COME COMBATTERE UN SISTEMA CHE CI OPPRIME.

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C'è da chiedersi veramente cos'è importante, il risultato finale o la visibilità odierna, vincere la guerra o ogni singola battaglia.
Come puoi pretendere di iniziare una lotta senza subire sconfitte, o contrapporti ad un malvagio senza che la sua malignità sia usata contro di te.
La rivendicazione dei diritti non si può costruire sulla pelle delle persone, per ora, i loro beni e le loro esistenze, li rubano lo stesso.
Al sistema e ai loro complici non interessano se i tuoi diritti sono inalienabili, sono imprescrittibili, sono incedibili e sono sanciti costituzionalmente o tutelati dalla dichiarazione universale dei diritti umani.
Rendiamoci conto che siamo in guerra.
Rendiamoci conto che è proprio il sistema a volere questa guerra.
Rendiamoci conto che non si può vincere questa guerra con i metodi che proprio il sistema vuole che si usi per combatterla … non vinceremo mai.
Allora quale soluzione?
  1. Primo passo. Rendersi conto di questa condizione e cioè che non basta aver ragione per vincere. Il sistema è coalizzato perché tutte le attuali istituzioni sono interessate a mantenerci schiavi del loro potere. Governi, istituzioni finanziarie e banche, polizia, carabinieri, forze armate e quant’altro sono il sistema, così come lo sono le istituzioni religiose, le istituzioni internazionali … sono tutti concordi e pertanto è difficile che si approdi ad un riconoscimento dei propri diritti quando coloro a cui ci rivolgiamo sono complici di coloro i quali ci opprimono.
  2. La rivendicazione dei nostri diritti è una fase che deve essere limitata nel tempo e non può essere protratta troppo a lungo. Il sistema sa di essere sotto attacco ma inficia le proteste ignorandole al fine di ribaltare il risultato contro i promotori dimostrando che non serve a nulla protestare.
  3. Dobbiamo smetterla di dare il nostro consenso ogni volta che ci viene chiesto e sotto qualsiasi forma … tutto questo rafforza le autorità d'occupazione e non le indebolisce. La nostra forma di protesta è il non riconoscimento quindi rimarcare sempre e in ogni occasione il rifiuto del consenso anche quando ci viene estorto.
  4. Dobbiamo smetterla di avere paura ma questo non significa essere violenti. Il diritto di autodifesa è legittimo ma se non si è in condizioni di farlo o si è votati al martirio o si è incoscienti. Abbiamo il dovere di vincere la guerra non il diritto di vincere alcune battaglie, anche se sono apparentemente possibili … perché il sistema potrebbe anche illuderti facendoti credere di poter vincere talvolta.
  5. Il criterio, la regola principale per vincere il sistema è rifiutarlo e per rinunciare ad esso bisogna non prenderlo in considerazione. Considerazione significa stima, reputazione, riguardo, apprezzamento…. quindi è necessario cambiare atteggiamento nei confronti di coloro i quali si sentono rivestiti di un'autorità che non hanno perché è sprovvista del consenso popolare. Le autorità d'occupazione temono moltissimo questo requisito al punto quasi da creare competizione fra loro stesse, ma è il Popolo che ha l'arma più potente in mano, al di là delle manganellate o della forza bruta che loro possono usare … per ora. Non prendere in considerazione le autorità d'occupazione non significa farsi promotori di proteste o quant'altro, non servirebbe a niente … eppure al giorno d'oggi, la maggior parte della gente vaccina i propri figli solo perché gli viene ordinato di farlo e perché vuole fidarsi di loro, vogliono avere fiducia nel sistema perché sono abituati ad essere "pecore" e a rimanere nel recinto. Al giorno d'oggi la maggior parte della gente vota con i metodi del sistema delle autorità d'occupazione come se cento cinquant'anni di bugie e di frodi non basteassero ad aprirci gli occhi … al sistema non interessa cosa e per chi voti, gli interessa che tu vota perché è una forma apparente di consenso.  Ignorare le autorità d'occupazione sarebbe il primo passo che sarebbe efficace se fossimo tutti convinti a farlo. Poi si deve cominciare ad additare i collaboratori di questo regime, iscrivendoli a ruolo giudiziario, mettendo in mora le loro esistenze perché prima o poi dovranno rendere conto alla Giustizia Veneta.
Il MLNV insiste su questo fronte affinché ci si renda conto che abbiamo a che farfe con regime che è potente perché noi lo permettiamo.
Loro sono anche complici ma i responsabili della situazione siamo noi stessi.
Questa è la normalità a cui vogliono farci abituare.
WSM
Venetia, 27 marzo 2018
Sergio Bortotto, Presidente del Mlnv e del Governo Veneto Provvisorio.
 
 
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