2011.03.31 – MINACCE DI MORTE AD UN CITTADINO SARDO

Quirra: Guai a te se parli
Muravera.
Un cacciatore minacciato da tre persone che si sono spacciate per militari dell’Aeronautica “italiana” (aggiungiamo noi).
Guai a te se parli ancora con i giornalisti.
ll suo torto è stato quello di accompagnare i giornalisti inviati da televisioni e giornali nella zona del poligono di Perdasdefogu e Quirra, indicare i missili abbandonati nei campi, segnalare le persone malate o i familiari dei pastori morti di leucemia.
Carmine Teodoro Porcu, cinquantenne cacciatore di Muravera, è stato minacciato e sequestrato da tre persone che si sono presentate nella sua abitazione in diverse occasioni.
Gli è stato anche legato un cappio al collo: quando, in preda al terrore, ha promesso che si sarebbe mai più occupato di aiutare il lavoro dei cronisti, è stato abbandonato con le gambe legate.
Sul fatto indaga la Procura di Lanusei.
Il pubblico ministero Domenico Fiordalisi ha aperto un fascicolo (per il momento contro ignoti) per minacce e sequestro di persona.
LE MINACCE
Il primo episodio il 18 marzo corso: una telefonata anonima è arrivata nel cuore della notte all’abitazione di Carmine Teodoro Porcu: «Siamo ufficiali dell’Aeronautica, fatti gli affari tuoi, guarda che quando si muovono le Grandi Torri devi avere paura».
Chiaro riferimento alle mostrine degli alti graduati dell’Aviazione.
Due giorni dopo, tre persone si sono presentate all’una e mezza di notte a casa del cacciatore di Muravera.
Esibendo tesserini dell’Aeronautica sicuramente contraffatti, avrebbero effettuato una sommaria ispezione della casa e reiterato le minacce, prima di allontanarsi.
IL SEQUESTRO
Il 25 marzo l’ultimo episodio, il più grave.
Carmine Teodoro Porcu sarebbe stato avvicinato nel centro di Muravera da una persona a bordo di una Fiat Punto.
«Sono un tuo amico, non mi riconosci? Ti devo parlare».
Il cacciatore è entrato nell’auto dell’“amico”, gli aveva appena detto di non riconoscerlo quando un’altra persona nascosta nei sedili posteriori della vettura lo ha immobilizzato e gli ha portato via le chiavi della sua auto.
Un terzo individuo è poi salito sulla Punto.
Prima un giro per il paese, poi l’arrivo nella casa del cacciatore.
Che è stato immobilizzato con un legaccio alle gambe.
Minacce?
Le solite.
«Non parlare più con i giornalisti, non occuparti del poligono o te la facciamo pagare».
Poi gli hanno legato un cappio al collo.
«Ti ammazziamo, tutti crederanno a un suicidio, non indagherà nessuno».
Quando il cacciatore ha espresso tutto il suo terrore, i tre misteriosi aggressori gli hanno tolto il cappio dal collo e sono andati via dalla casa, lasciandolo con i piedi legati.
Un fatto inquietante sul quale il procuratore di Lanusei indaga perché è ricollegato proprio all’inchiesta aperta sul poligono militare di Quirra. Le minacce dei tre personaggi (per adesso senza nome) avrebbero mirato a intimidire potenziali testimoni.
LE REAZIONI
Intanto pioggia di commenti sulla notizia della riesumazione delle salme di 18 pastori morti a Quirra di leucemia.
«La magistratura di Lanusei, essendo un’autorità indipendente, è in grado di accertare la verità sulle aree attorno al poligono di Quirra», ha dichiarato il senatore dell’IdV Federico Palomba, reiterando la richiesta di un’audizione del pm Fiordalisi alla Camera.
Soddisfazione anche da parte del segretario dell’Upc Antonio Satta, e di Francesco Palese del sito Vittimeuranio.com.
LA COMMISSIONE Oggi la commissione parlamentare d’inchiesta ascolterà i pacifisti, i sindaci della zona del Salto di Quirra e i veterinari delle Asl di Cagliari e Lanusei che hanno evidenziato l’alta incidenza dei tumori tra gli allevatori. (p.c.)
L’Unione Sarda Mercoledì 30 marzo 2011
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