TRIESTE

TRIESTE OCCUPATA DALL’ITALIA

546957_284123898374194_1442187724_nTRIESTE, UN TERRITORIO LIBERO, OCCUPATO DALL'ITALIA.
 
per NON DIMENTICARE MAI e COMPRENDERE com'è iniziata la distruzione dell'Italia per Trieste!!
Di Davide Tonchella.

L' "OTTOBRE NERO" DEL TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE 8 OTTOBRE 1953. – NOTA BIPARTITA
con la quale gli angloamericani dichiaravano di voler affidare l'amministrazione della zona A all'Italia, che provoco' l'esodo in massa di decine di migliaia di istriani dalla Zona B a Trieste, e di decine di migliaia di cittadini, da Trieste e Zona A in Australia, che fino allora avevano fiduciosamente atteso sulla loro terra l'attuazione pratica dello Statuto Permanente del Territorio Libero di Trieste.
Lo slogan in voga in quell'epoca era — come ben ricorderete –: "la madre ritorna i figli partono"

5 O220px-Trieste-Italy_borderTTOBRE 1954. – MEMORANDUM D'INTESA
siglato a Londra dalla Gran Bretagna, dagli Stati Uniti, dalla Jugoslavia e dall'Italia, con il quale veniva affidata all'amministrazione civile e provvisoria della Zona A, all'Italia e della Zona B alla Jugoslavia.

26 OTTOBRE 1954. – RITORNO DELL'AMMINISTRAZIONE ITALIANA A TRIESTE
con il suo ordinamento, le sue leggi ed i suoi funzionari, e purtroppo, con i piani di smantellamento della nostra economia.

7 OTTOBRE 1966. – PIANO CIPE
che con una presunta ristrutturazione cantieristica in campo nazionale infierisce un colpo mortale al glorioso cantiere San Marco e liquida la non meno rinomata Fabbrica Macchine di Sant'Andrea.

8 OTTOBRE 1966. – INSURREZIONE POPOLARE
contro il famigerato piano CIPE e l'amministrazone italiana.
I dimostranti gridavano alla polizia confluita da tutte le parti d'Italia: "Andate a casa vostra!" "Lasciateci lavorare", ed altri ancora inneggiavano al Territorio Libero di Trieste.

Vi furono oltre mille fermi fra gli "insorti" e pesanti condanne nel processo che segui'.

 
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RISCHIO DEL RIGASSIFICATORE DI ZAULE PER IL GOLFO E IL PORTO DI TRIESTE

GRAVISSIMO PER IL PORTO !!!!
LA SERRACCHIANI CONFERMA CHE PERMANE IL RISCHIO DEL RIGASSIFICATORE DI ZAULE PER IL NOSTRO GOLFO E IL NOSTRO PORTO –
IL COMITATO PER LA SALVAGUARDIA DEL GOLFO DI TRIESTE HA EMESSO IL COMUNICATO CHE RIPORTIAMO SOTTO –
INVITIAMO ALLA VIGILANZA IN VISTA DI UNA MOBILITAZIONE CITTADINA PER IL "PORTO FRANCO INTERNAZIONALE DI TRIESTE" CHE RISCHIA IL DECLASSAMENTO SIA PER L' UNIFICAZIONE DELLE AUTORITA' PORTUALI CHE PER IL RIGASSIFICATORE –
 
Comunicato
In un recente incontro informale per la ferriera, a cui siamo stati invitati, la presidente Serracchiani ci ha informati che sul rigassificatore di Gas Natural a Zaule, la partita è ancora aperta e che sarà necessario riprendere la mobilitazione.
Questa è una affermazione gravissima che ci fa presumere che, come da sempre sospettato, il governo voglia imporci il rigassificatore ad ogni costo, senza tener in alcuna considerazione le controindicazioni, scrupolosamente documentate, evidenziate da tutti gli studiosi, scienziati e tecnici (quelli non ammanigliati) interpellati, e la contrarietà di Comune, Provincia, Regione e cittadini. Senza entrare nei particolari vogliamo solo ricordare che dappertutto gli impianti di questotipo vengono costruiti mettendo al primo posto la protezione delle persone e dell’ambiente nonché la salvaguardia delle altre attività marittime e portuali. Solo per Trieste si vogliono ignorare queste prescrizioni.
A quale scopo? E’ inutile continuare a mettere la testa sotto la sabbia: l'Italia vuole imporci questo impianto per distruggere definitivamente Trieste e il suo polmone, che è il Porto.
Non solo, vogliono trasformare questa località nella pattumiera d’Italia concentrandovi tutte le attività più pericolose e inquinanti che altri non vogliono. A tal proposito, in una conferenza organizzata pochi mesi fa all'Excelsior ed alla quale era presente il nostro sindaco, personalità autorevoli dissero che il porto di Trieste è stato boicottato fin dal 1954 e che attualmente il piano regolatore portuale era bloccato a causa del rigassificatore. A conferma di questa strategia deleteria per la nostra città, possiamo aggiungere altri fatti preoccupanti: All’Autorità Portuale D'Agostino è stato nominato commissario per sei mesi (dicono con pieni poteri. Ma in sei mesi cosa potrà fare?);
Il governo, così si è letto, ha chiesto contributi a Bruxelles per l'off-schore di Venezia, ma niente per il nostro porto.
Esiste una proposta di accorpare (sottomettere e declassare) il porto di Trieste a quello di Venezia (con il chiaro intento di bloccare definitivamente il nostro porto con il rigassificatore?).
Purtroppo le affermazioni di coloro che da anni vanno dicendo che l'Italia ha l'unico scopo di far morire Trieste, trovano conferma giorno dopo giorno. Trieste è l'unica città che ha perso un terzo dei suoi abitanti negli ultimi quattro decenni (oltre a tutte le attività industriali, commerciali, marittime più importanti).
Non sappiamo fino a che punto i nostri Amministratori e parlamentari siano a conoscenza della situazione, ma se, come dice la presidente Serracchiani, dobbiamo nuovamente mobilitarci, la mobilitazione deve vedere in testa il nostro sindaco e i nostri parlamentari, sempre che per essi sia prioritario il futuro della città e non il profitto di pochi.
Comitato per la salvaguardia del Golfo di Trieste
Mail : amici.golfo.ts@gmail.com
Sito : http://sites.google.com/site/amicigolfots/
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LO SCANDALO DELLE AZIONI UTILI – RIPRENDIAMOCI LA NOSTRA TRIESTE E IL NOSTRO COMUNE !

Grande scandalo in Comune e accuse di vandalismo ha provocato l' azione utile di cittadini che hanno provveduto autonomamente alla potatura di S. Giusto, vista l' inutilità di segnalazioni e proteste.
E' ovvio: si è messa in luce l' incapacità e incompetenza degli amministratori attuali che vogliono una "NUOVA CITTA' IN PORTO VECCHIO" e non sono nemmeno capaci di mantenere decente l' attuale !
Un interessante commento della nostra lettrice Maria Felluga: " hanno fatto bene! riprendiamoci la nostra TRIESTE perchè si è visto abbondantemente che fine faremo se non ci svegliamo."
Ha perfettamente ragione: bisogna che cominciamo a riprendere in mano la nostra città che per troppo tempo abbiamo lasciato amministrare malamente ai partiti italiani.
Cominciando dalle piccole cose con uno spirito di collaborazione tra cittadini nuovo e positivo.
Anche sulle "segnalazioni" del Piccolo di oggi vi sono inviti a passare dalle parole ai fatti contro il degrado e l' incuria che si manifesta anche con le invadenti e deturpanti scritte sui muri.
E' così difficile per il Comune prevenirle con una presenza sul territorio della Polizia Locale, è così difficile dare almeno una economica "mano di bianco" in attesa di potersi permettere i prodotti appositi di una nota azienda triestina?
Per cancellare queste "opere d' arte" bisogna forse aspettare il permesso della Soprintendenza italica e di Sgarbi (che ha messo il vincolo su tutto Porto Vecchio per paralizzarne l' ammodernamento) ?
Oppure bisognerà che anche in questo caso i cittadini si organizzino autonomamente per segnalare prontamente alla Polizia Locale l' attività dei "writers" e anche per dare autonomamente una prima sbiancata, oltre a fare i giardinieri?
Queste cose ci fanno tornare alla memoria il SELAD, Servizio Lavoro Aiuto Disoccupati, organizzato dal TLT dove tutti i lavori di pubblica utilità, anche molto importanti come il rifacimento delle Rive, venivano affidati non a ditte forestiere ma ai disoccupati organizzati dal Comune.
La cosa era talmente utile che è rimasta operativa fino al 1961.
Ma il BUONSENSO soccombe di fronte alla burocrazia italiana che per una potatura ha bisogno di 1000 carte e decreti e soprattutto di lucruosi appalti !
Tratto dalla pagina facebook dedicata a "Sviluppo economico e culturale del Territorio Libero di Trieste"
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Tratto da (CLICCA QUI)
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M.T.L. SI MOBILITA PER LA DIFESA DELLA ZONA FRANCA DEL PORTO DI TRIESTE.


ULTIMATUM ALL'ITALIA: ULTIME ORE ! La conferenza stampa
Il 10 febbraio il Movimento Trieste Libera presidia il Porto Franco Nord, minacciato dalle manovre illegali e trasversali di politici e intrallazzatori.

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Trieste Libera News- News from the free port of Trieste
 

 
Presidio nel porto vecchio di Trieste contro la sospensione del punto franco decisa dal prefetto straniero italiano.
 
 
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Presidio (lato viale Miramare) per la difesa del Porto franco Nord in corso fino alle 24
 
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VIDEOCAMERE OCCULTATE PER RIPRENDERE I SIMPATIZZANTI DI TRIESTE LIBERA


Un atto gravissimo, ma dalle autorità d'occupazione straniere italiane non c'è da aspettarsi rispetto, onore e legalità, ne sappiamo abbastanza anche noi del MLNV con tutti i procedimenti penali farsa che hanno instaurato contro di noi per farci desistere dal nostro cammino, legittimo e legale di rivendicazione di sovranità … è questo che fa paura all'italia, il risveglio di coscienza dei Popoli ancora occupati da uno stato che dimostra ogni giorno di più di essere straniero, razzista e colonialista.
WSM
Venetia, 4 febbraio 2014
Sergio Bortotto Presidente del MLNV e del Governo Veneto Provvisorio (www.mlnv.org).
FORZA TRIESTINI … W TRIESTE LIBERA!

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Sono arrivati alle 4.30 di mattina scortati dai Carabinieri. 
Tecnici della TELECOM che hanno provveduto ad installare una videocamera all’interno di una centralina situata nel portone dello stabile di Via Roma 3.
Nel portone si trova un’edicola che distribuisce il materiale informativo di Trieste Libera ed è molto frequentata dai suoi aderenti e simpatizzanti. Uno dei tanti punti informativi sulle attività del Movimento indipendentista che stanno crescendo in città a sostegno delle azioni per l’affermazione dei diritti dei triestini negati dalle autorità italiane.
Diritti che l’Italia ha nascosto per decenni in violazione del Trattato di Pace che sancisce lo status giuridico di Trieste e del suo porto quale “Territorio Libero”, al di fuori della giurisdizione dello Stato italiano, che qui è solo un Paese terzo con semplice diritto di amministrazione civile temporanea.
Ed è chiaro che la diffusione della verità cancellata dalle autorità italiane che qui hanno instaurato un vero regime di occupazione militare dia fastidio a chi fino ad ora ha potuto governare al di fuori della legge Trieste ed il suo porto internazionale distruggendone economia, traffici marittimi e ambiente.
Trieste è stata assoggettata alle tasse dello Stato occupante vedendosi predare le proprie ricchezze e sottrarre le preziose zone franche. 
Furto dopo furto ora si è arrivati all’osso da spolpare prima di lasciare la carcassa di quella che fu la seconda città dell’impero austroungarico.
Ma il risveglio dei triestini non più disposti a tollerare il malgoverno italiano preoccupa fortemente chi all’ombra di San Giusto ha potuto dormire sonni tranquilli garantendosi con una formidabile rete di corruttele che nemmeno “cosa nostra” avrebbe potuto studiare meglio.
Ed ecco così le misure da puro regime di polizia nei confronti di chi si difende appellandosi alla legalità. 
Carabinieri e forze di Polizia impegnati non contro la cupola mafiosa che governa la città, ma contro chi chiede il rispetto della legge: è la sintesi perfetta della attuale condizione dell’Italia.

Tratto da (CLICCA QUI)

 

IL PREFETTO STRANIERO ITALIANO CONTRO IL PORTO DI TRIESTE


Alla fine è accaduto nuovamente. 
Nella lenta guerra di annientamento dichiarata dall’Italia contro Trieste non poteva mancare l’ulteriore attacco al suo porto. 
Con il solito decreto illegittimo che di anno in anno si rinnova il Commissario del Governo italiano in carica, prefetto Maria Adelaide Garufi, ha confermato la sospensione del punto franco del cosiddetto Porto Vecchio, ovvero nel Porto Nord di Trieste. 
Questo accade mentre il Governo italiano si sta prodigando per realizzare i punti franchi nel porto di Venezia. 
Una precisa strategia che porterebbe alla dismissione del Porto Internazionale di Trieste trasferendone di fatto, in violazione del diritto internazionale, le preziose zone franche al porto italiano concorrente. 
La morte del porto di Trieste significherebbe nuova vita per quello di Venezia, altrimenti destinato ad un ruolo secondario di fronte alla crescita dell’unico concorrente Adriatico.
Si tratta naturalmente di un colpo gravissimo portato alla sempre più precaria economia triestina che si appresta a celebrare un altro anno durissimo sul fronte occupazionale. 
Altre migliaia di posti di lavoro stanno per saltare, mentre le amministrazioni locali anziché schierarsi a difesa dei propri cittadini sostengono, in accordo con lo Stato italiano occupante, la folle politica della chiusura del Porto Vecchio per trasformarlo in area urbana.
Il decreto del Commissario di Governo porta la data dell’8 gennaio. 
Ed immediatamente il Comune di Trieste controllato da un centrosinistra a guida PD, che della speculazione immobiliare nel porto ha fatto la propria principale battaglia, ha dato il via alla presentazione del proprio Piano Regolatore che prevede appunto quale pezzo forte proprio l’urbanizzazione del Porto Vecchio. 
Un’appropriazione indebita sostenuta peraltro trasversalmente da quasi tutti i partiti politici. 
Un abbraccio fatale nel nome dei soldi che gli investitori del cemento mafioso promettono di riversare nelle tasche della casta politica. 
La motivazione addotta dal Commissario di Governo per bloccare il Porto Nord di Trieste esemplifica perfettamente questa situazione di illegalità continuata. Il Punto Franco del Porto Vecchio viene sospeso fino al 31 dicembre 2014 per permettere “attività didattico-formative e museali dell’Istituto di Cultura Marittimo Portuale di Trieste propedeutici all’organizzazione della fiera Expo 2014”. 
Andando a cercare su internet si scopre che questo “importante” evento riguarda una fiera del caffè che si svolgerà dal 23 al 25 ottobre del 2014 con affluenza prevista di 10.000 visitatori. 
Tutto qui. 
Questo il motivo del blocco per il 2014 del prezioso Porto Franco che da solo porterebbe migliaia di posti di lavoro. 
Ogni anno l’Italia si inventa una scusa per cercare di dimostrare l’impossibilità di utilizzare i punti franchi di un porto che non le appartiene essendo garantito quale Porto Internazionale al di fuori della giurisdizione di ogni singolo Stato e dell’Unione Europea: quest’anno tocca alla fiera del caffè.
Roma sta così bloccando da 17 anni il Porto Franco di Trieste e lo sviluppo dell’intera Zona A del Territorio Libero di Trieste tenuto sotto il tallone di una amministrazione di stampo mafioso: la sopravvivenza di Trieste e del suo porto significa indipendenza dall’Italia.

Tratto da (CLICCA QUI)

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ANCORA TENTATIVI DI INTIMIDAZIONI ITALIANE CONTRO I CITTADINI DI TRIESTE


Aerei militari italiani che entrano nell'area urbana di Trieste a volo radente in mezzo alle abitazioni a volo subsonico spacciati come "frecce tricolori"… E' accaduto oggi tra le 15.05 e le 15.10. Nel territorio occupato di Trieste. Atti intimidatori in una terra che attende la propria liberazione… Dicono che qui l'Italia faccia queste esercitazioni perché il territorio assomiglia all'Afghanistan…

Roberto Giurastante:

Entrano anche in Slovenia, perché la Slovenia ha affidato la propria difesa aerea all'Italia… ma il Territorio Libero di Trieste non ha deciso di farsi occupare dallo Stato Italiano… Che gli aerei militari italiani sorvolino pure Lubiana, ma non Trieste… e che non passino a quota 35 metri in piena attuazione di tattiche di guerra per impaurire i "ribelli" triestini…

 

DIVIETO DI SORVOLO


2013.12.11 – IL FUTURO VA IN PORTO – ULTIMATUM ALL’ITALIA DA TRIESTE


Domenica 8 dicembre si è svolta a Trieste una grande manifestazione per dare l'ultimatun all'italia che se ne deve andare per lasciare libero il territorio di Trieste.
Il ritrovo era davanti alla stazione di Campo Marzio.
Da li sono partite in corteo circa 3500 persone.
E'stato posto il divieto di passare davanti al "PICCOLO" quotidiano infamatore verso i triestini.
La manifestazione pacifica è durata per circa 4 ore con l'arrivo a "PORTO FRANCO" dove si è poi tenuta il comizio con la partecipazione di varie delegazioni straniere di cui l'Austria e Moravia.
E' stata data lettura dei vari punti importanti che entreranno in vigore da subito ,di cui 8 in particolare che sono:

1. Art.18.2 dell’Allegato VIII al Trattato di Pace con L’Italia: “Il Direttore non deve essere cittadino jugoslavo o italiano.“
Il direttore dovrà di conseguenza essere selezionato quanto prima previo bando internazionale super partes, inoltre dovrà godere di tutti i poteri conferiti dagli artt. 18,19,20.

2. Art.2.1: “Il Porto Libero è istituito ed amministrato come una corporazione di Stato del Territorio Libero, avente tutti gli attributi di persona giuridica”
Dev’essere garantita quindi la completa autonomia dell’autorità amministrativa per il Porto di Trieste;

3. La sola forza di ordine pubblico consentita all’interno dei confini del Porto Libero potrà essere la polizia civile.

4. Art.2.2: “Tutte le proprietà statali e parastatali italiane nei limiti del Porto Libero,[…] saranno trasferite, senza pagamento, al Porto Libero.”
Va dunque finalizzato il passaggio definitivo di tutte le proprietàentro i confini del Porto Libero allo stesso.

5. Art.17: I firmatari devono “garantire libertà di comunicazione postale, telegrafica e telefonica tra l’area del Porto Libero e tutti i paesi”
Il Porto Libero dovrà disporre di un proprio sistema di poste e telecomunicazioni, del tutto indipendente e svincolato dai sistemi di comunicazione di qualsiasi Stato.

6. Art.7.1: “Il Direttore del Porto Libero può anche permettere l’elaborazione di merci“
Va data con urgenza l’autorizzazione ad avviare elaborazione di merci, attività manifatturiere e di emporialità senza alcun vincolo. In particolare, l’inutilizzato Magazzino 26 dovrebbe essere adibito in tempi brevissimi ad incubatore di start-up interno alla Free Zone.

7. Art.5.2: Le autorità non possono imporre “dazi doganali o pagamenti diversi da quelli imposti per servizi resi”.
Dev’essere quindi predisposta l’eliminazione di qualunque pagamento alle autorità amministrative italiane, ad eccezione di quelli per servizi resi, anche abolendo la sopratassa discriminatoria di cui al art. 4 del DPR 107 del 28/5/2009.

8. Art.18.3: “In tutte le assunzioni di personale la preferenza deve essere data a cittadini del Territorio Libero.”
Andranno infatti scelti con carattere preferenziale, a parità di competenze, cittadini di Trieste e Territorio.

Letto tutto questo, è stata prefissata la data in cui l'Italia se ne deve andare : 10 febbraio 2014 giorno di ricorrenza del trattato di pace del 1947.
Da quel momento inizieranno i lavori con grande gioa della folla che applaudiva a non finire.
In conclusione della conferenza il grande ROBERTO GIURASTANTE insieme a VITO POTENZA, altro grande leader triestino,hanno ringraziato tutte le delegazioni presenti, di cui quella veneta del MOVIMENTO DI LIBERAZIONE NAZIONALE DEL POPOLOVENETO.
Infine ci siamo salutati promettendoci rispettivamente collaborazione : "sempre uniti fino alla fine".
Queste sono state le parole di saluto un:
W TRIESTE da parte nostra e W SAN MARCO  E LA SERENISSIMA REPUBBLICA da parte loro con i saluti
al nostro Presidente e a tutto il Movimento.
WSM
Venetia, mercoledì 11.12.2013
Maria Marini Delegata del MLNV – Provveditore Generale del Governo Veneto Provvisorio

2013.09.15 – IL 15 SETTEMBRE APPUNTAMENTO ALLE ORE 16.30 IN PIAZZA DELLA STAZIONE A TRIESTE


Sarà una manifestazione adatta a famiglie, bambini, cani, etc… come sempre.
Le strategie politico-mediatiche di chi vuol male a Trieste sono sempre quelle, estremamente prevedibili, e quindi contrastabili senza alcun problema.
Arrivederci al 15 settembre, ore 16:30, piazza della Stazione.


In tempi di magra, una delle strategie più consolidate da parte del potere per distrarre l’opinione pubblica è quella di alimentare disordini e scontri politici.
In questo modo è più facile imporre il potere e si possono anche chiedere nuove leggi che inevitabilmente sono più liberticide.
Purtroppo quello che la storia ci insegna serve a poco e quando ci si trova di fronte alla “consolidata strategia”, di primo acchito non la si pensa come un tranello ordito allo scopo di destabilizzare ma passa inavvertita fino a quando ormai è troppo tardi.
Vengo al dunque: nella nostra mitteleuropea città di Trieste, accade che il prossimo 15 settembre sarà l’anniversario della nascita del Movimento Territorio Libero di Trieste ed è naturale pensare di celebrarlo ufficialmente.
Fa quasi tenerezza constatare che qualcuno si stia svegliando in questo assopito Paese perennemente dormiente e ancor di più che questo accada in una città assonnata per definizione (Trieste viene chiamata La Bella Addormentata).
Dunque qui, nel lontano Far East, si sta cominciando a vivere una sorta di stato nascente, un sussulto di democrazia, un conato di libertà che per tutti noi liberali e libertari dovrebbe essere salutato con doppia gioia: una perché è sempre bello vedere un insieme di persone che prendono coscienza del loro status e decidono di far emergere un comune avvenire e due perché stanno reagendo in maniera gandhiana con le armi della nonviolenza e della legalità all’occupazione del loro piccolo Stato da parte dell’Italia.
Non solo i Radicali sanno quanta fatica costi far rispettare le proprie leggi allo Stato italiano; quante iniziative nonviolente contro la letale cementificazione della condizione di flagranza criminale del Regime italiano contro lo Stato di Diritto.
Anche il TLT lo sa.
La pacata manifestazione era stata annunciata da tempo per unire i tanti concittadini dispersi nel mondo e per affermare l’orgoglio di essere cittadini di una terra “libera”.
Una sorta di cerimoniale collocato a metà strada tra il rito padano dell’ampolla e una marcia dell’orgoglio con venature pacifiche.
Tutti sappiamo quanto sia importante in questi tempi di tamburi di guerra e digiuni, riuscire ad essere pacifico anche se non necessariamente pacifista.
Tuttavia la manifestazione che si terrà a Trieste, capitale del TLT, è mal tollerata dalle autorità italiane.
Ma che c’entra l’Italia?
C’entra perché l’Italia pur avendo solo l’amministrazione provvisoria della Zona A del TLT ha finito per annettersi di fatto la città, mettendo sopra di essa il proprio ordinamento giuridico, istituzionale, fiscale e militare, comprimendo pesantemente i diritti dei cittadini e addirittura imponendo la cittadinanza italiana senza esercizio del diritto di autodeterminazione.
Insomma, lo Stato italiano ha inanellato una serie di azioni liberticide da far inorridire anche il più arrugginito dei Radicali.
Di fronte all’esercizio legittimo dei propri diritti l’Italia ha reagito con metodi “dissuasivi” tipici dei regimi autoritari: utilizzo degli organi di informazione per denigrare il Movimento TLT e impiego a mo’ di clava dell’autorità giudiziaria dedicata alla disapplicazione sistemica (fatta con sistema) della legalità internazionale nel territorio di Trieste.
Non resta che l’uso della forza e la consolidata strategia del potere chiude il suo cerchio.
Ma come si fa a manganellare un movimento nonviolento?
Facile, basta alzare il tiro per vedere se il Movimento ha il fegato di affrontare uno scontro.
Ovviamente lo scontro non può essere con la polizia (ché obbligherebbe la stampa nazionale a rivolgere lo sguardo su Trieste, non sia mai, siamo mica al Far West di Genova).
Ma chi si presta?

Chissà perché, per questi problemi c’è sempre una soluzione.

Et voilà, la soluzione arriva servita su un piatto d’argento.
Un sedicente Comitato Trieste Pro Patria, formato da movimenti dell’estrema destra italiana stampano un volantino dove si legge: “Il 15 settembre, anniversario dell’odioso diktat del 1947 che in spregio al tanto decantato principio di autodeterminazione dei popoli ha decretato l’olocausto delle genti di Istria, Fiume e Zara e l’accerchiamento di Trieste da confini iniqui, assurdi e antistorici…”.
E che fa la Questura di Trieste?
La Questura autorizza una contromanifestazione nella giornata delle celebrazioni del TLT da parte di questo sedicente comitato.
Alla contromanifestazione ha aderito anche il Partito Socialista Italiano; ciò va sottolineato per i compagni che ogni tanto rispolverano sogni di Rose nel Pugno.
Come al solito siamo di fronte ai ladri di Pisa, all’unità destra-sinistra sulla “questione Trieste” nel nome del nazionalismo italiano.
Davvero singolare che i “patrioti” italiani abbiano deciso di celebrare l’italianità di Trieste proprio nel giorno del “ricordo” caro ai tanti triestini che aspettano da sessant’anni di essere finalmente liberati dal giogo italiano.
Davvero singolare che chi è preposto a garantire l’ordine pubblico non veda la miscela esplosiva che sta innescando.
Oppure se ne rende conto e, proprio per questo, la vede benissimo.

 

MOVIMENTO TRIESTE LIBERA

2013.09.06 – L’INTERESSE ITALIANO DI BOICOTTARE LA MANIFESTAZIONE DI MOVIMENTO TRIESTE LIBERA


Con rifermento alla manifestazione pacifica indetta dal MTL (movimento Trieste libera) in programma per il 15 settembre c.a. in Trieste si rende nota l’autorizzazione, da parte della questura straniera italiana a Trieste, alla presenza di movimenti dell’estrema destra nazionalista per una contromanifestazione in medesima data.
Tale contromanifestazione può dar seguito a scontri anche violenti tra i manifestanti, dando per cui un riscontro negativo all’iniziativa.
Ricordando che fatti di tale gravità vengono spesso autorizzati per distogliere l’attenzione dalla reale causa della manifestazione.
Pertanto viene richiesto la presenza di osservatori internazionali per permettere un regolare svolgimento della manifestazione e monitoraggio sugli organi di pubblica sicurezza dello stato italiano e loro metodi.
WSM
Venetia, 7 settembre 2013
Matteo Montanari
Provveditore Generale del MLNV e del Governo Veneto Provvisorio

di ROBERTO GIURASTANTE

Il 15 settembre è l’anniversario della nascita del Territorio Libero di Trieste. Un evento importante che il Movimento Trieste Libera ha deciso di celebrare ufficialmente. Si tratta di un appuntamento atteso. Dopo decenni di oblio i cittadini di Trieste e del Territorio Libero hanno finalmente alzato la testa, reagendo con le armi della legalità all’occupazione del loro piccolo Stato da parte dei Paesi confinanti. La manifestazione è stata annunciata da tempo per unire i tanti concittadini dispersi nel mondo. Una manifestazione pacifica per affermare l’orgoglio del TLT e di essere cittadini di una terra “libera”.

La manifestazione che si terrà a Trieste, capitale del TLT, è ovviamente mal tollerata dalle autorità italiane. L’Italia infatti, pur essendo solo amministratrice provvisoria della Zona A del TLT l’ha annessa di fatto imponendovi il proprio ordinamento giuridico, istituzionale, fiscale e militare, comprimendo pesantemente i diritti dei cittadini ed imponendo la cittadinanza italiana senza esercizio del diritto di autodeterminazione.

Di fronte all’esercizio legittimo dei propri diritti da parte di migliaia di persone unite nel nome della libertà, l’Italia ha fino ad ora reagito con metodi “dissuasivi” tipici dei regimi autoritari. Con un limite che è determinato puramente dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea, già attivata dai ribelli triestini sulla “questione Trieste”.

Ma pur potendo contare sul controllo degli organi di informazione, impiegati in una massiccia azione di denigrazione contro il Movimento dei cittadini del TLT, e su un’autorità giudiziaria dedicata sistematicamente alla disapplicazione della legalità internazionale nel territorio di Trieste, il risultato è quello di un consolidamento del fronte di opposizione popolare all’occupazione italiana. Giunge così la notizia che per cercare di intimorire i cittadini del TLT la Questura di Trieste avrebbe pure autorizzato una contromanifestazione nella giornata delle celebrazioni del TLT. “Il 15 settembre, anniversario dell’odioso diktat del 1947 che in spregio al tanto decantato principio di autodeterminazione dei pooli ha decretato l’olocausto delle genti di Istria, Fiume e Zara e l’accerchiamento di Trieste da confini iniqui, assurdi e antistorici…”.

Così si legge nel volantino del Comitato Trieste Pro Patria formato da movimenti dell’estrema destra italiana. Alla contromanifestazione ha aderito anche il Partito Socialista Italiano: unità destra-sinistra sulla “questione Trieste” nel nome del nazionalismo italiano.

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Davvero singolare che i “patrioti” italiani abbiano deciso di celebrare l’italianità di Trieste nel giorno del “ricordo” caro ai tanti triestini che aspettano da sessantanni di essere finalmente liberati dal giogo italiano. Davvero singolare che chi è preposto a garantire l’ordine pubblico non si renda conto della miscela esplosiva che sta innescando.

In collaborazione con http://robertainer.blogspot.it/

Tratto da (CLICCA QUI)

 

2013.06.24 – CONTRO IL T.L.T. (TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE) SI SCHERA L’ “ESPRESSO” … MA CHE COINCIDENZA!

Come ha fatto per il MLNV dedicandogli la copertina e vomitando menzogne mediatiche l' "espresso" si scaglia anche contro il T.L.T.


di ROBERTO GIURASTANTE

Dopo la manifestazione di Trieste Libera a Vienna e la messa in mora del Governo e delle autorità italiane, non potevano mancare naturalmente le reazioni da parte del sistema di potere locale che da 60 anni domina indisturbato la città dall’alto di una rete di corruttele inscalfibile e garantita dallo Stato occupante.

Stiamo parlando di una classe politica pienamente responsabile del progressivo annientamento economico, ambientale, sociale dell’ex perla del Mediterraneo. La città-porto della Mitteleuropa con i suoi cantieri, trasformata in comoda discarica di Stato per l’Italia. Inquinamenti dovunque.

Dal Carso, paradiso naturalistico saccheggiato dalle ecomafie italiane, al porto internazionale ridotto a scalo di terzo livello per non disturbare i traffici marittimi italiani.

Una classe politica di imbelli, frutto di una feroce selezione negativa dei quadri, che ha lavorato e lavora per distruggere l’economia di Trieste mettendosi a disposizione dei padroni, non può certo gradire la ribellione della legalità che  il Movimento Trieste Libera ha avviato richiedendo il ripristino della “normalità”.

Normalità che da queste parti si chiama Trattato di Pace di Parigi del 1947, in base al quale Trieste ed il suo porto godono dello “status giuridico” di Stato indipendente e di territorio internazionale, sotto semplice amministrazione fiduciaria affidata provvisoriamente al Governo (non allo Stato) italiano.

Non c’è da stupirsi quindi che questi politici, corresponsabili di un saccheggio senza fine (addirittura l’intero demanio del Territorio Libero è stato trasferito d’ufficio in violazione dei trattati internazionali alla Repubblica italiana, un furto ai danni dei cittadini di Trieste    valutabile in svariate decine di miliardi di euro), siano ora preoccupati del risveglio della città.

Le loro menzogne non possono più proteggerli. I cittadini ora sono informati. Informati e sempre più arrabbiati per la miseria in cui stanno sprofondando grazie alla gestione della mala partitocrazia italiana.

Possiamo così spiegare l’ennesima figuraccia che i rappresentanti della casta hanno fatto nello spazio di attacco creato per loro ad hoc dal solito giornale del regime italico, ovvero il quotidiano Il Piccolo.

Trieste Libera è incontenibile nella sua crescita?

Allora denigriamoli facendoli sembrare un gruppo di “agitatori-svitati” che agiscono guidati dal solito misterioso “grande fratello”.

Un’inversione della realtà davvero sorprendente che lascerebbe molti dubbi anche ai pochi che non conoscessero la sinistra fama del giornale del sistema (a Trieste chiamato non affettuosamente “Il bugiardello”).

Di fronte alla innegabile esistenza e validità dei Trattati internazionali riconosciuti – ad esempio – dal Dipartimento di Stato USA e dall’Unione Europea, i signori della disinformazione si sono limitati a dire che per loro, alti rappresentanti dell’opprimente “patriziato” locale il TLT avrebbe ZERO PESO GIURIDICO (ex sindaco di Trieste Dipiazza), che le affermazioni dei rappresentanti di Trieste Libera “non hanno alcun fondamento giuridico” (sindaco Cosolini), che si tratterebbe di “idiozie, schiocchezze enormi, strampalate teorie di una lobby che ha lo scopo di ingessare il Porto per altri 30 anni…” (avvocato Antonini), che quelli di MTL “vanno a ripescare, su un fondo di sostanziale ignoranza, fatti che poi usa in modo equivoco…” (storico Spazzali).

Non c’è  che dire: un concentrato di nulla in diritto di notevole spessore solo per le offese gratuite che questi signori stanno lanciando contro i tanti triestini che si identificano nella legalità del diritto internazionale propugnata da MTL.

Un concentrato di nulla condito peraltro dalle solite minacciose dichiarazioni del sindaco Roberto Cosolini, contro i pericolosi avversari di MTL accusati usare toni “troppo aggressivi”:  come se la miseria e la disperazione della gente ridotta sul lastrico si potesse esprimere con il “bon ton” della nullità assoluta della politica italiana che loro rappresentano.

Cosolini ha da poco querelato La Voce di Trieste, unico giornale che ha avuto il coraggio di denunciare il tentato esproprio del Porto Franco Nord (Porto Vecchio) di Trieste, sostenuto da una cupola di malaffare trasversale che  ne vorrebbe urbanizzare anche i preziosi ed inalienabili punti franchi.

Una speculazione immobiliare colossale sostenuta dall’amministrazione comunale e che metterebbe la parola fine al Porto di Trieste, sacrificato agli interessi italiani.

Che non sono quelli di Trieste.

Ma i triestini non si fanno più intimidire.

*http://robertainer.blogspot.it

 

Tratto da (CLICCA QUI)

2013.06.03 – AL FISCO ITALIANO NON PIACE “TRIESTE LIBERA” . CHI DISOBBEDISCE IN GALERA.

Tratto da un articolo de LINDIPENZA (clicca qui)
 
di ROBERTO GIURASTANTE
Che la situazione critica di Trieste dopo decenni di malgoverno italiano sia sul punto di non ritorno è abbastanza evidente anche agli osservatori più distratti. La rabbia dei cittadini cova sotto le ceneri di un incendio mai domato dagli invasori italiani. La rabbia che, giorno dopo giorno, monta nella disperazione assoluta della povertà dilagante, trasformandosi in odio. Odio verso gli arroganti e prepotenti occupanti italiani rappresentati pienamente da tutte le istituzioni di questa “particolare” Repubblica della malavita organizzata.
Odio attizzato dalla sempre più feroce repressione fiscale, che ha come esecutori l’illegittima Agenzia delle Entrate e i suoi bracci operativi: Equitalia SpA come esattore e la Guardia di Finanza, forza armata dello Stato, come minaccioso controllore ed esecutore.  Una presenza quella delle “Fiamme Gialle” nel Territorio Libero di Trieste sgraditissima ed espressamente vietata dal Trattato di Pace del 1947 ad oggi in vigore e dalle leggi della stessa Repubblica Italiana che lo recepiscono. Obbligatoriamente si dovrebbe aggiungere, visto che l’Italia quale Paese aggressore ed alleato della Germania nazista aveva perso la seconda guerra mondiale.
Da queste parti le “fiamme gialle” si ricordano per le feroci repressioni tributarie, con cui l’Italia aveva voluto “colonizzare” la Trieste mitteleuropea proveniente da 536 anni di buon governo austriaco, avvenute durante la prima annessione italiana tra il 1920 ed il 1943, e per il ruolo che poi – arruolate nelle SS – ebbero durante l’interregno del Terzo Reich (si veda il post: http://robertainer.blogspot.it/2012/04/dalle-ss-alla-guardia-di-finanza-la.html) nella lotta antipartigiana e agli “evasori fiscali” (in tempo di guerra tra gli evasori fiscali rientravano i poveracci che per campare dovevano arrabattarsi per trovare i generi di sussistenza vitale: lo stesso comando militare tedesco definiva l’operato della GDF “troppo repressivo”…).
Trieste ebbe solo un periodo di pace tra il 1947 e il 1954 sotto il GMA (Governo Militare Alleato), quando gli uomini in divisa grigia con le loro mostrine gialle dovettero rimanere fuori dal confine del Territorio Libero. Ma dal 1954 con il ritorno dell’amministratore italico i finanzieri si ripresentarono immarcescibili a Trieste per continuare la loro opera vessatoria nei confronti dei cittadini di un territorio pervicacemente reclamato dallo Stato italiano, ma mai ad esso concesso ufficialmente.  La presenza della GDF da quel giorno è quindi da considerarsi perfettamente illegale non essendo consentita dal Trattato di Pace che il Governo italiano quale amministratore civile provvisorio si era impegnato a rispettare con il Memorandum di Londra sottoscritto con USA e Regno Unito. Il successivo Trattato di Osimo accordo bilaterale con la ex Jugoslavia, spesso evocato per far credere che con esso sia stata normalizzata e definitivamente risolta la “questione Trieste”, nulla poteva modificare dei precedenti accordi internazionali.
Non avendo lo Stato italiano la possibilità di far pagare al Territorio Libero di Trieste il debito pubblico italiano passato ed attuale (tale esclusione è stabilita tassativamente dall’articolo 5 dell’Allegato X del Trattato di Pace che l’Italia e il Governo italiano si sono entrambi impegnati a rispettare), non potendo sovrapporre il proprio ordinamento a quello del TLT in fittizia simulazione di sovranità ad oggi inesistente ai sensi dell’art. 21 comma 2 del Trattato di Pace in vigore (l’art. 21 comma del Trattato di Pace del 1947 afferma che la sovranità italiana su Trieste è cessata il 15 settembre del 1947), tutte le tasse imposte della Repubblica Italiana nella Zona A del TLT sono assolutamente illegittime. Ed è quindi in conclamata violazione del diritto internazionale vigente che la Guardia di Finanza Italiana, agendo al di fuori della propria giurisdizione e quale Forza Armata dello Stato italiano – quindi in ulteriore elusione del Trattato di Pace che all’art. 3 dell’Allegato VI stabilisce che il TLT è smilitarizzato e neutrale e che a nessuna Forza Armata è permesso di insediarvisi al suo interno salvo che per ordine del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite – sta attuando una azione di repressione nei confronti dei cittadini di Trieste che si oppongono alle illegali tasse imposte dall’Italia disconoscendo la sovranità della Repubblica italiana sulla Zona A del TLT.
Una repressione fatta anche di controlli fiscali intimidatori e vessatori da parte delle Fiamme Gialle che vogliono far sentire ai triestini il peso del potere di questa effettiva occupazione militare. Controlli, spesso brutali nel loro metodo, fatti nei confronti di un popolo sottomesso e reo di essere “troppo civile”. I triestini sono mitteleuropei ed hanno un senso del rispetto (fin troppo) nei confronti delle autorità ereditato dai cinque secoli e mezzo di appartenenza all’Impero Austroungarico. Ma l’Italia non è l’Austria. Per l’Italia Trieste è solo una preda di guerra, terra di saccheggio da sfruttare al massimo. Finché sarà possibile. I finanzieri qui si presentano armati a fare irruzione nei luoghi di lavoro o nelle case dei presunti “evasori”. Manco questa fosse una terra di mafia, come la loro. Provate a pensare di trovarvi questi uomini nelle loro grigie divise, mitraglietta PM 12 Beretta da 550 colpi al minuto in pugno e pistole automatiche calibro 9 mm ben in vista, che entrano nei vostri negozi, nei vostri uffici, nelle vostre case, per controllare la contabilità, verificare se i vostri clienti hanno gli scontrini fiscali; oppure semplicemente perché stanno svolgendo un’inchiesta come PG (Polizia Giudiziaria) al servizio della Procura della Repubblica italiana di Trieste.
Vi possono prelevare di forza e portare nei loro uffici o in tribunale per farvi “confessare” i vostri “reati”. Senza nessuna garanzia, senza nessun diritto: voi per loro non ne avete. Tutto è possibile in un Paese dove il diritto è nelle mani di un potere giudiziario assoluto, e in cui i cittadini possono essere condannati senza processo; condanne preventive le chiamano, servono a sveltire la “giustizia” dicono i professionisti del sistema giudiziario italiano.  Ogni anno duemila illegittimi decreti penali di condanna vengono così emessi contro i cittadini di Trieste. Condanne illegittime in violazione dei fondamentali diritti umani che ora vanno a colpire coloro che osano sfidare i militari armati delle Fiamme Gialle denunciando le loro azioni nella Zona A del TLT. Perché per la Guardia di Finanza i cittadini di Trieste che si appellano al Trattato di Pace e alle stessi leggi italiane vigenti (il trattato di pace è ratificato con legge 3054 del 25.11.1952 in vigore, oltre che eseguito nella Costituzione repubblicana agli articoli 10 e 117) sono una seria minaccia. E il Movimento Trieste Libera punto di riferimento per l’affermazione dei diritti del TLT e dei suoi cittadini, e baluardo contro l’annessione italiana del Porto Franco Internazionale di Trieste, è diventato una “emergenzialità” tale da richiedere l’intervento urgente del Comando Generale del Corpo. Mano libera per stroncare la ribellione della legalità esplosa a Trieste. Questo è quello che chiedono a Roma i militari della GDF. Prima che questo pericoloso virus possa diffondersi  e venga fatta luce su sessanta anni di  criminale disamministrazione italiana a  Trieste e sul suo Porto Internazionale. Della quale l’Italia deve rispondere alla comunità internazionale e ai cittadini amministrati.
Si può ben capire quindi che i ladri, gli eversori del diritto internazionale, siano entrati nello stadio di massimo allarme e abbiano interesse a innescare la violenza per coprire le loro malefatte. Come potrebbero altrimenti spiegare che nel loro BOTTINO DI GUERRA hanno incredibilmente inserito le proprietà inalienabili del Porto Internazionale di Trieste e dei suoi Punti Franchi, attribuendole ad amministrazioni della Repubblica Italiana, imponendovi così il pagamento di tasse e concessioni illegali, e tutto sotto lo stretto controllo della Guardia di Finanza insediata con i suoi gruppi operativi proprio all’interno delle aree extra doganali e al di fuori della giurisdizione italiana del Porto di Trieste?
Di seguito la richiesta della GDF alla Procura della Repubblica di Trieste per potere attivare contro il Movimento Trieste Libera (MTL) gli “Organi di Vertice” delle Fiamme Gialle. Naturalmente la Procura della Repubblica di Trieste ha dato il proprio assenso. La persona per cui è stata richiesta l’immediata condanna eseguita con decreto penale dalla sezione GIP del Tribunale di Trieste è un associato a MTL che di fronte ad un controllo fiscale da parte della GDF nella sede della sua attività commerciale aveva comunicato ai finanzieri che essi stavano violando i suoi diritti stabiliti dal Trattato di Pace. Tanto è bastato per far scattare la “punizione”. Ecco un estratto del verbale redatto dalla GDF: “Lo stesso, dopo la conclusione degli atti, ha inteso consegnare ai militari operanti un foglio, verosimilmente riconducibile al predetto Movimento (Trieste Libera n.d.r.), nel quale vengono riportate talune osservazioni circa la asserita carenza di sovranità italiana sul “Territorio Libero di Trieste” e si conclude con l’indicazione: “… Tutto ciò premesso: Si evidenzia che nel procedimento in corso il pubblico ufficiale procedente agendo in rappresentanza della Repubblica Italiana nella Zona A del Territorio Libero di Trieste sta violando il Trattato di Pace del 1947 e i diritti da questo garantiti al sottoscritto cittadino del Territorio Libero di Trieste che ne sta chiedendo il rispetto”. 
Un cittadino di Trieste è stato quindi condannato dalla Giustizia italiana per avere esercitato un proprio diritto chiedendo il rispetto delle Leggi internazionali. Si tratta di un fatto gravissimo. E’ un atto di guerra. Ma quel cittadino appellandosi alle Leggi internazionali ha chiesto anche il rispetto delle Leggi e della Costituzione della Repubblica Italiana, la cui disapplicazione da parte degli stessi pubblici ufficiali italiani costituisce alto tradimento. Oppure no?
In collaborazione con http://robertainer.blogspot.it
 
Tratto da un articolo de LINDIPENZA (clicca qui)

TRIESTE LIBERA

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Il movimento Trieste Libera nasce in un momento di estrema difficoltà per la città di Trieste, per il suo Territorio e per l'Europa intera.
Mentre le attuali amministrazioni operano in uno status di illegalità locale e internazionale, il Trattato di Pace con l'Italia, firmato a Parigi nel 1947 e assolutamente in vigore, viene completamente ignorato.
Noi, il popolo, siamo cittadini del Territorio Libero di Trieste,
e rivendichiamo il nostro diritto a vivere in una condizione di benessere individuale e collettivo.
Il Territorio Libero di Trieste è, per definizione, multiculturale, multilingue e intimamente mitteleuropeo.
Noi favoriamo il processo di internazionalizzazione del tessuto del Territorio:
vogliamo fare parte di una popolazione aperta a lingue e culture, in grado di trovare ispirazione nella lunga fase di sviluppo come emporio del Centro Europa.
Il Porto Libero di Trieste, motore principale dell'economia, non può decollare o sostenere investimenti reali, senza che venga prima ristabilito uno status di legalità.
Una volta rianimato il cuore pulsante del Territorio, intendiamo agevolare processi avanzati di innovazione nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione industriale di qualità.
Vanno sostenuti la lavorazione e l'uso dell'alta tecnologia, anche al fine di diminuire l'impatto sull'ambiente.
Il Territorio è stato infatti stravolto da un fortissimo inquinamento di natura dolosa, che è potuto avvenire solamente grazie alla complicità di tutte le amministrazioni che si sono succedute nei decenni passati.
Siamo inoltre coscienti di come uno stato in fallimento — il cui debito non appartiene per legge ai triestini! – non possa essere in grado di far fronte alle priorità reali del Territorio, come trovare la soluzione ad un insostenibile regime fiscale.
Mentre l'Europa si interroga sulle condizioni di profonda crisi in cui versa, il movimento punta a migliorare drasticamente la qualità della vita nel Territorio, garantendo la piena applicazione dei Diritti umani, collettivi ed individuali che appartengono ad ognuno di noi.
Il movimento Trieste Libera rappresenta gli interessi fondamentali della stragrande maggioranza del popolo del Territorio, e ne rivendica le specificità politiche, legislative, economiche e fiscali determinate dal Trattato di Pace.
Per tutte queste ragioni, il raggiungimento di uno status di legalità è il nostro obiettivo principale.
Noi, il popolo, chiediamo pertanto la piena e completa finalizzazione del Territorio Libero di Trieste. 
 
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