto in essere dalla procura e dalla questura italiana a Treviso.
Il 16 luglio 2009 ha formalmente inizio l’inchiesta giudiziaria avviata dalla digos della polizia italiana e dalla procura italiana di Treviso contro questo MLNV ed altri soggetti.
L’inchiesta, dai risvolti grotteschi, ancora indefinita e sicuramente costata centinaia di migliaia di €uro ai cittadini italiani, risulta priva di qualsiasi fondamento giuridico.
L’ambiguità delle motivazioni addotte dagli inquirenti italiani sono state falsamente escogitate e poi strumentalizzate dall’azione calunniatoria e diffamatoria aggravata dal reiterato e distorto abuso dello strumento mediatico.
Abbiamo un procuratore e un questore italiano che si credono dei Padri Eterni e che invece di limitarsi ad applicare la legge credono di poter disporre della vita di cittadini che politicamente non la pensano come loro e vogliono la liberazione della propria Patria e l’indipendenza del Popolo Veneto.
Sono state necessarie due diffide inviate alla procura e alla questura italiana, da parte della Polisia Nationale Veneta e del Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto, per veder notificato in data 17 e 18 maggio 2010 l'avviso di chiusura delle indagini preliminari, formalmente concluse il 13 maggio 2010; questo rivela un'inerzia censurabile sotto il profilo procedurale, in quanto è stato eluso il termine del 16 gennaio 2010 per la notifica del proseguimento, chiusura o rinvio a giudizio.
In conseguenza di ciò vi è nullità assoluta di ogni eventuale successiva richiesta di rinvio a giudizio…e questo lo dice il codice di procedura penale italiano.
Nella comunicazione di chiusura delle indagini il procuratore italiano precisa anche in più punti che esistono solo degli “…aspiranti all’arruolamento…” e tale esplicitazione conferma l’insussistenza di qualsiasi struttura paramilitare.
Come può esistere una struttura paramilitare se vi sono solo aspiranti?
Dov'è il corpo paramilitare che la digos e la procura vantano di aver sventato?
Se di fatto esistono solo degli aspiranti a quali soggetti si riferiva il questore Carmine Damiano quando faceva le sue deliranti, sconclusionate, facinorose e mendaci dichiarazioni mediatiche, attribuendo agli indagati l’esistenza di campi di addestramento e di esercitazioni?
E’ tale l’evidenza di questa contraddizione che nessuno degli “aspiranti” risulta iscritto nel registro degli indagati.
Un altro inquietante e squallido aspetto dell’inchiesta si evidenzia quando ai rimanenti quattro indagati (all’inizio si parlava di ben ottanta, poi ridotti a tredici e infine a soli quattro), il procuratore italiano Antonio FOJADELLI ne aggiunge altri due, nella fattispecie Giuliana MEROTTO e Danilo ZAMBON, col solo fine di integrare l’aggravante, prevista dalla norma di legge contestata, del concorso di più di cinque soggetti per la medesima ipotesi di reato.
Questa inchiesta è una strumentalizzazione politica esercitata con l’abuso dell’attività e della polizia giudiziaria; essa nasce con lo solo scopo di ostacolare l’irreversibile processo di indipendenza della Nazione Veneta.
Giovedi’ 25 giugno 2009 in via l’italia 113 a Conegliano (Tv), in occasione del disposto pignoramento di beni mobili presso la sede della LIFE, (sede condivisa con quella dell’Autogoverno del Popolo Veneto, Soggetto Giuridico Istituzionale previsto dalle norme del Diritto Internazionale e dalla stessa legge italiana) si concreta un’azione posta in essere dagli inquirenti italiani, che palesa due condotte antitetiche:
  • la polizia italiana recepisce e si astiene dal violare la territorialità della sede dell’Autogoverno del Popolo Veneto, (riconosce e si astiene dall’accedere nei locali);
  • la polizia italiana non interviene per impedire che l’ufficiale giudiziario italiano proceda con l’esecuzione del pignoramento giudizialmente disposto; pur essendo stata pubblicamente resa edotta delle violazioni di legge, l’autorità di polizia italiana non si adopera nemmeno per rendere edotta l’autorità giudiziaria ordinante dell’incongruità normativa del provvedimento emesso… non impedisce così l’esecuzione di un ordine illegittimo in conseguenza del quale si concretano reati gravi con le conseguenze da essi derivanti e il successivo abuso e omissione di atti d’ufficio a carico della polizia italiana.

Per tali ragioni si possono configurare anche le seguenti ipotesi di reato:

  • violazione del patto internazionale sui diritti civili e poltici, adottato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 16 dicembre 1966 ed entrato in vigore nel diritto internazionale il 23 marzo 1976.
  • violazione della legge italiana 25 ottobre 1977, nr. 881, di ratifica ed esecuzione del patto internazionale sui diritti civili e poltici, adottato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 16 dicembre 1966 ed entrato in vigore nel diritto internazionale il 23 marzo 1976;
  • violazione della convenzione sulla libertà sindacale e la protezione del diritto sindacale entrata in vigore il 04.07.1950 e denominata “circolare C87” adottata dalla Conferenza generale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, convocata a San Francisco dal Consiglio di amministrazione dello Ufficio Internazionale del Lavoro, ed ivi riunitasi il 17 giugno 1948, nella sua trentunesima sessione.

L’inchiesta denota a grandi linee le seguenti altre gravi violazioni di legge compiute dagli inquirenti:

  • 1. l’inchiesta si intraprende sulla base di inesistenti ipotesi di reato per la cui sussistenza si arriva ad attestare falsamente circostanze fantasiose e ad ipotizzare la creazione di un’associazione paramilitare in violazione di una legge del dopoguerra, la nr.43 del 1948;
  • 2. nonostante le ipotesi di reato prive di qualsiasi fondamento, la procura italiana di Treviso su richiesta della digos, autorizza la polizia di stato italiana, ad effettuare intercettazioni telefoniche in danno degli indagati e di tutti i soggetti che con questi ne sono entrati in contatto; spesso si sono verificate anche interruzioni di conversazioni e impedimenti sospetti ma anche strane interferenze nell’attività informatica, dalla posta elettronica alla conversazione telematica diretta a mezzo chat; è indubitabile anche il tentativo o la realizzazione di intercettazioni ambientali poste in essere anche con l’ausilio e la collaborazione di agenzie investigative private.
  • 3. giovedì 5 novembre 2009 la polizia italiana, nonostante le ipotesi di reato prive di qualsiasi fondamento, procede con la perquisizione dei posti di lavoro, degli uffici e delle abitazioni private con grave pregiudizio della reputazione personale e professionale degli indagati e grave nocumento nei rapporti familiari.
  • 4. giovedì 5 novembre 2009 la polizia italiana, nonostante le ipotesi di reato prive di qualsiasi fondamento, sottrae illegalmente agli indagati beni ed effetti personali,strumentali e di lavoro che nulla hanno a che vedere con la commissione di delitti; ad oggi tali effetti sono ancora illegalmente trattenuti mentre, per quelli per i quali gli stessi inquirenti ritengono di disporre la restituzione, essi stessi si rifiutano di riconsegnarli agli interessati là dove sono stati sottratti… (come dire: te li ho portati via con l’inganno se vuoi vieni a riprenderteli).
  • 5. giovedì 5 novembre 2009 la polizia italiana, nonostante le ipotesi di reato prive di qualsiasi fondamento, priva della liberta’ personale e addirittura “accompagna”coattivamente presso la questura di Treviso gli indagati, taluni membri del Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto (qualcuno addirittura in malattia; ad uno è stato impedito di presenziare alle esequie di un genitore); li trattiene sorvegliandoli a vista e impedendo loro di comunicare, taluni addirittura per dieci ore. Tutto ciò senza alcun verbale di accompagnamento, e quindi senza alcun avviso ai difensori.  
  • 6. giovedì 5 novembre 2009 la polizia italiana, nonostante le ipotesi di reato prive di qualsiasi fondamento, sottopone illegalmente a rilievi fotodattiloscopici gli indagati, taluni membri del Movimento diLiberazione Nazionale del Popolo Veneto, configurando anche l’ipotesi di violazione dell’art. 4 del Testo Unico della Leggi di Pubblica Sicurezza insieme all’art.11 della legge 59/78 per le cui disposizioni è consentito all’Autorità di P.S. (nella fattispecie proprio il questore Carmine Damiano), di sottoporre a rilievi dattiloscopici, fotografici ed antropometrici solo le persone PERICOLOSE o SOSPETTE e coloro che non sono in grado o si rifiutano di provare la loro identità, circostanze inapplicabili per tutti i destinatari.
  • 7. giovedi’ 5 novembre 2009 la polizia italiana, nonostante le ipotesi di reato prive  di qualsiasi fondamento, dopo aver disposto la sottrazione delle armi al dott. Paolo Gallina, di cui nella mattinata era già stata accertata la legale detenzione presso la sua abitazione, (vedasi lo stesso verbale di perquisizione della digos), organizza una conferenza stampa e radiotelevisiva.  Nella circostanza il questore Carmine Damiano con il silenzioso assenso del procuratore Antonio Fojadelli presente al suo fianco, innesca un’offensiva mediatica trasformando la conferenza stampa in una spudorata e menzognera sceneggiata, calunniando e diffamando il Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto. Carmine Damiano, compiaciuto, dichiara che la digos ha recuperato un arsenale mostrando le armi sottratte illegalmente al dott Paolo Gallina, comandante della Polizia Locale di Cornuda (Tv); come può il questore non essere a conoscenza che tali armi erano detenute legalmente dal dott. Paolo Gallina da oltre vent’anni senza alcun pregiudizio segnalato né dalla locale stazione dei carabinieri e ancora più dalla stessa digos solo poche ore prima?  E’ evidente come gli inquirenti italiani abbiano tentato di avvalorare le iniziali ipotesi di reato prive di qualsiasi fondamento, con l’unico elemento certo che abbia loro consentito di mentire alla pubblica opinione: l’esistenza di armi; un’associazione paramilitare, infatti, non può esistere se non dispone di capacità o potenzialità offensiva, e le armi legalmente detenute dal dott. Paolo GALLINA sono servite ad enfatizzare l’artificioso impianto accusatorio, e sono state utilizzate nell’occasione come un volgare espediente.
  • 8. La sceneggiata mediatica, così ingannevolmente organizzata, prosegue dando ad intendere che tali armi erano destinate e usate dagli indagati sia per non meglio precisate esercitazioni in località di montagna che per commettere eventuali azioni delittuose. E’ tale la calunnia presso la pubblica opinione che persuade anche esponenti parlamentari italiani (NACCARATO e RUBINATO) i quali in data 12.11.2009 nella seduta nr.245 dei lavori assembleari, promuovono una interrogazione a risposta in commissione al ministro dell’interno italiano attribuendo responsabilità inesistenti quali il ritrovamento di armi presso le abitazioni, gli uffici e i posti di lavoro degli indagati e presso la sede della stessa LIFE. L’interrogazione parlamentare si riferisce alla “Polisia Veneta” come una pericolosa struttura paramilitare e continua affermando che la digos di Treviso avrebbe sventato anche un non meglio precisato disegno eversivo, che avrebbe dovuto concretizzarsi con un atto dimostrativo contro i carabinieri e in più generale contro le forze dell’ordine italiane, considerate nemiche dell’Autogoverno del Popolo Veneto.
La calunniosa e persecutoria inchiesta-farsa della polizia e della procura straniera italiana di Treviso sotto la direzione del questore Carmine Damiano e del procuratore Antonio Fojadelli ha messo in luce per l’ennesima volta il criminale modus operandi del giudice straniero italiano, che ora ha assunto i contorni del grottesco.
Nel corso della mattinata di venerdì 21 gennaio 2011, il giudice per l’udienza preliminare italiano di Treviso Elena Rossi, titolare del calunnioso procedimento-farsa, ha accolto l’eccezione di legittimità costituzionale sollevata dal procuratore Fojadelli con riferimento al decreto legislativo italiano 15 marzo 2010, n. 66, che con la norma di cui all’articolo 2268, comma 1, n. 297, abroga espressamente il decreto legislativo 14 febbraio 1948, n. 43, sulla scorta del quale gli inquirenti italiani hanno pretestuosamente perseverato con il chiedere il rinvio a pubblico giudizio degli appartenenti al MLNV, imputando loro violazioni mai commesse, e ipotizzando circostanze fantasiose e reati di fatto inesistenti quali la costituzione di una fantomatica associazione paramilitare.
Tragicomico: un magistrato inquirente e uno giudicante che in barba a tutte le elementari regole del diritto e dell’ordinamento giuridico italiano, invece di sottoporre al giudizio di legittimità costituzionale della Corte la norma di legge che sono chiamati in quella fase processuale ad applicare – tra l’altro ABROGATA con decorrenza 8 ottobre 2010 – eccepiscono con fervida fantasia interpretativa un asserito eccesso, a loro dire da ravvisarsi nel provvedimento legislativo abrogativo della norma incriminatrice, rispetto alla delega contenuta nella legge parlamentare delegante.
Delirio di onnipotenza o prove tecniche di regime? Sta di fatto che i due magistrati italiani, già resisi responsabili di innumerevoli reati nel corso del procedimento-farsa, invece di fare il loro dovere nel rispetto della legge, si mettono a disquisire di politica e di politica legislativa in particolare, polemizzando sui rapporti tra parlamento e governo italiani e sui contenuti delle leggi del primo delegate al secondo.
Il giudice per l’udienza preliminare Elena Rossi, per di più, soggetta per costituzione italiana alla legge, della legge italiana se ne fa invece ripetutamente un baffo, così come hanno fatto il procuratore e il questore di Treviso.
Con uno strabismo tipicamente italiano, il gup Rossi omette, tra le altre, di eccepire la nullità assoluta di diritto della tardiva richiesta di rinvio a giudizio del procuratore, sorvola bellamente su tutti quei gravissimi reati commessi da questore e procuratore contro gli indagati – quali i sequestri di persona, interrogatori informali e inaudite violenze morali e psicologiche, furto di identità personale con illeciti rilievi foto-dattiloscopici, etc. – in spregio agli stessi diritti fondamentali della persona costituzionalmente garantiti, e sulle altre omissioni gravi del procuratore nel corso del calunnioso procedimento-farsa, mentre persiste nell’azione persecutoria poliziesco-giudiziaria italiana contro il MLNV e i suoi fondatori con lo stesso procedimento che doveva obbligatoriamente definire quanto meno pronunciandosi con il non luogo a procedere per intervenuta abrogazione della legge incriminatrice.
Le norme di legge italiana sulla procedura penale, infatti, avrebbero obbligato anche il gup Elena Rossi a definire dall’8 ottobre 2010 il procedimento-farsa contro questo MLNV, non solo per non aver commesso il fatto gli indagati, come risultava palese, ma anche perché la norma penale incriminatrice era stata espressamente posta nel nulla da una legge dello stato italiano, volenti o nolenti.
Il gup Elena Rossi sarebbe stata altresì obbligata a trasmettere tutti gli atti alla procura competente affinché procedesse contro procuratore e questore per tutti i reati da questi commessi nel corso dell’inchiesta, alcuni dei quali erano già stati evidenziati da questo MLNV in altri comunicati. La legge italiana imponeva inoltre al gup Elena Rossi l’obbligo di restituire agli aventi diritto tutti i beni illegalmente sottratti e trattenuti, ma tant’è. 
I “nostri”, ahinoi, tradiscono ancora una volta una scarsa conoscenza del diritto internazionale, laddove si versa in tema di soggetti di diritto internazionale qual è questo Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto: con diabolica pervicacia persistono con la loro condotta criminale a porre in essere atti di forza – che per il diritto internazionale integrano veri e propri atti di guerra – contro lo stesso MLNV, in spregio a tutte le norme di legge internazionali e del diritto interno italiano.
Non per niente la polizia straniera italiana di Treviso, sotto la direzione di un sostituto procuratore italiano di Treviso, il giorno di lunedì 17 gennaio 2011 ha portato ad esecuzione e compimento l’ennesimo violento e inequivocabile atto di guerra contro questo MLNV e il suo Direttivo: alle 7 del mattino ha eseguito un’ulteriore irruzione armata nell’abitazione privata del Presidente di questo MLNV, Sergio Bortotto.
Nell’occasione, la polizia italiana, dopo aver sottoposto a perquisizione la sua abitazione lasciandola a soqquadro, ha perquisito la sua persona, la sua autovettura e il luogo del suo posto di lavoro, arrivando a sottrargli illegalmente, ancora una volta, beni ed effetti personali tra i quali tre personal computer e altro materiale, tuttora trattenuti illegalmente.
Degno del miglior regime inquisitorio il pretesto addotto dagli inquirenti stranieri italiani per giustificare una simile aggressione scomposta e violenta: nel decreto di perquisizione, il pubblico ministero italiano Miggiani fa riferimento a tre scritti ANONIMI minatori indirizzati al medico della polizia italiana Marco Sartore in servizio a Treviso, e li addebita calunniosamente al Presidente Sergio Bortotto.
Sulla base di quali elementi probatori o indiziari il pm abbia voluto associare quegli scritti anonimi al Presidente di questo MLNV Sergio Bortotto, in verità assolutamente estraneo alla vicenda, non è dato sapersi.
Alla faccia delle garanzie difensive e dei diritti fondamentali e inviolabili delle persone costituzionalmente sanciti.
Ed a nulla rileva il fatto che quello stesso medico della polizia italiana possa aver falsificato un certificato medico che porta la sua firma, nel lontano anno 1998, al fine di coadiuvare nel diabolico mobbing avviato molti anni prima dalla polizia italiana contro l’allora Ispettore Bortotto: al Presidente e a tutto il Direttivo di questo MLNV ripugna la sola idea di agire al di fuori della legalità o con modalità così riprovevoli.
Questo MLNV e le singole persone che ne compongono il Direttivo hanno da sempre compiuto – così come compiranno in futuro – ogni singolo passo rigorosamente e volutamente entro gli argini e nell’alveo del diritto, anche e soprattutto internazionale.
Tutto ciò premesso chiediamo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri italiano di voler disporre appropriati accertamenti sull’operato del questore a Treviso Carmine Damiano e sull’operato del procuratore capo Antonio Fojadelli, sull’operato del Gup Elena Rossi e del p.m. Miggiani in merito alle inchieste-farsa e persecutorie avviate contro questo MLNV e di attivarsi affinché i legittimi proprietari possano rientrare al più presto in possesso di tutti i beni illegalmente sequestrati, impedendo da subito qualsiasi cancellazione di dati informatici dai computer ancora illegalmente trattenuti.
Il Presidente del MLNV Sergio Bortotto

2011.05.13 – IL PARTITO ITALIANO “VENETO STATO” … E LE INGANNEVOLI DICHIARAZIONI DI GIANLUCA BUSATO

Prendiamo atto delle ingannevoli dichiarazioni di Gianluca BUSATO, che in un'intervista del 27 aprile scorso alla tribuna elettorale di RAI 3, in rappresentanza del partito italiano "VENETO STATO" che concorre alle elezioni amministrative straniere italiane, ha dichiarato che tale partito ha unito tutti i partiti e i movimenti a favore dell'indipendenza del Veneto.
Smentiamo categoricamente che tale partito rappresenta politicamente e in qualsiasi altro modo il Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto che non concorre ad alcuna elezione politico/amministrativa straniera italiana.
Se per qualche voto si è disposti ad essere così spudoratamente falsi, cosa potrà mai convincerci della giustezza del programma politico di questo partito???
 
NOI DICIAMO NO AI PARTITI E AI CAREGARI DI OGNI ORDINE E GRADO!!!

2011.05.10-CARMINE DAMIANO… UN PICCOLO QUESTORE MALATO DI PROTAGONISMO.

ecco un'intervista del questore italiano Carmine Damiano… il bandito nr.2 e che appena possibile assicureremo alla Giustizia Veneta anche se dovessimo scovarlo in campo al mondo.
"c'è radice ideologica" risponde al giornalista il questore… e aggiunge inoltre… "queste persone non riconosco l'autorità dello stato ma rivendicano l'indipendenza…la pericolosità dell'associazione (???) sta proprio nel tentativo di organizzare una polizia della quale per la verità nessuno ritengo in Veneto … ne senta la necessità…".
Ha parlato il questore staniero italiano carmine damiano a nome dei Veneti… ma pensa un pò, questo emerito bugiardo, questo delinquente che disonora perfino l'uniforme che indossa.
E' talmente borioso e arrogante che non sa neppure quello che dice… non c'è nessuna associazione, e rivendicare l'indipendenza della Nazione Veneta non è affatto un reato e poi anche se lo fosse, chi se ne frega… W SAN MARCO e FUORI L'ITALIA DALLA NAZIONE VENETA.
Le armi che dici di aver sequestrato al dott. Paolo Gallina, ma che in realtà gli hai rubato e ancora le detieni illegalmente, sono armi che lui ha da vent'anni e sempre regolarmente detenute… sei o non sei il questore della provincia di Treviso… sai leggere o fai finta di non capire… lo stesso verbale di perquisizione della digos dice che le armi sono legalmente detenute… come la mettiamo allora… chi è il pagliaccio, chi è il bugiardo, chi è l'eversivo e il ladro???
 

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