2011.07.14 – IL TRICOLORE RUBATO E LE BUGIE DELL’AUTOGOVERNO DI ALBERT GARDIN E DANIELE QUAGLIA… AIUTO SI SALVI CHI PUO’!

(ATTENZIONE: in corsivo e in neretto sono i nostri commenti)
 
questo il comunicato di Albert Gardin con il quale si autodenuncia del furto della bandiera italiana a Venezia:
 
Sono il Presidente del Governo Veneto, (no, non ha agito come presidente di un governo ma come un volgare ladro), istituzione votata dal Parlamento Veneto (eletto con libere e democratiche elezioni… su questo ci sono dissensi non essendo state rispettate le regole elettorali, non basta portare 20 nuovi iscritti per farsi eleggere deputato, questa non è democrazia) della ricostituita Repubblica Veneta (la Repubblica Veneta non è ancora ricostituita) e ho fatto parte del commando (lui stesso dichiara di aver fatto parte di un commando… dunque un'azione concordata e premeditata) di patrioti veneti che ha “ammainato” il tricolore dal pennone su suolo pubblico di Venezia in Campiello di san Giovanni Evangelista.
Perché lo abbiamo fatto?
L’esposizione nei luoghi pubblici del tricolore costituisce agli occhi dei veneti un’offesa alla loro sensibilità, alla loro identità, alla loro storia e dignità.
La bandiera dei Veneti resta il gonfalone di san Marco, la bandiera della Serenissima Repubblica Veneta, una bandiera vietata da tutti i regimi occupanti dal 1797 ad oggi.
Il tricolore è una bandiera foresta, issata e imposta per ricordarci di essere sottomessi e di non essere più indipendenti. Ogni giorno con il tricolore vogliono umiliarci perché ci convinciamo di non essere più padroni a casa nostra, perché ci dimentichiamo di essere i discendenti di un popolo europeo libero e sovrano e perché ci rassegniamo ad autoconsiderarci un semplice agglomerato di “abitanti” dello Stato italiano, privi di radici, di storia propria e di identità nazionale autonoma.
Il nostro gesto è una risposta alla campagna martellante di marca fascista di celebrazione dei 150 anni della costituzione del Regno d’Italia (nella cui rete i Veneti nel 1861 peraltro non erano ancora finiti). I tricolori e la retorica risorgimentalista costituiscono un lavaggio del cervello atto a glorificare una storia nella quale non vogliamo riconoscerci e di cui non siamo per niente fieri.
I Veneti che hanno sempre difeso il diritto dei popoli ad autogoverasi esigono improrogabilmente dall’Italia e dalla comunità internazionale il rispetto del loro diritto all’indipendenza e alla sovranità.
I Veneti hanno perso la loro indipendenza a causa di occupazioni ma non hanno mai rinunciato alla loro sovranità.
Nel Veneto è sempre più forte e diffusa la volontà di indipendenza e il nostro gesto è un segnale di rassicurazione, di incoraggiamento a tutti i Veneti di rafforzare la resistenza in vista del raggiungimento della ritrovata libertà.
Il tricolore che combattiamo è il simbolo di un paese artificiale, di un regime accentratore nemico delle identità e delle culture dei popoli italiani. La grande arte e cultura non sono figlie dell’Italia sabauda ma dei popoli preunitari.
(tutte argomentazione politicamente condivisibili ma che servono solo a nascondersi con vigliaccheria dietro una motivazione politica).
L’impresa (il Gardin ne parla con boria e alterigia e non c'è nulla di dignitoso o di patriottico in un gesto compiuto con la complicità dell'oscurità… parla di "impresa", come se avesse strappato una bandiera nemica durante una battaglia
) è stata segnalata al Presidente del Parlamento Veneto, Daniele Quaglia e al Responsabile della Polizia Veneta, Sergio Bortotto (quando, come è avvenuto???)
Non abbiamo sprezzato la bandiera dello Stato occupante ma l’abbiamo trasmessa alla Polizia Veneta per competenza di trattamento, (quando e come sarebbe stata trasmessa… poi lo stesso Gardin, sbugiardandosi, ammetterà di non averlo mai fatto … quale sarebbe la competenza di trattamento non si capisce).
La potenza di fuoco dello Stato occupante non ci impressiona perché sappiamo che è l’ultimo urlo di una belva morente, il suo fuoco si spegnerà allo stesso modo di quello di un regime altrettanto artificiale e prepotente durato quasi un secolo, l’Unione Sovietica.
Viva la bandiera veneta, Viva San Marco, Viva la Repubblica Veneta, Viva il grande Popolo Veneto, (ma abbasso i ladri e i bugiardi… aggiungiamo noi).
 Albert Gardin
 
La Polizia Nazionale Veneta appena riceverà materialmente la bandiera straniera italiana saprà che farne (e come subito informato il Gardin questo MLNV e la Polizia Nazionale Veneta, avrebbero restituito il tricolore ad un'autorità straniera italiana) ma si sappia che il procuratore e il questore a Treviso, autorità d'occupazione straniere, tengono ancora in "ostaggio" due gonfaloni di San Marco rubati nell'abitazione del dott.Paolo Gallina durante il criminale attacco sferrato nel 2009 contro questo MLNV e le Istituzioni di Governo in Autodeterminazione del Popolo Veneto.
Non le hanno ancora restituite e si rifiutano di farlo senza neppure precisare sulla base di quale norma di legge ancora trattengono le nostre due bandiere e gli altri effetti che non costituiscono alcun elemento probatorio nell'inchiesta farsa sulla Polisia Nationale Veneta che, come tutti sanno, non riescono neppure a concludere.
Questa è una costante provocazione e un'offesa gravissima per il Popolo Veneto.
Ma si sa, questa è l'italietta di sempre, rapprensentata in questa miserabile circostanza da uomini senza onore, di cui la stessa italia sicuramente si vergogna.
ONORE O MORTE!
14.07.2011
WSM Il Presidente del MLNV Sergio Bortotto
seguirà il resto appena possibile
image_pdfimage_print