ALPINI ITALIANI

VINCERE O SOCCOMBERE?

Mi chiedo …
e se dovesse giungere il momento che per non soccombere si è costretti a vincere la prepotenza altrui con la forza e anche con l'estremo atto di togliere la vita al tuo oppressore?
L'oppresso si fa forse carnefice?
E il tiranno è forse "vittima" della sua stessa prepotenza? 
La storia dell'umanità è intrisa di violenza e di guerre ma quasi sempre scatenate dal più forte, da colui che crede di non patire le conseguenze delle sue stesse azioni.
E' necessario riequilibrare le posizioni, affinché l'uno non sottometta l'altro, affinché il mite non abbia a conoscere il peso della mano che sopprime e il violento e il prepotente conosca i limiti e le conseguenze delle sue azioni.
Dio ci scampi da tale passo, ma il momento è vicino, molto vicino.
Ma al punto in cui si è arrivati è meglio essere chiari.
Si può invocare la legittima difesa contro lo stato straniero italiano?
Si dice che la "legittima difesa" nell'ordinamento giuridico italiano, è una causa di giustificazione.
Ma quando realmente si configura una situazione di pericolo … quando si respinge una violenza attuale o quando vi sia il concreto pericolo di subire una prevedibile imminente violenza?
La legittima difesa comporta per forza un'aggressione e una reazione ad essa.
Ma è forse necessario che la vittima debba lasciar fare all'aggressore ciò che vuole per giustificare la sua reazione?
Non è forse suo diritto prevenire un prevedibile male ingiusto?
La vittima non tutela forse una suo diritto inalienabile?
E veniamo al dunque.
Esiste forse una causa giustificativa a favore dell'aggressore per cui la sua minaccia possa non essere considerata ingiusta e illegale?
Ovvero, vi sono minacce e aggressioni ai diritti della persona umana che possono essere non considerate tali, per legge?
Ci sono aggressioni che possono essere giustificate dalla legge?
Ovvero, vi possono essere istituzioni dello stato e circostanze per le quali siano esse legittimate a violare i diritti umani delle persone?
Se si, quali inimmaginabili interessi dovrebbero tutelare per sopraffare i diritti umani delle persone?
Facciamo un esempio banalissimo.
Il Cittadino Veneto che critica, anche aspramente, la provocazione dell'ostentazione su ogni palo della luce di ben tre bandiere italiane, si trova sul posto legittimamente perché è a casa sua, ed esprime a diritto il proprio disappunto su un simbolo dello stato occupante che non ha invece diritto di trovarsi in quel luogo.
E' chiaro che lo sfoggio del tricolore è una sfida e una minaccia ai valori e sentimenti per la propria Patria … è un atto vile è una vera e propria aggressione ai sentimenti di amor patrio per i Veneti.
La festa degli alpini è stato solo il pretesto usato dall'italia per dar sfogo a questa aggressione.
Questo è neo-colonialismo culturale.
Ed è così poi che l'aggressione, che provoca ciò che viene considerata un'offesa e un vilipendio per una bandiera, che non è la nostra, trova unanimi e concordi l'accusa e un giudice di un tribunale tutto italiano.
In poche parole l'aggressore è vittima e subisce la reazione del cittadino veneto che critica e non tace l'oltraggio che viene fatto alla propria Patria.
E dove sarebbe l'imparzialità di un giusto processo quando accusa e giudizio sono esercitate in difetto assoluto di giurisdizione da due autorità italiane, in un tribunale italiano, contro un Veneto che tale si professa e che difende l'aggressione al proprio sentimento nazionale e difende la propria Patria?
Dov'è la garanzia della terzietà del giudice italiano?
Se è punibile la reazione (a parole) non è forse punibile anche la provocazione?
Non è forse legittima la difesa della propria Patria onorata da un Cittadino Veneto che ritiene offensiva l'ostentazione del tricolore italiano?
Non è forse un aggressione sbandierare con tanta ostentazione il tricolore italiano su queste nostre terre marciane a dispetto e disprezzo della Serenissima Patria?
Ciò che viene definito vilipendio degli emblemi e delle forze armate sono dello stato italiano, uno stato che ci occupa ed è qui presente illegalmente "ab origine", con la menzogna, con la truffa, con la frode.
Diciamo la verità una volta tanto.
Lo stato italiano non tollera che si metta in discussione tale verità nascosta, che si mettano in discussione i suoi simboli e le sue forze armate.
Deve imporre la sua bandiera e non tollera che la si critichi.
All'italia va forse ricordato che la libertà di manifestazione del pensiero o libertà di coscienza è un diritto riconosciuto negli ordinamenti democratici… quindi mal si giudica una simile repressione.
La libertà di espressione è sancita anche dall'art. 10 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali ratificata dall'Italia con l. 4 agosto 1955, n. 848 che recita:
"Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione.
Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.
All'italia va forse ricordato che la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo è un documento sui diritti individuali, firmato a Parigi il 10 dicembre 1948, la cui redazione fu promossa dalle Nazioni Unite perché avesse applicazione in tutti gli stati membri.
Nel preambolo si recita:
"Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo;
Considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti umani hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell'umanità, e che l'avvento di un mondo in cui gli esseri umani godano della libertà di parola e di credo e della libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell'uomo;
Considerato che è indispensabile che i diritti umani siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l'uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l'oppressione;
Considerato che è indispensabile promuovere lo sviluppo di rapporti amichevoli tra le Nazioni;
Considerato che i popoli delle Nazioni Unite hanno riaffermato nello Statuto la loro fede nei diritti umani fondamentali, nella dignità e nel valore della persona umana, nell'uguaglianza dei diritti dell'uomo e della donna, ed hanno deciso di promuovere il progresso sociale e un miglior tenore di vita in una maggiore libertà;
Considerato che gli Stati membri si sono impegnati a perseguire, in cooperazione con le Nazioni Unite, il rispetto e l'osservanza universale dei diritti umani e delle libertà fondamentali;
Considerato che una concezione comune di questi diritti e di questa libertà è della massima importanza per la piena realizzazione di questi impegni;
L'ASSEMBLEA GENERALE
proclama la presente dichiarazione universale dei diritti umani come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società, avendo costantemente presente questa Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l'insegnamento e l'educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e internazionale, l'universale ed effettivo riconoscimento e rispetto tanto fra i popoli degli stessi Stati membri, quanto fra quelli dei territori sottoposti alla loro giurisdizione."
Ricordiamo all'italia in particolar modo l'art.19 che recita:
"Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere."
Ed ecco così avuta anche la risposta al dilemma morale che mi affliggeva "vincere o soccombere?".
Proprio la Carta dei diritti umani recita:
è indispensabile che i diritti umani siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l'uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l'oppressione.
Dunque è moralmente lecito ribellarsi alla tirannide e all'oppressione italiana, ancor più se non sono rispettati i diritti umani.
Mediterò su questo ve lo assicuro.
WSM
Venetia 4 marzo 2019
Sergio Bortotto
Presidente del MLNV e del Governo Veneto Provvisorio
 

IL DOVERE MORALE DI RESISTERE ALLO STATO STRANIERO ITALIANO.

Oggetto: INVITO A PUBBLICA MENZIONE
E' SEMPRE PIU' UN DOVERE MORALE "RESISTERVI".
 
at
 
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI ITALIANO
Palazzo Chigi – Piazza Colonna 370 – 00187 Roma – Italia
 
AL TRIBUNALE STRANIERO ITALIANO IN TREVISO
– GIUDICE ITALIANO BRUNO CASCIARRI
– PUBBLICO MINISTERO ITALIANO NEL PROC. PEN.4733/17
– FUNZIONARIO GIUDIZIARIO BRUNO CARUZZO
– AVVOCATO CRISTIANA POLESEL DIFENSORE D'UFFICIO
 
e per l'ulteriore a praticarsi
 
– SEGRETERIA DI STATO – SEDE
– DIVISIONE FEDERALE INVESTIGATIVA
  PROVEDITORATO GENERALE DE LA POLISIA JUDISIARIA
  DIPARTIMENTO DE JUSTIXIA
 
 
"REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO"
… già questo basta per incoraggiarmi a lottare per la liberazione della mia Terra.
Sono un Patriota e combatto per la liberazione del Popolo Veneto e questo vi basti … per ora.
Sono fiero di essere ciò che sono e conosco i miei doveri riguardo alla mia Patria.
Ho scoperto la vostra impostura e sono grato di non essere italiano … ma VENETO.
E' glorioso il passato forgiato dai nostri antenati e solo a loro è ora subordinata la mia disciplinata ubbidienza … non a voi, mai a voi.
Condanniamo noi l'indesiderata presenza del vostro tricolore sulle nostre terre … mai lo onoreremo, fosse anche per la pretesa di issarlo su ogni palo di strada e di imporci la visione di ciò che ripudiamo.
Voi avete conseguito l'offesa provocando ciò che ritenete un'ingiuria … non pretendete che si desista dal difendersi perché noi si agisce sempre con il generale consenso dei Veneti perché tali sono i motivi che per noi hanno particolare valore morale e sociale.
Se ritenete che la bandiera italiana sia stata disprezzata e degradata allora non esponetela  nelle nostre strade come se fossero le vostre, non ostentatela nelle nostre piazze come se fossero le vostre e abbiate riguardo di queste terre e del Popolo Veneto che sempre più a stento mal si rassegna.
Se ritenete offensive le mie affermazioni e degradanti, non provocatele, siate parchi e con cautela sfidate un Popolo che angariate e che asservite alle vostre pretese.
Schiavi a casa nostra mai servi … ormai consapevoli però di ciò che siamo, da sempre un Popolo e una Nazione.
Nonostante tutto ci onora la sfida perché a noi è dato il tempo in cui la Patria sta chiamando i suoi figli e a noi spetta di non essere inutili protagonisti e di riscattare l'onore dei nostri padri e di una Nazione così meschinamente asservita.
Mi condannate perché ritenete offensive le mie critiche alle vostre provocazioni ma gravi invece sono le offese che la vostra corte costituzionale ha arrecato all'intero Popolo Veneto asserendo che non esiste.
Io esisto eccome e con me milioni di altri Veneti e la nostra bandiera è il Gonfalone di San Marco altro che il vostro tricolore.
Se la libertà di opinione trova per voi italiani i suoi limiti all'interno dei diritti costituzionali per noi Veneti è un dovere morale difendere le nostre tradizioni e i nostri simboli contro ogni prepotente prevaricazione.
Se le espressioni usate per voi sono oggettivamente ingiuriose e spregiative riguardo alla vostra bandiera non imponetela perché non ha posto nel cuore dei Veneti che la ripudiano come il simbolo dello stato occupante.
Della reputazione del vostro stato, dei vostri simboli e delle vostre istituzioni noi non ci preoccupiamo visto che ci imponete ciò che non ci rappresenta e che rifiutiamo.
Noi abbracciamo le conseguenze della nostra fedeltà alla Patria, voi non nascondetevi dietro le vostre sentenze per scagionare la frode che tramandate.
Abbiate il coraggio dei giusti, desistete dalla vostra tirannide o le future generazioni vi ricorderanno per ciò che siete… oppressori, tiranni, invasori.
 
PER CIO' VI DICO
che Sergio Bortotto, in libertà di coscienza e volontà, ha dichiarato la propria sovranità come essere umano, di essere di nazionalità e cittadinanza Veneta e identificando come unica valida autorità sui territori occupati della Serenissima Patria il Governo Veneto Provvisorio (GVP) costituito ai sensi e per gli effetti dell'art.96.3 del Primo Protocollo addizionale (1977) alle convenzioni di Ginevra del 1949 sotto l'egida di questo Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto (MLNV) che con la pubblicazione all'Albo Ufficiale del GVP ha invalidato ogni notifica prodotta dalle autorità d’occupazione straniere italiane sui territori della Repubblica Veneta.
OSSERVATO CHE
come Cittadino del Popolo Veneto
  • ha pubblicamente espresso la propria capacità a manifestare validamente e coscientemente la propria volontà nel compimento di atti giuridici di cui è palesemente consapevole.
  • ha così manifestamente espresso e notificato ad ogni autorità d'occupazione straniera italiana il proprio diritto a non essere costretto a eseguire alcunché in relazione a qualsiasi tipo di provvedimento da esso emanato.
  • non è suddito dello stato italiano e non è obbligato in alcun modo verso di esso.
  • come essere umano, manifestamente di nazionalità e cittadinanza Veneta, ha anche il dovere morale di opporsi ad ogni artifizio e inganno che lo induca ad essere reso in schiavitù o asservito in qualsivoglia maniera alle autorità d'occupazione straniere italiane.
  • non si identifica con l'imposta cittadinanza italiana e non si sente obbligato a riconoscere l'illegale giurisdizione dello stato straniero italiano.
  • ha manifestamente esercitato il diritto e potere di rappresentare se stesso.
  • si è riconosciuto Veneto per diritto naturale identificandosi nel Popolo Veneto quale comunità di Genti Venete liberamente accomunate da un duraturo sentimento di appartenenza, avente un riferimento comune ad una propria cultura, lingua e una propria tradizione storica e sviluppate su un territorio geograficamente determinato costituito dalle proprie terre d’origine.
  • si riconosce di Nazionalità Veneta quale espressione dell’identità del Popolo Veneto di cui sente e dichiara di far parte.
  • riconosce come la propria Nazionalità Veneta sia conforme e si manifesti con il concetto di Nazione Veneta, destinata a identificare, qualificare e valorizzare la pluralità della comunità dei Popoli universalmente intesa come umanità;
RICHIAMANDOSI
  • Alla “Denuncia di occupazione, dominazione e colonizzazione della Nazione Veneta da parte dello stato straniero italiano – Rivendicazione di sovranità del Popolo Veneto” di questo Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto (MLNV) datata 27.09.2010 e depositata alla sede O.N.U. di Ginevra in data 28.09.2010 e alla sede O.N.U. di New York in data 27.11.2011.
  • All’Ultimatum del MLNV datato 13.12.2010 e notificato allo stato straniero, colonialista e razzista italiano e alla sede O.N.U. di Ginevra in data 14.12.2010 e alla sede O.N.U. di New York in data 27.11.2011.
  •  
  • Che questo MLNV ha il dovere di ripristinare la legalità sui territori della Serenissima Patria.
  • Che questo MLNV ha stabilito di non usare violenza o di far uso della guerra di liberazione nonostante sia prevista e conforme alla legge.
  • Che questo MLNV disconosce e rigetta l'illegale e imposta autorità delle istituzioni italiane.
  • Che lo stesso stato straniero occupante razzista e colonialista italiano ha sancito l’illecita e illegale permanenza della sua occupazione sui Territori della Repubblica di Venezia con il decreto legislativo 13.12.2010, n. 212, in vigore dal 16 dicembre 2010, che ha espressamente abrogato a tutti gli effetti il regio decreto italiano 04.11.1866, n. 3300, “col quale le provincie della Venezia e di Mantova fanno parte integrante del regno d’italia”.
  • Che non esiste prova documentata che ogni singola Persona di Nazionalità Veneta e/o che dichiari di far parte del Popolo Veneto sia un cittadino italiano e che abbia firmato un contratto regolarmente valido con l’entità correntemente identificata con il nome di “stato italiano” e che obblighi loro a seguire le sue emanazioni politiche, penali, civili, commerciali, fiscali, stradali e qualsivoglia altra sua norma.
  • Che qualsiasi relazione e negozio giuridico determina uguali doveri fra le parti rispetto anche all’illegale e illegittima possibilità e pretesa di asservimento e sottomissione in schiavitù in qualsivoglia maniera e forma di qualsiasi Persona umana;
CHE IN CONSEGUENZA DI CIO'
  • tutti gli effetti di atti giuridici, sia pubblici che privati, recettizi e non, normativi e precettivi, discrezionali, dovuti e necessari, compresi quelli di provvedimenti amministrativi e giurisdizionali siano essi unilaterali, bilaterali, plurilaterali e collegiali, e anche degli stessi negozi giuridici di diritto privato che si estrinsechino quali manifestazione di pensiero attraverso la parola, orale o scritta o altri segni, operazioni o atti materiali o atti reali, ossia comportamenti umani diversi dalle dichiarazioni che riguardino atti negoziali espressione di dichiarazioni di volontà o di conoscenza, di giudizio, di desiderio o d’autorità e d’imperio non possono produrre asservimento e sottomissione in schiavitù in qualsivoglia maniera e forma di qualsiasi Persona umana.
  • Che la mancanza della prova documentale da tempo dettagliatamente richiesta e che dimostri la legittima e legale pretesa anche di qualsivoglia riscossione di natura economica e/o fiscale intimata ad ogni Persona di nazionalità Veneta e/o che dichiari di far parte del Popolo Veneto non possono essere neppure condizionatamente accettate e di conseguenza produrre gli effetti che ne deriverebbero.
  • Che qualsiasi documentazione riferita ad atti giuridici, sia pubblici che privati, recettizi e non, normativi e precettivi, discrezionali, dovuti e necessari, compresi quelli di provvedimenti amministrativi e giurisdizionali siano essi unilaterali, bilaterali, plurilaterali e collegiali, e anche degli stessi negozi giuridici di diritto privato che si estrinsechino quali manifestazione di pensiero attraverso la parola, orale o scritta o altri segni, operazioni o atti materiali o atti reali, ossia comportamenti umani diversi dalle dichiarazioni che riguardino atti negoziali espressione di dichiarazioni di volontà o di conoscenza, di giudizio, di desiderio o d’autorità e d’imperio deve essere trasparente, di facile comprensione, anche trascritta in lingua Veneta e priva di ambiguità interpretative rispetto anche a definizioni giuridiche.
  • Che tutti gli atti giuridici, sia pubblici che privati, recettizi e non, normativi e precettivi, discrezionali, dovuti e necessari, compresi quelli di provvedimenti amministrativi e giurisdizionali siano essi unilaterali, bilaterali, plurilaterali e collegiali, e anche degli stessi negozi giuridici di diritto privato che si estrinsechino quali manifestazione di pensiero attraverso la parola, orale o scritta o altri segni, operazioni o atti materiali o atti reali, ossia comportamenti umani diversi dalle dichiarazioni che riguardino atti negoziali espressione di dichiarazioni di volontà o di conoscenza, di giudizio, di desiderio o d’autorità e d’imperio, anche in difetto degli adempimenti richiesti col presente documento entro e non oltre dieci giorni dalla sua pubblicazione all’ALBO UFFICIALE del Governo Veneto Provvisorio avente effetto di notifica a pubblica menzione sono a tutti gli effetti nulli, inesigibili, inesistenti e devono comunque ritenersi estinti.
AVENDO RECEPITO E CONFORMANDOSI
  • al principio naturale per cui ogni essere umano è Persona ed espressione della propria personalità derivante dalla propria originale individualità;
  • al principio naturale per cui ogni Persona è sovrana di sé stessa e unica titolare della propria identità;
  • al principio naturale per cui l’esistenza di ogni Persona costituisce un imprescindibile diritto naturale universalmente efficace e come tale non può che essere libera;
  • al principio naturale per cui ogni Persona è libera di scegliere di non far parte di una società per la quale non nutra sentimenti di appartenenza, non identificando con essa le proprie radici etniche e un comune riferimento culturale, di lingua, tradizioni e storia;
  • alla Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino del 1789;
  • alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani firmata a Parigi il 10 dicembre 1948;
  • al principio di autodeterminazione dei Popoli che è stato accettato e iscritto nell'articolo 1.2 della Carta dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (firmata a San Francisco il 26 giugno 1945 ed entrata in vigore il 24 ottobre 1945);
  • al Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici – New York 16 dicembre 1966, ratificato anche dallo stato straniero occupante italiano con legge 881/77 del 25 ottobre 1977;
  • al principio di uguaglianza dei diritti e dell’autodeterminazione dei Popoli di cui alla risoluzione dell’Assemblea Generale dell’O.N.U. nr.2625 del 24.10.1970;
  • ai principi stipulati con la Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Helsinki, 1 agosto 1975)
ESSENDO PROVATO
che in fatto e in diritto lo stato italiano sul Territorio della Repubblica di Venezia rimane ad oggi uno stato straniero occupante, a nulla rilevando sotto il profilo della legittimazione dell’esercizio della sua sovranità sui Territori della Repubblica di Venezia gli anni di illecita e illegittima occupazione razzista e colonialista;
 
SI PRENDA ATTO CHE
  • tutti gli atti e/o i provvedimenti di qualsiasi natura posti in essere da una qualsiasi autorità straniera italiana nei Territori occupati della Repubblica Veneta sono privi di qualsiasi effetto giuridico in quanto posti in essere in difetto assoluto di giurisdizione ed altresì in difetto assoluto di competenza, ovvero in regime di incompetenza assoluta per materia e per territorio;
  • ogni e qualsiasi atto e/o provvedimento, comunque denominato, in ogni sua fase e/o grado del procedimento, posto in essere da una qualsiasi autorità e/o ente e/o società privata e/o pubblica straniera italiana di occupazione, sui Territori della Repubblica Veneta è a tutti gli effetti INESISTENTE, ovvero tamquam non esset.
  • l’attuale occupazione straniera italiana dei territori della Serenissima Patria è da ritenersi illegale e illegittima "ab origine", ossia fin dall’inizio della sua prevaricazione, pertanto anche ogni sua autorità e provvedimenti da essa emanati sono abusivi e appunto per questo vietati.
Il Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto (MLNV) per il tramite del suo apparato istituzionale Governo Veneto Provvisorio (GVP) attesta e certifica che ogni essere umano che abbia fatto la propria Dichiarazione di Sovranità Personale e di Nazionalità Veneta, non è e non può essere di proprietà privata dello stato straniero italiano né può essere in qualsivoglia maniera da esso asservita e sfruttata come pretenderebbe il governo straniero italiano registrato alla SEC quale Governo Aziendale (Governo Corporativo) – società corporativa privata (corporation) e che agisce relativamente al Trust governativo, rivestendo cioè il ruolo di beneficiario e non quello di fiduciario;   per l’effetto, ogni Persona di nazionalità Veneta e/o che dichiari di far parte del Popolo Veneto non può essere un trust dello stato straniero italiano e quindi non può essere associata e/o identificata mediante il nome registrato all’anagrafe dello stato straniero italiano e quindi non può essere privata della capacità giuridica, della cittadinanza Veneta e del suo nome.
SI VIETA
Il trattamento dei dati personali e deve intendersi negato il consenso all’utilizzo del suo nome per il trattamento dei dati personali nonché la raccolta, elaborazione, raffronto, modificazione, comunicazione e la loro diffusione agli agenti, ai rappresentanti, ai funzionari, agli organi e a qualsiasi “autorità” e/o ente e/o società privata e/o pubblica facente parte o che agisce in nome e per conto dello stato straniero occupante italiano anche in qualità di “ex Corporation” e se ne chiede l’immediata cancellazione da qualsiasi banca dati sia digitale che cartacea.
SI AVVISA E NOTIFICA
agli agenti, ai rappresentanti, ai funzionari, agli organi e a qualsiasi “autorità” e/o ente e/o società privata e/o pubblica facente parte o che agisce in nome e per conto dello stato straniero occupante italiano anche in qualità di “ex Corporations” dell’attuale situazione;
 
E' FATTO LORO DIVIETO
in ragione dell’attuale stato di fatto e di diritto, di porre in essere qualsiasi atto, azione, omissione e/o procedura di qualsivoglia maniera ai danni della propria persona e di ogni Persona di nazionalità Veneta e/o che dichiari di far parte del Popolo Veneto.
Il persistere e/o proseguire nell’attuazione di tali comportamenti, atti, azioni, omissioni e/o procedure di qualsivoglia maniera, anche tese alla riscossione di natura economica e/o fiscale per conto dello stato straniero occupante italiano anche ex Corporations,
 
VERRANNO ATTRIBUITE PERSONALMENTE
specifiche responsabilità per aver agito in difetto assoluto di giurisdizione ed altresì in difetto assoluto di competenza, ovvero in regime di incompetenza assoluta per materia e per territorio, nel Territorio della Repubblica Veneta contro appartenenti al MLNV e contro Persone, in specie di Nazionalità Veneta e/o che dichiarino di far parte del Popolo Veneto con vessazioni, minacce, mediante illegali, strumentali e persecutori accertamenti fiscali, ingiunzioni di pagamento e procedure coattive di riscossione di imposte, tributi e sanzioni in nome e per conto dello stato straniero occupante razzista e colonialista italiano e di altri suoi enti pubblici impositori, e/o in concorso con questi.
Per aver posto in essere gravi illeciti internazionali, quali reiterati atti di forza e di aggressione contro il MLNV e contro Persone, in specie di Nazionalità Veneta e/o che dichiarino di far parte del Popolo Veneto mediante le illegali e persecutorie ingiunzioni e procedure predette.
Aver posto in essere illeciti contro la sovranità del Popolo Veneto, contro l’integrità territoriale e contro la personalità della Nazione Veneta.
Per aver commesso il reato continuato e aggravato di devastazione e saccheggio nel territorio della Nazione Veneta.
La responsabilità dell’esecuzione di tali norme criminose verrà ascritta personalmente e singolarmente a ciascuno dei responsabili nei modi, tempi e condizioni che saranno ritenute di adottarsi per assicurarli alla Giustizia Veneta per i provvedimenti indennizzanti e giudiziari del caso, con tutti i propri beni, presenti e futuri e fino alla settima generazione e valutati approssimativamente a partire dal minimo di € diecimila per ogni giorno dalla loro formazione.
 
E’ FATTO OBBLIGO
agli organi e a qualsiasi “autorità” e/o ente e/o società privata e/o pubblica facente parte o che agisce in nome e per conto dello stato straniero occupante italiano anche in qualità di “ex Corporations” di non procedere ulteriormente in qualsivoglia maniera col recapitare, notificare, intimare, iscrivere a ruolo e/o limitare anche parzialmente e in qualsivoglia maniera il legittimo godimento dei diritti umani, civili e politici di ogni Persona di nazionalità Veneta e/o che dichiari di far parte del Popolo Veneto.
APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO DI RESPONSABILITA’ COLLETTIVA.
Si rammenta che le violazioni e gli illeciti commessi da agenti/organi/funzionari stranieri italiani contro cittadini del Popolo Veneto e/o contro il MLNV e i suoi militanti integrano illeciti internazionali imputabili anche allo stato italiano.
Atteso il principio di responsabilità collettiva contemplato dal diritto internazionale, la responsabilità per qualsiasi violazione del diritto internazionale commessa da un qualsiasi organo dello stato straniero occupante italiano si intende estesa all’intera comunità statale e quindi allo stesso stato, che possono patire le conseguenze dell’illecito.
Per l’effetto, allo stato straniero occupante italiano è estesa la responsabilità di tutti tali atti di imputazione e di qualsiasi atto di aggressione, di forza e/o di guerra posto in essere contro il Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto e/o contro i cittadini del Popolo Veneto.
 
SI FA INFINE PRESENTE CHE
il presente atto verrà pubblicato a mezzo l' ALBO UFFICIALE del Governo Veneto Provvisorio con valore di notificazione e l’iscrizione a ruolo giudiziario dei responsabili.
Quale Presidente del Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto e del Governo Veneto Provvisorio, istituito dal MLNV ai sensi e per gli effetti  dell'art.96.3 del Primo Protocollo di Ginevra, reclamo che lo stato italiano rispetti il diritto al riconoscimento della personalità giuridica di ogni Cittadino del Popolo Veneto che si sia autodeterminato sotto la propria egida.
Il diritto all'autodeterminazione è una norma ius cogens, cioè diritto inderogabile, un principio supremo e irrinunciabile del diritto internazionale, per cui non può essere derogato mediante convenzione internazionale.
Come tutto il diritto internazionale, il principio di autodeterminazione è stato anche ratificato dallo stato italiano con la legge nr.881/1977.
Nell'ordinamento italiano il principio vale come legge dello Stato che prevale sul diritto interno (Cass. pen. 21-3 1975).
Non si sottovaluti che nel settore dell'uso della forza, l'affermazione del principio di autodeterminazione, ha ampliato la portata del divieto di cui all'art.2 par.4 della Carta delle Nazioni Unite, proibendo agli stati di ricorrere anche alla sola minaccia oltre che all'uso della forza contro i Popoli che invocano il diritto all' autodeterminazione … e di violazioni in tal senso ne sono state compiute molte dalle autorità italiane pur agendo in difetto assoluto di giurisdizione.
Noi Veneti, non siamo mai diventati italiani e nessuno ci può imporre una nazionalità, una cittadinanza e una bandiera che non ci appartiene anche perché è una violazione dell'art.15 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (firmata a Parigi il 10 dicembre 1948 e la cui redazione fu promossa dalle Nazioni Unite perché avesse applicazione in tutti gli stati membri).
WSM
Con onore e rispetto
Venetia venerdì 1 marzo 2019
Sergio Bortotto
Presidente del MLNV e del Governo Veneto Provvisorio
 

I MISERABILI

L'incivile ostentazione del tricolore italiano denota la volgarità del bisogno di proselitismo di questa farsa di stato italiano.
Anche questo la dice lunga sulla sua credibilità.
È palese l’intenzione delle autorità d’occupazione straniere italiane di mantenere in mostra la loro bandiera allo scopo di suscitare l’attenzione, forse l’ammirazione … ma di chi?
È un volgare gesto di razzismo istituzionale dello stato italiano, un tipico esempio di neo/colonialismo esercitato attraverso una vera e propria forma d’imperialismo culturale che si impone anche attraverso i simboli dello stato occupante.
La bandiera italiana è un insulto per il Popolo Veneto e per la Nazione Veneta, che nulla ha a che vedere e spartire con questa italia.
WSM
Venetia 15 giugno 2017
Sergio Bortotto, Presidente del MLNV e del Governo Veneto Provvisorio
 

Vergonatevi italiani … noi Veneti non veniamo certamente a casa vostra a riempirvi le strade del nostro Gonfalone.
BASTA ITALIA.
FUORI L'ITALIA DALLA NAZIONE VENETA!
 

ALPINI VENETI – ITALIA… NO, GRAZIE!

Il fatto che lo stato straniero italiano insista con l'imporre il suo tricolore e propinarci le favole di un patriottismo italico che non ci appartiene la dice lunga sulla disperata necessità che ha di mantenere intatto il suo palcoscenico che sta perdendo i pezzi.
L'italia fonda le sue radici nell'infame e ignobile prevaricazione del plebiscito truffa del 1866 e da allora, con analoga spregevole e indegna condotta, sopravvive a tanto disonore rapinando il Popolo Veneto ingozzandosi delle sue risorse.
I Valori, i sentimenti patriottici, i meriti che platealmente l'italia tenta di attribuirsi non saranno mai tali perché la nostra Terra è arida per essa e come sterile pianta, non porterà mai buon frutto.
WSM
Venetia, 26.04.2017
Sergio Bortotto
Presidente del MLNV e del Governo Veneto Provvisorio.

Ecco una lettera mandata da un Alpino Veneto alla Tribuna.
Spett.le Redazione
Sono un Artigliere da Montagna classe 1950, io, quotidianamente compro la Tribuna per leggerla e metterla nella mia bottega di calzolaio a Paese.
Questa mia lettera è una protesta contro chi vuole, ancora una volta, servirsi degli alpini per sventolare un tricolore che è sventolato su tutte le campagne ove gli Alpini sono stati mandati, forzatamente, al macello e chi si rifiutava veniva passato per le armi come traditore della patria, ma di quale patria stiamo parlando, quella che ha prelevato milioni di 18/20enni e mandati al macello?
Io non mi riconosco in questa patria di macellai ora con un governo, nemmeno, legittimato che ci propina tasse assurde spingendo migliaia di VENETI e loro cittadini al suicidio.
Ricordo inoltre che gli Alpini erano nati per difendere i confini alpini ed hanno avuto il loro battesimo del fuoco ad Adua in Africa, poi spediti in Grecia, in Albania ed in fine sulle sconfinate nevi della Russia a 40° sotto zero ove ne sono morti a migliaia per assideramento.
Tutto questo per combattere guerre che non centravano nulla con noi ma per i desideri di conquiste dei governanti di allora.
Vorrei, anche, ricordare agli Alpini che sfileranno sotto quel tricolore “TRIDOLORE” che i loro padri sono stati mandati al macello come mio nonno alpino della Julia e tanti altri miei parenti ma come per me tutti, coloro che hanno un cuore, piangono ancora i loro morti e non vanno ad inneggiare sotto quel tricolore che rappresenta uno stato macellaio.
Comunità Alpino Veneta
Presidente
Maurizio Brombin
 

COMUNITA’ ALPINO VENETA – NO ALLA SFILATA IN TIROLO

Gli Alpini Veneti forse hanno un rigurgito di dignità e un desiderio di riscatto del proprio onore.
Stanchi di essere usati dallo stato straniero occupante italiano e di essere associati al suo tricolore.
Non si può comunque continuare a far finta di nulla e, sfilando nelle adunate, portare il tricolore e omaggiare le autorità di occupazione straniere italiane sul palco … quella gente è erede anche di tanti crimini di guerra compiuti dal loro stato italico ma anche contro il Popolo Veneto.
Col ripristino della Serenissima Repubblica Veneta sarà da vedere come gli Alpini Veneti sapranno ritrovare il loro giusto compito istituzionale.
Non avranno bisogno di sfilate e adunate per celebrare all'italiana falsi miti inesistenti, ma solo tanta buona volontà per rinsaldare l'orgoglio della Nazionale Veneta a cui appartengono.
Basta usare gli Alpini Veneti, Basta italia!
WSM
Venetia 25 aprile 2017 (Festa Nazionale Veneta)
Sergio Bortotto
Presidente del MLNV e del Governo Veneto Provvisorio
 
 
Riceviamo e pubblichiamo.
Le sfilate degli alpini nel Tirolo meridionale costituiscono l’ennesima violenza tesa a far ricordare alle popolazioni locali che, in spregio alla loro volontà, esse sono costrette a subire, ma non inermi l’ordinamento giuridico e politico della Repubblica italiana.
Altro che raduno di amici, l’adunata è l’occasione per ricordare il momento di passaggio del Tirolo meridionale prima al Regno d’Italia, alla Repubblica italiana poi.
Tale evento costituisce ancor oggi un lutto per gran parte della popolazione locale e veneta tutta, nei cui confronti l’adunata degli Alpini rappresenta un osceno gesto di disprezzo.
Si tenga conto che questi alfieri del patriottismo tricolore sfilano con striscioni e slogan che sono un insulto per coloro che da generazioni sono nati e vissuti in Tirolo e in Veneto, per tacere poi della presenza nei loro cortei di elementi della forze armate italiane che esibiscono bandiere di guerra e labari che offendono, prima che i tirolesi, i cittadini Veneti e italiani non guerrafondai, poiché ricordano campagne di guerra di pura aggressione criminale: in Russia, in Grecia, in Albania ed in Etiopia utilizzando qui gas venefici contro la popolazione locale.
Eventi sui quali meglio sarebbe stendere un pietoso velo di silenzio, consegnando il tutto esclusivamente agli studi storici.
Con ciò, nessun divieto e nessuna proibizione: gli Alpini italiani vadano pure a Vittorio Veneto, a Caporetto, dove accidente vogliono.
Lascino però in pace il Tirolo e il Veneto.
In pace, quella vera, che è figlia della giustizia e non di quelle guerre e di quelle pseudo-conquiste che gli Alpini italiani continuano a voler celebrare in casa d’altri.
E ricordino bene gli Alpini italiani che in guerra non hanno conquistato nemmeno una zolla di terra tirolese e che a Trento sono entrati solamente a guerra finita e dopo gli Inglesi.
Perché non fare questa adunata invece che a Trento, dove gran parte della popolazione non vuole vedere gli Alpini, a Tripoli in Libia, già teatro della grande adunata del 1935.
Gli Alpini, questi portatori di "aiuti, solidarietà, e soprattutto tanta genuina umanità" sarebbero sicuramente bene accolti.
Forse potrebbero sfilare insieme all'IS, ponendo così fine alla discordia che, in assenza degli Alpini, sta dilagando in Libia.
Per questo noi Alpini veneti non condividiamo nulla di quanto lo stato italiano ha fatto e fa.
Gli Alpini veneti hanno combattuto le guerre che sono stati costretti a combattere, non se le sono scelte!
Come tutti i soldati compresi quelli Autriaci del tempo, hanno obbedito a degli ordini così com'è in dovere di fare qualsiasi Soldato!
Noi Alpini veneti non condividiamo nulla di questa Italia patria di macellai che hanno mandato i nostri avi a morte sicura per il solo, loro, desiderio di conquista.
Il Corpo degli Alpini è stato costituito, dicono, per difendere i confini, ma di che confini parlavano lor signori dell’epoca?
I nostri Avi e noi montanari di frontiera siamo, sempre stati, tutti amici, anzi direi, senza ombra di dubbio, fratelli e di certo, per nostra scelta non ci saremmo mai battuti.
Mio nonno, quand’ero piccolo, mi raccontava che, durante la prima guerra mondiale 1914 si verificò il miracolo di natale e di due avversari che dimenticano l’odio per unirsi in un abbraccio fraterno, da veri uomini dei monti fieri e leali, purtroppo rimase un fatto quasi isolato, mi diceva che ci furono altri episodi di (vivi e lascia vivere) ma mai più così eclatanti) e ben presto trascolorò nel mito, tanto più quando il sentimento popolare degli europei nei confronti della Grande Guerra cambiò di segno: non più glorioso fatto d’arme ma massacro insensato, che aveva spazzato via una generazione.
La tregua di Natale venne quindi vista come la dimostrazione che i montanari erano e sono fondamentalmente buoni e che erano stati spinti alla guerra da governi stupidi e irresponsabili, tanto che appena liberi di farlo avevano scelto la pace e la fratellanza.
Noi Alpini della Comunità Alpino Veneta abbiamo lo stesso sangue dei nostri amati Avi, nel nostro cuore non vi è desiderio di conquiste ma di pace, serenità e desiderio, preparando un terreno di prosperità per i nostri figli e generazioni future.
Nei nostri cuori alberga il solo desiderio di vivere in pace nelle nostre famiglie e di armarci solo se attaccati nella nostra amata terra.
Comunità Alpino Veneta
Maurizio Brombin
 

IL FANATISMO ITALIANO … E’ COSA DI ALPINI?

E poi gli estremisti saremmo noi del MLNV.
 
 
 
Perché per noi è un' infamia il tricolore italiano?
Perché è un disonore e un'offesa perché é il simbolo dell'imposta dominazione italiana che per giustificare l'annessione forzata dei territori della nostra Patria, la Serenissima Repubblica Veneta, ancora oggi erge il proprio predominio con l'inganno e l'impostura di un simulato plebiscito asserendo, con il loro falso storico, che i Veneti hanno deciso di diventare italiani.
Ma noi Veneti non solo non abbiamo mai deciso in proposito, NOI VENETI NON SIAMO MAI VERAMENTE DIVENTATI ITALIANI, questa è una impostura e una falsità, una menzogna che lo stato italiano teme che i Veneti vengano a sapere.
Come Veneto ho tutto il diritto di criticare la presenza del tricolore sulle nostre strade e ho tutto il diritto di non sottostare a nessuna autorità d'occupazione straniera italiana.
Il principio di autodeterminazione dei Popoli è stato accettato e inscritto nell'articolo 1.2 della Carta dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (firmata a San Francisco il 26 giugno 1945 ed entrata in vigore il 24 ottobre 1945), e dispone che uno degli scopi dell'Organizzazione è sviluppare tra le nazioni relazioni amichevoli fondate sul rispetto del principio dell'eguaglianza dei diritti dei popoli e del loro diritto dell'autodeterminazione.  
Detto principio attiene ai soggetti internazionali, quali i Movimenti di Liberazione Nazionale, e quindi al loro assetto e alla loro legittimazione giuridica sul piano internazionale.  
Viene riconosciuto a tre categorie di popoli:
1) ai popoli soggetti a potenza coloniale (estesa poi ai casi di cd neocolonialismo)
2) ai popoli soggetti a dominio straniero
3) ai popoli soggetti a regime razzista, ovvero che attua una discriminazione razziale.
L'italia, nei confronti del Popolo Veneto integra tutti e tre questi presupposti giuridici.
Il diritto all'autodeterminazione è un diritto erga omnes, che quindi si può far valere nei confronti di tutti gli altri stati.  
Gli effetti pratici del principio sono che: gli stati oppressori hanno l'obbligo di consentire l'esercizio del diritto all'autodeterminazione, e non devono far ricorso all'uso della forza per negare tale diritto; i popoli hanno un pieno diritto riconosciuto all'autodeterminazione nei confronti dello stato oppressore; gli stati terzi devono sostenere i popoli in lotta per l'autodeterminazione in qualsiasi forma e astenersi dall'aiutare lo stato oppressore.
Il povero Gentilini se ne faccia una ragione, ma del suo fanatismo non sappiamo che farcene.
Il tricolore italiano non è la nostra bandiera ma quello di uno stato che occupa le nostre terre, ci colonizza e ci deruba delle nostre risorse ed esercita, come in questo caso, un vero e proprio razzismo istituzionale che al giorno d'oggi viene qualificato anche come imperialismo culturale attraverso un neo/colonialismo.
Con imperialismo culturale si intende l'imposizione di una lingua e conseguentemente di una cultura da parte di una nazione (o gruppo etnico) nei confronti di un'altra.
Strumenti dell'imperialismo culturale sono il potere economico, politico e militare. (vedi Wikipedia)
L’Ordinamento Giuridico Veneto Provvisorio all'art.C1 identifica nel Popolo Veneto l’esclusivo, naturale e inalienabile Soggetto dotato di personalità giuridica originaria perché fonte ed archetipo stesso del suo diritto alla sovranità. 
Il “Popolo Veneto” esiste e si identifica come comunità di “Genti Venete” ovvero come pluralità di Persone sovrane del proprio corpo fisico, della propria sfera intellettuale e della propria sfera spirituale e Venete per diritto naturale, libere e sovrane sulle proprie terre d’origine.
I Veneti sono Persone accomunate dalla specificità della propria cultura, della propria storia, delle tradizioni e delle proprie origini etniche e come tali affermano la propria Nazione.
Il Popolo Veneto si identifica in quanto tale a prescindere da qualsiasi vincolo di patrimonio genetico attribuibile a specifici tratti razziali.
Ma ecco anche cosa recita la Dichiarazione Universale dei Diritti Collettivi dei Popoli (Conseu – Barcellona 27 maggio 1990):
qualsiasi comunità umana, LIBERAMENTE accomunata da un duraturo sentimento di appartenenza e avente un riferimento ad una propria cultura, lingua, tradizione storica, sviluppate su un territorio geograficamente determinato costituisce un Popolo.
Io sono LIBERAMENTE accomunato al Popolo Veneto e sicuramente non a quello italiano che proprio per questo presupposto giuridico non esiste.
Prima di tutto il Popolo Veneto non è liberamente accomunato allo stato italiano;
il Popolo Veneto ha una propria cultura che non è quella italiana;
il Popolo Veneto ha una propria storia (che a scuola non si vuol far conoscere per il timore del risveglio del senso di appartenenza ad un Popolo che non è italiano);
il Popolo Veneto ha una propria lingua che non è quella italiana;
il Popolo Veneto ha le proprie tradizioni storiche, che non sono quelle italiane.
Cultura, storia, lingua, tradizioni storiche che per mille e passa anni sono state sviluppate sul nostro territorio che geograficamente è costituito da Bergamo a Trieste.
Stranamente anche il Popolo Napoletano, il Popolo Siciliano, il Popolo Sardo, il Popolo del SudTirol, ancora oggi tutti illegalmente dominati dall'italia, hanno una loro cultura, una loro storia, una loro lingua e tradizioni storiche che non sono certamente italiane ma che lo stato italiano deruba … guardate per esempio con quanta arguzia si dice su Wikipedia di  Marco Polo:
(Venezia, 1254-Venezia 8 gennaio 1324) è stato un ambasciatore, scrittore, viaggiatore e mercante ITALIANO vissuto nella Repubblica di Venezia.
L'italia è sorta solo nel 1861 … all'epoca di Marco Polo non esisteva e come avrebbe potuto essere un ambasciatore, uno scrittore, un viaggiatore e un mercante italiano?
Rircodate la famosa frase di Massimo D'Azzeglio:
abbiamo fatto l'italia adesso dobbiamo fare gli italiani.
Dichiarazione più palese di questa non potrebbe esserci.
Da quando in qua si costituisce prima uno stato e poi il Popolo che ne deve far parte?
Le Nazioni Unite dicono che è importante che ogni Popolo deve avere  il dovere di sudditanza nei confronti del proprio stato, ma perché ci sia uno stato ci deve essere UN (1) Popolo (UN POPOLO e non più Popoli assoggettati e dominati da uno straniero).
Ecco perché io, Veneto, non mi identifico nelle leggi italiane perché ci sono imposte e le subisco.
Il dovere come Veneto è di rispettare le mie Istituzioni Venete che sono liberamente scelte dal Popolo Veneto:
L'Art. A 2 dell'Ordinamento Giuridico Veneto Provvisorio (OGVP) recita testualmente: 
Tutte le norme giuridiche devono uniformarsi ai seguenti criteri:
– devono essere di carattere generale e fondamentali per la vita del Paese;
– devono essere fra loro coerenti e armonizzate;
– devono essere equilibrate con la tipicità culturale e con la tradizione veneta;
– devono essere comprensibili, sintetiche e semplici.
Tale ordinamento deve consentire al Popolo di identificarsi nelle leggi che lo governano e non di subirle.
L' Art.D 2 dell' Ordinamento Giuridico Veneto Provvisorio (OGVP) recepisce come organo dotato di personalità giuridica primaria la Pubblica Amministrazione (PA) ovvero quel complesso organizzato di persone e di beni al quale il Popolo Veneto conferisce, ATTRAVERSO IL MUTUO CONSENSO, la capacità giuridica di conseguire scopi sociali secondo i comuni interessi.
La rilevanza della personalità giuridica primaria è destinata all’esclusivo esercizio delle funzioni assegnate alle istituzioni della pubblica amministrazione che devono essere esercitate nell’esclusivo interesse del Popolo Veneto.
Gli Organi che sono dotati di personalità giuridica primaria non possono essere di natura privata e perseguire interessi privati.
L'ASSEMBLEA GENERALE DELLE NAZIONI UNITE ha proclamato la dichiarazione universale dei diritti umani come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società, avendo costantemente presente questa Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l'insegnamento e l'educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e internazionale, l'universale ed effettivo riconoscimento e rispetto tanto fra i popoli degli stessi Stati membri, quanto fra quelli dei territori sottoposti alla loro giurisdizione.
  • Articolo 2: Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.
  • Articolo 6: Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica.
  • Articolo 10: Ogni individuo ha diritto, in posizione di piena uguaglianza, ad una equa e pubblica udienza davanti ad un tribunale indipendente e imparziale, al fine della determinazione dei suoi diritti e dei suoi doveri, nonché della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta.
  • Articolo 12: Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.
  • Articolo 15: Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza.
    Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza, né del diritto di mutare cittadinanza.
Io come Veneto sono arbitrariamente privato della mia Cittadinanza Veneta.
Come mai lo stato italiano ha cancellato dalle sue carte d'identità la voce "nazionalità" ?
Semplicemente perché a quella voce, noi Veneti, (come i Napoletani, i Siciliani, i Sardi, i Tirolesi, i Triestini e tutti gli altri), sarebbero dovuti essere indicati come persone di nazionalità Veneta a cui è imposta la cittadinanza italiana.
Come mai se sono di nazionalità Veneta sono di cittadinanza italiana?
Le dichiarazioni del Gentilini si commentano da sole ma nessuno gli toglierà la sua italianità perché la nostra Patria, che non è certo l'italia, ma la Serenissima Repubblica Veneta, è rispettosa delle libertà altrui, cosa che lo stato straniero italiano dimostra di non avere nei confronti del Popolo Veneto e del suo diritto all'autodeterminazione.
Gentilini dimostra che la faziosità delle sue opinioni sono il primo grande limite alla saggezza che l'età e l'esperienza dovrebbero garantire.
Ogni fanatismo è coinvolto sempre dal limite delle proprie opinioni, la propria e quella sbagliata … degli altri!
Per quanto riguarda il servilismo degli Alpini italiani è presto detto … ci sono Alpini Veneti e Alpini italiani ma a tutti dico di smetterla di farsi usare dall'italia e di riappropriarsi ciascuno della propria reale identità nazionale, allora si ci potranno essere adunate realmente libere dalla politica e dalla partitocrazia.
Con tutti i problemi che lo stato italiano sta illegalmente imponendo anche ai suoi cittadini oltre a quelli Veneti e delle altre Nazioni che soggioga, si dovrebbe pensare realmente a difendere i rispettivi Popoli dalla perdita di sovranità che ci vogliono imporre a tutti i costi.
Poi affermare che gli alpini sono sacri è una mistificazione del tutto ingiustificata perché quando il culto prevale sulla cultura questo porta al fanatismo.
Ecco un classico esempio di fanatismo italico … certi personaggi non sanno neppure quello che predicano … qual'è la vostra patria, qual'è la vostra bandiera, qual'è la vostra millenaria civiltà cristiana (italia nata nel 1861).
 
Tutte le guerre italiane sono state guerre di aggressione contro le Nazioni vicine e lontane e in questi conflitti hanno partecipato anche gli alpini italiani e molti di loro non sono più tornati a casa.
E' finito il tempo dei falsi miti costruiti sulla pelle della gente, bisogna smetterla di celebrare vittorie militari perché non è così che si onorano i caduti, la guerra, ogni guerra di aggresisone è un'infamia, una scelleratezza … l'italia anche nei nostri territori ha portato tanta distruzione con le guerre.
Ancora alcune precisazioni.
Il giornale La Tribuna farebbe meglio ad informarsi su cosa sono i Movimenti di Liberazione Nazionale prima di scrivere puttanate … l'ignoranza o la malafede che dimostra sono spaventose.
Il MLNV non è mai stato l'organizzatore di un progetto per "armare" una Polisia Veneta, ma col ripristino della legalità su tutti i nostri territori Veneti la Serenissima Repubblica avrà la sua Polisia Nasionale e non saranno certo i carabinieri italiani o la polizia di stato italiana a garantire ordine e sicurezza nei nostri territori.
Il MLNV non ha mai pubblicato minacce di punizioni contro le autorità d'occupazione straniere italiane a cominciare dal ex procuratore capo Fojadelli e all'ex questore Carmine Damiano, li abbiamo tutti iscritti a ruolo giudiziario per assicurarli alla Giustizia Veneta nei tempi e modi che si riterrà di adottare per i crimini commessi contro il Popolo Veneto e il suo diritto all'autodeterminazione.
Il cronista della Tribuna Federico de Wolanski tutto sommato serve anche male i suoi "padroni", perché la verità dei fatti non passa attraverso una stampa non libera dai finanziamenti dello stato straniero italiano che ha il controllo mediatico dell'informazione.
Aspettiamo comunque che la Polisia Nasionale Veneta, quando sarà il momento, assicuri anche questo personaggio alla Giustizia Veneta, visto e considerato che continua a scrivere un mucchio di falsità contro il MLNV ed è già iscritto a ruolo giudiziario.
WSM
Venetia, 29 marzo 2017
SERGIO BORTOTTO
Presidente del MLNV e del Governo Veneto Provvisorio
 

L’IMPOSTO TRICOLORE E’ UN IGNOBILE ATTO DI RAZZISMO ISTITUZIONALE.

L'ostentazione del tricolore italiota appeso quasi ad ogni palo delle nostre strade non fa che aumentare il sentimento anti-italiano.
Per quanto strano possa apparire tutto ciò sta incidendo sfavorevolmente sull'opinione pubblica.
In giro, per la strade e nel locali pubblici, non ho udito una sola parola di compiacimento per tale insolente e grottesca iniziativa.
O non ci si bada o da al voltastomaco.
A quasi due mesi dall'adunata degli alpini italiani, una forza armata dello stato invasore, questi ci impongono il loro tricolore.
Ma badate bene come questo infame vessillo dello stato straniero occupante italiano è issato ben in alto ad ogni palo, lontano da mani che lo strapperebbero volentieri.
I tricolori non sventolano dalle finestre delle abitazioni o dai terrazzi (se non forse di qualche italiano verace) ma sono vergognosamente imposti e issati sui pali pubblici della luce.
Ma con tutti i problemi che ci sono e che lo stato italiano ci sta creando c'è da chiedersi quanti soldi sono stati spesi per ostentare la "strasa italiana".
Vergognatevi alpini… meritate di essere e rimanere italiani, sicuramente non Veneti, perché la Serenissima Patria non potrà mai riconoscere come suoi figli coloro i quali omaggiano la bandiera del nemico.
WSM
Venetia 13 marzo 2017
Sergio Bortotto Presidente del MLNV e del Governo Veneto Provvisorio

QUESTA E' LA NOSTRA BANDIERA … NON LO SCORDINO NEPPURE GLI ALPINI!

IGNORANZA E ARROGANZA … APPUNTO, ALPINI ITALANI!

E' proprio vero che la più grande "arma di distruzione di massa" è l’ignoranza, ma quando ad essa si accompagna l'arroganza del "mona di turno", beh allora gli alpini meritano di essere e rimanere italiani e non Veneti.
"Semo cojoni noialtri" ha annuito qualcuno di loro mentre si accingeva a legare a un palo della luce l'ennesima "strasa tricolore".
Un'altro cencio bianco, rosso e verde … (mi ricorda la strofa canticchiata da bambino … il colore delle tre m….) appeso lungo le nostre strade di comuni non certo amministrati da rossi comunisti, ma italianissimi leghisti.
Italianissimo come il sindaco leghista di Villorba (Tv) Serena (ora commissariato) che autorizza questi alpini, servi del regime straniero italiano, a insozzare per mesi le nostre strade con i tricolori, per autocelebrarsi con la loro adunanza di maggio.
L'infame emblema italiano è furbescamente issato ad ogni angolo e questo perché l'italia non sa proprio più come coinvolgere la cittadinanza con le celebrazioni dei suoi falsi miti, del falso patriottismo, di una invereconda e sfrontata pretesa di ritenerci italiani per forza.
Non basteranno neppure gli alpini a impedirci di spazzare via una volta per tutte questo sciagurato periodo di occupazione italiana.
Un giorno lo ricorderemo e i nostri discendenti lo studieranno a scuola ricordando, quale perenne esortazione, che chi omaggia la bandiera del nemico italiano non potrà mai più calpestare il sacro patrio suolo e sarà additato per sempre come un impostore, un indegno servo dello stato straniero occupante, anche se sul capo porta un cappello d'alpino.
WSM
Venetia, 11 marzo 2017
Sergio Bortotto, Presidente del MLNV e del Governo Veneto Provvisorio.

IL TRICOLORE E IL FANATISMO ITALIOTA DEGLI ALPINI

alpini e tricoloreE’ da quasi un mese che gli alpini del gruppo di Villorba (Tv) stanno infestando il centro abitato con i tricolori dell’infame bandiera italiana.
Sgradito e vergognoso riscontro dell’italianità della giunta leghista e del sindaco di Villorba (Tv), che affligge gli abitanti obbligando di percorrere le proprie vie insozzate dall’infame bandiera dello stato straniero occupante italiano.
Gli alpini devono placare la loro sottomessa italianità e aver più rispetto della loro vera Patria, la Serenissima Repubblica Veneta o saranno destinati a estinguersi nel futuro prossimo venturo.
Basta veneti servi dello stato straniero italiano.
Basta alpini veneti asserviti alla politica d’occupazione, razzista e colonialista dello stato straniero italiano.
Non c’è nulla di orgoglioso e di patriottico nell’onorare il tricolore italiano, una bandiera lorda del sangue di molti Patrioti che l’hanno combattuta e vinta molte volte ma che solo la congiura massonica internazionale ha preteso di issare a vessillo di una falsa, inesistente e infame unità d’italia.
Imparate a conoscere il suo vero significato invece di andarne fieri.
Ricordate chi siete, non chi vi dicono di essere.
WSM

Venetia, 12 settembre 2015
SERGIO BORTOTTO, Presidente del MLNV e del Governo Veneto Provvisorio
 
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ALPINI ITALIANI – ECCO ANCHE COSA SONO.

Gli alpini sono stati fondati nel 1872 come truppe di montagna per la difesa dei confini alpini dell’Italia. La-civilisation-italienne
La creazione di queste truppe alpine era già espressione del nazionalismo italiano, nato nel XIX secolo, che poneva un’attenzione sempre maggiore sul presunto confine naturale del paese lungo l’arco alpino. 
Già nel 1888 gli alpini, nati per difendere il confine alpino, furono invece inviati in Africa per conquistare delle colonie per l’Italia. 
Alla guerra contro la Turchia 1911/12, iniziata dall’Italia per annettersi le province turche della Tripolitania e della Cirenaica (Libia) nonché del Dodecaneso, parteciparono dieci battaglioni di Alpini. 
Reparti di Alpini erano anche coinvolti nella dura repressione del movimento per la liberazione della Libia, durata fino al 1933. 
La popolazione libica fu decimata nei campi di concentramento, con marce di morte nel deserto e con le armi chimiche usate anche contro i civili. 
Questa guerra crudele viene ricordata dal monumento all’Alpino di Merano e, al cimitero di Bressanone, dalla scritta sotto il busto del brissinese Heinrich Sader, morto in circostanze misteriose in Libia. 

Esecuzione-italiana„Caduto in terra d’Africa per la più grande Italia“, cioè per le mire espansionistiche italiane, recita questa scritta. Secondo la propaganda, ripetuta ancora oggi, l’Italia avrebbe portato cultura e civiltà, in realtà ha portato solo morte e distruzione. 
„I veri barbari siamo noi“, scrisse a suo tempo il giornale socialista „Avanti“.
Nella guerra d’aggressione contro l’Austria a partire dal 1915 gli Alpini sostennero gran parte dei combattimenti soprattutto sul fronte col nostro Tirolo. 
Dopo la guerra la propaganda fascista creò il mito dell’Alpino come soldato montanaro che avrebbe conquistato per l’Italia quella parte delle Alpi che sarebbe stata destinata all’Italia dalla natura o addirittura da Dio. 
Fino ad oggi quasi tutti i media italiani si attengono strettamente alla retorica fascista secondo la quale l’Alpino sarebbe un montanaro semplice, tenace, buono, coraggioso e patriottico. 
Italiani-in-AlbaniaIn questo spirito nazionalistico fu fondata nel 1919 l’Associazione Nazionale Alpini (ANA), associazione subito allineata al regime fascista dal quale non si è mai distanziata in modo inequivocabile.
Un ruolo molto importante gli Alpini hanno svolto nella guerra d’annientamento contro l’impero etiopico (1935-1936). 
Proprio per questa guerra fu costituita il 31 dicembre del 1935 la divisione alpina „Pusteria“, che infanga ancora oggi il buon nome della valle. 
In questa guerra l’Italia fece uso delle armi chimiche in quantità mai viste anche contro i civili. 
Le truppe italiane non fecero quasi mai prigionieri. 
Anche gli Alpini parteciparono alle uccisioni di massa della nobiltà etiope e dei religiosi cristiani. 
Soltanto nella città sacra di Debre Libanos furono uccisi circa 2000 tra preti e monaci. 
La Divisione Pusteria partecipò alle battaglie cruente di Tigrai, Amba Aradan, Amba Alagi e Tembien ed ai massacri di Mai Ceu e al lago Ashangi. 
I massacri continuarono anche dopo la fine ufficiale della guerra. 
Nell’aprile del 1937 la Divisione Pusteria ritornò in Italia e sfilò per le vie di Roma. 
Nel 1938 Mussolini ordinò di persona la costruzione di un monumento a Brunico per glorificare le „gesta eroiche“ della Divisione Pusteria. 
Davanti a questo monumento degli orrori gli Alpini depongono ancora oggi delle corone.
La Divisione Pusteria intervenne anche quando l’Italia il 10 giugno del 1940 dichiarò guerra alla Francia. Successivamente partecipò all’aggressione contro la Grecia, aggiungendosi alla „Julia“ presente in questa campagna sin dall’inizio. 
L’occupazione italiana della Grecia costò la vita a circa 100.000 Greci. 
La Divisione Pusteria fu trasferita nell’estate del 1941 in Montenegro ed in Croazia per la lotta contro i partigiani. 
Il comportamento degli Alpini in questi paesei balcanici non era meno crudele che in Etiopia. 
Interi paesi furono bruciati, persone sospette torturate ed uccise.
Un capitolo a parte merita la partecipazione degli Alpini alla guerra contro l’Unione Sovietica. 
L’Italia dichiarò la guerra all’Unione Sovietica il 23 giugno del 1941, un giorno dopo che la Germania nazista aveva attaccato questo paese. 
Mussolini inviò tre divisioni di fanteria, il cosiddetto Corpo di spedizione italiana in Russia (CSIR) al fronte orientale. 
Nel 1942 il numero delle divisioni aumentò a dieci, che formarono la nuova VIII Armata oppure „Armata italiana in Russia (ARMIR). 
Di queste dieci divisioni tre erano divisioni alpine, e cioè Cuneense, Julia e Tridentina. 
I comportamenti dei soldati italiani nei confronti della popolazione dei territori occupati non si differenziarono da quelli dei soldati nazisti. 
Secondo le direttive degli alti comandi ogni resistenza attiva o passiva della popolazione civile era da reprimere con metodi durissimi. 
Le cosiddette spie erano da giustiziare sul posto. 
Il generale Gabriele Nasci, comandante del corpo alpino, aveva dato l’ordine di rispondere con „rappresaglie di severità esemplare“ ad ogni atto ostile. 
Le truppe dovevano prendere ostaggi ed ucciderli nel caso fosse necessario. 
Diversi documenti provano come questo sia veramente successo. 
I commissari politici delle forze armate sovietiche, i „ribelli“ e gli „elementi indesiderati“ come ebrei e nomadi venivano consegnati il più presto possibile ai tedeschi, conoscendo ed approvando quello che era loro destinato. 
Ampiamente documentata è la completa distruzione dei paesi di Snamenka e di Gorjanowski nell’ Ucraina nonché l’uccisione di tutta la popolazione di questi paesi da parte delle truppe italiane. 
L’Unione Sovietica ha condannato per crimini di guerra diversi ufficiali italiani, caduti in prigionia, ed ha chiesto l’estradizione di diversi altri criminali di guerra all’Italia, estradizione negata dall’Italia. 
Perfino comandi militari tedeschi criticavano a volte il comportamento troppo crudele degli italiani, mentre il comandante dell’ARMIR, generale Giovanni Messe, scrisse subito dopo la guerra che il corpo di spedizione italiano si sarebbe distinto da tutti gli altri eserciti „per la sua cultura superiore, il suo senso di giustizia e la sua comprensione umana“. 
Nelle lettere dei soldati italiani, raccolte nel centro di censura a Mantova, si legge invece di soprusi e di uccisioni di civili. 
Dopo la guerra è uscita in Italia una ricca letteratura giustificativa che ha creato il nuovo mito dell’Alpino come vittima e non come colpevole in questa campagna di Russia. 
In realtà gli alpini erano vittime di un governo irresponsabile. 
Dei 57.000 Alpini che parteciparono all’aggressione contro l’Unione Sovietica, soltanto 11.000 ritornarono. Erano però non solo vittime, ma anche colpevoli . 
Il loro sacrificio è stato strumentalizzato dal fascismo, e questo viene fatto ancora oggi, per giustificare comportamenti non giustificabili e creare nuovi miti.
Uno di questi nuovi miti è quello di Nikolajewka. 
Secondo questa leggenda la Divisione Tridentina avrebbe sfondato il 26 gennaio 1943, dopo aspri ed eroici combattimenti, l’accerchiamento sovietico, aprendo la strada verso ovest a tanti soldati sia italiani che tedeschi. 
In realtà l’accerchiamento è stato rotto dal 24° corpo corrazzato tedesco. 
Più di questo falso storico-militare preoccupa però il fatto che gli alpini ricordano ancora oggi una presunta vittoria in una guerra criminale, identificandosi in questo modo ancora oggi con questa guerra.
Dopo la guerra il governo Degasperi, dopo l’amnistia decretata dal ministro alla giustizia Togliatti, ha fatto di tutto per impedire procedimenti contro militari italiani per crimini commessi in Libia, Etiopia, nei paesi balcanici o nella Unione Sovietica. 
Si cercava di creare l’impressione che le forze armate italiane, pur essendo stata l’Italia alleata della Germania nazista, si sarebbero sempre comportate in modo impeccabile. 
Nella logica della guerra fredda Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti, per tenere l’Italia nel blocco occidentale, non avevano alcun interesse di perseguire crimini di guerra italiani commessi nei paesi comunisti. 
Questo perdono generale per i crimini del regime fascista è stato fondamentale per la memoria collettiva europea.
Dopo la guerra gli Alpini hanno sempre dato grande importanza alla continuità della loro tradizione e non hanno mai preso le distanze dal loro passato. 
La deposizione di fiori e corone ai monumenti di Merano e Brunico dimostra che gli Alpini non si vergognano per niente dei crimini commessi in Libia ed in Etiopia.
In Sudtirolo gli Alpini si comportarono sempre da forze occupatrici. 
A Bressanone riuscirono nel 1958 a far sospendere il sindaco Valerius Dejaco per sei mesi, perché si era rifiutato di partecipare il 4 novembre alla festa degli Alpini per la „vittoria“ contro la popolazione che il sindaco stesso rappresentava. 
Oggi tutto questo non si vuole ricordare. 
Si cerca invece di costruire nuove leggende come quella che il greto del Talvera a Bolzano sarebbe stato sistemato dagli Alpini, leggenda sfatata ampiamente dall’ex-direttore dei bacini montani.

Tratto da (CLICCA QUI)
Letteratura (piccola scelta):

A riguardo dei crimini di guerra italiani in Libia ed Etiopia:
  • Angelo Del Boca, Gli italiani in Libia, 2 volumi, Roma, Bari, 1986-88
  • Nicola Labanca (ed.), Un nodo. Immagini e documenti sulla repressione coloniale in Libia. Bari 2002
  • Asfa Wossen Asserate, Aram Mattioli (Hg.), Der erste faschistische Vernichtungskrieg. Die italienische Aggression gegen Äthiopien 1935-1941. Köln 2006
  • Aram Mattioli, Experimentierfeld der Gewalt. Der Abessinienkrieg und seine internationale Bedeutung. Zürich 2005
  • Gerald Steinacher (Hg.), Zwischen Duce und Negus. Südtirol und der Abessinienkrieg 1935-41. Bozen 2006
A riguardo dei crimini di guerra italiani nell’Unione Sovietica:
  • Thomas Schlemmer (Hg.), Die Italiener an der Ostfront 1942/43. Dokumente zu Mussolinis Krieg gegen die Sowjetunion, München 2005.
A riguardo della cultura della memoria italiana:
  • David Bidussa, Il mito del bravo italiano, Milano 1994

 

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