COMUNICATI

2012.10.31 – NON C’E’ POSTO PER I SALTIMBANCHI NEL MLNV


A distanza di tre anni dal costituirsi del MLNV ci stupisce come via sia ancora qualcuno che, pur partecipando di tanto in tanto alle riunioni del direttivo, condivide la nostra perplessità sul percorso di taluni partiti indipendentisti ma con singolare stravaganza sbandiera, quale contropartita, la lega e i suoi attuali esponenti.
Il MLNV non si piegherà mai all'ostentata pretesa di riconoscere nel presidente di regione, il leghista Luca Zaia, il legittimo rappresentante dei Veneti… l'ente regione veneto non è altro che un'istituzione dell'apparato straniero italiano e come tale concorre col perpetuare l'illegale e illegittima occupazione della nostra Patria, chiunque sia a governarla in nome di un popolo (quello italiano) che nulla ha a che fare con il Popolo Veneto, la sua storia e, che lo vogliate o no, anche col suo prossimo futuro da uomini liberi.
A questi saltimbanchi chiediamo di non importunarci oltre con simili amenità, non fateci perdere tempo.
Viva San Marco
Venetia, 31.10.2012
Sergio Bortotto Presidente del MLNV e del Governo Provvisorio

2012.10.29 – STATO DI DIRITTO O DIRITTO DI STATO???


PREMESSA
Lo stato straniero italiano sta valutando un disegno di legge inerente il reato di diffamazione (DDL nr.3491).
Se tale legge verrà approvata le autorità d’occupazione straniere italiane potrebbero imporre ad ogni sito web la rettifica o la cancellazione di contenuti con la semplice richiesta di chi li ritenesse lesivi della propria reputazione e privacy, prevedendo una condanna penale e sanzioni pecuniarie fino a 100.000 €uro in caso di mancata rimozione.
Appare fin troppo evidente che una simile iniziativa legislativa mira a indebolire e controllare la libertà di espressione e di critica soprattutto se ad essere disapprovata è una qualsiasi autorità d’occupazione straniera italiana, si pensi alla polizia di stato italiana e alla procura straniera italiana a Treviso con tutti i reiterati abusi che noi del MLNV addebitiamo loro con le loro stravaganti e pretestuose inchieste farsa, tutte iniziative assurde ma finalizzate ad ostacolare la legittima e legale rivendicazione di autodeterminazione del Popolo Veneto che il MLNV, costituitosi secondo le norme del diritto internazionale, reclama senza commettere alcun reato neppure in ambito italiano.
 
STATO DI DIRITTO O DIRITTO DI STATO?
Ma che razza di stato è quest’italia che ci vogliono imporre a tutti i costi?
È uno stato che per noi Veneti non è Nazione, non è Patria.
È uno stato in cui il suddito Veneto non può additare un magistrato o un questore o un poliziotto come un ladro anche se di fatto questo si comporta come un rapinatore (per la legge italiana un semplice ladro si rende responsabile di rapina nel momento in cui usa violenza sulle cose o sulle persone o le minaccia magari con l’uso di armi, pensate in più se il “ladro” usa armi che la stessa legge italiana classifica “da guerra”).
Noi del MLNV rimproveriamo ripetutamente ai responsabili e ai vertici della digos, della questura e della procura straniera italiana a Treviso e della stessa polizia di stato e del ministero dell’interno straniero italiano, le responsabilità tipiche di un’associazione a delinquere finalizzata a contrastare il MLNV anche con attività eversive perché è questo che stanno facendo dal settembre 2009.
 
TERRORISMO DI STATO
Il terrorismo di Stato è l'uso di strategie e metodi violenti ed estremi da parte dell'autorità statale.
Uno Stato può decidere di ricorrervi a fini repressivi per:
1.eliminare direttamente un gruppo o uno scomodo interlocutore politico
2.demolire la credibilità di qualcuno a lui scomodo davanti all'opinione pubblica incolpandolo di atti mai commessi o realizzati da altri
3.intimidire e far emigrare una popolazione che non desidera (pulizia etnica)
4.creare uno stato di emergenza che giustifica una deriva autoritaria con la sospensione e deroga costituzionale in nome della sicurezza nazionale
Poiché anche l’italia ha sottoscritto ufficialmente la carta dei diritti dell'uomo, le sue autorità d’occupazione non possono ammettere di utilizzare metodi terroristici e tali attività sono quindi condotte segretamente o in modo da apparire legali e giustificate dalle normali esigenze di polizia o giudiziarie, di qui la necessità di inventarsi un pretesto legale per intervenire.
 
ECCO COS’E' PER LA LEGGE ITALIANA UN’ASSOCIAZIONE A DELINQUERE
La magistratura italiana, con la sentenza nr.881 del 1999 (Tribunale di Palermo) ha delineato gli elementi di base ai quali può configurarsi il reato di associazione per delinquere.
Occorre premettere che elementi costitutivi di tale reato sono la formazione e la permanenza di un vincolo associativo continuativo tra almeno tre persone, allo scopo di commettere una serie indeterminata di delitti, con la predisposizione comune dei mezzi occorrenti per la realizzazione del programma delinquenziale e con la permanente consapevolezza di ciascun associato di far parte dell’illecito sodalizio e di essere disponibile ad operare per l’attuazione del comune programma criminoso (v. per tutte Cass. Sez. I sent. n. 6693 del 1979, ric. Pino; Cass. Sez. I sent. n. 3402 del 1992, ric. Niccolai ed altri).
Così si sono espressi.
E’ ricorrente in giurisprudenza l’orientamento secondo cui “l'associazione per delinquere si caratterizza per tre fondamentali elementi, costituiti:
a) da un vincolo associativo tendenzialmente permanente, o comunque stabile, destinato a durare anche oltre la realizzazione dei delitti concretamente programmati;
b) dall'indeterminatezza del programma criminoso che distingue il reato associativo dall'accordo che sorregge il concorso di persone nel reato;
c) dall'esistenza di una struttura organizzativa, sia pur minima, ma idonea e soprattutto adeguata a realizzare gli obiettivi criminosi presi di mira” (Cass. Sez. I sent. n. 10107 del 1998, ric. Rossi e altri).
Si è comunque chiarito (Cass. Sez. I sent. n. 709 del 1993, ric. Beni ed altro) che l’associazione per delinquere non è necessariamente un organismo formale, sostanziandosi nell’accettazione, da parte di almeno tre persone, di una disponibilità ed un impegno permanenti a svolgere determinati compiti, al fine di realizzare fatti delittuosi.
E' dunque sufficiente che tale adesione dia vita a un organismo plurisoggettivo che, indipendentemente da eventuali forme esterne, sia in grado di avere una volontà autonoma rispetto a quella dei singoli e di svolgere una condotta collettiva, sintesi delle condotte individuali, al fine di realizzare il programma criminoso.
Da ciò infatti derivano il danno immediato per l’ordine pubblico ed il pericolo per i beni che costituiscono l’oggetto giuridico dei delitti programmati, poiché l’impegno collettivo, consentendo di utilizzare immediatamente gli uomini disponibili e le strutture appositamente predisposte, agevola la realizzazione dei delitti-scopo.
Il bene giuridico protetto e minacciato da una simile organizzazione è proprio l’ordine pubblico inteso come sicurezza e bene sociale che dovrebbe essere garantito dalle istituzioni di un paese democratico.
Tale “bene” e “diritto sociale” risulterebbe minacciato dalla sola esistenza dell'associazione per delinquere: gli associati, infatti, vengono "…per ciò solo…" puniti cioè per il solo fatto di appartenere all'associazione, indipendentemente dalla commissione o meno dei delitti contemplati dal programma di delinquenza questo perché il semplice fatto di essere a conoscenza dell'esistenza di una associazione per delinquere genera inevitabilmente "allarme sociale" ovverosia mette in pericolo la tranquillità e la pace pubblica.
Come si può notare, ciò costituisce una vistosa eccezione al principio generale sancito dall'art. 115 c.p. secondo cui "Salvo che la legge disponga altrimenti…" non è punibile colui il quale si accorda allo scopo di commettere un reato, quando l'accordo non sia seguito dalla commissione del reato medesimo.
Il legislatore penale del '30 evidentemente ha ritenuto che la minaccia all'ordine pubblico derivante dall'esistenza stessa dell'associazione criminosa giustificasse l'anticipazione della soglia di punibilità al livello del pericolo costruendo così una tipica fattispecie di pericolo.
 
Sapete chi può essere accusato di un simile reato?
Soggetto attivo del reato può essere chiunque.
Chiunque”, dice la legge italiana, quindi anche lo stato e le sue stesse istituzioni (anche se preferisco riferirmi ai soggetti che abusano del potere loro conferito dalla posizione istituzionale).
Occorre però che il reato sia commesso da almeno tre persone (reato plurisoggettivo o a concorso necessario) accordatesi tra loro.
 
Ed ecco la struttura della norma incriminatrice.
La norma incriminatrice ripropone la struttura fondamentale del fatto associativo ("Quando tre o più persone si associano allo scopo di commettere più delitti…") prevedendo l'applicazione della pena della reclusione da uno a cinque anni per i membri semplici dell'associazione e con quella della reclusione da tre a sette anni per coloro che promuovono o costituiscono od organizzano l’associazione ovvero per i capi della stessa.
A puro titolo informativo, è promotore colui il quale prende l’iniziativa per la costituzione dell’associazione, palesando all'esterno l'intenzione di voler dar vita alla stessa; è costitutore colui che crea l’associazione mediante il reclutamento del personale ed il reperimento dei mezzi; è organizzatore colui il quale fornisce una struttura operativa al sodalizio criminoso, agendo con autonomo potere decisionale.
L’art. 416 co. 3 c.p. equipara ai promotori i capi cioè i soggetti che dirigono l'associazione o ne detengono il potere.
 
L’elemento soggettivo
Ai fini della sussistenza del dolo è necessaria non solo la volontà di associarsi ma altresì la consapevolezza di associarsi con almeno altre due persone allo scopo ulteriore di commettere una pluralità indeterminata di delitti.
Trattasi evidentemente di un dolo specifico.
Il dolo è escluso dall’ignoranza del carattere delittuoso dei fatti rientranti nello scopo comune.
 
Le circostanze aggravanti.
Il codice penale straniero italiano prevede due circostanze aggravanti speciali:
1.la prima è quella del cd. Brigantaggio (ovvero banditismo) quando cioè "gli associati scorrono in armi le campagne o le pubbliche vie" (art. 416 co. 4 c.p.) per la quale è prevista l'applicazione della pena della reclusione da cinque a quindici anni in luogo di quella prevista per l'ipotesi base;
2.la seconda è quella che ricorre quando il numero degli associati sia pari a dieci o superiore (art. 416 co. 5 c.p.) nel qual caso si applica un aumento di pena "…fino a un terzo".
 
L’associazione a delinquere di tipo mafioso.
In italia, con l'entrata in vigore della legge 13 settembre 1982, n. 646 (Associazione a delinquere di tipo mafioso e disposizioni in materia di misure di prevenzione di carattere patrimoniale) ha fatto invece l'ingresso in codesto ordinamento straniero il reato di associazione di tipo mafioso.
Tale norma infatti ha introdotto l'art. 416 bis c.p. che appunto definisce tale fattispecie.
I tratti distintivi di un’associazione a delinquere di tipo mafioso sono principalmente due:
1.la forza intimidatrice del vincolo associativo
2.la condizione di soggezione e di omertà che ne deriva.
Tanto per essere chiari ribadiamo che la legge italiana indica con il termine soggezione la situazione giuridica soggettiva della persona che, pur non essendo gravato dal dovere di tenere un certo comportamento, deve tuttavia subire gli effetti giuridici dell'esercizio del potere altrui.
Affinché si sia in presenza di un potere e della correlativa soggezione non è necessario che una persona sia investita di autorità, basta che si trovi comunque in situazione tale da far subire ad un'altra persona gli effetti dell'esercizio del proprio potere.
L'omertà è l'atteggiamento di ostinato silenzio atto a non denunciare infrazioni o reati più o meno gravi di cui si viene direttamente, o indirettamente a conoscenza e la si commette celando l'identità di chi ha commesso un reato o comunque tacendo circostanze utili al procedimento della pubblica amministrazione atto a chiarire fatti e/o controllare gestioni, tra cui le indagini dell'autorità giudiziaria.

Vi proponiamo una serie di reati che il MLNV contesta alle forze d'occupazione straniere italiane e alle autorità d'occupazione in quanto, funzionari dello stato straniero occupante italiano, in concorso tra loro ed in esecuzione del medesimo disegno criminoso, hanno posto in essere in modo non equivoco gli atti delittuosi di cui ai seguenti capi di imputazione:
1.violazione dell’Ultimatum del MLNV;
2.illeciti internazionali, quali reiterati atti di forza, di aggressione e di guerra contro il MLNV 
3.illeciti a sfondo razzista, politico e discriminatorio
4.violazione di domicilio con armi da guerra;
5.illegali perquisizioni personali e locali presso le dimore e le sedi di lavoro;
6.sequestro di persona aggravato;
7.reiterate minacce
8.interrogatori informali
9.violenze morali
10.violenze psicologiche
11.illegali e gravi limitazione della libertà personali
12.segregazione individuale
13.calunnie aggravate;
14.reiterate falsità ideologiche in atti;
15.diffamazioni aggravate a mezzo stampa, radiotelevisione e altri organi di informazione;
16.attività illegale di spionaggio;
17.furto di identità personale, con illegali rilievi fotodattiloscopici;
18.furto di beni ed effetti personali;
19.furto di dati;
20.furto di materiali e supporti informatici,
21.appropriazione indebita dei suddetti beni ed effetti personali illegalmente sottratti;
22.omissioni di denuncia dei crimini commessi dagli stessi inquirenti italiani;
23.reiterate omissioni e rifiuti di atti di ufficio;
24.l’aver omesso di dare contezza di tutti gli atti, di tutte le operazioni tecniche eseguite e di tutta l’attività complessivamente posta in essere dagli inquirenti italiani su tutti i suddetti beni ed effetti personali illegalmente sottratti, e quindi su modalità e luogo di custodia, nomina custode, apposizione e/o rimozione dei sigilli (come prescritto dalle stesse norme di procedura penale italiane);
25.l’aver omesso di dare altresì contezza di tutte le operazioni tecniche eseguite sugli strumenti e supporti informatici illegalmente sottratti, quali ad esempio tutte le attività di spionaggio e di estrazione dei dati informatici presenti nei supporti informatici, nonché accensioni, consultazioni, visualizzazioni ed estrazioni di files e di altri dati dai personal computer (come prescritto dalle stesse norme di procedura penale italiane);
26.abusi d’ufficio;
27.associazione per delinquere finalizzata a commettere i predetti crimini a sfondo razziale e politico;
28.tutti gli altri crimini ravvisabili de plano nella razzista, calunniosa e persecutoria attività poliziesco-giudiziaria straniera italiana, riconducibile a tutti i procedimenti penali farsa instaurati contro i membri del MLNV.

Con riferimento ai recenti atti di aggressione posti in essere dalle autorità poliziesco/giudiziarie straniere italiane a Treviso contro il MLNV, in data 14.09.2012 è stato notificato al Presidente del MLNV il decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale straniero italiano a Treviso (che si allega in copia).
Da tale documento  si deduce l'intento persecutorio/giudiziario deliberatamente posto in essere contro questo Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto (MLNV) a scopo politico.
Considerata l’esiguità e l’inconsistenza probatoria degli elementi raccolti in tutti questi mesi d’indagine e di cui gli investigatori italiani hanno tentato di enfatizzare con l’ennesima vergognosa sceneggiata mediatica, appare ora molto sospetto e tendenzioso l’attribuire a questo MLNV intenzioni future e addirittura la responsabilità di gravi delitti contro la persona che però, ancora una volta, non vengono specificati.
Tale decreto precisa che le fonti probatorie deriverebbero dalle indagini svolte dalla digos, anche tramite operazioni di intercettazione (vero e proprio spionaggio), ma anche dalla documentazione acquisita con i sequestri operati;   ancora una volta però gli inquirenti sono vaghi nel precisare gli elementi probatori derivanti da quello che loro definiscono documentazione acquisita e che persistono a non voler precisare (basti vedere il verbale di sequestro realizzato nelle quasi dodici ore di forzata segregazione in questura … un tempo più che sufficiente per catalogare e precisare almeno i 96 fogli numerati e siglati (???) e le 75 fotocopie (e ribadiamo fotocopie ?) con vario materiale informativo, con disegni e progetti per divise e struttura organizzativa del MLNV … mancava forse loro il tempo di essere più precisi come lo sono stati per catalogare cappellini, magliette, adesivi, brochure, volantini, biglietti da visita, computers e perfino i due velcro apposti sulla pettorina di Rufus , il cane con cui si svolge la sicurezza presso il Consorzio Parco Commerciale di Villorba, e solo perché riportavano la scritta in lingua Veneta “SICURESA” e il logo del MLNV, (questo non è forse razzismo istituzionale italiano???)
Ma c’è di più.
E’ grottesco e paradossale ciò che avrebbe dichiarato pubblicamente lo stesso questore straniero italiano a Treviso CARMINE DAMIANO asserendo di condividere gli scopi del MLNV, ma non il metodo … (è improvvisamente diventato indipendentista anche lui???).
Con la solita furberia, tesa ad  eludere gli imbarazzanti esiti investigativi, il questore pur facendovi riferimento non ha precisato quali sarebbero i metodi del MLNV ritenuti illegali e scoperti nel corso delle indagini … perché???
Ancora una volta si giustifica quest’ennesima aggressione al MLNV come un atto dovuto e necessario per stroncare sul nascere un’organizzazione criminale che avrebbe potuto…
Lo stesso pubblico ministero italiano Valmassoi avrebbe dichiarato pubblicamente in un’intersita televisiva: “NON CI SONO ELEMENTI PER POTER SOSTENERE ALLO STATO DEGLI ATTI CHE POTESSERO REALIZZARE NELL’IMMEDIATO ATTI VIOLENTI O DI MINACCIA PERO’ CI SONO TUTTI GLI ELEMENTI PRESUPPOSTI AD UN EVENTUALE EVOLUZIONE IN QUESTO SENSO”, ma questa è una sua fantasia!!!
(http://www.youtube.com/watch?v=uUy3T4C-o10&feature=plcp)
Tanto per non smentire l’abitudine alle bugie e la propensione a mentire alla pubblica opinione in un’altra intervista il Questore straniero italiano Carmine Damiano avrebbe invece sconfessato la precedente dichiarazione contestando al Vice Presidente del MLNV Dott. Paolo Gallina l’incompatibilità del suo ruolo di pubblico ufficiale in ambito italiano con le idee da lui proclamate militando nel MLNV… “RITENGO CHE SIA INCOMPATIBILE CON I DOVERI DI UN PUBBLICO UFFICIALE IN RELAZIONE ALLE IDEE CHE LUI PROCALAMA E AL METODO PER PERSEGUIRE QUESTE IDEE.”.
C’è ora da chiedersi perché in questa intervista attacca le idee e gli scopi per cui è stato costituito il MLNV e insiste nel ribadire che il metodo sarebbe illegale … ma ancora una volta non lo precisa.
http://www.youtube.com/watch?v=DyIPTTVEC7E&feature=plcp
Altra contraddizione grottesca è la dichiarazione in merito al decantato ordinativo di sessanta divise (sessanta/60 ?) che nessuno del MLNV ha mai ordinato.
L’unico recente ordinativo riguardano 48 polo, marca FRUIT OF THE LOOM, di colore bianco, con gli stemmi del MLNV, la bandiera di San Marco e l’indirizzo del sito web del MLNV (www.mlnv.org): “…ESSENDO MAGGIORE IL NUMERO DELLE DIVISE (60) SI PUO’ PRESUPPORE CHE L’ORGANIZZAZIONE STAVA AUMENTANDO IL NUMERO DEGLI ADEPTI…”
http://www.youtube.com/watch?v=DyIPTTVEC7E&feature=plcp
Alla luce di quanto suesposto e considerate anche le “insolite” ingerenze nelle recenti comunicazioni mediante i profili dei social/network, appare inquietante che, a fronte del concretarsi dei bizzarri e stravaganti risultati investigativi sotto il profilo sostanziale, ora si tenti di giustificare l’ennesima farsa giudiziaria sulle eventuali intenzioni del MLNV attaccando i presupposti giuridici del suo costituirsi secondo le norme del diritto internazionale, adducendo a pretesto inesistenti condotte illegali per la commissione di gravi delitti contro la persona di cui addirittura se ne attribuisce la paternità di non meglio precisate analoghi atti pregressi: “… ritenuto che, a prescindere dalle esigenze probatorie … la libera disponibilità di dette armi e munizioni da parte degli  indagati verrebbe ad aggravare le conseguenze del reato, oltre ad agevolare la commissione di ULTERIORI e gravi delitti contro la persona”… perché ancora una volta gli inquirenti omettono di precisare quali sono i delitti contro la persona che il MLNV avrebbe già posto in essere al punto da giustificare l’ipotesi di ULTERIORI analoghi reati.
Fin dal suo costituirsi il MLNV, vero e proprio soggetto di diritto internazionale qualificato dalla legittimazione internazionale basata sul diritto all’autodeterminazione del Popolo Veneto, non ha mai nascosto nulla della propria struttura organizzativa;  dai propri siti internet è possibile contattare il responsabile di ogni settore con tanto di nominativo, ruolo e riferimenti di contatto … NULLA DI SEGRETO.
Viva San Marco
Venetia, 29.10.2012
Sergio Bortotto
Presidente del MLNV e del Governo Provvirosio
vedi anche:
2011.06.28 – MLNV – COMUNICATO STAMPA
2012.09.15 – MLNV – COMUNICATO SU ATTI DI AGGRESSIONE ITALIANA
 

2012.09.29 – CONTINUANO GLI ATTI DI AGGRESSIONE ITALIANI CONTRO IL MLNV

Facendo seguito ai gravi atti di aggressione posti in essere nelle scorse settimane dalle autorità d'occupazione straniere italiane contro questo MLNV apprendiamo oggi dai giornali locali che il pubblico ministero straniero italiano Valmassoi avrebbe predisposto un calendario per gli interrogatori dei 18 indagati della "Polisia" (?).

C'è da precisare che in riferimento al procedimento penale straniero italiano nr.1993/2012 RGNR in data 26.09.2012 questo MLNV ha già notificato alle autorità d'occupazione straniere italiane procedenti e all'avvocato designato d'ufficio e all'ordine degli avvocati a Treviso la diffida dal rappresentare e/o parlare a nome e/o per conto di questo MLNV stesso e/o di qualsiasi suo singolo appartenente.

C’è anche da registrare la stravagante e-mail pervenuta al MLNV da un certo avvocato Paolo Bolla che, nonostante le tre pagine del documento di diffida, sembra non aver compreso il significato dell’ammonimento chiedendo con ironica provocazione se l’ordine (si presume si riferisca a quello degli avvocati) debba rappresentare o astenersi dal rappresentare il MLNV e i suoi membri.

Con la consueta pedanteria degli italiani “colti” e “raffinati” che non mancano di ostentare la pretesa d’insegnare ai Veneti come vivere, come mangiare, come parlare e anche come scrivere, quest’avvocato trascura deliberatamente le precisazioni di legge debitamente enunciate in diffida (… nei territori della Repubblica di Venezia consta il difetto assoluto di competenza e di giurisdizione, nonché l’incompetenza assoluta per materia e per territorio, in capo a tutte le autorità di occupazione dello stato straniero italiano, ogni atto e/o provvedimento italiano si configura tanquam non esset …) e con capziosa quanto inutile esposizione pretende di istruirci sul significato del sostantivo “diffida” attribuendo ad “un ampio corpus della legislazione italiana” un diverso significato da quello chiaramente indicato dal MLNV … ma tutto ciò, tanto per cambiare, ci rimanda ad una grande lezione di vita   « Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello ».… (Vangelo di Matteo,5).

L’asserita pretesa delle autorità d’occupazione straniere italiane di procedere con gli interrogatori di ogni singolo indagato in quest’ennesimo procedimento penale farsa, non fa altro che confermare la volontà di impedire la lecita e legittima rivendicazione del diritto all’autodeterminazione del Popolo Veneto (jus cogens, diritto imperativo, ovvero in parole semplici, le leggi internazionali che tutti gli stati sono obbligati a rispettare) per la quale rivendicazione il MLNV è l’unico soggetto previsto e legittimato dal diritto internazionale.

E’ chiaro infatti come le autorità d’occupazione straniere italiane stiano tentando in tutti i modi di negare l’esistenza del MLNV e gli stessi fondamenti giuridici anche internazionali sui quali si fonda, attribuendo ai suoi membri presunte responsabilità in ordine alle calunniose teorie investigative, ovvero la costituzione di un’associazione paramilitare (prevista da una legge italiana varata poco dopo la fine della seconda guerra mondiale, siamo infatti nel 1948 ).

Anche la legge italiana però prevede che siano gli eventi (l’esito dei comportamenti negativi) ad essere sanzionati e non le ipotesi di reato (non si possono fare i processi alle intenzioni) e che le azioni punite dalla legge debbano essere dirette in modo non equivoco alla consumazione del reato.

Il tentativo di attribuire a questo MLNV la responsabilità di aver costituito un’associazione paramilitare ha del ridicolo per i seguenti semplici motivi:

1)- quella legge italiana non vieta le associazioni che prevedano l’uso di uniformi, gerarchie e persino di armi, vieta solo che organizzazioni del genere perseguano fini politici, infatti l’art.1 recita testualmente: “chiunque promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni di carattere militare, le quali perseguono, anche indirettamente, scopi politici, è punito con la reclusione da uno a dieci anni … ai fini del presente decreto, si considerano associazioni di carattere militare quelle costituite mediante l’inquadramento degli associati in corpi, reparti o nuclei, con disciplina ed ordinamento gerarchico interno analoghi a quelli militari, con l’eventuale adozione di gradi o di uniformi, e con organizzazione atta anche all’impiego collettivo in azioni di violenza o di minaccia”.

Il MLNV non persegue alcun fine politico in ambito italiano ma rivendica esclusivamente il diritto all’autodeterminazione del Popolo Veneto previsto principalmente dall’art.1.2 della Carta delle Nazioni Unite del 1945 e dal Patto relativo ai diritti civili e politici adottato e aperto alla firma a New York in data 19 dicembre 1966.

2)- il decreto legislativo italiano n. 43/1948, recante il “divieto di associazioni di carattere militare” dava attuazione al principio di cui al 2° comma dell’art.18 della costituzione italiana che dice espressamente che “sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare”.

Per quanto riguarda le motivazioni dell'adozione di tale decreto legislativo, come precisato da Valentina Pupo – Facoltà di Giurisprudenza, Università degli Studi Magna Græcia di Catanzaro, vedi:  http://www.giurcost.org/studi/pupo.html:

in Assemblea costituente, o meglio nella Prima Sottocommissione che si occupò, tra l’altro, dei principi dei rapporti civili, il relatore Basso individuò le associazioni a carattere militare, sostenendo che dovessero intendersi «quelle organizzazioni in cui lo spirito dell’individuo viene sottoposto ad una disciplina militare e all’associato si impone di rinunciare alla propria libertà individuale per mettersi completamente a disposizione dei fini dell’associazione», non dovendosi guardare semplicemente all’uniforme, ma alla presenza nell’associazione di una disciplina militare a servizio di finalità di parte.

Pertanto l’On.le Basso non considerava fondate le preoccupazione espresse, nella stessa seduta, dai commissari Moro e La Pira, i quali ritenevano dovesse specificarsi che non si intendevano vietate quelle organizzazioni giovanili, quali ad esempio i Boys Scouts, che avessero un carattere militare puramente esterno e formale, bensì soltanto quelle associazioni che perseguivano un addestramento militare e fossero pronte ad impugnare le armi.

Sicché l’On.le Moro propose la formula, condivisa all’unanimità dalla Sottocommissione, per cui “Non sono consentite le associazioni che perseguono fini politici mediante un’organizzazione militare”, con la precisazione che al futuro legislatore dovesse esser chiaro che essa non riguardava le organizzazioni che adottassero soltanto la forma militare, ma non fossero tali sostanzialmente.

Pertanto, oltre al fatto che il MLNV non persegue alcun fine politico in ambito italiano (non ha neppure mai partecipato ad alcuna manifestazione di carattere politico), pur potendo legittimamente intraprendere il percorso della c.d. guerra di liberazione, ha deciso invece di intraprendere un percorso diplomatico con la costituzione del proprio apparato istituzionale, ovvero del Governo Provvisorio della Repubblica Veneta, così come previsto dall'articolo 96.3 del Primo Protocollo di Ginevra del 1977.

E’ evidente che le autorità d’occupazione straniere italiane sono ben consapevoli della legittimità giuridica del MLNV ma a nostro avviso tentano di giustificare i propri atti di aggressione prendendo a pretesto una possibile deriva militare del processo di rivendicazione del diritto all’autodeterminazione del Popolo Veneto e quindi del legittimo ripristino della sovranità dello stesso Popolo su tutti i territori della Repubblica Veneta.

Il comportamento delle autorità inquirenti italiane manifesta così la inequivocabile volontà di non rispettare precise norme del diritto internazionale e delle stesse leggi italiane, senza contare il fatto che nei Territori della Repubblica di Venezia consta il difetto assoluto di competenza e di giurisdizione, nonché l’incompetenza assoluta per materia e per territorio, in capo a tutte le autorità di occupazione dello stato straniero italiano (ogni atto e/o provvedimento italiano si configura tanquam non esset, ovvero come fosse inesistente).

Tali comportamenti delle autorità d’occupazione straniere italiane sono delle reiterate esplicite provocazioni di basso profilo che, come più volte pubblicamente denunciato nei nostri comunicati, hanno lo scopo non dichiarato di innescare un confronto bellico con il MLNV e con gli altri Cittadini del Popolo Veneto.

Altro scopo è impedire al MLNV di proseguire nella sua legittima attività di rivendicazione del diritto all’autodeterminazione del Popolo Veneto e di consolidamento del proprio apparato istituzionale ovvero del suo Governo Provvisorio e delle sue istituzioni … non si giustifica infatti il portar via (vera e propria rapina a mano armata) ricordi e collezioni personali,  biglietti da visita, brochure, volantini, computers, adesivi, cappellini, giubbini da lavoro (dispositivi di protezione individuale di prima categoria) e tesserini di riconoscimento dei membri del Direttivo del MLNV.

3)- Peccato per gli inquirenti stranieri italiani che il MLNV non sia affatto un’associazione di carattere paramilitare che agisce in ambito italiano e della sua politica, ma sia un vero e proprio soggetto di diritto internazionale che agisce al pari di uno stato in nome dell’intero Popolo Veneto ed è fondato sul diritto all’autodeterminazione così come previsto dalle norme del diritto internazionale e che come tale non possa essere soggetto né assoggettabile ad alcuna autorità d’occupazione straniera italiana, tanto meno a quella giudiziaria e che per diritto potrebbe addirittura ricorrere alla c.d. “guerra di liberazione”.

 

Venetia, sabato 29 settembre 2012

Viva San Marco

Il Presidente del MLNV Sergio Bortotto

 

ecco il modello del giubbino in libera vendita e sequestrato (rapinato) ai membri del MLNV:

 

industrial starter cold collectio 2011 2012 

 

2012.09.23 – QUANDO IL GROTTESCO SI ACCOMPAGNA ALLA TIPICA IPOCRISIA ITALIANA.

 
Ecco alcuni stralci del discorso tenuto dal "nabolidano" presidente italiano all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York il 28.03.2011.

 Parlando delle crisi che hanno coinvolto i Paesi del nord Africa:
…"Le riforme politiche ed economiche – vi si dice – devono accompagnarsi, favorendolo, con il godimento dei diritti politici e della libertà, la trasparenza e la partecipazione.
L'Unione Europea deve essere pronta a garantire maggiore sostegno ai Paesi che sono disponibili ad impegnarsi in vista di questa agenda comune, ma anche a riconsiderare il proprio supporto a quei governi che si allontanano da tale percorso…"

e ancora:

 …"Tuttavia, come ho avuto modo di affermare a Ginevra parlando al Consiglio per i Diritti Umani lo scorso 4 marzo, la protezione giuridica internazionale dei diritti umani è al centro del sistema delle Nazioni Unite, come testimonia la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948.
Essa è sempre più importante per tutti gli Stati membri, senza eccezione. I diritti umani sono divenuti progressivamente una pietra angolare delle relazioni internazionali.
Di conseguenza, violazioni massicce dei diritti umani rendono un regime illegittimo e lo pongono al di fuori della comunità degli Stati" …

e qui sembri che parli della sua italietta:

 …"Sta per tramontare l'èra dei regimi che nascondono la verità, limitano il movimento delle persone e fanno ricorso a menzogne, alla corruzione e a false rappresentazioni del mondo esterno.
Non è più tempo per riforme cosmetiche e limitate.
È in gioco il rapporto tra il cittadino e lo Stato, il cosiddetto contratto sociale.
Il mondo ha una chiara responsabilità non solo nell'aiutare questa nuova alba a divenire una realtà ma anche nell'intervenire ovunque dittature, violenze e oscurantismo tentino di contrastare il nuovo.
La comunità internazionale deve fare propria la domanda di libertà, giustizia, e più eque opportunità che sale da società così a lungo mantenute sotto il giogo della violenza e dell'oppressione.
La stabilità e le libertà democratiche non sono tra loro alternative.
Al contrario, esse si rafforzano a vicenda." …

Che dire di più … nulla!
L'ipocrisia di questo personaggio è appropriata allo stato straniero occupante che rappresenta.
 
Viva San Marco
Il Presidente del MLNV e del Governo Provvisorio
Sergio Bortotto

2012.09.20 – E’ PROPRIO VERO… I CALUNNIATORI SONO ANCHE DI SOLITO VIGLIACCHI.

Da che mondo è mondo le scaramucce di ogni battaglia smascherano vigliacchi, codardi, pusillanimi e con essi anche coloro che prendono paura.
Sentirsi intimiditi è per i più un fatto normale, ma la vigliaccheria, la codardia e la viltà sono impulsi ben diversi dalla paura e quasi sempre il pusillanime tende a giustificare il proprio gesto.
Ovviamente, nel vano tentativo di screditare il MLNV, la solita stampa di regime non ha lesinato spazio a questi “don Abbondio” che puntualmente hanno vomitato insulti e denigrato il MLNV reclamizzando una propria innocenza a loro dire estorta con l’inganno … così come di solito usa fare l’orco col fanciullo.
Proprio oggi, per di più, il MLNV ha ricevuto la nota di dissociazione di tale R.S., il terzo degli “impavidi leoni” che hanno gettato la loro maschera col disgustoso tentativo di scagionare il proprio fuggifuggi.La nota di quest’ultimo, che alleghiamo in copia, merita però di essere censurata e lasciata al giudizio di ogni Cittadino del Popolo Veneto.
Considerato che il MLNV non ha nulla da nascondere ed è tutto pubblicato sul proprio sito in internet appare piuttosto insolito che tale individuo dichiari di aver appreso dagli atti d’indagine di aspetti organizzativi e di propositi organizzativi del MLNV che sarebbero totalmente estranei al suo modo di pensare e di agire… (si consideri che ad oggi gli atti d’indagine non sono nella disponibilità di nessuno degli indagati).
Usando una dialettica che non gli è propria (chi conosce questo “signore” potrà sicuramente confermarlo), asserisce che allorché gli fu proposto di iscriversi all’associazione (in nessun atto di questo MLNV ci si riferisce ad esso come un’associazione), tali aspetti gli sarebbero stati celati al punto che se ne fosse stato a conoscenza mai avrebbe dato la sua adesione al MLNV (e infatti questo signore non ha mai sottoscritto un’adesione al MLNV ma la sola registrazione all’Anagrafe del Popolo Veneto in data 31 gennaio 2012 chiedendo poi di partecipare al direttivo senza però ricoprire mai alcuna carica) … ma ecco cos’è riportato in anteprima sul modulo di registrazione all’Anagrafe del Popolo Veneto:
 
MODULO DI REGISTRAZIONE ALL’ ANAGRAFE DEL POPOLO VENETO
DIPARTIMENTO ANAGRAFE – GENTI VENETE
 
premessa doverosa:
il MLNV non è un partito politico o un’associazione di carattere culturale e/o a sfondo benefico, non è neppure un club o un circolo privato; il MLNV è un soggetto di diritto internazionale che agisce al pari di uno Stato e nel nostro caso ha il compito di ripristinare la legalità sulla nostre Terre ridando sovranità al Popolo Veneto, in poche parole… ripristinare la Repubblica Veneta.
N.B.: coloro i quali hanno gia aderito al MLNV non hanno bisogno di ricompilare il presente modulo.
ATTENZIONE: si prega di scrivere in maiuscolo.
Io sottoscritto/a in piena coscienza e volontà, libero/a nella persona e nei miei intendimenti, dichiaro la mia cittadinanza Veneta qui registrata sotto l’egida del Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto (Patti internazionali del 1966, ratificati anche dallo stato straniero italiano con legge 881/77)
 
Questo “signore” inoltre asserisce che gli fu proposto di iscriversi all’associazione… (resta il fatto che nessuno lo ha mai cercato e nessuno lo ha mai obbligato a registrarsi all’Anagrafe del Popolo Veneto ma è venuto di sua spontanea volontà).
Di una volgarità inaudita appare inoltre il tentativo di ammorbidire la sua agonia asserendo di non poter negare la condivisione di talune idealità di quella che lui asserisce ancora una volta essere un’associazione ovvero il perseguimento di una maggiore autonomia politico-amministrativa della nostra regione (badate bene a questi due termini: autonomia e nostra regione, due espressioni che non identificano in alcun modo il MLNV che persegue il ripristino completo di sovranità del Popolo Veneto sulle proprie Terre … quindi nessuna autonomia e tanto meno identifica la regione veneto è l’espressione territoriale della Serenissima Repubblica).
Lo sciocco inoltre asserisce che alla luce degli ultimi avvenimenti, può affermare che il MLNV si è approfittato del suo entusiasmo e della sua buona fede (ma quale entusiasmo visto che non ha mai partecipato attivamente ad alcuna attività e non ha mai voluto assumersi qualche responsabilità pur volendo far parte del direttivo).
Perché invece questo stolto non pubblica il verbale col quale la digos straniera italiana avrebbe proprio a lui sequestrato l’unica vera arma (una pistola semiautomatica) rinvenuta in quest’ennesima inchiesta giudiziaria farsa???
A questo individuo non si può che replicare che non esiste alcun albo degli iscritti e che non ha bisogno di essere esonerato da alcunché visto e considerato che nel MLNV non ha mai partecipato attivamente a nulla e non è mai stato incaricato di alcun compito.
Se tale intento si riferisce alla sua registrazione all’Anagrafe del Popolo Veneto è nel pieno diritto di rinnegare la propria Patria e la propria identità Veneta ma ne accetti fin d’ora tutte le conseguenze future al determinarsi del ripristino di sovranità del Popolo Veneto.
Si precisa altresì che tale soggetto non ha alcuna facoltà di pretendere alcun depennamento del suo nominativo da ogni pubblicazione riferita al MLNV ma solo le opportune precisazioni in ordine alla volontà espressa con tale documento.
A questo ex amico posso solo ricordare che sa benissimo ciò che è giusto … e il non farlo è sicuramente la più grande vigliaccheria.
Venetia, giovedì 20 settembre 2012
Il Presidente del MLNV Sergio Bortotto
Ecco alcuni aforismi e citazioni che ben si addicono a questi “signori”:
 
-vigliacco:chi, nell'emergenza del pericolo, pensa con le proprie gambe
(Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, 1911).
 
-i calunniatori sono anche di solito vigliacchi.
(Ippolito Nievo, Confessioni d'un ottuagenario, 1867).
 
-ci vuole del coraggio a vivere sapendosi vigliacchi.
(Giovanni Soriano, Maldetti. Pensieri in soluzione acida, 2007).
 

2012.09.22 – MA QUALE SOSPENSIONE PER UN ANNO … “LA TRIBUNA DI TREVISO” SI CONFERMA PER CIO’ CHE E’ … NULLA!

Ancora una volta il giornalucolo "la tribuna di Treviso" supera se stesso.
Apprendo dalla sua prima pagina di oggi, sabato 22 settembre 2012, che il prefetto italiano a Treviso, vera e propria autorità straniera d'occupazione, mi avrebbe addirittura sospeso per un anno dal lavoro ordinandomi di lasciare l'incarico di Comandante della Polizia Locale di Cornuda.
Siamo al ridicolo e al grottesco.
In realtà, il prefetto italiano a Treviso mi ha comunicato di aver avviato la pratica per la mera sospensione a mio carico della sola funzione di agente di pubblica sicurezza, che come conseguenza prevede solo che non possa fare servizio con l'arma individuale, e che non possa fare servizi di ordine pubblico (e quando mai lo si fa, in polizia locale?). Tutto qui. 
ANCORA UNA VOLTA SI VUOLE FAR PASSARE PER UN ATTACCO PERSONALE NEI MIEI CONFRONTI UN VERO E PROPRIO ATTO DI AGGRESSIONE NEI CONFRONTI DEL MOVIMENTO DI LIBERAZIONE NAZIONALE DEL POPOLO VENETO (MLNV), CHE INVECE PER DIRITTO INTERNAZIONALE NON PUO' ESSERE SOTTOMESSO AD ALCUNA AUTORITA' STRANIERA ITALIANA DI OCCUPAZIONE IN QUANTO E' UN VERO E PROPRIO SOGGETTO DI DIRITTO INTERNAZIONALE, AL PARI DI UNO STATO.
 CHI SONO, ALLORA, I VERI INDIVIDUI AD ALTA PERICOLOSITA' SOCIALE?
Venetia, sabato 22 settembre 2012
IL VICE PRESIDENTE DEL MLNV
dott. Paolo Gallina

2012.09.19 – CHI SONO I VERI DELINQUENTI???


Come nel 2009, le autorità d'occupazione straniere italiane insistono ancora oggi con ripetute aggressioni contro il MLNV, i suoi aderenti e gli altri Cittadini del Popolo Veneto.
E' evidente come, in spregio alle loro stesse norme di procedura penale, gli inquirenti (e non mi si venga a dire che la responsabilità è dei "soliti ignoti") abusano dello strumento mediatico per pubblicare "stralci" di conversazioni telefoniche private nonostante l'espresso e tassativo divieto di legge.
Paradossale risulta anche l'avviso di avvio del procedimento amministrativo a carico del Vice Presidente del MLNV dott. Paolo Gallina adottato dal Prefetto di Treviso Aldo Adinolfi; con tale atto il rappresentante del governo straniero occupante italiano incredibilmente motiva il provvedimento adducendo a pretesto gli stessi legittimi principi fondanti di questo MLNV tra l’altro recepiti e approvati dallo stato italiano con la legge nr.881/77.
Con questa legge l’italia ha infatti approvato il “Patto internazionale di New York sui diritti civili e politici” firmato il 19 dicembre1966 nel quale trova fondamento giuridico la stessa esistenza del MLNV, oltre che nella Carta delle Nazioni Unite del 1945.
Alla luce di tutto ciò c’è da chiedersi se questi magistrati, questori e prefetti italiani conoscono le loro stesse leggi e i trattati internazionali … o li violano deliberatamente con un preciso disegno criminale, liberticida e antidemocratico allo scopo di impedire la legittima rivendicazione del diritto all’autodeterminazione del Popolo Veneto di cui il Movimento di Liberazione Nazionale è lecita e legittima espressione???
Cosa aspetta l’O.N.U. e la Comunità Internazionale ad intervenire per impedire tali palesi e vergognose violazioni???
In questi giorni il MLNV sta ancora una volta investendo della questione l’O.N.U., il Comitato Internazionale della Croce Rossa e gli Stati della Comunità internazionale, denunciando questi gravi ed evidenti illeciti internazionali e queste gravissime violazioni ai fondamentali diritti umani, civili e politici dei Cittadini del Popolo Veneto appartenenti al MLNV, fatti oggetto di questi ennesimi e continuati atti di aggressione.
Viva San Marco
Venetia, mercoledì 19 settembre 2012
Il Presidente del MLNV Sergio Bortotto
 
Carta dell'Organizzazione delle Nazioni Unite
PRINCIPIO DI AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI
Detto principio è stato accettato e inscritto nell'articolo 1.2 della Carta dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (firmata a San Francisco il 26 giugno 1945 ed entrata in vigore il 24 ottobre 1945), e dispone che uno degli scopi dell'Organizzazione è sviluppare tra le nazioni relazioni amichevoli fondate sul rispetto del principio dell'eguaglianza dei diritti dei popoli e del loro diritto dell'autodeterminazione.
Detto principio attiene ai soggetti internazionali, quali i Movimenti di Liberazione Nazionale, e quindi al loro assetto e alla loro legittimazione giuridica sul piano internazionale.
Viene riconosciuto a tre categorie di popoli: 1) ai popoli soggetti a potenza coloniale (estesa poi ai casi di cd neocolonialismo)
2) ai popoli soggetti a dominio straniero
3) ai popoli soggetti a regime razzista, ovvero che attua una discriminazione razziale.
Il diritto all'autodeterminazione è un diritto erga omnes, che quindi si può far valere nei confronti di tutti gli altri stati.
Gli effetti pratici del principio sono che: gli stati oppressori hanno l'obbligo di consentire l'esercizio del diritto all'autodeterminazione, e non devono far ricorso all'uso della forza per negare tale diritto; i popoli hanno un pieno diritto riconosciuto all'autodeterminazione nei confronti dello stato oppressore; gli stati terzi devono sostenere i popoli in lotta per l'autodeterminazione in qualsiasi forma e astenersi dall'aiutare lo stato oppressore.
Patto internazionale di New York sui diritti civili e politici” firmato il 19 dicembre1966
all’articolo 19 recita: «Ogni individuo ha diritto a non essere molestato per le proprie opinioni. Ogni individuo ha il diritto alla libertà di espressione; tale diritto comprende la libertà di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee di ogni genere, senza riguardo e frontiere, oralmente, per iscritto, attraverso la stampa, in forma artistica o attraverso qualsiasi altro mezzo di sua scelta (… ).

2012.09.15 – ECCO LA NOSTRA VERSIONE SULL’ENNESIMA INCHIESTA FARSA POLIZIOESCO/GIUDIZIARIA STRANIERA ITALIANA CONTRO IL MLNV

A T T E N Z I O N E
 
MESSAGGIO A TUTTI I PATRIOTI E AI CITTADINI VENETI DI ONESTA E BUONA VOLONTA' MA ANCHE  AI POLITICI VENETI:
 
Con riferimento ai recenti atti di aggressione posti in essere dalle autorità poliziesco/giudiziarie straniere italiane a Treviso contro il MLNV, in data 14.09.2012 è stato notificato al Presidente del MLNV il decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale straniero italiano a Treviso (che si allega in copia).
Da tale documento  si deduce l'intento persecutorio/giudiziario deliberatamente posto in essere contro questo Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto (MLNV) a scopo politico.
Considerata l’esiguità e l’inconsistenza probatoria degli elementi raccolti in tutti questi mesi d’indagine e di cui gli investigatori italiani hanno tentato di enfatizzare con l’ennesima vergognosa sceneggiata mediatica, appare ora molto sospetto e tendenzioso l’attribuire a questo MLNV intenzioni future e addirittura la responsabilità di gravi delitti contro la persona che però, ancora una volta, non vengono specificati.
Tale decreto precisa che le fonti probatorie deriverebbero dalle indagini svolte dalla digos, anche tramite operazioni di intercettazione (vero e proprio spionaggio), ma anche dalla documentazione acquisita con i sequestri operati;   ancora una volta però gli inquirenti sono vaghi nel precisare gli elementi probatori derivanti da quello che loro definiscono documentazione acquisita e che persistono a non voler precisare (basti vedere il verbale di sequestro realizzato nelle quasi dodici ore di forzata segregazione in questura … un tempo più che sufficiente per catalogare e precisare almeno i 96 fogli numerati e siglati (???) e le 75 fotocopie (e ribadiamo fotocopie ?) con vario materiale informativo, con disegni e progetti per divise e struttura organizzativa del MLNV … mancava forse loro il tempo di essere più precisi come lo sono stati per catalogare cappellini, magliette, adesivi, brochure, volantini, biglietti da visita, computers e perfino i due velcro apposti sulla pettorina di Rufus , il cane con cui si svolge la sicurezza presso il Consorzio Parco Commerciale di Villorba, e solo perché riportavano la scritta in lingua Veneta “SICURESA” e il logo del MLNV, (questo non è forse razzismo istituzionale italiano???)
Ma c’è di più.
E’ grottesco e paradossale ciò che avrebbe dichiarato pubblicamente lo stesso questore straniero italiano a Treviso CARMINE DAMIANO asserendo di condividere gli scopi del MLNV, ma non il metodo … (è improvvisamente diventato indipendentista anche lui???).
Con la solita furberia, tesa ad  eludere gli imbarazzanti esiti investigativi, il questore pur facendovi riferimento non ha precisato quali sarebbero i metodi del MLNV ritenuti illegali e scoperti nel corso delle indagini … perché???
Ancora una volta si giustifica quest’ennesima aggressione al MLNV come un atto dovuto e necessario per stroncare sul nascere un’organizzazione criminale che avrebbe potuto…
Lo stesso pubblico ministero italiano Valmassoi avrebbe dichiarato pubblicamente in un’intersita televisiva: “NON CI SONO ELEMENTI PER POTER SOSTENERE ALLO STATO DEGLI ATTI CHE POTESSERO REALIZZARE NELL’IMMEDIATO ATTI VIOLENTI O DI MINACCIA PERO’ CI SONO TUTTI GLI ELEMENTI PRESUPPOSTI AD UN EVENTUALE EVOLUZIONE IN QUESTO SENSO”, ma questa è una sua fantasia!!! (http://www.youtube.com/watch?v=uUy3T4C-o10&feature=plcp)
Tanto per non smentire l’abitudine alle bugie e la propensione a mentire alla pubblica opinione in un’altra intervista il Questore straniero italiano Carmine Damiano avrebbe invece sconfessato la precedente dichiarazione contestando al Vice Presidente del MLNV Dott. Paolo Gallina l’incompatibilità del suo ruolo di pubblico ufficiale in ambito italiano con le idee da lui proclamate militando nel MLNV… “RITENGO CHE SIA INCOMPATIBILE CON I DOVERI DI UN PUBBLICO UFFICIALE IN RELAZIONE ALLE IDEE CHE LUI PROCALAMA E AL METODO PER PERSEGUIRE QUESTE IDEE.”.
C’è ora da chiedersi perché in questa intervista attacca le idee e gli scopi per cui è stato costituito il MLNV e insiste nel ribadire che il metodo sarebbe illegale … ma ancora una volta non lo precisa.
Altra contraddizione grottesca è la dichiarazione in merito al decantato ordinativo di sessanta divise (sessanta/60 ?) che nessuno del MLNV ha mai ordinato.
L’unico recente ordinativo riguardano 48 polo, marca FRUIT OF THE LOOM, di colore bianco, con gli stemmi del MLNV, la bandiera di San Marco e l’indirizzo del sito web del MLNV (www.mlnv.org): “…ESSENDO MAGGIORE IL NUMERO DELLE DIVISE (60) SI PUO’ PRESUPPORE CHE L’ORGANIZZAZIONE STAVA AUMENTANDO IL NUMERO DEGLI ADEPTI…” http://www.youtube.com/watch?v=DyIPTTVEC7E&feature=plcp
Alla luce di quanto suesposto e considerate anche le “insolite” ingerenze nelle recenti comunicazioni mediante i profili dei social/network, appare inquietante che, a fronte del concretarsi dei bizzarri e stravaganti risultati investigativi sotto il profilo sostanziale, ora si tenti di giustificare l’ennesima farsa giudiziaria sulle eventuali intenzioni del MLNV attaccando i presupposti giuridici del suo costituirsi secondo le norme del diritto internazionale, adducendo a pretesto inesistenti condotte illegali per la commissione di gravi delitti contro la persona di cui addirittura se ne attribuisce la paternità di non meglio precisate analoghi atti pregressi: “… ritenuto che, a prescindere dalle esigenze probatorie … la libera disponibilità di dette armi e munizioni da parte degli  indagati verrebbe ad aggravare le conseguenze del reato, oltre ad agevolare la commissione di ULTERIORI e gravi delitti contro la persona”… perché ancora una volta gli inquirenti omettono di precisare quali sono i delitti contro la persona che il MLNV avrebbe già posto in essere al punto da giustificare l’ipotesi di ULTERIORI analoghi reati.
Fin dal suo costituirsi il MLNV, vero e proprio soggetto di diritto internazionale qualificato dalla legittimazione internazionale basata sul diritto all’autodeterminazione del Popolo Veneto, non ha mai nascosto nulla della propria struttura organizzativa;  dai propri siti internet è possibile contattare il responsabile di ogni settore con tanto di nominativo, ruolo e riferimenti di contatto … NULLA DI SEGRETO.
Come precisano le stesse norme del diritto internazionale, questo MLNV agisce in nome dell’intero Popolo Veneto e come aggregato organizzato di individui diviene destinatario legittimo delle norme del diritto internazionale; il più delle volte trattasi di un gruppo di esseri umani uniti da vincoli etnici, religiosi, culturali e storici. Al Movimento di Liberazione Nazionale viene riconosciuto – tra gli altri – il diritto di usare la forza contro l’oppressore, e di fare la cd guerra di liberazione per l’ottenimento dell’indipendenza. Il Movimento di Liberazione Nazionale necessita di una qualche forma di organizzazione, ovvero di una qualsiasi struttura: questa è legittimata ad agire a suo nome sul piano internazionale. L’articolo 96.3 del Primo Protocollo di Ginevra del 1977 dispone infatti che i popoli, come tutti i soggetti di diritto internazionale (ivi compreso il Movimento di Liberazione Nazionale), devono disporre di un apparato istituzionale che possa gestire le loro relazioni internazionali.
Lo stato straniero occupante italiano ha ratificato queste norme con la legge 881/77.
Preliminarmente preme rilevare come nel mondo giuridico vi siano per ogni singola fattispecie due tipi di valutazione, ovvero in fatto e in diritto (de jure e de facto). Si è deciso di costituire il Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto, nel mese di settembre del 2009, semplicemente perché nel caso specifico della Repubblica Veneta ne ricorrevano tutti i presupposti, sia in fatto che in diritto, previsti e contemplati dalle norme del Diritto Internazionale. Infatti, gli scopi per i quali vengono generalmente riconosciuti i Movimenti di Liberazione Nazionale sono: la lotta per liberarsi dalla dominazione coloniale, da un regime razzista o da un’occupazione straniera.
E’ fin troppo evidente, indubitabile e incontrovertibile, come nella Repubblica Veneta tutte queste tre condizioni sussistano palesemente e senza alcuna ombra di dubbio. La Repubblica Veneta, infatti, è di fatto oppressa dalla dominazione coloniale dello stato straniero italiano a far data dal 1866: è inconfutabile e sotto gli occhi del mondo intero come lo stato straniero occupante italiano, oltre ad aver imposto sul Territorio della Repubblica Veneta – anche con la repressione militare e quei suoi artifizi truffaldini che da sempre lo contraddistinguono – la sua amministrazione, le sue istituzioni, le sue forze armate e le sue svariate e variegate forze di polizia; oltre a sfruttare tuttora tutte le risorse possibili – anche umane, finanziarie, fiscali, economiche, patrimoniali, paesaggistiche, etc. – della Repubblica Veneta, abbia addirittura imposto un modello culturale, di mentalità, di usi e costumi completamente estraneo e alieno a quello proprio della Veneta Serenissima, nonché un modello linguistico straniero, imponendo il romanesco attraverso lo strumento mediatico radio-televisivo di stato con i suoi strumenti subdoli di propaganda (programmi contenitore/spazzatura, fictions televisive, etc). Lo stato straniero occupante italiano si è spinto al punto di fissare una delle sue ricorrenze al giorno 25 aprile (giorno dedicato a San Marco), con il solo e unico scopo di soffocare, annullare e cancellare quella che per la Repubblica Veneta, il Popolo Veneto, e la sua Capitale, Venezia, è stata nei millenni la Ricorrenza Nazionale più sentita, partecipata e più importante: il giorno dedicato al Santo Patrono cui la stessa Repubblica Veneta era da sempre votata con totale devozione, San Marco Evangelista. Lo stato straniero occupante italiano si è premurato di censurare, occultare e cancellare da tutti i testi di storia, compresi quelli imposti per le scuole di ogni ordine e grado, tutta la storiografia Veneta e quella dedicata alla Serenissima Repubblica Veneta. Con una censura senza pari, lo stato straniero occupante italiano è riuscito ad occultare a tutti gli studenti Veneti gli oltre 1.500 anni di vita, di storia e di gloria della Repubblica Veneta. Vi sono addirittura testi universitari di Diritto Internazionale pubblico, di autori, docenti, e giuristi stranieri italiani, che pur dissertando sulla genesi dei vari stati europei e mondiali nel corso dei secoli, evitano con cura di menzionare la Veneta Serenissima Repubblica. Lo stato straniero occupante italiano si è poi da sempre rivelato un regime razzista, soprattutto e proprio nei confronti del Popolo Veneto, basti solo pensare a come sono stati e sono a tutt’oggi discriminati, calpestati e banditi tutti i Veneti dai pubblici concorsi Considerato che il percorso della costituzione del Movimento di Liberazione Nazionale trova, sotto il profilo giuridico, la sua ragione di esistere nello stesso tessuto normativo del Diritto Internazionale, ogni conseguente e deliberato atto di aggressione contro questo MLNV è una violazione delle stesse norme del diritto internazionale.
Il Presidente del MLNV Sergio Bortotto
 

2012.09.13 – SARANNO TUTTE COINCIDENZE???

dopo le "attenzioni investigative" della digos straniera italiana e come sollecitato da questo direttivo, mi viene riferito da più parti dell'ammanco di effetti personali e di non modiche quantità di somme di denaro dalle rispettive abitazioni; non di meno sono state riscontrate palesi tracce di "visite" indesiderate anche presso abitazioni e luogi adiacenti a quelli oggetto di perquisizione … pur non risultando manomissioni e scassinamenti risultano, secondo gli interessati, evidenti i segni del passaggio di ignoti che non richiudono neppure le porte con lo stesso numero di mandate delle chiavi o lasciano "involontariamente" qualche cassetto aperto.
Qualcuno coinvolto, pur non facendo parte del MLNV, ha gia denunciato il fatto alla locale stazione Carabinieri.
Il MLNV ora procederà con la stesura di una pubblica segnalazione da inoltrare all' O.N.U. e per conoscenza all'Arma dei Carabinieri… e tanto per essere chiari ancora una volta facciamo presente che nessuno degli interessati ha avuto copia di alcun verbale di accompagnamento o di fermo di p.g. e ancor meno della convalida giudiziaria straniera italiana dei sequestri operati (che vanno notificati alle parti interessate entro e non oltre le 48 ore) … come mai???
Sergio Bortotto Presidente del MLNV … e ora denunciatemi pure anche per calunnia.

2012.09.08 – ATTENZIONE OCCHI APERTI!!!

Come Presidente del MLNV e del Governo Provvisorio sono ad informare a pubblica menzione che alcuni esponenti del direttivo del MLNV, fatti oggetto delle recenti "attenzioni" della digos straniera italiana, hanno riscontrato, tra ieri e oggi, anomalie presso le rispettive abitazioni e altri luoghi personali, ovvero segni tangibili di violazione di luoghi privati perpetrati in loro assenza e scoperti al proprio ritorno.
Constatata l'infondatezza delle accuse palesate a giustificazione dei loro abusi, ribadiamo la nostra assoluta mancanza di fiducia nella correttezza e nella lealtà delle istituzioni straniere d'occupazione italiane e tanto riferiamo a futura memoria.
Sergio Bortotto Presidente del MLNV e del Governo Provvisorio

2012.09.07 – PERQUISIZIONI MLNV. GUADAGNIGI: “L’ARMA DI VENETO STATO E’ IL CONSENSO”

Grazie, come tutti i politicanti dimostrate sempre il solito opportunismo politico per cavalcare le bugie di altri per presentarvi migliori di altri Patrioti… complimenti davvero.

da un articolo apparso su L'INDIPENDENZA.COM clicca qui

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
 
“Noi siamo democratici e gandhiani” inizia così il distinguo di Antonio Guadagnini a proposito dei sequestri operati ieri dalle forze dell’ordine a casa di alcuni esponenti del Movimento di Liberazione Nazionale Veneto:
“Noi non abbiamo né polizia, né divise.
La nostra unica arma è il consenso popolare.
Veneto Stato è un movimento di popolo, non una specie di organizzazione segreta .”
“A livello umano esprimo la mia solidarietà nei confronti degli appartenenti al MLNV – prosegue Guadagnini –  ma non transigo sul loro atteggiamento.
Il Veneto ha bisogno di idee e non di divise.”
Secondo Guadagnini, tuttavia, le perquisizioni giungono stranamente puntuali: “Mi pare strano che, dopo la Festa dei Veneti, in un momento di grande riscoperta della nostra identità, e soprattutto all’affacciarsi di uno degli autunni più caldi per il Veneto, si ordini un blitz delle forze dell’ordine. Detto francamente – insiste Guadagnini – non credo che alcuno degli indagati avrebbe mai compiuto azioni violente.
Spero non ci sia il tentativo di far passare per violento un movimento di popolo che violento non è.”
Citando le parole del questore di Treviso, da dove è partita l’indagine sul MLNV, Guadagnini rassicura soci e simpatizzanti: “In questa indagine, come  riferito da Carmine Damiano, non si contestano idee o gli obiettivi, ma i metodi ritenuti illegali dal nostro ordinamento giuridico.
Metodi che noi di Veneto Stato respingiamo e respingeremo sempre.”
Ufficio Stampa
Veneto Stato

e tanto per essere chiari:

07.09.2012…questo messaggio è per tutti Patrioti di ogni ordine e grado.

Dopo l’ennesimo vile attacco al MLNV perpetrato inutilmente dalle autorità d’occupazione straniere italiane sono a ribadire che il MLNV non ha bisogno di armi per rivendicare il ripristino totale di sovranità del Popolo Veneto sulle proprie terre.
Noi proseguiamo nel nostro intento pacifico e legale sostenuti dalle norme del diritto internazionale che le autorità straniere italiane hanno ripetutamente violato congiuntamente anche a quelle del loro stesso ordinamento giuridico… si stanno ancora una volta delegittimando da soli.
Rinnovo l’invito al pubblico ministero straniero italiano Valamassoi e ai dirigentei della polizia di stato straniera italiana a ridarsi una bella ripassata delle norme di diritto internazionale, sia sul diritto di autodeterminazione del Popolo Veneto che sulla soggettività giuridica dei Movimenti di Liberazione Nazionale, ma anche delle stesse loro norme penali gravemente infrante con queste iniziative scomposte e che non portano ad alcunché a cominciare dalla violazione dell’art.294 del c.p. .
Sappiate che in merito le autorità d’occupazione straniere italiane hanno usato violenza e minacciato ripetutamente e stanno tentando di impedire il legittimo esercizio del diritto politico di quelli che loro asseriscono essere loro stessi cittadini (ma che non siamo)… e questo è un attentato gravissimo alla democrazia… chissà che qualche altro magistrato italiano non avvii d’iniziativa un’inchiesta sull’operato della procura italiana a Treviso e della digos.
In questo momento cruciale dobbiamo anche sostenere con fermezza i valori che ispirano la battaglia del MLNV che è e riamane sempre nell’alveo della stretta legalità… armi non ce ne sono, non credete a questi bugiardi e ai loro delatori… anche perchè il MLNV ha gia scelto di non intraprendere la pur legittima strada della guerra di liberazione ma quella del Governo Provvisorio istitutio ai sensi e per gli effetti dell’art.96.3 del Primo Protocollo di Ginevra del 1977.
Stanno cercando in tutti i modi di impedire il risveglio di coscienza del Popolo Veneto che non è mai diventato italiano.
Loro sono venuti in armi e ci hanno rubato tesserini, biglietti da visita, cappellini, magliette, ricordi personali, computer, brochure, volantini… ecco le nostro armi!!!
Non abbiate paura di questi sciacalli che non sanno neppure come giustificare il loro operato… è imbarazzante anche per noi renderci conto di quanto siano caduti in basso con quest’ennesima iniziativa e come stanno sprecando i soldi pubblici con inchieste e indagini ridicole quando è sotto gli occhi di tutti l’inerzia forzata e l’impossibilità delle forze dell’ordine italiane di arginare una delinquenza sempre più diffusa.
Al momento ho grosse difficoltà a scrivere questo messaggio su Facebook e a condividerlo sul sito che è loro intenzione oscuare… confidiamo nella disponibilità di altri Patrioti a sostenerci nella nobile causa anche se necessario con l’ospitalità dei nostri messaggi sui loro siti.
A fronte di tutto ciò preme ribadire (anche ad eventuale futura memoria) che nessuno del MLNV ha intenzioni suicide e non credete all’eventualità di incidenti che potrebbero capitarci.., in questo momento, purtroppo, nulla è da escludere, ma andiamo avanti.
VIVA SAN MARCO
Sergio Bortotto Presidente del MLNV e del Governo Provvisorio

2012.09.07 – MESSAGGIO A TUTTI I PATRIOTI

Dopo l'ennesimo vile attacco al MLNV perpetrato inutilmente dalle autorità d'occupazione straniere italiane sono a ribadire che il MLNV non ha bisogno di armi per rivendicare il ripristino totale di sovranità del Popolo Veneto sulle proprie terre.
Noi proseguiamo nel nostro intento pacifico e legale sostenuti dalle norme del diritto internazionale che le autorità straniere italiane hanno ripetutamente violato congiuntamente anche a quelle del loro stesso ordinamento giuridico… si stanno ancora una volta delegittimando da soli.
Rinnovo l'invito al pubblico ministero straniero italiano Valamassoi e ai dirigentei della polizia di stato straniera italiana a ridarsi una bella ripassata delle norme di diritto internazionale, sia sul diritto di autodeterminazione del Popolo Veneto che sulla soggettività giuridica dei Movimenti di Liberazione Nazionale, ma anche delle stesse loro norme penali gravemente infrante con queste iniziative scomposte e che non portano ad alcunché a cominciare dalla violazione dell'art.294 del c.p. .
Sappiate che in merito le autorità d'occupazione straniere italiane hanno usato violenza e minacciato ripetutamente e stanno tentando di impedire il legittimo esercizio del diritto politico di quelli che loro asseriscono essere loro stessi cittadini (ma che non siamo)… e questo è un attentato gravissimo alla democrazia… chissà che qualche altro magistrato italiano non avvii d'iniziativa un'inchiesta sull'operato della procura italiana a Treviso e della digos.
In questo momento cruciale dobbiamo anche sostenere con fermezza i valori che ispirano la battaglia del MLNV che è e riamane sempre nell'alveo della stretta legalità… armi non ce ne sono, non credete a questi bugiardi e ai loro delatori… anche perchè il MLNV ha gia scelto di non intraprendere la pur legittima strada della guerra di liberazione ma quella del Governo Provvisorio istitutio ai sensi e per gli effetti dell'art.96.3 del Primo Protocollo di Ginevra del 1977.
Stanno cercando in tutti i modi di impedire il risveglio di coscienza del Popolo Veneto che non è mai diventato italiano.
Loro sono venuti in armi e ci hanno rubato tesserini, biglietti da visita, cappellini, magliette, ricordi personali, computer, brochure, volantini… ecco le nostro armi!!!
Non abbiate paura di questi sciacalli che non sanno neppure come giustificare il loro operato… è imbarazzante anche per noi renderci conto di quanto siano caduti in basso con quest'ennesima iniziativa e come stanno sprecando i soldi pubblici con inchieste e indagini ridicole quando è sotto gli occhi di tutti l'inerzia forzata e l'impossibilità delle forze dell'ordine italiane di arginare una delinquenza sempre più diffusa.
Al momento ho grosse difficoltà a scrivere questo messaggio su Facebook e a condividerlo sul sito che è loro intenzione oscuare… confidiamo nella disponibilità di altri Patrioti a sostenerci nella nobile causa anche se necessario con l'ospitalità dei nostri messaggi sui loro siti.
A fronte di tutto ciò preme ribadire (anche ad eventuale futura memoria) che nessuno del MLNV ha intenzioni suicide e non credete all'eventualità di incidenti che potrebbero capitarci.., in questo momento, purtroppo, nulla è da escludere, ma andiamo avanti.
VIVA SAN MARCO
Sergio Bortotto Presidente del MLNV e del Governo Provvisorio

2012.09.03 – AVVISO E MONITO AL CAPO DELLO STATO STRANIERO ITALIANO… IL VENETO NON XE LA TO ITALIA, OCIO!!!

Al capo dello stato straniero italiano
Giorgio Napolitano

e p.c.

– O.N.U. – DIRECTOR GENERAL
– ALL’ASSEMBLEA GENERALE DELLE NAZIONI UNITE
– AL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELLE NAZIONI UNITE

Oggetto: AVVISO E MONITO.

E’ notizia di questi giorni di come la s.v. abbia programmato per il giorno di mercoledì 5 settembre prossimo venturo un suo arrivo – peraltro non gradito – nel Territorio di questa Repubblica Veneta, per l’esattezza nella città di Venezia e quindi nella città di Mestre, ove sarebbe sua intenzione tenere un discorso allo stato straniero occupante razzista e colonialista italiano da lei rappresentato.
Al riguardo, a questo Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto (MLNV), soggetto di diritto internazionale, per il tramite del Governo Provvisorio della Repubblica Veneta (istituito ai sensi dell’articolo 96 paragrafo 3 del Primo Protocollo di Ginevra del 1977), non risulta ad oggi essere pervenuta alcuna sua richiesta di accreditamento.
Questo sua personale iniziativa, sfrontata e imprudente, integra pertanto a tutti gli effetti un vero e proprio illecito internazionale, nonché una violazione dell’Ultimatum del MLNV del 13.12.2010 notificato allo stato straniero italiano e alla sede O.N.U. di Ginevra in data 14.12.2010 e un grave atto di provocazione con rischio di escalation di confronto bellico col MLNV.
Ciò posto, si avvisa che la sua sicurezza e incolumità personale non saranno garantite, fermo restando il legittimo ricorso al diritto di rappresaglia da parte di questo MLNV, secondo diritto internazionale.
Questo MLNV non è più disposto a tollerare oltre ulteriori provocazioni e/o atti di forza e/o di aggressione da parte di autorità straniere italiane.
L’O.N.U. voglia farsi garante al fine di scongiurare simili abusi da parte dello stato straniero occupante italiano; pretenda dallo stesso il rispetto del diritto del Popolo Veneto all’autodeterminazione e del diritto all’integrità territoriale della Nazione Veneta, intervenga in modo risolutivo affinché questo ponga fine alla illecita e illegittima occupazione del Territorio della Repubblica di Venezia.
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, nella sua precipua funzione di mantenimento della pace e quindi al fine di scongiurare il rischio di escalation di un confronto bellico col MLNV, provveda a comminare le sanzioni previste nei confronti dello stato italiano per i numerosi e reiterati illeciti internazionali commessi dai suoi organi e/o rappresentanti contro questo Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto e contro cittadini del Popolo Veneto.
VIVA SAN MARCO.
Venetia, lunedì 3 settembre 2012
Il Presidente del MLNV e del Governo Provvisorio
Sergio Bortotto

MA QUALE FESTA DEI VENETI… DI ALCUNI VENETI!

Ecco come il quotidiano online L'INDIPENDENZA.COM pubblicizza l'evento con un articolo:
 
(tratto da qui)
Festa dei Veneti: dal 31 agosto tutti a Cittadella
 
di MARINO MARIN
Nove anni di cultura, dibattiti, tradizioni, festa e speranze, quest’ultime, sempre disattese. Ritorna a Cittadella (PD) la grande Festa dei Veneti (volantino qui), organizzata da Veneto Nostro – Raixe Venete,  il primo e più partecipato evento venetista che per tre giorni all’anno riesce ad unire un’altrimenti sparpagliatissima ecumene.
Ritrovo aperto a tutti, movimenti e associazioni,  lontano dai partiti, prossimo al cuore della gente veneta
.
Si comincia venerdì 31 agosto con un dibattito in piazza dal titolo “Il Veneto, fra storia e autodeterminazione”, ospiti … Flavio Contin, uno degli otto Serenissimi…
…. E ancora … gli stand di Raixe Venete, di Xoventù indipendentista, di Unità popolare veneta …
 
 
No, mi spiace, non è proprio così.
Soprattutto quando gli organizzatori dicono… “(e mi riferisco alle parole riportate in questo articolo) Ritrovo aperto a tutti, movimenti e associazioni, lontano dai partiti, prossimo al cuore della gente veneta… questo non è assoluto vero, questo è assolutamente FALSO.
Al MLNV che non è un partito politico viene sistematicamente negato di partecipare attivamente a tale festa… e ricordiamo molto bene l’accoglienza fatta dagli organizzatori alla Polizia Nazionale Veneta nel 2009,(cos’è un partito politico???)
E poi mi dite che…
 
LA REGIONE VENETO (ovvero Lega Nord)
 
 

UNITA’ POPOLARE VENETA
 
 
 
 
Ascoltate cosa dicono questi signori proprio mentre partecipano ad una precedente "Festa dei Veneti" clicca qui 
(oppure ascoltateli nell'analogo filmato su facebook del MLNV)
ed ecco cosa hanno detto del MLNV (clicca qui)
 

XOVENTU’ INDIPENDENTISTA

 

 

 

RAIXE VENETE

 
SCOPI DELL'ASSOCIAZIONE (art. 2 dello Statuto):
"L'Associazione Veneto Nostro ha come scopo la valorizzazione e la diffusione della cultura, della storia e della lingua veneta.
L'associazione non ha scopo di lucro.
L'associazione non intende contrastare nè appoggiare partiti politici."

OBIETTIVO DELL'ASSOCIAZIONE (art. 3 dello Statuto):
"Raggiungere gli scopi attraverso l'organizzazione di convegni e di incontri culturali, la pubblicazione e la diffusione di periodici, testi, libri, gadget, la realizzazione di progetti informativi, la collaborazione sinergica con altre associazioni aventi scopi analoghi a "Veneto Nostro" per scambi culturali e di supporto reciproco, per l'organizzazione di eventi culturali quali mostre e feste esaltanti le tradizioni, il folclore, la musica."


FLAVIO CONTIN (uno dei Serenissimi)
tanto per non dimentcare… clicca qui.
… Il quadro attuale dell'indipendentismo del Nostro Paese,pero', appare ancora molto diviso e dilaniato da un protagonismo da "prime donne" che fanno ritenere gli uni migliori degli altri e questi altri i depositari "della verita' o addirittura della legalita'.
Un convegno questo che avrebbe potuto sancire un momento molto importante ma che ancora una volta ha dato voce ad un coro disunito in cui le singole iniziative, per quanto importanti, non convergono armoniosamente con le altre verso l'indipendenza.
Nel corso del convegno, inoltre, c'e' chi ha ridicolizzato la nostra iniziativa asserendo che le denuncie all'O.N.U. non servono a niente, ma c'e' anche chi addirittura, ha pontificato una presunta propria superiorita' e legittimita' rispetto a tutti gli altri, memore dell'impresa dell'occupazione del campanile… e questa e' pura follia.
Nel convegno, inoltre,nessuno ha parlato di referendum,(lo apprendiamo dal giornale), noi del MLNV non abbiamo velleita' politiche in ambito italiano … sono solo una perdita di tempo.
La stampa come al solito travisa il significato del Congresso e non di meno lo fanno gli organizzatori…
E' una vergognosa manovra tesa a catalizzare l'attenzione su chi si crede il portavoce di tutti! Aver risvegliato le coscienze dei Veneti con l'assalto del campanile non significa potersene appropriare.
Il Sig. Contin ha forse gia dimenticato di aver caldeggiato le elezioni del leghista Zaia durante l'intervista televisiva sulla Polisia Nationale Veneta???
Non e' che a seguito della ventilata ipotesi di elezioni anticipate della prossima primavera c'e' chi vorrebbe creare l'ennesimo scatolone di voti illudendo gli indipendentisti, per poi sostenere un partito italiano o l'una o l'altra coalizione??? … Il Presidente del MLNV Sergio Bortotto.
 

… e questi sarebbero "soggetti" che non fanno politica?
E chi sono questi organizzatori che decidono chi può o non può partecipare a tale festa e quindi arrogarsi il diritto di dire che chi c’è è prossimo al cuore della gente veneta?
Almeno non parlate per gli altri… grazie!
 
Sergio Bortotto
Presidente del MLNV.

BASTA CON L’ARROGANZA E L’IGNORANZA ITALIANA.

Alle ore 10.59 odierne è stata effettuata una chiamata al 112 dei carabinieri di Treviso chiedendo spiegazioni sul rifiuto di una pattuglia dell’arma di inserire a verbale dichiarazioni di un appartenente al Direttivo del MLNV e del Governo Provvisorio della Repubblica Veneta che, fermato e fatto oggetto di contravvenzione al c.d.s., si è visto rifiutare la registrazione a verbale della propria dichiarazione con le seguenti testuali parole di uno dei due militari: “…NON METTO A VERBALE COSE NON RIGUARDANTI L’INFRAZIONE…”.
Nonostante la precisazione che il contestato difetto assoluto di giurisidizione, riguarda proprio il verbale in essere, il carabiniere ha insistito con l’omissione d’atti d’ufficio e ha addirittura dichiarato falsamente a vebale che il contravventore non aveva nulla da dichiarare e scrivendo di proprio pugno: “…NULLA…”.
Il militare si è rifiutato di allegare il biglietto di contestazione del difetto assoluto di giurisdizione e di precisare anche che il Cittadino Veneto e Membro del Direttivo del MLNV e del Governo Provvisorio ha chiesto di precisare almeno la contestazione del difetto assoluto di giurisdizione in violazione della stessa legge italiana 881/77.
Nonostante la presenza di un testimone, tral’altro obbligato in solido secondo il verbale, è stata omessa anche la ferma decisione di non sottoscrivere il documento anche da tale soggetto.
Il carabiniere che oggi ha risposto al 112 con evidente inflessione dialettale straniera, ha risposto che il contravventore avrebbe dovuto far ricorso al prefetto… alla propria replicata risposta che non riconosciamo autorità straniere italiane presenti sul nostro Territorio, il militare ha insistito che noi dobbiamo riconoscere l’autorità italiana e stizzito ha interrotto la comunicazione… proprio un bell’esempio di correttezza formale e di educazione.
I verbali sono acquisiti dalla Polizia Nazionale Veneta ed è aperta la procedura per l’iscrizione a ruolo giudiziario dei due militati dell’arma dei carabineri.
La questione sarà inserita all’ordine del giorno del Governo Provvisorio della prossima riunione per i provvedimenti del caso anche contro l’arma dei carabinieri.
Ai cittadini del Popolo Veneto insistiamo nel ribadire di non temere queste squallide reazioni e di prepararsi anche all’eventualità di una comune difesa contro i soprusi delle autorità straniere d’occupazione… è chiaro che hanno paura di mettere a verbale simili dichiarazioni perchè sono verità sacrosante e dimostrano quanto sia illegale la loro presenza sui Nostri Territori.
Fate sempre riferimento alla Polizia Nazionale Veneta per ogni eventualità e sappiate che la Patria chiama oggi per liberarci dagli invasori e colonizzatori della Nostra Amata Serenissima Patria.
Sono aperti i reclutamenti nella POLIZIA NAZIONALE VENETA… ARRUOLATEVI.
Sergio Bortotto Presidente del MLNV.

… e quando la verità fa meno male dirla che nasconderla … !!!

 
 
 
 

2012.08.06 – IL ROCK PORTA IL MLNV SUL PALCO DI SUONI DI MARCA

Domenica 5 agosto 2012, alle ore 20.45 il Gruppo Musiciale “WHITE WILD WORMS” (http://www.facebook.com/WhiteWildWorms), impegnato nella serata vintage dell’evento “Suoni di Marca” a Treviso, ha improvvisamente esordito con un forte messaggio per il numeroso pubblico presente esibendo una t-shirt con il logo del MLNV e l’indicazione del sito www.mlnv.org e l’evidente dicitura “LIBERIAMOCI”.

Grande e molto visibile il Gonfalone di San Marco stampato sul retro della maglietta indossanta dal cantante, dal tastierista e dal bassista del Gruppo Rock.

Con l’inizio della sesta canzone il Gruppo musicale ha improvvisato un parziale strip-tease liberandosi della maglietta ed esibendo quella sottoindossata con il fregio e le altre indicazioni sul MLNV  suscitando cuoriosità e un certo scalpore da parte del pubblico e dei fotografi presenti.

 

EGREGIO AVVOCATO… ITALIANO!

ecco una risposta ad un legale italiano… se insistono, prepariamoci ad uno “scontro frontale” con le autorità d’occupazione straniere italiane… ai veneti collaborazionisti un monito… “attenti risponderete presto delle vostre responsabilità“.
Egregio Avvocato.
Prendo atto delle minacce di procedere al recupero forzoso del presunto credito.
La prego di prendere altrettanto atto della certezza delle gravi conseguenze cui andrà incontro la SV, il suo cliente e quanti porranno in essere qualsiasi attività di tal genere, che per la loro gravità costituiscono atti di aggressione e di guerra contro il MLNV che non riconosce alcuna autorità straniera italiana che occupa la Repubblica Veneta.
La sentenza del giudice straniero italiano cui Lei fa riferimento è priva di effetto giuridico per aver agito in difetto assoluto di giurisdizione e per difetto assoluto di competenza per materia e per territorio, ed è per questo che l’atto è da ritenersi inesistente e privo di efficacia giuridica.
L’insistere in tal senso costituisce violazione dell’ultimatum notificato dal MLNV al governo straniero italiano e all’ONU in data 14.12.2010 e in conseguenza di ciò ogni atto che ne deriverebbe costituirebbe illecito internazionale quale atto di forza e di aggressione contro il MLNV, i suoi appartenenti e i cittadini del Popolo Veneto, nonchè per le violazioni dei fondamentali diritti umani, civili e politici dei Cittadini del Popolo Veneto in totale ed evidente spregio alle stesse norme del “Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici” adottato e aperto alla firma a New York il 19 dicembre 1966, e ratificato dallo stato straniero italiano con legge n. 881/77.
Atteso il principio di responsabilità collettiva, la responsabilità per qualsiasi violazione del diritto internazionale commessa da un qualsiasi organo dello stato straniero occupante italiano si intende estesa all’intera comunità di tale stato e anche allo stesso stato, che possono patire le conseguenze dell’illecito commesso, anche per il diritto di rappresaglia;
per l’effetto, allo stato straniero occupante italiano è estesa pertanto la responsabilità di tali violazioni e di qualsiasi atto di aggressione, di forza e/o di guerra posti in essere per le suddette motivazioni.
L’avviso che lo scrivente quale Presidente del MLNV e cittadino del Popolo Veneto non può, non deve e non vuole sottostare a qualsiasi decisione di un giudice dello stato straniero occupante italiano e che il Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto non può essere soggetto nè assoggettabile alla giurisdizione dello stato straniero occupante italiano.
L’insistere in tal senso costituirà motivo di informativa al Dipartimento di Giustizia – Divisione Federale Investigativa di Polizia Giudiziaria per l’scrizione a ruolo giudiziario, dovendo a tal punto assicurare la S.V. e gli eventuali corresponsabili alla Giustizia Veneta nei modi, tempi e condizioni che saranno ritenute di adottarsi per i provvedimenti indenizzanti e giudiziari del caso.
Ossequi.
Sergio Bortotto Presidente del MLMV

2012.06.09 – BREVI CENNI STORICI SUI PRESUPPOSTI GIURIDICI DEL “M.L.N.V”


(di Enrico Zanardo)

Contrariamente a quanto viene supposto da certe fonti il “Movimento di Liberazione Nazionale Veneto” fonda i suoi presupposti non solo su di una tradizione storica,etnica, linguistica sociale ed economica avvallata da molti siti archeologici (basti pensare all’Altino preromana) ma anche fonda la sua identità secolare in un riconoscimento sancito dal diritto Comunitario Europeo.
Il soggetto giuridico in questione è il popolo Veneto da intendersi come identità sociale linguistica e culturale facente a capo all’antica repubblica di Venezia: vediamo i tratti salienti delle vicende storico-giuridiche che portarono all’occupazione forzoso coercitiva dell’Antica Serrenissima.
“Tutti questi fatti spinsero infine i magistrati veneziani di Terraferma ad autorizzare la parziale mobilitazione delle cernide e l’apprestamento difensivo di Verona, principale piazzaforte militare.
Gli occupanti francesi furono inizialmente costretti a salvaguardare le apparenze, acconsentendo a non interferire con le forze veneziane intente a riprendere il controllo delle città della lombardia veneta.
In questo sostenute dall’accordo stipulato il 1º aprile, con cui Venezia accondiscendeva al pagamento di un milione di lire al mese a Napoleone per il finanziamento della sua campagna contro l’Austria.
In tal modo la Repubblica sperava infatti di favorire al contempo una rapida conclusione del conflitto, con il conseguente sgombero degli occupanti, e l’acquisto di una certa libertà d’azione contro i rivoluzionari lombardi.
Di fronte però al diffondersi delle sollevazioni popolari a favore di Venezia e alla rapida avanzata delle truppe venete, i francesi furono costretti a soccorrere i giacobini lombardi, svelando definitivamente le loro reali intenzioni.
Il 6 aprile un drappello di cavalleria veneziana venne fatto prigioniero a tradimento dai francesi e condotto a Brescia.
L’8 aprile il Senato fu informato di scorrerie compiute fin alle porte di Legnago da rivoluzionari bresciani dotati di divise francesi.
Il 9 aprile un proclama napoleonico invitò la popolazione della Terraferma ad abbandonare il governo di Venezia, che si era sino a quel momento premurato della sicurezza della sola capitale.
Contemporaneamente il generale Junot ricevette dal Bonaparte una lettera in cui si lamentava la generale sollevazione antifrancese della Terraferma veneta.
Il 10 aprile, quindi, i francesi, dopo aver catturato una nave veneziana carica di armamenti sul Garda, accusarono Venezia di aver rotto la neutralità istigando gli abitanti delle valli bresciane e bergamasche alla rivolta anti-giacobina. Il generale Miollis accusò l’aggressione subita da un battaglione di volontari polacchi che era intervenuto in uno degli scontri.
Il 12 aprile venne ordinata poi la massima vigilanza nei porti veneti per la sempre più frequente presenza di navi da guerra francesi.
Il 15 aprile, infine, l’ambasciatore di Napoleone a Venezia informò la Signoria dell’intenzione francese di sostenere e promuovere le rivolte contro il tirannico governo della Repubblica.
Questa rispose emanando un bando per imporre a tutti i sudditi la calma e il rispetto della neutralità.
Il 17 aprile 1797 Napoleone firmò a Leoben, in Stiria, un preliminare di pace con i rappresentanti dell’imperatoreFrancesco II.
Nelle clausole segrete annesse al trattato egli già disponeva la cessione dei Domini di Terraferma all’Impero in cambio dello sgombero dei Paesi Bassi da parte di quest’ultimo.
Nello stesso giorno, però, a Verona la situazione precipitò.
La popolazione e parte delle truppe venete acquartierate, stanche dell’oppressione e dell’arroganza dei francesi, insorsero.
L’episodio, noto come pasque Veronesi, costrinse in breve le truppe d’occupazione alla difensiva, spingendole a rinchiudersi nei forti posti a presidio della città.
Nonostante poi fosse stata nuovamentente rinnovata la proibizione all’ingresso di navi da guerra straniere nelle acque di Venezia, avvisando prontamente del fatto la Francia, il
20 aprile la fregata francese Le Libérateur d’Italie tentò di forzare il porto del Lido, nel probabile tentativo di saggiarne le difese.
In risposta, le potenti artiglierie del forte di Sant’Andrea distrussero la nave, uccidendone il comandante.
Il governo della Repubblica non seppe tuttavia sfruttare la situazione di momentaneo vantaggio e, sperando ancora di evitare un conflitto aperto, seppure a prezzo della perdita dei possedimenti terrestri, si rifiutò di mobilitare l’esercito e di inviare rinforzi a Verona.
Questa, infine, il 24 aprile fu costretta ad arrendersi.
Il 25 aprile, festa di San Marco, di fronte agli sbigottiti emissari veneti giunti a Graz, Napoleone, asserendo di possedere ottantamila uomini in armi e venti cannoniere pronte a rovesciare Venezia, lanciò una tremenda minaccia:
« Io non voglio più Inquisizione, non voglio Senato, sarò un Attila per lo Stato Veneto. »
Nella stessa occasione il generale accusava Venezia di aver rifiutato l’alleanza con la Francia, che le avrebbe consentito la riacquisizione delle città ribelli, al solo scopo di poter mantenere i propri uomini in armi e poter così in caso tagliare la via della ritirata ai francesi in caso di sconfitta.
Nei giorni successivi, l’armata napoleonica procedette quindi alla definitiva occupazione della Terraferma, arrivando ai margini della laguna.
Il 30 aprile una lettera di Napoleone, ormai attestatosi a Palmanova, informò la Signoria dell’intenzione da parte del generale di modificare la forma di governo della Repubblica, pur offrendosi di mantenerne la sostanza.
L’ultimatum concesso era di quattro giorni.
Nonostante tutti i tentativi di giungere ad una conciliazione, tanto che il 1º maggio Napoleone, ormai attestatosi a Marghera, era stato informato dell’intenzione veneziana di rivedere l’ordinamento costituzionale in senso più democratico, il 2 maggio giunse ugualmente la dichiarazione di guerra da parte francese.
Al contrario, il 3 maggio, Venezia revocò l’ordine generale di reclutamento per le cernide della Dalmazia.
Poi, nell’ennesimo tentativo di placare Napoleone il 4 maggio, con 704 voti favorevoli, 12 contrari e 26 astenuti, il Maggior Consiglio deliberò l’accettazione delle richieste francesi, accondiscendendo all’arresto del castellano di Sant’Andrea di Lio, responsabile dell’affondamento del Le Liberateur d’Italie, e dei Tre Inquisitori di Stato, magistratura particolarmente invisa ai rivoluzionari in quanto suprema garanzia del sistema oligarchico veneziano.
L’8 maggio il Doge si dichiarò pronto a deporre le insegne nelle mani dei capi giacobini, invitando nel contempo tutte le magistrature allo stesso passo. Tutto questo nonostante il consigliere ducaleFrancesco Pesaro lo spronasse a fuggire a Zara, possedimento ancora sicuro.
Venezia d’altra parte disponeva ancora della propria potente flotta e dei fedeli possedimenti istriani e dalmati, oltre che delle intatte difese della città e della laguna.
Nel corpo della nobiltà serpeggiava però il terrore di una possibile rivolta popolare.
L’ordine diramato fu quindi quello di smobilitare le fedeli truppe di Schiavoni presenti in città.
Lo stesso Pesaro sfuggì all’arresto, ordinato per ingraziarsi Napoleone, lasciando Venezia
La mattina 12 maggio, tra voci di congiure e dell’imminente attacco francese, il Maggior Consiglio della Repubblica si riunì per l’ultima volta.
Nonostante alla seduta fossero presenti soli 513 dei mille e duecento patrizi aventi diritto e mancasse quindi il numero legale, il doge, Ludovico Manin, aprì la seduta .
Risulta chiaro quindi come dal punto di vista della normatività mancasse il numero legale di Membri del Maggior Consiglio atto allo scioglimento della Serenissima, inoltre tengo a sottolineare come      “de iure et de facto” quella francese risulta un occupazione armata del suolo aggravata da atti coercitivi contro la libertà della sua popolazione.
Interessante notare anche la storicità dell istituzione della “Cernida” più volte citata nel suddetto passo.
 
Proseguiamo il nostro itinerario giuridico nella leggitimità delle rivendicazioni atte dal movimento:”IL Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici”, datato New York 16 dicembre 1966 d entrato in vigore il 23 Marzo 1976.
 
PARTE PRIMA
Articolo 1
Tutti i popoli hanno il diritto all’autodeterminazione.In virtùdi questo diritto decidono liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico sociale e culturale.
 
Articolo 2
Per raggiungere i propri fini. Tutti i popoli possono disporre liberamente delle proprie ricchezze e delle proprie risorse naturali senza pregiudizio degli obblighi derivanti dalla cooperazzione economica internazionale,fondata sul principio del mutuo interesse e dal diritto internazionale.
In nessun caso un popolo può essere privato dei mezzi per la propria sussistenza.
 
Articolo 3
Gli Stati Parte del presente Patto,ivi compresi quelli che sono responsabili dell’amministrazione di territori non autonomi e di territori in amministrazione fiduciaria,debbono promuovere l’attuazione del diritto di autodeterminazione dei popoli e rispettare tale diritto,in conformità alle disposizioni delle Nazioni Unite.

2012.06.07 – COMUNICATO – RIBADIAMO: IL MLNV PROSEGUE ANCHE DA SOLO VERSO L’INDIPENDENZA

Un Movimento di Liberazione Nazionale, nel costituirsi secondo i termini previsti dalle norme del diritto internazionale, agisce per legge al pari di un qualsiasi altro stato, lo fa in nome e per conto di un intero Popolo anche senza l’indispensabile consenso popolare previsto in condizioni di reale democrazia.
Un Movimento di Liberazione Nazionale, infatti, quale “Soggetto di diritto” riconosciuto dalle norme internazionali agisce in quanto tale perché qualificato dalla legittimazione internazionale, basata sul diritto all’autodeterminazione di un Popolo sottomesso a dominazione straniera, colonizzazione o da uno stato razzista (ed è impensabile che un Popolo sottoposto a simili regimi possa esprimere liberamente il proprio dissenso).
Il MLNV, pertanto, nel dar seguito ai propri doveri nei confronti della Serenissima Patria, adempiuti formalmente e rimanendo con inflessibile osservanza nell’alveo delle norme del diritto internazionale e uniformandosi al principio di stretta legalità, ha costituito il Governo Provvisorio, perché il Popolo Veneto è nella condizione di non dover elemosinare a nessuno il diritto di essere ciò che è: da sempre un Popolo, e una Nazione per oltre un millennio.
Il Governo Provvisorio è dunque la “naturale” evoluzione di un Movimento di Liberazione Nazionale e anch’esso non è istituito sulla base del consenso popolare ma dell’art.96.3 del Primo Protocollo di Ginevra del 1977.
Tale norma dispone infatti che i Popoli, come tutti i Soggetti di diritto internazionale (ivi compreso un Movimento di Liberazione Nazionale), devono disporre di un apparato istituzionale che possa almeno gestire le loro relazioni internazionali.
In sostanza, il MLNV, costituitosi secondo le norme del diritto internazionale e divenuto “Soggetto di diritto” riconosciuto dalle norme internazionali, può agire in quanto tale perché qualificato dalla legittimazione internazionale, basata sul diritto all’autodeterminazione del Popolo Veneto; per fare ciò deve dotarsi di un apparato istituzionale così come previsto dall’96.3 del Primo Protocollo di Ginevra del 1977.
Ecco dunque la necessità di istituire il Governo Provvisorio.
Infatti l’art.96.3 del Primo Protocollo di Ginevra del 1977 stabilisce che un Movimento di Liberazione Nazionale, per agire quale Soggetto di diritto, deve dotarsi di un “apparato istituzionale” ovvero di una amministrazione governativa.
Il MLNV, considerata l’enorme responsabilità gravata dall’interesse supremo della Nazione Veneta di veder ripristinata l’incondizionata e totale sovranità per il Popolo Veneto sulle proprie Terre ha così reso noto a pubblica menzione di aver concluso le prime due delle tre fasi del proprio programma operativo, chiamando tutti i Patrioti a condividere incarichi, mansioni e competenze nell’ambito del Governo Provvisorio.
Dopo una riunione congiunta e compartecipata, tenutasi a Vicenza il 25 febbraio u.s., è stato riaffermato il principio cardine che accomuna tutti i Patrioti ovvero la Patria da liberare dall’occupazione straniera italiana.
Ferma e condivisa è stata poi la convinzione che il ripristino di sovranità del nostro Popolo parta dal reciproco riconoscimento d’identità in un’unità di Nazioni libere e sovrane sulle proprie Terre d’origine.
Per ultimo è sembrata infranta la barriera che voleva frammentati gli intenti delle Organizzazioni indipendentiste … quanto da tutti è stato fatto e si sta facendo viene riconosciuto quale “valore aggiunto” per la condivisione di ruoli e compiti nell’ambito del Governo Veneto Provvisorio.
Purtroppo l’intento del MLNV ha sortito solo una mera condivisione d’intenti ma nei fatti non ha prodotto alcun risultato.
Ed è così che ancora una volta, l’inerzia e un’abbondante dose di soggettivismo e di irragionevole presunzione non consente ancora di vedere la partecipazione diretta di quanti si proclamano indipendentisti.
Ciascuno si proclama migliore degli altri e sbandierando la propria presunta verità determinata da irragionevoli ma talvolta anche folli legittimazioni gli indipendentisti proseguono nel loro sogno incapaci di abbracciare e condividere il percorso fatto dal MLNV e che è stato loro offerto senza condizione alcuna.
Oggi, pertanto, il MLNV, avendo cura di dar seguito ai propri doveri nei confronti della Serenissima Patria, prosegue con l’istituzione del Governo Provvisorio confidando direttamente e solo nel Popolo Veneto i cui cittadini sono tutti chiamati a condividerne incarichi, mansioni e competenze, ciascuno secondo le proprie possibilità.
Venetia, venerdì 30 marzo 2012
Viva San Marco.
Il Presidente del MLNV
Sergio Bortotto

NESSUN AVVOCATO RAPPRESENTA IL MLNV AL PROCESSO ITALIANO SULLA POLISIA!

siamo stati informati della presenza di un legale in rappresentanza del MLNV all’udienza odierna presso il tribunale straniero italiano a Treviso riunitosi per una decisione sull’inchiesta farsa della Polizia Nazionale Veneta dopo la scottante ordinanza della corte istituzionale italiana del dicembre dello scorso anno.
Nel ribadire pubblicamente il divieto e il monito espresso ripetutamente e più volte a qualsiasi legale di rappresentare questo MLNV in qualsivoglia procedimento legale in ambito italiano, intendiamo sottolineare che qualsiasi iniziativa intrapresa in tal senso non è riconosciuta, né voluta da questo MLNV che NON PUO’, NON DEVE e NON VUOLE riconoscere qualsiasi istituzione dello stato straniero occupante italiano.
L’italia è uno stato canaglia che occupa la nostra PATRIA ed è nostro NEMICO.
Ai Veneti che proni sono presenti all’udienza e anelano il “perdono” o la “comprensione” dello stato straniero italiano ribadiamo il nostro dissenso e disprezzo per l’incoerenza che ancora una volta palesano nel dichiararsi indipendentisti.
L’indipendenza della Patria non si elemosina e va ripristinata, con le buone o con le cattive… fosse anche col sacrificio della nostra stessa vita.

 

 

Sergio Bortotto Presidente del MLNV
P.S.: siamo stati informati che in occasione di tale circostanza l’Avvocato MENEGON Cristian avrebbe riferito ai presenti informazioni confidenziali ricevute da elementi della digos italiana circa l’imminente intenzione di provvedere all’arresto del Presidente del MLNV Sergio Bortotto.
Preso atto della cialtroneria di simili dichiarazioni che oltre a palesare l’eventuale gravissima violazione dei diritti umani, civili e politici costituirebbe un’ulteriore manifesto atto di aggressione e di guerra contro questo MLNV e il Popolo Veneto, siamo ad ammonire le autorità straniere italiane dal porre in essere ancora una volta qualsivoglia limitazione alle libertà fondamentali di qualsiasi cittadino del Popolo Veneto.
Le istituzioni straniere italiane, presenti sui territori della nostra Patria, sono ammonite… “attenzione che il cerino su un mare di benzina è gia accesso da tempo”… non provocate l’inferno dal quale non ne uscireste, perchè la sommossa di un Popolo non riuscireste a fermarla.
Sergio Bortotto, Presidente del MLNV.