2011.06.21 – PRATOBELLO, ORGOSOLO. GIUGNO 1969… LA RIVOLTA POPOLARE

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Gigi Selis

Oggi 14 luglio 2011 riceviamo via Facebbok e pubblichiamo:

Ciao Movimento Liberazione Nazionale Veneto:
nel 1969, 3500 abitanti,donne,bambini,giovani e anziani,si sono rivoltati contro le decisioni del Governo Italiano di allora e hanno vinto!Perche',noi, non possiamo?
Ascolta e vedi bene questo filmato.

 

 
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In merito avevamo gia pubblicato anche un articolo di Mario Flore, vedi qui sotto:
 
 
tratto da: clicca qui Mario FloreMario Flore
Ciao a tutti io sono Mario se volete leggere altri artcoli non mi viene più concesso di pubblicare nel sito – Vai giù cerca LINKS e Clicca col Maus ZAM BLOG (CENSURA)
 
 
 
Pratobello, Orgosolo.
Giugno 1969.
 
 
la rivolta popolare degli orgolesi contro l'occupazione militare di 13 mila ettari di pascoli.
È la storia di un mese frenetico e senza sonno, di una lotta senza partito che avrà la meglio sulle migliaia di soldati e sulle decisioni prese a Roma.
Tutto ha inizio il 27 maggio 1969 quando sui muri ancora spogli di Orgosolo compaiono dei manifesti intestati alla Brigata Trieste.
Il testo impone ai pastori e ai braccianti agricoli che lavorano in territorio di Pratobello di abbandonare la zona e trasferire il bestiame altrove.Perché per due mesi il terreno da pascolo sarà un poligono di tiro.
A questa notizia se ne aggiunge un'altra, non ufficiale, che circola in paese: quello che il Governo italiano chiama "poligono temporaneo" mira in realtà a diventare un campo di addestramento e tiro permanente.
Il Circolo giovanile di Orgosolo con i propri volantini ciclostilati avvisa la popolazione e organizza la prima assemblea.
Si decide di portare avanti una lotta alla luce del sole, senza incontri segreti o
riunioni a numero chiuso.
Mentre i sindacati e i partiti si scontrano con il Circolo e cercano invano di mantenere le redini del gioco.
Il 9 giugno, 3500 orgolesi iniziano l'occupazione dei campi.
Donne, uomini e bambini, affrontano i militari faccia a faccia.
Non si verifica nessun episodio di violenza ma qualcosa di molto più forte.
Le donne raggiungono i soldati, li guardano negli occhi, iniziano a parlare.
Spiegano loro cosa hanno in testa.
«I militari – spiega Nanni Moro del Circolo – iniziano vedere con gli occhi della popolazione».
Gli effettivi dell'esercito avrebbero in ogni modo cercato di evitare questo pericoloso rapporto col 'nemico'.
Ma alcuni militari affrontano il rischio di comunicare per lettera con la popolazione. Così i soldati imparano a diffidare degli ufficiali che avevano descritto gli
abitanti del paese come banditi.
Gli abitanti corrono sotto il sole giorno dopo giorno per tenere occupato l'esercito e impedire le esercitazioni.
È una rivolta senza sangue.
Dai manifesti che chiedono concime, non proiettili nasceranno i primimurales.
Ma i giornali in quei giorni dicono le bugie.
Una grossa manifestazione pacifica aggiunge Moro veniva resa ai lettori come la scalcagnata parata di quattro gatti maoisti.
I giornali fanno il gioco del Governo perché nessuno deve sapere che la gente può dire no alle servitù militari.
Il 26 giugno la vittoria arriva ma i partiti e i sindacati fanno fare uno scivolone alla lotta.
Il poligono di tiro non sarà permanente ma per due mesi si sparerà: quella del 26 è una serata di stanchezza e la promessa di indennizzi ai pastori fa il resto.
La vittoria arriva ma si porta dietro quest'ombra scura.
A sottolineare che la lotta, quella vinta, è tutta del popolo, mentre gli accordi, i compromessi e le figuracce, vanno ai partiti, sindacati e giornali di allora.
Dalla rivolta di Pratobello nasce una canzone.
La scrive N.G.Rubanu.
Poco o niente si sa di lui; ma può darsi che fosse semplicemente uno degli orgolesi in lotta quei giorni lontani e vicini al tempo stesso.
 
POPOLO SARDO RIVOLTA POPOLARE GIUGNO 1969
Versione Sarda (Orgosolo) Traduzione (Italiano) Mario FLore
Orgòsolo pro terra de bandidos = Orgosolo una terra di banditi
Fin’a eris da-e totu' fis connota = Fino a ieri da tutti conosciuta
Ma oe a Pratobello tot’ unidos = Ma oggi a Pratobello Tutti UNITI
Fizos tuos falado' sun in lota = Figli tuoi sono scesi in lota
Contra s’invasione militare = Contro l'invasione militare
Ki a inie fi faghende lota = Che lì stava facendo lota
Invetze' de tratores pro arare = Invece di tratori per arare
Arriban carrarmados e cannones = Arrivano carriarmati e cannoni
E trupas de masellu d’addestrare = Etrupe da macello da addestrare
Mandada da-e sos solitos bufones = Mandate dai soliti bufoni
Ki keren ki rinasca' sa Barbaja = Che vogliono che rinasca la Barbagia
Cun parcos pro sas muvras e sirbones = Con Parchi per Mufloni e Cinghiali
Naran puru ki sa zente es' malvaja = Dicono pure che la gente è malvaggia
Ki viven de furtos e ricatos = Che vivono di furti e di ricati
In sa muntannya infid'e selvaja = Nella montagna infida e selvaggia
Pro ke finire custos malos fatos = Per definire questi cativi fatti
E dare a sa Sardinnya atera via = E dare alla Sardegna altra via
Custos bufones decidin cumpatos = Questi bufoni decidono compatti
De mandarene galu politzia = Di mandare altra Polizia
Sos contadinos e-i sos pastores = I contadini e i pastori
E totu canta sa zente famia = E tutta la gente afamata
Isetavan concimes e tratores = Aspettano concime e tratori
Pro aer pius late e pius pane = per avere più latte e più pane
Invetze' totu an dadu a sos sinnyores = Invece hanno datto tutto ai signori
A Rovelli, Moratti e s'Agacane = A Rovelli, Moratti e l'Agacan
Povèrinu e miseru s'anzone = Povero e misero l'agnello
K'iseta late da-e su mariane: = Che aspetta il latte dalla volpe
D'issu poi si prèa' su bucone = Lui poi si riempie il bocone
Orgòsolo fiera e corazosa = Orgosolo fiera e coraggiosa
Totu canta sa popolatzione = Tutta quanta la popolazione
Totu custu a' cumpresu e minaçosa = Tutto questo ha cappito e minaciosa
E si arma' de fuste pro iscaçare = Si è armata di bastone per scaciare
Cussas trupas fascistas e odiosas = Quelle trupe fasciste e odiose
Ki custrint'est a segu' de torrare = che costringono in dietro di tornare
Lassande sas muntannyas e pianos = Lasciando montagne e pianure
Atraversende de nou su mare. = Atraversando di nuovo il mare
Non ke banditos ma ke partijanos = Non ci son banditi ma Partigiani
An dimostradu a sos capitalistas = An dimostrato ai capitalisti
Ki solu cun su fuste e cun sas manos = Che solo coi bastoni e con le mani
Orgòsolo ke manda' a sos fascistas = Orgosolo manda via i fascisti
Orgòsolo ke manda' a sos fascistas = Orgosolo manda via i fascisti
Orgòsolo pro terra de bandidos
Fin’a eris da-e totu' fis connota
Ma oe a Pratobello tot’ unidos
Fizos tuos falado' sun in lota
Contra s’invasione militare
Ki a inie fi faghende lota
Invetze' de tratores pro arare
Arriban carrarmados e cannones
E trupas de masellu d’addestrare
Mandada da-e sos solitos bufones
Ki keren ki rinasca' sa Barbaja
Cun parcos pro sas muvras e sirbones
Naran puru ki sa zente es' malvaja
Ki viven de furtos e ricatos
In sa muntannya infid'e selvaja
Pro ke finire custos malos fatos
E dare a sa Sardinnya atera via
Custos bufones decidin cumpatos
De mandarene galu politzia
Sos contadinos e-i sos pastores
E totu canta sa zente famia
Isetavan concimes e tratores
Pro aer pius late e pius pane
Invetze' totu an dadu a sos sinnyores
A Rovelli, Moratti e s'Agacane
Povèrinu e miseru s'anzone
K'iseta late da-e su mariane:
D'issu poi si prèa' su bucone
Orgòsolo fiera e corazosa
Totu canta sa popolatzione
Totu custu a' cumpresu e minaçosa
E si arma' de fuste pro iscaçare
Cussas trupas fascistas e odiosas
Ki custrint'est a segu' de torrare
Lassande sas muntannyas e pianos
Atraversende de nou su mare.
Non ke banditos ma ke partijanos
An dimostradu a sos capitalistas
Ki solu cun su fuste e cun sas manos
Orgòsolo ke manda' a sos fascistas
Orgòsolo ke manda' a sos fascistas
 
 
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