RUSSIA

2022.10.03 – IL DISCORSO INTEGRALE DI PUTIN DEL 30 SETTEMBRE 2022

PUTIN FIRMA L’ADESIONE DELLE REPUBBLICHE POPOLARI DI DONETSK E DI LUGANSK E DEI DUE OBLAST DI ZAPORIZHZHYA E KHERSON ALLA RUSSIA: ECCO IL DISCORSO INTEGRALE

 

QUESTO VIDEO E’ UNA SINTESI DEI TRATTI SALIENTI DEL DISCORSO CON UNA TRADUZIONE RIVISTA E MIGLIORATA

 

QUESTA LA TRASCRIZIONE DEL DISCORSO

Cari cittadini russi, cittadini delle Repubbliche Popolari di Donetsk e di Lugansk, cittadini delle regioni Zaporizhzhya e Kherson, deputati della Duma di Stato e senatori della Federazione Russa!

Come sapete, si sono svolti i referendum nelle Repubbliche Popolari di Donetsk e di Lugansk, nelle regioni di Zaporizhzhya e di Kherson. Sono stati raccolti i dati e i risultati sono noti. La gente ha fatto la propria scelta, una scelta inequivocabile.

Oggi firmiamo i trattati di adesione alla Russia della Repubblica Popolare di Donetsk, della Repubblica Popolare di Lugansk, della Regione di Zaporizhzhya e della Regione di Kherson. Sono sicuro che l’Assemblea federale sosterrà le leggi costituzionali sull’adesione e la formazione di quattro nuove regioni, quattro nuovi soggetti costitutivi della Federazione Russa, poiché tale è la volontà di milioni di persone.

E questo, ovviamente, è un loro diritto, un diritto inalienabile, sancito dal primo articolo della Carta delle Nazioni Unite, che afferma esplicitamente il principio dell’uguaglianza dei diritti e dell’autodeterminazione dei popoli.

Ripeto: si tratta di un diritto inalienabile del popolo basato sull’unità storica, in nome della quale hanno combattuto generazioni di nostri antenati, coloro che dalle origini dell’antica Rus’ nel corso dei secoli hanno costruito e difeso la Russia. Qui, in Novorossija, combatterono Rumyantsev, Suvorov e Ushakov, Caterina II e Potemkin fondarono nuove città. I nostri nonni e i nostri bisnonni combatterono qui fino alla morte durante la Grande Guerra Patriottica.

Ricorderemo sempre gli eroi della “Primavera russa”, coloro che non hanno accettato il colpo di stato neonazista in Ucraina nel 2014, tutti coloro che sono morti per il diritto di parlare la propria lingua madre, per preservare la propria cultura, le proprie tradizioni e la propria fede, per il diritto di vivere. Parlo dei guerrieri del Donbass, dei martiri della strage di Odessa, delle vittime dei disumani attacchi terroristici del regime di Kiev. Dei volontari e dei miliziani, dei civili, dei bambini, delle donne, degli anziani, dei russi, degli ucraini, di persone di diverse nazionalità. Del leader della Repubblica Popolare di Donetsk, Aleksandr Zacharchenko, dei comandanti Arsen Pavlov, Vladimir Zhoga, Olga Kochura, Aleksej Mozgovoj, del procuratore generale della Repubblica di Lugansk, Sergei Gorenko, del paracadutista Nurmagomed Hajimagomedov e di tutti i nostri soldati e ufficiali che sono morti con coraggio nel corso dell’Operazione Militare Speciale. Sono eroi. Eroi della grande Russia. E vi prego di osservare un momento di silenzio in loro memoria.

Dietro la scelta di milioni di persone nelle Repubbliche popolari di Donetsk e di Lugansk e nelle regioni di Zaporizhzhya e di Kherson c’è il nostro destino comune e la [nostra] storia millenaria. La gente ha trasmesso questo legame spirituale ai propri figli e nipoti. Nonostante tutte le difficoltà, hanno portato avanti il loro amore per la Russia nel corso degli anni. E nessuno può annientare questo sentimento in noi. Ecco il motivo per cui sia le generazioni più anziane che quelle più giovani, nate dopo la tragedia del crollo dell’Unione Sovietica, hanno votato per la nostra unità, per il nostro futuro comune.

Nel 1991, a Belovezhskaya Pushcha, senza chiedere la volontà dei comuni cittadini, le élite di partito di allora decisero di sciogliere l’Unione Sovietica e la popolazione si trovò così strappata alla patria da un giorno all’altro. Questo fatto ha lacerato e spaccato la nostra unità nazionale e si è tramutato in una catastrofe nazionale. Come un tempo, dopo la rivoluzione, i confini delle repubbliche dell’Unione furono ritagliati dietro le quinte, così gli ultimi leader dell’Unione Sovietica – nonostante la volontà diretta della maggioranza della gente espressa nel referendum del 1991 – hanno fatto a pezzi il nostro grande Paese, semplicemente mettendo la popolazione davanti al fatto compiuto.

Ammetto che non si rendevano nemmeno pienamente conto di ciò che stavano facendo e delle conseguenze a cui ciò avrebbe inevitabilmente portato alla fine. Ma questo non ha più importanza. L’Unione Sovietica non c’è più, il passato non può essere riportato indietro. E in ogni caso la Russia di oggi non ne ha bisogno, [tornare al passato] non è nostra intenzione. Ma non c’è nulla di più forte della determinazione di milioni di persone che per cultura, fede, tradizioni e lingua si considerano parte della Russia, e i cui antenati hanno vissuto per secoli in un’unica nazione. Non c’è nulla di più forte della determinazione di questa gente a tornare nella propria vera patria storica.

Per otto lunghi anni, la popolazione del Donbass ha subìto un genocidio, bombardamenti e assedi, mentre a Kherson e a Zaporizhzhya si è cercato in modo criminale di instillare l’odio per la Russia, per tutto ciò che è russo. Anche ora, durante i referendum, il regime di Kiev ha minacciato di rappresaglie gli insegnanti e le donne che lavoravano nelle commissioni elettorali, intimidendo milioni di persone che erano venute a esprimere la propria volontà. Ma le indomite genti del Donbass, di Zaporizhzhya e di Kherson hanno detto la loro.

Voglio che le autorità di Kiev e i loro veri padroni in Occidente mi ascoltino affinché tutti ricordino questo: gli abitanti di Lugansk e di Donetsk, di Kherson e di Zaporizhzhya diventano nostri cittadini per sempre.

Invitiamo il regime di Kiev a cessare immediatamente il fuoco e tutte le ostilità, la guerra che ha scatenato nel 2014 e a tornare al tavolo dei negoziati. Noi siamo pronti, è stato detto più di una volta. Ma la scelta del popolo di Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhya e Kherson non sarà messa in discussione, è stata fatta e la Russia non la tradirà. E le attuali autorità di Kiev dovrebbero trattare questa libera espressione della volontà popolare in nessun altro modo se non con rispetto. Questa è l’unica via per la pace.

Difenderemo la nostra terra con tutte le nostre forze e i nostri mezzi e faremo tutto il possibile per garantire la sicurezza della nostra gente. Questa è la grande missione di liberazione del nostro popolo.

Senz’altro ricostruiremo le città e i villaggi distrutti, le case, le scuole, gli ospedali, i teatri e i musei, ripristineremo e svilupperemo le industrie, le fabbriche, le infrastrutture, il sistema sociale, pensionistico, sanitario ed educativo.

Naturalmente, lavoreremo per rafforzare la sicurezza. Insieme, faremo in modo che i cittadini delle nuove regioni sentano il sostegno di tutto il popolo russo, di tutto il Paese, di tutte le repubbliche, di tutti i territori e delle regioni della nostra vasta Patria.

Cari amici, colleghi!

​​Oggi vorrei rivolgermi ai soldati e agli ufficiali coinvolti nell’Operazione Militare Speciale, ai soldati del Donbass e della Novorossija, a coloro che in seguito al decreto sulla mobilitazione parziale si uniranno alle Forze Armate adempiendo al loro dovere patriottico, a coloro che si recano di propria spontanea volontà presso gli uffici di registrazione e arruolamento militare seguendo il proprio cuore. Vorrei rivolgermi anche ai loro genitori, alle loro mogli e ai loro figli e dire loro per cosa sta combattendo il nostro popolo e contro quale nemico ci stiamo scontrando – [un nemico] che sta gettando il mondo in nuove guerre e crisi, traendo il proprio sanguinoso profitto da questa tragedia.

I nostri compatrioti, i nostri fratelli e sorelle in Ucraina – la parte nativa della nostra nazione unita – hanno visto con i propri occhi ciò che i circoli dirigenti del cosiddetto Occidente stanno preparando per tutta l’umanità. In sostanza, hanno gettato la maschera e mostrato la loro vera natura.

Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, l’Occidente ha deciso che il mondo, tutti noi, avremmo dovuto sottostare per sempre ai suoi dettami. All’epoca, nel 1991, l’Occidente si aspettava che la Russia non si sarebbe ripresa da tali sconvolgimenti e avrebbe continuato a sgretolarsi da sé. Ed è quasi successo: ricordiamo gli anni ’90, i terribili anni ’90, affamati, freddi e senza speranza. Ma la Russia è sopravvissuta, è rinata, si è rafforzata e ha rivendicato il posto che le spetta nel mondo.

Nel frattempo, l’Occidente ha cercato e continua a cercare nuove occasioni per attaccarci, per indebolire e distruggere la Russia – ciò che ha sempre sognato di fare – per frammentare il nostro Stato, per mettere i nostri popoli gli uni contro gli altri, e condannarli alla povertà e all’estinzione. Non riescono a sopportare il fatto che al mondo esista un paese così grande, enorme, con il proprio territorio, le proprie ricchezze naturali, le proprie risorse, con un popolo che non può e non potrà mai vivere secondo gli ordini di qualcun altro.

L’Occidente è pronto a passare sopra a qualsiasi cosa pur di preservare quel sistema neocoloniale che gli permette di fagocitare, in sostanza, di saccheggiare il mondo grazie al potere del dollaro e al diktat tecnologico, di raccogliere un vero e proprio tributo dall’umanità, di sottrarre le principali fonti di ricchezza immeritata, di ottenere la rendita dell’egemone. Il mantenimento di questa rendita è il loro motivo chiave, reale e del tutto egoistico. Ecco perché una totale de-sovranizzazione è nel loro interesse. Da qui la loro aggressione contro gli stati indipendenti, contro i valori e le culture tradizionali e i loro tentativi di minare i processi internazionali e di integrazione che sfuggano al loro controllo, [contro] nuove valute mondiali e centri di sviluppo tecnologico. Per loro è fondamentale che tutti i paesi cedano la propria sovranità agli Stati Uniti.

Le élite al potere di alcuni stati accettano volontariamente di farlo, accettano volontariamente di diventare vassalli; altri vengono corrotti, intimiditi. E se non ci riescono, allora distruggono interi stati, lasciandosi dietro catastrofi umanitarie, disastri, rovine, milioni di vite umane rovinate e mutilate, enclavi terroristiche, zone disastrate, protettorati, colonie e semi-colonie. A loro non importa, basta che ottengano i loro profitti.

Ci tengo a sottolineare ancora una volta: è proprio nell’avidità, nell’intenzione di preservare il proprio potere illimitato, che ci sono le vere ragioni della guerra ibrida che l’“Occidente collettivo” sta conducendo contro la Russia. Non vogliono la nostra libertà, ma vogliono vederci come una colonia. Non vogliono cooperare in modo paritario, ma piuttosto derubarci. Vogliono vederci non come una società libera, ma come una folla di schiavi senz’anima.

Il nostro pensiero e la nostra filosofia rappresentano una minaccia diretta per loro, per questo attaccano i nostri filosofi. La nostra cultura e la nostra arte sono un pericolo per loro, per questo stanno cercando di vietarle. Anche il nostro sviluppo e la nostra prosperità rappresentano una minaccia per loro: cresce la concorrenza. Loro non hanno affatto bisogno della Russia, NOI ne abbiamo bisogno.

Vorrei ricordarvi che le pretese di dominio sul mondo in passato sono state infrante più di una volta dal coraggio e dalla resilienza del nostro popolo. La Russia sarà sempre la Russia. Continueremo a difendere sia i nostri valori che la nostra Patria.

L’Occidente conta sull’impunità, su come farla franca su tutto. Di fatto, l’hanno fatta franca fino ad oggi. Gli accordi nel campo della sicurezza strategica finiscono nella spazzatura; gli accordi raggiunti al più alto livello politico vengono dichiarati falsi; la ferma promessa di non espandere la NATO ad est, non appena i nostri ex leader se la sono bevuta, si è rivelata essere uno sporco inganno; i trattati sulla difesa antimissilistica e sui missili a medio e corto raggio sono stati violati unilateralmente con pretesti inverosimili.

Si sente dire ovunque: l’Occidente rappresenta l’ordine basato sulle regole. Da dove vengono [queste regole]? Chi ha mai visto queste regole? Chi le ha approvate? Sentite, è un’assurdità, puro inganno, doppi, tripli standard! È pensata per gli sciocchi.

La Russia è una grande potenza millenaria, una civiltà-paese, e non vivrà secondo regole truccate e fasulle.

È il cosiddetto Occidente che ha calpestato il principio dell’inviolabilità dei confini, e ora decide a propria discrezione chi ha diritto all’autodeterminazione e chi no, chi non ne è degno. Non è chiaro perché lo decidano, né chi abbia dato loro questo diritto. Se lo sono dati da soli.

Ecco perché la scelta della gente di Crimea, Sebastopoli, Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhya e Kherson li fa infuriare. Questo Occidente non ha il diritto morale di valutare e nemmeno di blaterare circa la libertà della democrazia. Non lo ha e non lo ha mai avuto!

Le élite occidentali negano non solo la sovranità nazionale e il diritto internazionale. La loro egemonia ha un pronunciato carattere di totalitarismo, dispotismo e apartheid. Dividono sfacciatamente il mondo in loro vassalli, nei cosiddetti paesi civilizzati, e in tutti gli altri, che, secondo il piano dei razzisti occidentali di oggi, dovrebbero aggiungersi alla lista dei barbari e dei selvaggi. Le false etichette – “paese canaglia”, “regime autoritario” – sono già pronte, stigmatizzano interi popoli e stati. Non c’è niente di nuovo in questo: le élite occidentali sono rimaste tali e quali – colonialiste. Discriminano, dividono i popoli in “prime” e in “altre” classi.

Non abbiamo mai accettato e non accetteremo mai questo nazionalismo politico e questo razzismo. E che cos’è, se non razzismo, la russofobia che si sta diffondendo ora in tutto il mondo? Che cos’è, se non razzismo, la perentoria convinzione dell’Occidente che la propria civiltà, la [propria] cultura neoliberista sia un modello indiscutibile per il mondo intero? “Chi non è con noi è contro di noi”. Come suona strano!

Anche la colpa dei propri crimini storici viene scaricata dalle élite occidentali su tutti gli altri, chiedono sia ai cittadini dei propri paesi che agli altri popoli di pentirsi per cose con cui non hanno nulla a che fare, come, ad esempio, il periodo della conquista coloniale.

Vale la pena ricordare all’Occidente che iniziò la propria politica coloniale nel Medioevo, per proseguire la tratta mondiale degli schiavi fino al genocidio delle tribù indiane in America, al saccheggio dell’India, dell’Africa, e alle guerre di Inghilterra e Francia contro la Cina, a causa delle quali fu costretto ad aprire i propri porti al commercio di oppio. Quello che hanno fatto è stato drogare intere nazioni, sterminare di proposito interi gruppi etnici per la terra e per le risorse, inscenare una vera e propria caccia alle persone come fossero animali. Tutto ciò è contrario alla natura stessa dell’uomo, alla verità, alla libertà e alla giustizia.

E noi siamo orgogliosi che nel XX secolo sia stato il nostro Paese a guidare il movimento anticolonialista, dando a molti popoli del mondo l’opportunità di svilupparsi, ridurre la povertà e la disuguaglianza, vincere la fame e le malattie.

Sottolineo che uno dei motivi della secolare russofobia, della malcelata rabbia di queste élite occidentali nei confronti della Russia, è proprio che non ci siamo lasciati derubare durante il periodo delle conquiste coloniali e abbiamo costretto gli europei a commerciare con reciproco vantaggio. Ciò è stato possibile grazie alla creazione di un forte Stato centralizzato in Russia, che si è sviluppato ed è stato rafforzato dai grandi valori morali dell’Ortodossia, dell’Islam, dell’Ebraismo e del Buddismo, nonché dalla cultura e dalla lingua russa, aperte a tutti.

È noto come siano stati ripetutamente elaborati piani per intervenire in Russia, cercando di sfruttare i tempi difficili dell’inizio del XVII secolo e il periodo di sconvolgimenti dopo il 1917, ma hanno fallito. L’Occidente è comunque riuscito ad impadronirsi della ricchezza della Russia alla fine del XX secolo, quando lo stato fu distrutto. Ci hanno chiamato amici e partner, ma in realtà ci hanno trattato alla stregua di una colonia: trilioni di dollari sono stati sottratti al Paese con una serie di manovre. Tutti noi ricordiamo tutto, non abbiamo dimenticato nulla.

E in questi giorni, le persone a Donetsk e a Lugansk, a Kherson e a Zaporizhzhya si sono espresse a favore del ripristino della nostra unità storica. Grazie!

Da secoli i Paesi occidentali affermano di portare libertà e democrazia alle altre nazioni. È esattamente il contrario: invece della democrazia [portano] repressione e sfruttamento; invece della libertà [portano] schiavitù e violenza. L’intero ordine mondiale unipolare è intrinsecamente antidemocratico e non-libero, è ingannevole ed ipocrita in tutto e per tutto.

Gli Stati Uniti sono l’unico paese al mondo ad aver usato due volte le armi nucleari, distruggendo le città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki. Tra l’altro, creando un precedente.

Lasciate che vi ricordi anche che gli Stati Uniti, insieme agli inglesi, durante la Seconda Guerra Mondiale hanno ridotto in rovina Dresda, Amburgo, Colonia e molte altre città tedesche senza alcun obiettivo militare. Ed è stato fatto in modo dimostrativo, senza, ripeto, obiettivi militari. C’era un solo obiettivo: proprio come nel caso dei bombardamenti nucleari in Giappone, intimidire sia il nostro Paese che il mondo intero.

Gli Stati Uniti hanno lasciato un segno terribile nella memoria dei popoli della Corea e del Vietnam con barbari bombardamenti “a tappeto”, l’uso del napalm e armi chimiche.

Ad oggi occupano di fatto ancora Germania, Giappone, Repubblica di Corea e altri paesi, e allo stesso tempo li chiamano cinicamente “alleati” alla pari. Ascoltate, ma che tipo di alleanza è questa? Tutto il mondo sa che i leader di questi Paesi vengono spiati e che i loro capi di stato vengono intercettati non solo nei loro uffici, ma anche nelle loro case. È un vero peccato. Un peccato sia per chi fa questo, sia per chi, come uno schiavo, ingoia silenziosamente e docilmente questa meschinità.

Gridano ordini e insulti all’indirizzo dei loro vassalli e la chiamano solidarietà euro-atlantica; lo sviluppo di armi biologiche, esperimenti su persone viventi, anche in Ucraina, [la chiamano] nobile ricerca scientifica.

È con la loro politica distruttiva, [con le loro] guerre e rapine che hanno provocato la colossale ondata di flussi migratori di oggi. Milioni di persone subiscono privazioni, abusi, muoiono a migliaia, nel tentativo di raggiungere l’Europa.

Ora esportano pane dall’Ucraina. Dove va a finire [questo pane] con il pretesto di “fornire sicurezza alimentare ai paesi più poveri del mondo”? Dove sta andando? Va tutto ai paesi europei. Solo il 5% è andato ai paesi più poveri del mondo. Ancora una volta un’altra truffa e un vero e proprio inganno.

L’élite americana sta di fatto usando la tragedia di queste persone per indebolire i propri concorrenti, per distruggere gli stati nazionali. Questo vale anche per l’Europa, questo vale anche per l’identità di Francia, Italia, Spagna e altri paesi con una storia secolare.

Washington sta chiedendo sempre più sanzioni contro la Russia e la maggior parte dei politici europei obbedisce servilmente. Capiscono chiaramente che gli Stati Uniti, spingendo l’UE ad abbandonare completamente l’energia e le altre risorse russe, stanno praticamente deindustrializzando l’Europa e si stanno impadronendo completamente del mercato europeo – capiscono tutto, queste élite europee, capiscono tutto, ma preferiscono servire gli interessi degli altri. Questo non è più servilismo, ma un tradimento diretto dei loro popoli. Ma Dio li benedica, sono affari loro.

Ma le sanzioni non bastano agli anglosassoni, che sono quindi ricorsi al sabotaggio – incredibile, ma vero – facendo saltare i gasdotti internazionali del Nord Stream, che corrono lungo il fondo del Mar Baltico, distruggendo di fatto l’intera infrastruttura energetica paneuropea. È chiaro a tutti [chi sono] coloro che ne beneficiano. Lo ha fatto [il sabotaggio] chi ne trae vantaggio, ovviamente.

Il diktat statunitense si basa sulla forza bruta, sulla legge del primato. A volte è ben confezionata, altre volte non lo è, ma l’essenza è la stessa: la legge del pugno. Da qui il dispiegamento e il mantenimento di centinaia di basi militari in ogni angolo del mondo, l’espansionismo della NATO, i tentativi di formare nuove alleanze militari come AUKUS e simili. Si sta inoltre lavorando attivamente per creare un collegamento politico-militare tra Washington-Seoul-Tokyo. Tutti gli stati che possiedono o aspirano a possedere un’autentica sovranità strategica e sono in grado di sfidare l’egemonia occidentale sono automaticamente inclusi nella categoria dei nemici.

È su questi princìpi che si fondano le dottrine militari degli Stati Uniti e della NATO, che vogliono nientemeno che il dominio totale. Le élite occidentali presentano i propri piani neocoloniali nello stesso modo ipocrita, persino con pretese di pace, parlano di una sorta di contenimento, una parola così subdola che, in realtà, significa solo una cosa: minare qualsiasi centro sovrano di sviluppo.

Abbiamo già sentito parlare del contenimento di Russia, Cina, Iran. Credo che altri paesi dell’Asia, dell’America Latina, dell’Africa, del Medio Oriente, così come gli attuali partner e gli alleati degli Stati Uniti, siano i prossimi. Sappiamo che quando qualcosa non è di loro gradimento, impongono sanzioni anche contro gli alleati: prima contro una banca, poi contro un’altra; ora contro una società, ora contro un’altra. È una pratica che verrà ampliata. Prendono di mira tutti, compresi i nostri vicini più prossimi: i paesi della comunità degli Stati indipendenti (CSI).

È evidente che l’Occidente desidera questo da molto tempo. Così, avviando un corpo di sanzioni contro la Russia, credevano che sarebbero stati ancora una volta in grado di compattare il mondo intero attorno ai loro comandi. Ma, come si è scoperto, una prospettiva così rosea non entusiasma tutti, tranne i veri masochisti politici e gli ammiratori di altre forme non convenzionali di relazioni internazionali. La maggior parte degli stati si rifiuta di “seguire la strada maestra” e opta invece per un modo ragionevole di cooperare con la Russia.

L’Occidente chiaramente non si aspettava una tale recalcitranza. Sono così abituati a prendere tutto con la forza, il ricatto, la corruzione e l’intimidazione che si convincono che questi metodi funzioneranno per sempre, come se fossero congelati nel passato.

Tale presunzione è una conseguenza diretta non solo del famigerato concetto della propria esclusività – e anche questa è davvero stupefacente – ma anche di una vera e propria “fame di informazioni” in Occidente. Hanno annegato la verità in un oceano di miti, illusioni e falsità per mezzo di una propaganda estremamente aggressiva, mentendo incautamente, come Goebbels. Più incredibile è la bugia, più velocemente la gente ci crederà: è così che agiscono, secondo questo principio.

Ma le persone non possono essere nutrite con dollari ed euro stampati. È impossibile nutrirsi con questi pezzi di carta, ed è impossibile riscaldare una casa con la capitalizzazione virtuale e gonfiata dei social network occidentali. Tutto ciò che sto dicendo è importante. Ma non meno importante è ciò che ho appena detto: i soldi stampati non sfamano nessuno – serve cibo; queste inflazioni gonfiate non scaldano nessuno – serve energia.

Ecco perché i politici europei devono convincere i propri concittadini a mangiare meno, lavarsi meno spesso e vestirsi più caldi a casa. E quelli che iniziano a fare domande giuste: “Perché è così?” – vengono subito dichiarati nemici, estremisti e radicali. [I politici europei] girano le carte in tavola e puntano il dito contro la Russia, dicendo: ecco chi è la fonte di tutti i vostri problemi. Mentono, di nuovo.

Quello che voglio sottolineare è che ci sono tutte le ragioni per credere che le élite occidentali non cercheranno vie d’uscita costruttive alla crisi alimentare ed energetica globale che si è creata. Altrimenti dovrebbero ammettere che è stata colpa loro, e della loro politica di lunga data, [avviata] già molto prima della nostra Operazione Militare Speciale in Ucraina, nel Donbass. Non intendono risolvere i problemi dell’ingiustizia e della disuguaglianza. C’è il timore che siano pronti ad usare altre ricette a loro familiari.

E qui vale la pena di ricordare che l’Occidente è uscito dalle contraddizioni del primo Novecento attraverso la Prima Guerra Mondiale. I profitti della Seconda Guerra Mondiale hanno permesso agli Stati Uniti di superare finalmente le conseguenze della Grande Depressione e di diventare la più grande economia del mondo, imporre al pianeta il potere del dollaro come valuta di riserva globale. L’Occidente ha ampiamente superato la crisi degli anni ’80 – che si è aggravata negli anni ’90 – appropriandosi dell’eredità e delle risorse dell’Unione Sovietica, che alla fine è crollata. Questo è un dato di fatto.

Ora, per districarsi da un altro groviglio di contraddizioni, hanno bisogno a tutti i costi di spezzare la Russia e gli altri Stati che scelgono la via dello sviluppo sovrano per depredare ancora di più le ricchezze altrui e grazie a queste mettere una pezza sopra ciò di cui sono responsabili. Se ciò non dovesse accadere, non escludo che cercheranno di far crollare il sistema, a cui potranno dare la colpa di tutto, oppure, Dio non voglia, decideranno di usare la nota formula “la guerra cancellerà tutto”.

La Russia comprende la propria responsabilità nei confronti della comunità mondiale e farà di tutto per far rinsavire queste teste calde.

È chiaro che l’attuale modello neocoloniale è definitivamente spacciato. Ma ancora una volta i suoi veri padroni si aggrapperanno ad esso fino alla fine. Semplicemente, non hanno nulla da offrire al mondo se non lo stesso sistema di rapina e di brigantaggio.

In effetti, sputano sul diritto naturale di miliardi di persone, la maggior parte dell’umanità, alla libertà e alla giustizia, alla possibilità di determinare da soli il proprio futuro. Ora sono passati alla negazione radicale della moralità, della religione e della famiglia.

Rispondiamo ad alcune domande molto semplici per noi stessi. Voglio ora tornare a quanto ho detto, voglio rivolgermi a tutti i cittadini del Paese, non solo ai colleghi che sono qui in aula, a tutti i cittadini della Russia: vogliamo avere, qui, nel nostro Paese, in Russia, al posto di mamma e papà, i “genitore uno”, “genitore due”, “genitore tre” (sono totalmente impazziti!)? Vogliamo davvero che le perversioni che portano al degrado e all’estinzione siano imposte ai bambini nelle nostre scuole fin dalle elementari? Vogliamo che venga insegnato loro che oltre alle donne e agli uomini ci sono presumibilmente altri generi e che venga loro proposto un intervento di riassegnazione del sesso? Vogliamo tutto questo per il nostro Paese e per i nostri figli? Per noi tutto questo è inaccettabile, abbiamo un futuro diverso, il nostro.

Ripeto, la dittatura delle élite occidentali è diretta contro tutte le società, compresi gli stessi popoli dei paesi occidentali. Questa è una sfida per tutti. Questa negazione totale dell’uomo, la sovversione della fede e dei valori tradizionali, la soppressione della libertà assumono le caratteristiche di una “religione al contrario” – un vero e proprio satanismo. Nel Discorso della Montagna, Gesù Cristo, denunciando i falsi profeti, dice: “Dai loro frutti li riconoscerete”. E questi frutti velenosi sono già evidenti alle persone – non solo nel nostro paese, in tutti i paesi, comprese molte persone nello stesso Occidente.

Il mondo è entrato in un periodo di trasformazioni rivoluzionarie, che sono di natura fondamentale. Si stanno formando nuovi centri di sviluppo, che rappresentano la maggioranza – la maggioranza! – della comunità mondiale e che sono pronti non solo a dichiarare i propri interessi, ma anche a proteggerli, e che vedono nella multipolarità un’opportunità per rafforzare la propria sovranità, e quindi per ottenere una vera libertà, una prospettiva storica, il proprio diritto ad uno sviluppo indipendente, creativo e originale, ad una vita armoniosa.

In tutto il mondo, compresi Europa e Stati Uniti, come ho detto, ci sono molte persone che la pensano come noi e sentiamo, vediamo il loro sostegno. In diversi Paesi e società si sta sviluppando un movimento di liberazione anticoloniale contro l’egemonia unipolare. La sua presenza soggettiva non potrà che aumentare. È questa forza che determinerà la futura realtà geopolitica.

Cari amici!

Oggi lottiamo per un percorso giusto e libero, prima di tutto per noi stessi, per la Russia, affinché la dittatura, il dispotismo diventino per sempre un ricordo del passato. Sono convinto che i Paesi e i popoli capiscano che una politica basata sull’esclusività di qualcuno, sulla soppressione di altre culture e popoli, è intrinsecamente criminale, [che capiscano] che dobbiamo voltare questa pagina vergognosa. Il crollo dell’egemonia occidentale che è iniziato è irreversibile. E lo ripeto ancora: non sarà più come prima.

Il campo di battaglia a cui il destino e la storia ci hanno chiamato è il campo di battaglia per il nostro popolo, per una grande Russia storica. Per una grande Russia storica, per le generazioni future, per i nostri figli, nipoti e pronipoti. Dobbiamo proteggerli dalla schiavitù, dai mostruosi esperimenti che cercano di paralizzare le loro menti e le loro anime.

Oggi lottiamo affinché non venga mai in mente a nessuno che la Russia, il nostro popolo, la nostra lingua, la nostra cultura possano essere presi e cancellati dalla storia. Oggi abbiamo bisogno del consolidamento dell’intera società, e tale coesione può basarsi solo sulla sovranità, sulla libertà, sulla creazione e sulla giustizia. I nostri valori sono umanità, misericordia e compassione.

E voglio concludere il mio discorso con le parole di un vero patriota, Ivan Alexandrovich Ilyin: “Se considero la Russia la mia patria, significa che amo in russo, contemplo e penso, canto e parlo russo; che credo nella forza spirituale del popolo russo. Il suo spirito è il mio spirito; il suo destino è il mio destino; la sua sofferenza è il mio dolore; la sua fioritura è la mia gioia”.

Dietro queste parole c’è una grande scelta spirituale che molte generazioni di nostri antenati hanno seguito per più di mille anni di esistenza dello Stato russo. Oggi questa scelta viene fatta da noi, dai cittadini delle Repubbliche popolari di Donetsk e di Lugansk, dagli abitanti delle regioni di Zaporizhzhya e di Kherson, che hanno scelto di stare con la loro gente, di stare con la Patria, di vivere il suo destino, di vincere insieme ad essa.

Dietro di noi c’è la verità, dietro di noi c’è la Russia!

(tratto da qui)

 

 

IL DISCORSO DI PUTIN….ALTRO CHE BLUFF!

Quando la propaganda parla di “-discorso delirante” ma in realtà c’è da tremare.
Ascoltate bene e aprite mente e cuore … la verità ci renderà liberi.

 

Le dichiarazioni del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov al Consiglio di Sicurezza dell’ONU:

▪️Quello che sta accadendo in Ucraina dal 2014 è l’impunità;
▪️I residenti del Donbass sono stati uccisi e continuano ad essere uccisi solo perché non hanno riconosciuto i risultati del colpo di stato in Ucraina;
▪️In Ucraina da molti anni la popolazione è mobilitata in battaglioni nazionalisti;
▪️Il regime di Kiev negli ultimi anni ha condotto un’offensiva totale contro la popolazione di lingua russa;
▪️Le strutture internazionali non hanno trovato il coraggio di incoraggiare le autorità ucraine ad adempiere ai propri obblighi nel campo dei diritti umani;
▪️La decisione di un referendum di alcune regioni dell’Ucraina è stata una risposta alle dichiarazioni di Zelensky;
▪️ In Ucraina distruggono libri in russo, comportandosi come nella Germania nazista;
▪️L’Ucraina si è definitivamente trasformata in uno stato totalitario nazista;
▪️La deliberata fomentazione del conflitto in Ucraina da parte dell’Occidente rimane impunita;
▪️Le forze alleate in Ucraina si confrontano con la macchina da guerra dell’Occidente;
▪️Le forze armate ucraine stanno usando tattiche terroristiche, usando i civili come scudi umani;
▪️La Federazione Russa ha molte prove delle azioni criminali dell’esercito ucraino;
▪️Tutti i colpevoli di crimini di guerra in Ucraina saranno ritenuti responsabili;
▪️Il Segretario Generale delle Nazioni Unite deve convincere Kiev a pubblicare un elenco delle persone morte a Bucha;
▪️La Federazione Russa ha prove della partecipazione di cittadini di Gran Bretagna, Canada, USA, Paesi Bassi alle ostilità dalla parte dell’Ucraina;
▪️Più di 3.000 ricorsi per crimini contro gli abitanti del Donbass sono stati inviati alla Corte penale internazionale, sono stati ignorati;
▪️La Federazione Russa non conta sulla giustizia della Corte penale internazionale e di una serie di altre istituzioni internazionali;
◾️La Federazione Russa non consentirà all’Ucraina di creare un punto d’appoggio per le minacce alla sicurezza russa.

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Le principali dichiarazioni del presidente della commissione elettorale della regione di Kherson Marina Zakharova:
▪️Sono state prodotte 750.000 schede per lo svolgimento di un referendum sull’adesione alla Federazione Russa nella regione di Kherson;
▪️Sono attese le provocazioni delle Forze armate ucraine durante il referendum nella regione di Kherson, ma le autorità e le forze di sicurezza sono pronte a garantire la sicurezza;
▪️Sono state costituite sezioni estere per i residenti della regione di Kherson nella Federazione Russa, nella DNR, nella LNR e nella regione di Zaporozhye;
▪️I residenti dei distretti della regione di Nykolaev, annessi alla regione di Kherson, voteranno al referendum presso i seggi elettorali;
▪️Nella regione di Kherson ha iniziato a funzionare una hotline su un referendum sull’adesione alla Federazione Russa. Sono state ricevute oltre 200 chiamate;
▪️I cittadini del DNR, LNR e residenti della regione di Zaporozhye potranno votare a referendum sul territorio della regione di Kherson;
▪️Al referendum nella regione di Kherson parteciperanno osservatori provenienti da Europa, Asia e Africa, compresi i deputati dei parlamenti europei.

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‼️ NUOVO MASSACRO DI CIVILI A DONETSK CON ARMI NATO: LA TESTIMONIANZA DIRETTA DEL GIORNALISTA ELISEO BERTOLASI

“«Quando il parente disperato, di un una delle vittime ha saputo che ero italiano ha urlato verso di me tutta la sua rabbia sapendo che questi massacri vengono compiuti con armi della NATO, ha augurato che anche gli italiani che a cuor leggero sono tanto favorevoli all’invio di armi a Kiev provino sulla loro pelle questa tragedia e questi lutti… Impossibile replicare! Ho provato solo tanto dolore e tanta vergogna!!”

tratto da qui

 

2022.09.07 – PUTIN: SANZIONI MINACCIA PER IL MONDO, IMPOSSIBILE ISOLARE RUSSIA

Roma, 7 set. (askanews) – Ci sono stati “cambiamenti tettonici irreversibili” nel sistema delle relazioni internazionali e l’asse della crescita economica e tecnologica si è spostato verso l’Asia-Pacifico, ha detto il presidente russo Vladimir Putin parlando a Vladivostok all’Eastern Economic Forum, mentre la guerra in Ucraina ha deteriorato i rapporti con l’Occidente ed è in corso un duro conflitto sul gas con l’Europa. Il Presidente russo ha denunciato la “febbre delle sanzioni” che “minaccia il mondo intero”.

“La pandemia è stata sostituita da altre sfide, anch’esse di natura globale, che minacciano il mondo intero.

Mi riferisco alla febbre sanzionatoria dell’Occidente, ai suoi palesi tentativi aggressivi di imporre modelli di comportamento ad altri Paesi, di privarli della loro sovranità e di piegarli alla sua volontà”.

Putin ha poi avvertito: “Per quanto alcuni vorrebbero isolare la Russia, farlo, come abbiamo sempre detto, è impossibile”. Inoltre, Putin ha accusato l’Occidente di essere responsabile di una catastrofe umanitaria senza precedenti, dirottando la gran parte del grano ucraino sui propri mercati e non in Africa.

Anticipando l’intenzione di discuterne con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che è stato garante dell’accordo che ha portato a un parziale sblocco dei porti ucraini per l’export di grano.

2022.08.05 – INTERVISTA A MARIA ZACHAROVA –

Maria Zacharova: “Ridicolo ipotizzare la mano di Mosca dietro la caduta del governo Draghi”

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Prima parte dell’intervista della portavoce del ministero degli esteri russo Maria Zakharova concessa in esclusiva a Giorgio Bianchi per Visione Tv Traduzione simultanea: Mark Bernardini.
Guarda la seconda parte al link https://youtu.be/xdeJyjSmm4g 
✔️SOSTIENICI TRAMITE BONIFICO: IBAN: IT65C0306916355100000009028 INTESTATO A: VISIONE TV SWIFT: BCITITMM CAUSALE: DONAZIONE
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PUTIN: “UN PAESE O È SOVRANO O È UNA COLONIA”

Secondo Putin, una colonia “non ha prospettive storiche e non ha alcuna possibilità di sopravvivere a una lotta geopolitica così crudele” come quella attualmente in corso.

Putin: “Un Paese o è sovrano o è una colonia”.
“E una colonia non ha alcuna prospettiva di sopravvivere alla lotta geopolitica”
 (Si veda anche QUIQUI e QUI).
Il presidente russo Vladimir Putin ha commemorato giovedì il 350° anniversario della nascita dell’imperatore Pietro il Grande: “Che dobbiamo difenderci, combattere, è evidente.
Non è cambiato quasi nulla.
Sembra che Pietro I abbia combattuto contro la Svezia e abbia preso qualcosa a qualcuno.
Non ha preso nulla, l’ha ripreso”, ha detto Putin dopo aver inaugurato una mostra dedicata all’imperatore che ha governato la Russia per 43 anni (1682-1725). In un chiaro riferimento all’”operazione militare speciale” della Russia in Ucraina, Putin ha detto: “A quanto pare, è toccato a noi riprendere e consolidare”…
tratto da:

 

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2022.05.16 – LA RUSSIA RIVELA ALL’ONU LE PROVE DEL TENTATIVO DI GENOCIDIO DA PARTE DELL’ASSE USA-UCRAINA

Il 13 Maggio è stata indetta una riunione d’emergenza al Consiglio di Sicurezza dell’ONU sui laboratori biologici segreti in Ucraina. Di seguito un estratto delle dichiarazioni del Rappresentante Permanente Vassily Nebenzia .

“Minacce alla pace e alla sicurezza internazionale”

Continuiamo a ricevere prove documentali molto preoccupanti che il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti è direttamente coinvolto nell’attuazione in quel paese di pericolosi progetti biologici che hanno i tratti caratteristici di un programma biologico militare segreto. Questa attività è stata intrapresa nel mezzo dell’Europa orientale e vicino ai confini occidentali della Russia, ponendo così una vera minaccia alla sicurezza biologica del nostro paese, della regione e del mondo intero, se si tiene conto della natura transfrontaliera delle minacce biologiche.

Solo la nostra operazione militare speciale è stata in grado di fermare questa pericolosa attività. Sono trascorsi due mesi dal nostro ultimo incontro su questo argomento, in cui sono emerse nuove prove. Abbiamo fatto circolare tutto il materiale nel Consiglio di Sicurezza. Permettetemi di attirare la vostra attenzione sui pezzi più eloquenti. Come deduciamo dai documenti del Progetto 3007 “Monitoraggio della situazione epidemiologica e ambientale relativa alle malattie pericolose di origine acquatica in Ucraina”, gli specialisti ucraini, sotto la supervisione di scienziati americani, hanno raccolto sistematicamente campioni d’acqua in alcuni dei principali fiumi ucraini, incluso il Dnepr , Danubio e Dniester, nonché nel canale della Crimea settentrionale. L’obiettivo era determinare la presenza di agenti patogeni particolarmente pericolosi, inclusi colera, tifo, epatite A ed E, e trarre conclusioni sulla loro possibile diffusione nell’acqua per valutare le proprietà di danno dei campioni selezionati. Tutti i ceppi raccolti sono stati successivamente esportati negli USA. Si pone una domanda: per cosa? Perché gli Stati Uniti hanno bisogno di una raccolta di agenti patogeni pericolosi che possono diffondersi nei fiumi di quella regione? Basterà un breve sguardo alla mappa delle risorse idriche dell’Ucraina perché chiunque si renda conto che i risultati di questa “ricerca scientifica” possono essere utilizzati per avviare un disastro biologico, e non solo in Russia, ma anche nel Mar Nero e nel Mar d’Azov , nonché nell’Europa orientale, comprese Bielorussia, Moldova e Polonia.

I documenti indicano che il regime di Kiev ha tentato di ottenere l’accesso alle opportunità tecniche per la consegna di agenti biologici pericolosi per via aerea. L’anno scorso l’Ucraina ha inviato una richiesta al produttore turco di UAV Baykar Makina in merito alla possibilità di dotare i droni Bayraktar di apparecchiature che consentano loro di spruzzare più di 20 litri di aerosol durante il volo per più di 300 chilometri. Una copia di questa lettera è inclusa nella serie di documenti che abbiamo fatto circolare in Consiglio il 19 aprile. Se dotato di tale sistema di aerosol e con un raggio di volo di 300 chilometri, un tale drone rappresenterà una vera minaccia di spruzzare pericolosi aerosol biologici sul territorio della Russia. Nel gennaio 2022, l’Ucraina avrebbe acquistato tramite organizzazioni intermediarie più di 50 dispositivi di questo tipo, che possono essere utilizzati per applicare formulazioni biologiche e sostanze chimiche tossiche. Il 9 marzo 2022, tre velivoli senza pilota dotati di contenitori da 30 litri e apparecchiature sprinkler sono stati rilevati da unità di ricognizione russe nella regione di Kherson. Alla fine di aprile, altri 10 sono stati trovati vicino a Kakhovka. Il ministero della Difesa russo ha ottenuto prove scioccanti che alcuni progetti attuati dal Pentagono sul territorio dell’Ucraina mettono a rischio la vita e la salute dei volontari, cittadini ucraini. La documentazione del progetto UP-8 prevede che gli incidenti “minori” con i soggetti del test devono essere segnalati al Comitato etico degli Stati Uniti entro 72 ore, mentre gli incidenti gravi, inclusa la morte di volontari, devono essere segnalati entro 24 ore. Significa che quegli esperimenti inizialmente ammettevano la possibilità di un esito letale, sebbene la documentazione ufficiale del progetto scrivesse solo sulla raccolta standard di campioni di sangue. Che tipo di prelievo di sangue era se i soggetti del test potessero morire in seguito?

Parte della collezione del laboratorio veterinario non è stata distrutta in fretta. Specialisti russi hanno scoperto lì agenti patogeni che non sono caratteristici della medicina veterinaria, come tifo, febbre paratifoide e cancrena gassosa. L’ultima volta abbiamo parlato di un forte aumento dell’incidenza della tubercolosi nelle Repubbliche popolari di Donetsk e LuganskQuei casi sono stati causati da un nuovo patogeno della tubercolosi multi resistente. Ora abbiamo motivo di credere che non sia stata una coincidenza. Abbiamo condotto un’indagine su un incidente biologico avvenuto nel distretto di Slavyanoserbsky della LPR nel 2020. Come si è scoperto, nel villaggio di Stepovoe i volantini realizzati sotto forma di banconote false sono stati infettati dall’agente della tubercolosi e distribuiti tra i minori. L’idea era che dopo aver maneggiato denaro, i bambini spesso maneggiano il cibo senza prima lavarsi le mani. L’analisi ha rivelato che quei volantini erano stati contaminati da un agente patogeno della tubercolosi altamente attivo, resistente alla maggior parte dei farmaci anti-tubercolosi. I volantini non avrebbero potuto essere infettati naturalmente, da qualcuno che è malato di tubercolosi, perché la concentrazione dell’agente patogeno era troppo alta. Non sarebbe durato in condizioni naturali, alla luce del sole che produce un effetto battericida. Quindi ci sono tutti segni di contaminazione deliberata e artificiale dei volantini con biomateriale altamente patogeno. Fortunatamente, questi volantini nel villaggio di Stepovoe non hanno fatto danni. Ma se messi insieme, tutti questi fatti confermano una tendenza molto allarmante. Ora farò un punto su un altro episodio che dimostra ancora una volta come il regime di Kiev e i suoi sponsor occidentali si sentono davvero nei confronti del popolo ucraino. Ci sono dati secondo i quali scienziati statunitensi di un laboratorio di Merefa hanno testato farmaci biologici potenzialmente pericolosi su pazienti dell’ospedale psichiatrico clinico regionale n. 3 di Kharkov. Esperimenti disumani simili si sono svolti presso l’ospedale psichiatrico n. 1 nel villaggio di Streleche nella regione di Kharkov. La principale categoria di soggetti era un gruppo di pazienti maschi di età compresa tra 40 e 60 anni con un alto stadio di esaurimento fisico. Questa ricerca era segreta, tutto il personale coinvolto doveva firmare un accordo di riservatezza. Per nascondere la loro affiliazione negli Stati Uniti, gli esperti di ricerca biologica hanno viaggiato attraverso paesi terzi. Man mano che emergono ulteriori informazioni sull’attività dei biolab in Ucraina, emergono ulteriori domande agli alleati NATO degli Stati Uniti. Nuovi documenti rivelano che solo tra il 2016 e il 2019, tremilacinquecento campioni di siero di sangue di cittadini che vivono in 25 regioni dell’Ucraina sono stati prelevati da epidemiologi militari dell’Istituto di microbiologia della Bundeswehr. Mi chiedo, cosa per l’esercito tedesco avrebbe bisogno di materiali biologici del popolo ucraino?

Abbiamo anche documenti che confermano il coinvolgimento della Polonia nella ricerca biologica in Ucraina, condotta insieme ai principali contraenti del Pentagono (in particolare, il Battelle Institute con sede negli Stati Uniti). Signor Presidente, Credo che oggi i nostri colleghi occidentali lanceranno un’altra parte di accuse infondate legate alla “propaganda”. Ecco perché prestiamo molta attenzione alla raccolta di un corpus di prove e facciamo circolare regolarmente nel Consiglio di Sicurezza e nell’Assemblea Generale i documenti originali che vengono a disposizione del nostro Ministero della Difesa. Tutti possono accedervi. Sono centinaia di pagine, firmate da funzionari concreti di Ucraina e Stati Uniti. I documenti aiutano a capire meglio cosa esattamente il regime di Kiev e i suoi sponsor occidentali vorrebbero nascondere alla comunità globale.

Questi sono segnali molto allarmanti, soprattutto alla luce del fatto che la legislazione statunitense consente l’attività biologico-militare e che la legislazione nazionale in questo settore è superiore a quella internazionale in quel paese. Consentitemi di chiedere ai rappresentanti dell’Ucraina: se l’attività che svolgete nei biolab in Ucraina e nel mondo intero è pacifica come dite, allora perché non accettate di metterla sotto il controllo internazionale e perché impedite alla comunità internazionale di avere tutti gli strumenti necessari a tal fine? Questo sarebbe il modo più semplice per spazzare via tutti i dubbi e le accuse, se davvero sono assolutamente infondate come dici tu. Sfortunatamente, finora si suggerisce solo una spiegazione: hai qualcosa da nascondere. Colleghi, Abbiamo raccolto una quantità considerevole di materiali che puntano direttamente alle violazioni della Convenzione sulle armi biologiche e tossiche da parte degli Stati Uniti e dell’Ucraina. Continueremo a raccogliere e analizzare i dati rilevanti. Poiché la parte statunitense si rifiuta di prendere parte a qualsiasi discussione costruttiva su questo argomento, intendiamo attivare i meccanismi previsti negli articoli 5 e 6 della BWC. Non appena avremo finito di raccogliere i materiali, li sottoporremo al Consiglio di Sicurezza per un’indagine. Ci auguriamo che ci consentirà di frenare le attività biologiche militari che rappresentano una minaccia per la pace e la sicurezza internazionale e di portare i responsabili a renderne conto.Grazie.

Fonte


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2022.05.09 – UCRAINA, L’ALTRA VERITÀ”, LO SPECIALE CON CAPUOZZO, FRACASSI E MAZZUCCO – SOTTOTRACCIA

Questa puntata di Sottotraccia è uno ‘speciale’ dedicato al documentario di Massimo Mazzucco, “Ucraina, l’altra verità“.

Il filmato propone i fatti che hanno portato al conflitto attuale.
La grande capacità divulgativa di Mazzucco ha condotto in breve tempo il documentario ad essere virale in rete nonostante lo “shadow ban operato da Youtube che ha messo il contenuto in ombra sulla piattaforma. La visione del documentario è preceduta dalla presentazione con il giornalista, regista e scrittore Franco Fracassi. Al termine un interessante dibattito con l’autore e il giornalista di lungo corso Toni Capuozzo, che recentemente è stato al centro di numerose polemiche per aver voluto proporre un approccio alla questione Ucraina, che interroga i fatti senza accontentarsi della narrazione di una sola delle parti in conflitto.

VEDI IL FILMATO

se il filmato fosse rimosso da youtube, clicca sul seguente link CLICCA QUI

VAI SL SITO DI MASSIMO MAZZUCCO


BYOBLU SI AVVICINA ALLA META: ADESSO ABBIAMO PROPRIO BISOGNO DI TE!
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Alla fine ce l’abbiamo fatta. Siamo riusciti a mantenere tutte le promesse che vi avevamo fatto. Siamo riusciti a raggiungere tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati, per voicon voi e grazie a voi.
Byoblu canale unico nazionale del Digitale Terrestre (262): fatto!
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È per questo che proprio ora, nel momento di massimo sforzo – come un grande aereo che si appresta a spiccare il volo – abbiamo bisogno della spinta di tutti. Abbiamo proprio bisogno di voi!
Non lasciamo cadere questo progetto proprio adesso, a un passo dalla meta.
Aiutaci a raggiungerla, facciamo insieme quest’ultimo passo.
Grazie!

2022.05.09 – IN DONBAS COMBATTETE PER LA PATRIA E PER IL SUO FUTURO

“In Donbas combattete per la patria e per il suo futuro”

“Oggi, le milizie del Donbass, insieme ai soldati dell’esercito russo, stanno combattendo sulla loro terra, dove Svyatoslav e Vladimir Monomakh, i soldati Rumyantsev e Potemkin, i soldati Suvorov e Brusilov, dove gli eroi della Grande Guerra Patriottica – Nikolay Vatutin, Sidor Kovpak e Lyudmila Pavlichenko si sono battuti fino alla morte.

Mi rivolgo ora alle nostre forze armate e alla milizia del Donbass.

State combattendo per la madrepatria, per il suo futuro, affinché nessuno dimentichi le lezioni della seconda guerra mondiale.

Affinché non ci sia posto nel mondo per i boia, i punitori e i nazisti”, le parolòe di Putin nel corso del suo intervento per il Giorno della Vittoria.

Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

TRATTO DA

2022.04.16 – UCRAINA. UNO SCOMODO TESTIMONE

Eugenio Miccoli intervista Giorgio Bianchi (EMi_story – 2018)
Giorgio Bianchi, fotoreporter, giornalista e documentarista è stato bloccato la mattina del primo maggio all’aeroporto di Kiev.
Per il Governo ucraino è persona non gradita.
E per cinque anni non potrà fare ritorno in Ucraina dove si stava recando per un documentario sul Donbass.
Giorgio e la sua fotocamera hanno visto molte cose come , ad esempio ciò che è successo davvero a Maidan.
Cose che lui ci rivela in questa intervista esclusiva dove non nasconde nulla, neppure le sconvolgenti immagini che ha scattato.
È facile allora capire perché Giorgio, in Ucraina, sia persona non gradita.
È solo un altro modo per definire un testimone scomodo.
03/04/2018 Roma, intervista e montaggio di Eugenio Miccoli
Sostieni il mio lavoro https://mepiu.it/sostieni

GUARDA QUESTO FILMATO

2022.04.12 – «NATA NEL LUGANSK E DA 20 ANNI A VERONA, MI FA MALE L’IPOCRISIA SULLA GUERRA IN UCRAINA»

tratto da un articolo di VERONASERA segnalatoci.

Col timore che l’articolo possa essere cancellato lo pubblichiamo; l’orginale lo trovi qui

Mi chiamo Polina e sono una ragazza nata in provincia di Lugansk, vivo da 20 anni a Verona.
Ho pensato di inviare questa lettera perché i fatti che accadono oggi in Ucraina e Donbass mi toccano profondamente. Ho amici e parenti che lavorano in quella zona, combattono e non ho mai smesso di andare a visitarli, eccetto negli ultimi due anni.
Lì ho vissuto, ho frequentato la scuola. Conosco quel territorio e penso che l’informazione per essere giusta debba provenire da fonti diverse e non solo da un unico canale europeo
».
Un altro punto di vista su una guerra che ha scosso l’Europa, e non solo, a partire dalla fine febbraio. Polina è una trentenne che da tempo vive nella provincia scaligera ma, come lei stessa ha detto, è nata in una delle zone dove si è acceso il conflitto odierno. Proprio la situazione del Donbass infatti era al centro dell’offensiva lanciata dal Cremlino, insieme alla possibile entrata dell’Ucraina nella NATO, ritenuta da Putin un pericolo per la Russia, il quale si è spinto ora fino alle porte di Kiev, capitale della nazione presieduta da Zelenski.

«Non pretendo in alcun modo alla assoluta ragione o unica conferma dei fatti, ma chiedo solo di valutare che dall’altra parte vi è un’altra verità, di cui la rete mediatica nazionale non parla», spiega Polina nella sua missiva inviata alla nostra redazione e prosegue: «La guerra in Donbass prosegue da 8 anni e fino ad oggi contiamo più di 15.000 civili morti. Da 8 anni Donbass è bombardato dalle autorità di Kiev e alterna le notti tra la camera da letto e scantinati. Ciò che oggi vediamo nei media, che ci riempie di immagini di dolore al fine di urtare la sensibilità dell’opinione pubblica e creare un unico nemico dell’Europa, in realtà non succede da qualche giorno, ma si svolge da 8 anni proprio nel Donbass, a cura del governo di Kiev e nel totale silenzio stampa occidentale.
Ci parlano dell’Ucraina come uno Stato sovrano, della nazionalità ucraina come un’identità di un unico popolo, ma per chi ci vive e ci ha vissuto non è assolutamente così e ci sono le ragioni per dire ciò.
L’Ucraina è una Paese diviso in due, ovest ucraino ed est russo e le radici di questa divisione sono molto profonde. Una breve riassunto dei fatti storici:

  • Ucraina dell’ovest fu parte dell’impero Asburgico, mentre l’est, parte dell’impero Russo.
  • Durante la Rivoluzione russa la zona del Bacino del fiume Don si sollevò al controllo zarista e nel febbraio 1918 costituí la Repubblica Sovietica del Donec-Kivoj Rog che venne annessa dai bolscevichi alla Repubblica Sovietica Ucraina.

Vivendo all’interno di un unico Stato URSS (e voglio chiamarla Stato perchè era questa la percezione contrariamente a quello che oggi potrebbe essere una Unione di Stati, quale è l’UE) che faceva capo a Mosca, le fratture segnate dalla storia precedente, quella degli imperi vennero cancellate. O meglio, non furono evidenti in quanto tutte le Repubbliche facevano capo a un unico centro il Partito Comunista di Mosca.
Con la dissoluzione dell’Urss, a partire dal 1991 quello che oggi chiamiamo Ucraina ha intrapreso la sua strada attuando una serie di politiche volte all’artificiale “ucrainizzazione” del Paese che hanno portato alla Rivoluzione arancione del 2004 dove l’oppositore Jushenko (sostenuto soprattutto nella sponda ovest) contestò i risultati delle presidenziali nei confronti del Presidente Kuchma e Yanukovich, preferenze espresse soprattutto nell’est del Paese
».

Un contesto complicato quello descritto da Polina, che col tempo avrebbe visto le divisioni interne alla nazione accentuarsi sempre più: «Col passare degli anni andava delineandosi una sempre maggiore spaccatura tra la popolazione dell’Ucraina occidentale interessata ad un avvicinamento con l’Unione Europea, e l’Ucraina orientale, composta da popolazione russa.
La situazione si fece evidente anche nelle elezioni presidenziale del 2010, dove le popolazioni occidentali votarono l’europeista Julia Timoshenko, e le popolazioni orientali votarono per Viktor Janukovic, che prevalse.
Nell’Ucraina occidentale quindi si diffonde una narrazione fortemente nazionalista e identitaria, che porta ad un ulteriore inasprimento fra le due parti del paese ed evidenzia la contrapposizione tra cattolicesimo e ortodossia, la lingua Ucraina e la lingua russa.
Proprio qui nell’ovest vengono riabilitati i battaglioni Pravyi Sektor, Azov, e altri a forte stampo nazista dichiarato esplicitamente, vi sono diverse foto pubblicate con svastiche, il sole nero e altri simboli del periodo più buio della nostra storia.
Non per niente proprio in queste zone durante la seconda guerra mondiale vi erano collaborazionisti della Germania nazista che facevano capo a Stepan Bandera. Lo riportava anche un articolo di La Stampa nel 2014.
La situazione esplose nelle proteste dell’Euromaidan nel 2014, con il conseguente colpo di Stato che destituì Janukovic, costretto alla fuga, e vide l’instaurarsi di un governo nazionalista, fortemente anti russo, a guida di Petro Poroshenko.
Da questo momento furono emanati una serie di atti ufficiali che portano a una forzata ucrainizzazione attraverso:

  • Il divieto dell’uso della lingua russa nelle scuole (quando l’est del paese la scuola era solo russa con lo studio dell’ucraino come seconda lingua “straniera” insieme all’inglese).
  • Tutti i documenti pubblici dovevano essere redatti e compilati in Ucraino, cosa che comportó ulteriori difficoltà per la popolazione russofona, per esempio mia nonna per poter compilare moduli per ottenere un documento dalle amministrazioni locali, da un giorno all’altro si ritrovò a non poterlo più fare, ma c’era sempre qualche carina segretaria che si offriva a compilare il documento in Ucraino al posto suo a pagamento.
  • L’insegnamento della lingua russa venne vietato su tutto il territorio.
  • Venne vietata la libera professione della religione cristiana ortodossa legata al patriarcato di Mosca.
  • Le autonomie concesse dai governi precedenti vennero tutte revocate.

Iniziarono a diffondersi episodi di grande violenza nei confronti dei russi, il più celebre la strage di Odessa del 2.05.2014. Città di lingua e cultura russa, dove tra i 50 e i 150 russi vennero bruciati vivi nella Casa del Sindacato. Le immagini di questo crimine sono atroci. Ma nessun criminale fino ad oggi venne punito».

Da lì, secondo Polina, inizierebbe la guerra che noi vediamo oggi dopo l’invasione russa: «Coloro che nei telegiornali vengono chiamati “separatisti” o ancor peggio “ribelli” e “terroristi” sono i miei genitori, sono i miei amici. La loro colpa è essere russi e russofoni ed aver opposto resistenza ad un governo illegittimo fortemente russofobo che per diversi anni ha voluto cancellare l’identità russa delle popolazioni dell’est obbligandoli a sentirsi ciò che non sono, sradicare la loro origine e obbligarli a riconoscere una storia che loro non appartiene, vedere in Stepan Bandera il loro eroe. (Nel 2010, il presidente “arancione” Viktor Juščenko conferì la medaglia di eroe dell’Ucraina alla memoria di Bandera. Vi è un video della primavera del 2014 dove il nuovo presidente Poroshenko instauratosi in seguito al golpe dichiara esplicitamente che “noi” avremo lavoro e “loro” no, “noi” avremo le pensioni e “loro” no, i “nostri” figli andrano all’asilo e scuole i “loro” si rifugeranno negli scantinati. È una dichiarazione di odio, divisione e esplicita russofobia, nonchè minaccia)».

La trentenne dunque s’interroga sulle diverse reazioni avute dal mondo, ma anche sul lavoro svolto dalla diplomazia negli ultimi anni: «Mi chiedo oggi, perché questi fatti sembrano così sconosciuti in Italia? Per quale motivo una popolazione che oggi rappresenta un buon 20% se non di più dell’Ucraina si è vista privata dei loro diritti e la loro identità in un totale silenzio europeo?
In tutti questi anni l’Unione Europea insieme agli Stati Uniti ha finanziato questo odio e violenze mandando miliardi di dollari e tonnellate di armi in silenzio. Pensavo che lo scopo primario fosse la Pace, almeno è quello che voleva Schuman quandò nel 1950 pronunciò le seguenti parole: “Questa proposta, mettendo in comune le produzioni di base e istituendo una nuova Alta Autorità, le cui decisioni saranno vincolanti per la Francia, la Germania e i paesi che vi aderiranno, costituirà il primo nucleo concreto di una Federazione europea indispensabile al mantenimento della pace.”
Nessuno ha visto, o ha fatto finta di non vedere il genocidio, l’odio e le descriminazioni che stavano perpetrando una parte dell’Ucraina.
Mi fa male l’ipocrisia che vedo in questi giorni. Manifestazioni di pace per l’Ucraina, certo tutti vogliamo la pace. Ma perchè nessuno la chiedeva per Donbass? O sono forse persone di seconda categoria? Sono stati descritti come terroristi, ossia quelli violenti che devono essere eliminati per assicurare “la nostra pace”, “la nostra Europa”. Lì sono morte persone, anche lì dormivano nei scantinati ma non da 5 giorni ma per ben 8 lunghi anni. Per difendere la propria identità.
Stessa situazione, impatto mediatico diverso.
La guerra va sempre condannata ma a quanto pare si preferisce condannare azioni belliche avviate da Paesi che non siano alleati degli Stati Uniti.
Tant’è che oggi l’Europa della Pace e dei diritti aumenta le tensioni e l’escalation con il rischio di scatenare un conflitto internazionale mandando altri armi e sostegni alla guerra. Ma siamo sicuri di volere la pace?
Penso che dovremmo tutti fare una riflessione, oggi, sul perchè di questo silenzio e fallimento della diplomazia.
Il mondo è cambiato e non possiamo pensare che in un mondo interconnesso come quello attuale, una politica di escalation possa favorire l’Occidente e punire quello che consideriamo nemico.
Questa politica di odio, sanzioni e tentativi di emarginazione di un Paese deve essere fermata per il rispetto nei confronti di tutte le vittime del Donbass e Odessa, discriminati, morti in silenzio.
In conclusione, ritengo che se veramente vogliamo la pace, dobbiamo fare tutti un passo indietro. Capire i motivi del fallimento della diplomazia, assumere le nostre colpe e lavorare alla pace e non alla guerra, come accade negli ultimi giorni
».

2022.04.05 – LA FALSA NOTIZIA SUI CIVILI UCCISI A BUCHA IN UCRAINA …

NON CREDETE AI MEDIA ITALIANI.

 

2022.02.26 – SIETE DEI FALSI E FALSA E’ LA VOSTRA INFORMAZIONE
Siete ancora qui a sparare a zero sulla Russia, che manda i propri uomini e i propri mezzi a difendere dal genocidio i Popoli del Dombass, che democraticamente hanno scelto di essere liberi e sovrani, autodeterminati com’è loro diritto, con valore jus cogens del diritto internazionale … continua

 

2022.02.26 – UCRAINA: LA NARRAZIONE RIDICOLA E FUMETTISTICA DEI MEDIA OCCIDENTALI … continua

 

UCRAINA. LA VERITÀ CHE NON CI PIACE (O NON CI FANNO) SENTIRE … continua


basta credere alle menzogne di questi  mass media, aprite gli occhi, e pensate alla povera gente che ci rimette sempre in prima persona…

 

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E’ SPAVENTOSO! BIOLAB IN UCRAINA – MINISTRO DELLA DIFESA DELLA FEDERAZIONE RUSSA

Non ascoltate quello che si dice in occidente, in Europa e in italia.
Tutto è mistificato e comprenderete un’altr verità.

BioLAb in Ucraina – ministro della difesa della Federazione Russa

BRIEFING DEL MINISTERO DELLA DIFESA RUSSO … DETTAGLI SUI LABORATORI PER LA PROLIFERAZIONE DI ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA!
CONDIVIDIAMO AL MASSIMO, TUTTI DEVONO SAPERE LA VERITA’!!!

L’America è finanziatrice di queste atrocità, la verità non può essere nascosta per sempre. Ora vediamo cosa farà il fallito Biden, dovrà rispondere al mondo di questo crimine. In America tutti stanno apprendendo questa realtà, i media non riusciranno a nascondere a lungo la verità.

CLICCA QUI

L’ARRESTO DI UN NOTA MILITANTE NEO-NAZI DELL’AZOV (UCRAINA), NOME IN CODICE “LA PESTE”

Non ascoltate quello che si dice in occidente, in Europa e in italia.
Tutto è mistificato e comprenderete un’altr verità.

L’arresto di Julia Paevskaja, nota militante neo-nazi dell’Azov, nome in codice “La Peste”.
l video dell’arresto di una donna, membro del battaglione AZOV, nome di battaglia “La Peste”.
Cercava di fuggire, portando con sè due bambini, ai quali ha ucciso i genitori

Fonte: canale telegram donbass

clicca qui

 

UCRAINA. LA VERITÀ CHE NON CI PIACE (O NON CI FANNO) SENTIRE

Dario Rivolta.

di Dario Rivolta * –

Non avrei voluto continuare a scrivere di Ucraina né parlare ancora di questa guerra che non piace a nessuno. I morti, le distruzioni, la miseria e i drammi che implica sono un colpo al cuore per tutti. Tuttavia, il vergognoso servilismo della stampa dominante e l’ipocrisia di chi si dispera solo per i morti di una parte e non dell’altra, non consentono alla mia coscienza di analista di politica internazionale e di osservatore critico della realtà di tacere in merito alle falsità che continuano ad essere diffuse. La propaganda è sempre stata in ogni guerra uno degli strumenti usati per attirare il consenso verso se stessi e cercare di nullificare quello dei “nemici”. Non ci sarebbe quindi da stupirsi che anche questa volta ognuno vi ricorra. Ciò che mi fa specie è che vastissimi settori della nostra società, i nostri politici di ogni partito, il nostro attuale governo siano tutti diventati attori protagonisti di una tragedia che recitano come fosse una farsa.
Capisco chi sinceramente piange nel vedere le immagini di famiglie in fuga e di bambini impauriti e a volte uccisi da bombe, di cui nemmeno capiscono perché e da dove vengano. Non comprendo però perché non abbiano mostrato la stessa sensibilità quando, sotto bombe molto simili e altrettante distruzioni, ciò avveniva in un’altra regione della stessa Ucraina: il Donbass.
Una possibile spiegazione forse esiste: le immagini della guerra di oggi sono profuse a iosa da tutte le televisioni, i discorsi dei politicanti anti-Russia sono continuamente ripetuti in tutti i telegiornali e sembrano tutti concordare tra loro. Del Donbass non si parlava o lo si descriveva solo come una inspiegabile ribellione di alcuni fanatici. Come accettare che possa esistere un diverso punto di vista se chi volesse esprimerlo viene preventivamente censurato o messo alla berlina da chi gestisce il monopolio della verità?
C’è sempre un po’ di pigrizia in ciascuno di noi nell’andare a cercare documenti passati ed è molto più comodo accettare ciò che viene proposto al momento. Se poi il racconto che si sente o si legge sembra convincente e tutti lo ripetono tale e quale, perché mettersi contro la vulgata generale se farla propria è così comodo? Vorrei allora aiutare questi cuori sensibili invitandoli a guardare anche questo video, girate nel 2015 da una giornalista francese nel Donbass. È impossibile che l’abbiate già visto perché, guarda caso, è stato censurato appena fu proposto poiché non rientrava nella narrativa che faceva comodo a chi detiene il vero potere. È in lingua francese, ma le immagini parlano da sole e comunque per noi italiani capire la parlata dei “cugini” non è così difficile.

Se volete veramente vederlo è meglio che vi affrettiate perché temo che, vedendolo scaricato da un po’ di persone, “qualcuno” lo elimini anche da YouTube.
Naturalmente è più facile, e sembra naturale, affermare che la Russia sia un prepotente aggressore guidata da un autocrate, forse pazzo, che sta cercando di ricomporre con la forza l’impero che fu sovietico e che, come prossimo obiettivo, guarderà ai Paesi Baltici, alla Polonia e magari anche oltre. Peccato che questa narrativa sia totalmente falsa e solo frutto di quella propaganda cui accennavo poco sopra.
La verità, verificabile da chiunque si prenda la briga di scorrere gli avvenimenti degli ultimi vent’anni o di guardare le mappe dell’Europa e i confini della NATO come erano negli anni novanta e come sono oggi, è che nessuno può nascondersi cosa sia veramente accaduto in questi anni e il perché di ciò che accade oggi.
Nessuno vuole o può nascondere i morti civili in tutto il territorio ucraino da che le truppe russe vi sono entrate. Le immagini di palazzi sventrati e di persone di ogni età che si rifugiano negli scantinati sono vere (esattamente lo stesso di quanto accadeva nel Donbass sotto il tiro delle artiglierie dell’esercito ufficiale ucraino) ed è terribile e scandaloso che ciò succeda a pochi chilometri da casa nostra, nell’Europa che si pensa civilizzata. Ma rendersi conto del perché stia succedendo non è superfluo o poco importante.
Il conflitto Russia-Ucraina è stato coltivato da anni, ma non per l’appetito di un feroce Putin che voleva sentirsi il nuovo zar, bensì perché gli Stati Uniti e i loro “amici” polacchi hanno continuato a usare l’Ucraina come parte del loro strategico disegno di annientare la Russia o di renderla un vassallo dei propri interessi politici ed economici.
Questa guerra poteva essere certamente evitata. Bastava concordare che l’Ucraina restasse neutrale e indipendente come lo fu l’Austria dal dopoguerra. Perché si voleva a tutti i costi che entrasse a far parte della NATO? A chi servirebbe? E per fare cosa? Se lo domandino tutti i pacifisti di oggi e trovino una risposta sincera!
La domanda che Mosca sta avanzando da più di vent’anni per le normali vie diplomatiche è di non avere basi NATO sulla porta di casa. Questa domanda noi occidentali abbiamo sempre fatto finta di non sentirla e, al contrario, abbiamo continuato a incoraggiare gli oligarchi e i politici ucraini convincendoli che si trattava di una questione di tempo. La NATO e la UE li stavano aspettando a braccia aperte. Nel frattempo, mandavamo quantità crescenti di armi, invitavamo i loro soldati a partecipare alle manovre militari congiunte con l’Alleanza e inondavamo quel Paese di soldi e di “consiglieri” civili e militari.
I veri criminali, i responsabili delle morti che dobbiamo vedere con raccapriccio siamo proprio noi, gli americani e gli europei. Ancora peggio: tutti abbiamo sempre saputo che, in caso di attacco russo (che volevamo credere “impossibile” nei fatti) l’esercito ucraino non sarebbe stato in grado di far fronte a quello russo, molto più forte. Tutti i nostri politici che hanno incontrato negli ultimi mesi i vertici di Kiev hanno continuato a rassicurarli, sapendo di mentire, che non li avremmo abbandonati. In realtà, nessuno in Europa o negli USA ha mai veramente pensato che la NATO avrebbe mandato, nemmeno all’occorrenza, proprie truppe. Farlo, lo sapevamo, avrebbe significato, come lo stesso Biden ha detto, l’inizio di una terza guerra mondiale e noi non lo volevamo.
Anche oggi tutti sappiamo che, prima o poi, il governo ucraino dovrà cedere e venire a patti con gli inviati di Putin. Perché allora continuare a mandare altre armi, glorificare la loro (inaspettata) resistenza, fingere di poter vincere pur essendo consci che ogni giorno di guerra in più significa altri bombardamenti e altre morti? La spiegazione sta nel fatto che, ancora una volta, da parte occidentale questa è una guerra per procura. A nessuno, a Washington e a Bruxelles, interessa la sorte degli ucraini: l’obbiettivo è Putin in persona.
Ogni giorno in più di guerra è un danno per il regime moscovita. Putin aveva sottovalutato la resistenza ucraina e pensava che in una settimana o poco più l’Ucraina sarebbe stata così sopraffatta da essere costretta a venire a patti. Il prolungamento della guerra sta spolpando, anche grazie alle sanzioni, le capacità economiche e militari della Russia ma è soprattutto l’impatto sull’opinione pubblica di quel Paese ciò cui gli americani puntano. La speranza è che le immagini cruente della guerra e il numero di morti tra i soldati russi inneschi nel popolo russo una crescente disapprovazione verso il loro presidente. Pochi giorni prima dell’invasione, il Levada Center (una società indipendente di sondaggi con sede a Mosca) aveva rilevato che una grande maggioranza di russi sosteneva il riconoscimento delle Repubbliche separatiste e incolpava l’Ucraina e la NATO per quel conflitto. Questi sentimenti hanno cominciato a cambiare dopo lo scoppio di questa guerra e la popolarità di Putin, al suo massimo dopo l’assimilazione della Crimea, ha iniziato una caduta sempre più visibile. Ecco, è questo il vero obiettivo degli USA: togliere di mezzo, attraverso uno sconvolgimento interno magari innescato da quegli oligarchi che sono particolarmente colpiti dalle sanzioni occidentali, un leader che è riuscito a riportare il suo Paese al livello di potenza internazionale, che ha ridato al suo popolo umiliato un senso di appartenenza e di orgoglio nazionale. In particolare, un leader (ecco la sua massima colpa) che ha saputo impedire che multinazionali straniere si impadronissero delle immense ricchezze naturali del suo Paese. Non è un democratico, si dice. Ed è certamente vero che reprime i suoi oppositori. Tuttavia ad ogni elezione (magari con risultati gonfiati ma sostanzialmente veri, come dimostrano tutti i sondaggi indipendenti) la maggior parte degli elettori lo ha riconfermato. Eppure, se teniamo così tanto alla democrazia come noi la intendiamo, come mai stringiamo a noi come cari alleati i Sauditi, Erdogan, e perfino l’ungherese Orban o il polacco Kaczynski? Forse perché loro sono più disponibili ad ascoltare i “suggerimenti” che arrivano da oltre-oceano?
Non mi meravigliano i giornalisti che chiudono volutamente gli occhi davanti alla realtà delle cose, devono pensare al proprio portafoglio o alla loro carriera. Quel che mi stupisce è il becero conformismo di tanta gente che nemmeno vuol veder un poco al di là dell’indottrinamento assillante che li circonda e non si accorge che le libertà di espressione che pensavamo acquisite una volta per sempre ci vengono ridotte ogni giorno di più. Prima con l’emergenza Covid, ora con quella ucraina.

* Già deputato, è analista geopolitico ed esperto di relazioni e commercio internazionali.

Tratto da qui

2022.03.07 – NEL DOMBASS IN OTTO ANNI 14 MILA MORTI…CHI PROTESTAVA?

La Russia “è certamente interessata a garantire che i negoziati con Kiev siano efficaci”, ma non può sottolineare quanto sia stato “scioccante” vedere che la decisione di inviare armi letali all’Ucraina sia stata presa mentre iniziava il primo round di trattative. In un’intervista all’Adnkronos, l’ambasciatore russo a Roma, Sergey Razov, spiega quali sono le linee rosse per Mosca nel negoziato e denuncia l’invio di armi da parte dell’Occidente, armi che saranno usate “per uccidere i militari russi”.
“Le trattative sono iniziate. La nostra posizione, come delineata dal presidente Vladimir V. Putin, è la seguente – ricorda Razov – Status neutrale e non nucleare dell’Ucraina, sua smilitarizzazione e denazificazione, riconoscimento dell’appartenenza alla Russia della Crimea e sovranità delle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk. Abbiamo ripetutamente e ragionevolmente spiegato ciascuna di queste posizioni. Siamo certamente interessati a garantire che i negoziati siano efficaci”.
All’ambasciatore russo “pare” però “scioccante, in questo contesto, che la decisione di fornire armi letali all’Ucraina sia stata presa proprio nel momento in cui le delegazioni russa e ucraina erano sedute al tavolo del primo round di negoziati a Gomel. Di fatto quelle armi saranno usate per uccidere i militari russi, il che, sarete d’accordo, aggiunge ulteriori complicazioni alle relazioni tra Stati”.

La posizione di Sergey Razov, ambasciatore russo a Roma

“Inoltre – accusa Razov – è difficile prevedere in quali mani finiranno queste armi e contro chi potranno essere utilizzate.
Come sapete, decine di migliaia di armi leggere sono già state distribuite alla popolazione civile, compresi elementi criminali ucraini rilasciati dal carcere, che potrebbero svolgere un ruolo in Ucraina e in altre zone di conflitto”.
“La Russia respinge categoricamente le accuse di crimini di guerra”.
Lo dice in un’intervista all’Adnkronos l’ambasciatore russo a Roma, Sergey Razov, commentando l’avvio di un’inchiesta preliminare da parte della Corte penale internazionale dell’Aja sui crimini di guerra che sarebbero stati commessi dalle forze russe in Ucraina.
“Per inciso, né la Russia né l’Ucraina sono membri del tribunale penale internazionale dell’Aja – premette l’ambasciatore – Richiamo l’attenzione sul fatto che negli ultimi otto anni, durante i quali nel Donbass sono state uccise 14.000 persone, compresi i civili, nessuna delle 5.588 denunce presentate dalle organizzazioni per la difesa dei diritti umani alla Corte europea per i diritti umani è stata accolta.
Il doppiopesismo e il pregiudizio sono evidenti”.

Tratto da qui