COMUNICATI
2013.10.31 – VENEZIA VITTIMA DELL’ITALIANIZZAZIONE FASCISTA DI TOLOMEI
Si sta compiendo in questi giorni l'ennesimo abuso ai danni del Popolo Veneto da parte dell'occupante italiano. Vittima ancora una volta è la nostra storica capitale, Venezia, la cui dignità è ogni giorno calpestata in modo sempre più evidente. A farne le spese questa volta i nizioleti, le pitture recanti i nomi delle calle e delle strade della città, particolare storico di Venezia. Pensando evidentemente di "farla franca", sotto gli occhi di un Popolo e dei Cittadini, ancora in gran parte assopiti nel sonno italiota che dura da quasi un secolo e mezzo, l'assessore italiano alla toponomastica, ha deliberato la modifica dei suddetti nizioleti, con diciture "italianizzate" in cui sono state inserite doppie, e sostituiti termini tipicamente veneti con altri dal retrogusto amaro dell'epoca fascista. Rio tera' diventa così "Rio terrà", in Parochia compaiono R e C dal nulla, si leggono castronerie come "Salizzada" o "Madonnetta", sparisce Calle del Fontego del Curame, sostituito da "della donzella". Colti in flagrante, i responsabili si difendono citando come fonte documenti del 1786, il Cattastico dei Sestieri, che riporterebbe queste diciture. Ovviamente, prendendo in esame una storia più che millenaria, gli amministratori italiani hanno ben pensato di prendere spunto dagli ultimi 10 anni di una Repubblica che aveva rappresentato un faro per il mondo, ed era travagliata da correnti interne, che senza l'intervento devastante di Napoleone, avrebbero portato a grandi trasformazioni, ma non certo all'annullamento del Popolo e della Cultura Veneta, come avvenne dall'occupazione italiana del 1866 in poi. Sproniamo quindi i Veneti e soprattutto i Veneziani ad opporsi fieramente a quest'ennesimo scempio e crimine contro il nostro Popolo e la nostra Capitale. Queste sono operazioni studiate a tavolino, servono per tastare il terreno, vogliono vedere se esistono ancora dei Veneti e dei Veneziani a cui importa qualcosa della propria storica Capitale, o se possono abusarne senza ritegno, come con i mostri del mare che entrano in laguna. Per questo non bisogna mollare la presa, non darsi per vinti. Dobbiamo dimostrare che il Popolo Veneto e la sua Storia sono sempre esistiti ed esistono ancora, non lasciamoci cancellare con un colpo di spugna, o una man de bianco come in questo caso!
WSM
Venetia, 25 ottobre 2013
Davide Giaretta
Provveditore Generale del MLNV e del Governo Veneto Provvisorio


2013.10.25 – APPARIZIONE SU “SERVIZIO PUBBLICO” DI LA7
Visionando la puntata di ieri 24/10/2013 del programma “Servizio Pubblico” di
Michele Santoro, trasmessa da La7, abbiamo notato che è stata mandata in onda l’intervista registrata presso la sede del MLNV in data 12/10/2013. Siamo rallegrati dal fatto che la censura sia stata minima e che siano stati espressi valori a noi cari come l’illegittimità dell’occupazione da parte dello stato italiano sui nostri territori. Nonostante l’intervento verta principalmente su materia fiscale, l’opposizione che noi auspichiamo è esclusivamente indirizzata al disconoscimento della giurisdizione italiana, essa infatti è solo un mezzo per raggiungere il riconoscimento del Popolo Veneto da parte della Comunità Internazionale, e di conseguenza dell’apparato istituzionale, denominato Governo Veneto Provvisorio, istituito da questo Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto, a norma di legge internazionale, precisamente l’articolo 96.3 del Primo Protocollo di Ginevra del 1977. Ribadiamo quindi che lo stato italiano non ha nessuna giurisdizione in materia fiscale o amministrativa sui territori della Repubblica, ogni richiesta di pagamento da parte di enti dello stato italiano è illegittima, non si tratta quindi di sciopero o protesta fiscale, ma di semplice applicazione delle leggi in materia di autodeterminazione dei Popoli (VEDI QUI). Riportiamo QUI l’estratto della puntata.
WSM
Venetia, 25 ottobre 2013
Davide Giaretta
Provveditore Generale del MLNV e del Governo Veneto Provvisorio
2013.10.17 – “CASO GIANCARLO BORSOI” – INUTILE E SUPERFICIALE INTERVENTO DELLA PREFETTURA STRANIERA ITALIANA A TREVISO
2013.09.28 – COMUNICATO SU INTERVISTA AL MLNV DA PARTE DEL PROGRAMMA “SERVIZIO PUBBLICO” DI MICHELE SANTORO.
2013.09.24 – “SONO VENETO”, BORSOI RIFIUTA IL PROCESSO … E LA GIUSTIZIA ITALIANA NON SA CHE FARE E RINVIA IL PROCESSO DI BEN 8 MESI!
2013.09.23 – MLNV-GVP – CONFERENZA STAMPA DI GIANCARLO BORSOI CITTADINO DEL POPOLO VENETO
Oggetto: COMUNICATO
2013.09.19 – MLNV-GVP – DIFFIDA SU ATTI DI DISPOSIZIONE DEL TERRITORIO DELLA REPUBBLICA VENETA – NO AL TRAFORO SUL GRAPPA!
– DIFFIDA –
(a mezzo prefettura straniera italiana a Treviso)
– ALLA PRESIDENZA ENTE ITALIANO "REGIONE VENETO"
e p.c.
– O.N.U. – SEGRETARIO GENERALE
– ALLA COMUNITA' INTERNAZIONALE
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RISULTA
- che la A.T.I., che ha presentato la proposta di finanza di progetto, risulta costituita anche dalla società privata italiana “Ing. E. Mantovani” S.p.A. (impresa mandante), società già indagata in ambito straniero italiano per presunte gravissime irregolarità;
- che la predetta società risulta essere presieduta dall’ex questore straniero italiano a Treviso Carmine Damiano, funzionario più volte iscritto a ruolo giudiziario dalla Divisione Federale Investigativa della Polizia Giudiziaria del Dipartimento di Giustizia di questo Governo Veneto Provvisorio, per il reiterarsi di gravissimi delitti contro il MLNV, il Popolo Veneto e l'integrità territoriale della Nazione Veneta.
- che in fatto e in diritto quello italiano rimane ad oggi uno stato straniero occupante a nulla rilevando sotto il profilo della legittimazione dell’esercizio della sua sovranità sul Territorio della Nazione Veneta i poco più di cento anni di illecita e illegittima occupazione razzista e colonialista.
- che tutti gli atti e/o provvedimenti di qualsiasi natura posti in essere da una qualsiasi autorità straniera italiana d’occupazione sono privi di qualsiasi effetto giuridico in quanto posti in essere in difetto assoluto di giurisdizione nei Territori occupati della Repubblica Veneta ed altresì in difetto assoluto di competenza, ovvero in regime di incompetenza assoluta per materia e per territorio.
- che per l’effetto, ogni e qualsiasi atto e/o provvedimento, comunque denominato, in ogni sua fase e/o grado del procedimento, posto in essere da qualsiasi autorità e/o ente e/o società privata e/o pubblica straniera italiana è a tutti gli effetti inesistente, ovvero tamquam non esset.
- che lo stesso stato straniero occupante razzista e colonialista italiano ha sancito l’illiceità e l’illegalità della sua permanenza sui Territori della Repubblica di Venezia con il decreto legislativo 13.12.2010, n. 212, in vigore dal 16 dicembre 2010, che ha espressamente abrogato a tutti gli effetti il regio decreto 04.11.1866, n. 3300, “col quale le provincie della Venezia e di Mantova fanno parte integrante del regno d’italia”.
lo stato straniero occupante italiano, qualsiasi suo ente e concessionario e comunque chiunque, dal dare esecuzione in qualsivoglia maniera al progetto sopra evidenziato e dal porre in essere qualsiasi atto di disposizione del Territorio della Repubblica Veneta, da intendersi nei suoi confini storici alla data del 1797, e/o dei suoi beni mobili e/o immobili e/o dei suoi patrimoni.
Venetia, giovedì 19 settembre 2013
Il Presidente del MLNV e del GVP
Sergio Bortotto
LO DICIAMO DA SEMPRE… NON CREDETE AI PARTITI POLITICI NEPPURE A QUELLI FALSAMENTE INDIPENDENTISTI.
Il referendum per l'indipedenza è un'altra di queste menzogne.
In tutti i casi sei sempre parte dell'apparato politico-amministrativo dello stato di riferimento.
La Costituzione Italiana parla chiaro.
In tutti i casi ti presenti con liste che sono partiti italiani.
In tutti i casi prendi lo stipendio dallo stato italiano.
In tutti i casi presti giuramento alla bandiera e al Popolo italiano.
In tutti i casi rispondi per ogni azione ai tuoi elettori italiani e per ogni atto illegale alla magistratura italiana.
Chi dice che resta a candidarsi nel proprio comune, provincia o regione per motivi patriottici veneti aborrando Senato o Parlamento italiani dice una tristissima boiata a cui ci possono credere solo coloro i quali non conoscono la costituzione italiana.
Chi resta qui invece di andare a Roma non fa nulla di diverso o di moralmente elevato o supremamente eroico per la causa libertaria del Popolo Veneto contribuisce in egual misura all'allontanamento dal vero obiettivo finale che resta la liberazione della nostra terra e non la partecipazione alla vita politica di chi ti occupa illegalmente da 146 anni.
L'Italia vuole tanti Veneto Stato e tanti Indipendenza Veneta.
Chi non sa guardare al passato non sa leggere il futuro.
Vico docet.
2013.09.17 – ENNESIMA DENUNCIA DI ATTI DI FORZA E DI AGGRESSIONE CONTRO IL MLNV E IL GOVERNO VENETO PROVVISORIO
Oggetto:denuncia di atti di forza e di aggressione posti in essere contro il Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto (MLNV) e il suo apparato istituzionale – Governo Veneto Provvisorio (GVP) da parte di autorità d’occupazione straniere italiane. – Richiesta di iscrizione a ruolo giudiziario del comandante int. della stazione dei carabinieri italiani in Spresiano (Tv), Mar. ca. A. C.
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l'obbligo di riconoscere il diritto all'autodeterminazione del Popolo Veneto;
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l'obbligo di consentire l'esercizio del diritto all'autodeterminazione del Popolo Veneto con il ripristino di sovranità della Repubblica Veneta in tutti i suoi territori ancora oggi occupati e depredati dallo stato italiano;
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il divieto di continuare a far ricorso all'uso della forza per negare tale diritto all'autodeterminazione come fatto sinora con i suoi ripetuti illegali, illegittimi, persecutori e razzisti attacchi contro questo MLNV e i suoi militanti e loro famigliari;
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che gli Stati terzi sostengano il Popolo Veneto e quindi questo MLNV nella sua lotta per l'autodeterminazione.
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che gli Stati terzi si astengano dall'aiutare e sostenere in qualsiasi modo lo stato straniero occupante oppressore italiano e, per l'effetto, rinuncino o rivedano i propri rapporti politici, commerciali, economici, militari e diplomatici con lo stesso.
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che gli Stati terzi aiutino, appoggino e sostengano questo MLNV, il suo apparato istituzionale Governo Veneto Provvisorio e le sue necessarie, urgenti e indefettibili istituzioni, anche con l'avvio di formali rapporti diplomatici.
2013.09.16 – CONTESTAZIONE DEL DIFETTO ASSOLUTO DI GIURISDIZIONE AT STAZIONE CARABINIERI DI SPRESIANO-TV
2013.09.15 – IL MLNV A TRIESTE PER SOLIDARIETA’ CON IL POPOLO TRIESTINO E IL MOVIMENTO TRIESTE LIBERA
2013.09.13 – L’ITALIA COPIA NAPOLEONE, GUERRA AI SIMBOLI DEL POPOLO
Napoleone, amichevolmente conosciuto come "l'infame" dai Veneti, per i crimini di guerra perpetrati durante l'occupazione della nostra Patria, a quanto pare ha degli estimatori eccellenti: gli italiani.
Il suo odio verso Venezia è leggendario, e a quanto pare ha contagiato gli occupanti attuali, che stanno via via rispolverando tutte le nefandezze del piccolo generale francese.
Dopo la vergognosa "riorganizzazione" del museo Correr in chiave "infame", ecco torna in auge forse uno dei peggiori atti di terrorismo mai compiuti: la distruzione sistematica dei simboli popolari, del Simbolo per eccellenza dei Veneti e di Venezia, il Sacro Leone di San Marco.
È notizia di questi giorni, la rimozione di un mosaico raffigurante il Leone in moéca della metà del '900, sovrastante un esercizio commerciale delle Mercerie dell'Orologio, probabilmente per fare spazio ad un'inutile, quanto profana insegna luminosa; un vergognoso atto di puro spregio, di cui i responsabili dovranno sicuramente rispondere a tempo debito. I simboli del Popolo Veneto, tra cui spicca il Leone di San Marco, sono infatti patrimonio di tutti i cittadini, e la loro rimozione non è in alcun modo accettabile.
L'azione non è stata nemmeno mitigata dal tentativo di conservare l'opera spostandola, il mosaico infatti è stato vergognosamente rimosso con trapano e scalpello.
Ulteriori indagini per definire le responsabilità dell'atto sono in corso.
Tratto da (CLICCA QUI)
Provveditore Generale del MLNV e del Governo Veneto Provvisorio
2013.09.12 – ANCORA LA SGRADITA E ARROGANTE PRESENZA DI AUTORITA’ D’OCCUPAZIONE STRANIERE ITALIANE IN VENETO
Viene segnalata la partecipazione del capo del governo straniero italiano ad un forum di dialogo e cooperazione fra l'italia, Croazia e Slovenia che oggi si svolgerà presso la Fondazione Cini nell'isola di San Giorgio in Venezia.
Nell'augurare pertanto il benvenuto e una piacevole permanenza alle massime autorità di Slovenia e Croazia, questo MLNV denuncia ancora una volta la sgradita, arrogante e inopportuna presenza di rappresentanze dello stato straniero occupante, colonialista e razzista italiano e in proposito si sollecita la presa in considerazione di quanto segue:
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il Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto (MLNV) è nato nel 2009 dall’iniziativa di un gruppo di patrioti desiderosi di veder la propria Nazione tornare libera e sovrana fra le Nazioni.
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L’occupazione militare italiana, manipolata anche con un’ingannevole plebiscito nel 1866, ha colonizzato e seguita ancora oggi a dominare la Nazione Veneta con ostinato e arrogante predominio.
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In centoquarantasette anni d’occupazione lo stato straniero occupante italiano non è riuscito a cancellare ed estinguere l’identità del Popolo Veneto, le sue origini, la storia millenaria, le tradizioni e la cultura che ben poco o nulla hanno in comune con l’italica rappresentazione odierna.
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Ancora oggi l’impianto politico dello stato italiano è radicato in una casta partitocratica incapace di rinnovarsi e di decontaminarsi da una concezione mafiosa e clientelare che si regge con un opprimente centralismo di potere, con una burocrazia sempre più goffa, ritardi e inefficienza di molti servizi e l’iniquità di una tassazione che stride con sprechi e ostentati privilegi di casta politica e amministratori.
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Tutto questo è avverso alla natura del Popolo Veneto.
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L’aggravarsi poi della crisi economica ha appesantito in questi anni la sofferenza per una decadenza finanziaria che è endemica nella penisola e mortifica e limita lo spirito d’iniziativa, il lavoro e la capacità di fare impresa che ha sempre caratterizzato il Popolo Veneto.
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Nonostante le rivendicazioni del MLNV siano sempre state contraddistinte da un radicato rispetto per la legalità, le autorità d’occupazione straniere italiane insistono ad ignorare il diritto di autodeterminazione del Popolo Veneto e che invece di favorirlo, così come previsto dalle norme del diritto internazionale insiste con l’abusare delle proprie funzioni e attacca i membri del MLNV con ogni futile pretesto e violando anche le sue stesse leggi; ancora oggi, rifiuta di restituire una notevole quantità di effetti personali, beni strumentali e di lavoro, illegalmente sottratti con la forza e allo scopo di ostacolare il lavoro del MLNV.
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Da tempo incoraggia il proliferare di soggetti politici astutamente indipendentisti, di movimenti e sedicenti autogoverni e governi veneti; se siano occultamente rimunerati non è dato di sapere ma certamente sono sostenuti anche perché pur non trovando alcuna giustificazione giuridica, con immodesta e bizzarra auto-referenziazione godono di una regia ben articolata e supportata mediaticamente che allo scopo di ridicolizzare le aspirazioni indipendentiste svelano un’inesistente rivalità e frammentazione d’intenti e la sfacciata e costante criminalizzazione del MLNV.
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Grave e impellente è il problema per i membri del MLNV che non possono, non devono e non vogliono dover dipendere dalle autorità d’occupazione straniere italiane per il rilascio o il rinnovo di documenti personali, di autorizzazioni e/o licenze, nonché l’incombere delle ritorsioni per l’illegale pretesa del pagamento d’imposte e tasse; tutto questo pregiudicherebbe il percorso di rivendicazione posto in essere fino ad oggi avvallando il ricatto dell’asservimento preteso dallo straniero italiano.
E COSì COME PREVISTO DALLE NORME E DALLA PRASSI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE
Questo Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto (MLNV) tramite il proprio Apparato Istituzionale Governo Veneto Provvisorio (GVP) istituito ai sensi e per gli effetti dell'art.96.3 del Primo Protocollo di Ginevra del 1977, considerato che i Popoli hanno un pieno diritto riconosciuto all'autodeterminazione nei confronti dello stato straniero occupante oppressore e che i Movimenti di Liberazione Nazionale, in questi casi, vantano diritti maggiori a livello internazionale rispetto agli stati oppressori.
che venga imposto allo stato straniero oppressore italiano il rispetto delle norme e delle prassi del Diritto Internazionale ed in particolare:
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l'obbligo di riconoscere il diritto all'autodeterminazione del Popolo Veneto;
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l'obbligo di consentire l'esercizio del diritto all'autodeterminazione del Popolo Veneto con il ripristino di sovranità della Repubblica Veneta in tutti i suoi territori ancora oggi occupati e depredati dallo stato italiano;
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il divieto di continuare a far ricorso all'uso della forza per negare tale diritto all'autodeterminazione come fatto sinora con i suoi ripetuti illegali, illegittimi, persecutori e razzisti attacchi contro questo MLNV e i suoi militanti e loro famigliari;
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che gli Stati terzi sostengano il Popolo Veneto e quindi questo MLNV nella sua lotta per l'autodeterminazione.
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che gli Stati terzi si astengano dall'aiutare e sostenere in qualsiasi modo lo stato straniero occupante oppressore italiano e, per l'effetto, rinuncino o rivedano i propri rapporti politici, commerciali, economici, militari e diplomatici con lo stesso.
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che gli Stati terzi aiutino, appoggino e sostengano anche logisticamente ed economicamente questo MLNV nel suo apparato istituzionale Governo Veneto Provvisorio e le sue necessarie, urgenti e indefettibili istituzioni, con l'avvio di formali rapporti diplomatici e se possibile attraverso l'assegnazione di una sede temporanea.
Concludendo si ribadisce che le precedenti ripetute denunce di occupazione, dominazione e colonizzazione della Nazione Veneta da parte dello stato straniero italiano, nonché le ripetute rivendicazioni del diritto di autodeterminazione per il completo ripristino di sovranità del Popolo Veneto su tutti i territori della Serenissima Veneta Repubblica a far data dalla prima occupazione napoleonica del 1797, depositate di persona presso le sedi delle Nazioni Unite di Ginevra (CH) e New York (USA), risultano ignorate e disattese nonostante i ripetuti attacchi delle autorità d'occupazione straniere italiane con blitz armati e violenti, e calunniosi procedimenti penali tuttora in corso, contro il MLNV e i suoi militanti.
Questo MLNV, che sin dalla sua costituzione ha tenuto una condotta non violenta e rispettosa delle norme e delle prassi del diritto internazionale, considerato il mancato riscontro da parte dell'Organizzazione delle Nazioni Unite e della comunità internazionale, viene da queste colpevolmente messo nelle condizioni di dover ricorrere all'uso della forza per difendersi e di concretizzare l'esercizio del diritto all'autodeterminazione del Popolo Veneto.
2013.09.10 – AFFARISTI, SPECULATORI, FACCENDIERI, POLITICANTI … QUANTO CONTANO PER LORO I LAVORATORI DEL PARCO WILLORBA?
2013.09.07 – RISPETTO DEGLI OBBLIGHI INTERNAZIONALI – APPELLO
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il Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto (MLNV) è nato nel 2009 dall’iniziativa di un gruppo di patrioti desiderosi di veder la propria Nazione tornare libera e sovrana fra le Nazioni.
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L’occupazione militare italiana, manipolata anche con un’ingannevole plebiscito nel 1866, ha colonizzato e seguita ancora oggi a dominare la Nazione Veneta con ostinato e arrogante predominio.
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In centoquarantasette anni d’occupazione lo stato straniero occupante italiano non è riuscito a cancellare ed estinguere l’identità del Popolo Veneto, le sue origini, la storia millenaria, le tradizioni e la cultura che ben poco o nulla hanno in comune con l’italica rappresentazione odierna.
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Ancora oggi l’impianto politico dello stato italiano è radicato in una casta partitocratica incapace di rinnovarsi e di decontaminarsi da una concezione mafiosa e clientelare che si regge con un opprimente centralismo di potere, con una burocrazia sempre più goffa, ritardi e inefficienza di molti servizi e l’iniquità di una tassazione che stride con sprechi e ostentati privilegi di casta politica e amministratori.
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Tutto questo è avverso alla natura del Popolo Veneto.
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L’aggravarsi poi della crisi economica ha appesantito in questi anni la sofferenza per una decadenza finanziaria che è endemica nella penisola e mortifica e limita lo spirito d’iniziativa, il lavoro e la capacità di fare impresa che ha sempre caratterizzato il Popolo Veneto.
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Nonostante le rivendicazioni del MLNV siano sempre state contraddistinte da un radicato rispetto per la legalità, le autorità d’occupazione straniere italiane insistono ad ignorare il diritto di autodeterminazione del Popolo Veneto e che invece di favorirlo, così come previsto dalle norme del diritto internazionale insiste con l’abusare delle proprie funzioni e attacca i membri del MLNV con ogni futile pretesto e violando anche le sue stesse leggi; ancora oggi, rifiuta di restituire una notevole quantità di effetti personali, beni strumentali e di lavoro, illegalmente sottratti con la forza e allo scopo di ostacolare il lavoro del MLNV.
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Da tempo incoraggia il proliferare di soggetti politici astutamente indipendentisti, di movimenti e sedicenti autogoverni e governi veneti; se siano occultamente rimunerati non è dato di sapere ma certamente sono sostenuti anche perché pur non trovando alcuna giustificazione giuridica, con immodesta e bizzarra auto-referenziazione godono di una regia ben articolata e supportata mediaticamente che allo scopo di ridicolizzare le aspirazioni indipendentiste svelano un’inesistente rivalità e frammentazione d’intenti e la sfacciata e costante criminalizzazione del MLNV.
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Grave e impellente è il problema per i membri del MLNV che non possono, non devono e non vogliono dover dipendere dalle autorità d’occupazione straniere italiane per il rilascio o il rinnovo di documenti personali, di autorizzazioni e/o licenze, nonché l’incombere delle ritorsioni per l’illegale pretesa del pagamento d’imposte e tasse; tutto questo pregiudicherebbe il percorso di rivendicazione posto in essere fino ad oggi avvallando il ricatto dell’asservimento preteso dallo straniero italiano.
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l'obbligo di riconoscere il diritto all'autodeterminazione del Popolo Veneto;
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l'obbligo di consentire l'esercizio del diritto all'autodeterminazione del Popolo Veneto con il ripristino di sovranità della Repubblica Veneta in tutti i suoi territori ancora oggi occupati e depredati dallo stato italiano;
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il divieto di continuare a far ricorso all'uso della forza per negare tale diritto all'autodeterminazione come fatto sinora con i suoi ripetuti illegali, illegittimi, persecutori e razzisti attacchi contro questo MLNV e i suoi militanti e loro famigliari;
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che gli Stati terzi sostengano il Popolo Veneto e quindi questo MLNV nella sua lotta per l'autodeterminazione.
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che gli Stati terzi si astengano dall'aiutare e sostenere in qualsiasi modo lo stato straniero occupante oppressore italiano e, per l'effetto, rinuncino o rivedano i propri rapporti politici, commerciali, economici, militari e diplomatici con lo stesso.
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che gli Stati terzi aiutino, appoggino e sostengano anche logisticamente ed economicamente questo MLNV nel suo apparato istituzionale Governo Veneto Provvisorio e le sue necessarie, urgenti e indefettibili istituzioni, con l'avvio di formali rapporti diplomatici e se possibile attraverso l'assegnazione di una sede temporanea.
2013.09.06 – IL RUFFIANO
di Mario Corato
La storia produce un caso che andrebbe analizzato in tutte le sue conseguenze.
Si tratta della Pulzella d'Orléans, più comunemente conosciuta come Giovanna d'Arco.
Per essere preciso sulla figura di questa donna interrogo una fonte "neutrale" nella galassia internet: Wikipedia.
Giovanna d'Arco (in francese Jeanne d'Arc, in medio-francese Jehanne Darc; Domrémy, 6 gennaio 1412 – Rouen, 30 maggio 1431) è un'eroina nazionale francese, venerata come santa dalla Chiesa cattolica, oggi conosciuta anche come la Pulzella d'Orléans.
Riunì al proprio Paese parte del territorio caduto in mano inglese, contribuendo a risollevarne le sorti durante la guerra dei cent'anni, guidando vittoriosamente le armate francesi contro quelle inglesi.
Catturata dai Borgognoni davanti a Compiègne, Giovanna fu venduta agli inglesi che la sottoposero a un processo per eresia, al termine del quale, il 30 maggio 1431, fu condannata al rogo e arsa viva.
Nel 1456 papa Callisto III, al termine di una seconda inchiesta, dichiarò la nullità di tale processo.
Beatificata nel 1909 da Pio X e canonizzata nel 1920 da Benedetto XV, Giovanna fu proclamata patrona di Francia.
Chi volesse approfondire la figura di Giovanna non ha che da recarsi su Wikipedia per soddisfare ad ogni propria legittima curiosità.
Fra coloro che parlarono di Giovanna voglio affrontare quanto scrive il bardo d'Inghilterra W. Shakespeare nella prima tragedia dedicata a Enrico VI.
Giovanna appare in campo: Delfino, io sono per nascita la figlia di un pastore e la mia mente non è stata addestrata in arte alcuna.
Il cielo e Nostra Signora piena di grazia si sono compiaciuti di illuminare col loro splendore il mio umile stato: ed ecco, mentre badavo ai teneri agnellini ed esponevo le guance al calore cocente del sole, la Madre di Dio si è degnata di apparirmi e in una visione piena di maestà mi ha ordinato di lasciare la mia bassa occupazione e di liberare il paese dalla calamità.
Mi ha promesso aiuto e certo successo rivelandosi in tutta la sua gloria, e mentre prima ero nera e abbronzata, coi lucenti raggi che ha infuso in me mi ha donato la bellezza che ora vedete.
Chiedimi ciò che vuoi e ti risponderò senza prendere tempo: metti alla prova, se osi, il mio coraggio in combattimento, e vedrai se non sono superiore al mio sesso.
Deciditi: avrai fortuna se mi accoglierai come compagna d'armi (I atto scena II).
E' raccontata subito come incantatrice per attirare alla sua causa: Guarda il tuo paese, guarda la fertile Francia e vedrai le città e i borghi sfigurati dalla rovina devastatrice del crudele nemico.
Come la madre guarda il suo pargolo infermo quando la morte gli chiude i teneri occhi languenti, tu guarda, guarda il male che strugge la Francia, mira le ferite, le ferite snaturate che tu stesso le hai inflitte nel seno doloroso.
Oh, volgi altrove la spada affilata; colpisci coloro che feriscono e non ferire coloro che aiutano: una goccia di sangue tratta dal seno della patria dovrebbe addolorarti di più che torrenti di sangue straniero.
Ritorna e lava con un fiume di lacrime le turpi macchie del tuo paese.
(Atto III, Scena III).
Circondata e in procinto di essere catturata le viene messo in bocca un diabolico scongiuro: Aiutatemi voi, incantamenti e amuleti, e voi spiriti eletti che mi ammonite e mi date presagi del futuro, voi pronti soccorritori e vicari del monarca sovrano del settentrione, apparite, aiutatemi in questa impresa (entrano alcuni demoni).
Ora, miei genii, evocati dalle tremende regioni sotterranee, aiutatemi questa volta ancora, perché la Francia possa ottenere la vittoria…
Già usata a nutrirvi col mio sangue, mi reciderò qualche membro e ve lo darò come arra di maggior mercede, se accondiscendete ad aiutarmi ora…
Vi pagherò col mio corpo, se accogliete la mia supplica…
Prendetevi allora la mia anima; corpo, anima e tutto prima che l'Inghilterra infligga uno scacco alla Francia…
(Atto V, Scena III).
Prima di essere condotta al rogo, passando dalla ostentazione della sua verginità alla dichiarazione di aver avuto un amante, alla rivelazione di essere incinta; chiamata con l'ultima di ennesime offese similari “sgualdrina”, le ultime parole che le sono messe in bocca fanno: Allora conducetemi via di qua; e a voi lascio la mia maledizione.
Possa il sole glorioso non risplendere mai sul paese dove dimorate; ma le tenebre e la tetra ombra della morte vi circondino finché la colpa e la disperazione vi spingano a rompervi il collo e a impiccarvi da voi stessi
(Atto V, Scena IV).
Attorno a questo “caso” storico (raccontato da Shakespeare quale inserimento nella storia dei rapporti Inghilterra Francia di una strega) , si mossero sentimenti opposti o almeno contrastanti per la presenza di alcune variabili che il nostro tempo esclude razionalmente e recupera superstiziosamente: la presenza di angeli e demoni.
Gli avvenimenti che andremo a raccontare del MLNV non possono essere letti escludendo variabili similari.
C'è un ruffiano che si aggira in tutte le operazioni di questo nostro mondo.
Ti convince che la sua merce può soddisfare i tuoi istinti e poi si ritira nell'ombra e ti lascia cogliere le conseguenze del tuo sfogo.
Non è appariscente il ruffiano e lascia che lo si consideri un fenomeno pauroso da baraccone quando tormenta una bambina, la sfigura, la snatura per mettere brivido al plesso solare e alle terminazioni nervose degli occupanti la sala o il divano di casa.
Intanto agisce con tutte le sue forze là dove il potere muove le sue pedine o l'avere estende sulle economie i propri tentacoli.
Quando il risultato di questa sua azione stende sul campo centinaia di migliaia di cadaveri, oppure riduce all'elemosina chi viveva serenamente del frutto del proprio lavoro, si congeda il tutto con la parola congiuntura, perché il ruffiano non esiste, sta soltanto al gioco con la bambina del baraccone.
E tuttavia (e anche questo è emarginato) si muove contro il ruffiano un esercito di spiriti beati che potrebbero offrire pace a coloro che soffrono le corrosioni provocate dal primo, se fossero percepiti come collaboratori e interpellati.
Il Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto (MLNV) ha sperimentato ed esperimenta quotidianamente la presenza di questa realtà invisibile.
E' letto a seconda degli interessi storici che si coltivano, come fu letta Giovanna.
E' troppo giovane per esigere revisioni dei processi della cronaca, pur ricco di una eredità millenaria.
Ogni aderente potrebbe raccontare una propria storia che gode la pulizia della pulzella e già racconta quanto è stata sputtanata e vessata.
Per questo il logo del MLNV riunisce in un unico stemma il leone di San Marco che racconta le ricchezze di un passato che vuole essere suggerimento al presente… e l'arcangelo san Michele, da sempre e per sempre difensore di coloro che sono certi che esiste una continua battaglia fra le variabili che i più, soprattutto i responsabili dell'ordine internazionale, escludono dai preventivi e dai consuntivi di ogni operazione.
Giovanna d'Arco, ridicolizzata da Voltaire, esaltata da Claudel, è oggi patrona della Francia e anche modello di vero patriottismo.
Inizieremo subito, dopo queste opportune premesse, a scendere nel vivo del racconto della nostra storia.
2013.09.07 – DIGIUNO PER LA PACE … IL MLNV E’ ANCHE CON PAPA FRANCESCO!
«Con l’idolo del potere in ogni violenza facciamo rinascere Caino» Papa Francesco chiede la pace in Siria
«Quando l’uomo pensa solo a se stesso, ai propri interessi e si pone al centro, quando si lascia affascinare dagli idoli del dominio e del potere, quando si mette al posto di Dio, allora guasta tutte le relazioni, rovina tutto; e apre la porta alla violenza, all’indifferenza, al conflitto». Sabato sera, nella veglia di preghiera al termine della giornata di digiuno per la pace nel mondo e in particolare in Siria, papa Francesco ha rivolto un appello potente al cuore di ogni uomo, sia esso il semplice cristiano, il non credente o il potente del mondo. All’invito lanciato domenica scorsa all’Angelus hanno risposto oltre 40 mila persone in piazza San Pietro, senza contare le adesioni dei cristiani nelle diocesi di tutto il mondo.1. Ci dice semplicemente che questo nostro mondo nel cuore e nella mente di Dio è la “casa dell’armonia e della pace” ed è il luogo in cui tutti possono trovare il proprio posto e sentirsi “a casa”, perché è “cosa buona”. Tutto il creato forma un insieme armonioso, buono, ma soprattutto gli umani, fatti ad immagine e somiglianza di Dio, sono un’unica famiglia, in cui le relazioni sono segnate da una fraternità reale non solo proclamata a parole: l’altro e l’altra sono il fratello e la sorella da amare, e la relazione con il Dio che è amore, fedeltà, bontà si riflette su tutte le relazioni tra gli esseri umani e porta armonia all’intera creazione. Il mondo di Dio è un mondo in cui ognuno si sente responsabile dell’altro, del bene dell’altro. Questa sera, nella riflessione, nel digiuno, nella preghiera, ognuno di noi, tutti pensiamo nel profondo di noi stessi: non è forse questo il mondo che io desidero? Non è forse questo il mondo che tutti portiamo nel cuore? Il mondo che vogliamo non è forse un mondo di armonia e di pace, in noi stessi, nei rapporti con gli altri, nelle famiglie, nelle città, nelle e tra le nazioni? E la vera libertà nella scelta delle strade da percorrere in questo mondo non è forse solo quella orientata al bene di tutti e guidata dall’amore?
2. Ma domandiamoci adesso: è questo il mondo in cui viviamo? Il creato conserva la sua bellezza che ci riempie di stupore, rimane un’opera buona. Ma ci sono anche “la violenza, la divisione, lo scontro, la guerra”. Questo avviene quando l’uomo, vertice della creazione, lascia di guardare l’orizzonte della bellezza e della bontà e si chiude nel proprio egoismo. Quando l’uomo pensa solo a sé stesso, ai propri interessi e si pone al centro, quando si lascia affascinare dagli idoli del dominio e del potere, quando si mette al posto di Dio, allora guasta tutte le relazioni, rovina tutto; e apre la porta alla violenza, all’indifferenza, al conflitto. Esattamente questo è ciò che vuole farci capire il brano della Genesi in cui si narra il peccato dell’essere umano: l’uomo entra in conflitto con se stesso, si accorge di essere nudo e si nasconde perché ha paura (Gen 3,10), ha paura dello sguardo di Dio; accusa la donna, colei che è carne della sua carne (v. 12); rompe l’armonia con il creato, arriva ad alzare la mano contro il fratello per ucciderlo. Possiamo dire che dall’armonia si passa alla “disarmonia”? Possiamo dire questo, che dall’armonia si passa alla “disarmonia”? No, non esiste la “disarmonia”: o c’è armonia o si cade nel caos, dove c’è violenza, contesa, scontro, paura…
Proprio in questo caos è quando Dio chiede alla coscienza dell’uomo: «Dov’è Abele tuo fratello?». E Caino risponde: «Non lo so. Sono forse io il custode di mio fratello?» (Gen 4,9). Anche a noi è rivolta questa domanda e anche a noi farà bene chiederci: Sono forse io il custode di mio fratello? Sì, tu sei custode di tuo fratello! Essere persona umana significa essere custodi gli uni degli altri! E invece, quando si rompe l’armonia, succede una metamorfosi: il fratello da custodire e da amare diventa l’avversario da combattere, da sopprimere. Quanta violenza viene da quel momento, quanti conflitti, quante guerre hanno segnato la nostra storia! Basta vedere la sofferenza di tanti fratelli e sorelle. Non si tratta di qualcosa di congiunturale, ma questa è la verità: in ogni violenza e in ogni guerra noi facciamo rinascere Caino. Noi tutti! E anche oggi continuiamo questa storia di scontro tra i fratelli, anche oggi alziamo la mano contro chi è nostro fratello. Anche oggi ci lasciamo guidare dagli idoli, dall’egoismo, dai nostri interessi; e questo atteggiamento va avanti: abbiamo perfezionato le nostre armi, la nostra coscienza si è addormentata, abbiamo reso più sottili le nostre ragioni per giustificarci. Come se fosse una cosa normale, continuiamo a seminare distruzione, dolore, morte! La violenza, la guerra portano solo morte, parlano di morte! La violenza e la guerra hanno il linguaggio della morte!
Dopo il caos del Diluvio, ha smesso di piovere: si vede l’arcobaleno e la colomba porta un ramo di ulivo. Penso anche oggi a quell’ulivo che rappresentanti delle diverse religioni abbiamo piantato a Buenos Aires, in Piazza de Mayo nel 2000, chiedendo che non sia più caos, chiedendo che non sia più guerra, chiedendo pace.
3. E a questo punto mi domando: E’ possibile percorrere un’altra strada? Possiamo uscire da questa spirale di dolore e di morte? Possiamo imparare di nuovo a camminare e percorrere le vie della pace? Invocando l’aiuto di Dio, sotto lo sguardo materno della Salus populi romani, Regina della pace, voglio rispondere: Sì, è possibile per tutti! Questa sera vorrei che da ogni parte della terra noi gridassimo: Sì, è possibile per tutti! Anzi vorrei che ognuno di noi, dal più piccolo al più grande, fino a coloro che sono chiamati a governare le Nazioni, rispondesse: Sì, lo vogliamo! La mia fede cristiana – la mia fede cristiana – mi spinge a guardare alla Croce. Come vorrei che per un momento tutti gli uomini e le donne di buona volontà guardassero alla Croce! Lì si può leggere la risposta di Dio: lì, alla violenza non si è risposto con violenza, alla morte non si è risposto con il linguaggio della morte. Nel silenzio della Croce tace il fragore delle armi e parla il linguaggio della riconciliazione, del perdono, del dialogo, della pace. Vorrei chiedere al Signore, questa sera, che noi cristiani e i fratelli delle altre Religioni, ogni uomo e donna di buona volontà gridasse con forza: la violenza e la guerra non è mai la via della pace! Ognuno si animi a guardare nel profondo della propria coscienza e ascolti quella parola che dice: esci dai tuoi interessi che atrofizzano il cuore, supera l’indifferenza verso l’altro che rende insensibile il cuore, vinci le tue ragioni di morte e apriti al dialogo, alla riconciliazione: guarda al dolore del tuo fratello – ma, penso ai bambini: soltanto a quelli … guarda al dolore del tuo fratello – e non aggiungere altro dolore, ferma la tua mano, ricostruisci l’armonia che si è spezzata; e questo non con lo scontro, ma con l’incontro! Finisca il rumore delle armi! La guerra segna sempre il fallimento della pace, è sempre una sconfitta per l’umanità. Risuonino ancora una volta le parole di Paolo VI: «Non più gli uni contro gli altri, non più, mai!… non più la guerra, non più la guerra!» (Discorso alle Nazioni Unite, 4 ottobre 1965: AAS 57 [1965], 881). «La pace si afferma solo con la pace: la pace si afferma solo con la pace, quella non disgiunta dai doveri della giustizia, ma alimentata dal sacrificio proprio, dalla clemenza, dalla misericordia, dalla carità» (Messaggio per Giornata Mondiale della pace 1976: AAS 67 [1975], 671). Fratelli e sorelle, perdono, dialogo, riconciliazione sono le parole della pace: nell’amata Nazione siriana, nel Medio Oriente, in tutto il mondo! Preghiamo, questa sera, per la riconciliazione e per la pace, lavoriamo per la riconciliazione e per la pace, e diventiamo tutti, in ogni ambiente, uomini e donne di riconciliazione e di pace. Così sia.
Leggi di Più: Siria, oltre 40 mila persone col Papa per chiedere la pace | Tempi.it
Tratto da (CLICCA QUI)
2013.09.06 – ANCORA UNA VISITA SGRADITA DEL CAPO DI STATO ITALIANO!
Ancora una volta il Capo dello Stato Italiano, sia pure in veste privata, mette piede sul territorio della Nazione Veneta senza onorare i principi basilari della diplomazia internazionale che richiederebbero un contatto previo col il Governo provvisorio di questa Nazione.





















