RUSSIA

DICHIARAZIONE DEL PORTAVOCE DEL MINISTERO DELLA DIFESA RUSSO

Tratto da un post di facebook

5 aprile alle ore 09:32
Dichiarazione del portavoce del Ministero della Difesa russo maggior generale Igor Konashenkov:

Abbiamo prestato attenzione agli incessanti tentativi che già da due settimane il quotidiano La Stampa sta mettendo in campo per screditare la missione dei russi che si sono mobilizzati per prestare aiuto agli italiani in difficoltà.

Nascondendosi dietro agli ideali della libertà di parola e del pluralismo di opinioni, La Stampa sta alimentando fake news russofobiche da guerra fredda rimandando a “opinioni” espresse da anonimi “alti funzionari”.
La Stampa, inoltre, non teme di utilizzare tutto ciò che gli autori riescono a inventarsi sulla base delle raccomandazioni che hanno trovato sui libri, a quanto pare ancora validi, di propaganda antisovietica.

Ad esempio, La Stampa ha subito definito “inutile” il materiale russo inviato in Italia per affrontare l’emergenza infettiva, riferendo le opinioni di un qualche maresciallo che sognava disperatamente la vittoria. La maggior parte dei medici e degli epidemiologi russi sono stati definiti dal quotidiano come esperti di guerra biologica. Coloro i quali non hanno avuto l’onore di rientrare in questa categoria sono finiti tra i membri dell’intelligence militare russa.

Tuttavia, sullo sfondo di tali speculazioni, nonostante i sospetti sensazionalistici de La Stampa, invece di condurre una guerra biologica gli epidemiologi giunti in Italia per combattere il coronavirus assieme ai propri colleghi italiani stanno debellando il Covid-19 in 65 case di riposo di Bergamo. I medici militari russi quotidianamente fianco a fianco dei militari italiani stanno edificando i reparti di terapia intensiva per salvare i cittadini italiani contagiati dal virus nel nuovo ospedale di emergenza di Bergamo. E tutto ciò viene fatto mediante la strumentazione russa definita inutile dal quotidiano La Stampa. Nonostante le fake news diramate da La Stampa, gli obiettivi della missione russa a Bergamo per l’anno 2020 sono evidenti, concreti e trasparenti. Si tratta di un’assistenza gratuita al popolo italiano che si è trovato colpito dalla pandemia di Covid-19. Il premio per gli sforzi profusi dagli esperti militari russi saranno le vite salvate e la salute del maggior numero di cittadini dell’eterna Repubblica Italiana.

Nella realizzazione di questa missione umanitaria nessuna aggressione ci distoglierà dall’obiettivo e non farà vacillare la nostra sicurezza nel fatto che stiamo agendo in buona fede. Per quanto riguarda i rapporti con i reali committenti della russofobia de La Stampa, i quali sono a noi noti, raccomandiamo loro di fare propria un’antica massima: Qui fodit foveam, incidet in eam (Chi scava la fossa, in essa precipita). Per essere più chiari: Bad penny always comes back

#MinisterodellaDifesa #konashenkov #russia #putin #italia #mosca #coronavirus #covid19 #lastampa

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IL PUTIN CENSURATO DAI MEDIA OCCIDENTALI

Ecco come deve essere un vero leader e presidente del Governo Veneto futuro.
“Avete preso in ostaggio gli operai di questa fabbrica con la vostra ambizione, incompetenza e pura avidità.
Ci sono migliaia di vite, è assolutamente inaccettabile.”

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LETTERA DELL’AMBASCIATORE RUSSO RAZOV A “LA STAMPA”

La lettera dell’ambasciatore russo Razov a “La Stampa”
«Da noi nessun secondo fine negli aiuti russi».

La lettera dell’ambasciatore russo Razov a “La Stampa”

con immutata attenzione e interesse leggiamo quanto pubblica il suo prestigioso e diffuso quotidiano. La nostra attenzione è stata attirata da due articoli firmati J. Jacoboni, del 25 e 26 marzo c.a. relativi agli aiuti russi all’Italia nella lotta al Coronavirus. A questo proposito vorremmo esprimere alcuni commenti e osservazioni.

Il giornalista, facendo riferimento a informazioni ricevute da «fonti politiche di alto livello», afferma che l’80% degli aiuti russi sarebbe totalmente inutile o poco utile. Naturalmente non sappiamo a quali fonti si riferisca l’autore e ci atteniamo in primo luogo alle dichiarazioni pubbliche di rappresentanti ufficiali della Repubblica Italiana.

Il Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana G. Conte nella conversazione telefonica del 21 marzo c.a. ha ringraziato il Presidente della Russia V. V. Putin per gli aiuti tempestivi e imponenti offerti all’Italia in questa difficile situazione. Il Ministro degli Esteri L. Di Maio ha ritenuto opportuno recarsi personalmente all’aeroporto militare di Pratica di Mare per accogliere gli aerei che hanno trasportato gli specialisti russi, i mezzi e le attrezzature, esprimendo la sua gratitudine alla Federazione Russa. Così come hanno fatto per esempio l’Ambasciatore dell’Italia a Mosca P. Terracciano, il Rappresentante dello Stato Maggiore della Difesa L. Portolano e molti altri. In ogni caso il giornalista non avrebbe dovuto disorientare gli stimati lettori in merito alla vera reazione dei vertici ufficiali italiani alle attività della Russia.

Riguardo all’utilità o meno del contenuto degli aiuti russi, ci sembra che sarebbe stato meglio chiedere prima di tutto ai cittadini di Bergamo dove iniziano a operare i nostri specialisti e i nostri mezzi.

Com’è noto si tratta di una delle città del nord Italia con il maggior numero di infettati, dove sono già morte 1267 persone e 7072 restano positive. I nostri epidemiologi, virologi, rianimatori, su richiesta dei colleghi italiani, cominceranno a lavorare nelle residenze per anziani strapiene della città in cui si è creata una situazione critica per la mancanza di medici e il bisogno di interventi di sanificazione di edifici, locali e mezzi di trasporto. L’autore dell’articolo dovrebbe capire che i militari russi, così come i loro colleghi italiani, andando a operare nell’area loro assegnata, mettono a rischio la propria salute e forse anche la vita.

J. Jacoboni intravede un insidioso secondo fine della Russia nel fatto che siano stati inviati in Italia militari delle forze armate russe, tra  i quali anche esperti di difesa nucleare, chimica e biologica.

A titolo di informazione per l’autore e per i Suoi stimati lettori, comunichiamo che i rappresentanti delle truppe russe di difesa nucleare, chimica e biologica, sono gli specialisti più mobili e più preparati con esperienze in diverse regioni del mondo, in grado di prestare assistenza efficace nella diagnosi e nel trattamento dei pazienti, così come nell’esecuzione delle necessarie misure di disinfezione.

Per quanto riguarda il messaggio che spunta dal ragionamento dell’autore e cioè che l’invio di militari russi (a proposito, a titolo gratuito) avrebbe come scopo quello di causare un qualche danno ai rapporti tra l’Italia e i partner della NATO, offriamo ai lettori l’opportunità di giudicare da soli chi e come viene in aiuto al popolo italiano nei momenti difficili. In Russia c’è un detto: «Gli amici si vedono nel bisogno».

E poi, il parallelo tracciato dal giornalista tra l’arrivo in Italia degli specialisti russi e l’ingresso delle truppe sovietiche in Afghanistan nel 1979, concedetemelo, è semplicemente fuori luogo e come si dice «non sta né in cielo né in terra».

Confidiamo che, guidati dal principio fondamentale del giornalismo sull’imparzialità e obiettività dell’informazione e convinti che i media debbano riflettere punti di vista diversi, siamo certi troverete la possibilità di pubblicare la nostra risposta, che ci auguriamo possa aiutare a chiarire ai vostri lettori la realtà delle cose.

Rispettosamente,

Sergey Razov

Ambasciatore della Federazione Russa nella Repubblica Italiana


Ed ecco la risposta de “LA STAMPA”, ovviamente giornale di regime italiano … e pensate che vi crediamo???

Egregio ambasciatore, grazie per l’attenzione e la cortese lettera, pubblichiamo volentieri i suoi commenti e osservazioni.
Rispetto ogni opinione, peraltro autorevole come la Sua, tuttavia non posso non far notare due distorsioni dei fatti contenute nella lettera.
Lei scrive: «Il giornalista, facendo riferimento a informazioni ricevute da “fonti politiche di alto livello”, afferma che l’80% degli aiuti russi sarebbe totalmente inutile o poco utile».
Io non affermo nulla, mi limito a riportare quello che fonti politiche di alto livello hanno affermato a La Stampa.
Sono loro ad affermare che «tra quelle forniture russe l’80% è totalmente inutile, o poco utile all’Italia.
Insomma, poco più che un pretesto».
Ancora, lei scrive: «E poi, il parallelo tracciato dal giornalista tra l’arrivo in Italia degli specialisti russi e l’ingresso delle truppe sovietiche in Afghanistan nel 1979». No.
Non è un parallelo tracciato dal giornalista, ma da una importante fonte militare italiana, che io riporto.
Qui in effetti nell’ articolo un commento lo faccio: sottolineo appunto che questo ricordo è «ovviamente slegato dalla vicenda odierna».
Sorvolo sulle sue valutazioni su «insidiosi» secondi fini russi che io intravedrei: sono appunto sue valutazioni, i lettori giudicheranno.
Infine la rassicuro, non sussiste alcun dubbio che La Stampa continuerà ad attenersi al «principio fondamentale del giornalismo sull’ imparzialità e obiettività dell’informazione», come non c’è dubbio che in Italia e a La Stampa continueremo a non farci dire da nessuno cosa un giornalista «avrebbe dovuto» fare o non fare.
[ja. ia.]

 

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LA RUSSIA CONTINUA A INVIARE AIUTI IN ITALIA

Tratto da CLICCA QUI

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PUTIN AZZANNA L’AMERICA

per leggere tutto l’articolo CLICCA QUI
   
Lo schiaffo di Putin è arrivato con scatto felino, improvviso, come al solito stupendo tutti.
Anzi, è drammatico notare come in Occidente, anche ai piani alti, molti non se ne siano ancora accorti.
Ci aspettavamo la reazione del Capo del Cremlino alle continue provocazioni occidentali, ma forse pochi immaginavano che arrivasse in questo modo e così violenta.
Solo gli stolti pensano infatti che i russi siano in grado di reagire alle provocazioni del resto del mondo occidentale con armi convenzionali di deterrenza, magari sparando qualche drone in Asia minore.
Ho dedicato un libro intero alla strategia di Putin, ed uno dei focus dello studio si concentra sul comportamento “orientaleggiante” di Putin in campo geopolitico.
Per farla breve, come Sun Tzun sostiene nell’arte della guerra,
Il meglio del meglio non è vincere cento battaglie su cento, bensì sottomettere il nemico senza combattere
oppure, se preferite,
i guerrieri vittoriosi prima vincono e poi vanno in guerra. I guerrieri sconfitti prima vanno in guerra e poi cercano di vincere
Putin viene dal mondo dell’intelligence, ove ha fatto tesoro di strategie e tattiche, ed ogni mossa e contromossa poste in essere dal Presidente russo in questi anni mi confermano che la via orientale è quella che lui privilegia (anche se solo perchè costretto dalle circostanze e dai rapporti di forza tra le potenze).
In questa fase europei e americani, cioè i tradizionali aggressori della Russia, sono sorprendentemente deboli.
E lo sono non certo da un punto di vista militare, dove anzi primeggiano per investimenti e deterrenza, ma in campo economico.
Per la prima volta dopo tanti anni, infatti, si trovano in una situazione emergenziale e sono impegnati ad organizzare il da farsi.
Contrariamente a quanto di solito vien detto, la cosa non vale per la Russia, che non vive quasi esclusivamente sull’export di manufatti o sul potere della moneta, ma su quello di materie prime, petrolio in primis.
Il 6 marzo, i maggiori paesi produttori di petrolio con l’eccezione degli USA si sono riuniti a Vienna per sostenere il prezzo del petrolio che da inizio anno soffre a causa dell’epidemia in Cina.
L’effetto ottenuto è stato esattamente l’opposto perchè la Russia ha fatto saltare il banco.
I russi, secondi produttori al mondo, si sono messi di traverso ai tagli alla produzione, cosa che ha scatenato il mercato al ribasso, ed ora c’è chi vede un prezzo a 20 dollari al barile.
Nell’attesa, la quotazione è arrivata a 31 dollari al barile, e non si vedeva dal 1991.
Spiegato in modo più semplice, Putin non ha voluto accordarsi con i sauditi (maggioritari dell’Opec) per ridurre la produzione di greggio.
Questo taglio, infatti, avrebbe fatto salire il valore del greggio in commercio, e dunque il prezzo.
Più alta la quotazione, più soldi entrano nelle casse dei paesi produttori, Russi e arabi in testa.

Quel che non entra nella testa di chi legge le news in modo superificiale è che questa mossa della Russia fa parte di una precisa strategia rivolta a danneggiare il mercato americano.

E’ senz’altro vero che in passato – durante la crisi ucraina – Putin dichiarava che 70 dollari al barile fossero il prezzo giusto per l’oil, ma i tempi sono appunto molto cambiati, e soprattutto per le compagnie americane che ruotano attrono a questo gigantesco business.

Detto in altro modo, per stare a galla in modo dignitoso ora i russi possono permettersi di vendere il petrolio a 50 dollari al barile, perchè hanno un rublo debole che li favorisce nell’export e, soprattutto, hanno un fondo sovrano pieno zeppo di riserve valutarie. I sauditi, invece, hanno bisogno di venderlo a 90 per reggere.

Ma la vera botta è per le società degli States, legate al mercato petrolifero shale che richiede altissimi costi di estrazione. In altre parole, gli americani necessitano di un prezzo alto del petrolio.

Con la mossa di far saltare il prezzo, dunque, a rimetterci saranno Riad e Washington, mentre Mosca può reggere i 25/30 dollari al barile per almeno 6 anni. Putin si sta comportando come Jeff Bezos con amazon. Non vogliono essere competitivi nel mercato, ma vogliono essere «il» mercato. La Russia può resistere a lungo alla sofferenza, come ha dimostrato anche durante la seconda guerra mondiale, mentre americani e arabi no.

Se  il mercato del petrolio dovesse davvero saltare, ne rimarrà solo uno. E questa volta l’Highlander non sarà scozzese, ma russo.

 

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L’ARTE DELLA GUERRA

 
L’avvertimento di Putin: le nuove armi nucleari russe.
Il discorso del presidente russo Putin sullo stato della nazione, dedicato alle questioni interne e internazionali, ha suscitato in Italia scarso interesse politico-mediatico e qualche commento ironico. Eppure dovrebbe essere ascoltato con estrema attenzione.
 
 
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RUSSIA: ” COME POSSIAMO COLPIRE L’OCCIDENTE IN MODO DOLOROSO ? “

"La Russia deve trovare le debolezze dell'Occidente e contribuire alla moltiplicazione dei suoi problemi. In generale dobbiamo sostenere tutto ciò che causa loro instabilità".
“Il problema è che cerchiamo sempre di battere l'Occidente sul campo economico dove le forze della Russia e le loro non sono uguali.
A disposizione dell'Occidente sono tutti i mercati di vendita, la valuta mondiale e la produzione.
Infine, conserviamo ancora denaro in titoli di stato statunitensi.
È controproducente cercare di rispondere in queste condizioni nello stesso modo in cui l'Occidente lo fa con noi, esclusivamente attraverso divieti economici.
Non gli faremo molto male, mentre noi stessi ci assoggettiamo a restrizioni ingiustificate. È necessario agire in modo più intelligente”.
E’ quando si legge in un analisi a firma di Ilya Craft, pubblicato oggi in evidenza sull'agenzia di informazione russa Novosti.
Il testo si trova soltanto in russo e non è stato tradotto sulle edizioni internazionali della Ria Novosti.
Leggiamo il testo scevri da ogni pregiudizio.
L’analisi è lucida, diretta.
L’autore non lesina critiche al disegno di legge sulle “Contromisure da adottare in risposta alle azioni ostili degli Stati Uniti” che sarà discusso il prossimo mese, suggerendo dove colpire l’Occidente.
Potremmo dividere il testo in due parti: la prima è di natura economica, la seconda ha un valore prettamente strategico.
E’ difficile non ricollegare alcuni passaggi di Ilya Craft ai testi sull’offensiva strategica di Von Clausewitz qui definito come “scontro politico strategico”.
Russia: Rispondere in modo intelligente e doloroso
Come può la Russia rispondere in modo intelligente e doloroso all'Occidente (Как Россия может умно и больно ответить Западу).
“La Duma ha preparato un disegno di legge sulle contromisure da adottare in risposta alle azioni ostili degli Stati Uniti d'America e/o di altri Stati esteri che sarà discusso a maggio.
Lo scopo del disegno di legge è proteggere gli interessi e la sicurezza della Russia, i diritti e le libertà dei suoi cittadini, prevenire e reprimere le azioni illegali e ostili da parte degli Stati Uniti e di altri Stati esteri.
Questi ultimi sono intesi come quei paesi che hanno aderito alle azioni degli Stati Uniti e hanno imposto sanzioni contro la Russia.
Il disegno di legge definisce un elenco di misure e autorizza il governo ed il presidente per la loro specifica applicazione”.
Quali sono queste misure?
“Capacità di vietare l'importazione di alcool e tabacco, software ed apparecchiature.
Restrizioni per gli stranieri nel settore nucleare, aerospaziale e missilistico.
Aumento delle tariffe per i servizi di navigazione per i vettori stranieri che sorvolano lo spazio aereo della Russia.
Restrizioni per gli stranieri che effettuano servizi di consulenza, revisione e servizi legali.
Tuttavia è improbabile che queste misure indubbiamente corrette possano causare gravi danni all'economia occidentale.
Il fatto è che la Russia non è un partner commerciale di importanza critica per gli Stati Uniti.
Allo stesso tempo il disegno di legge contiene disposizioni piuttosto controverse riguardanti il ​​divieto di importare medicinali stranieri. Il divieto sull'importazione dei medicinali è effettuato in base alla lista dei farmaci e preparati determinati dal governo russo. Il divieto non si applica alle medicine e ai farmaci i cui analoghi non sono prodotti nella Federazione Russa e /o all'estero”.
L’autore non condivide il divieto sull'importazione di medicinali poiché troppo generico: “Che dire dei diabetici che dipendono dall'insulina?
Formalmente, questo farmaco viene prodotto in Russia, ma il mercato dipende ancora da forniture esterne.
Infine il restringimento della scelta dei farmaci porterà ad una diminuzione della concorrenza e, di conseguenza, ad un aumento del prezzo.
Il risultato sarà una diminuzione della qualità dei farmaci”.
“Le industrie farmaceutiche sono diverse da quelle alimentari.
Questo è un mercato più ristretto e certamente high-tech”
“Il disegno di legge propone di rimuovere la protezione legale dei marchi appartenenti a soggetti o entri stranieri.
Sul territorio della Russia chiunque potrebbe contrassegnare i propri prodotti con questi simboli o importare merci contraffatte dall'estero.
Non dobbiamo dimenticare che la Russia fa parte della Convenzione di Parigi e dell'Accordo sui diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio ed a molte altre convenzioni internazionali che richiedono la protezione di marchi stranieri”.
“In secondo luogo, non è del tutto chiaro come funzionerà la legge.
Saremo in grado di produrre quei prodotti da soli se possedessimo la tecnologia senza il permesso del detentore del copyright?
Quali tecnologie possiede la Russia con marchi stranieri?
Possiamo, per esempio, copiare l’iPhone?
Sembra che la legge si ispiri all’esperienza con la Cina dove tutti i beni stranieri sono copiati.
Il consumatore si confonderà, il valore del marchio collasserà perché al posto del prodotto previsto otterrà qualcosa di completamente diverso.
Tutti sapranno che il produttore è diverso.
Non sarà possibile estrarre un beneficio a pieno titolo, ma solo danneggiare i produttori stranieri che operano in Russia.
Non dimentichiamo che decine di migliaia di persone lavorano nelle loro imprese.
Dove le sistemeremo se il proprietario del marchio decide di tagliare il personale a causa di perdite?
È improbabile che gli autori del disegno di legge abbiano preso in considerazione tutte queste conseguenze”.
Per ferire l'Occidente (Сделать больно Западу)
“Cosa possiamo fare per procurare dolore all’Occidente non causando allo stesso tempo del male a noi stessi?
Il problema è che cerchiamo sempre di battere l'Occidente sul campo economico, cioè dove le nostre forze e le loro non sono uguali.
A disposizione dell'Occidente tutti i mercati di vendita, la valuta mondiale, la produzione.
Infine, conserviamo ancora denaro in titoli di stato statunitensi.
È controproducente cercare di rispondere in queste condizioni nello stesso modo in cui l'Occidente lo fa con noi.
Attraverso divieti economici non faremo molto male, ma noi stessi ci assoggettiamo a restrizioni ingiustificate.
È necessario agire in modo più intelligente.
Piuttosto che divieti sull'importazione di alcol, serve uno scontro politico strategico ( стратегическое политическое противостояние), una strategia globale di opposizione”.
Lo scontro politico strategico proposto da Ilya Craft si riferisce chiaramente alla “strategia delle falle” di epoca sovietica che prevedeva la creazione di tensioni geopolitiche, sostegno dell'opposizione comunista in Occidente, attacchi a punti problematici e zone di influenza del nemico.
Tali azioni costringevano l'Occidente a spendere risorse per “tappare le falle”.
“La Russia deve imparare a cercare le debolezze nemiche e in ogni modo contribuire alla moltiplicazione dei suoi problemi.
Danneggiare sia le zone di influenza occidentali che nel suo stesso territorio, sostenendo ad esempio il diritto delle nazioni all'autodeterminazione e in generale a tutto ciò che causa instabilità.
Ad esempio: in Russia non c'è motivo di sostenere le sanzioni contro la Corea del Nord se noi stessi siamo inseriti nella lista dei nemici degli Stati Uniti.
Per fare ciò dobbiamo finalmente rinunciare alle false speranze di concordare con l'aggressore e sviluppare una strategia a lungo termine che riconosca ufficialmente lo scontro con l'Occidente ed i modi più efficaci di combattere.
È necessario una semplice reazione all'illegalità del nemico per riprendere l'iniziativa ed anticipare le zioni”.
Как Россия может умно и больно ответить Западу
Lo “scontro politico strategico” invocato dall’autore ricorda l’essenza dell’offensiva strategica enunciata da Carl Von Clausewitz.
Nel testo vi sono chiari riferimenti al concetto di logoramento ed attrito del teorico prussiano.
Ad esempio le zone di influenza occidentali da colpire corrispondono a quelli che Clausewitx chiamava centri gravitazionali che possono essere diversa natura (culturali, economici, politici, militari, etc…etc…).
Identificare quindi i centri gravitazionali del dispositivo nemico con la determinazione necessaria a mettere in moto “il complesso organismo del proprio esercito” per dirigerlo senza esitazione verso quel punto preciso.
L’esercito non va inteso in senso letterale poiché è evidente il dominio di quinta generazione.
Ilya Craft consiglia di sostenere l'instabilità nell’Occidente ed in maniera del tutto chiara afferma che la possibile nuova strategia prevista nel disegno di legge fallirà.
L’instabilità è un’anomalia che richiede una costante presenza che genera spossatezza.
In Clausewitz la spossatezza è provocata “dall’esaurimento delle forze fisiche e della volontà, mediante un’azione nel tempo”.
La riduzione della volontà nemica che avviene tramite il logoramento, dipende chiaramente dalla natura politica della potenza avversaria.
Le azioni inutili, dispendiose e non vantaggiose devono lasciare spazio alla consapevolezza.
Quest’ultima intesa come la capcità di individuare chiaramente quelle strutture cardine nemiche, logorando e creando attrito nello stato avversario.
La capacità di creare e sfruttare diversi strumenti destinati ad estendere quel particolare tipo di risultato qualora l’occasione di presentasse, poiché la natura dell’obiettivo è chiara.
Il testo pubblicato questa mattina sulla Ria Novosti invoca una presenza persistente riallineata contro una minaccia che mina obiettivi che possono accrescere il danno nel tempo.
Suggerendo di incoraggiare “l’autodeterminazione nelle popolazioni occidentali” si propone di strutturare una strategia che possa instillare quella che è nota come "resistenza sistematica".
Non bisogna lasciarsi trarre in inganno dalle definizioni.
La resistenza è una forma d’attacco mediante la quale si distrugge gradualmente la forza e la volontà del nemico fino a quando non sarà obbligato a rinunciare al suo intendimento (sanzionare la Russia).
L’intenzione negativa che forma la base della pura resistenza è il mezzo più naturale di sorpassare l’avversario nella durata della lotta e, cioè, di spossarlo.
Sono molteplici le interpretazioni al testo pubblicato questa mattina sulla Ria Novosti.
L’ultima parte è senza dubbio quella più interessante.
L’autore non propone una strategia offensiva preventiva poiché ritiene la Russia sotto attacco.
Suggerisce invece di ricalibrare le azioni difensive contro l’Occidente, ad oggi ritenute non efficaci poiché indirizzate contro obiettivi non determinanti.
Plasmare cioè l’attacco sul contesto dinamico poiché forze e capacità diverse (Occidente/Russia) non potranno adottare le medesime azioni sperando di ottenere lo stesso risultato.
Da rilevare che nel testo non vi è fa alcun riferimento all’utilizzo delle armi: l’efficacia superiore non appartiene al mezzo ma allo scopo.
Anche questo è un concetto di Carl Von Clausewitz.
 
Articolo segnalato da Enrio Pillon e tratto da (CLICCA QUI)
 
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CASO “SKRIPAL” – OPINIONE DELL’AMBASCIATA RUSSIA IN ITALIA.

Riceviamo e pubblichiamo.
 
Commento dell'Ambasciata Russa in Italia in relazione alla decisione di espellere funzionari di rappresentanze russe all'estero
È con profondo rammarico che abbiamo recepito la decisione di espellere due funzionari di rappresentanze russe in Italia.
Peraltro non ci è stata fornita alcuna prova del loro coinvolgimento in attività incompatibili con lo status di diplomatico.
Tale eclatante gesto, prettamente politico, è stato spiegato con la necessità di attuare la decisione assunta dal Consiglio Europeo relativamente alla famigerata solidarietà euroatlantica con Londra.
Naturalmente questo atto non resterà senza risposta da parte nostra.
Considerando illegittimi i riferimenti al cosiddetto «affare Skripal» – un'aperta provocazione della Gran Bretagna, – rileviamo che questo gesto di inimicizia di Roma è in netto contrasto con la plurisecolare tradizione di buone e stabili relazioni russo-italiane, introduce un elemento di sfiducia in quel dialogo pragmatico che non si è mai interrotto neanche quando la UE ha adottato la politica sanzionatoria, indebolisce i positivi sviluppi potenziali della cooperazione bilaterale.
Vorremmo ricordare che anche nel periodo della contrapposizione ideologica della «guerra fredda» tra Occidente e Unione Sovietica, l'Italia si è fatta guidare prima di tutto da una propria visione dell'opportunità politica e non da pareri imposti dall'esterno.
Attiriamo l'attenzione sul fatto che questa iniziativa è stata intrapresa da un Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana formalmente dimissionario.
Auspichiamo che il nuovo governo del paese, espressione dell’esito delle elezioni parlamentari, voglia perseguire con decisione una politica di sostegno al dialogo costruttivo e di sviluppo della collaborazione in tutti i campi con la Russia.
 
 
VERGOGNA ITALIA!
Dove sono le prove della responsabilità del Governo Russo circa il caso "Skripal"?
Ma come si può pretendere che un Governo di una Nazione possa rispondere ad altri governi su fatti di cui vi è solo la presunzione di responsabilità e nessuna prova diretta?
Almeno un pò di decenza sarebbe doverosa … o vi dovete sempre sottomettere al volere di altri?
Noi speriamo di liberarci presto dalla dominazione straniera italiana e di poter intraprendere un rapporto diplomatico franco e corretto nei confronti soprattutto della Nazione Russa e di tutte le altre Nazioni che amano agire in trasparenza e nel rispetto reciproco.
W il Popolo Russo, W il Popolo Veneto.
WSM
Venetia, 30.03.2018
Sergio Bortotto, Presidente del MLNV e del Governo Veneto Provvisorio.
 
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LA RUSSIA A THERESA MAY: “NON ABBIAMO PAURA DI TE”

di Jonas E. Alexis
 
“Theresa May aveva dato all’amministrazione di Vladimir Putin un termine fino a mezzanotte di martedì per spiegare come un’ex spia sia stata avvelenata a Salisbury, altrimenti avrebbe concluso che è stato un ‘uso illegale della forza’ da parte dello stato russo contro il Regno Unito.”
Questo è simile alla vecchia tattica, “Hai smesso di picchiare tua moglie?
” Se dici di sì, allora hai appena ammesso di essere colpevole di aver commesso un crimine.
Se dici di no, allora sei ancora colpevole di aver commesso un crimine.
L’accusa promiscua di Theresa May non funzionerà mai in un mondo sano dove le regole di evidenza sono rispettate e applicate in modo coerente.
Semplicemente non puoi accusare qualcuno di un crimine e pretendere che la stessa persona produca prove che non è colpevole.
Semplicemente non si sommano.
In realtà, non è necessario essere un politico o un avvocato per rendersi conto che la posizione di May è semplicemente folle.
Questa sembra essere una delle ragioni per cui la Russia non sta prendendo sul serio le accuse della May im modo palese.
Quello che gli agenti dellla May e del nuovo ordine mondiale devono fare è semplicemente questo: produrre prove rigorose che dimostrino che la Russia è colpevole.
Ma c’è qualcos’altro in questa storia.
Quando nel maggio 2016 era stato chiesto alla May se fosse pronta ad autorizzare uno bombardamento nucleare su migliaia e migliaia di uomini, donne e bambini in Medio Oriente, lei aveva risposto dicendo:
” Sì!
L’unico punto di dissuasione è che i nostri nemici devono sapere che noi saremo pronti a usarlo”.
In un mondo razionale, questo è inesplicabile.
Facciamo solo qualche esperimento mentale qui.
Supponiamo che la Russia sia colpevole.
Potrebbe essere che la Russia stava semplicemente seguendo la visione prevalente della May?
Potrebbe essere che la Russia stia effettivamente universalizzando l’ideologia della May?
La Theresa May è pronta per usare le armi nucleari su migliaia di nemici percepiti come tali, ma altri paesi non possono fare lo stesso!
In che modo hanno eletto questi personaggi (come la May) come leader del cosiddetto mondo libero?
Questo non è nemmeno un fatto di equazioni differenziali o fisica matematica.
Questo è il senso comune che si applica a ogni essere umano sul pianeta.
Quello che stiamo vedendo qui è che gli agenti del Nuovo Ordine Mondiale (NWO) come la May sono disperati perché la Russia li ha umiliati in Siria.
Gli agenti del NWO stanno ancora perpetuando il coro che Assad deve andare via.
Ma Assad, la Russia e l’ran stanno ancora esponendo i mercanti di guerra nella regione.
Quanto tempo ci è voluto dagli Stati Uniti per cancellare l’Iraq?
Solo pochi mesi.
Libia?
Solo pochi mesi.
Ma la Siria?
Bene, sia la Russia che l’Iran stanno dicendo che l’imperialismo anglo USA ha già fatto abbastanza danni.
Alla May e agli altri burattini del regime sionista ovviamente non piace.
Pertanto, stanno evocando scenari non plausibili per mantenere viva e sana la spedizione sionista nei paesi del Medio Oriente.
Ma la Russia non sta prendendo sul serio quelle persone.
Fonte: Veterans Today
Traduzione: Luciano Lago
Articolo segnalato da Benedetto, tratto da (CLICCA QUI)
 
 
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IL BUON GOVERNO DI VLADIMIR PUTIN PAGA: IL 71,9 PER CENTO DEI RUSSI LO VOTA

Vladimir Putin, secondo i primi exit-poll, è in testa col 71,9 per cento dei consensi.
L’affluenza, alle 19, era del 60 per cento, ma coi dati definitivi aumenterà ancora.
L’appello del pregiudicato Navalni a non andare a votare è caduto nel vuoto, i russi hanno preferito scegliere il loro presidente.
Putin si avvia così trionfalmente al sui quarto mandato.
Erano in funzione oltre centomila seggi per oltre 100 milioni di aventi diritto al voto.
E’ stato insomma accolto dello “zar” ad andare a votare: ieri Putin aveva sollecitato i russi ad andare a votare alle elezioni presidenziali per uno degli otto candidati in lizza.
“E’ la volontà dei russi, la volontà di ogni cittadino russo, a determinare quale sarà la strada che prenderà il nostro Paese”, ha dichiarato Putin in un appello video trasmesso dalle televisioni ieri sera in cui sottolinea che chi non vota, “chi evita di decidere personalmente come adempiere alla sua libertà di scegliere il futuro della nostra amata e grande Russia”, deve sapere che “le scelte saranno fatte senza tenere a conto la sua opinione”.
I russi sono l’”unica fonte di potere” del Paese, ha aggiunto confermando che il capo si identifica con il popolo.
“Noi russi abbiamo sempre scelto da soli il loro destino, abbiamo sempre fatto le cose seguendo la nostra coscienza, la nostra idea di verità e giustizia e ci ha sempre indirizzato il nostro amore per la madrepatria.
E’ il nostro carattere nazionale riconosciuto in tutto il mondo”, ha concluso.
Secondo con l’11 per cento il comunista Grudinin
Secondo è arrivato il 57enne Pavel Grudinin, fra le poche novità delle elezioni, candidato del Partito comunista, scelto dopo che il 73enne segretario Gennadi Ziuganov (candidato alle elezioni presidenziali nel 2012, nel 2008, nel 2000 e nel 1996) ha fatto un passo indietro.
Novità come candidato alle presidenziali, ma non un volto nuovo della politica.
In passato ha fatto parte di Russia unita, con cui è stato eletto nella regione di Mosca per tre mandati alla Duma e con cui ha rotto dopo che non ha sostenuto la sua candidatura per la presidenza di distretto.
Dopo la rottura, Grudinin ha anche provato a stringere un’alleanza con il Partito liberal democratico di Vladimir Zhirinovsky, arrivato terzo, secondo gli exit-poll .
I suoi rapporti con la verticale del potere della regione di Mosca sono considerati buoni.
Grudinin è il direttore della cooperativa Sovkhoz Lenin, trasformata con successo da fattoria collettiva a impresa fiorente, ancor di più grazie alle sanzioni e allo slancio dell’agricoltura in Russia negli ultimi anni.
E’ un populista comunista, le cui aspre critiche alle autorità, associate alle promesse di condizioni migliori di vita, hanno colto l’interesse di gruppi trasversali, tanto che sono fioccate in campagna elettorale nei suoi confronti accuse di conti all’estero.

 

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PUTIN, MANDATO D’ARRESTO PER GEORGE SOROS PER CRIMINI CONTRO L’UMANITA’!

Il premier russo Putin difende il proprio Paese dalle intromissioni esterne: emesso un mandato di cattura nei confronti del banchiere ebreo-ungherese Soros, accusato di speculare sul Rublo e di finanziare l'opposizione al Governo in vista delle elezioni di marzo
La Russia ha ufficialmente dichiarato che il miliardario George Soros è un uomo ricercato nel loro paese, lui e le sue organizzazioni sono una "minaccia alla sicurezza nazionale russa".
Putin ha preso questa decisione lo scorso anno a causa del fatto che Soros ha contribuito a distruggere  l'economia russa nel primi anni del 1990. 
Matt Taibbi del Rolling Stone ha detto di Goldman Sachs sei anni fa:
"La prima cosa che dovete sapere su Goldman Sachs è che è ovunque ,è la più potente banca d'investimento del mondo è un grande calamaro, vampiro avvolto intorno al volto dell'umanità, inesorabilmente trascina nel suo imbuto di sangue  tutto ciò che odora di soldi.
"In effetti, la storia della recente crisi finanziaria, che funge anche da una storia del rapido declino e la caduta dell'impero americano di  improvvisamente truffati, si legge come un Chi è Chi di laureati di Goldman Sachs."
Ovviamente Soros vuole essere come Goldman Sachs. Phil Butler lo rappresenta bene quando dice: "George Soros ha un dito in ogni torta politica. 
Se c'è una crisi nel nostro mondo, è una scommessa sicura che ha avuto una mano in esso ".
Si può dire che Soros e Goldman Sachs sono parte ideologicamente della stessa fratellanza.
La loro strategia è un po 'diversa, ma il risultato finale è la distruzione della vita attraverso il sistema economico (sia esso il capitalismo o socialismo) e la manipolazione politica.
Ecco perché Soros sembra pensare che egli è invincibile. 
Egli pensa di poter spostare il pianeta politico ed economico in pochi battiti di ciglia e nessuno gli può dire di smettere.In realtà, egli scrive libri come The Alchemy of Finance. Soros crede di poter uccidere la stabilità politica in tutta l'Europa e  in America senza che  nessuno possa sfidarlo
Soros è sicuramente vecchio, ma lui non vuole essere obsoleto.
La sua organizzazione è stata recentemente scoperta a condurre operazioni segrete volte a destabilizzare la Russia.
Ecco una citazione interessante dai file trapelate di Open Society Foundation Soros ':
"La nostra inclinazione è di impegnarci in attività  con gli attori che comprendono e contrastano il sostegno russo ai movimenti in difesa dei valori tradizionali … nomi e cognomi da noi è problematico:.
Siamo anche nel business di incanalare denaro in altri paesi per usarli per scopi politici"
 
traduzione di Alfredo d'Ecclesia
FONTE INGLESE: http://viralliberty.com/putinl-arrest-warrant-george-soros/
 
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IL NOSTRO CORDOGLIO PER LE VITTIME DELL’INCIDENTE AEREO DI SOCHI.

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Onore alla memoria per quanti hanno perso la vita nell'incidente aereo di Sochi.
Proprio in una recente riunione del Minor Consejo del Governo Veneto Provisorio avevo fatto riferimento al Coro Alexandrov apprezzato in una esibizione tratta da un video di youtube, (che potete vedere qui sotto).
Cantavano e si divertivano nel farlo.
I loro volti non erano ostili.
Non sono riuscito a immaginarmeli “nemici”.
Con onore e rispetto.
WSM
Venetia, 27 dicembre 2016
Sergio Bortotto, Presidente del MLNV e del Governo Veneto Provisorio

 
Nessun sopravvissuto.
È stato subito chiaro che non c’era niente da fare per gli 84 passeggeri e gli 8 membri dell’equipaggio dell’aereo precipitato nel Mar Nero domenica mattina, poco dopo la partenza da Sochi.
Tra le persone a bordo, anche i componenti del coro dell’esercito russo.
Il Tupolev 154 di proprietà del ministero della Difesa di Mosca, è decollato alle 5.20 del mattino (ora locale) — intorno alle tre di notte italiane.
Due minuti dopo, è scomparso dai radar.
Destinazione del velivolo, la base aerea russa di Larakia, in Siria.coro
Non si conoscono ancora le cause dello schianto, ma il presidente Vladimir Putin ha subito ordinato al suo primo ministro, Dmitri Medvedev, di guidare la Commissione di inchiesta sul disastro aereo. La pista del terrorismo non è stata esclusa tra le varie ipotesi.

Tra le vittime del disastro aereo anche Elizabeta Glinka, conosciuta anche come «Dottoressa Liza» direttore esecutivo dell'organizzazione umanitaria Fair Aid e figura molto nota in Russia, lo scorso 8 dicembre era stata premiata dal presidente Vladimir Putin per il suo impegno umanitario.
«Sappiamo che stava andando a Latakia per portare medicinali e attrezzature a un ospedale», ha detto il capo del Presidential Council for Human Rights Mikhail Fedotov.
A bordo anche 9 giornalisti: il reporter di Channel One Russia Dmitrii Runkov e il tecnico del suono Alexander Soidov.
A bordo anche un corrispondente del canale televisivo NTV, il corrispondente Mikhail Luzhetsky, il cameraman Oleg Pestov e il tecnico del suono Evgeny Tolstov (che su Facebook ha postato una foto in aeroporto, a Mosca, poco prima del disastro), e tre dipendenti del canale televisivo Zvezda Tv, il corrispondente Pavel Obukhov, il cameraman Aleksandr Suranov e l'assistente Valery Rzhevsky.

Tratto da (CLICCA QUI)

IL CORO ALEXANDROV … UNA LEGGENDA LUNGA 90 ANNI.
Una leggenda lunga 90 anni
Fondato nel 1928 da Alex Alexandrov con la missione di sollevare il morale delle truppe, il Coro dell'Armata Rossa, noto anche come Alexandrov Ensemble, è forse il più famoso dei gruppi musicali del suo genere e un'autentica "leggenda" dell'ex Unione Sovietica.
Composto  esclusivamente da voci maschili il coro ha inoltre un'orchestra e un gruppo di ballo.
Nel suo repertorio ci sono canzoni legate all’ideologia comunista, figlie dell’era del regime sovietico  ma anche canti popolari e pezzi del floclore russo, come il famoso "Battellieri del Volga", adattamento di una melodia popolare con testi che evocano il duro sforzo dei lavoratori.
Il coro dell’Armata Rossa fin dalla sua nascita ha avuto una significativa presenza internazionale e fu utilizzato spesso come ambasciatore degli ideali e dei valori dell'Unione Sovietica.
Nel 1937  i suoi artisti si  sono esibiti al Salone Internazionale di Parigi, dove hanno guadagnato enorme prestigio.
Ma è stato durante la seconda guerra mondiale che  il gruppo è diventato un baluardo della resistenza e della lotta contro l'occupazione della Germania nazista.

 

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ANDREY KARLOV, L’AMBASCIATORE RUSSO ASSASSINATO AD ANKARA.

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L'ambasciatore russo ad Ankara, Andrey Karlov, è stato ucciso in un attentato.
Colpito a morte mentre parlava a una mostra fotografica da un poliziotto che per entrare alla Galleria d'arte ha mostrato il tesserino.
Giacca nera e cravatta, la pistola in pugno, ha cominciato a sparare gridando "vendetta" e poi "Aleppo" o "noi moriamo in Siria voi morite qua".
Il diplomatico si è accasciato a terra, ha ricevuto le prime cure sul posto ma non è stato neanche trasportato in ospedale, sarebbe stato inutile.
Le forze speciali turche hanno fatto irruzione nella galleria d'arte e ucciso l'aggressore che continuava a sparare.
"Non uscirò vivo da qui, non vi avvicinate!", gridava.
Fonti dell'ambasciata, citate dai media locali, precisano che il diplomatico stava tenendo un discorso alla Galleria di Arte contemporanea, per la mostra fotografica 'la Russia vista dai turchi'.
Un video mostra il momento dell'attacco.
L'agente ha la pistola in pugno, è vestito in abito scuro, giacca, cravatta, e grida: "Non dimenticatevi di Aleppo, non dimenticatevi della Siria". Poi l'urlo, "Allahu Akbar", "Dio è grande".
È stato identificato dopo essere stato ucciso.
Era un diplomato del 2014 dell'accademia di polizia Rustu Unsal di Smirne, si chiamava Mevlut Mert Altintas, aveva 22 anni e faceva parte delle unità anti-sommossa di Ankara.
In due occasioni aveva anche prestato servizio per la scorta del presidente Recep Tayyip Erdogan, sia a Konya nel 2014 che a Bursa nel febbraio 2015. 
La polizia turca ha fermato la sorella e la madre dell'assassino, e ha perquisito l'abitazione nella città di Soke, provincia di Aydin, nel sud ovest del Paese.
La pista islamista non convince tutti in Turchia, o quantomeno si propongono 'piste' alternative.
Come il sindaco della città che sul proprio account Twitterprova a dare una lettura differente: "Secondo quello ho sentito, gli slogan islamisti sono una copertura, l'assalitore era un membro del Feto (Organizzazione del Terrore Gülenista, ndr)" scrive.
Il presidente russo Vladimir Putin è subito informato, qualche ora dopo riceve la telefonata del presidente turco,Recep Tayyp Erdogan.
Il portavoce Dmitri Peskov riferisce che sono in corso consultazioni con il ministro degli Esteri, Sergey Lavrov e con i servizi di sicurezza.
La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova definisce l'omicidio di Karlov "un atto terroristico" e sottolinea che la questione sarà posta lunedì al Consiglio di sicurezza dell'Onu: "Oggi è un giorno tragico per la diplomazia russa".

La nostra missiva di cordoglio.


​MOVIMENTO DE LIBERASION NASIONALE DEL POPOLO VENETO
GOVERNO VENETO PROVISORIO


​Vogliate accettare le nostre più sentite condoglianze per la grave perdita dell'Ambasciatore Andrey Karlov ad Ankara.
Con onore e rispetto.
Sergio Bortotto
Presidente del MLNV e del Governo Veneto Provvisorio

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NO ALL’INVIO DI SOLDATI ITALIANI AL CONFINE DELLA RUSSIA

Soyvxxdnhruhxzjqe-800x450-nopadttomettersi alla NATO ed accettare l'invio dei soldati al confine della Russia è la scelta più pericolosa che questo governo abbia fatto, sia per un possibile conflitto, sia per l'aspetto economico del nostro Paese, essendo l'Italia tra i primi partner commerciali della Russia.
NO ALL'INVIO DI SOLDATI ITALIANI.
Per i Veneti che non si rifiutano di essere inviati come italiani in Lettonia promettiamo il futuro diconoscimento del diritto alla Cittadinanza Veneta … non la meritereste.
 
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