SIAMO STANCHI DEI SOPRUSI ITALIANI

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Questa sera ho avuto l'ennesima conferma dell'assurdità della presenza delle forze d'occupazione italiane sui nostri territori.
Ho chiamato presso il parco i carabinieri per un furto in atto ad un negozio che solo due sere fa ne aveva subito un altro e con tanto di sopralluogo dei militari della "benemerita".
Invece di aiutarmi nel completare il giro, dimostrando un totale disinteresse per il rischio e la probabilità che i malintenzionati fossero ancora nei pressi, mi hanno fatto perdere tempo perchè non accettavano il tesserino del MLNV che avevo con me e siccome guidavo l'auto del parco pretendevano la patente di guida che, ovviamente, non avevo con me, come il portafoglio e altri effetti personali, lasciati in ufficio, a circa 100 metri in linea d'aria.
L'allarme mi aveva fatto correre sul posto visti i recenti accadimenti al negozio.
Incuranti di tutto, dopo aver loro contestato il difetto assoluto di giurisdizione, hanno anche falsamente dichiarato a verbale che mi sono rifiutato di firmare la dichiarazione resa ovvero: "contesto il difetto assoluto di giurisdizione".
Io ho detto che non avrei firmato il verbale pur confermando la dichiarazione resa oralmente.
"Tu militare italiano mi hai chiesto se avevo qualcosa da dichiarare ?
Io ti ho risposto e tu l'hai messa a verbale.
Non ti devo null'altro."
Perché un Veneto dovrebbe firmare la propria dichiarazione in un verbale dei carabinieri italiani ?
Il verbale è illegale e non può produrre effetti giuridici se non in ambito italiano, ma noi non siamo italiani e qui siamo nei Territori della Repubblica Veneta, occupati illegalmente dallo stato straniero italiano.
Ovvio che i due militari italiani hanno dimostrato di non conoscere il significato del contestato difetto assoluto di giurisdizione ma nonostante le minacce di ulteriori accertamenti e provvedimenti a mio carico (???), hanno deliberatamente violato l'art.2 punto 4 della Carta delle Nazioni Unite, nonostante mi sia qualificato per ciò che sono, ovvero il Presidente del MLNV e del Governo Provvisorio.
Ma a loro non interessava …
e noi Veneti siamo veramente stanchi di questa arroganza.
Altri da iscrivere a ruolo giudiziario.
WSM
Venetia 10 giugno 2019 ore 22.30 circa
Sergio Bortotto
Presidente del MLNV e del Governo Veneto Provisorio
ed ecco formalizzato il rigetto di notifica a pubblica menzione.
REPUBLICA VENETA
MOVIMENTO DE LIBERASIONE NASIONALE DEL POPOLO VENETO
GOVERNO VENETO PROVISORIO
Oggetto: CERTIFICATO DI REGISTRO NR.2019611103024
Si attesta che in data 11.06.2019, SERGIO BORTOTTO, nato/a il 15.07.1961, persona di nazionalità e cittadinanza Veneta, codice unico personale 20090929234041, ha formalizzato la registrazione del rigetto di notifica presso il Governo Veneto Provisorio costituito dal Movimento di Liberasione Nasionale del Popolo Veneto (MLNV) ai sensi e per gli effetti dell'art.96.3 del Primo Protocollo addizionale (1977) alle convenzioni di Ginevra del 1949.
La persona interessata ha chiesto la pubblicazione del presente atto a mezzo ALBO UFFICIALE del Governo Veneto Provvisorio con valore di notificazione e l’iscrizione a ruolo giudiziario dei responsabili dell'emissione dell'atto e della successiva notifica o del suo tentativo.
A tale rigetto di notifica il sistema informatico ha attribuito automaticamente il seguente codice unico: 2019611103024 

ATTO RIGETTATO
data dell'atto rigettato: 10.06.2019
contrassegnato da nr./codice: VERBALE NR.870792525
emesso da: LEGIONE CARABINIERI VENETO – COMPAGNIA TREVISO – NUCLEO OPERATIVO E RADIO MOBILE
a firma di: APSQS MAURAC(?illeggibile) E.(?) – CRS MARINELLO A.(?)
la cui notifica è stata eseguita o tentata a mezzo: APSQS MAURAC (?illeggibile) E.(?) – CRS MARINELLO A.(?)
in data: 10.06.2019
La Segreteria di Stato in data 11.06.2019
Oggetto: RIGETTO DI NOTIFICA
at
LEGIONE CARABINIERI VENETO – COMPAGNIA TREVISO – NUCLEO OPERATIVO E RADIO MOBILE, Via Cornarotta, 24, 31100 Treviso TV – sttv5451@carabinieri.i

Io sottoscritto/a SERGIO BORTOTTO, nato/a il 15.07.1961, persona di nazionalità e cittadinanza Veneta, codice unico personale 20090929234041
TENUTO CONTO CHE
la formale denuncia, denominata DECLARATION ON FACTS e relativa chiusura e pignoramento della Repubblica Italiana con riferimento e per causa UCC DOC. #2012127914 e UCC DOC. #2013032035, mai confutata dall’attuale ITALY REPUBLIC entro il termine previsto così da diventare Legge Internazionale con piena validità giuridica in tutto il pianeta.
la sedicente Repubblica Italiana un tempo sovrana, dal 1934 è CORPORATION con denominazione “ITALY REPUBLIC OF CIK#: 0000052782” (d’ora in avanti I.R.) regolarmente registrata su www.sec.gov quale corporation di tipo governativo (quindi una semplice azienda privata di qualsiasi sovranità).
grazie alla registrazione della I.R. al S.E.C. (Securities Exchange Commission) essa deve sottostare e rispettare le leggi e le regole internazionali della U.C.C. (Uniform Commercial Code).
la totale, assoluta e reiterata inosservanza e trasgressione da parte dello stato straniero occupante italiano della DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI, sebbene sia stata da esso ratificata, pone in essere la conseguente condizione di schiavitù nei confronti degli Esseri Umani e per questo pignorata.
tutti gli organi e qualsiasi “autorità”, enti e società private o pubbliche, facente parte o che agiscono in nome e per conto dello stato straniero occupante italiano, sono tutte aziende ad essa subordinate e pertanto operanti in difetto assoluto di giurisdizione
tutti gli atti e/o i provvedimenti di qualsiasi natura posti in essere da una qualsiasi autorità straniera italiana nei Territori occupati della Repubblica Veneta sono privi di qualsiasi effetto giuridico in quanto posti in essere in difetto assoluto di giurisdizione ed altresì in difetto assoluto di competenza, ovvero in regime di incompetenza assoluta per materia e per territorio, con la derivante conseguenza che ogni e qualsiasi atto e/o provvedimento, comunque denominato, in ogni sua fase e/o grado del procedimento, posto in essere da una qualsiasi autorità e/o ente e/o società privata e/o pubblica straniera italiana di occupazione, sui Territori della Repubblica Veneta è a tutti gli effetti INESISTENTE, ovvero tamquam non esset.
che tutti gli effetti di atti giuridici, sia pubblici che privati, recettizi e non, normativi e precettivi, discrezionali, dovuti e necessari, compresi quelli di provvedimenti amministrativi e giurisdizionali siano essi unilaterali, bilaterali, plurilaterali e collegiali, e anche degli stessi negozi giuridici di diritto privato che si estrinsechino quali manifestazione di pensiero attraverso la parola, orale o scritta o altri segni, operazioni o atti materiali o atti reali, ossia comportamenti umani diversi dalle dichiarazioni che riguardino atti negoziali espressione di dichiarazioni di volontà o di conoscenza, di giudizio, di desiderio o d’autorità e d’imperio non possono produrre asservimento e sottomissione in schiavitù in qualsivoglia maniera e forma di qualsiasi Persona umana.
Il Governo Italiano anche se “de facto” esiste ancora perché i rappresentanti delle sue istituzioni fanno finta di nulla confidando nella ignoranza di tutti i cittadini compresi i loro subordinati, “de jure” non esiste più, quindi privo, nullo e senza valore (vedi documenti con forza di legge UCC DOC. #2012127914 e UCC DOC. #2013032035).
Il documento nr. WA DC UCC Doc# 2012113593 depositato in U.C.C., mai confutato entro i termini di legge e quindi diventato Legge Internazionale con piena validità giuridica in tutto il pianeta il quale recita: “Qualora un qualsiasi individuo perseveri nel perseguire eventuali azioni per conto di una Banca pignorata o di ‘Governo’ pignorato, causando ad un altro e qualsiasi individuo ogni danno ipotizzabile come qui descritto, egli è a titolo personale e senza alcuna pregiudiziale assolutamente responsabile dei suoi atti”.
Lo stesso stato straniero occupante razzista e colonialista italiano ha sancito l’illecita e illegale permanenza della sua occupazione sui Territori della Repubblica di Venezia con il decreto legislativo 13.12.2010, n. 212, in vigore dal 16 dicembre 2010, che ha espressamente abrogato a tutti gli effetti il regio decreto italiano 04.11.1866, n. 3300, “col quale le provincie della Venezia e di Mantova fanno parte integrante del regno d’italia
 
CONSIDERATO INOLTRE
Che nei territori Veneti, l’antica Repubblica Veneta detta “Serenissima”, fondata nell’anno 697, non ha mai cessato di esistere ed è tutt'ora esistente.
Che tutti i Territori della Serenissima Repubblica Veneta, rivendicati dal Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto (MLNV) in virtù del proprio diritto all'Autodeterminazione sono sotto la giurisdizione del GOVERNO PROVISORIO VENETO quale apparato istituzionale preposto ai sensi delle norme del diritto internazionale dal Movimento de Librasione Nasionale Veneto (di seguito MLNV).
Che ogni Movimento di Liberazione Nazionale è l’organo riconosciuto dal diritto internazionale quale titolare del diritto all'autodeterminazione di un Popolo soggetto all'occupazione di uno stato straniero, da un regime razzista e/o colonialista.
Che il sottoscritto rigettante, è volontariamente registrato all’Anagrafe del Popolo Veneto, rinnegando l'imposta cittadinanza italiana e riconoscendosi di Nazionalità e Cittadinanza Veneta, sotto l’egida del Movimento de Liberasione Nasionale del Popolo Veneto (MLNV) per il tramite del GOVERNO PROVISORIO VENETO (GVP).
 
FORMALIZZO COSI' IL PRESENTE ATTO CHIEDENDO
1) – a LEGIONE CARABINIERI VENETO – COMPAGNIA TREVISO – NUCLEO OPERATIVO E RADIO MOBILE tutta la documentazione relativa all'atto di cui al rigetto;
2) – al proprio Governo di assicurarsi che lo stato italiano non ignori e consenta il reiterarsi delle violazioni poste in essere come per l'atto di cui al rigetto:
3) – che sia riconosciuta l'inconfutabilità dell'illegale azione posta in essere da LEGIONE CARABINIERI VENETO – COMPAGNIA TREVISO – NUCLEO OPERATIVO E RADIO MOBILE per le ragioni in premessa.
 
RIGETTANDO QUESTA OFFERTA DI CONTRATTO
1) – negando il consenso al presente procedimento senza pregiudizio UCC 1-308;
2) – negando l'autorizzazione al trattamento dei proprio dati personali UCC 1-103.
RITENENDO
questo rigetto, atto notorio inalienabile, inconfutabile, innegabile e inoppugnabile.
 
E IN CONSEGUENZA DI CIO'
la «proposta di contratto» o comunque vogliate chiamare l'atto per cui si rigetta è NULLO AB ORIGINE.
Si chiede inoltre la pubblicazione del presente atto a mezzo ALBO UFFICIALE del Governo Veneto Provvisorio con valore di notificazione e l’iscrizione a ruolo giudiziario dei responsabili dell'emissione dell'atto e della successiva notifica o del suo tentativo, al fine di assicurare l'ulteriore a praticarsi in seno alla Giustizia Veneta
 
SONO INOLTRE A PRECISARE QUANTO SEGUE:
Ho chiamato presso il parco commerciale di Willorba i carabinieri per un furto in atto ad un negozio e di cui si era attivato l'allarme sonoro.
Solo due sere prima il medesimo negozio aveva subito un altro furto con danneggiamento delle strutture del parco e con tanto di sopralluogo dei militari della "benemerita" della locale stazione.
I due militari hanno dimostrato un totale disinteresse e una superficialità inaudita nel voler procedere agli ulteriori accertamenti sul posto, nonostante fosse palese la possibilità che i malviventi si trovassero ancora all'interno del punto vendita.
La loro giustificazione, ribadita anche al titolare dell'attività raggiunto telefonicamente, è stata che in assenza della sua presenza, non sarebbero entrati per ulteriori verifiche.
Inoltre, invece di aiutarmi nell'ispezione dei luoghi che era il motivo per cui erano stati chiamati, mi hanno trattenuto per identificarmi.
E' stato evidente fin da subito l'insofferente atteggiamento dei due militari italiani rispetto al mio palesarmi per ciò che sono, indossando in quel momento la maglia con gli stemmi del Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto (MLNV) e del Governo Veneto Provvisorio (GVP) e avendo ben in vista sulla t-shirt il tesserino stesso.
Dopotutto ero ancora presente al parco perché impegnato nella sede del MLNV-GVP per alcune pratiche quando venivo allertato dalla sirena dell'antifurto del negozio.
Nonostante facessi presente ai due militari italiani che i malviventi potevano ancora trovarsi sul posto e probabilmente essere intenti a dileguarsi dal piano superiore, questi, con assoluta indifferenza, mi hanno chiesto di esibire un documento e non di declinare le generalità.
Esibito l'unico documento in possesso in quel momento e cioè il tesserino del MLNV-GVP, il militare ne traeva i dati anagrafici completati dalla richiesta verbale di quelli relativi alla residenza.
Dunque, l'obbligo anche per la legge italiana era stato regolarmente assolto … lo scrivente aveva declinato le proprie generalità.
Ma la provocazione dei carabinieri si è fatta a quel punto offensiva.
Il capo pattuglia asseriva che siamo in italia e che avrei dovuto esibire documenti italiani.
Confermando chi sono e che non corre obbligo di circolare con i documenti ma di dichiarare le proprie generalità, il militare, con incauta arroganza, pretendeva allora la patente di guida visto che stavo guidando l'auto del parco.
Non avendola al seguito, come altri documenti e perfino il portafoglio lasciato in ufficio per essermi precipitato al negozio, mi tratteneva sul posto (sul tetto dell'edificio) per verbalizzare la contravvenzione stradale.
La pattuglia dell'arma ha perso più tempo a compilare il verbale perché non avevo la patente al seguito, che interessarsi del furto per cui erano stati chiamati e mi impediva nel frattempo di completare l'ispezione alla ricerca dei malviventi.
Non contento, il militare più alto in grado, (un appuntato scelto credo), mi minacciava di ulteriori non meglio specificati provvedimenti, soprattutto in riferimento alle mie affermazioni tese a contestare la loro pretesa di considerarmi italiano e che mi trovassi in territorio italiano.
Quindi zitti e chinare il capo e obbedire agli occupanti … vietato il diritto di critica e di esprimere il proprio pensiero e disappunto.
Pur mantenendo la calma e non volendo assecondare le provocazioni del militare italiano, questi si infastidiva ancor più quando alla sua richiesta affermavo la mia dichiarazione da rendere a verbale: "contesto il difetto assoluto di giurisdizione".
Visibilmente nervoso il capo pattuglia richiedeva cosa avessi voluto dichiarare, ottenendo la medesima risposta.
Alla richiesta di voler sottoscrivere la dichiarazione, replicavo che non avrei firmato il verbale ma che avrei atteso copia.
L'appuntato, spazientito, replicava che avrei dovuto firmare la dichiarazione fatta ma veniva reso edotto che non risulta correre l'obbligo di sottoscrivere il verbale.
Nonostante ciò egli insisteva perché sottoscrivessi la dichiarazione fatta e non il verbale … ma ciò è irrituale.
"Tu militare italiano mi hai chiesto se avevo qualcosa da dichiarare ?
Io ti ho risposto e tu l'hai messa a verbale.
Non ti devo null'altro."
Non si capisce perché un Veneto dovrebbe firmare ciò che ha la possibilità di dichiarare anche in un verbale dei carabinieri italiani.
Inoltre e non so quanto inconsapevolmente, l'appuntato reiterava le provocazioni ribadendo la lecita del suo operato e che per loro non aveva alcuna importanza che io fossi il presidente del MLNV e del Governo Veneto Provvisorio, rifiutando di riconoscere valenza alle stesse norme del diritto internazionale e alle loro stesse leggi che ne ratificano i principi.
Reiterava inoltre la minaccia di prendere provvedimenti per la mia contestazione e pretesa di non qualificarmi italiano ma per ciò che sono, ovvero un Cittadino del Popolo Veneto e tra l'altro Presidente del MLNV e del Governo Provvisorio.
L'appuntato, inoltre, aggiungeva di suo pugno sul verbale che non intendevo sottoscrivere la dichiarazione resa scrivendo: "si rifiuta di firmare la dichiarazione".
Io mi sono rifiutato di firmare il verbale e non la dichiarazione, considerato che non è prevista l'apposizione delle proprie firme a corredo dell' asserzione resa.
È ben diverso e non corrisponde a verità quanto scritto a verbale perché non previsto e in spregio del rispetto delle mie idee e opinioni che non hanno bisogno di essere suffragate da qualsivoglia pretesa ancor più se di militari dello stato occupante italiano.
11.06.2019
In fede: SERGIO BORTOTTO
 
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