2011.03.02 -STORIA DEL TIROLO

Storia del Tirolo

così come ce la raccontano.
(da Wikipedia, l'enciclopedia libera)
 
L'inizio della storia del Tirolo può essere fissato intorno alla metà del XIII secolo, quando i conti di Tirolo, nella persona del vero fondatore della potenza della contea, Mainardo II, riuscirono ad estendere (spesso con usurpazioni violente e illegittime) la loro influenza su un vasto territorio a cavallo delle Alpi, politica in seguito riconosciuta anche dagli imperatori di Germania. L'espansione avvenne a danno dei legittimi detentori del potere politico (per nomina imperiale), in particolare dei vescovi di Trento e Bressanone. In seguito a ciò i Tirolo riuscirono farsi riconoscere il titolo comitale (passando dall'appellativo "Conti di Tirolo" a "Conti del Tirolo"), che in seguito (a partire dalla fine XIV secolo) passò alla casata degli Asburgo, detentrice anche del titolo imperiale a partire dalla seconda metà del XV secolo. In età medievale i Conti di Tirolo (Grafen von Tirol) avevano infatti la loro sede principale a castel Tirolo, oggi nel comune di Tirolo vicino a Merano. Il capoluogo della contea fu in seguito trasferito dagli Asburgo, che ne acquisirono il controllo alla fine del XIV secolo, a Merano e poi definitivamente ad Innsbruck. I Conti del Tirolo non riuscirono mai a sottomettere formalmente il Principato vescovile di Trento, che rimase sempre un Principato diretto dell'Impero. Il Tirolo storico comprende le terre già appartenenti all'asburgica Contea del Tirolo (alla quale fun annesso anche il Trentino nel 1815 con la Restaurazione), terre che oggi formano il Tirolo austriaco e l'intera regione italiana Trentino-Alto Adige/Südtirol, compreso anche il Trentino (detto in età asburgica "Tirolo Meridionale" o Tirolo Italiano", in tedesco "Welschtirol"). I rapporti tra Trentino e Tirolo sono stati spesso oggetti di opposte distorsioni a sfondo nazionalistico: da una parte si tese talvolta a limitare i confini del Tirolo storico all' Alto Adige/Südtirol; ma dall'altra, per motivi storici, si è spesso trascurato il fatto che grande parte dell'attuale Trentino (come Principato Vescovile di Trento) fu per secoli uno stato semi-autonomo all'interno del Sacro Romano Impero di Germania e che nell'ultima parte della sua storia (1816-1918) fu annesso alla Contea del Tirolo. La Contea asburgica del Tirolo cessa di esistere nel novembre del 1918 con la vittoria italiana della Prima Guerra Mondiale e l'instaurarsi di un governo italiano provvisorio. Il Tirolo comprendeva anche alcuni comuni ora parte della Regione Veneto: Cortina d'Ampezzo, Livinallongo e Colle Santa Lucia, dopo il governo provvisorio scorporati dalla limitrofa regione della 'Venezia Tridentina' (1923).
Età pre-romana
Furono i cacciatori del Mesolitico i primi uomini a lasciare delle tracce nella Valle dell'Adige, nel VI millennio a.C. seguiti nel IV, da popolazioni che praticavano allevamento e agricoltura.
Epoca romana
Nel II secolo a.C. tutta l'area fu romanizzata. Nel 15 a.C., con la guerra retica, Claudio Druso conquistò l'Alto Adige, fondando Castrum Majense (Merano) e villaggi in altre parti dell'Alto Adige. Sotto Ottaviano Augusto queste zone presero il nome di X regio, di Noricum e di Raetia. L'evangelizzazione iniziò nel II secolo, ma si consolidò in modo significativo solamente dopo il V secolo. Con la caduta dell'Impero romano e le invasioni barbariche le città e le campagne subirono devastazioni e saccheggi.
Medioevo
Margherita Contessa del Tirolo
Con i Longobardi nel 569, il Trentino divenne un ducato, con i Franchi una marca, quindi nel 788, fu incorporato nel Sacro Romano Impero insieme all'Alto Adige. Nell'814 queste zone passarono sotto Lotario, uno dei successori di Carlo Magno. Ricominciarono le invasioni, fino a quando il Trentino-Alto Adige venne a costituire l'ultimo lembo meridionale dell'Impero. Nel 1027 l'Imperatore Corrado II decise di dare un nuovo ordinamento ai rapporti dei feudi imperiali e diede ai vescovi Uldarico di Trento e Albonio di Bressanone il titolo di principe, ovvero di vassallo-elettore diretto dell'imperatore con diritto di partecipazione alla Dieta imperiale. Il primo aveva giurisdizione su una parte dell'Alto Adige e il Trentino; il secondo sull'alto Isarco e la Pusteria. Nella seconda metà del XIII secolo la debolezza dei principi-vescovi di Trento e Bressanone, che detenevano leggitimamente il potere, indusse Alberto III del Tirolo a solidarizzare con i vicari imperiali per rivendicare il potere temporale dei vescovi locali (ma anche di Coira e Salisburgo), tanto che nel 1252 ottenne con la forza dal vescovo di Trento anche i feudi dell'estinta casa dei conti di Appiano (dopo aver ottenuto nel 1248 i feudi comitali di Bressanone). È nel corso del governo di Mainardo II, attorno al 1259, che risale l'appropriazione del titolo di 'conte' (che spettava di diritto ai vescovi di Trento e Bressanone in quanto principi diretti dell'Impero) da parte del consortile dei Tirolo, il quale cominciò a farsi chiamare non più "conti di Tirolo" bensì "conti del Tirolo". Attraverso la politica matrimoniale del tempo, la primitiva dinastia dei Conti di Tirolo venne sostituta, nel XIII secolo, da quella dei Tirolo-Gorizia, il cui esponente di maggior spicco fu Mainardo II, che ristrutturò la Zecca di Merano e diede nuovo impulso al commercio. Nel 1363 Margherita Maultasch, nipote di Mainardo II, rimasta vedova e senza eredi, cedette la corona a Rodolfo IV d'Asburgo. I nuovi dominatori cercarono di ripristinare i sistemi feudali e sembra che nel 1407, il duca Federico Tascavuota avesse favorito alcune rivolte. Anche a Trento vi fu una sollevazione e venne imprigionato il vescovo. Federico, pur favorendo l'indebolimento vescovile, decise di impedire le sommosse.
Età moderna
In seguito altre potenze entrarono in campo. Un conte del Tirolo, quel Massimiliano I d'Asburgo che diventò imperatore, si scontrò con la Repubblica di Venezia nel 1508 e riprese il controllo di Rovereto e dell'area circostante. Seguì un periodo nel quale imperversarono i processi per stregoneria, anche se Trento, grazie al vescovo Clesio, riuscì a trovare un po' di pace e dotarsi di un nuovo assetto urbano. Nel 1545-1563 Trento fu sede del celebre Concilio ecumenico. Dopo la Guerra dei Trent'anni, la città di Bolzano accrebbe la propria importanza di centro artistico-culturale. Dal 1665, l'Imperatore Leopoldo I iniziò a governare la regione da Vienna: venne nominato un governatore per il Tirolo, con sede a Innsbruck.
Nel XVIII secolo, sotto il governo di Maria Teresa d'Austria (1740-1770) e del figlio Giuseppe II (1780-90) il Tirolo visse un periodo di sviluppo economico e di radicali riforme nell'ambito dell'istruzione, della giustizia e del culto religioso.
Ottocento
Con l'avvento di Napoleone Bonaparte, i vescovi di Bressanone e Trento dovettero rinunciare al loro potere temporale, mentre iniziarono a circolare idee nazionaliste. Il territorio fu coinvolto nei conflitti e nel 1803 Napoleone decise di inserire l'area nel regno di Baviera.
Nel 1809 divampò una rivolta capeggiata da Andreas Hofer, con la collaborazione di padre Joachim Haspinger e dell'oste Peter Mayr, ma che fu presto soffocata. Nel 1810 il Trentino e l'Alto Adige (che assunse per la prima volta in questo periodo l'attuale denominazione italiana) passarono al Regno Italico, l'alta Pusteria a quello Illirico e il resto alla Baviera, per rimanervi sino al 1815, quando il Trentino, con la Restaurazione venne inglobato nella Contea del Tirolo, con Innsbruck capoluogo.
Nel 1866 Giuseppe Garibaldi durante la terza guerra di indipendenza italiana vinse la battaglia di Bezzecca e stava per aprirsi la strada verso Trento. Venne fermato solo da un ordine del re Vittorio Emanuele II, al quale rispose con il celebre "Obbedisco". Oggi si sa che la difficoltà di Garibaldi sono state decisive. I soldati tirolesi (trentini) hanno combattuto contro le truppe garibaldine e il Trentino restò così all'Austria.
Novecento
Nel 1919 il Trattato di Saint Germain, in seguito alla sconfitta dell'Austria-Ungheria nella Prima guerra mondiale, determinò la separazione dal Tirolo meridionale, assegnato all'Italia dal Bundesland Tirolo, assegnato alla Repubblica Austro-Tedesca. Svariati furono i tentativi di costituire una regione autonoma o di annettere l'area all'Deutsches Reich. Negli anni venti per merito delle costruzione di infrastrutture (strade, linee ferroviarie, centrali elettriche) e del riavvio del turismo (costruzione di funivie) l'economia si stabilizzò per un breve periodo prima dei contraccolpi della crisi economica mondiale. Nel febbraio del 1934 vi furono alcuni scontri fra lo Schutzbund socialdemocratico e le forze governative.
Il 12 marzo 1938 la Wehrmacht tedesca invase l'Austria. Fu costituito il Gau Tirol-Vorarlberg e il Tirolo Orientale fu assegnato al Gau Carinzia. In seguito agli accordi fra Hitler e Mussolini immigrarono in Austria circa 70.000 persone provenienti dal Sudtirolo (gli Optanti): la metà di queste si insediarono in villaggi appositamente creati. Dopo la guerra circa un terzo degli immigranti tornò nei luoghi di origine. Nel 1943 intensi furono i bombardamenti alleati. Quando il 3 maggio 1945 le truppe americane entrarono a Innsbruck le organizzazioni della resistenza furono in grado di proporre un governo provvisorio. Nell'estate del 1945 il Tirolo faceva parte della zona di occupazione francese mentre il Tirolo dell'Est apparteneva a quella britannica. Nel 1947 il Tirolo orientale fu riunito con quello del Nord. Il 15 maggio 1955 le ultime truppe d'occupazione lasciarono il paese. In questo periodo vi fu una ripresa economica e l'area passò da un'economia prevalentemente agraria ad una basata sull'industria e sui servizi. Notevole fu anche l'espansione dell'industria turistica. Innsbruck fu per ben due volte sede dei Giochi olimpici invernali (1964 e 1976).
Alla fine degli anni cinquanta le reti stradali e autostradali vennero notevolmente espanse. A partire dagli anni ottanta le popolazioni locali hanno ripetutamente manifestato contro l'aumento esponenziale del traffico.
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