
2013.02.18 – LA VERGOGNA DI QUESTI POLITICANTI.


Com’è possibile che istituzioni straniere italiane, che dovrebbero garantire con il loro onore la giustizia e la verità, (pensiamo a polizia e magistratura), tradiscano i valori e non rispettano le loro stesse leggi?
Di fronte allo sgretolarsi della credibilità politica del sistema straniero italiano questo inesorabile declino sta trascinando con sé le istituzioni ormai asservite alla politica e non al bene comune, al popolo e alle sue stesse leggi.
E’ chiaro che l’obbiettivo inconfessato di questi burattinai è quello di distruggere ciò che apparentemente si vuol salvaguardare.
Non c’è onore in questo sudiciume e se si può comprendere che errare è umano, perseverare è veramente diabolico.
Il giornale “la Tribuna” afferma che noi del MLNV siamo bizzarri, visionari, pericolosi, e addirittura matti da tenere sotto controllo, intitolando un articolo sotto un’intera pagina di menzogne.
Ma c’è da chiedersi, a chi servono in realtà tutte queste falsità?
Forse agli inquirenti stranieri italiani (messi in bella mostra nella foto) per “giustificare” il loro sleale e reiterato operato di inchieste a senso unico?
Forse a qualche altro partito straniero italiano di chissà quale colore politico?
Forse ad un entourage ristretto di “venetisti” ai quali il MLNV non va a genio per il suo percorso completamente estraneo ad ogni compromesso e velleità politica o partitica di sorta?
Forse il disegno sinistro di uno psicopatico smanioso di apparire in prima pagina?
Forse non lo sapremo mai ma ci lascia sconcertati il silenzio abissale e l’inerzia di altre istituzioni italiane innanzi a simili palesi e reiterati abusi di potere e gravissime violazioni dei fondamentali diritti umani delle persone.
Ai posteri l’ardua sentenza.
Sergio Bortotto Presidente del MLNV e del Governo Veneto Provvisorio
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A difarensa de cueo che dixe i xornai taliani, mi no so 'nda a nesun interogatorio o incontro co nesuna autorità taliana. In nesun modo me so disocià dal MLNV ne go alcun legale che me rapresenta. Cuesto dimostra cuanto pole esare falsa e tendensioxa la stampa de regime. Viva San Marco!
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Pur nel rispetto della formalità che ci impone i rapporti con uno Stato Sovrano e il Suo Popolo, non possiamo esimerci dall'esprimere pubblicamente un sentito e sincero ringraziamento al BUNDESKAMZLERAMT Austriaco per la sensibilità e correttezza dimostrata nei confronti delle legittime istanze di questo MLNV e del Governo Veneto Provvisorio da esso rappresentato.


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Tanto per non smentire la propria ignoranza in materia e confermare l'arrogante pretesa di credersi padroni in casa d'altri il prefetto straniero italiano a Treviso, sempre tale Adinolfi, ha ritirato il procedimento adottato contro il Dr. Paolo Gallina, Vice Presidente del MLNV, e da lui stesso intrapreso allo scopo di sospendere la qualità di agente di pubblica sicurezza in relazione al suo lavoro di Comandante della Polizia Locale.

al suo funerale il feretro è stato coperto dalla Sua bandiera… 
E’ legge! In tutte le scuole verrà insegnato l’inno di Mameli
di FRANCO POSSENTI
Il Senato ha detto sì al disegno di legge, già approvato alla Camera che introduce lo studio obbligatorio dell’Inno di Mameli a scuola “nell’ambito delle attività finalizzate all’acquisizione delle conoscenze e delle competenze relative a ‘Cittadinanza e Costituzione’”, la materia introdotta dal ministro Mariastella Gelmini durante l’ultimo governo Berlusconi.
Con la legga approvata oggi si istituisce anche la “Giornata dell’Unita’ nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera” nel giorno 17 marzo di ogni anno, in ricordo del giorno in cui, nel 1861, fu proclamata, a Torino, l’unità d’Italia.
Il testo votato porta la firma della deputata Pdl Paola Frassinatti (che fu la prima alla Camera a cominciare la battaglia per lo studio dell’Inno di Mameli a scuola) e della collega del Pd Maria Coscia.
Il testo ha assorbito un provvedimento simile del governo.
Contraria fino all’ultimo la Lega che ha votato contro e che già alla Camera aveva tentato di bloccare l’iter del provvedimento.
Anche al Senato ha presentato delle pregiudiziali di costituzionalità, ieri, per tentare lo stop.
Ma invano.
Qualche voto contrario anche nel Pdl come quello apertamente dichiarato della sentarice Diana De Feo.
Mentre nel Carroccio il senatore Paolo Franco ha deciso di non partecipare al voto “offeso” per il veto posto su alcuni emendamenti.
A decorrere dall’anno scolastico in corso, spiega il testo approvato in via definitiva dal Senato, nelle scuole di ogni ordine e grado “sono organizzati percorsi didattici, iniziative e incontri celebrativi finalizzati ad informare e a suscitare la riflessione sugli eventi e sul significato del Risorgimento nonché sulle vicende che hanno condotto all’Unita’ nazionale, alla scelta dell’inno di Mameli e della bandiera nazionale e all’approvazione della Costituzione, anche alla luce dell’evoluzione della storia europea”.
Nell’ambito di queste iniziative “è previsto l’insegnamento dell’inno di Mameli e dei suoi fondamenti storici e ideali”.
A questo scopo “la Repubblica riconosce il giorno 17 marzo, data della proclamazione in Torino, nell’anno 1861, dell’Unità d’Italia, quale ‘Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera’, allo scopo di ricordare e promuovere, nell’ambito di una didattica diffusa, i valori di cittadinanza, fondamento di una positiva convivenza civile, nonché di riaffermare e di consolidare l’identità nazionale attraverso il ricordo e la memoria civica”.
La Giornata di cui al presente comma non determina gli effetti civili di cui alla legge 27 maggio 1949, 260.
Cioè?
Insomma, non ci sarà un giorno di vacanza e ferie.
Le regioni e le province autonome aventi competenza legislativa per i sistemi educativi delle comunità linguistiche riconosciute “danno attuazione alla presente legge nel rispetto dei principi di cui all’articolo 6 della Costituzione”.
La legge non prevede “nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.
Al Senato la Lega Nord ha protestato contro il provvedimento e ha annunciato il voto contrario del gruppo, ma in dissenso dal proprio gruppo quasi tutti i senatori si prendono un minuto di tempo per motivare la loro uscita dall’Aula e continuare a criticare l’insegnamento dell’inno di Mameli a scuola.
Tratto da qui