COMUNICATI

2013.05.16 – E IL PRESIDENTE ITALIANO CHIEDE L’INTERVENTO DELLA POLIZIA PER LA “TROPPA LIBERTA'” SUL WEB… DA CHE PULPITO ARRIVA LA PREDICA.

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Il Presidente Giorgio Napolitano: "Troppa libertà sul Web, ADESSO BASTA. Polizia intervenga".
Ma da che pulpito arriva la predica.
Questo "signore" finge di non ricordare con quanta spudorata infamia la sua polizia italiana ha usato internet e i media per calunniare, diffamare, screditare e offendere i membri del MLNV con le loro inchieste farsa sulla POLISIA VENETA.
Questo "signore" non fa altro che ricordarci di quanto sia urgente liberarci di gente come lui e del suo stato straniero occupante, colonialista e razzista, della retorica e della nauseante e falsa ipocrisia
istituzionale italiana.
"Caro" Napolitano … lei non è il nostro presidente, lei non è il Presidente dei Veneti, per noi lei è solo un'autorità d'occupazione straniera!
"Caro" Napolitano … lei è il presidente di uno stato nemico, che con arroganza, prepotenza, infamia, crudeltà, occupa e sfrutta il Popolo Veneto.
La sua italia è il nostro tumore, il cancro che dobbiamo estirpare dal nostro corpo.
Se lo ricordi bene "caro" Napolitano… nonostante gli anni dell'occupazione italiana, il Popolo Veneto è ancora qui, non ha smesso di esistere, soprattutto non è mai diventato italiano.
Quindi se ne faccia una ragione e rifletta prima di ostinarsi a reprimere ciò che dovrebbe garantire.
Come si può pensare di impedire ai cittadini di pensare con la propria testa e di esprimere il proprio dissenso.
Come si può arrivare a tanto, come si può avere una simile pretesa.
I Cittadini non hanno bisogno di cani da guardia e di museruole, vogliono che i propri diritti, tutti i loro diritti, siano rispettati.
Ed è per questo che condividiamo questo articolo, questo anelito di sovranità personale…
É davvero conflittuale il rapporto tra il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed il web.
Nell’Italia repubblicana esiste un reato che si chiama “Vilipendio”.
L’articolo 278 del Codice penale lo riporta “Offese all’onore o al prestigio del Presidente della Repubblica.
Chiunque offenda l’onore o il prestigio del Presidente della Repubblica è punito con la reclusione da uno a cinque anni”.
Illustre Presidente Giorgio Napolitano,
prima che lei approdasse sul Web, avrebbe dovuto chiedere al suo ufficio stampa, cosa sono i Forum, blog o Social Network.
I Forum, Blog o Social Network, non sono controllati o gestiti da “editori o giornalisti leccaculo”, i quali scrivono solo quello che più le piace o conviene.
I Forum, blog o Social Network, sono gestiti dal POPOLO, non ESISTE alcuna censura, silenzio o dittatura.
Questi strumenti sono LIBERI.
Illustre Presidente Giorgio Napolitano, credo che nel nostro Paese ci siano problemi ben più seri a cui pensare, non crede?
Anziché preoccuparsi OGGI del Web, perché in questi anni non si é mai preoccupato dei tanti corrotti, collusi e mafiosi, presenti in Parlamento?
  • Illustre Presidente, chi pagava e chi prendeva tangenti, non andava candidato, non andava giustificato, non andava elogiato; ma andava semplicemente isolato, punito e CONDANNATO.
  • Illustre Presidente, i corrotti, i collusi ed i mafiosi, non andavano candidati, non andavano giustificati, non andavano elogiati: ma andava semplicemente isolati, puniti e CONDANNATI.
  • Illustre Presidente, chi usava i nostri soldi per farsi rimborsare massaggi, escort, iPhone, iPad, iPod, profumi, matrimoni, pranzi, cene, nutella e carta igienica; non andava candidato, non andava giustificato, non andava elogiato: ma andava semplicemente isolato, punito e CONDANNATO.
Illustre Presidente, quando sbattete in faccia al popolo stremato e in recessione tutti i vostri privilegi e gli sprechi pubblici, quando chiedete tasse e sacrifici per finanziare le banche estere, quando spolpate fino all’osso il popolo mentre voi ve la godete tra auto blu, escort, benefits e pensioni milionarie… beh questo non è un vero e proprio insulto a tutti noi comuni cittadini?
Illustre Presidente, avrebbe dovuto tirare i pugni sulla scrivania, urlando ai suoi Parlamentari, Onorevoli e Senatori; chi DERUBA i soldi nelle casse dello Stato, non é un furbo da imitare o invidiare, ma un CRIMINALE da punire, condannare e detestare; perché deruba i soldi di tutti NOI comuni ed onesti cittadini. Cazzo!
Adesso può ordinare ai suoi “angeli custodi”, di farmi arrestare.

 

2013.05.15 – FRANA TUNNEL DEL FELBERTAUERN

Nella notte tra lunedì 13 e martedì 14, attorno alle 1:40, una frana si è abattuta sul Tunnel del Felbertauern, che collega Salisburgo e Tirolo.
Il MLNV e le sue Istituzioni si rammaricano per l'accaduto, si augurano non vi siano feriti o dispersi, e che la situazione possa essere risolta al più presto.

2013.05.03 – VIAGGIO A VIENNA ALLA CANCELLERIA FEDERALE AUSTRIACA

Il giorno di venerdì 3 maggio 2013, i membri del Direttivo del MLNV Rocco, Matteo , Fabrizio e Aldo, con il compito di depositare di persona plichi riservati del Governo Veneto Provvisorio del MLNV sono stati inviati presso la Cancelleria Federale Austriaca a Vienna.
Ecco un breve resoconto della missione di quel giorno.
Giorno 03.05.2013, condizioni meteorologiche avverse con pioggia lieve e nuvole sparse nel cielo, temperatura mite, né calda ne fredda, piacevole e con un leggero vento di bora in alcuni momenti.
Punto di ritrovo è stato fissato alle ore 7:00 presso il Parco Commerciale a Villorba presso l’Ufficio Sicurezza anche sede provvisoria del MLNV – Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto.
Sul posto il Presidente del Movimento Sergio Bortotto che ha consegnato due buste indirizzate alla Cancelleria Austriaca.
Matteo, proveniente dalla provincia di Verona, dopo essere passato in una nota ridente località della provincia trevisana a prendere Fabrizio verso le ore 7:00 circa, è arrivato al punto d’incontro con la sua auto alle 7:35.
Dopo le opportune direttive da parte del Presidente con la consegna dei plichi siamo partiti alle ore 7:47 in direzione Casello di Treviso Nord imboccando l’Autostrada A27 con alla guida Matteo, io come passeggero e responsabile del diario di viaggio con annotazione spese e tabella di marcia e Fabrizio responsabile della documentazione.
Abbiamo imboccato il casello di Treviso nord alle 7:54, con direzione Conegliano per prendere il quarto delegato che ci avrebbe fatto da interprete.
Dopo aver passato il Ponte sul Fiume Piave, Sacro alla Patria Veneta, siamo usciti al casello di Conegliano alle 8:05 pagando l’importo di € 1,20.
Purtroppo nonostante la richiesta dell’attestazione di pagamento questa non è stata rilasciata.
Poche decine di metri più avanti Aldo è in attesa e manifesta subito la preoccupazione per l’orario.
Si decide comunque di proseguire imboccando nuovamente l’autostrada in direzione Portogruaro.
Il tempo è nuvoloso e non da segni di apertura al sole.
Alle ore 8:16 siamo alla barriera di Cordignano.
Pagato l’importo di € 1.70 abbiamo preso direzione Portogruaro, “capolinea” dell’autostrada A28.
Transitati per Sacile e Pordenone alle 8:34 siamo arrivati al Casello di Portogruaro, ossia inizio dell’Autostrada A4 in prossimità del Raccordo A28-A4 e abbiamo preso direzione Udine.
Alle 8:45, temendo di non arrivare in tempo, Aldo ha chiamato gli uffici della Cancelleria Federale Austriaca venendo rassicurati circa la loro disponibilità all'attesa.
Alle 8:55 siamo transitati per il bivio A4-A23 a Palmanova dove o si prosegue dritto verso Trieste o si svolta a sinistra verso Udine raggiunta dopo circa 15 e precisamente alle 9:10.
Dopo circa 1 ora di viaggio, alle ore 09.15 abbiamo effettuato la sosta all’Area di Servizio di Gemona del Friuli per una pausa caffè (offerto da Aldo) e acquistare anzitempo, il talloncino (Vignette) da posizionare sul parabrezza per usufruire della rete viaria in Austria; abbiamo quindi pagato l’importo di € 8.30.
Alle 9:22 abbiamo ripreso il viaggio in direzione Tarvisio località di confine della Repubblica Veneta con lo stato Austriaco.
Abbiamo fiancheggiato il lago di Cavazzo, proceduto verso Tolmezzo e Pontebba (da cui deriva il nome della Strada Pontebbana n° 13 che collega appunto tale località con la Capitale Venezia).
Siamo giunti alla barriera di Malborghetto alle ore 9:54 e abbiamo pagato l’importo di € 12.10 il cui scontrino questa volta è stato emesso.
Siamo ripartiti alla volta di Tarvisio, ultimo grande centro urbano della Repubblica prima del confine e raggiunto alle 10:03.
In prossimità di esso si vede ancora la vecchia dogana con ampi parcheggi riservati agli autoarticolati e mezzi pesanti per il controllo delle merci di passaggio.
E’ stata quindi imboccata la rete autostradale austriaca A2 con direzione Villach raggiunta alle 10:15.
Subito ci siamo accorti del cambiamento del paesaggio, dove tutto appare ordinato e pulito.
Passata l’interconnessione con l’autostrada per Salisburgo, dopo circa una ventina di minuti siamo transitati per Klagenfurt avviandoci verso Graz, ultimo grande centro prima della Capitale Vienna, meta della nostra missione. Alle 10:52, abbiamo sostato all’area di servizio di Rammersdorf per rifornimento gasolio e una breve pausa.
Alle ore 10.59, pagati € 50,00 per il gasolio abbiamo ripreso il viaggio e dopo essere transitati per Voelkermarkt, Wolfsberg e Mooskirchen e passata l’importante interconnessione con l’autostrada A9 verso est per Budapest, abbiamo raggiunto Graz verso mezzogiorno.
Fino ad ora, nel percorre l’A2 austriaca ci ha colpito la scarsissima presenza di mezzi pesanti, ne abbiamo notati solo uno o due; abbiamo costatato che anche i lavori in autostrada sono fatti a modo e con le opportune segnalazioni a debita distanza e che i limiti di velocità sono rispettati; l’ambiente circostante sembra armonizzarsi con l’infrastruttura e la condotta disciplinata … non c’è caos o fretta di sorta.
Alle 13:29 percorriamo il tratto finale dell’autostrada che ci porta a Vienna dove le due/tre corsie si moltiplicano in quattro/cinque e il traffico si è fatto consistente.
Qui anche il numero dei mezzi pesanti è aumentato dovuto probabilmente al concentrarsi del traffico proveniente da est e da nord/ovest, dalla Germania.
Il tragitto risulta comunque percorribile fino alla capitale Austriaca.
Alle 13:35 siamo entrati in centro a Vienna, e percorrendo uno dei ring interni, poco dopo abbiamo avuto accesso alla zona storica della capitale con palazzi maestosi dell’epoca imperiale.
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Alle 13.56 abbiamo parcheggiato l’auto in prossimità della Cancelleria e dopo aver avute le opportune indicazioni da un poliziotto abbiamo raggiunto l’Ufficio Protocollo.
Alle ore 14.00 in punto abbiamo così adempiuto ai nostri doveri e consegnati i plichi del MLNV e con l’aiuto di Aldo, il nostro interprete, sono stati presi contatti con una funzionaria in attesa e verosimilmente già a conoscenza dell’intercorsa corrispondenza fra la Cancelleria Federale e il Governo Veneto Provvisorio del MLNV.
L’iter si è così concluso con la restituzione delle copie timbrate per protocollazione da parte del preposto ufficio della Cancelleria Federale Austriaca.
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Abbiamo così deciso di godere della magnificenza del centro storico della capitale austriaca accarezzando l’impossibile idea, per ora, di visitare posti meravigliosi, come i vicini appartamenti imperiali della principessa Sissi.
Ovunque molte carrozze con cavalli, poca polizia se non innanzi a sedi istituzionali, molti turisti, gente serenamente a passeggio, mostre, eventi d’intrattenimento, tutte cose piacevoli che rallegrano la giornata a quell’ora apertasi con un bel sole.
Siamo entrati al Cafè Central di Vienna, un magnifico locale ricavato in un antico palazzo, con uno splendido colonnato e un’arredamento molto raffinato … al suo interno anche una pasticceria con una vetrina nella quale perdere letteralmente gli occhi.
Abbiamo pranzato gustando con il palato e lo sguardo, rapiti dalla cura dei particolati, dalla fastosità e dalla raffinatezza del luogo.
Abbiamo pagato il conto per un importo complessivo € 80.00.
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Alle 15:35, tornati all’auto Aldo ha sostituito Matteo nella guida.
Il viaggio di ritorno è cominciato accompagnati alla nostra sinistra da un rampo del Danubio.
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Alle 15.55 abbiamo imboccato l’autostrada in direzione di Graz che abbiamo raggiunto dopo circa un’ora ora e mezza.
Considerato anche il minor costo del carburante alle 17:25 abbiamo deciso di effettuare rifornimento all’area di aervizio di Dobl-Kaiserwald.
Ancora una volta abbiamo apprezzato come la cura e il rispetto per l’ambiente sono importanti per questi territori.
Fatto rifornimento di gasolio per un importo complessivo di € 50.00 ci siamo anche gustati un caffè offerti da Matteo.
Alle 18:00 abbiamo ripreso il viaggio in direzione Klagenfurt che abbiamo raggiunto allo ore 18:59.
Alle ore 19.20 ci siamo lasciati alle spalle anche Villach.
A pochi chilometri dal confine si è tornati a parlare del passaggio commerciale delle merci e poi del problema della mancanza di lavoro e delle famgilie sempre più impoverite dalla situazione disastrosa … si è così pensato a questa drammatica priorità che deve darsi il Governo Veneto Provvisorio.
Alle ore 19:37 abbiamo passato il confine e con l’autostrada A23 abbiamo preso direzione Tarvisio.
Poco prima di arrivare alla barriera di Malborghetto il brutto tempo ci ha fatto rallentare la marcia e poco dopo si è scatenato un temporale.
Alle 19:57 dopo aver transitato in prossimità dei centri di Pontebba e Tolmezzo e attraversate due gallerie abbiamo preso direzione per Udine ed effettuato l’ultima sosta ad un’area di servizio.
Ci siamo rifocillati con bevande e gelato per un totale di € 8.95.
Alle 20:10 abbiamo lasciato la città di Udine alla nostra sinistra, accompagnati da un tempo calmatosi ma ancora carico di nuovle e con una pioggia che scende a tratti.
Dopo circa 20 minuti, al bivio A4-A23 abbiamo preso direzione Portogruaro e contatto telefonicamente il Presidente in attesa del nostro ritorno.
Alle 20:58, alla barriera di Portogruaro, abbiamo pagato il pedaggio per un importo di € 12.10 e preso direzione Conegliano.
Dopo essere transitati per Pordenone e Sacile siamo arrivati alla barriera di Cordinagnao, ossia la fine della tratta esente da pagamento della A28.
Alle ore 21:20 abbiamo raggiunto il casello autostradale di Conegliano e dopo aver pagato il pedaggio di € 1.70 abbiamo lasciato Aldo alla sua macchina.
Sono quindi stati consegnati a Matteo € 20.00 come rimborso per il viaggio di andata della mattina.
Alle 21:34 siamo arrivati al Casello di Treviso Nord e pagato il pedaggio di € 1.30 e poco dopo e precisamente alla 21.40 siamo tornati presso la sede provvisoria del MLNV presso l’ufficio sicurezza del Parco Commerciale Willorba dove ci attende il Presidente e il Segretario di Stato.
Dopo 1.236 km il viaggio può dichiararsi conclusa e la missione compiuta.
I documenti depositati, timbrati e vidimati in copia dalla Cancelleria Federale austriaca sono stati consegnati al Presidente.
La serata è terminata cenando in compagnia presso il Ludwigs Krone pagando un importo di € 79.00.
Nel congedarsi a Matteo sono stati resi altri € 20.00 per il viaggio di ritorno.
WSM
mercoledì 8 maggio 2013
Rocco D.F.
 
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2013.05.04 – DIFFIDA AD ITALIA – ATTI DISPOSIZIONE TERRITORIO REPUBBLICA VENETA

AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DELLA REPUBBLICA ITALIANA
AL SINDACO DEL COMUNE DI VENEZIA
AL PRESIDENTE SOCIETÀ ITALIANA PRIVATA  HERA INTERNATIONAL REAL ESTATE
AL DIRETTORE SOCIETÀ ITALIANA PRIVATA  HERA INTERNATIONAL REAL ESTATE
e p.c.
O.N.U. – DIRECTOR GENERAL
ASSEMBLEA GENERALE DELLE NAZIONI UNITE
a mezzo Protocol and Liaison Service Palazzo delle Nazioni Unite New York (U.S.A.)
AMBASCIATA REPUBBLICA POPOLARE CINESE in italia
 

Oggetto:   atti di disposizione del Territorio della Repubblica Veneta, dei suoi beni mobili e/o immobili e/o dei suoi patrimoni storici, artistici, culturali e letterari.
                 DIFFIDA.
 
E’ notizia di questi giorni di come lo stato italiano, anche per il tramite dell’ente comune di Venezia e sue società private partecipate, abbia espresso la volontà di disporre l’alienazione a privati – ed in specie a privati cittadini della Repubblica Popolare Cinese – di porzioni del Territorio di questa Repubblica Veneta, come pure la cessione di diversi beni immobili di rilevante pregio storico e artistico della città di Venezia.
 
Sul punto preme rammentare, ancora una volta, come in fatto e in diritto lo stato italiano sul Territorio della Repubblica di Venezia rimanga ad oggi uno stato straniero occupante, a nulla rilevando sotto il profilo della legittimazione dell’esercizio della sua sovranità sul Territorio della Nazione Veneta gli oltre cento anni di illecita e illegittima occupazione razzista e colonialista.
 
Posto, infatti:
che tutti gli atti e/o provvedimenti di qualsiasi natura posti in essere da una qualsiasi autorità straniera italiana d’occupazione sono privi di qualsiasi effetto giuridico in quanto posti in essere in difetto assoluto di giurisdizione nei Territori occupati della Repubblica Veneta ed altresì in difetto assoluto di competenza, ovvero in regime di incompetenza assoluta per materia e per territorio;
che per l’effetto ogni e qualsiasi atto e/o provvedimento, comunque denominato, in ogni sua fase e/o grado del procedimento, posto in essere da qualsiasi autorità e/o ente e/o società privata e/o pubblica straniera italiana è a tutti gli effetti INESISTENTE, ovvero tamquam non esset;

 
che finanche lo stesso stato straniero occupante razzista e colonialista italiano ha sancito l’illiceità e l’illegalità della sua permanenza sui Territori della Repubblica di Venezia con il decreto legislativo 13.12.2010, n. 212, in vigore dal 16 dicembre 2010, con il quale è stato abrogato a tutti gli effetti il regio decreto 04.11.1866, n. 3300, “col quale le provincie della Venezia e di Mantova fanno parte integrante del regno d’italia”;
 
Visto il decreto nr.04/20140409 di questo Governo Veneto Provvisorio istituito dal MLNV ai sensi e per gli effetti dell’art.96.3 del Primo Protocollo di Ginevra del 1977 e che recita: “Con effetto retroattivo, e a decorrere dalla data  di emissione del regio decreto n. 3300 del 04/11/1866 dello stato straniero occupante, oggi italiano, tutti gli atti e/o provvedimenti di pignoramento, di confisca, di sequestro di beni immobili e/o mobili registrati, e in ogni caso tutti gli atti e/o provvedimenti esecutivi e/o ablativi comunque denominati, posti in essere da qualsiasi autorità di occupazione straniera e/o ente concessionario incaricato, sono privi di qualsiasi effetto giuridico in quanto posti in essere in difetto assoluto di giurisdizione nei Territori occupati della Repubblica Veneta ed altresì in difetto assoluto di competenza, ovvero in regime di incompetenza assoluta per materia e per territorio.
Pertanto, ogni e qualsiasi atto e/o provvedimento in parola, in ogni sua fase e/o grado del procedimento comunque iniziato, di qualsiasi autorità e/o ente e/o concessionario straniero italiano è a tutti gli effetti INESISTENTE, ovvero tamquam non esset.
Per l’effetto, ogni e qualsiasi bene immobile e/o mobile registrato rimane a tutti gli effetti di proprietà dei soggetti esecutati, e deve essere reintegrato senza indugio nel pieno possesso e disponibilità degli aventi diritto o loro eredi, previa integrale indennizzo e risarcimento a cura e spese dei responsabili.
L’indennizzo e il risarcimento, per quei beni immobili o mobili registrati non più restituibili, in quanto non più esistenti o non più esigibili, sono determinati entrambi nell’importo minimo non inferiore al doppio del loro effettivo valore e/o stima alla data dell’adozione del provvedimento esecutivo/ablativo, rivalutati all’indice dei prezzi dei beni di pari categoria.
Ciò posto, chiunque a qualsiasi titolo acquista e/o riceve qualsiasi bene immobile o mobile registrato oggetto di tali provvedimenti esecutivi/ablativi, ovvero in violazione del presente decreto, è obbligato a risponderne alla Giustizia Veneta, previo consenso comunque manifestato degli aventi diritto interessati. …”
 
Ciò posto, si diffidano codesto stato straniero occupante italiano, codesto ente comune di Venezia e codesta società privata in indirizzo, dal porre in essere qualsiasi atto di alienazione e/o comunque di disposizione del Territorio della Repubblica Veneta, da intendersi nei suoi confini storici alla data del 1866, e/o dei suoi beni mobili e/o immobili e/o dei suoi patrimoni storici, artistici, culturali e letterari.
 
Si avvisa sin d’ora che ogni atto di tal fatta sarà non solo nullo di diritto, ma obbligherà altresì al risarcimento di tutti i danni derivanti alla Nazione Veneta.
 
L’O.N.U. voglia farsi garante al fine di scongiurare simili abusi da parte dello stato straniero occupante italiano, suoi enti e società private; pretenda dallo stesso il rispetto del diritto del Popolo Veneto all’autodeterminazione e del diritto all’integrità territoriale della Nazione Veneta, intervenga in modo risolutivo affinché questo ponga fine alla illecita e illegittima occupazione del Territorio della Repubblica di Venezia.
 
WSM
Venetia, sabato 4 maggio 2013
Il Presidente del MLNV
Sergio Bortotto
 
vedi atto:
 

2013.05.03 – CLASSIFICA VISITE ESTERE AL SITO

Riproponiamo nuovamente la classifica aggiornata degli Stati (tralasciando "l'italia" che risulta prima…) i cui utenti visitano il nostro sito www.mlnv.org. Per questioni di privacy riportiamo solamente l'ordine e non il numero di connessioni.
  1.   Australia
  2.   United States
  3.   United Kingdom
  4.   France
  5.   Germany
  6.   China
  7.   Switzerland
  8.   Netherlands
  9.   Spain
  10.   Hong Kong
  11.   India
  12.   Brazil
  13.   Hungary
  14.   Belgium
  15.   Austria
  16.   – Europe – (Istituzioni della Comunità Europea)
  17.   Slovenia
  18.   Finland
  19.   Canada
  20.   Turkey
  21.   Sweden
  22.   Russian Federation
  23.   Greece
  24.   Denmark
  25.   Czech Republic
  26.   Iceland
  27.   Croatia
  28.   Norway
  29.   – Anonymous Proxy – (Visitatori anonimi)
  30.   Romania
  31.   Japan
  32.   Singapore
  33.   Poland
  34.   Ireland
  35.   – Satellite Provider – (Altri visitatori anonimi)
  36.   Uruguay
  37.   Portugal
  38.   Peru
  39.   Colombia
  40.   United Arab Emirates
  41.   Slovakia
  42.   Mexico
  43.   Vietnam
  44.   Ukraine
  45.   South Africa
  46.   San Marino
  47.   Qatar
  48.   Pakistan
  49.   Marocco
  50.   Monaco
  51.   Malaysia
  52.   Madagascar
  53.   LIbano
  54.   Israele
  55.   Vatican City State
  56.   Estonia
  57.   Dominican Republic
  58.   Cipro
  59.   Costa Rica
  60.   Chile
  61.   Bulgaria
  62.   Bosnia and Herzegovina
  63.   Argentina
  64.   Algeria
  65.   Afghanistan

2013.04.29 – CARO NAPOLITANO… A PROPOSITO DI STRILLARE A VANVERA!

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Ho ricevuto dal MLNS un articolo apparso sul Corriere della Sera il 30.09.2001 e relativo alle affermazioni del Napolitano, capo dello stato straniero, occupante e razzista italiano.
Posso anche capire che il ruolo istituzionale di una simile persona possa anche permettergli di dire tante fesserie e che i soliti farlocchi biascichino favorevoli pareri senza neppure conoscere un pizzico di storia.
Proprio il Napolitano esordisce nell'articolo che si può strillare finchè si vuole ma non si può cambiare il corso della storia … eh eh eh.
Un'affermazione eloquente e azzeccata … solo che il pulpito dal quale arriva la predica è degno della falsità storica che proprio l'italia ci ha propinato in questi anni.
Una dolosa e ripetuta vergognosa mistificazione del risorgimento italiano, un lurido pretesto per mascherare l'invasione e l'annessione di nazioni libere e sovrane i cui Popoli, da nord a sud di questa penisola, nulla hanno da condividere con l'italica rappresentazione odierna.
Non si preoccupi di come si relazioneranno queste Nazioni col resto del mondo… l'italietta di oggi avrà di che imparare e da impallidire innanzi all'autentico e vero risorgimento di questi Popoli che, piaccia o non piaccia al Napolitano e agli italiani come lui, non vedono l'ora di tornare liberi e sovrani a casa loro.
Il Popolo padano potrà anche non esistere, ma sicuramente non esiste neppure quello italiano, la cui cittadinanza è imposta da uno stato straniero che occupa le Patrie di Popoli ormai stanchi di subire l'occupazione e la depredazione italiana e anche la solita arrogante e sofistica demagogia su un'unità d'italia inesistente.
Che nella costituzione italiana non vi sia spazio per la secessione è cosa ovvia, lo ribadisca ai partitini indipendentisti, ma noi del MLNV non abbiamo bisogno della secessione per dire a lei caro Napolitano e al suo stato straniero occupante che presto non potrà pretendere più nulla dai Veneti, che Venezia e le Dolomiti e tanti altri magnifici posti qui da noi, potrà goderseli solo in cartolina.
Che le piaccia o no, il MLNV e i Veneti e anche gli altri Popoli delle Nazioni pre-unitarie, si libereranno dal giogo straniero del suo stato e solo allora si accorgerà che solo il corso della vera storia, non si può cambiare … perchè non si costruisce una nazione con la falsità, l'inganno, le atrocità, le annessioni militari… i Popoli sono fatti di persone e l'italia non ci rappresenta.
Viva San Marco
Venetia 29.04.2013
Sergio Bortotto, Presidente del MLNV
ed ecco l'articolo del Napolitano:
«Si può strillare in un prato, ma non si p'uò cambiare il corso della storia»Napolitano: «Il popolo padano non esisteE la legge elettorale andrebbe cambiata»Il capo dello Stato: «Nella Costituzione non c'è possibilità di una via democratica alla secessione»
NOTIZIE CORRELATELE REAZIONI – Lega irritata, ma le opposizioni plaudono (30 aprile 2011)
NAPOLI
«Nell'ambito della Costituzione e delle leggi non c'è spazio per una via democratica alla secessione».
È quanto ha affermato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel discorso alla facoltà di Giurisprudenza di Napoli.
Napolitano ha poi sottolineato che «non c'è un popolo padano». E ancora: «Si può strillare in un prato ma non si può cambiare il corso della storia».
Un riferimento indiretto ai raduni della Lega Nord nel «pratone» di Pontida che ogni anno celebrano il movimento di Umberto Bossi nella «città del giuramento» (quello della Lega Lombarda che si unì contro il Barbarossa).
Il capo dello Stato ha poi ricordato che «nel '43-'44 l'appena rinato Stato italiano, di fronte a un tentativo di organizzazione armata separatista, non esitò a intervenire in modo piuttosto pesante con la detenzione di Finocchiaro Aprile».
«STATO LOMBARDO-VENETO? GROTTESCO»
«Ho avuto modo di dire che la secessione è fuori dalla storia e ho aggiunto fuori dalla realtà del mondo di oggi – ha detto ancora Napolitano – .
Perchè se si guarda al mondo d'oggi appare grottesco semplicemente il proporsi di creare che cosa?.
Uno Stato Lombardo-Veneto?
Che quindi calchi la scena mondiale competendo poi con la Cina, con l'India, con il Brasile, con gli Stati Uniti, con la Russia…
Mi pare che il livello di grottesco sia tale che dovrebbe bastare questo richiamo a far capire che si può strillare in un prato ma non si può cambiare il corso della storia». )
e poi ha detto altre che non ci riguardano …
… UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE …
… SQUILIBRI UOMINI-DONNE …
… CAMBIARLA IN PARLAMENTO …
Redazione Online30 settembre 2011(ultima modifica: 01 ottobre 2011 09:22)
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2013.04.03 – LA TRIBUNA E I SUOI ARTICOLI SPAZZATURA.

1365012119151Anche oggi la Tribuna di Treviso pubblica un articolo sul MLNV e lo fa con la solita ignoranza in materia o inappropriata sbadattagine.
Definisce noi del MLNV "venetisti" invece di chiamarci per ciò che siamo, Patrioti e Veneti.
Insiste col parlare di sequestro di armi nonostante la pubblicazione della vergognosa e miserabile nota con la quale è stata comunicata la chiusura indagini su quest'ennesima farsa poliziesco/giudiziaria tutta italiana le cui uniche armi indicate sono un fucile ad aria compreassa e alcuni coltelli (tutti ovviamente in libera vendita e rinvenuti e razziati dai sagaci investigatori della digos della Questura di Treviso nei cassetti di casa e ufficio di qualche indagato).
L'articolo prosegue con una camaleontica interpretazione del documento col quale gli inquirenti stranieri italiani sono stati tutti iscritti a ruolo giudiziario per essere in futuro assicurati alla Giustizia Veneta dalla Polizia Nazionale, ovviamente Veneta.
Ma dall'articolo traspare anche una velata nota di disagio.
Il giornalista a noi ben noto e che si cela dietro le iniziali di nome e cognome, punta l'indice sul rischio di un confronto bellico con il MLNV e conclude domandandosi se tali dichiarazioni siano solo folklore.
Fa molto bene il giornalista a porsi tale domanda.
Ma ci chiediamo…
gli manca forse il coraggio di scrivere apertamente le contraddizzioni di fondo che dal 2009 tradiscono le intenzioni degli inquirenti italiani spinti dalla necessità di fermare il percorso del MLNV, col rischio reale di innescare un confronto la cui belligeranza proprio la digos e i magistrati hanno più volte manifestatamente usato contro di noi?
Gli manca forse il coraggio di puntare il dito contro questi delatori, questi falsi profeti di una verità inventata?
Dov'è il finto arsenale che ancora oggi viene rifilato alla pubblica opinione con foto spazzatura e dichiarazioni degli inquirenti prive di qualsiasi fondamento giuridico e fatte solo allo scopo di screditare, delegittimare, calunniare delle persone oneste?
Dov'è la professionalità di questo giornalista?
Non so se guardandosi allo specchio il ben noto giornalista f.d.w. ha il coraggio di vergognarsi per ciò che dimostra di essere, servo inutile di un padrone che nulla può contro il percorso legale e legittimo del MLNV perchè l'autodeterminazione del Popolo Veneto è un diritto e la otterremo, costi quel che costi.
WSM
Venetia, 3 aprile 2013
Sergio Bortotto Presidente del MLNV
2013.04.03 - LA TRIBUNA DI TREVISO - VENETISTI, ATTACCO AI MAGISTRATI
 
 

2013.04.02 – CLASSIFICA VISITE ESTERE AL SITO

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2013.03.04 – ISCRIZIONE A RUOLO GIUDIZIARIO DEGLI INQUIRENTI ITALIANI.

Oggetto: AVVISO E NOTIFICA DI ISCRIZIONE A RUOLO GIUDIZIARIO.
NR. 20130304 –  FDR.
 
L’anno 2013 addì 4 del mese di marzo si dà atto di aver proceduto alla notifica del presente avviso di iscrizione a ruolo giudiziario.
CONSIDERATI:
  • la “Denuncia di occupazione, dominazione e colonizzazione della Nazione Veneta da parte dello stato straniero italiano – Rivendicazione di sovranità del Popolo Veneto” di questo MLNV in data 27.09.2010 e depositata alla sede O.N.U. di Ginevra in data 28.09.2010 e alla sede O.N.U. di New York in data 27.11.2011;
  • l’Ultimatum del MLNV del 13.12.2010 notificato allo stato straniero, colonialista e razzista italiano e alla sede O.N.U. di Ginevra in data 14.12.2010 e alla sede O.N.U. di New York in data 27.11.2011,
questa Divisione Federale Investigativa di Polizia Giudiziaria dà atto di aver proceduto all’iscrizione a ruolo giudiziario nel procedimento di indagine a carico di:
  1. VALMASSOI Giovanni – magistrato inquirente straniero italiano a Treviso;
  2. DAMIANO Carmine – già questore dirigente della polizia straniera italiana a Treviso;
  3. D’AMICO Nicolò – dirigente della sezione politica della polizia straniera italiana a Treviso;
  4. JULIANO Flaviano, funzionario della sezione politica della polizia straniera italiana a Treviso;
  5. tutti i funzionari e gli operatori della polizia di stato straniera italiana firmatari degli atti e dei verbali di sequestro di cui ai procedimenti penali n. 5416/09 RGNR e n. 1993/12 RGNR a Treviso;
  6. MARAS Silvio – giudice straniero italiano a Treviso, magistrato giudicante;
 
in quanto, funzionari dello stato straniero occupante razzista italiano, in concorso tra loro ed in esecuzione del medesimo disegno criminoso, ponevano in essere dolosamente e in modo non equivoco gli atti criminosi a sfondo razziale e politico di cui ai seguenti capi di imputazione:
 
CAPO D’IMPUTAZIONE A
 
reiterate violazioni dell’Ultimatum del MLNV;
 
CAPO D’IMPUTAZIONE B
 
illeciti internazionali, quali reiterati atti di forza, di aggressione e di guerra contro il MLNV, contro i membri del suo Direttivo e contro gli altri militanti del MLNV, nonché contro altri Cittadini del Popolo Veneto, mediante gli strumentali, razzisti, calunniosi, pretestuosi e persecutori procedimenti-farsa penali italiani n. 5416/2009 e n. 1993/2012 formalmente avviati rispettivamente in data 16 luglio 2009 dall'ex procuratore straniero italiano a Treviso FOJADELLI Antonio e dall'ex questore italiano a Treviso DAMIANO Carmine, e nel mese di maggio 2012 dal magistrato inquirente straniero italiano a Treviso VALMASSOI Giovanni e dall'ex questore italiano a Treviso DAMIANO Carmine.
In Treviso e presso le private abitazioni di residenza e i luoghi di lavoro dei membri del Direttivo del MLNV, di altri militanti del MLNV e di altri Cittadini del Popolo Veneto, da inizio anno 2009 ad oggi;
 
CAPO D’IMPUTAZIONE C
 
illeciti a sfondo razzista, politico e discriminatorio posti in essere con premeditazione e con dolo specifico contro i membri del Direttivo del MLNV, contro altri militanti del MLNV, nonché contro altri Cittadini del Popolo Veneto, in particolare mediante i procedimenti-farsa italiani n. 5416/2009 e n. 1993/2012 di cui al precedente capo b), anche in palese violazione delle stesse norme di legge penali e di procedura penale italiane, tra i quali:
  1. violazioni di domicilio con armi da guerra;
  2. illegali perquisizioni personali e locali presso le private dimore;
  3. sequestri di persona aggravati;
  4. reiterate minacce, interrogatori informali, violenze morali e psicologiche sugli indagati appartenenti al MLNV sottoposti illegalmente a grave limitazione della libertà personale in quanto sequestrati, segregati e sorvegliati a vista per molte ore negli uffici della sezione politica della polizia di stato straniera italiana a Treviso;
  5. subornazioni di testi, sottoposti ad atti intimidatori e minacce; 
  6. calunnie aggravate;
  7. reiterate falsità ideologiche in atti;
  8. diffamazioni aggravate a mezzo stampa, radiotelevisione e altri organi di informazione;
  9. attività illegale di spionaggio; 
  10. interferenze illecite ed indebite nella vita privata e nelle comunicazioni private; 
  11. pubblicazione illecita di intercettazioni telefoniche sugli organi di stampa e di informazione;
  12. furto delle identità personali, con illegali rilievi fotodattiloscopici;
  13. furto di beni ed effetti personali di tutti gli appartenenti al MLNV, e “sequestri” a sfondo razzista quali i furti delle bandiere di San Marco, ovvero della Repubblica Veneta, e furti di brochures, biglietti da visita e altro materiale informativo del MLNV, e furti dei giubbetti da lavoro “DPI” (dispositivi di protezione individuale) recanti il logo del MLNV; inoltre, furti di beni ed effetti personali, quali personal computer, nonché dati, materiali e supporti informatici, illegalmente sottratti al Presidente del MLNV BORTOTTO Sergio e al Vice Presidente del MLNV GALLINA Paolo presso le proprie rispettive private abitazioni e di cui ai processi verbali di "sequestro" stilati dalla stessa sezione politica della polizia giudiziaria straniera italiana in data 05.11.2009 e in data 06.09.2012;
  14. appropriazione indebita dei suddetti beni ed effetti personali illegalmente sottratti (rubati);
  15. omissioni di denuncia da parte di chiunque legalmente obbligato dei crimini commessi dagli stessi inquirenti italiani;
  16. reiterate omissioni e rifiuti di atti di ufficio;
  17. l’aver omesso di dare contezza di tutti gli atti, di tutte le operazioni tecniche eseguite e di tutta l’attività complessivamente posta in essere dagli inquirenti italiani su tutti i suddetti beni ed effetti personali illegalmente sottratti, e quindi su modalità e luogo di custodia, nomina custode, apposizione e/o rimozione dei sigilli (come prescritto dalle stesse norme di procedura penale italiane);
  18. l’aver omesso di dare contezza di tutte le operazioni tecniche eseguite sugli strumenti e supporti informatici illegalmente sottratti, quali ad esempio tutte le attività di spionaggio e di estrazione dei dati informatici presenti nei supporti informatici, nonché accensioni, consultazioni, visualizzazioni ed estrazioni di files e di altri dati dai personal computer (come prescritto dalle stesse norme di procedura penale italiane);
  19. abusi d’ufficio;
  20. associazione per delinquere finalizzata a commettere i predetti crimini a sfondo razziale e politico contro i membri del Direttivo del MLNV, altri militanti del MLNV e contro altri cittadini del Popolo Veneto;
  21. tutti gli altri crimini ravvisabili de plano nelle razziste, calunniose e persecutorie attività poliziesco-giudiziarie straniere italiane, riconducibili anche ai procedimenti penali italiani n. 5416/09 e n. 1993/2012;
 
CAPO D’IMPUTAZIONE D
 
un'intensa e illegale attività persecutoria poliziesco-giudiziaria e di spionaggio eseguita e diretta contro i membri del Direttivo del MLNV, contro altri militanti del MLNV, nonché contro altri Cittadini del Popolo Veneto;
 
CAPO D’IMPUTAZIONE E
 
violazioni dei fondamentali diritti umani, civili e politici di tutti i suddetti militanti del MLNV e di altri Cittadini del Popolo Veneto in totale ed evidente spregio alle stesse norme del "Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici" adottato e aperto alla firma a New York il 19 dicembre 1966, e ratificato dallo stato straniero italiano con legge n. 881/77, ed in evidente spregio alle stesse norme della Costituzione italiana.
In Treviso e presso le private abitazioni di residenza e presso i luoghi di lavoro dei membri del Direttivo del MLNV, di altri militanti del MLNV e di altri Cittadini del Popolo Veneto, da inizio anno 2009 ad oggi.
 
Circostanze aggravanti
 
  • l’aver agito in difetto assoluto di giurisdizione nel Territorio della Repubblica Veneta;
  • l’aver agito in difetto assoluto di competenza, ovvero in regime di incompetenza assoluta per materia e per territorio;
  • l’aver commesso i suddetti crimini con abuso dei poteri e con violazione dei doveri inerenti la propria pubblica funzione.
 
Responsabilità attribuibili
 
  • atti di forza e di aggressione dello stato straniero italiano a mezzo di suoi funzionari contro la sovranità del Popolo Veneto e contro l’integrità territoriale della Nazione Veneta, con l’aggravante derivante dalla condizione illegale di occupazione e di colonizzazione della Nazione Veneta;
  • atti di provocazione con rischio di escalation di confronto bellico col MLNV.
Per i suesposti motivi, le SS.LL. verranno assicurate alla Giustizia Veneta nei modi, tempi e condizioni che saranno ritenute di adottarsi per i provvedimenti indennizzanti e giudiziari del caso.
 
APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO DI RESPONSABILITA’ COLLETTIVA
 
  • le violazioni e gli illeciti commessi da funzionari e/o incaricati di pubblico servizio stranieri italiani contro cittadini del Popolo Veneto e/o contro il MLNV e suoi appartenenti integrano illeciti internazionali imputabili anche allo stato italiano;
  • atteso il principio di responsabilità collettiva, la responsabilità per qualsiasi violazione del diritto internazionale commessa da un qualsiasi organo e/o incaricato dello stato straniero occupante italiano si intende estesa all’intera comunità statale e quindi allo stesso stato, che possono patire le conseguenze dell’illecito;
  • per l’effetto, allo stato straniero occupante italiano è estesa la responsabilità di tutti tali atti di imputazione e di qualsiasi atto di aggressione, di forza e/o di guerra posto in essere contro il Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto e/o contro i cittadini del Popolo Veneto.
 
SI AVVISA
 
il Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto, soggetto di diritto internazionale, per sua natura non può essere soggetto, né assoggettabile, alla giurisdizione dello stato straniero occupante italiano.
 
SI INTIMA
 
alle “autorità” straniere italiane di occupazione a Treviso di chiudere con effetto immediato tutti i suddetti strumentali, razzisti, calunniosi, pretestuosi e persecutori procedimenti-farsa penali e di restituire con sollecitudine ed immediatezza tutti gli effetti e i beni illegalmente sequestrati, ovvero rubati, nel corso delle relative illegali, illecite e persecutorie perquisizioni. 
 
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, nella sua precipua funzione di mantenimento della pace e quindi al fine di scongiurare il rischio di escalation di un confronto bellico col MLNV, provveda a comminare le sanzioni previste nei confronti dello stato italiano per i numerosi e reiterati illeciti internazionali commessi dai suoi funzionari e/o suoi incaricati contro questo Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto e contro cittadini del Popolo Veneto.
Per quanto di competenza e per l’ulteriore a praticarsi, la presente verrà inoltrata al governo straniero italiano, alla Segreteria Generale ONU di New York, al Consiglio di Sicurezza dell’ONU a New York, alla Segreteria Generale ONU di Ginevra, ai Governi degli Stati terzi confinanti e ai Governi degli altri Stati terzi secondo le decisioni del Direttivo di questo MLNV.
Fatto, confermato e sottoscritto.
Venetia, lunedì 4 marzo 2013
 
il Capo Dipartimento
dott. Paolo Gallina
 
visto
IL PRESIDENTE DEL MLNV
e del GOVERNO VENETO PROVVISORIO
Sergio Bortotto
 
La pubblicazione in ogni forma e luogo del presente atto ha valore di notifica alle parti.
 

2013.03.29 – CONCLUSE LE INDAGINI PRELIMINARI BIS CONTRO IL MLNV E LA POLISIA VENETA… SIAMO AL RIDICOLO!!!

avvoltoioOggi via posta mi è giunta la notifica dell'avviso conclusione delle indagini preliminari elaborate (con chissà quale spesa per i contribuenti) da parte della procura straniera italiana a Treviso e coadiuvata dalla digos della polizia straniera italiana della questura di Treviso.
Considerato il blaterare, lo sciacallaggio e la babilonia mediatica che si è artatamente costruita contro il MLNV e suoi membri ad opera delle istituzioni straniere italiane coinvolte tramite i soliti giornaletti servi di regime, a scanso di ogni ulteriore equivoco, pubblico integralmente il documento a firma dell’autorità giudiziaria d’occupazione straniera italiana a Treviso Giovanni Valamassoi.
Ecco le “armi” prese a pretesto da questi avvoltoi per fermare il percorso del MLNV.
Lascio ad ogni Veneto la libertà di giudizio su questa persecuzione poliziesco/giudiziaria con la quale digos e procura straniera italiana a Treviso insistono ad accanirsi contro il MLNV per fermare il suo percorso.
Noterete che gli indagati risultano essere tutti della provincia di Treviso… nonostante altre persone del MLNV sottoposte precedentemente ad inchiesta siano state trovate con armi vere e legalmente detenute come lo è stato esattamente per il Vice Presidente del MLNV Dott. Paolo Gallina;   di tutti i membri del Direttivo del MLNV non residenti nella provincia trevisana non c’è traccia nel documento  e questo la dice lunga sulla mancata “collaborazione” all’inchiesta da parte di questure e procure di altre provincie che sicuramente si saranno fatte grasse risate sull’iniziativa strampalata di quelle del capoluogo della Marca.
Si continua a parlare di Polisia Veneta (e mai di Polizia Nazionale Veneta) e non è spiegato il collegamento che questi scienziati di inquirenti italiani fanno con le Cernide del MLNV attribuendo un’organizzazione dei militati (non ce ne sono) in corpi e reparti territoriali (denominati anche contee)… eppure basterebbe leggersi il sito del MLNV per comprendere il significato della ripartizione territoriale delle Contee e dei Distretti che si riferiscono alla proposta riorganizzazione amministrativa col ripristino della Repubblica Veneta.
Noterete l’aggravio attribuito ad alcuni membri, come nel mio caso, per aver trovato un coltellino tenuto nel cassetto dell’ufficio e trovato anche in occasione della prima perquisizione del 2009 ma non sequestrato.
C’è il “gravissimo” caso dei coltelli  nuhchaku sequestrati al dott. Paolo Gallina (ma lasciati li nella prima perquisizione del 2009), nonostante fossero il ricordo di una disciplina sportiva pratica in giovane età come chissà quanti altri.
C’è il caso dell’altro coltello di “ben” 7 cm di lama trovato nel cassetto insieme ai coltelli da cucina con una lama sicuramente maggiore.
C’è poi la collezione dei coltelli di un altro militante …
e questo mi fa ricordare che in occasione di quest’ultima perquisizione i miei ex colleghi erano indecisi sulla necessità di sequestrarmi i modellini di elicotteri e delle macchinette di polizia messi in bella mostra sugli scaffali dell’ufficio insieme ad una spada da samurai lasciata stranamente al suo posto.
Ma c’è anche il caso della carabina ad aria compressa e ripeto ad aria compressa, comprata perché in libera vendita, da un simpatizzante del MLNV di oltre sessant’anni per il figlio, questa “pericolosissima arma” è stata sottoposta dagli inquirenti ad esame balistico e trovata manipolata nella potenzialità per il cambio di una molla …
e secondo loro ancora una volta noi tutti dovremmo accettare come veritiere le conclusioni delle loro verifiche e neppure immaginare che si possa trattare di manipolazioni create ad hoc per giustificare la loro fallimentare e costosissima inchiesta???
Hanno già dimostrato di mentire spudoratamente con le loro iniziative mediatiche …
ricordate le facinorose, spavalde e calunniose sceneggiate televisive dell’ex questore Carmine Damiano, dell’ex procurotare Fojadelli per non parlare di quelle più recenti???
Provate a riascoltare bene cosa dicono questi bugiardi, questi calunniatori, questi detrattori.
Concludo con un invito ai soliti politicanti di turno, soprattutto quelli così detti venetisti che si sono lavati la bocca con prendendo mediaticamente le distanze dal MLNV … non credete a questi sciacalli e prima di parlare informatevi e fatelo bene c’è un sito molto chiaro e agevole da capire www.mlnv.org .
Viva San Marco.
Venetia, 29 marzo 2013
Sergio Bortotto Presidente del MLNV
 
2013.03.29 - PROCURA DELLA REPUBBLICA STRANIERA ITALIANA A TREVISO - AVVISO CONCLUSIONE INDAGINI PAG.12013.03.29 - PROCURA DELLA REPUBBLICA STRANIERA ITALIANA A TREVISO - AVVISO CONCLUSIONE INDAGINI PAG.2
2013.03.29 - PROCURA DELLA REPUBBLICA STRANIERA ITALIANA A TREVISO - AVVISO CONCLUSIONE INDAGINI PAG.3avvoltoio 2

ed eccoli fra un pò questi avvoltoi

pronti a tentar di dileguarsi per non farsi catturare

2013.03.21 – L’IMPORTANZA DELLA “NON COLLABORAZIONE”.

Ilicenziamenton questa fase cruciale è molto importante che i Veneti comprendano l'importanza della "NON COLLABORAZIONE" col regime e con nessuna delle autorità d'occupazione straniere italiane.
E' dimostrato che la "non collaborazione"  porta al collasso qualsiasi regime.
La NON COLLABORAZIONE è una forma di lotta non violenta.
La NON COLLABORAZIONE è forse una delle forme di lotta più semplici ma efficaci.
La NON COLLABORAZIONE si compie secondo le proprie possibilità.
La NON COLLABORAZIONE si consegue con tranquillità.
La NON COLLABORAZIONE si realizza anche con molta riservatezza.
La NON COLLABORAZIONE si fa solo quando si può realmente fare.
La NON COLLABORAZIONE si esercita senza alcuna provocazione.
La NON COLLABORAZIONE è una delle forme di resistenza e di lotta democratica non violenta a maggior impatto sociale perché ciascuno di noi può essere partigiano nel proprio piccolo e senza imbracciare alcuna arma.
Viva San Marco
Sergio Bortotto Presidente del MLNV
 

 

2013.03.20 – LE AUTORITA’ D’OCCUPAZIONE STRANIERA ITALIANE NON SMENTISCONO MAI IL LORO REGIME.

578601_3756534202597_2085639434_nEd ecco puntuale la risposta della digos e della procura italiota a Treviso alla nostra satira sulla loro miserabile, inutile, inconcludente ma sicuramente costosissima inchiesta farsa contro il MLNV, a dimostrazione di che pasta è in realtà il regime italiano.
Domani sui media la saga continua con le solite spudorate menzogne contro il MLNV (noterete come sbagliano sempre la siglia.. ben sapendo che la gente non è stupida e si informa).
Così, come le barzellette che non fanno più ridere, metteremo da parte altri articoli a cementare nel ricordo le responsabilità di questi sciacalli.
Chissà come mai procura e polizia italiana hanno così tanto bisogno dei loro giornali per ribadire le loro menzogne… leggete bene, parlano ancora di Polizia Nazionale Veneta (ovviamente omettono il termine "Nazionale" eh eh eh) mostrano ancora un'arsenale che non esiste e come al solito non ci sarà la nostra versione dei fatti… a loro non interessa che la gente sappia, il cittadino deve essere nutrito delle loro menzogne, delle loro porcherie e delle loro frodi.
Attenti, che il Cittadino non è più poi così stupido come pensate e così un giorno, mentre vi trastullerete nella vostra apparente tranquilla quotidianità, ciò di cui ora vi prendete gioco vi presenterà il conto… e il conto sarà così salato che il resto dei vostri giorni vi mostreranno l'inferno al quale siete destinati in eterno.
Con sincera compassione.
Viva San Marco
Venetia, 20 marzo 2013
Sergio Bortotto Presidente del MLNV

ecco in realtà di cosa hanno una gran paura, del ritorno della Serenissima

2013.03.12 – CLASSIFICA VISITE ESTERE AL SITO

Oggi Vi proponiamo la classifica degli Stati (tralasciando l'italia che risulta prima) i cui utenti visitano il nostro sito www.mlnv.org.
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2013.03.04 – MONITO AI BARBARI ITALIANI


Da più parti ci viene segnalato come molti degli effetti che la digos italiana ci ha rubato con l'ultima perquisizione, viene tranquillamente sfoggiata negli uffici della questura di Treviso, compresi i Gonfaloni e le bandiere della Nazione Veneta.
Lo sciaccallaggio a cui è sottoposto il MLNV e i simboli della Patria non fanno altro che confermare l'infamia e il degrado nelle quali sono piombate le istituzioni straniere italiane d'occupazione.
Rimaniamo ancora una volta stupiti e perplessi dell'inerzia dell'Arma dei Carabinieri, nonostante la nostra dettagliata relazione inviata al Comando Generale dell'Arma e alla corte costituzionale straniera italiana sui gravissimi crimini compiuti da magistrati e questura di Treviso con le loro piratesche scorribande contro il MLNV.
Attenti che la misura è colma e non ci potrà essere perdono, ne posto al mondo per nascondersi, ne prescrizioni, per quanti si sono macchiati di violazione dei diritti umani, civili e politici contro Cittadini del Popolo Veneto.
Avvisati cari ex colleghi della digos… quando sarà il momento non venite a piangere se vedrete il vostro futuro crollarvi addosso e sarete costretti a rinunciare a tutto ciò che credete di poter essere e fare adesso.
Viva San Marco.
Venetia, 4 marzo 2013
Sergio Bortotto Presidente del MLNV
 
Accipere quam facere praestat iniuriam

2013.02.28 – ANCORA UNA PRECISAZIONE SUL MLNV


Ancora una volta dobbiamo ribadire che il MLNV si è costituito, quale soggetto di diritto internazionale, secondo le norme dello stesso diritto internazionale, per la liberazione della Serenissima Patria e il completo ripristino di sovranità del Popolo Veneto sulle proprie Terre.
Precisiamo che il MLNV
  • non è un partito politico
  • non è un’associazione segreta
  • non è un'associazione di tipo culturale
  • non è un gruppo di scalmanati, di delinquenti o terroristi
  • non cerca consensi elettorali
  • non si candida e non concorre a elezioni straniere italiane
  • non cerca "careghe" o cariche politiche
  • non partecipa ad alcuna manifestazione di natura politica
  • non sostiene gruppi, partiti, associazioni, enti e qualsiasi cosa in ambito politico e partitico, ancor più se italiano
  • non ha mai avuto un arsenale, non ha armi e non ne ha mai richieste a nessuno
  • non ha mai svolto addestramenti di tipo militare o similari
  • non dispone e non ha mai cercato una sede destinata a scopi militari
  • non svolge attività di cospirazione, congiura o complotto di qualsivoglia natura
  • non  svolge attività segrete
Siamo solo persone perbene di diversa età, sesso, cultura ed estrazione sociale impegnate in un percorso legale e legittimo che va sotto il nome di AUTODETERMINAZIONE (articolo 1.2 della Carta dell'Organizzazione delle Nazioni Unite firmata a San Francisco il 26 giugno 1945 ed entrata in vigore il 24 ottobre 1945) e previsto anche dalla legge italiana 881 del 25 ottobre 1977 con la quale è stato ratificato il Patto Internazionale relativo ai diritti civili e politici – New York 16 dicembre 1966.
Impedire od ostacolare anche pretestuosamente il percorso del MLNV significa agire illegalmente.
Anche lo stato straniero italiano è tenuto a rispettare tale legge.
Viva San Marco!
Venetia, giovedì 28 febbraio 2013
Sergio Bortotto Presidente del MLNV

2013.02.28 – I SERVIZI SEGRETI ITLALIANI E LA STRETEGIA DELLA TENSIONE… PROVE TECNICHE DI REGIME???


Ecco come i servizi segreti italiani, (loro, i …“buoni”), sono pronti a elargire raccomandazioni sui “cattivi” di turno.
Siamo alle solite e se val bene il detto che “l’abito non fa il monaco”, tanto vale annuire scoraggiati  ripensando “da che pulpito arriva la predica”.
 
Allarme dei Servizi: la crisi alimenta le tensioni e favorisce i gruppi antagonisti
(Tratto da qui: http://affaritaliani.libero.it/cronache/allarme-servizi-crisi280213.html?refresh_ce)
 
Giovedì, 28 febbraio 2013 – 08:35:00
 
"L'incremento delle difficoltà occupazionali e delle situazioni di crisi aziendale potrebbe minare progressivamente la fiducia dei lavoratori nelle rappresentanze sindacali, alimentare la spontaneità rivendicativa ed innalzare la tensione sociale, offrendo nuove opportunità di inserimento ai gruppi antagonisti già territorialmente organizzati per intercettare il dissenso e incanalarlo verso ambiti di elevata conflittualità".
E' l'allarme lanciato dai Servizi Segreti nella Relazione 2012 sulla politica dell'informazione per la sicurezza.
In un quadro di questo genere, spiegano gli analisti del Dis, "si prospetta il rischio di una intensificazione delle contestazioni nei confronti di esponenti del governo e personalità di rilievo istituzionale, nonché rappresentanti di partiti politici e sindacati considerati non sufficientemente impegnati nella difesa dei bisogni emergenti"
E in prospettiva persiste il pericolo che "un eventuale aggravamento dello scenario congiunturale, elevando i sentimenti di allarme nella popolazione, possa costituire fattore di aggregazione e generalizzazione del dissenso, favorendo l'azione delle frange che mirano alla radicalizzazione dell'offensiva sociale".
"Dinamiche violente – si legge nella Relazione – hanno continuato a caratterizzare la mobilitazione contro l'Alta Velocita' in Val di Susa, assurta negli ambienti antagonisti … a modello esemplare di lotta: la protesta, già connotata in chiave ambientalista e antigovernativa, ha assunto una specifica valenza nell'ottica antirepressiva, a seguito dei numerosi arresti di attivisti no Tav".
"Un ruolo trainante", secondo gli 007, rivestono "le frange anarco-insurrezionaliste, principali protagoniste delle azioni radicali nella Valle, determinate ad alimentare la protesta contro la Tav superandone i limiti localistici per diffondere il 'conflitto' nei territori".
Ed "ulteriori fermenti di lotta si registrano contro la linea Verona-Brennero, in Trentino Alto Adige, e la tratta Genova-Milano, nell'ambito del progetto denominato Terzo Valico per la linea Genova-Rotterdam.
Cio' a testimonianza di una contaminazione dello schema contestativo anche in relazione ad altri interventi infrastrutturali che interessano il Paese …
Si e' confermato il ricorso ad azioni continue ma di 'bassa intensita'', secondo una prassi (cosiddetta 'strategia di logoramento') ritenuta cautelativa per gli antagonisti ma fortemente onerosa per l'azione di contrasto" .
 
MINACCIA ANARCO-INSURREZIONALISTA RESTA ESTESA
Nonostante i successi dell'azione di contrasto, la minaccia anarco-insurrezionalista resta "potenzialmente estesa" e "multiforme", "suscettibile di tradursi in una gamma di interventi".
Tale quadro "puo' comprendere sia attentati 'spettacolari' potenzialmente lesivi come quelli tradizionalmente messi in atto dai gruppi Fai – Federazione anarchica informale sia iniziative di non elevato spessore ad opera di altre sigle emergenti, non dotate delle medesime capacita' tecnico-operative, come anche attacchi non rivendicati, in linea con la visione classica che individua nel compimento stesso del gesto e nella scelta dell'obiettivo la 'riconoscibilita'' della matrice".
Pur non rilevandosi "un conflitto strutturato, virulento e generalizzato", gli 007 indicano numerosi "possibili scenari di scontro, con riferimento primario a quelli 'classici' dell'antirepressione, dell'antimilitarismo, dell'opposizione al 'dominio tecnologico', alla 'devastazione dell'ambiente' e ai 'poteri economico-finanziari'".
Ma "ulteriori fronti di lotta potrebbero essere aperti in relazione all'eventuale diffondersi di tensioni e proteste connesse alla crisi economica, contro le riforme del welfare e del lavoro oppure, in un'ottica anticapitalista, contro le molteplici espressioni della 'societa' del benessere' e del consumismo".
Nel dibattito sulle modalità e le prospettive dell'anarchismo insurrezionale, sviluppatosi dopo l'attentato all'ad dell'Ansaldo Nucleare, sono emersi "appelli per 'interventi conflittuali' che non assumano un mero significato ribellistico ma siano coerenti con la prospettiva del sovvertimento del 'sistema', nonché esortazioni a quei settori ancora incerti sulla linea da seguire, incitati a superare le esitazioni per cogliere le opportunità che potrebbero delinearsi in uno scenario di conflittualità sociale legato al prolungarsi della crisi economica" .
 
"NUOVO PROLETARIATO" BACINO RECLUTAMENTO EVERSIONE
"Un eventuale inasprimento delle tensioni sociali legate al perdurare della crisi" potrebbe indurre le componenti eversive dell'estremismo marxista-leninista, oggi marginali, "ad intensificare gli sforzi per superare divergenze e frammentazioni interne" e "a tentare di inserirsi strumentalmente in realta' aziendali caratterizzate da forti contrapposizioni per allargare l'ambito di influenza.
Cio' in un ottica che individua quale potenziale e remunerativo bacino di reclutamento, oltre che la storica 'classe operaia', anche il 'nuovo proletariato', tra le cui file particolare attenzione viene riservata ai lavoratori extracomunitari".
E' quanto si legge nell'ultima Relazione annuale dei servizi segreti al Parlamento.
Anche queste componenti, spiegano gli analisti, negli ultimi tempi "hanno focalizzato il proprio impegno propagandistico sulla crisi economica, considerando la difficile congiuntura come un'occasione propizia per il rilancio della 'lotta di classe': in particolare, la produzione ideologica di matrice brigatista, specie quella proveniente dal settore carcerario, ha ripetutamente sollecitato l'uditorio di riferimento ad un piu' incisivo attivismo" ma "tali ambienti non sono sembrati in grado di condurre un'efficace opera di infiltrazione, proselitismo e reclutamento anche nei comparti attraversati dalle vertenze piu' accese".
Ad ogni modo, nello scenario descritto "restano ipotizzabili azioni di propaganda di modesto spessore operativo, rivendicate anche da sigle inedite, per alimentare una progressiva radicalizzazione delle istanze contestative, accreditare la diffusione di nuclei eversivi e verificare eventuali reazioni di ambienti ideologicamente contigui".
 
CRISI, GRUPPI ESTERI AGGREDISCONO MADE IN ITALY
Nell'attuale scenario di crisi, "l'azione aggressiva di gruppi esteri'" mira a "strategie acquisitive di patrimoni industriali, tecnologici e scientifici nazionali', nonche' 'di marchi storici del 'made in Italy', a detrimento della competitivita' delle nostre imprese strategiche''.
Nel mirino, spiegano gli analisti, c'e' anche il tessuto delle piccole e medie imprese: "l'attenzione dell'intelligence si e' appuntata sulla natura dei singoli investimenti per verificare se siano determinati da meri intenti speculativi o da strategie di sottrazione di know how e di svuotamento tecnologico delle imprese stesse con effetti depressivi sul tessuto produttivo e sui livelli occupazionali".
In particolare, "alcune manovre di acquisizione da parte di gruppi stranieri se, da una parte, fanno registrare vantaggi immediati attraverso l'iniezione di capitali freschi, dall'altra sono apportatrici nel medio periodo di criticita'" specie per realta' produttive "proprietarie di tecnologie di nicchia, impiegate nei settori della difesa, dell'aerospazio e della sicurezza nazionali, come pure nella gestione di infrastrutture critiche del Paese".
 
LE MAFIE "PUNTANO" EXPO 2015 E GRANDI OPERE
L'Expo milanese del 2015, le grandi opere di edilizia pubblica ("specie nella riqualificazione delle rete stradale, autostradale e ferroviaria") e il settore delle energie rinnovabili nel mirino della criminalita' organizzata di stampo mafioso, la cui capacita' di infiltrazione appare "sempre piu' pervasiva su tutto il territorio nazionale".
Secondo la Relazione annuale dei servizi segreti, "l'accentuata mobilita' territoriale dei sodalizi consente loro di inserirsi agevolmente in circuiti collusivi in grado di soffocare l'imprenditoria sana ed inquinare le iniziative di sviluppo anche attraverso l'aggiramento della normativa antimafia sugli appalti". Secondo le indicazioni raccolte, "i gruppi criminali continuano a ricercare contatti collusivi nell'ambito della pubblica amministrazione, funzionali ad assicurarsi canali di interlocuzione privilegiati in grado di agevolare il perseguimento dei loro obiettivi economici e strategici, quali il controllo di interi settori di mercato e il condizionamento dei processi decisionali, specie a livello locale".
In particolare, "crescenti profili di rischio si sono registrati in relazione ai frequenti casi di rapporti strutturali tra gruppi criminali di diversa matrice (specie tra cosche 'ndranghetiste, cartello casalese e Cosa nostra), spesso nel contesto di ampi network relazionali comprendenti ambiti imprenditoriali e professionali (legali, commerciali, finanziari), amministratori locali e istituti di credito".
 
MINACCIA CIBERNETICA SFIDA A SISTEMA PAESE
"La minaccia cibernetica rappresenta, al momento, la sfida piu' impegnativa per il sistema Paese".
Secondo i servizi  non solo "gli effetti potenziali sono in grado di produrre ricadute peggiori di quelle ipotizzabili a seguito di attacchi convenzionali e di incidere sull'esercizio di liberta' democratiche essenziali" ma "gli autori, le tecniche di attacco ed i bersagli mutano piu' velocemente delle contromisure", rendendo difficile tentare di risolvere il problema.
Per gli 007, "le minacce informatiche, sempre piu' sofisticate, gravano su tutte le piattaforme, dai sistemi complessi e strutturati dello Stato e della grandi aziende ai computer e agli smartphone dei singoli cittadini".
Nel cyberspazio "si muovono, con propositi offensivi o predatori, entita' statuali, gruppi terroristici e criminali e un novero ampio e diversificato di autori individuali":
tra di loro figurano gli 'insider', "in grado di accedere ai sistemi informatici dell'ente pubblico o privato per il quale lavorano per acquisire, alterare o cancellare informazioni sensibili, ovvero mettere fuori uso, danneggiare o distruggere quel sistema", e gli 'hacktivisti', nel cui ambito sono numerosi gli interventi riferiti ad Anonymous, "il cui tradizionale core business, ovvero assicurare la liberta' di informazione sulla rete, ha fatto registrare un significativo allargamento a target di particolare sensibilita'".
Quanto agli obiettivi della 'cyberthreat', "il settore militare ha registrato nel corso dell'anno una crescente centralita' sulla scena estera: l'idea di sfruttare le vulnerabilita' informatiche per compromettere i sistemi di comando e controllo o i sistemi di arma avversari si e' concretizzata nel 2012 in un aumento del numero degli attacchi, alcuni dei quali coronati da successo".
Per i Paesi occidentali "una minaccia crescente e' rappresentata dallo spionaggio industriale ed economico effettuato nel cyberspazio, dove aziende ed entita' statali di Paesi emergenti tentano di acquisire in modo illecito informazioni sensibili e know how in settori strategici, provocando enormi danni economici".
E "particolare rilievo ha assunto il fenomeno del crimine finanziario digitale", in grado di "moltiplicare le modalita' di riciclaggio" del denaro sporco.
Quanto alle metodologie d'attacco, vanno emergendo tecniche sempe nuove di hacking: il boom degli smartphone, che utilizzano applicazioni e servizi come quelli bancari e di social network, "ha portato allo sviluppo di malware che sfruttano le vulnerabilita' dei sistemi operativi": in pratica, grazie a codici inseriti in applicazioni gratuite o trasmessi via sms, si assume a distanza il controllo del dispositivo "per appropriarsi dei dati memorizzati su di esso o delle credenziali di accesso a siti protetti".
Il monitoraggio informativo ha riguardato anche "le tecniche di cifratura sviluppate per le reti Tor, disponibili gratuitamente in rete, adoperate sempre piu' frequentemente come strumento di 'anonimizzazione' e per la 'protezione' delle comunicazioni in ambienti legati all'eversione e al terrorismo".
Mentre comincia "a diffondersi nel web una nuova forma di minaccia cibernetica rappresentata dal 'randsomware', un attacco informatico con richiesta di riscatto per il ripristino dei sistemi attaccati".
 
CAMORRA, CASALESI FORZA MILITARE
"La camorra casalese, nonostante le importanti e destabilizzanti attivita' di contrasto, si conferma dotata di risorse umane, forza militare e capacita' collusiva e di condizionamento tali da assicurare la persistente operativita' nelle aree di origine e in quelle di proiezione, tra cui Emilia Romagna, Toscana e basso Lazio".
E' l'allarme lanciato dai servizi.
La camorra partenopea – scrivono gli 007 – piu' in generale appare connotata "dalla crescente precarizzazione degli assetti clanici che, specie a Napoli nord, sta alimentando conflittualita' violente per l'assunzione del controllo delle piazze di spaccio.
La carenza di leadership e i vuoti di potere determinatisi a seguito di arresti, condanne e omicidi appaiono favorite tale instabilita', lasciando spazi all'ascesa di nuove leve aggressive ed ambiziose ma priva di capacita' strategica".
 
AFGHANISTAN, LIVELLO MINACCIA PER GLI ITALIANI RESTA ELEVATO
In Afghanistan "sul piano della sicurezza permane elevato il livello della minaccia, caratterizzata da sinergie tra 'insorgenti' afgani ed organizzazioni terroristiche basate nelle aree tribali pakistane, attive soprattutto nelle regioni orientali e meridionali" ma anche nel quadrante occidentale a guida italiana "si e' registrato un incremento degli episodi ostili in danno del contingente nazionale che ha contato nel 2012 sette caduti". 
"A fronte dello stallo nel processo negoziale tra governo e insorgenza – spiegano gli analisti dei servizi – gli sviluppi sul terreno hanno testimoniato la persistente vitalita' di gruppi armati, intaccata solo in parte dalle operazioni condotte nel tempo dalle unita' Isaf".
Anche se "la prospettiva di una ridotta presenza militare straniera e il programmato ricambio della leadership afgana potrebbero indurre l'insorgenza a coniugare il confronto sul terreno con un approccio piu' pragmatico, colto a favorire l'ascesa al potere di personalita' in grado di soddisfarne le aspettative politiche".
 
Tratto da (clicca qui)

2013.02.22 – NON ABBIATE PAURA DELLE AUTORITA’ D’OCCUPAZIONE STRANIERE ITALIANE!


Lo stato straniero italiano e le sua istituzioni occupanti di polizia giudiziaria insistono da anni a condurre inchieste a senso unico contro il MLNV.
Tali inchieste, prive di ogni fondamento giuridico sono poste in essere violando norme di diritto internazionale, cui le stesse leggi italiane sono sottomesse.
E' dal 2009 che la digos della questura straniera italiana a Treviso, in complicità con magistrati della procura e del tribunale straniero italiano a Treviso, persistono a commettere gravissimi atti di violazione dei diritti umani, civili e politici nei confronti di Cittadini del Popolo Veneto, sia militanti nel direttivo di questo MLNV ed ora nei confronti di coloro che si sono regsitrati all'Anagrafe del Popolo Veneto tenuta sotto l'egida del MLNV.
Ai Cittadini Veneti ribadiamo di non temere le autorità d'occupazione straniere italiane… il loro vigliacco tentativo di delegittimare questo MLNV è miseramente fallito perchè il consenso nei confronti del MLNV è in aumento.
L'italia è uno stato canaglia e lo dimostra ogni giorno di più grazie al comportamento di questi delinquenti che, appena sarà possibile, la Polizia Nazionale Veneta assicurerà alla Giustizia Veneta.
Come abbiamo gia detto in altre occasioni, a causa delle loro ripetute e ingiustificate aggressioni, furti e rapine, frodi e abusi, minacce e intimidazioni, appena sarà possibile li cercheremo ovunque fino a quando non li avremo scovati e affidati alla Giustizia Veneta.
A questi ex colleghi, a questi magistrati, ai delatori di turno, agli sciacalli e infami che si prodigano con menzogne e dicerie nei confronti del MLNV, assicuriamo tutta la nostra attenzione… non dimenticheremo nulla perchè voi siete nemici della Nazione Veneta.
Non possiamo inoltre ignorare oltre la disattenzione e l'inerzia di altre autorità d'occupazione straniere italiane, più volte chiamate in causa e invitate a por rimedio a tali gravi abusi che vengono ripetutamente posti in essere contro il MLNV;  tutto questo "far finta di niente" non vi fa onore.
Ai Cittadini del Popolo Veneto chiamati anche in questi giorni dalla polizia d'occupazione straniera italiana ribadiamo tutta la nostra solidarietà ma anche di non farsi intimidire o raggirare da "facili buonismi" … dite sempre la verità, perchè per quanto ci riguarda non abbiamo nulla da nascondere, ma assicuratevi che la Vostra verità sia verbalizzata e verbalizzata con semplicità, trasparenza e chiarezza.
Sergio Bortotto Presidente del MLNV

2013.02.19 – L’ANAGRAFE DEL POPOLO VENETO NON E’ UN ARRUOLAMENTO

Oggi 19 febbraio 2013 siamo venuti a conoscenza che ancora in questi giorni la digos sta sentendo testimoni per le loro registrazoni all’Anagrafe del Popolo Veneto insinuando che siano arruolamenti per la Polizia Nazionale Veneta.
A questi ex colleghi dico che hanno tirato fin troppo la corda con le loro falsità e i loro modi di condurre inchieste a senso unico ormai da anni e che non portano a nulla.
Datevi una bella regolata e fatevi un sano esame di coscienza, ripassatevi il codice di procedura penale e, se vi serve, anche qualche testo di atti di polizia giudiziaria.
Ricordatevi che una cosa è indagare, una cosa è cercare di giustificare in tutti i modi il vostro fallimento investigativo.
Ma ricordatevi che c’è un tempo per ogni cosa e solo la verità rende liberi e voi vi state incatenando da soli.
Viva San Marco!
Sergio Bortotto Presidente del MLNV, per mia fortuna ex poliziotto italiano.