2013.09.15 – IL 15 SETTEMBRE APPUNTAMENTO ALLE ORE 16.30 IN PIAZZA DELLA STAZIONE A TRIESTE


Sarà una manifestazione adatta a famiglie, bambini, cani, etc… come sempre.
Le strategie politico-mediatiche di chi vuol male a Trieste sono sempre quelle, estremamente prevedibili, e quindi contrastabili senza alcun problema.
Arrivederci al 15 settembre, ore 16:30, piazza della Stazione.


In tempi di magra, una delle strategie più consolidate da parte del potere per distrarre l’opinione pubblica è quella di alimentare disordini e scontri politici.
In questo modo è più facile imporre il potere e si possono anche chiedere nuove leggi che inevitabilmente sono più liberticide.
Purtroppo quello che la storia ci insegna serve a poco e quando ci si trova di fronte alla “consolidata strategia”, di primo acchito non la si pensa come un tranello ordito allo scopo di destabilizzare ma passa inavvertita fino a quando ormai è troppo tardi.
Vengo al dunque: nella nostra mitteleuropea città di Trieste, accade che il prossimo 15 settembre sarà l’anniversario della nascita del Movimento Territorio Libero di Trieste ed è naturale pensare di celebrarlo ufficialmente.
Fa quasi tenerezza constatare che qualcuno si stia svegliando in questo assopito Paese perennemente dormiente e ancor di più che questo accada in una città assonnata per definizione (Trieste viene chiamata La Bella Addormentata).
Dunque qui, nel lontano Far East, si sta cominciando a vivere una sorta di stato nascente, un sussulto di democrazia, un conato di libertà che per tutti noi liberali e libertari dovrebbe essere salutato con doppia gioia: una perché è sempre bello vedere un insieme di persone che prendono coscienza del loro status e decidono di far emergere un comune avvenire e due perché stanno reagendo in maniera gandhiana con le armi della nonviolenza e della legalità all’occupazione del loro piccolo Stato da parte dell’Italia.
Non solo i Radicali sanno quanta fatica costi far rispettare le proprie leggi allo Stato italiano; quante iniziative nonviolente contro la letale cementificazione della condizione di flagranza criminale del Regime italiano contro lo Stato di Diritto.
Anche il TLT lo sa.
La pacata manifestazione era stata annunciata da tempo per unire i tanti concittadini dispersi nel mondo e per affermare l’orgoglio di essere cittadini di una terra “libera”.
Una sorta di cerimoniale collocato a metà strada tra il rito padano dell’ampolla e una marcia dell’orgoglio con venature pacifiche.
Tutti sappiamo quanto sia importante in questi tempi di tamburi di guerra e digiuni, riuscire ad essere pacifico anche se non necessariamente pacifista.
Tuttavia la manifestazione che si terrà a Trieste, capitale del TLT, è mal tollerata dalle autorità italiane.
Ma che c’entra l’Italia?
C’entra perché l’Italia pur avendo solo l’amministrazione provvisoria della Zona A del TLT ha finito per annettersi di fatto la città, mettendo sopra di essa il proprio ordinamento giuridico, istituzionale, fiscale e militare, comprimendo pesantemente i diritti dei cittadini e addirittura imponendo la cittadinanza italiana senza esercizio del diritto di autodeterminazione.
Insomma, lo Stato italiano ha inanellato una serie di azioni liberticide da far inorridire anche il più arrugginito dei Radicali.
Di fronte all’esercizio legittimo dei propri diritti l’Italia ha reagito con metodi “dissuasivi” tipici dei regimi autoritari: utilizzo degli organi di informazione per denigrare il Movimento TLT e impiego a mo’ di clava dell’autorità giudiziaria dedicata alla disapplicazione sistemica (fatta con sistema) della legalità internazionale nel territorio di Trieste.
Non resta che l’uso della forza e la consolidata strategia del potere chiude il suo cerchio.
Ma come si fa a manganellare un movimento nonviolento?
Facile, basta alzare il tiro per vedere se il Movimento ha il fegato di affrontare uno scontro.
Ovviamente lo scontro non può essere con la polizia (ché obbligherebbe la stampa nazionale a rivolgere lo sguardo su Trieste, non sia mai, siamo mica al Far West di Genova).
Ma chi si presta?

Chissà perché, per questi problemi c’è sempre una soluzione.

Et voilà, la soluzione arriva servita su un piatto d’argento.
Un sedicente Comitato Trieste Pro Patria, formato da movimenti dell’estrema destra italiana stampano un volantino dove si legge: “Il 15 settembre, anniversario dell’odioso diktat del 1947 che in spregio al tanto decantato principio di autodeterminazione dei popoli ha decretato l’olocausto delle genti di Istria, Fiume e Zara e l’accerchiamento di Trieste da confini iniqui, assurdi e antistorici…”.
E che fa la Questura di Trieste?
La Questura autorizza una contromanifestazione nella giornata delle celebrazioni del TLT da parte di questo sedicente comitato.
Alla contromanifestazione ha aderito anche il Partito Socialista Italiano; ciò va sottolineato per i compagni che ogni tanto rispolverano sogni di Rose nel Pugno.
Come al solito siamo di fronte ai ladri di Pisa, all’unità destra-sinistra sulla “questione Trieste” nel nome del nazionalismo italiano.
Davvero singolare che i “patrioti” italiani abbiano deciso di celebrare l’italianità di Trieste proprio nel giorno del “ricordo” caro ai tanti triestini che aspettano da sessant’anni di essere finalmente liberati dal giogo italiano.
Davvero singolare che chi è preposto a garantire l’ordine pubblico non veda la miscela esplosiva che sta innescando.
Oppure se ne rende conto e, proprio per questo, la vede benissimo.

 

MOVIMENTO TRIESTE LIBERA

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