NEWS – ETICA, MORALE E RELIGIONE

A COSA CI STA PORTANDO QUEST’ITALIA

Ieri facendo un giro d’ispezione nei parcheggi dell’autorimessa del parco ho trovato un anziano che girovagava.
Era vestito di miseri indumenti e coperto con un giubbetto di plastica tenuto “abbottonato” con un ago di sicurezza sul davanti.
Teneva tra le mani  un piccolo pezzo di rame raccolto chissà dove … e non sapeva come giustificare la sua presenza in quei meandri.
Con la voce tremolante, probabilmente per il controllo, mi ha detto che quel pezzo di rame oggi lo avrebbe sfamato.
Ho guardato il volto di quell’uomo, forse ottantenne, quasi certamente con una pensione da fame, probabilmente dopo una vita di duro lavoro, obbligato a rammendare i suoi indumenti col filo di ferro e a racimolare qualcosa da terra per mangiare.
Non ho retto il suo sguardo mite e quasi rassegnato.
La sincerità dei suoi occhi mi ha scavato dentro … e mi sono vergognato di tutte le cose inutili che posseggo e del superfluo a cui talvolta conferisco troppa importanza.
L’ho congedato stringendogli la mano libera dal quel pezzo di rame che tratteneva con tanta speranza.
E’ sparito in un attimo e non sono poi riuscito a raggiungerlo.
Col rimorso per non aver aggiunto a quel pezzo di rame qualche soldo e un briciolo di conforto sono tornato alla luce del sole con l’amarezza nel cuore.
Poi, una mesta letizia ha pervaso il resto del giorno.
A cosa ci hanno portato, apriamo gli occhi finché siamo in tempo e non abituiamoci a questo silenzioso decadimento.

WSM
Venetia 16 ottobre 2019
Sergio Bortotto
Presidente del MLNV e del GVP

“UNA SCELTA IN COMUNE” IN ORDINE ALLA DONAZIONE DI ORGANI E’ INCOSTITUZIONALE.

Riceviamo e pubblichiamo dalla LEGA NAZIONALE ANTIPREDAZIONE ORGANI. (www.antipredazione.org)
Invitiamo tutti ad andare sul sito e ad approfondire l'argomento che è di estrema attualità.
 
11/01/2019 Comunicato n. 2
 
“UNA SCELTA IN COMUNE” IN ORDINE ALLA DONAZIONE DI ORGANI E' INCOSTITUZIONALE
 
L' iniziativa “Una scelta in Comune” in ordine alla donazione d'organi e tessuti quando andiamo a rinnovare la Carta d'Identità è contro-legge e incostituzionale.
E' un'operazione costruita passo passo con decreti ad incastro dal lontano 1999.
 
Il decreto attuativo mai emanato
La legge degli espianti-trapianti L.91/99 artt. 4 e 5 stabilisce per la dichiarazione di volontà che il ministro emani un Decreto attuativo con direttive su “termini, forme e modalità” per far partire le notifiche dell'ASL a ciascun cittadino e praticare poi il “silenzio-assenso”.
Non fu mai emanato, quindi dopo 20 anni siamo ancora in Disposizioni Transitorie (art. 23).
 
Un decreto temporaneo che apre all'abuso
Fu invece emanato un Decreto temporaneo (Bindi 8 aprile 2000) contrario alla legge nello spirito e nella lettera, crogiuolo di infiniti abusi, che aprì le porte a raccolte illegali presso ospedali, ambulatori, ASL, medici di famiglia, associazioni di malati e propaganda, ecc., al fine di effettuare una schedatura di fatto, senza garanzie, nel database del Centro Nazionale Trapianti (CNT).
Nel 2008 Livia Turco su proposta del direttore del CNT, e ad integrazione del Decreto temporaneo Rosi Bindi, emana un Decreto che amplia i punti di ricezione della dichiarazione di volontà coinvolgendo i Comuni. Inoltre introduce la conservazione e la trasmissione delle dichiarazioni tramite l'utilizzo di supporti informatici, notoriamente a rischio di violazioni e falsificazioni.
 
Decreto “Milleproroghe” varato sulla fiducia
Nel 2010 con Decreto legge (1) varato sulla fiducia, il Parlamento ha consentito soluzioni che ampliano gli effetti negativi del già illecito Decreto Bindi prorogandone illecite possibilità applicative. 
A tale fine è stato perfino modificato il Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al Regio decreto del 18 giugno 1931, n. 773 – all'art. 3 è inserito il seguente: “La Carta d'Identità PUO' altresì contenere l'indicazione del consenso ovvero del diniego della persona cui si riferisce a donare i propri organi in caso di morte”.
PUO', non deve.
Il legislatore non ha sancito un obbligo, né per i cittadini né per i sindaci.
Successivamente, nel 2013, l'art.3 fu modificato con altro Decreto legge (2):“I comuni trasmettono i dati del consenso o diniego al Sistema Informativo Trapianti (SIT)” e “Il consenso e diniego confluisce nel Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE)”.
 
Una scelta in Comune” ingannevole
“Una scelta in Comune”, voluta dal Ministero della Salute, dal Centro Nazionale Trapianti e dall'Anci (Ass. Nazionale Comuni Italiani) che vede l'Aido come partner, pratica l'esperienza pilota in Umbria nel 2012.
 
Nel 2015 si definiscono le Linee Guida tra Ministero della Salute e Ministero dell'Interno, poi il piano prende corpo e si propaganda a tutti i Comuni.
In cosa consiste?
Le amministrazioni possono stabilire che il proprio ufficio anagrafe diventi un punto di raccolta e registrazione delle dichiarazioni di volontà al momento del rinnovo della Carta d'Identità.
Ci vuole una delibera di giunta, l'adesione dei Comuni quindi è facoltativa, ma purtroppo disinformata dal CNT che addirittura fornisce il testo prestampato da firmare per l'approvazione.
Abbiamo avvertito gli 8000 sindaci che si tratta di truffa dei potentati istituzionali, frutto di accordi contro legge e contro i cittadini, ma Nanni Costa, direttore del CNT, il 12.6.2018 ha ribattuto bugiardamente con una lettera circolare ai centri regionali, alle anagrafi, all'Anci, ecc. spergiurando che i “Comuni hanno l'obbligo di attivare la procedura”, mentre “ai cittadini è lasciata la libertà di dichiarare o non dichiarare, così come quella di dare un consenso o un dissenso”.
Invece nella pratica i cittadini vengono ricattati all'anagrafe e negata loro la Carta d'Identità se non firmano il modulo in ordine alla donazione, trasformando proditoriamente la facoltà in obbligo: atto incostituzionale. 
Per giunta trattasi di un modulo manipolato con tre opzioni (SI – NO – NON mi esprimo) al posto delle due (SI – NO) stabilite nelle Linee Guida.
Si tratta di abuso d'ufficio, abuso di potere e falsità ideologica.
 
Segnalazione al Garante della Privacy
Abbiamo presentato una segnalazione al Garante della Privacy il 6 luglio 2018, dopo due mesi ha risposto “Roma per Toma” e alla nostra richiesta di far rimuovere il vile ricatto, ha risposto in stile kafkiano che “il modulo del quale si contesta l'utilizzo (…) non è quello indicato per la manifestazione del consenso o diniego alla donazione degli organi nelle Linee Guida, bensì soltanto il 'modulo ricevuta' della dichiarazione per verificare che l'impiegato abbia correttamente inserito la volontà così come espressa”.
La “scelta in Comune” è quindi una dichiarazione verbale interpretata da un impiegato e trasferita in elettronico al SIT?
ASSURDO!
Non dice questo la propaganda.
Il cittadino firmando il modulo pensa di fare una dichiarazione diretta, di suo pugno.
Al Garante abbiamo contestato che il modulo non porta la scritta Ricevuta, ma “Manifestazione di volontà in ordine alla donazione di organi e tessuti dopo la morte a scopo di trapianto”, e che l'informazione in calce non è coerente e veritiera.
Un modulo fatto apposta per ingannare.
Infatti non esplicita che si tratta di prelievo in cosiddetta “morte cerebrale” a cuore battente e afferma in caratteri microscopici che tale registrazione “è secondo normativa” indicando tre norme: la L.91/99 che invece è marchianamente elusa mancando il Decreto attuativo dell'art.5, il D.M. 8 aprile 2000 (Bindi) che invece è temporaneo e usato per dare la stura a varie truffe come “la scelta in Comune” e il D.M. 11 marzo 2008 (Turco) che si aggancia al suddetto Decreto temporaneo della Bindi per introdurre l'illecita registrazione presso i Comuni.
 
Una scelta in comune” incostituzionale
Una “Scelta in Comune” decretata e pubblicizzata come facoltativa ma nella pratica resa obbligatoria all'atto del rinnovo della Carta d'identità (Cie-on-line) è incostituzionale.
Giudizio di incostituzionalità enunciato già nel 2010 (Milleproroghe) dal Presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato Carlo Vizzini che fece correggere dall'esecutivo in Aula il verbo “Deve” per sostituirlo col verbo “Può”, poiché spiegò “Una norma del genere con l'obbligo di dichiarare o meno il proprio consenso alla donazione di organi sarebbe stata incostituzionale”.
Inoltre il legislatore continua a sviluppare decreti contro-legge 91/99 costruiti su un regolamento ministeriale temporaneo (Bindi) che di fatto ingarbuglia la materia e rinvia nel tempo il Decreto attuativo che deve costituire la normativa uniforme definitiva ed essenziale.
Invitiamo i cittadini a non cedere al ricatto e a mantenersi fermi nel diritto di non firmare quel modulo all'anagrafe.
 
Dichiarazione Autografa d'opposizione
 
necessaria per i non-donatori
Abbiamo pubblicato sul nostro sito www.antipredazione.org la Carta-Vita/Dichiarazione Autografa d'opposizione all'espianto di organi e tessuti da scaricare liberamente dalla sezione “Difenditi e sostienici”. 
Facciamo in modo che tutti i cittadini portino in tasca un'opposizione alla macellazione e ne siano fieri. Insieme nella lotta.  
 
Nerina Negrello
Presidente
Lega Nazionale
Contro la Predazione di Organi
e la Morte a Cuore Battente
 
Note:
1) Decreto legge 30 dicembre 2009, n. 194, articolo 3, comma 8-bis, convertito, con modificazioni, in legge 26 febbraio 2010, n. 25.
2) Successivamente modificato dall'articolo 43, comma 1, del decreto legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
 
COMUNICATO STAMPA
ANNO XXXV n. 2
11 gennaio 2019
 
24121 BERGAMO Pass. Canonici Lateranensi, 22
Tel. 035-219255 – Telefax 035-235660

L’ALTRA “FACCIA” DELL’IMMIGRAZIONE.

Lettera a Salvini da parte di un’immigrata africana. ( Il meglio di Raiawadunia 2018 )

Ho visto la sua faccia ieri al telegiornale. 
Dipinta dei colori della rabbia. 
La sua voce ,poi, aveva il sapore amarissimo del fiele. 
Ha detto che per noi che siamo qui nella vostra terra è finita la pacchia. 
Ci ha accusati di vivere nel lusso, rubando il pane alla gente del suo paese. 
Ancora una volta ho provato i morsi atroci della paura…
Chi sono? 
Non le dirò il mio nome. 
I nomi, per lei, contano poco. 
Niente. 
Sono una di quelli che lei chiama con disprezzo “clandestini”.
Vengo da un paese, la Nigeria, dove ben pochi fanno la pacchia e sono tutti amici vostri. 
Lo dico subito. 
Non sono una vittima del terrorismo di Boko Haram. 
Nella mia regione, il Delta del Niger non sono arrivati. 
Sono una profuga economica, come dite voi, una di quelle persone che non hanno alcun diritto di venire in Italia e in Europa.
Lo conosce il Delta del Niger ? 
Non credo. 
Eppure ogni volta che lei sale in macchina può farlo grazie a noi. 
Una parte della benzina che usa viene da lì.
Io vivevo alla periferia di Port Harkourt, la capitale dello Stato del Delta del Niger.
Una delle capitali petrolifere del mondo. 
Vivevo con mia madre e i miei fratelli in una baracca e alla sera per avere un po’ di luce usavamo le candele. 
Noi come la grande maggioranza di chi vive lì.
E’ dura vivere dalle mie parti. 
Molto dura. 
Un inferno se sei una ragazza. 
Ed io ero una ragazza. 
Tutto è a pagamento. 
Tutto. 
Se non hai soldi non vai a scuola e non puoi curarti. 
Gli ospedali e le scuole pubbliche non funzionano. 
E persino lì, comunque, se vuoi far finta di studiare o di curarti, devi pagare. 
E come fai a pagare se di lavoro non ce ne è ? 
La fame, la miseria, la disperazione e l’assenza di futuro, sono nostre compagne quotidiane.
La vedo già storcere il muso. 
E’ pronto a dire che non sono fatti suoi, vero?
Sono fatti suoi, invece.
Il mio paese, la regione in cui vivo, dovrebbe essere ricchissima visto che siamo tra i maggiori produttori di petrolio al mondo. 
E invece no. 
Quel petrolio arricchisce poche famiglie di politici corrotti, riempie le vostre banche del frutto delle loro ruberie, mantiene in vita le vostre economie e le vostre aziende.
Il mio paese è stato preda di più colpi di stato. 
Al potere sono sempre andati, caso strano, personaggi obbedienti ai voleri delle grandi compagnie petrolifere del suo mondo, anche del suo paese. 
Avete potuto, così, pagare un prezzo bassissimo per il tanto che portavate via. 
E quello che portavate via era la nostra vita.
Lo avete fatto con protervia e ferocia. 
La vostra civiltà e i vostri diritti umani hanno inquinato e distrutto la vita nel Delta del Niger e impiccato i nostri uomini migliori. 
Si ricorda Ken Saro Wiwa? 
Era un giovane poeta che chiedeva giustizia pe noi. 
Lo avete fatto penzolare da una forca…
Le vostre aziende, in lotta tra loro, hanno alimentato la corruzione più estrema. Avete comprato ministri e funzionari pubblici pur di prendervi una fetta della nostra ricchezza.
L’Eni, l’Agip, quelle di certo le conosce. 
Sono accusate di aver versato cifre da paura in questo sporco gioco. 
Con quei soldi noi avremmo potuto avere scuole e ospedali. 
A casa, la sera, non avrei avuto bisogno di una candela…
Sarei rimasta lì, a casa mia, nella mia terra.
Avrei fatto a meno della pacchia di attraversare un deserto. 
Di essere derubata dai soldati di ogni frontiera e dai trafficanti. 
Di essere violentata tante volte durante il viaggio. 
Avrei volentieri fatto a meno delle prigioni libiche, delle notti passate in piedi perché non c’era posto per dormire, dell’acqua sporca e del pane secco che ti davano, degli stupri continui cui mi hanno costretta, delle urla strazianti di chi veniva torturato.
Avrei fatto a meno della vostra ospitalità. 
Nel suo paese tante ragazze come me hanno come solo destino la prostituzione. 
Lo sapete. 
E non fate niente contro la nostra schiavitù anzi la usate per placare la vostra bestialità. 
Io sono riuscita a sfuggire a questo orrore, ma sono stata schiava nei vostri campi. 
Ho raccolto i vostri pomodori, le vostre mele, i vostri aranci in cambio di pochi spiccioli e tante umiliazioni.
Ancora una volta, la pacchia l’avete fatta voi. 
Sulla nostra pelle. 
Sulle nostre vite. 
Sui nostri poveri sogni di una vita appena migliore.
Vedo che non ho mai pronunciato il suo nome. 
Me ne scuso, ma mi mette paura. 
Quella per l’ingiustizia di chi sa far la faccia dura contro i deboli, ma sa sorridere sempre ai potenti.
Vuole che torniamo a casa?
Parli ai suoi potenti, a quelli degli altri paesi che occupano di fatto casa mia in una guerra velenosa e mai dichiarata.
Se ha un po’ di dignità e di coraggio, la faccia brutta la faccia a loro.
—-
Alcuni mesi fa, ho incontrato una giovane immigrata. Ho ascoltato la terribile storia della sua vita, il racconto della miseria da cui fuggiva, l’orrore che le era toccato nel lungo pellegrinare tra deserti, terre assassine e un mare ingrato.
Mi chiedeva perché tanto disprezzo per quelli come lei, perché tanto odio.
Avrebbe voluto spiegarsi con la nostra gente, far arrivar loro un messaggio, la sua povera umanissima ragione.
E voleva che le sue ragioni arrivassero ai nostri governanti, soprattutto a quell’uomo cui tante volte aveva sentito dire che quelli come lei facevano la pacchia, erano ladri che rubavano vita e risorse agli italiani.
Da quell’incontro è nata una lettera che Raiawadunia ha deciso di pubblicare.
Quella lettera ora scuote la coscienza degli italiani.
E’ divenuta virale, fa discutere e ragionare.
Come lei, e tanti altri come lei, desideravano e desiderano.
Come da copione, ora c’è chi mette in giro che quella lettera sia falsa.
Lo fa perché spaventato dalla tragica bellezza di quel racconto, da quel dignitoso grido di dolore, da quell’urlo sacrosanto che chiede giustizia e ascolto.
Avete mai provato a parlare con loro, con quelli che guardate come nemici?
Fatelo. Riceverete mille e mille storie drammaticamente simili a quella da noi pubblicata.
Pensate davvero che un’africana non sia in grado di esprimersi con tanta forza e chiarezza?
E’ solo la vostra tragica ignoranza con l’unica discolpa che a tanto non sapere vi hanno portato i pifferai che occupano ogni potere nel nostro paese.
Leggete Kourouma, Senghor, Achebe, Ken Saro Wiwa, Narrudin Farah.
Le loro poesie e i loro racconti.
Quelli di mille e mille altri poeti e scrittori africani.
Osservate le opere di Malangatana, Dago, Tita Mbaye, Reinata, Camara.
Reinata non sa scrivere, ma il suo inno all’amore e alla fratellanza commuove chiunque abbia l’occasione di vedere i suoi manufatti.
Ha una potenza magnetica, come la ha la poesia e l’arte che non hanno problemi di color di pelle o altre sciocchezze.
L’Africa è cultura, tanta cultura. L’espressione di uomini e donne come noi, con la stessa capacità di amare e produrre il bello.
Fatelo e scoprirete semplici verità che metteranno in crisi le favole bugiarde che vi hanno propinato.
Ritornerete umani tra gli umani.
Finalmente.
E non perderete, non perderemo più tempo prezioso.
L’umanità chiede cooperazione, non odio, per risolvere problemi che sono comuni ad ogni latitudine e parallelo.
Ad ogni latitudine e parallelo, infatti, ci sono solo uomini e donne.
E il loro diritto a vivere.
silvestro montanaro
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HANNO ESPIANTATO GLI ORGANI A MIO FIGLIO MA LUI ERA VIVO.

Silvana: “Hanno espiantato gli organi a mio figlio ma lui era vivo”
Non vi perdono.
Tutti abbiamo assassinato mio figlio con l’espianto – da Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi e la Morte a Cuore Battente
Pubblichiamo la lettera di Silvana Mondo, mamma di Paolo, Consigliera Nazionale Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi e la Morte a Cuore Battente.
Mio figlio Paolo 19enne, è stato macellato a cuore battente dopo essere stato abbandonato per ore nel corridoio del Pronto Soccorso dell’ospedale di Trieste e poi sequestrato nella rianimazione del “Cattinara”, ma non per salvarlo.
Nessuna terapia è stata eseguita prima del verdetto di morte, neanche una radiografia del cranio; non si conosce l’ora della TAC necessaria per una diagnosi e cura, né l’ora della consulenza del neurochirurgo, ma ancor più terribile la dichiarazione di “morte cerebrale” è stata stilata su Paolo curarizzato e sedato con più farmaci che impiegano ore per essere eliminati.
Come hanno potuto valutare la respirazione spontanea addormentato e paralizzato?A noi genitori non è permesso di capire cosa sta succedendo. Il verdetto sanitario cala crudele e senza spiegazioni: Paolo è morto (sic).
Ci hanno sottoposto un modulo prestampato per la donazione d’organi senza dirci che l’espianto avviene a cuore battente e sangue circolante. 
Sconvolti siamo caduti nella trappola dei medici predatori: maledetta firma! Non mi perdono. 
L’espianto, 7 ore di tortura
Al nostro Paolo hanno espiantato prima le cornee poi il cuore, il fegato, i reni, in 7 ore di tortura sotto farmaci paralizzanti per contrastare le contrazioni del corpo.
Non vi perdono infami vertici della sanità che strutturate la società del crimine legalizzato sotto l’egida della scienza e del “salviamo le vite”. 
Non vi perdono tecnici della finta “morte cerebrale” (anestesisti-rianimatori, medici legali, neurofisiopatologi, espiantatori, trapiantatori, infermieri, ferristi, coordinatori…) accolita di delinquenti lautamente pagati. 
Non vi perdono manipolatori delle emozioni che mi avete strappato quella firma per pararvi il culo e scaricare su di noi genitori ingannati la responsabilità. 
Non vi perdono pennivendoli asserviti alla propaganda per la donazione di organi che per un piatto di fagioli persistete nell’ingannare i cittadini scrivendo che l’espianto è “dopo la morte” senza precisare che il prelievo è a cuore battente e sangue circolante da un vivo che ha perso la coscienza. 
Non vi perdono medici che sapete e tacete, incapaci di rivendicare l’obiezione di coscienza. Non vi perdono Politici del Parlamento asserviti ai Comitati d’affari, che avete votato la ridefinizione di morte a cuore battente per favorire il business degli espianti-trapianti. 
Non vi perdono 
Giudici e giuristi palesemente ciechi, sordi e muti di fronte al crimine istituzionale. Non vi perdono preti di una Chiesa corrotta che finge di difendere la vita ma lascia macellare i deboli in coma, incoerente e collusiva con la finta “morte cerebrale”. 
Non vi perdono trapiantati che pur sapendo, come cannibali vi siete cibati degli organi altrui. Non vi perdono voi in lista d’attesa che “pregate” Dio e i santi perché un incidente vi porti organi. 
Non vi perdono volontari per la donazione, finanziati dallo Stato, per portarci dritti al boia. Non vi perdono cittadini italiani piegati all’ignavia utilitaristica, ridotti a merce senz’anima ribelle. 
Dobbiamo emulare George Pickering del Texas che per difendere il figlio dall’espianto si è barricato nella sua stanza d’ospedale, armato di pistola? Ora il figlio è perfettamente in salute.
Silvana Mondo – Mamma di Paolo. Consigliera Nazionale Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi e la Morte a Cuore Battente.
 
Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi e la Morte a Cuore Battente”
Indirizzo: Pass. Canonici Lateranensi, 22 – 24121 Bergamo (ITALIA) Tel. 035-219255, Fax 035-235660, lega.nazionale@antipredazione.org
 
TRATTO DA (CLICCA QUI)
 
 

Ecco la nostra missivia:

MLNV-GVP - INTESTAZIONE.jpg

Spett.
LEGA NAZIONALE CONTRO LA PREDAZIONE DI ORGANI E LA MORTE A CUORE BATTENTE
 
Abbiamo appreso da Facebook  di quanto accaduto a Paolo, il 19nne figlio di Silvana Mondo.
Il post rimandava a questo link da cui abbiamo tratto l'articolo.
Siamo sconcertati di quanto accaduto e grati per la sua divulgazione.
La pubblicazione sul nostro giornale delle Venetia non ha alcuna pretesa politica, (noi non agiamo in ambito italiano) ma è per noi un dovere condividere e gettare le basi etiche per le prossime istituzioni venete affinché simili efferati accadimenti non debbano ripetersi MAI PIU!
Abbiamo pubblicato l'articolo a questo indirizzo: clicca qui.
Rimaniamo a disposizione per quanto a praticarsi.
Siamo sinceramente vicini alla Signora Silvana Mondo e alla sua famiglia per quanto successo a Paolo.
Con onore e rispetto.
WSM
Venetia 8 gennaio 2019
Sergio Bortotto
Presidente del MLNV e del Governo Veneto Provvisorio
 

ed ecco la risposta pervenutaci:

10 gennaio 2019

Gentile Sergio Bortotto
Presidente del MLNV
e del Governo Veneto Provvisorio
 
Abbiamo percepito nella sua missiva sincere parole di comprensione, partecipazione e condanna per quanto accaduto a Paolo Mondo, giovane  ucciso dall'avidità trapiantistica,  e ai suoi genitori ingannati dalla  cinica malainformazione ospedaliera finalizzata a strappare da genitori sconvolti  una firma di consenso alla donazione di organi per trapianto. 
E di questo la ringraziamo vivamente, insieme a Silvana Mondo  a cui abbiamo letto la sua missiva che l'ha profondamente commossa.
Così è stata spiegata da alti papaveri  la sistematica omissione di informazione veritiera:   "se dicessimo la verità nessuno donerebbe". 
Già, perché si espianta a cuore battente e sangue circolante mentre la persona respira ausiliata.
In altre parole si espianta un vivo che ha perso la coscienza ed è dichiarato "morto cerebrale" sulla base di protocolli di Stato variabili. 
Non si espianta "dopo la morte", come dice la propaganda. 
Gli organi di un morto vero in arresto cardiocircolatorio e respiratorio conclamati non servono ai trapianti.
Silvana Mondo ha avuto il grande merito e coraggio di rendere pubblica la sua sofferenza per l'inganno subito e di trasformare il suo dolore per l'espianto/tortura del figlio in azione culturale di controinformazione e di difesa.
Ma sono tanti i genitori che piangono i loro figli macellati dall'istituzione sanitaria trapiantistica.
La pubblicazione della denuncia di Silvana Mondo sul vostro giornale delle Venetia indica forti basi etiche ed è stata quanto mai opportuna, già tre vostri accoliti hanno telefonato o scritto via mail per chiarimenti. 
Vi sono grati.
Ci siamo permessi di inserire la mail del MLNV nella ns mailing list, sperandodi farvi cosa gradita.
 
Con stima e rispetto
Nerina Negrello
Presidente
Lega Nazionale Contro la Predazione di organi
 

IL VASO DI PANDORA

 

Prende il via ufficialmente la raccolta fondi "Il Vaso di Pandora", per lo sviluppo di questo contenitore tematico Digitale creato con l'obiettivo di diffondere libera informazione su tematiche di attualità.
Secondo l’organizzazione non governativa internazionale “Reporters sans Frontieres” L’ITALIA E’ AL 46° POSTO AL MONDO PER LIBERTA’ DI STAMPA E DI PENSIERO e rientra quindi, secondo i parametri dell’organizzazione, nella fascia dei paesi con “INFORMAZOINE SEMI-LIBERA E PROBLEMATICA”.
Vista l'urgenza e la necessità di far circolare la libera informazione, chiediamo il vostro aiuto a sostenere il progetto!
https://www.produzionidalbasso.com/…/il-vaso-di-pandora-su…/
#raccontafondi #liberainformazione #cultura #economia 
#attualità #ilvasodipandora
NEL PAESE DELLA BUGIA LA VERITA’ E’ UNA MALATTIA 
(Gianni Rodari)
 
INIZIO CAMPAGNA DI RACCOLTA FONDI PER “IL VASO DI PANDORA”
Secondo l’organizzazione non governativa internazionale “Reporters sans Frontieres” L’ITALIA E’ AL 46° POSTO AL MONDO PER LIBERTA’ DI STAMPA E DI PENSIERO e rientra quindi, secondo i parametri dell’organizzazione, nella fascia dei paesi con “INFORMAZOINE SEMI-LIBERA E PROBLEMATICA”.
Questa situazione chiaramente non è accettabile per un paese che si auto-definisce “democrazia avanzata e compiuta”. I media istituzionali italiani spesso non dicono la verità o, nella migliore delle ipotesi, la dicono solo parzialmente (omettendo però le parti più importanti…). Sta di conseguenza emergendo – sempre più forte e sempre più diffusa tra la popolazione – la necessità e la volontà di un’informazione vera, affidabile, completa e professionale.
La trasmissione televisiva “ IL VASO DI PANDORA ” nasce nell’autunno del 2015 proprio con l’intento di fornire un’informazione libera e alla continua ricerca della verità in:
economia 
politica nazionale 
politica internazionale 
finanza 
sociale 
ambiente 
salute/sanità 
istruzione/formazione

con ospiti altamente competenti che propongono analisi, pensieri e valutazioni che ben difficilmente trovano o potrebbero trovare spazio nelle reti televisive nazionali pubbliche/private e nella stampa istituzionale.
Carlo Savegnago è un appassionato e instancabile ricercatore di verità, nonché l’ideatore e conduttore del programma che è andato in onda, da novembre del 2015 fino a febbraio del 2018, su Telechiara e TVA Vicenza (gruppo Videomedia) e su Serenissima TV (gruppo Canale Italia)… (continua)
 

RICORDIAMO IL PROF. VITTORIO MARCHI

Vogliamo ricordare, e lo facciamo con immenso piacere, il Prof. Vittorio Marchi, professore di fisica quantistica e ricercatore.
Lascia il corpo fisico nel 2017, in silenzio, per una caduta dal balcone, accidentale o forse in qualche modo indotta… perché Vittorio Marchi poteva essere un po’ scomodo per il sistema.
Un Essere straordinario nel vero senso della parola, cioè fuori dall'ordinario e che crediamo meriti di essere ricordato per le parole ed i concetti meravigliosi che lo hanno contraddistinto e per i suoi insegnamenti di notevole portata ulteriormente supportati dalla fisica quantistica.
Un Uomo forse scomodo perché parlava di Tesla (e della sua uccisione in quanto scienziato che si scontrava con gli interessi del sistema), del progetto HAARP (capace di procurare uno tsunami atmosferico in pochi istanti o rendere l'atmosfera così surriscaldata da essere paragonata ad un enorme forno a microonde o ancor peggio capace di controllare le menti), della smart card (creata dalla mondex , contenente tutti i dati personali…anagrafici, sanitari, dati relativi al reddito e così via…e che viene fatta passare come una carta vantaggiosa nascondendo invece il pieno controllo umano perché ,se per qualche motivo il sistema decide di bloccarla, non è più possibile acquistare nemmeno un pezzo di pane.
Il Prof. Marchi parla della inesistenza della morte, grande business che ha generato la paura, il nostro peggior nemico e che viene confermata e perpetuata dalla società, da certe religioni, dalla cultura familiare, dalla scuola, dall'educazione sociale (vedi il testo L'UNO DETTO DIO, ed. Macro, pag.45). Tutto è un continuum, afferma il Professore, un continuo cambiamento di stato e fa l'esempio dell'acqua che può diventare vapore o ghiaccio ma resta comunque acqua, dipende dal suo grado di vibrazione.
Lo stesso può valere per un seme che diventa albero e che attraverso il frutto per esempio ritorna seme, per poi continuare ad essere albero.
Possiamo comprendere che nel seme è già presente l'informazione dell'albero come nell'albero esiste già l'informazione del seme.
Tutto perciò è semplicemente informazione e vibrazione.
Non c'è morte perché non c'è nascita, ma solo un cambio di stato o di vibrazione.
Non esiste né passato né futuro, concetti inventati dall'uomo, ma esiste solo il sempre.
C'è solo il presente da vivere, in modo cosciente, sapendo che la realtà è: uno per tutti e tutti per uno, come fa il corpo umano (ad immagine e somiglianza dell'intero corpo sociale) in cui vediamo cosa accade quando anche una sola cellula è in disequilibrio… tutte le cellule del corpo si attivano per darle una mano perché sono così intelligenti da sapere inconsciamente che, se non fanno questo, l'intero sistema va in crisi. (economia del corpo umano).
Basterebbe essere consapevoli di questo, dice il Prof. Marchi, per capire come può funzionare davvero l'economia mondiale!
Se ognuno di noi percepisse tutto questo nella sua veridicità illuminerebbe non solo sé stesso, ma anche il mondo dei propri simili.
E' necessario che tutta l'umanità cambi il proprio modo di pensare, deve smettere di creare situazioni di competizione anziché di collaborazione e se non fa questo è destinata all'estinzione rendendosi essa stessa responsabile della distruzione dell'intero sistema sociale.
Non possiamo pensare che le cose cambino in meglio se partiamo sempre dallo stesso punto (follia è fare sempre la stessa cosa ed aspettarsi risultati diversi).
Altro argomento interessante è il senso della vita: il senso è avere la migliore versione della migliore visione di quello che noi siamo come esseri umani e Divini, sapere chi siamo e perché siamo qui e per cosa siamo portati.
Egli ci esorta a spender bene il nostro o i nostri talenti, che tutti abbiamo.
Concludiamo dicendo che riteniamo siano tutti argomenti tanto interessanti quanto impegnativi e per questo abbiamo voluto solo darne un accenno… per chi vuole, può trovare conferme ed approfondimenti nel web.
Le parole da noi usate sono le parole del Prof. Marchi e le potete trovare sul sito: https://youtu.be/Rx6deGDMMc8
WSM
Venetia, 4 giugno 2018
LP
 

MAI UN CARDINALE HA PARLATO PRIMA DI GRANDE APOSTASIA – CONSEGUENZE GEOPOLITICHE

Il mondo cattolico è a rumore per l’affermazione del cardinale di  Utrecht, Willem Ejik: “Quando vedo che  i vescovi e soprattutto il successore di Pietro mancano nel mantenere e trasmettere fedelmente e in unità il deposito della fede e penso alla prova finale che dovrà attraversare la Chiesa».
 Di fatto il cardinale  s’è chiesto se non stiamo assistendo, nel nostro tempo e sotto “Francesco”, alla grande apostasia e alla persecuzione finale che dovranno affrontare i cattolici fedeli, quando “sulla terra si   svelerà il «mistero di iniquità» sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità”.
Giustamente ciò sta facendo rumore fra i cattolici (non  fra i media  o l’opinione pubblica generale): è la prima volta che un cardinale fa apertamente un’affermazione così grave e seria. La prima volta nella storia, forse.
Ne parla La Nuova Bussola Quotidiana:
L’affermazione del cardinale Ejik risponde ad una inaudita reazione del Vaticano sull’intercomunione fra cattolici e protestanti, ossia la possibilità  per i protestanti che hanno il coniuge cattolico di ricevere l’Eucarestia.
La Conferenza Episcopale tedesca  ha votato  sì a larga maggioranza (per questione di soldi, come spieghiamo più sotto),
Ma una minoranza di vescovi, sette, ha votato contro, e non solo:  ha chiesto a Roma , come custode della fede, di dirimere la questione. Il Papa ha fatto rispondere che  la Conferenza Episcopale Tedesca si riunisca di nuovo e ridiscuta, fino a raggiungere l’unanimità .
Unanimità su che cosa?”, sbotta il cardinale. Una votazione,  anche unanime, non può cambiare ciò  che dicono al riguardo il Codice di Diritto Canonico e il Catechismo della Chiesa Cattolica”.
La prassi della Chiesa Cattolica, fondata sulla sua fede, non è determinata” da un voto “democratico”.Spetta al Papa, successore di Pietro, “dare direttive chiare”, invece di lavarsene le mani e rimandare a delle votazioni la decisione. “Così avrebbe dovuto rispondere, Francesco,  anche alla donna luterana che gli chiese il 15 novembre 2015 se potesse ricevere la comunione insieme al suo sposo cattolico: questo non è accettabile, invece di suggerire che lei poteva ricevere la comunione in base al suo essere battezzata, conformemente alla sua coscienza. 
Rinunciando a fare chiarezza, si crea una grande confusione fra i fedeli e si mette in pericolo l’unità della Chiesa.
Lo fanno anche i cardinali che propongono pubblicamente di benedire relazioni omosessuali, il che è diametralmente opposto alla dottrina della Chiesa, fondata sulla Sacra Scrittura, e cioè che il matrimonio, secondo l’ordine della creazione, esiste solo fra un uomo e una donna.
Simonia tedesca
In Germania, dichiararsi cattolici significa pagare alla Conferenza Episcopale un prelievo  ragguardevole,  del 9% del proprio reddito, sotto forma di una tassa speciale “per  la Chiesa” (Kirchensteuer),che rende ai cardinali tipo Kasper e Marx 6 miliardi di euro l’anno.  
La caduta della fede religiosa, minaccia ovviamente questo gruzzolo  che rende ricca la Chiesa; chi è cattolico ma rifiuta di pagare la Kirchensteuer viene escluso di Sacramenti; siamo nel pieno di  una forma di simonia – vendita di atti sacri.  
I matrimoni misti con protestanti preoccupano tanto più i cardinali tedeschi per motivi economici, quando un cattolico diventa coniuge di un luterano di fatto abbandona Chiesa e Kirchensteuer.
Consentire l’intercomunione sarebbe, dunque una idea di marketing, non meno che l’inclusione e benedizione ecclesiale di coppie sodomitiche, per mantenere il fatturato?Ai lettori non credenti tutto ciò può sembrare che non li riguardi. Vorrei avvertire che profezie e veggenze, anche molto recenti, collegano l’apostasia nella Chiesa a fiumi di sangue per le strade italiane, guerra mondiale, massacri  mai visti, invasioni.
Bruno Cornacchiola, l’anticlericale che meditava di uccidere Pio XII ed ebbe visioni della Vergine alla  Tre Fontane dal 1947, ha continuato ad avere sogni e visioni interiori fino al 2001, anno della sua morte.
Questa notte ho sofferto molto in sogno.
C’era la guerra e gli stranieri invadevano l’Italia” (13 luglio 1998)
Mi sento trasportare nel centro di Roma e precisamente a piazza Venezia.
Lì c’è una folla radunata che gridava: ‘Vendetta!’.
Scorreva molto sangue in tutto il mondo, tutto il mondo imbrattato di sangue. Improvvisamente tutta quella gente si mette a gridare: ‘Tutti a San Pietro!’ e continuavano a gridare: ‘Vendetta!’.
Sul piazzale all’interno del colonnato c’erano il papa, i cardinali, i vescovi e i sacerdoti.
Tutti piangevano.
Meraviglia: erano scalzi e la Madonna che grida. ‘Fate penitenza!’ ” (31  dicembre 1984)
Ma già nella prima apparizione nel 12 aprile 1947,  Cornacchiola  aveva scritto il messaggio ricevuto:
 La Chiesa tutta subirà una tremenda prova, per pulire il carname che si è infiltrato tra i suoi ministri. […].
Sacerdoti e fedeli saranno messi in una svolta pericolosa nel mondo dei perduti, che si scaglierà con qualunque mezzo all’assalto: false ideologie e teologie. […].
Vi saranno giorni di dolori e di lutti.
Dalla parte d’oriente un popolo forte, ma lontano da Dio, sferrerà un attacco tremendo, e spezzerà le cose più sacre e sante. […].
Il mondo entrerà in un’altra guerra, più spietata delle precedenti; maggiormente sarà colpita la Rocca eterna (Roma). 
Quello che ho sognato non si avveri mai, è troppo doloroso e spero che il Signore non permetta che il Papa neghi ogni verità di fede e si metta al posto di Dio.
Quanto dolore ho provato nella notte, mi si paralizzavano le gambe e non potevo più muovermi, per quel dolore provato nel vedere la Chiesa ridotta ad un ammasso di rovine” (21 settembre  1988). 
Ma non è il solo, Cornacchiola.
E “In una conversazione privata col Professor Baumgartner a Salisburgo, il Cardinale Mario Luigi Ciappi, che fu teologo personale dei Papi Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II” ed aveva letto il “terzo segreto” di Fatima,  rivelò: “Nel Terzo Segreto si profetizza, tra le altre cose, che la grande apostasia nella Chiesa partirà dal suo vertice”
Anche l’apparizione di La Salette (1846)  avvertiva: “La Chiesa subirà una teribile crisi .
Essa sarà eclissata.
Roma perderà la fede fino a diventare la sede dell’Anticristo.
Ggiingiamo anche il nostro caro Alois Irlmaer, il veggente bavarese, fattolicopraticante:
“Nel “paese a stivale” scoppia una rivoluzione in cui uccidono il clero, vedo dei preti dai capelli bianchi giacere morti a terra.
Dietro il Papa c’è un pugnale insanguinato, ma penso che scampa vestito in una cappa di pellegrino”.
 
Articolo proposto da Enrico Pillon e tratto da (CLICCA QUI)
 

GIORNATA MONDIALE PER LA LIBERTÀ DI STAMPA

Dopo la dimostrazione di quanta falsità siano capaci i giornalisti prezzolati e al soldo della "verità di regime", (ricordiamo come insistentemente e falsamente si siano espressi contri di noi la Tribuna di Treviso, il Gazzettino, l'Espresso…), condivido l'appello di Amnesy International … oppss… AMNESTY INTERNATIONAL ma solo per una questione di principio non certo per ideologia o politica.
Certamente l'italia, originata sulla frode e l'inganno, dovrebbe solo tacere invece di magnificarsi con eloquenti e demagogici discorsi ed evitare di appropriarsi anche delle ragioni autentiche e delle verità di chi lotta per mantenere libera l'informazione.
Abbiamo il diritto di liberarci di questa infamia che ci opprime e ci impedisce di vivere da uomini liberi.
Solo allora potremo avere una vera e libera informazione.
WSM
Venetia 3 maggio 2018
Sergio Bortotto, Presidente del MLNV e del Governo Veneto Provvisorio.
Sto scrivendo nella cella di una prigione.
Prima di cominciare ad impietosirvi, però, ascoltate ciò che ho da dire.
Sì, sono stato rinchiuso in una prigione di alta sicurezza in mezzo al nulla.
Sì, vivo in una cella le cui porte di ferro si aprono e si chiudono con rumori pesanti.
Sì, i pasti mi vengono serviti attraverso una fessura nella porta.
Sì, anche il piccolo cortile con il suo pavimento di pietra dove cammino avanti e indietro, è coperto da sbarre.
Sì, non posso vedere nessuno tranne il mio avvocato e i miei figli; non mi è nemmeno concesso di scrivere ai miei cari.
Tutto questo è vero, ma non è tutta la verità.
Sono uno scrittore.
Ovunque voi mi chiuderete, io viaggerò per il mondo sulle ali dei miei pensieri.
Sono le parole di Ahmet Altan, giornalista e scrittore turco.
Come lui, oltre 120 giornalisti in Turchia sono in carcere solo perché hanno continuato a fare il loro lavoro.
Nella Giornata mondiale sulla libertà di stampa chiediamo, con ancora più forza, che siano tutti liberati. Aiutaci anche tu. 
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tratto da (CLICCA QUI)
 

VATICANO, TARCISIO BERTONE VIVRA’ NEL SUO SUPER ATTICO.

Sabato 14 ottobre, in nome di Sua Santità papa Francesco sarà emessa la sentenza del processo penale di primo grado sulla ristrutturazione del mega attico del cardinale Tarcisio Bertone.
L’accusa del pm vaticano è di peculato per distrazione dei fondi della Fondazione Bambino Gesù utilizzati per i lavori di sistemazione dell’appartamento del Segretario di Stato di Benedetto XVI.
Ben 422mila euro, fatture alla mano, per rendere confortevole la dimora, tutt’altro che modesta, del porporato salesiano.
Alla sbarra ci sono l’ex presidente e l’ex tesoriere della Fondazione Bambino Gesù, Giuseppe Profiti e Massimo Spina. Ma soltanto per il primo il pm ha chiesto una condanna a tre anni di reclusione, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e una multa di cinquemila euro. Al di là di quella che sarà la sentenza penale, non calerà il sipario su questa triste vicenda (per usare un eufemismo) che ha macchiato indelebilmente il Vaticano, aggiungendosi a tanti altri gravi scandali degli ultimi decenni, il pontificato di Joseph Ratzinger e la congregazione religiosa dei salesiani, di cui Bertone è uno dei maggiori esponenti.
Ma soprattutto non sarà una sentenza penale, né di condanna, né di assoluzione, a risolvere il problema morale che gravita attorno a questa vicenda che giustamente il pm vaticano nella sua requisitoria davanti ai giudici ha definito “opaca”.
Qualunque sarà la sorte degli imputati, Bertone continuerà a vivere tranquillamente e indisturbato nel suo mega attico e nessuno gliene chiederà conto.
Nessuno gli intimerà lo sfratto, magari facendogli subentrare numerose famiglie di profughi che bussano alle porte dell’Europa fuggendo da violenze, guerre, fame e persecuzioni.
No, il problema morale non sarà risolto da una sentenza penale di primo grado alla quale, molto probabilmente, seguirà un processo di appello.
Il problema morale rimarrà in una sorta di limbo aleggiando al terzo piano del Palazzo San Carlo in Vaticano, lì dove si trova l’attico di Bertone, proprio accanto alla residenza papale di Casa Santa Marta.
Se dunque, come è abbastanza evidente, un processo penale come quello che si è consumato nella città leonina non può consegnare alla storia una sentenza riparatoria del grande scandalo avvenuto, la domanda è una sola: perché, dopo Vatileaks 2, si è incorsi nuovamente in quella che rischia di apparire una vera e propria deriva giudiziaria?
Tra l’altro, nessuno ha pensato che fosse più che doveroso chiamare nell’aula del tribunale sia il beneficiario del mega attico, ovvero Bertone, sia il presidente del governatorato dello Stato della Città del Vaticano, il cardinale Giuseppe Bertello.
La testimonianza di quest’ultimo, infatti, avrebbe forse contribuito a chiarire il doppio pagamento dei lavori che, stando a quando emerso durante Vatileaks 2, sono stati saldati sia dalla Fondazione Bambino Gesù, sia dal governatorato.
Ma, dopo ben otto udienze, il mistero paradossalmente è diventato ancora più fitto.
Dov’è, dunque, la trasparenza che si invocava all’inizio di questo processo penale?
Dove è la soluzione allo scandalo?
Dov’è la sentenza riparatoria?
Non sarebbe stato molto più semplice sfrattare l’illustre inquilino e riequilibrare uno dei peggiori scandali degli ultimi anni?
Per amor di verità bisogna ammettere che da questa vicenda Bertone ne è uscito malissimo sia dal punto di vista dell’immagine, sia dal punto di vista economico avendo dovuto risarcire per i lavori fatti sia il Governatorato (307mila euro), sia la Fondazione Bambino Gesù (150mila euro).
Al porporato la ristrutturazione del suo attico è quindi costata ben 457mila euro.
Se dopo aver regnato per sette anni accanto a Benedetto XVI il cardinale avesse deciso, una volta congedato da Francesco, di andare a vivere fuori dal Vaticano, magari lontano da Roma, in una casa del suo ordine salesiano, sarebbe sicuramente stato trattato coi guanti bianchi.
E allora perché ostinarsi a vivere all’interno dei sacri palazzi?
Perché davanti allo scandalo mediatico scoppiato urbi et orbi non ha pensato di correre ai ripari lasciando l’attico con un gesto riparatorio che lo avrebbe sicuramente nobilitato?
E ancora: perché nessuno glielo ha chiesto?
E perché oggi nessuno glielo chiede?
Solo così sarà fatta davvero giustizia.
Non a parole, ma coi fatti.
 
articolo proposto da Benedetto a tratto da (CLICCA QUI)
 
 
 

LETTERA APERTA AL VERGOGNOSO ORDINE DEI MEDICI

Lettera aperta al Vergognoso Ordine dei Medici
(esattamente all'ordine di chi?)
Così, dopo il dr. Gava ed il Dr. Miedico, avete avuto il coraggio di radiare pure la Dottoressa Lesmo; uno dei pochi medici con la schiena dritta ancora presenti in Italia che si distingue dalla massa dei vostri ignavi colleghi: credo sia questo il famoso "effetto gregge" di cui si sente tanto cianciare… Bravi!
E perchè mai l'avreste radiata?
Per delitto di opinione?
Per lesa maestà vaccinale?
Correggetemi se sbaglio, ma non mi risulta che abbiate mai radiato alcuno dei vostri colleghi criminali: né i pluriomicidi condannati in via definitiva e detenuti in carcere, né, mi pare, l'allegra schiera di vostri colleghi che rompevano femori per impiantare protesi o che ridevano al telefono mentre raccontavano di come sfondavano vagine ed altre amenità che affollano giornali e telegiornali quasi ogni santo giorno, né la larga pletora di vostri colleghi condannati per corruzione, comparaggio, falso in atto pubblico e via discorrendo, a partire dall'Ex ministro De Lorenzo con la sua condanna per la tangente da 600 milioni intascata per rendere obbligatoria quell'oscena vaccinazione antiepatite B che rimane tuttora obbligatoria.
Bravi!
Non è che mi meravigli più di tanto, anzi, in fondo è giusto così: in mancanza di qualsivoglia giustificazione deontologica, logica, morale ma, prima ancora, di comune buon senso a questo vostro vergognoso comportamento, l'unica spiegazione che resta è che preferiate la compagnia dei criminali prezzolati e degli omicidi a quella dei medici scrupolosi e fedeli al giuramento di Ippocrate.
Mi auguro di campare abbastanza da vedervi processati da un tribunale per questo vostro vergognoso comportamento e di vedere un giorno sui libri di storia dei miei nipoti stigmatizzata questa vergognosa pagina della storia della medicina.
Ma, soprattutto, mi auguro che il vostro sguazzare in queste meschine pratiche nostalgiche della Santa Inquisizione non vi lasci il tempo di posare mano su qualche incauto e sprovveduto paziente!
Il mio più sentito ribrezzo e la mia più profonda disistima.
Plinio Chiesa
La Dott.ssa Gabriella Lesmo,  ha un figlio di 25 anni "con il cervello rovinato da una reazione avversa alle vaccinazioni".
Radiata per il mancato rispetto del codice deontologico per dichiarazioni pubbliche che “possono scoraggiare i genitori dal vaccinare i figli”, prima tra tutte la “possibile correlazione tra vaccini e autismo”.
Tesi sostenuta dalla Dott.ssa Lesmo.
In una intervista racconta "Mio figlio a 7 mesi era seduto sul seggiolone e capiva perfettamente quello che gli dicevamo. Nel 1992, subito dopo la vaccinazione, non sapeva più di essere al mondo. Con il passare del tempo è riuscito a riconquistare gradi di autonomia, ma è tuttora disabile".
La Dott.ssa Lesmo, pediatra, è specializzata in Anestesia e Rianimazione, dal 2004 libera professionista al centro medico Luganocare di Noranco in Ticino.
 
Articolo proposto da Benedetto e tratto da (CLICCA QUI)
 

VITTIMA DEI BULLI PER LA SUA CONDIZIONE FISICA CAUSATA DA UN DANNO DA VACCINO. MICHELE SI È TOLTO LA VITA

“ Mio figlio si è ucciso per colpa dei bulli ”, la straziante denuncia della mamma di Michele
di Antonio Palma
Il 17enne Michele Ruffino si è tolto la vita gettandosi da un ponte, ora la madre e il padre denunciano: “Mio figlio è stato vittima dei bulli, sono loro che me lo hanno ammazzato. 
Lo hanno deriso fino all’ultimo anche al funerale”
“Si è ucciso perché voleva un amico della sua età e riceveva solo porte in faccia e prese in giro”, così  Maria Catrambone Raso, assieme al marito Aldo Ruffino, hanno deciso di denunciare pubblicamente gli atti di bullismo che avrebbero portato il figlio 17enne Michele Ruffino  a uccidersi il 23 febbraio scorso gettandosi dal ponte di Alpignano, nell’area metropolitana di Torino.
Una decisione sofferta e arrivata dopo giorni di dolore straziante vissuti nel dubbio se chiudersi ed elaborare da soli quanto accaduto o rivelare a tutti il calvario vissuto del figlio. 
“Mio figlio è stato vittima dei bulli, l’ha ucciso chi lo umiliava, sono loro che me lo hanno ammazzato. 
Lo hanno fatto fino all’ultimo anche al funerale” accusa senza mezzi termini la madre di Michele, rivelando un episodio sconcertante: “Uno di quei ragazzini ha guardato la foto di mio figlio al funerale e ha detto che da vivo era molto più brutto. 
Chi lo ha ascoltato si è sentito gelare il sangue nelle vene”.
Secondo la donna tutto sarebbe iniziato con i problemi di salute di Michele a causa di un vaccino fatto quando aveva solo sei mesi che gli ha causato problemi motori alle braccia e alle gambe. 
“Una sentenza ha stabilito che Michele ha subito un danno da vaccino.
Non riusciva a muoversi con naturalezza, anche se con gli anni eravamo riusciti a superare i suoi problemi. 
I suoi compagni di classe invece lo deridevano. 
Dicevano che cadeva sempre, qualcuno lo chiamava handicappato”, ha raccontato la donna, aggiungendo: “Voleva solo una pacca sulla spalla, una parola amica. 
Invece oggi siamo qui: disperati. 
Non vogliamo vendetta, ma se c’è qualcuno che ha sbagliato deve pagare”.
“Lui aveva voglia di vivere, cercava una pacca sulla spalla, un amico, una ragazza.  
Ma ha trovato solo risate cattive e porte in faccia”, ha proseguito la 51enne ricordando che Michele sognava di diventare pasticcere e studiava per questo ma aveva diverse passioni come il nuoto e la palestra.
“Se mio figlio non avesse avuto problemi di salute, sarebbe ancora qui” accusa ancora la mamma di Michele, rivelando anche alcune lettere di addio che il giovane, che avrebbe compiuto 18 anni a ottobre, ha lasciato sul suo computer. 
“Ti scrivo questa lettera, la mia ultima lettera. 
Si hai capito bene, perché non credo di riuscirci più.
Ho intenzione di mollare. 
Questo ragazzo moro piange davanti allo specchio e non trova nessuno dietro di sé che gli dica ‘ehi oggi sei maledettamente bello’” si legge nell’ultima nota prima del suicidio.
Prima però vi erano stati altri scritti analoghi in cui il giovane annunciava l’intento di farla finita a dimostrazione di una situazione per lui ingestibile. 
La madre ha sporto denuncia ai carabinieri e portato il computer agli investigatori. 
“Era un appassionato di internet e andava molto spesso sui canali Youtube dove aveva allacciato rapporti con vari coetanei. 
Anche a loro aveva confidato la voglia di farla finita” ha raccontato Maria. 
Sul caso indagano ora i carabinieri anche se al momento in procura non esiste ancora un fascicolo con una ipotesi di reato.
Fonte: fanpage.it
via Informare per Resistere
Articolo segnalato da Benedetto e tratto da (CLICCA QUI)
 
 
 

NANOPATOLOGIE – COME MORIRE A NORMA DI LEGGE

Il dott.Montanri e la moglie hanno ricevuto una visita molto sgradita dalla finanza per una presunta evasione, che in realtá non c'è, con l'unico scopo  bloccare l'operato scientifico e ovviamemte rallentarne i risultati. 
In un intervista dice chiaramente che le loro ricerche  non si limitano ai danni provocati dai vaccini ma che il 90% sono dedicati a malattie incurabili o che la medicina industriale non considera nemmeno.

PER UNA RICERCA INDIPENDENTE.

CHIESA E STATO… IL MAGNA MAGNA CONTINUA

SPUNTA IL MAXI-VITALIZIO , IMBARAZZO BERTONE… INDOVINA QUANTO INTASCA A VITA?
 
«Lo Stato vuole togliere le pensioni alle vedove per dare a Bagnasco. 
Ora basta!», il titolo, d’ inusitata ferocia, si aggrappa alle viscere.
E la foto, cattivella, a corredo, del cardinale Bagnasco presidente Cei ghignante come il signor Burns, il cattivo dei Simpson; be’ diciamo che non aiuta.
Sicché, proprio mentre il governo incespicava sulla futuribile irreversibilità delle pensioni, in cinque giorni ben 73.652 (fino a ieri) sostenitori incazzatissimi hanno firmato la petizione che il veneziano Ciro Verrati, presidente di Laicitalia ha lanciato sulla piattaforma Change.org: caro Matteo Renzi, togli l’ «ingiusto privilegio» della pensione militare che lo Stato italiano paga al cappellano dell’ Esercito Franco Bagnasco.
Il quale Bagnasco, oltre ad essere il potente presidente della Cei, a 63 anni ha maturato il vitalizio.
La petizione, che macina polemica nel web, è indirizzata sia al Presidente del Consiglio Renzi, sia al Presidente dell’ Inps Tito Boeri.
Ora, in effetti, Sua Eminenza è un baby pensionato.
Scrive Verrati: «Bagnasco, che è anche generale di brigata, ha diritto ad una pensione che si aggira, secondo alcune fonti attorno a 4.000 euro, ma secondo alcuni la pensione erogata dall’ Inps in suo favore sarebbe addirittura di 7.000 euro, nonostante abbia “prestato servizio” nell’ esercito per soli tre anni».
Tra l’ altro mi sa che c’ è un errore.
In difetto.
Anche se non è dato di saperlo con certezza, Bagnasco dal 2003 al 2006 è stato «arcivescovo ordinario militare» per l’ Italia, cioè reggente della diocesi, capo dei capi dei cappellani: per legge dovrebbe addirittura aver maturato il grado di generale di corpo d’ armata, stipendio da 190mila euro lordi l’ anno (ma il monsignore prenderebbe meno).
E prima di Bagnasco tornarono in sagrestia con laute pensioni tre generali predecessori: i monsignori Gaetano Bonicelli (sette anni di contributi), Giovanni Marra (otto anni) e Giuseppe Mani (otto anni).
Si capirà che la cosa, ora, salti all’ occhio.
Lo Stato sborserebbe 8 milioni per 176 sacerdoti, 5 vicari episcopali, un provicario generale, un vicario generale e l’ arcivescovo ordinario.
«Non solo, c’ è anche il capitolo delle pensioni.
L’ Inpdap, ha ammesso candidamente il ministro, non riesce a fornire cifre precise sulle pensioni ai cappellani, perché in quanto integrati nell’ esercito rientrano nel computo generale», scrive sempre il nostro petitore.
Dall’ ordinariato militare trapela che negli ultimi 20 anni sono andati in pensione 4 ordinari militari, 4 vicari generali, 8 ispettori e circa 140 cappellani militari.
E la Difesa ha stimato pensioni per circa 43mila euro lordi per ognuno di costoro.
Certo, qualcosa s’ è tagliato (per un’ inchiesta dell’ Espresso del 2012 i milioni erano 15).
E nel 2014 ci fu anche, col vibratile Monti, l’ annuncio di una furiosa spending review: «Cappellani militari, addio a pensione e stipendio».
Poi la cosa sfumò.
Ora, il cardinal Bagnasco non ha mai smentito gli attacchi al suo diritto alla pensione militare (i primi furono ovviamente dei Radicali).
E il diritto è legittimo.
Però, diamine, stride.
Sia con la fresca memoria delle « ingerenze» nello Stato laico di cui lo stesso cardinale è tacciato in tema di unioni civili.
Sia perchè la pensione di Bagnasco evoca l’ attico di Bertone.
Sia perché fu proprio Bagnasco, l’ anno scorso, a proclamare: «La politica deve cambiare e cessare di essere una via indecorosa per l’ arricchimento personale. Il paese sano è stanco di populismi».
Ecco, appunto, parliamone…

Tratto da (CLICCA QUI)

MORTO IL DIFENSORE DEI MAPUCHE …

Argentina, è di Santiago Maldonado il cadavere nel fiume: morto il difensore dei Mapuche
L’annuncio è arrivato dal giudice incaricato di seguire il caso, il fratello di Santiago poi ha confermato.
L’artigiano 28enne era scomparso il 1° agosto scorso, durante una manifestazione in difesa degli indigeni.
Ora si aspetta l’esito dell’autopsia
Il corpo trovato nel fiume nel sud dell’Argentina appartiene all’attivista Santiago Maldonado: la conferma arriva dal giudice Gustavo Lleral, incaricato di indagare sulle sorti del 28enne scomparso dal 1 agosto durante la repressione di una protesta degli indigeni mapuche in Patagonia .
L’autopsia preliminare effettuata ha stabilito che non presentava lesioni, ma adesso bisognerà chiarire le cause della morte: «Ci vorranno più di due settimane per avere i risultati finali dell’esame autoptico», ha chiarito il giudice, che ha assunto l’incarico dopo che il primo magistrato era stato esautorato per richiesta della famiglia.
Poche ore dopo anche Sergio Maldonado, fratello maggiore di Santiago, ha confermato che il corpo ritrovato nel fiume Chubut è quello del fratello. «Abbiamo riconosciuto i suoi tatuaggi, siamo convinti che si tratti di Santiago», ha detto, parlando con la stampa davanti all’obitorio giudiziario di Buenos Aires, dove un gruppo di una ventina di esperti ha esaminato il cadavere scoperto martedì scorso a circa 300 metri dal posto dove suo fratello era stato visto per ultima volta.
 
L’ondata di proteste
La famiglia e molte associazioni per i diritti umani hanno accusato in queste settimane la polizia di quanto accaduto al ragazzo.
E il governo di Mauricio Macri, è stato accusato dall’opposizione di aver dato poca importanza alla misteriosa sparizione del 28enne o perfino di aver coperto azioni illegali della Gendarmeria.
Una manifestazione in favore di Maldonado si era svolta il primo ottobre in Plaza de Mayo a Buenos Aires.
Il caso, indicato per la giustizia come “sparizione forzata” , ha mobilitato centinaia di migliaia di persone per le strade di Argentina, un paese particolarmente sensibile alla violenza istituzionale dalle conseguenze terribili lasciati dall’ultima dittatura, durata dal 1976 al 1983.
«Dov’è Santiago Maldonado?»
è stata la questione che ha attraversato il paese fin dall’inizio.
«Rispettiamo il diritto della famiglia a conoscere la verità»,
ha detto il giudice.
«Adesso prevale la nostra responsabilità etica».
 
 
Vi ricordo gli articoli che avevamo riportato:
  1. MAPUCHE UN POPOLO IN LOTTA CONTRO BENETTON
  2. CHE FINE HA FATTO SANTIAGO?

IL VESCOVO DEGLI SCANDALI

ATTICO PAGATO COI SOLDI PER I BIMBI MALATI
 
“I soldi destinati ai bambini autistici e ai piccoli malati oncologici sono finiti in un attico di 210 metri quadri con depandance al centro di Roma.
Ottocentomila euro, sottratti ad un ente morale, la Fondazione Campanile, una delle più importanti realtà socio-assistenziali della Sicilia, e utilizzati a fini privati dall’ormai ex vescovo di Trapani monsignor Francesco Micciché, sollevato dal suo incarico nel 2012 da papa Benedetto XVI all’esplodere dello scandalo per un ammanco milionario dai conti della Diocesi.
Cinque anni dopo, dall’inchiesta ancora aperta alla Procura di Trapani che vede l’alto prelato indagato per appropriazione indebita e malversazione per la distrazione dei fondi dell’8 per mille, continuano a venire fuori sorprese… (continua)
 

Come questo attico al quarto piano di un antico palazzo nobiliare al numero 50 di via San Nicola di Tolentino alle spalle di piazza Barberini.
Cinque finestre su un unico balcone in uno stabile di pregio che ospita anche un paio di residence di lusso e un’accademia di moda.
Acquistato nel 2008 dal vescovo di Trapani ad un prezzo decisamente sottostimato per i prezzi del centro di Roma: 760.000 euro più 30.000 di spese notarili, per di più dichiarandone l’utilizzo ai fini di culto (dunque equiparato ad una chiesa) per non pagare l’imposta di registro, l’appartamento è stato intestato alla Curia di Trapani.
Come ha confermato ai pm monsignor Alessandro Plotti, inviato dal Vaticano come amministratore apostolico a Trapani dopo la rimozione di Micciché.
Quello dell’alto prelato (scomparso qualche tempo fa) è un durissimo atto d’accusa: “Io ho rilevato l’anomalia dell’acquisto di una casa privata intestata alla diocesi con soldi che avrebbero dovuto essere destinati alla cura dei bambini e alle finalità della Fondazione Campanile.
Non è accettabile che siano stati buttati via 500.000 euro per l’acquisto di una casa privata a Roma in pieno centro storico sottraendo quella somma alla possibilità di destinarli alla cura di bambini con problemi psichici”.”