2012.03.05 – RIINA JUNIOR A PADOVA… NO, GRAZIE!!!

 
Siamo alle solite.
Lo stato straniero italiano, abituato ad esportare la propria spazzatura, torna a insozzare le nostre Terre  con provvedimenti gravissimi.
Ovviamente non condividiamo i toni del partito italiano leghista, abituato da molti anni a sbraitare e a non concludere un bel nulla.
Certi personaggi non meritano in effetti neppure di stare in Sicilia o a "casa loro" perchè i Siciliani non sono affatto mafiosi e Riina junior non merita probabilmente neppure la cittadinanza siciliana… non è neppure un pessimo prodotto del sud come sembra voler ribadire qualche esponente del partito italiano lega nord … tali commenti sottolineano la precaria intelligenza in proposito e quanto il partito lega nord continui anch'esso ad infangare la nostra Patria con giudizi ed espressioni che nulla hanno a che fare con il Popolo Veneto… se l'ignoranza fosse sinonimo di mafia il biasimevole e zotico pensiero leghista dovrebbe scomparire dalle Terre di San Marco per le medesime ragioni.
Ancora meno valgono per noi i commenti dei sinistroidi amministratori padovani … il degrado e la criminalità presente in queste nostre Terre dimostrano da sole il risultato della loro pessima condotta.
Non ci interessa neppure il buonismo del sacerdote e di tale Tina Ciccarelli … i rischi per la vostra onlus e le vostre velleità umanitarie non fanno parte delle scelte di vita del Popolo Veneto.
Appena il Governo Veneto Provvisorio sarà instaurato, speriamo emetta un provvedimento di espulsione per tale soggetto e sappia adottare i necessari provvedimenti per prevenire simili iniziative… anche a carico di onlus sponsorizzate dallo stato straniero italiano, ovviamente.
Il MLNV condanna pertanto la pretesa dello stato straniero italiano di mafiosizzare le nostre Terre con provvedimenti che non gli competono … e questo non è un avvertimento, ma un monito da prendere seriamente in considerazione.
ATTENTO MALEDETTO GOVERNO STRANIERO ITALIANO … ATTENTO!!!
Sergio Bortotto Presidente del MLNV
04.03.2012 da un articolo del Mattino di Padova
 
Riina junior a Padova.
La Lega: «Attentato al nord», Zanonato: «Lo gestiremo»

Reazioni diverse alla decisione dei giudici palermitani di dare il via libera al trasloco del figlio del boss in Veneto.
La onlus che lo ospiterà: «Lavorerà per mantenersi»

PADOVA.
«Non commento le decisioni della magistratura.
Anche quella su Riina è una misura giudiziaria e bisogna rispettarla».
E' il secco commento del sindaco Flavio Zanonato, alla decisione dei giudici siciliani di consentire al figlio del «boss dei boss» di vivere in regime di sorveglianza speciale accolto da una onlus padovana.
«Faremo in modo che le cose siano gestite nella maniera giusta – taglia corto Zanonato – senza creare alcun problema».
Chi invece ha contestato duramente la decisione è il leader della Lega Nord Umberto Bossi, che ha parlato di «un attentato contro il nord, che il nord dovrebbe punire con la pena di morte per le conseguenze che avrà nella nostra società: rapine, violenze e mafia».
Parlando in un comizio, Bossi ha incolpato della decisione il governo Monti, che «ha fatto tornare il soggiorno obbligato», ma «non accetteremo – ha avvertito – di essere invasi ancora una volta dai mafiosi».
E se il governatore Luca Zaia ripete il suo no «a ogni forma di ospitalità imposta», a rendere ancor più esplicito il pensiero della Lega è lo “sceriffo” Giancarlo Gentilini: «Riina Jr – dice il vice sindaco di Treviso – è un prodotto della mafia, è spazzatura del sud, un loro pessimo prodotto che è giusto che resti al suo posto, al sud».
La presenza del figlio del boss in una regione e in una città che già negli anni '70 videro nascere la Mafia del Brenta, proprio dal contatto tra la criminalità locale ed esponenti di Cosa Nostra, preoccupa anche un magistrato di lunga esperienza, già alla Dda di Venezia, come Francesco Saverio Pavone.
«Ammesso che Salvatore Riina voglia rifarsi una vita – sottolinea – non si capisce perché abbia scelto il Veneto, e Padova in particolare, quando avrebbe potuto, da uomo del sud, scegliere un posto più vicino alle proprie radici pur allontanandosi dalla famiglia».
A tracciare il percorso di recupero che attende Riina junior è Tina Ciccarelli, responsabile della olnus che gestirà la sua permanenza.
«Salvatore non lo conosco, non gli ho mai parlato – spiega – la sua ospitalità da noi è stata per così dire “sponsorizzata” da un sacerdote e dalla sua avvocatessa.
Mi hanno detto che è tanto cambiato, che vuole togliersi il fardello del nome che porta e del suo passato, che è bravo negli studi».
«Staremo a vedere – aggiunge – ho ascoltato e preso atto ma aspetto i fatti; questa vicenda è una sfida anche per la nostra onlus e forse pure un rischio ma siamo pronti a correrlo, fa parte delle nostre scelte di vita».
Riina Jr. a Padova seguirà i corsi di Economia e commercio al Bo, ma «dovrà guadagnarsi l'ospitalità – avverte Ciccarelli – non vogliamo nulla dalla sua famiglia quindi lavorerà per mantenersi».
E poi, come prevede la Onlus, distribuirà viveri ed indumenti ai poveri come volontario: «un bagno di umiltà – commenta la direttrice – che fa sempre bene».
Bizzotto (Lega): "Gli faremo trovare il foglio di via". 
''Per il figlio del boss della mafia – avverte Mara Bizzotto, europarlamentare della Lega – abbiamo pronto il foglio di via dalla nostra Regione, resti a casa sua e non venga a rompere da noi''.
''In Veneto non lo vogliamo, non siamo e non vogliamo diventare la colonia di mafiosi ed ex criminali – spiega Bizzotto -.
Il giorno in cui Riina junior dovesse arrivare a Padova, gli faremo trovare un bel comitato d'accoglienza in modo che capisca chiaramente come per noi Veneti egli risulti un personaggio fortemente indesiderato e sgradito''.
''Il rampollo di casa Riina farebbe bene a rimanere in Sicilia, nel suo habitat a Corleone – conclude Bizzotto -.
Sono sicura che nel suo paese si troverebbe molto più a suo agio rispetto ad una terra, quella Veneta, che lo rifiuta e che non vuole avere niente a che spartire con la mafia e con personaggi legati a Cosa Nostra''.
Ruzzante (Pd): "Da Lega solita esibizione di muscoli".
''Com'era facile prevedere, dopo che il Tribunale ha autorizzato Giuseppe Salvatore Riina, il figlio dello storico boss di Cosa Nostra, a trasferire la sede del proprio soggiorno a Padova, molti esponenti della Lega Nord hanno colto l'occasione al balzo per lanciare le loro dichiarazioni di contrarietà e sdegno, una più roboante dell'altra''.
Lo afferma il consigliere regionale veneto del Pd Piero Ruzzante sul trasferimento a Padova di Salvatore Riina.
''La solita parata di muscoli ad uso e consumo della propaganda – avverte Ruzzante -, a cui in questi anni abbiamo assistito innumerevoli volte, con naturalmente, in prima fila il segretario nazionale, Umberto Bossi, che addirittura parla di 'attentato al nord' e di 'fucilazione per i mafiosi'''.
''Francamente pensiamo che questo modo di fare politica sia ridicolo e si commenti da solo – rileva Ruzzante -.
Pensiamo anche che le decisioni e le misure decise dalla magistratura vadano sempre accettate e rispettate, soprattutto in tema di mafia''.
''Il Pd lo ha sempre fatto, anche alla Camera dei deputati – conclude -, non facendo mancare il suo voto favorevole, per esempio, nelle due volte in cui la Magistratura ha chiesto di poter procedere all'arresto dell'on. Nicola Cosentino, indagato per reati gravissimi di Camorra''.
Pdl Veneto: "Consiglio regionale prenda posizione".
''Non possiamo permettere che un soggetto dal passato cosi' ingombrante si stabilisca in Veneto.
Come Pdl chiederemo al Consiglio regionale di prendere una posizione politica contro l'arrivo di Giuseppe Salvatore Riina nella nostra regione''.
A dirlo sono il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Dario Bond e il suo vice Piergiorgio Cortelazzo.
''E' vero che i diritti individuali vanno preservati – rilevano i due esponenti del Pdl – ma è altrettanto indubbio che una comunità deve tutelarsi con i mezzi che ha a disposizione''.
''E' inutile nascondersi dietro a un dito e fare i garantisti a tutti i costi – aggiungono -.
I veneti e i padovani in particolare sono preoccupati perché in ballo c'è il futuro di un tessuto economico-sociale solido, pulito e onesto''.
''In questi mesi si è parlato del rischio concreto di infiltrazioni mafiose.
Già si sono viste, in operazioni anche recenti – rilevano Bond e Cortellazzo -, le prime manifestazioni pratiche di come Cosa nostra sia presente nel Nord e nel Nordest''. ''Per questo – dicono i due esponenti del Pdl – dobbiamo essere uniti nel lanciare un segnale politico unitario e forte''.
 
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