COMUNICATI

2013.11.05 – MLNV E LIFE NON SONO IN COMPETIZIONE

2013.09.23 - CONFERENZA STAMPA DI GIANCARLO BORSOI 4Oggetto: MLNV E LIFE NON SONO IN COMPETIZIONE
L’etica alla quale s’ispira il MLNV m’impone d’intervenire per reclamare trasparenza e comprensibilità sul proprio comportamento soprattutto riguardo a talune questioni che negli ultimi giorni sembrano riguardare i rapporti con il sindacato dei Liberi Imprenditori Federalisti Europei, (LIFE).
Chiariamo subito che il MLNV non è in competizione con la LIFE.
MLNV e LIFE sono due realtà che per i diversi percorsi intrapresi non possono trovarsi in concorrenza fra loro.
La LIFE è un sindacato divenuto un punto di riferimento per molti imprenditori rappresentando per loro una trincea di resistenza attiva contro i soprusi del fisco e della burocrazia italiana.
Il MLNV mira al ripristino incondizionato della sovranità del Popolo Veneto sui territori della Serenissima Patria e lo persegue attraverso un percorso tecnico/giuridico molto rigoroso dettato dalle norme del diritto internazionale.
La LIFE è così la legittima espressione della resistenza degli imprenditori che hanno deciso di non arrendersi ai tirannici soprusi italiani.
Il MLNV è la legittima espressione dell’anima “politica” del Popolo Veneto, determinata a riappropriarsi della propria identità statuale, sovrana e democratica alla cui evoluzione naturale concorre l’opera del Governo Veneto Provvisorio (GVP) costituito secondo le norme del diritto internazionale.
Nessuna resistenza o trincea di legalità sarà mai fine a se stessa perché il suo naturale destino è un futuro migliore e il nostro solo avvenire è in una libera Serenissima Patria.
WSM
Venetia, martedì 5 novembre 2013
Il Presidente del MLNV e del Governo Veneto Provvisorio
Sergio Bortotto

2013.10.31 – VENEZIA VITTIMA DELL’ITALIANIZZAZIONE FASCISTA DI TOLOMEI

Si sta compiendo in questi giorni l'ennesimo abuso ai danni del Popolo Veneto da parte dell'occupante italiano. Vittima ancora una volta è la nostra storica capitale, Venezia, la cui dignità è ogni giorno calpestata in modo sempre più evidente. A farne le spese questa volta i nizioleti, le pitture recanti i nomi delle calle e delle strade della città, particolare storico di Venezia. Pensando evidentemente di "farla franca", sotto gli occhi di un Popolo e dei Cittadini, ancora in gran parte assopiti nel sonno italiota che dura da quasi un secolo e mezzo, l'assessore italiano alla toponomastica, ha deliberato la modifica dei suddetti nizioleti, con diciture "italianizzate" in cui sono state inserite doppie, e sostituiti termini tipicamente veneti con altri dal retrogusto amaro dell'epoca fascista. Rio tera' diventa così "Rio terrà", in Parochia compaiono R e C dal nulla, si leggono castronerie come "Salizzada" o "Madonnetta", sparisce Calle del Fontego del Curame, sostituito da "della donzella". Colti in flagrante, i responsabili si difendono citando come fonte documenti del 1786, il Cattastico dei Sestieri, che riporterebbe queste diciture. Ovviamente, prendendo in esame una storia più che millenaria, gli amministratori italiani hanno ben pensato di prendere spunto dagli ultimi 10 anni di una Repubblica che aveva rappresentato un faro per il mondo, ed era travagliata da correnti interne, che senza l'intervento devastante di Napoleone, avrebbero portato a grandi trasformazioni, ma non certo all'annullamento del Popolo e della Cultura Veneta, come avvenne dall'occupazione italiana del 1866 in poi. Sproniamo quindi i Veneti e soprattutto i Veneziani ad opporsi fieramente a quest'ennesimo scempio e crimine contro il nostro Popolo e la nostra Capitale. Queste sono operazioni studiate a tavolino, servono per tastare il terreno, vogliono vedere se esistono ancora dei Veneti e dei Veneziani a cui importa qualcosa della propria storica Capitale, o se possono abusarne senza ritegno, come con i mostri del mare che entrano in laguna. Per questo non bisogna mollare la presa, non darsi per vinti. Dobbiamo dimostrare che il Popolo Veneto e la sua Storia sono sempre esistiti ed esistono ancora, non lasciamoci cancellare con un colpo di spugna, o una man de bianco come in questo caso!

 

WSM

Venetia, 25 ottobre 2013

Davide Giaretta

Provveditore Generale del MLNV e del Governo Veneto Provvisorio

2013.10.25 – APPARIZIONE SU “SERVIZIO PUBBLICO” DI LA7

Visionando la puntata di ieri 24/10/2013 del programma “Servizio Pubblico” di

Michele Santoro, trasmessa da La7, abbiamo notato che è stata mandata in onda l’intervista registrata presso la sede del MLNV in data 12/10/2013. Siamo rallegrati dal fatto che la censura sia stata minima e che siano stati espressi valori a noi cari come l’illegittimità dell’occupazione da parte dello stato italiano sui nostri territori. Nonostante l’intervento verta principalmente su materia fiscale, l’opposizione che noi auspichiamo è esclusivamente indirizzata al disconoscimento della giurisdizione italiana, essa infatti è solo un mezzo per raggiungere il riconoscimento del Popolo Veneto da parte della Comunità Internazionale, e di conseguenza dell’apparato istituzionale, denominato Governo Veneto Provvisorio, istituito da questo Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto, a norma di legge internazionale, precisamente l’articolo 96.3 del Primo Protocollo di Ginevra del 1977. Ribadiamo quindi che lo stato italiano non ha nessuna giurisdizione in materia fiscale o amministrativa sui territori della Repubblica, ogni richiesta di pagamento da parte di enti dello stato italiano è illegittima, non si tratta quindi di sciopero o protesta fiscale, ma di semplice applicazione delle leggi in materia di autodeterminazione dei Popoli (VEDI QUI). Riportiamo QUI l’estratto della puntata.

 

WSM
Venetia, 25 ottobre 2013
Davide Giaretta
Provveditore Generale del MLNV e del Governo Veneto Provvisorio

2013.10.17 – “CASO GIANCARLO BORSOI” – INUTILE E SUPERFICIALE INTERVENTO DELLA PREFETTURA STRANIERA ITALIANA A TREVISO


Oggetto:       Cittadino del Popolo Veneto Giancarlo BORSOI.GIANCARLO BORSOI

Comunicazione di riscontro.
(vostro Rif. Prot. Nr.597/2013/Gab. del 03.10.2013)
 
Alla PREFETTURA straniera italiana in TREVISO
e p.c.
Al Sig. Giancarlo BORSOI
 
Si fa seguito alla comunicazione in oggetto che offende il destinatario per l’evidente trascuratezza, la superficialità e il notevole ritardo con cui codesto ufficio sembra aver preso in considerazione le doglianze del Sig. Giancarlo Borsoi.
Nulla rileva sotto il profilo sostanziale l’evasività della comunicazione che conferma il pallido tentativo di giustificare l’inutilità dell’intervento di codesto ufficio riguardo alle rimostranze del Sig. Giancarlo Borsoi.
Nell’invitarvi a risparmiare denaro pubblico per simili inutili comunicazioni e dall’importunare oltre i Cittadini del Popolo Veneto con simili facezie, sollecitiamo invece la vostra attenzione a considerare seriamente e a non trascurare la Dichiarazione di Sovranità Personale e di Nazionalità Veneta del Sig. Giancarlo Borsoi e con la quale si respinge e si disconosce definitivamente l’imposta cittadinanza italiana e la sudditanza derivante con essa alle autorità d’occupazione straniere italiane.
WSM
Venetia, giovedì 17 ottobre 2013
Il Presidente del MLNV e del Governo Veneto Provvisorio
Sergio Bortotto

2013.10.17 – MLNV-GVP – GIANCARLO BORSOI – RISPOSTA A NOTA PREFETTURA ITALIANA A TV – PROT.597-2013.GAB DEL 03.10.2013

2013.10.17 - MLNV - GVP - GIANCARLO BOROSI - RISPOSTA A NOTA PREFETTURA ITALIANA A TV - PROT. 597-2013-GAB DEL 03.10.20132013.10.03 - PREFETTURA ITALIANA A TREVISO - COMUNICAZIONE A GIANCARLO BORSOI - NOTA PROT. 597-2013-GAB

2013.09.28 – COMUNICATO SU INTERVISTA AL MLNV DA PARTE DEL PROGRAMMA “SERVIZIO PUBBLICO” DI MICHELE SANTORO.


Oggetto: comunicato.
Intervista al Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto (MLNV) per il programma “SERVIZIO PUBBLICO” di Michele Santoro in onda da giovedì 26 settembre alle ore 21.10 sull’emittente televisiva LA 7.
La messa in onda dell’intervista al MLNV è prevista per giovedì 3 ottobre 2013 alle ore 21.10 su LA 7.
Mercoledì 25 settembre scorso un inviato di Santoro con tanto di troupe televisiva per il programma “Servizio Pubblico” ha chiesto e ottenuto di presenziare alla riunione settimanale del direttivo del MLNV e nell’occasione di poter intervistare anche gli imprenditori che vi potessero essere presenti.
L’inviato ha precisato di voler focalizzare la sua inchiesta giornalistica sulla questione della giustizia italiana, con particolare riferimento al caso Berlusconi, e sull’attuale situazione fiscale italiana.
Alle domande sulla politica, fisco e giustizia in ambito italiano il MLNV ha ribadito per contro la necessità e l’urgenza di evidenziare la situazione ormai esplosiva dei Popoli oppressi dallo stato straniero occupante italiano, ovvero i Popoli Veneto, Triestino, Trentino, Sud Tirolese, Lombardo, Genovese, Sardo, Siciliano e Napoletano, per dirne alcuni.
Il MLNV, in particolare, ha evidenziato quanto lo stato italiano sia in fatto e in diritto, ancora ad oggi, uno stato straniero occupante, razzista e colonialista illegalmente presente anche sui territori della Serenissima Patria.
Nell’occasione alcuni imprenditori hanno avuto modo di raccontare le proprie personali esperienze, e dopo aver sottolineato la propria esasperazione e rabbia a causa del fisco italiano hanno espresso a voce alta la volontà di pagare le tasse al Governo Veneto Provvisorio (GVP), istituito dal MLNV ai sensi dell’art.96.3 del Primo Protocollo di Ginevra del 1977, affermando essere l’unica autorità dagli stessi riconosciuta sui territori della Patria Veneta.
 
WSM
Venetia, sabato 28 settembre 2013
Il Presidente del MLNV e del Governo Veneto Provvisorio
Sergio Bortotto

2013.09.24 – “SONO VENETO”, BORSOI RIFIUTA IL PROCESSO … E LA GIUSTIZIA ITALIANA NON SA CHE FARE E RINVIA IL PROCESSO DI BEN 8 MESI!


151Ci troviamo ancora una volta innanzi ad un’altra farsa giudiziaria?
Il teatrino del tribunale straniero italiano a Treviso dimostra di non saper affrontare la realtà e di fronte alla rivendicazione di sovranità personale e di cittadinanza veneta di Giancarlo Borsoi, “naviga a vista” e non sapendo che “pesci pigliare” prende tempo.
Per quanto la stampa tenti di ignorare tale singolare decisione delle autorità d’occupazione straniere italiane quella del Cittadino del Popolo Veneto Giancarlo Borsoi è già una conquista.
Riconoscendosi e condividendo i principi che ispirano il Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto (MLNV) Giancarlo Borsoi ha deciso di sfidare lo stato straniero occupante italiano con la stessa fermezza con cui il MLNV rivendica il diritto di autodeterminazione che ha il Popolo Veneto.
Inutile “menare il cane per l’aia”.
Quante altre scuse e pretesti adotteranno le autorità d’occupazione straniere italiane per non essere in grado o per non voler affrontare l’argomento?
Di sicuro non arriveranno mai al dunque e cercheranno di cambiare discorso per evitare di pronunciarsi sulle proprie gravissime responsabilità in ordine alle insistenti violazioni del diritto di autodeterminazione del Popolo Veneto e questo perché hanno PAURA.
La vera grande paura dello stato straniero italiano infatti è che i Cittadini del Popolo Veneto non temano di disconoscere l’autorità che pretende di avere su di loro ma che non può avere.
Ascoltateli quando pronunciano una qualsiasi sentenza, loro affermano "IN NOME DEL POPOLO ITALIANO…" e noi Veneti non siamo mai diventati italiani.
La loro non è un’autorità che deriva dal Popolo Veneto perché loro non sono il Popolo Veneto, non li possono rappresentare e non possono giudicare alcunché in nome del Popolo Veneto perché nessuno li ha costituiti giudici delle proprie Genti.
WSM
Venetia, martedì 24 settembre 2013
Il Presidente del MLNV e del Governo Veneto Provvisorio
Sergio Bortotto
2013.09.24 - LA TRIBUNA - PAG.40 - ARTICOLO - SONO VENETO, BORSOI RIFIUTA IL PROCESSO

2013.09.23 – MLNV-GVP – CONFERENZA STAMPA DI GIANCARLO BORSOI CITTADINO DEL POPOLO VENETO

2013.09.23 - CONFERENZA STAMPA DI GIANCARLO BORSOI 4


Oggetto: COMUNICATO

Questo Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto (MLNV), per il tramite del proprio apparato istituzionale Governo Veneto Provvisorio (GVP), ancora una volta denuncia lo stato straniero occupante, razzista e colonialista italiano in quanto persiste a perseguire e perseguitare, finanche con le proprie autorità di occupazione giudiziarie e di polizia, cittadini del Popolo Veneto con persecutori e calunniosi procedimenti penali, in totale ed evidente spregio alle stesse norme del "Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici" adottato e aperto alla firma a New York il 16 e il 19 dicembre 1966 (ratificato dallo stato straniero italiano con legge n. 881/77), ed in evidente spregio alle stesse norme della Costituzione italiana, e alle stessi leggi penali e di procedura penale italiane.
Si rammenta come in fatto e in diritto lo stato italiano sul Territorio della Repubblica Veneta rimanga ad oggi uno stato straniero occupante, a nulla rilevando sotto il profilo della legittimazione dell’esercizio della sua sovranità sul Territorio della Serenissima Patria i centoquarantasette anni di illecita e illegittima occupazione razzista e colonialista.
Pertanto, tutti gli atti e/o provvedimenti di qualsiasi natura posti in essere da una qualsiasi autorità straniera italiana d’occupazione sono privi di qualsiasi effetto giuridico in quanto posti in essere in difetto assoluto di giurisdizione nei Territori occupati della Repubblica Veneta ed altresì in difetto assoluto di competenza, ovvero in regime di incompetenza assoluta per materia e per territorio.
Per l’effetto, ogni e qualsiasi atto e/o provvedimento, comunque denominato, in ogni sua fase e/o grado del procedimento, posto in essere da qualsiasi autorità e/o ente e/o società privata e/o pubblica straniera italiana è a tutti gli effetti inesistente, ovvero tamquam non esset.
Per di più, lo stesso stato straniero occupante razzista e colonialista italiano ha sancito l’illiceità e l’illegalità della sua permanenza sui Territori della Repubblica Veneta con il decreto legislativo 13.12.2010, n. 212, in vigore dal 16 dicembre 2010, che ha espressamente abrogato a tutti gli effetti il regio decreto 04.11.1866, n. 3300, “col quale le provincie della Venezia e di Mantova fanno parte integrante del regno d’italia”.
L’O.N.U. e la comunità internazionale vengono invitate ad astenersi dall’aiutare e sostenere in qualsiasi modo lo stato straniero occupante oppressore italiano e a rivedere i propri rapporti politici, commerciali, economici, militari e diplomatici con lo stesso in osservanza anche alla stessa Carta delle Nazioni Unite
WSM
Venetia, lunedì 23 settembre 2013
Il Presidente del MLNV e del Governo Veneto Provvisorio
Sergio Bortotto

 
2013.09.23 - CONFERENZA STAMPA DI GIANCARLO BORSOI 2
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2013.09.19 – MLNV-GVP – DIFFIDA SU ATTI DI DISPOSIZIONE DEL TERRITORIO DELLA REPUBBLICA VENETA – NO AL TRAFORO SUL GRAPPA!


Oggetto: atti di disposizione del Territorio della Repubblica Veneta e dei suoi Patrimoni Nazionali – proposta di finanza del progetto straniero italiano denominato "Itinerario della Valsugana Valbrenta – Bassano Ovest. Superstrada a pedaggio".
– DIFFIDA –
 
– AL GOVERNO DELLO STATO STRANIERO ITALIANO
  (a mezzo prefettura straniera italiana a Treviso)
– ALLA PRESIDENZA ENTE ITALIANO "REGIONE VENETO"
  e p.c.
– O.N.U. – SEGRETARIO GENERALE
– ALLA COMUNITA' INTERNAZIONALE
________________________________________

RISULTA
che l'ente straniero italiano "regione veneto", con delibera di giunta n. 2399 in data 04.08.2009 abbia approvato e pianificato i lavori per la realizzazione de "itinerario della Valsugana Valbrenta – Bassano Ovest – Superstrada a pedaggio", da attuarsi in regime di finanza di progetto, che andrebbe ad interessare ed attraversare i territori comunali di Castelfranco Veneto, Castello di Godego, Loria, Rossano Veneto, Cassola, Romano d’Ezzelino, Pove del Grappa, Solagna, e San Nazario per raggiungere il terminale Nord di Pian dei Zocchi (Cismon del Grappa), con tanto di traforo lungo oltre 12 chilometri da realizzarsi nel massiccio del Monte Grappa.
 
ACCERTATO
che tale progetto contrasta con la volontà popolare di cittadini del Popolo Veneto nativi e residenti e che la sua attuazione costituisce un irreparabile danno per  l'ambiente, il Popolo Veneto e per la distruzione di parte di Territorio della Repubblica Veneta, vero e proprio Patrimonio Nazionale Veneto.
 
CONSTATATO
  1. che la A.T.I., che ha presentato la proposta di finanza di progetto, risulta costituita anche dalla società privata italiana “Ing. E. Mantovani” S.p.A. (impresa mandante), società già indagata in ambito straniero italiano per presunte gravissime irregolarità;
  2. che la predetta società risulta essere presieduta dall’ex questore straniero italiano a Treviso Carmine Damiano, funzionario più volte iscritto a ruolo giudiziario dalla Divisione Federale Investigativa della Polizia Giudiziaria del Dipartimento di Giustizia di questo Governo Veneto Provvisorio, per il reiterarsi di gravissimi delitti contro il MLNV, il Popolo Veneto e l'integrità territoriale della Nazione Veneta.
RIBADENDO
  1. che in fatto e in diritto quello italiano rimane ad oggi uno stato straniero occupante a nulla rilevando sotto il profilo della legittimazione dell’esercizio della sua sovranità sul Territorio della Nazione Veneta i poco più di cento anni di illecita e illegittima occupazione razzista e colonialista.
  2. che tutti gli atti e/o provvedimenti di qualsiasi natura posti in essere da una qualsiasi autorità straniera italiana d’occupazione sono privi di qualsiasi effetto giuridico in quanto posti in essere in difetto assoluto di giurisdizione nei Territori occupati della Repubblica Veneta ed altresì in difetto assoluto di competenza, ovvero in regime di incompetenza assoluta per materia e per territorio.
  3. che per l’effetto, ogni e qualsiasi atto e/o provvedimento, comunque denominato, in ogni sua fase e/o grado del procedimento, posto in essere da qualsiasi autorità e/o ente e/o società privata e/o pubblica straniera italiana è a tutti gli effetti inesistente, ovvero tamquam non esset.
  4. che lo stesso stato straniero occupante razzista e colonialista italiano ha sancito l’illiceità e l’illegalità della sua permanenza sui Territori della Repubblica di Venezia con il decreto legislativo 13.12.2010, n. 212, in vigore dal 16 dicembre 2010, che ha espressamente abrogato a tutti gli effetti il regio decreto 04.11.1866, n. 3300, “col quale le provincie della Venezia e di Mantova fanno parte integrante del regno d’italia”.
CONSTI L'ILLEGALITA' E L'ILLICEITA'
dell'approvazione e l'eventuale attuazione di tale progetto deliberato da un'autorità d'occupazione dello stato straniero italiano.
 
NEL RICORDARE
in questa sede i decreti di questo Governo Veneto Provvisorio (GVP), che qui si intendono integralmente richiamati e notificati, e ai quali è bene si attenga con scrupolo e stretta osservanza anche codesto ente – decreti peraltro reperibili online sul sito istituzionale di questo GVP
 
S I   D I F F I D A

lo stato straniero occupante italiano, qualsiasi suo ente e concessionario e comunque chiunque, dal dare esecuzione in qualsivoglia maniera al progetto sopra evidenziato e dal porre in essere qualsiasi atto di disposizione del Territorio della Repubblica Veneta, da intendersi nei suoi confini storici alla data del 1797, e/o dei suoi beni mobili e/o immobili e/o dei suoi patrimoni.
 
SI AVVISA
che, in difetto, la responsabilità di una sua anche parziale attuazione verrà ascritta a ciascun promotore e/o firmatario, che ne risponderà personalmente a tempo debito innanzi alla Giustizia Veneta in sede penale e in sede civile con tutti i suoi beni presenti e futuri, per il risarcimento di tutti i danni derivanti alla Nazione Veneta, la rifusione di tutte le spese sostenute dai Cittadini Veneti opportunamente rivalutate e il puntuale fedele ripristino di tutti i luoghi, a propria cura e spese.
 
L'O.N.U. E LA COMUNITA' INTERNAZIONALE RECEPISCA
anche la presente come denuncia delle reiterate violazioni poste in essere dallo stato straniero italiano contro l'integrità territoriale della Nazione Veneta e dei fondamentali diritti civili e politici del Popolo Veneto, in arrogante e prepotente inosservanza e rispetto per il Suo diritto all'autodeterminazione.
 
WSM
Venetia, giovedì 19 settembre 2013
Il Presidente del MLNV e del GVP
Sergio Bortotto
 

LO DICIAMO DA SEMPRE… NON CREDETE AI PARTITI POLITICI NEPPURE A QUELLI FALSAMENTE INDIPENDENTISTI.


 

Il referendum per l'indipedenza è un'altra di queste menzogne.

Un referendum per l'indipendenza è un tipo di referendum in cui i cittadini di un territorio, decidono se il territorio deve diventare uno Stato indipendente.
Il referendum sull'indipendenza è considerato positivo se i cittadini approvano l'indipendenza o esito negativo, se non lo fanno.
Il successo di un referendum per l'indipendenza può o non può comportare l'indipendenza, a seconda della decisione degli altri Stati sovrani.
Lo stato straniero occupante italiano non prevede questo tipo di "istituto" per cui anche fosse positivo l'esito di un referendum, non verrebe meno la dominazione italiana che non prevede neppure costituzionalmente una simile possibilità.
Ma c'è di più.
Il percorso referendario proposto da taluni partiti politici indipendentisti contrasta con la condizione giuridica attuale in cui versa la nostra Patria.
Come abbiamo già detto, il Popolo Veneto ha perso la propria sovranità a causa di una ripetuta occupazione straniera a seguito di un'invasione e quindi a causa di una forza maggiore.
Sul piano del diritto internazionale, l'avvenuta invasione e la conseguente dominazione di uno stato straniero non trova giustificazione alcuna per legittimare anche la presenza odierna dello stato occupante italiano.
Pertanto, come può un Veneto ambire a ricorprire cariche istituzionali nell'ambito dello stato straniero occupante italiano?
E inoltre… in virtù di quale principio giurisprudenziale e del diritto il Popolo Veneto dovrebbe chiedere allo stato straniero italiano di concedergli una sovranità che è già sua?
Nella definizione del politologo americano Anthony Downs il partito politico è «una compagine di persone che cercano di ottenere il controllo dell’apparato governativo a seguito di regolari elezioni».
La strategia principale è l’occupazione di cariche elettive.
Noi del MLNV, ovviamente, non crediamo nella "strategia" dei partiti politici e anche laddove un partito così detto indipendentista riuscisse a controllare l'apparato governativo, anche solo di una parte del territorio, avrebbe raggiunto tale posizione di potere con le regole dettate dallo stato straniero occupante e ad esse sarebbe pertanto assoggettato.
In virtù di quelle stesse regole, per le quali il partito politico ha accettato la competezione elettorale, non può poi violarne i principi costituzionali… e nello stato straniero occupante italiano non vi sono norme che prevedono alcuna possibilità di dichiarare indipendente una parte di territorio.
Vale anche la pena ricordare che un partito indipendentista è costretto suo malgrado a competere ad elezioni amministrative in un ambito territoriale che solo parzialmente corrisponde ai territori della Repubblica Veneta.
Il territorio del Veneto, quale espressione dell'ente regione veneto dello stato straniero italiano, nulla ha a che fare con i territori della nostra Patria. Noi del MLNV non crediamo pertanto attuabile o appropriato affidare le proprie istanze d'indipendenza ad un partito politico.
Queste sono le menzogne dei "caregari" e "poltronai" di turno che con il pretesto indipendentista aspirano a posizioni di potere nell'ambito di istituzioni straniere italiane.
NON CREDETE AI PARTITI POLITICI, NEPPURE A QUELLI CHE SI DICHIARANO INDIPENDENTISTI.
Non c'è alcuna differenza morale o istituzionale nel presentarsi come candidato ad elezioni comunali, provinciali, regionali piuttosto che nazionali italiane. Nessuna.
In tutti i casi sei sempre parte dell'apparato politico-amministrativo dello stato di riferimento.
La Costituzione Italiana parla chiaro.
In tutti i casi ti presenti con liste che sono partiti italiani.
In tutti i casi prendi lo stipendio dallo stato italiano.
In tutti i casi presti giuramento alla bandiera e al Popolo italiano.
In tutti i casi rispondi per ogni azione ai tuoi elettori italiani e per ogni atto illegale alla magistratura italiana.
Chi dice che resta a candidarsi nel proprio comune, provincia o regione per motivi patriottici veneti aborrando Senato o Parlamento italiani dice una tristissima boiata a cui ci possono credere solo coloro i quali non conoscono la costituzione italiana.
Chi resta qui invece di andare a Roma non fa nulla di diverso o di moralmente elevato o supremamente eroico per la causa libertaria del Popolo Veneto contribuisce in egual misura all'allontanamento dal vero obiettivo finale che resta la liberazione della nostra terra e non la partecipazione alla vita politica di chi ti occupa illegalmente da 146 anni.
L'Italia vuole tanti Veneto Stato e tanti Indipendenza Veneta.
Chi non sa guardare al passato non sa leggere il futuro.
Vico docet.

2013.09.17 – ENNESIMA DENUNCIA DI ATTI DI FORZA E DI AGGRESSIONE CONTRO IL MLNV E IL GOVERNO VENETO PROVVISORIO

carabiniereOggetto:denuncia di atti di forza e di aggressione posti in essere contro il Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto (MLNV) e il suo apparato istituzionale – Governo Veneto Provvisorio (GVP) da parte di autorità d’occupazione straniere italiane. – Richiesta di iscrizione a ruolo giudiziario del comandante int. della stazione dei carabinieri italiani in Spresiano (Tv), Mar. ca. A. C.
 
Al Segretario Generale delle Nazioni Unite
Alla Comunità Internazionale
Al governo straniero italiano (a mezzo prefettura straniera italiana in Treviso)
Alla stazione carabinieri stranieri italiani di Spresiano (Tv)
e per quanto di competenza
Al Dipartimento di Giustizia – Divisione Federale Investigativa di Polizia Giudiziaria – sede –
Alla Segreteria di Stato – sede –
 
Nella giornata di ieri il Presidente di questo Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto (MLNV) e Presidente del suo apparato istituzionale – Governo Veneto Provvisorio (GVP), costituito ai sensi e per gli effetti dell’art.96.3 del Primo Protocollo di Ginevra del 1977,  è stato informalmente invitato a presentarsi presso la caserma dei carabinieri italiani in Spresiano (Tv) per motivi di giustizia italiana.
 
Nonostante il pacato e rispettoso rifiuto ad ottemperare all’invito, motivato dal  ribadito contestato difetto assoluto di giurisdizione, il comando carabinieri italiano di Spresiano (Tv) ha richiesto e ottenuto poco dopo un fax con le precisazioni circa l’inammissibilità giuridica per il Presidente del MLNV e del GVP di essere sottoposto in qualsivoglia maniera alla giurisdizione di autorità d’occupazione straniere italiane.
 
A dispetto delle lampanti e incontrovertibili ragioni giuridiche espresse da questo MLNV e GVP, militari italiani del comando stazione carabinieri in Spresiano (Tv), in data 17.09.2013 hanno notificato al Presidente del MLNV e del GVP l’ordine di presentazione presso la loro caserma ai sensi dell’art.650 del codice penale straniero italiano, precostituendo l’illegale e illegittimo presupposto giuridico per la minacciata denuncia penale in ambito straniero italiano.
 
Nonostante questo MLNV e GVP mantenga un radicato rispetto per la legalità internazionale, le autorità d’occupazione straniere italiane insistono ad ignorare il diritto di autodeterminazione del Popolo Veneto e invece di favorirlo, così come previsto dalle norme del diritto internazionale e le loro stesse leggi (vedasi legge 881/77 di ratifica dei patti di New York), insistono con l’abusare delle proprie funzioni e attaccano i membri del MLNV con ogni futile pretesto.
 
In proposito non si comprende come mai l’arma dei carabinieri non usi la medesima solerzia per le dovute attività di polizia giudiziaria in ordine ai crimini commessi dall’autorità giudiziaria e della polizia politica straniera italiana in Treviso, posti reiteratamente in essere contro il MLNV-GVP e i suoi militanti, ed evidenziati dalla dettagliata nota inoltrata anche allo stesso comando generale dell’arma tramite la locale stazione in data 7 dicembre 2012.
 
Ancora una volta, dunque, si denuncia lo stato straniero italiano perché l’atto in questione costituisce atto di forza e di aggressione contro il MLNV e il suo apparato istituzionale – Governo Veneto Provvisorio, configurandosi come un crimine contro il Popolo Veneto e l’integrità della Nazione Veneta aggravato dal determinarsi in condizioni di occupazione della Serenissima Patria.
 
Si diffidano ancora una volta le autorità d’occupazione straniere italiane ad attenersi con scrupolo e stretta osservanza a tutte le norme in materia di autodeterminazione, di Movimenti di Liberazione Nazionale e dei loro apparati istituzionali.
 
Si avvisa sin d’ora che in difetto, la responsabilità di tale reiterata violazione, verrà ascritta anche al promotore e/o firmatario dell’atto in questione e del quale si chiede l’iscrizione a ruolo giudiziario affinché, nei tempi e modalità che saranno stabilite, sia assicurato alla Giustizia Veneta, per rispondere in sede penale e in sede civile con tutti i suoi beni presenti e futuri, per il risarcimento di tutti i danni derivanti alla Nazione Veneta.
 
Si rammenta, per l’ennesima volta, come in fatto e in diritto lo stato italiano sul Territorio della Repubblica di Venezia rimanga ad oggi uno stato straniero occupante, a nulla rilevando sotto il profilo della legittimazione dell’esercizio della sua sovranità sul Territorio della Nazione Veneta gli oltre cento anni di illecita e illegittima occupazione razzista e colonialista.
 
Pertanto, tutti gli atti e/o provvedimenti di qualsiasi natura posti in essere da una qualsiasi autorità straniera italiana d’occupazione sono privi di qualsiasi effetto giuridico in quanto posti in essere in difetto assoluto di giurisdizione nei Territori occupati della Repubblica Veneta ed altresì in difetto assoluto di competenza, ovvero in regime di incompetenza assoluta per materia e per territorio; per l’effetto, ogni e qualsiasi atto e/o provvedimento, comunque denominato, in ogni sua fase e/o grado di qualsiasi procedimento, posto in essere da qualsiasi autorità e/o ente e/o società privata e/o pubblica straniera italiana è a tutti gli effetti inesistente, ovvero tamquam non esset.
 
Per di più, lo stesso stato straniero occupante razzista e colonialista italiano ha sancito l’illiceità e l’illegalità della sua permanenza sui Territori della Repubblica di Venezia con il decreto legislativo 13.12.2010, n. 212, in vigore dal 16 dicembre 2010, con il quale è stato abrogato a tutti gli effetti il regio decreto 04.11.1866, n. 3300, “col quale le provincie della Venezia e di Mantova fanno parte integrante del regno d’italia”.
 
Con risolutezza ancora una volta si chiede all’ONU e alla comunità internazionale tutta che venga imposto allo stato straniero oppressore italiano il rispetto delle norme e delle prassi del Diritto Internazionale ed in particolare:
  • l'obbligo di riconoscere il diritto all'autodeterminazione del Popolo Veneto;
  • l'obbligo di consentire l'esercizio del diritto all'autodeterminazione del Popolo Veneto con il ripristino di sovranità della Repubblica Veneta in tutti i suoi territori ancora oggi occupati e depredati dallo stato italiano;
  • il divieto di continuare a far ricorso all'uso della forza per negare tale diritto all'autodeterminazione come fatto sinora con i suoi ripetuti illegali, illegittimi, persecutori e razzisti attacchi contro questo MLNV e i suoi militanti e loro famigliari;
e si auspica
  • che gli Stati terzi sostengano il Popolo Veneto e quindi questo MLNV nella sua lotta per l'autodeterminazione.
  • che gli Stati terzi si astengano dall'aiutare e sostenere in qualsiasi modo lo stato straniero occupante oppressore italiano e, per l'effetto, rinuncino o rivedano i propri rapporti politici, commerciali, economici, militari e diplomatici con lo stesso.
  • che gli Stati terzi aiutino, appoggino e sostengano questo MLNV, il suo apparato istituzionale Governo Veneto Provvisorio e le sue necessarie, urgenti e indefettibili istituzioni, anche con l'avvio di formali rapporti diplomatici.
Questo MLNV, che sin dalla sua costituzione ha tenuto una condotta non violenta e rispettosa delle norme e delle prassi del diritto internazionale, considerato il mancato riscontro da parte dell'Organizzazione delle Nazioni Unite e della comunità internazionale, viene da queste colpevolmente messo nelle condizioni di dover ricorrere all'uso della forza per difendersi e di concretizzare l'esercizio del diritto all'autodeterminazione del Popolo Veneto.
 
Non per viltà ma per odio alla violenza una preghiera al Dio dei nostri Padri affinché ci scampi dal dover essere costretti a combattere l’occupante straniero italiano.
 
WSM
Venetia, martedì 17 settembre 2013
Il Presidente del MLNV e del Governo Veneto Provvisorio
Sergio Bortotto
 

2013.09.13 – L’ITALIA COPIA NAPOLEONE, GUERRA AI SIMBOLI DEL POPOLO


Napoleone, amichevolmente conosciuto come "l'infame" dai Veneti, per i crimini di guerra perpetrati durante l'occupazione della nostra Patria, a quanto pare ha degli estimatori eccellenti: gli italiani.

Il suo odio verso Venezia è leggendario, e a quanto pare ha contagiato gli occupanti attuali, che stanno via via rispolverando tutte le nefandezze del piccolo generale francese.

Dopo la vergognosa "riorganizzazione" del museo Correr in chiave "infame", ecco torna in auge forse uno dei peggiori atti di terrorismo mai compiuti: la distruzione sistematica dei simboli popolari, del Simbolo per eccellenza dei Veneti e di Venezia, il Sacro Leone di San Marco.

È notizia di questi giorni, la rimozione di un mosaico raffigurante il Leone in moéca della metà del '900, sovrastante un esercizio commerciale delle Mercerie dell'Orologio, probabilmente per fare spazio ad un'inutile, quanto profana insegna luminosa; un vergognoso atto di puro spregio, di cui i responsabili dovranno sicuramente rispondere a tempo debito. I simboli del Popolo Veneto, tra cui spicca il Leone di San Marco, sono infatti patrimonio di tutti i cittadini, e la loro rimozione non è in alcun modo accettabile.

L'azione non è stata nemmeno mitigata dal tentativo di conservare l'opera spostandola, il mosaico infatti è stato vergognosamente rimosso con trapano e scalpello.

Ulteriori indagini per definire le responsabilità dell'atto sono in corso.

Tratto da (CLICCA QUI)

WSM
Venetia,venerdì 13 Settembre 2013
Davide Giaretta

Provveditore Generale del MLNV e del Governo Veneto Provvisorio

2013.09.12 – ANCORA LA SGRADITA E ARROGANTE PRESENZA DI AUTORITA’ D’OCCUPAZIONE STRANIERE ITALIANE IN VENETO


Viene segnalata la partecipazione del capo del governo straniero italiano ad un forum di dialogo e cooperazione fra l'italia, Croazia e Slovenia che oggi si svolgerà presso la Fondazione Cini nell'isola di San Giorgio in Venezia.

Nell'augurare pertanto il benvenuto e una piacevole permanenza alle massime autorità di Slovenia e Croazia, questo MLNV denuncia ancora una volta la sgradita, arrogante e inopportuna presenza di rappresentanze dello stato straniero occupante, colonialista e razzista italiano e in proposito si sollecita la presa in considerazione di quanto segue:

  • il Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto (MLNV) è nato nel 2009 dall’iniziativa di un gruppo di patrioti desiderosi di veder la propria Nazione tornare libera e sovrana fra le Nazioni.

  • L’occupazione militare italiana, manipolata anche con un’ingannevole plebiscito nel 1866, ha colonizzato e seguita ancora oggi a dominare la Nazione Veneta con ostinato e arrogante predominio.

  • In centoquarantasette anni d’occupazione lo stato straniero occupante italiano non è riuscito a cancellare ed estinguere l’identità del Popolo Veneto, le sue origini, la storia millenaria, le tradizioni e la cultura che ben poco o nulla hanno in comune con l’italica rappresentazione odierna.

  • Ancora oggi l’impianto politico dello stato italiano è radicato in una casta partitocratica incapace di rinnovarsi e di decontaminarsi da una concezione mafiosa e clientelare che si regge con un opprimente centralismo di potere, con una burocrazia sempre più goffa, ritardi e inefficienza di molti servizi e l’iniquità di una tassazione che stride con sprechi e ostentati privilegi di casta politica e amministratori.

  • Tutto questo è avverso alla natura del Popolo Veneto.

  • L’aggravarsi poi della crisi economica ha appesantito in questi anni la sofferenza per una decadenza finanziaria che è endemica nella penisola e mortifica e limita lo spirito d’iniziativa, il lavoro e la capacità di fare impresa che ha sempre caratterizzato il Popolo Veneto.

  • Nonostante le rivendicazioni del MLNV siano sempre state contraddistinte da un radicato rispetto per la legalità, le autorità d’occupazione straniere italiane insistono ad ignorare il diritto di autodeterminazione del Popolo Veneto e che invece di favorirlo, così come previsto dalle norme del diritto internazionale insiste con l’abusare delle proprie funzioni e attacca i membri del MLNV con ogni futile pretesto e violando anche le sue stesse leggi;   ancora oggi, rifiuta di restituire una notevole quantità di effetti personali, beni strumentali e di lavoro, illegalmente sottratti con la forza e allo scopo di ostacolare il lavoro del MLNV.

  • Da tempo incoraggia il proliferare di soggetti politici astutamente indipendentisti, di movimenti e sedicenti autogoverni e governi veneti;   se siano occultamente rimunerati non è dato di sapere ma certamente sono sostenuti anche perché pur non trovando alcuna giustificazione giuridica, con immodesta  e bizzarra auto-referenziazione godono di una regia ben articolata e supportata mediaticamente che allo scopo di ridicolizzare le aspirazioni indipendentiste svelano un’inesistente rivalità e frammentazione d’intenti e la sfacciata e costante criminalizzazione del MLNV.

  • Grave e impellente è il problema per i membri del MLNV che non possono, non devono e non vogliono dover dipendere dalle autorità d’occupazione straniere italiane per il rilascio o il rinnovo di documenti personali, di autorizzazioni e/o licenze, nonché l’incombere delle ritorsioni per l’illegale pretesa del pagamento d’imposte e tasse;   tutto questo pregiudicherebbe il percorso di rivendicazione posto in essere fino ad oggi avvallando il ricatto dell’asservimento preteso dallo straniero italiano.

E COSì COME PREVISTO DALLE NORME E DALLA PRASSI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE

Questo Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto (MLNV) tramite il proprio Apparato Istituzionale Governo Veneto Provvisorio (GVP) istituito ai sensi e per gli effetti dell'art.96.3 del Primo Protocollo di Ginevra del 1977, considerato che i Popoli hanno un pieno diritto riconosciuto all'autodeterminazione nei confronti dello stato straniero occupante oppressore e che i Movimenti di Liberazione Nazionale, in questi casi, vantano diritti maggiori a livello internazionale rispetto agli stati oppressori.

con risolutezza ancora una volta
P R E T E N D E

che venga imposto allo stato straniero oppressore italiano il rispetto delle norme e delle prassi del Diritto Internazionale ed in particolare:

  • l'obbligo di riconoscere il diritto all'autodeterminazione del Popolo Veneto;

  • l'obbligo di consentire l'esercizio del diritto all'autodeterminazione del Popolo Veneto con il ripristino di sovranità della Repubblica Veneta in tutti i suoi territori ancora oggi occupati e depredati dallo stato italiano;

  • il divieto di continuare a far ricorso all'uso della forza per negare tale diritto all'autodeterminazione come fatto sinora con i suoi ripetuti illegali, illegittimi, persecutori e razzisti attacchi contro questo MLNV e i suoi militanti e loro famigliari;

con risolutezza ancora una volta
A U S P I C A
  • che gli Stati terzi sostengano il Popolo Veneto e quindi questo MLNV nella sua lotta per l'autodeterminazione.

  • che gli Stati terzi si astengano dall'aiutare e sostenere in qualsiasi modo lo stato straniero occupante oppressore italiano e, per l'effetto, rinuncino o rivedano i propri rapporti politici, commerciali, economici, militari e diplomatici con lo stesso.

  • che gli Stati terzi aiutino, appoggino e sostengano anche logisticamente ed economicamente questo MLNV nel suo apparato istituzionale Governo Veneto Provvisorio e le sue necessarie, urgenti e indefettibili istituzioni, con l'avvio di formali rapporti diplomatici e se possibile attraverso l'assegnazione di una sede temporanea.

Concludendo si ribadisce che le precedenti ripetute denunce di occupazione, dominazione e colonizzazione della Nazione Veneta da parte dello stato straniero italiano, nonché le ripetute rivendicazioni del diritto di autodeterminazione per il completo ripristino di sovranità del Popolo Veneto su tutti i territori della Serenissima Veneta Repubblica a far data dalla prima occupazione napoleonica del 1797, depositate di persona presso le sedi delle Nazioni Unite di Ginevra (CH) e New York (USA), risultano ignorate e disattese nonostante i ripetuti attacchi delle autorità d'occupazione straniere italiane con blitz armati e violenti, e  calunniosi procedimenti penali tuttora in corso, contro il MLNV e i suoi militanti.

Questo MLNV, che sin dalla sua costituzione ha tenuto una condotta non violenta e rispettosa delle norme e delle prassi del diritto internazionale, considerato il mancato riscontro da parte dell'Organizzazione delle Nazioni Unite e della comunità internazionale, viene da queste colpevolmente messo nelle condizioni di dover ricorrere all'uso della forza per difendersi e di concretizzare l'esercizio del diritto all'autodeterminazione del Popolo Veneto.

WSM
Venetia, giovedì 12 settembre 2013
Il Presidente del MLNV e del Governo Veneto Provvisorio
Sergio Bortotto
 
 

2013.09.10 – AFFARISTI, SPECULATORI, FACCENDIERI, POLITICANTI … QUANTO CONTANO PER LORO I LAVORATORI DEL PARCO WILLORBA?


Il parco commerciale Willorba non è affatto morto e l'ostinazione con la quale il sindaco di Villorba Marco Serena sembra voler mettere la parola fine a tale realtà è a dir poco ambigua.
Sfuggente lo è anche la scelta del Pam Panorama di trasferire l'attività commerciale in un'area ancora immaginaria, poco servita e difficile da raggiungere per i clienti.
La girandola di mirate indiscrezioni sul trasferimento del Panorama è da anni  abilmente orchestrata così come sembra esserla la disattenzione per la confusa e tortuosa viabilità dell'intera area, l'incomprensibile mancanza di passaggio di un servizio del trasporto pubblico e la contorta accessibilità al parco commerciale stesso.
Ma non dimentichiamo l'elementare mancato adeguamento dell'area  che agevola il servizio di approvvigionamento e dei fornitori della sola attività del Panorama e la rende difficoltosa e per gli  altri negozi.
Non sfugge neppure l'attenzione sulla confusa viabilità interna dell'intero parco commerciale inadeguata e   mantenuta convogliata per favorire il Panorama … e negli ultimi tempi privata anche della necessaria manutenzione.
Se da un lato appare discutibile l'inadeguatezza dell'amministrazione del consorzio che gestisce il parco commerciale e la cui presidenza, non a caso, sembra essere sempre lasciata al Panorama, non meno discutibile è l'inerzia e la mancata attenzione dell'amministrazione leghista del comune di Villorba.
Dobbiamo forse aspettarci la cementificazione di altre aree verdi per creare una nuova area commerciale?MARCO SERENA SINDACO LEGHISTA DI VILLORBA
Speriamo di non trovarci di fronte all'ennesima speculazione che necessita di un mirato adeguamento del piano di assetto territoriale per soddisfare gli appetiti di affaristi e faccendieri, alla faccia dei lavoratori e di quegli imprenditori che qui hanno investito.
Ambigua, viscida e vergognosa appare la dichiarazione del sindaco leghista Marco Serena, se mai fosse vera così come la tribuna di Treviso gli attribuisce, perché il parco commerciale Willorba no è morto e come sindaco farebbe meglio a riconsiderare che le priorità affaristiche di pochi non possono prevalere quelle molto più importanti di lavoratori e delle famiglie che traggono sostentamento dal loro lavoro.
Ai furbi di ogni ordine e grado ricordiamo che se così fosse verrebbero a concretizzarsi veri e propri crimini contro il Popolo Veneto, contro la Nazione Veneta e il suo territorio.
Il MLNV per il tramite del suo apparato istituzionale GOVERNO VENETO PROVVISORIO, previsto dall'art.96. 3 del Primo Protocollo di Ginevra, vigilerà e nei tempi e modi che si stabiliranno, assicurerà i responsabili alla Giustizia Veneta.
WSM
Venetia, martedì 10 settembre 2013
Il Presidente ded MLNV e del Governo Veneto Provvisorio
Sergio Bortotto

 

ARTICOLO TRIBUNA DEL 10.09.2013

 

2013.09.07 – RISPETTO DEGLI OBBLIGHI INTERNAZIONALI – APPELLO

Oggetto: RISPETTO DEGLI OBBLIGHI INTERNAZIONALI – APPELLO.
 
Mr Ban ki-moon
Director-Generale ONU
405 East 42nd Street New York, NY 10017, United States
 
alla comunità internazionale.
 

 
PREMESSO CHE
  • il Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto (MLNV) è nato nel 2009 dall’iniziativa di un gruppo di patrioti desiderosi di veder la propria Nazione tornare libera e sovrana fra le Nazioni.
  • L’occupazione militare italiana, manipolata anche con un’ingannevole plebiscito nel 1866, ha colonizzato e seguita ancora oggi a dominare la Nazione Veneta con ostinato e arrogante predominio.
  • In centoquarantasette anni d’occupazione lo stato straniero occupante italiano non è riuscito a cancellare ed estinguere l’identità del Popolo Veneto, le sue origini, la storia millenaria, le tradizioni e la cultura che ben poco o nulla hanno in comune con l’italica rappresentazione odierna.
  • Ancora oggi l’impianto politico dello stato italiano è radicato in una casta partitocratica incapace di rinnovarsi e di decontaminarsi da una concezione mafiosa e clientelare che si regge con un opprimente centralismo di potere, con una burocrazia sempre più goffa, ritardi e inefficienza di molti servizi e l’iniquità di una tassazione che stride con sprechi e ostentati privilegi di casta politica e amministratori.
  • Tutto questo è avverso alla natura del Popolo Veneto.
  • L’aggravarsi poi della crisi economica ha appesantito in questi anni la sofferenza per una decadenza finanziaria che è endemica nella penisola e mortifica e limita lo spirito d’iniziativa, il lavoro e la capacità di fare impresa che ha sempre caratterizzato il Popolo Veneto.
  • Nonostante le rivendicazioni del MLNV siano sempre state contraddistinte da un radicato rispetto per la legalità, le autorità d’occupazione straniere italiane insistono ad ignorare il diritto di autodeterminazione del Popolo Veneto e che invece di favorirlo, così come previsto dalle norme del diritto internazionale insiste con l’abusare delle proprie funzioni e attacca i membri del MLNV con ogni futile pretesto e violando anche le sue stesse leggi;   ancora oggi, rifiuta di restituire una notevole quantità di effetti personali, beni strumentali e di lavoro, illegalmente sottratti con la forza e allo scopo di ostacolare il lavoro del MLNV.
  • Da tempo incoraggia il proliferare di soggetti politici astutamente indipendentisti, di movimenti e sedicenti autogoverni e governi veneti;   se siano occultamente rimunerati non è dato di sapere ma certamente sono sostenuti anche perché pur non trovando alcuna giustificazione giuridica, con immodesta  e bizzarra auto-referenziazione godono di una regia ben articolata e supportata mediaticamente che allo scopo di ridicolizzare le aspirazioni indipendentiste svelano un’inesistente rivalità e frammentazione d’intenti e la sfacciata e costante criminalizzazione del MLNV.
  • Grave e impellente è il problema per i membri del MLNV che non possono, non devono e non vogliono dover dipendere dalle autorità d’occupazione straniere italiane per il rilascio o il rinnovo di documenti personali, di autorizzazioni e/o licenze, nonché l’incombere delle ritorsioni per l’illegale pretesa del pagamento d’imposte e tasse;   tutto questo pregiudicherebbe il percorso di rivendicazione posto in essere fino ad oggi avvallando il ricatto dell’asservimento preteso dallo straniero italiano.
E COSì COME PREVISTO DALLE NORME E DALLA PRASSI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE
 
Questo Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto (MLNV) tramite il proprio Apparato Istituzionale Governo Veneto Provvisorio (GVP) istituito ai sensi e per gli effetti dell'art.96.3 del Primo Protocollo di Ginevra del 1977, considerato che i Popoli hanno un pieno diritto riconosciuto all'autodeterminazione nei confronti dello stato straniero occupante oppressore e che i Movimenti di Liberazione Nazionale, in questi casi, vantano diritti maggiori a livello internazionale rispetto agli stati oppressori.
 
con risolutezza ancora una volta
P R E T E N D E
 
che venga imposto allo stato straniero oppressore italiano il rispetto delle norme e delle prassi del Diritto Internazionale ed in particolare:
  • l'obbligo di riconoscere il diritto all'autodeterminazione del Popolo Veneto;
  • l'obbligo di consentire l'esercizio del diritto all'autodeterminazione del Popolo Veneto con il ripristino di sovranità della Repubblica Veneta in tutti i suoi territori ancora oggi occupati e depredati dallo stato italiano;
  • il divieto di continuare a far ricorso all'uso della forza per negare tale diritto all'autodeterminazione come fatto sinora con i suoi ripetuti illegali, illegittimi, persecutori e razzisti attacchi contro questo MLNV e i suoi militanti e loro famigliari;
con risolutezza ancora una volta
A U S P I C A
  • che gli Stati terzi sostengano il Popolo Veneto e quindi questo MLNV nella sua lotta per l'autodeterminazione.
  • che gli Stati terzi si astengano dall'aiutare e sostenere in qualsiasi modo lo stato straniero occupante oppressore italiano e, per l'effetto, rinuncino o rivedano i propri rapporti politici, commerciali, economici, militari e diplomatici con lo stesso.
  • che gli Stati terzi aiutino, appoggino e sostengano anche logisticamente ed economicamente questo MLNV nel suo apparato istituzionale Governo Veneto Provvisorio e le sue necessarie, urgenti e indefettibili istituzioni, con l'avvio di formali rapporti diplomatici e se possibile attraverso l'assegnazione di una sede temporanea.
Concludendo si ribadisce che le precedenti ripetute denunce di occupazione, dominazione e colonizzazione della Nazione Veneta da parte dello stato straniero italiano, nonché le ripetute rivendicazioni del diritto di autodeterminazione per il completo ripristino di sovranità del Popolo Veneto su tutti i territori della Serenissima Veneta Repubblica a far data dalla prima occupazione napoleonica del 1797, depositate di persona presso le sedi delle Nazioni Unite di Ginevra (CH) e New York (USA), risultano ignorate e disattese nonostante i ripetuti attacchi delle autorità d'occupazione straniere italiane con blitz armati e violenti, e  calunniosi procedimenti penali tuttora in corso, contro il MLNV e i suoi militanti.
 
Questo MLNV, che sin dalla sua costituzione ha tenuto una condotta non violenta e rispettosa delle norme e delle prassi del diritto internazionale, considerato il mancato riscontro da parte dell'Organizzazione delle Nazioni Unite e della comunità internazionale, viene da queste colpevolmente messo nelle condizioni di dover ricorrere all'uso della forza per difendersi e di concretizzare l'esercizio del diritto all'autodeterminazione del Popolo Veneto.
 
WSM
Venetia, sabato 7 settembre 2013
Il Presidente del MLNV e del Governo Veneto Provvisorio
Sergio Bortotto

2013.09.07 – RISPETTO OBBLIGHI INTERNAZIONALI – APPELLO

2013.09.06 – IL RUFFIANO


di Mario Corato


La storia produce un caso che andrebbe analizzato in tutte le sue conseguenze.

Si tratta della Pulzella d'Orléans, più comunemente conosciuta come Giovanna d'Arco.

Per essere preciso sulla figura di questa donna interrogo una fonte "neutrale" nella galassia internet: Wikipedia.

Giovanna d'Arco (in francese Jeanne d'Arc, in medio-francese Jehanne Darc; Domrémy, 6 gennaio 1412 – Rouen, 30 maggio 1431) è un'eroina nazionale francese, venerata come santa dalla Chiesa cattolica, oggi conosciuta anche come la Pulzella d'Orléans.

Riunì al proprio Paese parte del territorio caduto in mano inglese, contribuendo a risollevarne le sorti durante la guerra dei cent'anni, guidando vittoriosamente le armate francesi contro quelle inglesi.

Catturata dai Borgognoni davanti a Compiègne, Giovanna fu venduta agli inglesi che la sottoposero a un processo per eresia, al termine del quale, il 30 maggio 1431, fu condannata al rogo e arsa viva.

Nel 1456 papa Callisto III, al termine di una seconda inchiesta, dichiarò la nullità di tale processo.

Beatificata nel 1909 da Pio X e canonizzata nel 1920 da Benedetto XV, Giovanna fu proclamata patrona di Francia.

Chi volesse approfondire la figura di Giovanna non ha che da recarsi su Wikipedia per soddisfare ad ogni propria legittima curiosità.

Fra coloro che parlarono di Giovanna voglio affrontare quanto scrive il bardo d'Inghilterra W. Shakespeare nella prima tragedia dedicata a Enrico VI.

Giovanna appare in campo: Delfino, io sono per nascita la figlia di un pastore e la mia mente non è stata addestrata in arte alcuna.

Il cielo e Nostra Signora piena di grazia si sono compiaciuti di illuminare col loro splendore il mio umile stato: ed ecco, mentre badavo ai teneri agnellini ed esponevo le guance al calore cocente del sole, la Madre di Dio si è degnata di apparirmi e in una visione piena di maestà mi ha ordinato di lasciare la mia bassa occupazione e di liberare il paese dalla calamità.

Mi ha promesso aiuto e certo successo rivelandosi in tutta la sua gloria, e mentre prima ero nera e abbronzata, coi lucenti raggi che ha infuso in me mi ha donato la bellezza che ora vedete.

Chiedimi ciò che vuoi e ti risponderò senza prendere tempo: metti alla prova, se osi, il mio coraggio in combattimento, e vedrai se non sono superiore al mio sesso.

Deciditi: avrai fortuna se mi accoglierai come compagna d'armi (I atto scena II).

E' raccontata subito come incantatrice per attirare alla sua causa: Guarda il tuo paese, guarda la fertile Francia e vedrai le città e i borghi sfigurati dalla rovina devastatrice del crudele nemico.

Come la madre guarda il suo pargolo infermo quando la morte gli chiude i teneri occhi languenti, tu guarda, guarda il male che strugge la Francia, mira le ferite, le ferite snaturate che tu stesso le hai inflitte nel seno doloroso.

Oh, volgi altrove la spada affilata; colpisci coloro che feriscono e non ferire coloro che aiutano: una goccia  di sangue tratta dal seno della patria dovrebbe addolorarti di più che torrenti di sangue straniero.

Ritorna e lava con un fiume di lacrime le turpi macchie del tuo paese.

(Atto III, Scena III).

Circondata e in procinto di essere catturata le viene messo in bocca un diabolico scongiuro: Aiutatemi voi, incantamenti e amuleti, e voi spiriti eletti che mi ammonite e mi date presagi del futuro, voi pronti soccorritori e vicari del monarca sovrano del settentrione, apparite, aiutatemi in questa impresa (entrano alcuni demoni).

Ora, miei genii, evocati dalle tremende regioni sotterranee, aiutatemi questa volta ancora, perché la Francia possa ottenere la vittoria…

Già usata a nutrirvi col mio sangue, mi reciderò qualche membro e ve lo darò come arra di maggior mercede, se accondiscendete ad aiutarmi ora…

Vi pagherò col mio corpo, se accogliete la mia supplica…

Prendetevi allora la mia anima; corpo, anima e tutto prima che l'Inghilterra infligga uno scacco alla Francia…

(Atto V, Scena III).

Prima di essere condotta al rogo, passando dalla ostentazione della sua verginità alla dichiarazione di aver avuto un amante, alla rivelazione di essere incinta; chiamata con l'ultima di ennesime offese similari “sgualdrina”, le ultime parole che le sono messe in bocca fanno: Allora conducetemi via di qua; e a voi lascio la mia maledizione.

Possa il sole glorioso non risplendere mai sul paese dove dimorate; ma le tenebre e la tetra ombra della morte vi circondino finché la colpa e la disperazione vi spingano a rompervi il collo e a impiccarvi da voi stessi

(Atto V, Scena IV).

Attorno a questo “caso” storico (raccontato da Shakespeare quale inserimento nella storia dei rapporti Inghilterra Francia di una strega) , si mossero sentimenti opposti o almeno contrastanti per la presenza di alcune variabili che il nostro tempo esclude razionalmente e recupera superstiziosamente: la presenza di angeli e demoni.

Gli avvenimenti che andremo a raccontare del MLNV non possono essere letti escludendo variabili similari.

C'è un ruffiano che si aggira in tutte le operazioni di questo nostro mondo.

Ti convince che la sua merce può soddisfare i tuoi istinti e poi si ritira nell'ombra e ti lascia cogliere le conseguenze del tuo sfogo.

Non è appariscente il ruffiano e lascia che lo si consideri un fenomeno pauroso da baraccone quando tormenta una bambina, la sfigura, la snatura per mettere brivido al plesso solare e alle terminazioni nervose degli occupanti la sala o il divano di casa.

Intanto agisce con tutte le sue forze là dove il potere muove le sue pedine o l'avere estende sulle economie i propri tentacoli.

Quando il risultato di questa sua azione stende sul campo centinaia di migliaia di cadaveri, oppure riduce all'elemosina chi viveva serenamente del frutto del proprio lavoro, si congeda il tutto con la parola congiuntura, perché il ruffiano non esiste, sta soltanto al gioco con la bambina del baraccone.

E tuttavia (e anche questo è emarginato) si muove contro il ruffiano un esercito di spiriti beati che potrebbero offrire pace a coloro che soffrono le corrosioni provocate dal primo, se fossero percepiti come collaboratori e interpellati.

Il Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto (MLNV) ha sperimentato ed esperimenta quotidianamente la presenza di questa realtà invisibile.

E' letto a seconda degli interessi storici che si coltivano, come fu letta Giovanna.

E' troppo giovane per esigere revisioni dei processi della cronaca, pur ricco di una eredità millenaria.

Ogni aderente potrebbe raccontare una propria storia che gode la pulizia della pulzella e già racconta quanto è stata sputtanata e vessata.

Per questo il logo del MLNV riunisce in un unico stemma il leone di San Marco che racconta le ricchezze di un passato che vuole essere suggerimento al presente… e l'arcangelo san Michele, da sempre e per sempre difensore di coloro che sono certi che esiste una continua battaglia fra le variabili che i più, soprattutto i responsabili dell'ordine internazionale, escludono dai preventivi e dai consuntivi di ogni operazione.

Giovanna d'Arco, ridicolizzata da Voltaire, esaltata da Claudel, è oggi patrona della Francia e anche modello di vero patriottismo.

Inizieremo subito, dopo queste opportune premesse, a scendere nel vivo del racconto della nostra storia.

 

2013.09.07 – DIGIUNO PER LA PACE … IL MLNV E’ ANCHE CON PAPA FRANCESCO!

DIGIUNO PER LA PACE IL MLNV E' COL PAPA


«Con l’idolo del potere in ogni violenza facciamo rinascere Caino» Papa Francesco chiede la pace in Siria

settembre 7, 2013 Redazione
Oltre 40 mila persone alla veglia di preghiera per la Siria. Il pontefice: «Abbiamo perfezionato le nostre armi, la nostra coscienza si è addormentata. Come se fosse una cosa normale, continuiamo a seminare distruzione, dolore, morte»
Papa Francesco a Rio de Janeiro«Quando l’uomo pensa solo a se stesso, ai propri interessi e si pone al centro, quando si lascia affascinare dagli idoli del dominio e del potere, quando si mette al posto di Dio, allora guasta tutte le relazioni, rovina tutto; e apre la porta alla violenza, all’indifferenza, al conflitto». Sabato sera, nella veglia di preghiera al termine della giornata di digiuno per la pace nel mondo e in particolare in Siria, papa Francesco ha rivolto un appello potente al cuore di ogni uomo, sia esso il semplice cristiano, il non credente o il potente del mondo. All’invito lanciato domenica scorsa all’Angelus hanno risposto oltre 40 mila persone in piazza San Pietro, senza contare le adesioni dei cristiani nelle diocesi di tutto il mondo.
L’ARMONIA DELL’UNIVERSO.
Il Papa ha mosso la sua riflessione partendo dalla Genesi e dalla descrizione dell’«armonia» dell’universo. «Questo nostro mondo – ha detto – nel cuore e nella mente di Dio è la casa dell’armonia e della pace ed è il luogo in cui tutti possono trovare il proprio posto e sentirsi a casa. Perché è cosa buona. Tutto il creato forma un insieme armonioso, buono, ma soprattutto gli umani fatti ad immagine e somiglianza di Dio sono una unica famiglia in cui le relazioni sono segnate da una fraternità reale». Quando si rompe questa armonia e il mondo precipita nel caos al punto che l’altro diventa il nemico in famiglia e tra le nazioni? «Questo accade quando l’uomo smette di guardare l’orizzonte della bellezza e della bontà ma guarda solo se stesso. Quando l’uomo pone se stesso al centro e si mette al posto di Dio allora guasta tutte le relazioni e apre la porta alla violenza, alla indifferenza e al conflitto».
siria-armi-chimiche
RINASCE CAINO.
«Essere persona umana significa essere custodi gli uni degli altri. Quando c’è il caos il fratello da custodire e da amare diventa l’avversario da combattere, da sopprimere. Quante guerre hanno segnato la nostra storia. Basta vedere la sofferenza di tanti fratelli e sorelle. In ogni violenza e in ogni guerra noi facciamo rinascere Caino. Noi tutti. Anche oggi ci lasciamo guidare dagli idoli, dall’egoismo, dai nostri interessi; e questo atteggiamento va avanti: abbiamo perfezionato le nostre armi, la nostra coscienza si è addormentata, abbiamo reso più sottili le nostre ragioni per giustificarci. Come se fosse una cosa normale, continuiamo a seminare distruzione, dolore, morte! La violenza, la guerra portano solo morte, parlano di morte! La violenza e la guerra hanno il linguaggio della morte!».
UN’ALTRA STRADA E’ POSSIBILE. 
«E a questo punto mi domando: è possibile percorrere la strada della pace? Invocando l’aiuto di Dio sotto lo sguardo di Maria Salus Populi Romani regina della pace voglio rispondere: sì, è possibile per tutti. Questa sera vorrei che da ogni parte della terra noi gridassimo: sì, è possibile per tutti. Vorrei che ognuno di noi, dal più piccolo al più grande fino a chi governa le nazioni, dicessimo: sì, lo vogliamo. Anzi vorrei che ognuno di noi, dal più piccolo al più grande, fino a coloro che sono chiamati a governare le Nazioni, rispondesse: Sì, lo vogliamo! La mia fede cristiana – la mia fede cristiana – mi spinge a guardare alla Croce. Come vorrei che per un momento tutti gli uomini e le donne di buona volontà guardassero alla Croce! Lì si può leggere la risposta di Dio: lì, alla violenza non si è risposto con violenza, alla morte non si è risposto con il linguaggio della morte. Nel silenzio della Croce tace il fragore delle armi e parla il linguaggio della riconciliazione, del perdono, del dialogo, della pace».
La meditazione del Papa è stata preceduta dalla recita del rosario, da letture bibliche, da commenti ai misteri di santa Teresa di Gesù Bambino, da momenti di silenzio e da assoli di musica d’arpa e di violino. Dopo la meditazione del Papa, la veglia è proseguita con l’adorazione eucaristica.
Ecco il testo integrale della meditazione del pontefice:
«Dio vide che era cosa buona» (Gen 1,12.18.21.25). Il racconto biblico dell’inizio della storia del mondo e dell’umanità ci parla di Dio che guarda alla creazione, quasi la contempla, e ripete: è cosa buona. Questo, carissimi fratelli e sorelle, ci fa entrare nel cuore di Dio e, proprio dall’intimo di Dio, riceviamo il suo messaggio. Possiamo chiederci: che significato ha questo messaggio? Che cosa dice questo messaggio a me, a te, a tutti noi?
1. Ci dice semplicemente che questo nostro mondo nel cuore e nella mente di Dio è la “casa dell’armonia e della pace” ed è il luogo in cui tutti possono trovare il proprio posto e sentirsi “a casa”, perché è “cosa buona”. Tutto il creato forma un insieme armonioso, buono, ma soprattutto gli umani, fatti ad immagine e somiglianza di Dio, sono un’unica famiglia, in cui le relazioni sono segnate da una fraternità reale non solo proclamata a parole: l’altro e l’altra sono il fratello e la sorella da amare, e la relazione con il Dio che è amore, fedeltà, bontà si riflette su tutte le relazioni tra gli esseri umani e porta armonia all’intera creazione. Il mondo di Dio è un mondo in cui ognuno si sente responsabile dell’altro, del bene dell’altro. Questa sera, nella riflessione, nel digiuno, nella preghiera, ognuno di noi, tutti pensiamo nel profondo di noi stessi: non è forse questo il mondo che io desidero? Non è forse questo il mondo che tutti portiamo nel cuore? Il mondo che vogliamo non è forse un mondo di armonia e di pace, in noi stessi, nei rapporti con gli altri, nelle famiglie, nelle città, nelle e tra le nazioni? E la vera libertà nella scelta delle strade da percorrere in questo mondo non è forse solo quella orientata al bene di tutti e guidata dall’amore?
2. Ma domandiamoci adesso: è questo il mondo in cui viviamo? Il creato conserva la sua bellezza che ci riempie di stupore, rimane un’opera buona. Ma ci sono anche “la violenza, la divisione, lo scontro, la guerra”. Questo avviene quando l’uomo, vertice della creazione, lascia di guardare l’orizzonte della bellezza e della bontà e si chiude nel proprio egoismo. Quando l’uomo pensa solo a sé stesso, ai propri interessi e si pone al centro, quando si lascia affascinare dagli idoli del dominio e del potere, quando si mette al posto di Dio, allora guasta tutte le relazioni, rovina tutto; e apre la porta alla violenza, all’indifferenza, al conflitto. Esattamente questo è ciò che vuole farci capire il brano della Genesi in cui si narra il peccato dell’essere umano: l’uomo entra in conflitto con se stesso, si accorge di essere nudo e si nasconde perché ha paura (Gen 3,10), ha paura dello sguardo di Dio; accusa la donna, colei che è carne della sua carne (v. 12); rompe l’armonia con il creato, arriva ad alzare la mano contro il fratello per ucciderlo. Possiamo dire che dall’armonia si passa alla “disarmonia”? Possiamo dire questo, che dall’armonia si passa alla “disarmonia”? No, non esiste la “disarmonia”: o c’è armonia o si cade nel caos, dove c’è violenza, contesa, scontro, paura…
Proprio in questo caos è quando Dio chiede alla coscienza dell’uomo: «Dov’è Abele tuo fratello?». E Caino risponde: «Non lo so. Sono forse io il custode di mio fratello?» (Gen 4,9). Anche a noi è rivolta questa domanda e anche a noi farà bene chiederci: Sono forse io il custode di mio fratello? Sì, tu sei custode di tuo fratello! Essere persona umana significa essere custodi gli uni degli altri! E invece, quando si rompe l’armonia, succede una metamorfosi: il fratello da custodire e da amare diventa l’avversario da combattere, da sopprimere. Quanta violenza viene da quel momento, quanti conflitti, quante guerre hanno segnato la nostra storia! Basta vedere la sofferenza di tanti fratelli e sorelle. Non si tratta di qualcosa di congiunturale, ma questa è la verità: in ogni violenza e in ogni guerra noi facciamo rinascere Caino. Noi tutti! E anche oggi continuiamo questa storia di scontro tra i fratelli, anche oggi alziamo la mano contro chi è nostro fratello. Anche oggi ci lasciamo guidare dagli idoli, dall’egoismo, dai nostri interessi; e questo atteggiamento va avanti: abbiamo perfezionato le nostre armi, la nostra coscienza si è addormentata, abbiamo reso più sottili le nostre ragioni per giustificarci. Come se fosse una cosa normale, continuiamo a seminare distruzione, dolore, morte! La violenza, la guerra portano solo morte, parlano di morte! La violenza e la guerra hanno il linguaggio della morte!
Dopo il caos del Diluvio, ha smesso di piovere: si vede l’arcobaleno e la colomba porta un ramo di ulivo. Penso anche oggi a quell’ulivo che rappresentanti delle diverse religioni abbiamo piantato a Buenos Aires, in Piazza de Mayo nel 2000, chiedendo che non sia più caos, chiedendo che non sia più guerra, chiedendo pace.
3. E a questo punto mi domando: E’ possibile percorrere un’altra strada? Possiamo uscire da questa spirale di dolore e di morte? Possiamo imparare di nuovo a camminare e percorrere le vie della pace? Invocando l’aiuto di Dio, sotto lo sguardo materno della Salus populi romani, Regina della pace, voglio rispondere: Sì, è possibile per tutti! Questa sera vorrei che da ogni parte della terra noi gridassimo: Sì, è possibile per tutti! Anzi vorrei che ognuno di noi, dal più piccolo al più grande, fino a coloro che sono chiamati a governare le Nazioni, rispondesse: Sì, lo vogliamo! La mia fede cristiana – la mia fede cristiana – mi spinge a guardare alla Croce. Come vorrei che per un momento tutti gli uomini e le donne di buona volontà guardassero alla Croce! Lì si può leggere la risposta di Dio: lì, alla violenza non si è risposto con violenza, alla morte non si è risposto con il linguaggio della morte. Nel silenzio della Croce tace il fragore delle armi e parla il linguaggio della riconciliazione, del perdono, del dialogo, della pace. Vorrei chiedere al Signore, questa sera, che noi cristiani e i fratelli delle altre Religioni, ogni uomo e donna di buona volontà gridasse con forza: la violenza e la guerra non è mai la via della pace! Ognuno si animi a guardare nel profondo della propria coscienza e ascolti quella parola che dice: esci dai tuoi interessi che atrofizzano il cuore, supera l’indifferenza verso l’altro che rende insensibile il cuore, vinci le tue ragioni di morte e apriti al dialogo, alla riconciliazione: guarda al dolore del tuo fratello – ma, penso ai bambini: soltanto a quelli … guarda al dolore del tuo fratello – e non aggiungere altro dolore, ferma la tua mano, ricostruisci l’armonia che si è spezzata; e questo non con lo scontro, ma con l’incontro! Finisca il rumore delle armi! La guerra segna sempre il fallimento della pace, è sempre una sconfitta per l’umanità. Risuonino ancora una volta le parole di Paolo VI: «Non più gli uni contro gli altri, non più, mai!… non più la guerra, non più la guerra!» (Discorso alle Nazioni Unite, 4 ottobre 1965: AAS 57 [1965], 881). «La pace si afferma solo con la pace: la pace si afferma solo con la pace, quella non disgiunta dai doveri della giustizia, ma alimentata dal sacrificio proprio, dalla clemenza, dalla misericordia, dalla carità» (Messaggio per Giornata Mondiale della pace 1976: AAS 67 [1975], 671). Fratelli e sorelle, perdono, dialogo, riconciliazione sono le parole della pace: nell’amata Nazione siriana, nel Medio Oriente, in tutto il mondo! Preghiamo, questa sera, per la riconciliazione e per la pace, lavoriamo per la riconciliazione e per la pace, e diventiamo tutti, in ogni ambiente, uomini e donne di riconciliazione e di pace. Così sia.
Leggi di Più: Siria, oltre 40 mila persone col Papa per chiedere la pace | Tempi.it

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2013.09.06 – ANCORA UNA VISITA SGRADITA DEL CAPO DI STATO ITALIANO!


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Ancora una volta il Capo dello Stato Italiano, sia pure in veste privata, mette piede sul territorio della Nazione Veneta senza onorare i principi basilari della diplomazia internazionale che richiederebbero un contatto previo col il Governo provvisorio di questa Nazione.

A lui va il nostro pacato appunto espresso nel seguente invito:

Egregio Signor Giorgio Napolitano,
a nome di tutto il Popolo Veneto, riteniamo che la Sua presenza sul territorio della Nostra Nazione sia perlomeno indelicata quando Ella, quale Capo dello Stato Italiano, ancora ignora nostre pressanti istanze che avrebbe dovuto prendere in considerazioni da molti mesi.
Questo rende assai più sgradita la Sua presenza sul territorio della Nostra Nazione che, comunque, dandoLe il benvenuto e augurandoLe una piacevole e breve permanenza, La invita a rendere formale per via diplomatica con il Governo provvisorio della Nazione Veneta ogni altro Suo passaggio o permanenza.
Cordialmente.
WSM
Venetia, 6 settembre 2013
Sergio Bortotto
Presidente del MNLV e del Governo Veneto Provvisorio.

2013.09.06 - LA TRIBUNA - ARTICOLI PAG.11 REGIONE

 

2013.09.06 – RACCONTIAMO PER NON DIMENTICARE


C'è la voglia di raccontare per non dimenticare.
Sempre più spesso parole ingiuste,
insignificanti,
sature e traboccanti d'invidia e di un odio insano,
sono il folle e superfluo repertorio di un araldo che non ci conosce.
Come il rintocco di una campana,
sia sordo o festoso,
chiama sempre al rito i fedeli
così la Verità sacrificata,
sia taciuta o ingannata,
chiede sempre l'audacia dei giusti.
WSM – 06.09.2013 – SB