ATTUALITA

IL FARMACO USATO A NAPOLI FUNZIONA CONTRO IL CORONAVIRUS – SARA’ GRATIS ???

Il farmaco usato a Napoli funziona: da ora sarà gratis… si dice.

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:31

Il Coronavirus a Napoli è stato sconfitto da un farmaco che generalmente si utilizza per curare altri tipi di patologie. Dopo la scoperta dei medici dell’Ospedale dei Colli l’azienda produttrice si prepara a una grande distribuzione gratuita.

Ha curato i sintomi di pazienti risultati positivi al Coronavirus nel giro di 24 ore e quindi il Tocilizumab è stato eletto farmaco di preferenza per il trattamento dei sintomi dell’infezione da Coronavirus.

La scoperta dell’azienda ospedaliera napoletana è stata possibile grazie al fitto scambio di informazioni e di dati con i medici e gli ospedali cinesi che da settimane stanno lavorando alla ricerca di un rimedio farmaceutico per contenere l’epidemia.

Il farmaco in questione è un farmaco anti artrite che però viene utilizzato normalmente nella cura delle complicazioni polmonari lamentate dai pazienti oncologici dopo la terapia con le cellule Car – T.

L’idea di utilizzare il Tocilizumab per la cura del Coronavirus è venuta agli oncologi del Pascale, azienda ospedaliera specializzata nella cura dei pazienti affetti da tumori, ed è stata immediatamente trasmessa agli ospedali cinesi, che ne hanno verificato l’efficacia su una ventina di pazienti.

Tutti i pazienti trattati in Cina (tranne uno) hanno manifestato netti miglioramenti nell’arco delle prima 24 o al massimo 48 ore dall’inizio della terapia farmacologica.

Oggi l’obiettivo è quello di curare più pazienti possibili in tutta Italia al fine di alleggerire la pressione sulle strutture sanitarie nazionali e impedire la morte di altre persone. Nel frattempo si potranno raccogliere dati sul funzionamento della cura e, se sarà possibile, si potrà addirittura tentare di migliorare la sua efficacia. In questo la collaborazione internazionale tra i medici di tutto il mondo continuerà a essere assolutamente fondamentale.

Il farmaco anti Coronavirus utilizzato a Napoli sarà gratis

L’azienda produttrice del farmaco, La Roche, si è detta immediatamente disposta a rifornire gratis le strutture sanitarie di tutta Italia, con l’unica limitazione dell’ “off label”.

Off Label significa alla lettera “fuori etichetta”: con questa espressione si intende l’utilizzo di un farmaco per finalità differenti da quelle per il quale è stato formulato.

Ne deriva che, essendo il Tocilizumab un farmaco anti – atrite, sarà gratuito soltanto se utilizzato off label, cioè per curare patologie che a hanno a che vedere con l’artrite, come appunto il Coronavirus.

Tutti i pazienti che utilizzano il Tocilizumab per curare il dolore osseo dovranno quindi continuare a pagare il medicinale come hanno sempre fatto in passato.

Tratto da CLICCA QUI

 

 

 

PUTIN AZZANNA L’AMERICA

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Lo schiaffo di Putin è arrivato con scatto felino, improvviso, come al solito stupendo tutti.
Anzi, è drammatico notare come in Occidente, anche ai piani alti, molti non se ne siano ancora accorti.
Ci aspettavamo la reazione del Capo del Cremlino alle continue provocazioni occidentali, ma forse pochi immaginavano che arrivasse in questo modo e così violenta.
Solo gli stolti pensano infatti che i russi siano in grado di reagire alle provocazioni del resto del mondo occidentale con armi convenzionali di deterrenza, magari sparando qualche drone in Asia minore.
Ho dedicato un libro intero alla strategia di Putin, ed uno dei focus dello studio si concentra sul comportamento “orientaleggiante” di Putin in campo geopolitico.
Per farla breve, come Sun Tzun sostiene nell’arte della guerra,
Il meglio del meglio non è vincere cento battaglie su cento, bensì sottomettere il nemico senza combattere
oppure, se preferite,
i guerrieri vittoriosi prima vincono e poi vanno in guerra. I guerrieri sconfitti prima vanno in guerra e poi cercano di vincere
Putin viene dal mondo dell’intelligence, ove ha fatto tesoro di strategie e tattiche, ed ogni mossa e contromossa poste in essere dal Presidente russo in questi anni mi confermano che la via orientale è quella che lui privilegia (anche se solo perchè costretto dalle circostanze e dai rapporti di forza tra le potenze).
In questa fase europei e americani, cioè i tradizionali aggressori della Russia, sono sorprendentemente deboli.
E lo sono non certo da un punto di vista militare, dove anzi primeggiano per investimenti e deterrenza, ma in campo economico.
Per la prima volta dopo tanti anni, infatti, si trovano in una situazione emergenziale e sono impegnati ad organizzare il da farsi.
Contrariamente a quanto di solito vien detto, la cosa non vale per la Russia, che non vive quasi esclusivamente sull’export di manufatti o sul potere della moneta, ma su quello di materie prime, petrolio in primis.
Il 6 marzo, i maggiori paesi produttori di petrolio con l’eccezione degli USA si sono riuniti a Vienna per sostenere il prezzo del petrolio che da inizio anno soffre a causa dell’epidemia in Cina.
L’effetto ottenuto è stato esattamente l’opposto perchè la Russia ha fatto saltare il banco.
I russi, secondi produttori al mondo, si sono messi di traverso ai tagli alla produzione, cosa che ha scatenato il mercato al ribasso, ed ora c’è chi vede un prezzo a 20 dollari al barile.
Nell’attesa, la quotazione è arrivata a 31 dollari al barile, e non si vedeva dal 1991.
Spiegato in modo più semplice, Putin non ha voluto accordarsi con i sauditi (maggioritari dell’Opec) per ridurre la produzione di greggio.
Questo taglio, infatti, avrebbe fatto salire il valore del greggio in commercio, e dunque il prezzo.
Più alta la quotazione, più soldi entrano nelle casse dei paesi produttori, Russi e arabi in testa.

Quel che non entra nella testa di chi legge le news in modo superificiale è che questa mossa della Russia fa parte di una precisa strategia rivolta a danneggiare il mercato americano.

E’ senz’altro vero che in passato – durante la crisi ucraina – Putin dichiarava che 70 dollari al barile fossero il prezzo giusto per l’oil, ma i tempi sono appunto molto cambiati, e soprattutto per le compagnie americane che ruotano attrono a questo gigantesco business.

Detto in altro modo, per stare a galla in modo dignitoso ora i russi possono permettersi di vendere il petrolio a 50 dollari al barile, perchè hanno un rublo debole che li favorisce nell’export e, soprattutto, hanno un fondo sovrano pieno zeppo di riserve valutarie. I sauditi, invece, hanno bisogno di venderlo a 90 per reggere.

Ma la vera botta è per le società degli States, legate al mercato petrolifero shale che richiede altissimi costi di estrazione. In altre parole, gli americani necessitano di un prezzo alto del petrolio.

Con la mossa di far saltare il prezzo, dunque, a rimetterci saranno Riad e Washington, mentre Mosca può reggere i 25/30 dollari al barile per almeno 6 anni. Putin si sta comportando come Jeff Bezos con amazon. Non vogliono essere competitivi nel mercato, ma vogliono essere «il» mercato. La Russia può resistere a lungo alla sofferenza, come ha dimostrato anche durante la seconda guerra mondiale, mentre americani e arabi no.

Se  il mercato del petrolio dovesse davvero saltare, ne rimarrà solo uno. E questa volta l’Highlander non sarà scozzese, ma russo.

 

CORONAVIRUS, QUANTI SONO DAVVERO I CONTAGIATI IN ITALIA?

Le Iene (https://www.iene.mediaset.it/video-ieneit/coronavirus-dati-contagiati-istituto-superiore-di-sanita_704307.shtml)
Coronavirus, quanti sono davvero i contagiati in Italia?
Le Iene
I numeri che leggiamo sui giornali dei contagiati da coronavirus non sono quelli confermati dall’Istituto superiore di sanità, che è l’unico ente che può farlo. Perché allora non li pubblica?
Giulia Innocenzi svela quello che le ha riferito un ricercatore e commenta la notizia a Iene.it: aspettando Le Iene con l’infettivologo Matteo Bassetti e dei commercianti di Casalpusterlengo

VEDI IL VIDEO DELLE IENE

 

CORONAVIRUS – LA DITTATURA E’ SERVITA

Trasmissione in diretta radio di Marcello Pamio.
Quello che sta realmente accadendo a livello nazionale e globale è a dir poco inquietante.
Per esempio con la scusa del Coronavirus il Parlamento italiano ha approvato con 462 voti favorevoli e 2 contrari (Sara Cunial e Vittorio Sgarbi) il disegno di legge per la gestione dell’emergenza epidemiologica!
Un vero e proprio carcere militare e sanitario che costringe la popolazione italiana a vivere nell’ansia e paura, rinchiusa e sottoposta a permanente vigilanza.
Le epidemie diventano un’esercitazione, un laboratorio di ingegneria sociale, che comincia con la militarizzazione delle crisi, del territorio e della società.
La Dittatura ha avuto ufficialmente inizio…

https://www.youtube.com/watch?v=rbSQOuOJghM&feature=youtu.be

ROBERT DAVID STEEL DELLA CIA: IL CORONAVIRUS ? UNA COPERTURA PER TRE COSE…

Mi avete chiesto in tanti cosa ne penso… cosa importa che ne penso io, sentite Robert David Steele della CIA piuttosto … e poi svegliamoci in massa, perchè la faccenda è seria! 😵
Crediti:https://archeologiamistericaelettrone…

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Categoria
Scienza e tecnologia

https://youtu.be/V7I7GiLeKQo

CORONAVIRUS, 5G, HIV, … PROVE TECNICHE DI REGIME?

perché si associa il coronavirus al 5G?

Il consiglio federale come soluzione al coronavirus , che i media stanno diffondendo nella testa delle persone, chiedera’ a tutte le ditte che per funzione possono farlo di far lavorare i dipendenti da casa con la richiesta specifica di accelerare la posa dell’impianto 5G cosi da rendere piu’ efficiente sul territorio la trasmissione di dati….
Tutto il piano del coronavirus ruota attorno all’implemento accellerato della tecnologia 5G ..parzialmente rifiutata dal popolo mondiale .

QUESTO ANTICIPO COGLIE IN SE LA SPERANZA CHE ALMENO VOI POSSIATE APRIRE GLI OCCHI…

So’ di certo che non lo capirete subito e mi darete del complottista ,ma so’ anche che lo shock lo avrete a breve quando cio’ che è riportato sopra avvererà.

Il 5G in alcuni posti è in campo da tempo ma a potenze basse, solo ora ci sono le richieste di alzare la permissiva dei famosi 6 V metro a 100 volte di più. ( nella tecnologia i famosi 60 V metro richiesti dai provaider si calcolano al quadrato e in effetti sono già 100 volte in più)
Ti anticipo che è molto difficile monitorate la radiazione che viene emessa, anche perche le potenze le possono dissimulare alzandole a piacere da remoto,
Ed è probabile che già lo fanno di notte senza che c’è ne accorgiamo.
Ovviamente questa radiazione di cui nessuno si accorge e che pian piano ci sta uccidendo abbassando notevolmente tutte le nostre difese, sara’ camuffata da Coronavirus

Vi suggerisco di far girare a tutti i vostri contatti questo scenario nel tentativo di rompere le uova nel paniere a quest’intento. Se lo direte nel momento in cui la cosa sarà già imposta ricordate che non avrà nessun effetto perché saremo “trollati” da un esercizio di arruolati da tastiera che smentiranno.

Coronavirus – der Heiligenschein vom Deep State L’aureola dal “deep state”(sottotitoli italiani)

https://youtu.be/ws43-FcEgEQ

ART.50 COMMA 2 … LA PROVA.

Dopo Cassibile e prima della pubblicazione della Costituzione, 75 persone, tutte fedeli all’ONU si riunirono non per scriverla ma per correggere e manomettere quel che era stato redatto da altri.

Fatalità i veri autori volevano inserire in Costituzione una legge che lasciasse l’opportunità al popolo di ribellarsi nell’eventualità che al potere salissero personaggi scomodi che avrebbero potuto cancellare i diritti fondamentali della persona umana.

Possiamo cercare in Costituzione questo articolo e non lo troveremo MAI, perché i 75 (notate il numero che come risultato finale dà il 3) costituenti lo cancellarono.

Ora poiché la vera Costituzione viene tenuta chiusa nei meandri di chissà quale cassetta di sicurezza per dimostrane comunque l’esistenza siamo riusciti a trovare la PROVA e anche qualcosa di molto interessante.

Ciò che ascolterete è la lettura della seduta del 23 Maggio 1947 quando i Costituenti cancellarono l’articolo 50 e il comma 2.

Sentirete le motivazioni e per chi conosce già la verità sul soggetto giuridico allora capirà che quel che codesti signori dicono è di importanza fondamentale. Molto umilmente sprono a condividere e stampare la discussione perché uscire dal sistema è possibile.

Per ritrovare il pdf seguite il percorso che ho pubblicato nel post del blog “lettorenonpercaso”.

https://lettorenonpercaso.blogspot.co…

BASTA DIFFONDERE IL PANICO CON STO CORONAVIRUS!

Rocevuto da Luici Pico.

“…..un nutrito gruppo di medici dell’AMPAS ha sentito la necessità di produrre e divulgare questo documento condiviso:

Adesso basta!

Da medici e professionisti della salute (la nostra associazione AMPAS conta ad oggi 714 medici iscritti) stiamo con rammarico assistendo ad una irresponsabile diffusione di uno stato di panico generalizzato e ingiustificato, per noi (alla luce dei dati in nostro possesso) di difficile comprensione, il cui danno complessivo sembra essere di gran lunga superiore al danno della malattia stessa.
La diffusione del Coronavirus Covid-19 non sembra particolarmente diversa dalle diffusioni usuali di altri virus influenzali, almeno sulla base dei dati ufficiali ad oggi disponibili.
Ad esempio a livello mondiale secondo le ultime notizie (Ansa) del 22 febbraio 2020, ci sono rispettivamente:
77.662 contagiati
21.029 guariti
2.360 decessi.
Il sito Epicentro scrive:
“Globalmente, ogni anno, il virus influenzale colpisce tra il 5 e il 15% della popolazione adulta (vale a dire da 350 milioni a 1 miliardo di persone)”.
L’OMS definisce poi meglio gli effetti: “Tra i 3 e i 5 milioni di casi di influenza riportati annualmente evolvono in complicanze che causano il decesso in circa il 10% dei casi (vale a dire da 250 a 500 mila persone), soprattutto tra i gruppi di popolazione a rischio (bambini sotto i 5 anni, anziani e persone affette da malattie croniche).”
I 2360 decessi del Covid-19 appaiono dunque essere un numero ridottissimo (meno dell’1%) rispetto alla mortalità annuale attesa per la normale influenza.
A fronte di quella che sembra essere una maggiore contagiosità rispetto ad altre influenze e malattie infettive, questo coronavirus risulta dunque poco letale e la sua diffusione assolutamente inferiore a qualsiasi influenza del passato.
Risultano perciò a noi inspiegabili, nonostante le possibili complicanze polmonari, le misure di sicurezza eccezionali adottate, fonti di allarmismi ingiustificati e psicosi collettiva.
Come medici, che hanno a cuore la salute del paziente (e della collettività) non solo da un punto di vista infettivo ma da un punto di vista globale, non possiamo nasconderci che una situazione di panico generalizzato con chiusure di scuole, trasporti e attività di ogni genere, con sospensione di servizi chirurgici, chiusure di pronto soccorso e medici di famiglia a servizio ridotto, non potrà che preludere a nuove malattie, disservizi e disagi.
Invitiamo dunque politici, amministratori e responsabili della pubblica salute a intervenire tempestivamente nella rimodulazione o attenuazione dei provvedimenti al fine di tutelare nel modo più adeguato la salute dei cittadini a cui noi siamo quotidianamente chiamati a rispondere.
Se dovesse rivelarsi alla fine tutta la situazione simile a quanto in passato già verificatosi per le “false pandemie” legate a SARS (2002), aviaria (2005) e suina (2009), qualcuno dovrà rispondere dei danni provocati da questo procurato allarme.
Invitiamo i colleghi medici a riprendere in mano la situazione fornendo ai loro assistiti le corrette indicazioni per un rafforzamento delle difese immunitarie naturali (ricordando che la paura e il panico sono potenti immunosoppressori) e sensibilizzando gli amministratori locali a non mettere in atto misure che non siano pienamente giustificate dalla gravità della situazione.
Confidando in una rapida risoluzione del problema che faccia leva sull’intelligenza e la sensibilità di tutti, restiamo a disposizione della comunità alla luce di ulteriori aggiornamenti.
I medici associati all’AMPAS (medici per un’alimentazione di segnale)

info@medicinadisegnale.it

ARTICOLO 50 COMMA 2 – LA PROVA – AHI AHI ITALIA!


Dopo Cassibile e prima della pubblicazione della Costituzione, 75 persone, tutte fedeli all’ONU si riunirono non per scriverla ma per correggere e manomettere quel che era stato redatto da altri.
Fatalità i veri autori volevano inserire in Costituzione una legge che lasciasse l’opportunità al popolo di ribellarsi nell’eventualità che al potere salissero personaggi scomodi che avrebbero potuto cancellare i diritti fondamentali della persona umana.
Possiamo cercare in Costituzione questo articolo e non lo troveremo MAI, perché i 75 (notate il numero che come risultato finale dà il 3) costituenti lo cancellarono.
Ora poiché la vera Costituzione viene tenuta chiusa nei meandri di chissà quale cassetta di sicurezza per dimostrane comunque l’esistenza siamo riusciti a trovare la PROVA e anche qualcosa di molto interessante.
Ciò che ascolterete è la lettura della seduta del 23 Maggio 1947 quando i Costituenti cancellarono l’articolo 50 e il comma 2.
Sentirete le motivazioni e per chi conosce già la verità sul soggetto giuridico allora capirà che quel che codesti signori dicono è di importanza fondamentale. Molto umilmente sprono a condividere e stampare la discussione perché uscire dal sistema è possibile.
Per ritrovare il pdf seguite il percorso che ho pubblicato nel post del blog “lettorenonpercaso”.
https://lettorenonpercaso.blogspot.co…

PROCESSO AL TANKO 2 … E SI CONTINUA AD ATTACCARE IL MLNV!

E si continua a dare spazio alle maldicenze.

Mai finanziato questi del gruppo Alleanza.

So adesso dall’articolo di giornale che avrei addirittura dato 3.500,00 € a quel gruppo, (averli avuti li avrei investiti nel MLNV) e Contin, uno di loro, continua a dire che io li avrei traditi e denunciati, indicandomi come “il falso patriota”.

Mi chiedo se si possa essere più imbecilli di così.

Troppo comodo dar credito alla versione dei magistrati italiani … comodo per coinvolgere il MLNV in iniziative che non abbiamo condiviso allora e non condividiamo oggi.

Il MLNV va vanti anche per la sua strada, legale e non violenta.

Chi vuole fermare il MLNV sono proprio i venetisti e non solo l’italia.

Comunque io rappresento il MLNV e non mi presento in processi italiani, essere stato assolto in questo processo farsa, non mi cambia la vita, non mi interessa. nessun giudice italiano sarà mai giudice terzo e potrà mai essere legalmente imparziale contro un Cittadino del Popolo Veneto che si batte per la liberazione della propria Patria.

Bisogna agire con intelligenza e fare le cose per bene, non con la ricerca di visibilità a tutti i costi, io sono Veneto e non italiano, ma questo non significa che debba appoggiare a tutti i costi progetti sgangherati o iniziative che portano i Veneti a subire le rappresaglie italiane.

Meditate Veneti.

Venetia, 22 febbraio 2020
Sergio Bortotto
Presidente del MLNV e del Governo Veneto Provisorio

AMNESTY INTERNATIONAL, BASTA FARE POLITICA!

… Amnesty International continua a fare politica per la “sinistra italiana” … e io non ci sto.
È un grave errore “sfruttare” i diritti umani per fare politica, questo non lo trovo corretto, la vostra opinione non mi interessa, mentre mi interessava l’informazione disinteressata, corretta e trasparente sulla violazione di tali diritti.

QUANDO LA SINISTRA CHIUSE I PORTI…

Quando la sinistra chiuse i porti (e Repubblica batteva le mani)

Oggi la sinistra attacca Salvini.
Ma nel 1997 mise in campo un blocco navale ben più rigido di quello odierno.
Repubblica plaudeva alla linea dura contro gli “immigrati non in regola”.
 – Mar, 12/06/2018 – 08:13

Il tempo non cura solo le ferite, annebbia pure la memoria. Lo sanno, o dovrebbero saperlo, dalle parti della sinistra italiana (sia essa politica o dei media). Oggi Veltroni, Pd, Repubblica e compagnia bella criticano aspramente la chiusura dei porti italiani attuata da Salvini (e Toninelli).
Eppure ieri, quando l’Ulivo governava con Romano Prodi, mettevano in campo le stesse politiche (se non peggiori) e le lodavano apertamente sulle pagine dei giornali.

Era il marzo del 1997. Prodi aveva vinto le elezioni solo da un anno e non aveva ancora fatto in tempo ad abituarsi alla comoda poltrona di Palazzo Chigi che l’Albania si trasformò nell’Africa che conosciamo oggi. Una polveriera in preda ad una crisi politica impressionante (chiamata anche “anarchia albanese”), col Paese spezzato in due, vittima della crisi economica e con bande armate a gestire ampie zone di territorio in barba al governo ufficiale…. (TRATTA DA QUI – CONTINUA)

In quell’anno di crisi degli anni Novanta, la squadra di governo poteva schierare ministri di prim’ordine. Agli Esteri comandava Lamberto Dini, alla Difesa Beniamino Andreatta e all’Interno Giorgio Napolitano. Con loro pure il ministro dei Trasporti e della Navigazione (responsabile sui porti), Claudio Burlando. Ebbene. Cosa fece il governo della sinistra quando migliaia di immigrati albanesi tentarono di lasciare i Balcani via mare e approdare sulle coste della Puglia? Aprirono i porti? Misero in mare imbarcazioni umanitarie? Macché. Se da una parte offrirono “protezione temporanea” (temporanea!) ai profughi e sostennero economicamente l’Albania, dall’altra attuarono un vero e proprio blocco navale (ben più duro di quanto non abbia fatto oggi Salvini).

Non solo. Perché chi non aveva diritto d’accoglienza, veniva immediatamente ri-accompagnato da Re Giorgio a casa. “Il ministro Napolitano – spiegava Prodi alla Camera – si è adoperato senza risparmio per impartire direttive e formulare proposte legislative che (…) hanno consentito un’attenta vigilanza intesa a garantire che chi ha bisogno di aiuti e di accoglienza dal nostro paese la abbia, come è giusto che sia, ma chi invece appartiene alla delinquenza organizzata sia tempestivamente e doverosamente espulso o respinto“. E tanti saluti (buonisti).

Certo, Prodi di fronte ai deputati (era il 2 aprile 1997) provò a spiegare che “blocco navale” non era proprio il nome esatto con cui avrebbe chiamato l’operazione, da lui invece definita “attività volta soprattutto a stroncare la malavita organizzata che gestisce gli espatri“. Ma si trattava di masturbazione semantica.

Già, perché per capire quanto la sinistra appoggiasse lo stop all’arrivo dei migranti albanesi basta andare a rileggere un vecchio pezzo di cronaca pubblicato da Repubblica. Titolo: “Blocco navale per fermare gli albanesi“. Incipit: “Da ieri è scattata la linea dura. Non sono più profughi, ma immigrati non in regola. E quindi vanno respinti“. Si faccia attenzione alle parole, che pesano come un macigno. “Immigrati non in regola” sta per “clandestini”. E allora ci si chiede: perché se a fermare gli stranieri era il Professore, tutto bene (anzi: da lodare) e se invece il blocco navale porta la firma della Lega, allora gli africani diventano “ostaggi” del ministro? Come mai venti anni fa era possibile che sullo stesso barcone convivessero profughi e migranti economici (o criminali), mentre oggi tutti sono definiti (per principio) “rifugiati in fuga dalla guerra”? Il sottosegretario agli Interni, Giannicola Sinisi, nel ’97 spiegava: “Sulle nostre coste non stanno arrivando più profughi, gente spaventata, ma uomini e donne che vengono da zone dove la rivolta non è neppure arrivata. Cercano una vita migliore, un lavoro più redditizio, sono, insomma, immigrati”. Sarà stato leghista pure lui?

No, ovviamente. Era buonsenso. Buonsenso che allora la sinistra riconosceva ai suoi governanti e che oggi nega a Salvini&Co. Veltroni, per citarne uno, adesso critica il governo perché i 626 migranti della Aquarius “sono esseri umani, non oggetti, e scappano dalla guerra e dalla fame”, ma in quel lontano 1997 era vicepremier. Non proprio l’ultimo degli arrivati. Perché non si oppose anche allora?

E pensare che le politiche dell’odierno ministro dell’Interno sono molto meno dure di quelle messe in campo da Prodi Napolitano. Salvini si è infatti limitato a tenere in stallo la Aquarius, garantendo medici, soccorsi e viveri. Con l’accordo firmato allora col premier albanese, invece, l’Italia si impegnò a bloccare con mezzi navali l’emigrazione in massa dell’Albania. Le fregate italiane dovevano realizzare “manovre di allontanamento” in mare per intimidire i barconi carichi di immigrati e costringerli a fare marcia indietro. Solo due giorni dopo la firma, la motovedetta albanese Katër i Radës venne speronata da una nave della Marina italiana Sibilla. Fu una strage: 81 morti e 27 dispersi.

2019.11.08 – APPELLO – APPEAL – ОБРАЩЕНИЕ

Anche noi abbiamo bisogno di aiuto.
Stiamo “lottando” in modo non violento e pacificamente per la liberazione della nostra Patria.
La nostra vera Patria è la Repubblica di Venezia e non lo stato italiano come vogliono farci credere.
La Repubblica di Venezia è ancora oggi esistente ma è occupata illegalmente da poco più di cento cinquant’anni dallo stato italiano.
Alla base di tutto c’è la frode con la quale i Territori della Repubblica di Venezia sono stati annessi militarmente dal regno d’italia nel 1866.
L’italia ancora oggi tenta di cancellare gli oltre mille anni della Serenissima Repubblica di Venezia.
I Veneti sono presenti sulle proprie Terre d’origine da oltre tremila anni.

Sono e mi chiamo Sergio Bortotto, nato a Vicenza il 15 luglio 1961, cofondatore e Presidente del Movimento de Liberasione Nasionale del Popolo Veneto (MLNV) e Presidente del Governo Veneto Provisorio (GVP) istituito ai sensi per gli effetti dell’art.96.3 del Primo Protocollo Addizionale (1977) alle Convenzioni di Ginevra del 1949.

Scrivo la presente in nome e per conto dell’intero Popolo Veneto.

Millenari eventi della storia attribuiscono inequivocabilmente la qualifica di Popolo e Nazione alle Genti stanziate nel territorio della Venetia, che condividono la stessa lingua con varianti locali più o meno marcate, parlata da cinque milioni di veneti stanziali e da almeno altrettanti emigrati nel mondo, che condividono la stessa storia, le stesse tradizioni e la stessa cultura, Venete per diritto naturale, ma non più libere e sovrane sulle proprie Terre d’origine dal 1866 a seguito della forzata occupazione straniera italiana.

Venezia è stata fatta da Veneti non da italiani.

I Veneti come tali affermano ancora oggi  la propria Nazione che si identifica nell’antica Repubblica Veneta, anche detta “Serenissima”, fondata nell’anno 697.

La nostra Patria non ha mai cessato di esistere e “de jure” è tutt’ora esistente su tutti i propri antichi Territori, non sussistendo validi atti di cessione di sovranità ovvero di rinuncia, estinzione, fusione, smembramento o incorporazione con l’allora regno d’italia, ora stato italiano.

Il Popolo Veneto esiste ancora oggi e reclama energicamente la propria presenza nonostante il governo italiano lo ritenga domato o inesistente.

L’annessione dei territori della Repubblica di Venezia è avvenuta nel 1866 con l’occupazione militare da parte del regno italico, che ha imposto una  fraudolenta consultazione popolare (storicamente denominata “plebiscito truffa“) realizzata con la minaccia e l’uso della forza contro la popolazione.

Il plebiscito ebbe luogo il 21 ottobre 1866.

Su una popolazione di 2.603.009 persone i votanti furono 647.426 e i voti contrari 69.

Sia le Venezie che la Provincia di Mantova furono annesse al Regno d’Italia con Regio Decreto n.3300 del 4 novembre 1866 e con la Legge n.3841 del 18 luglio 1867, tra l’altro recentemente abrogato dalla stessa italia.

Il Movimento de Liberasione Nasionale del Popolo Veneto (MLNV), è stato fondato il 29 settembre 2009, per rivendicare il diritto di autodeterminazione del Popolo Veneto rispetto all’occupazione straniera dello stato italiano, che integra anche gli altri due presupposti, previsti dalle norme consuetudinarie del diritto internazionale e cioè l’occupazione di uno stato che applica una politica razzista e intollerante e anche colonialista nei propri confronti.

La “denuncia di occupazione, dominazione e colonizzazione della Nazione Veneta da parte dello stato straniero italiano – Rivendicazione di sovranità del Popolo Veneto“, è stata depositata presso la sede O.N.U. di Ginevra in data 28 settembre 2010 e presso la sede O.N.U. di New York il 27 novembre 2011.

Nessuna opposizione è mai stata avanzata contro la rivendicazione di sovranità di questo Popolo Veneto denunciata dal MLNV, né dallo stato occupante italiano né dall’ONU né da qualsiasi altro stato terzo.

Questo  MLNV, così come disposto dal diritto internazionale, dovendo dotarsi di un apparato istituzionale ai sensi e per gli effetti dell’art.96.3 del Primo Protocollo aggiuntivo (1977) alla Convenzione di Ginevra del 1949, in data 4 febbraio 2012 ha istituito il GOVERNO VENETO PROVISORIO (GVP).

In fatto e in diritto lo stato italiano sui Territori della Repubblica di Venezia rimane ad oggi uno stato straniero occupante, a nulla rilevando sotto il profilo della legittimazione dell’esercizio della sua sovranità sui Territori della Serenissima Patria gli anni di illecita e illegittima occupazione razzista e colonialista proprio per la reiterata illegale occupazione “ab origine” dei Territori della Sovrana Repubblica di Venezia, per la frode posta in essere contro il Popolo Veneto e con la quale ha annesso “manu militari” i Territori della stessa.

Vi è poi la dolosa inosservanza e trasgressione del principio di autodeterminazione che rende nulli i trattati che, occupandosi di trasferimento di territori, prevedono il rispetto di una reale e veritiera consultazione della popolazione interessata – (il “plebiscito” del 1866 è ben noto per essere stato una truffa nei confronti del Popolo Veneto perché la consultazione è avvenuta in stato di occupazione militare, con inganno e l’estorsione di una scelta non libera e già stabilita, anche nei falsi risultati, esibiti e pubblicati prima ancora del suo concretarsi).

Ad oggi è sempre più esasperante il tentativo, posto in essere dallo stato straniero occupante italiano, di disconoscere l’esistenza del Popolo Veneto arrivando addirittura a sentenziare, tramite il suo massimo Organo di Giustizia che “il Popolo Veneto avrebbe cessato di esistere in virtù del Plebiscito del 1866, scegliendo di diventare popolo italiano”.

Pur essendo ben a conoscenza del falso storico di questo avvenimento, che di fatto è stato una frode commessa dal regno italiano, anche ammessa dallo stesso Conte Thaon di Revel, plenipotenziario del re d’italia di allora e responsabile dell’operazione, che ammise in un suo successivo memoriale il raggiro commesso, la Corte Costituzionale italiana e le più alte cariche istituzionali dello stato occupante dolosamente e in correità ignorano i fatti nel perpetuare una frode nei confronti del Popolo Veneto;

Il Popolo Veneto ad oggi è sottoposto al regime militare straniero nonostante faccia parte di uno Stato indipendente e comunque in possesso di uno status distinto da quello italiano.

Sussiste una reiterata dolosa inosservanza e trasgressione da parte dello stato italiano della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani con la conseguente condizione di messa in schiavitù di Esseri Umani in specie di Nazionalità Veneta e del diritto all’ autodeterminazione, con valore “jus congens”, di cui è detentore il Popolo Veneto.

Anche se la maggior parte dei Veneti è di Nazionalità Veneta per ius sanguinis oggi come oggi viene loro imposta illegalmente la cittadinanza italiana.

Noi Veneti non siamo MAI diventati italiani.

Lo stato italiano, infatti, è straniero, occupa illegalmente i territori della nostra Patria, e adotta sistematicamente una politica razzista e colonialista nei confronti del Popolo Veneto.

Comprendere la storia del nostro Popolo è importante e può aiutare a capire quanto ci viene nascosto per non scuotere le coscienze di chi, erede di tremila anni di storia, si ritrova a vivere come schiavo in casa propria.

L’italia ha sistematicamente adottato provvedimenti d’autorità per cancellare dalla memoria del Popolo Veneto le proprie tradizioni, la propria cultura, la propria lingua e soprattutto la storia del proprio passato.

L’italia, quale stato straniero occupante che è, adotta da anni una sistematica azione di discriminazione razziale contro il Popolo Veneto, palesando un vero e proprio razzismo istituzionale allo scopo di annientare l’Amor Patrio e l’identità Nazionale del Popolo Veneto che sono valori universali per ogni Popolo e quindi inalienabili, irrinunciabili, incedibili e imprescrittibili.

Sussiste ad oggi la reiterata dolosa inosservanza e trasgressione della disposizione per cui lo stato occupante italiano non può disporre dell’utilizzo del territorio della Repubblica di Venezia e delle sue risorse naturali nonché di stipulare accordi internazionali, relativi al territorio su cui è stanziato il Popolo Veneto, in particolare con la cessione di porzioni di esso a soggetti e sovranità straniera, (es. Eurogendfor… – gendarmeria europea).

E’ vigente la reiterata dolosa inosservanza e trasgressione da parte dell’italia della disposizione per cui gli stati che opprimono popoli soggetti a dominio coloniale, a occupazione militare straniera o a governo razzista, sono obbligati a consentire l’esercizio del diritto all’autodeterminazione, in particolare a non impedire l’esercizio di questo diritto con mezzi coercitivi anche in violazione dell’art.2, par.4 della Carta delle Nazioni Unite, che proibisce agli Stati di ricorrere alla minaccia o all’uso della forza contro i Popoli che invocano il diritto all’Autodeterminazione.

E’ attuale la reiterata dolosa inosservanza e trasgressione da parte dello stato italiano delle disposizioni per cui i Movimenti di Liberazione Nazionale sono destinatari delle norme sulla protezione e immunità degli individui che agiscono in nome e per conto loro, avendo promosso, provocato, gestito con l’inganno, lo spionaggio e veri e propri furti di beni e strutture in diversi procedimenti penali farsa contro i propri membri.

Assurdamente anche lo stesso stato straniero occupante razzista e colonialista italiano ha sancito l’illecita e illegale permanenza della sua occupazione sui Territori della Repubblica di Venezia con il decreto legislativo 13.12.2010, n. 212, in vigore dal 16 dicembre 2010, che ha espressamente abrogato a tutti gli effetti il regio decreto italiano 04.11.1866, n. 3300, “col quale le provincie della Venezia e di Mantova fanno parte integrante del regno d’italia.

Questo MLNV ha più volte denunciato a pubblica menzione che tutti gli organi e qualsiasi “autorità”, enti e società private o pubbliche, facenti parte o che agiscono in nome e per conto dello stato straniero occupante italiano agiscono in difetto assoluto di giurisdizione nei Territori della Repubblica di Venezia.

Questo MLNV ha più volte denunciato a pubblica menzione che tutti gli atti e/o i provvedimenti di qualsiasi natura, posti in essere da una qualsiasi autorità straniera italiana nei Territori occupati della Repubblica di Venezia sono privi di qualsiasi effetto giuridico perché posti in essere in difetto assoluto di giurisdizione ed altresì in difetto assoluto di competenza, ovvero in regime di incompetenza assoluta per materia e per territorio, con la derivante conseguenza che ogni e qualsiasi atto e/o provvedimento, comunque denominato, in ogni sua fase e/o grado del procedimento, posto in essere da una qualsiasi autorità e/o ente e/o società privata e/o pubblica straniera italiana di occupazione, sui Territori della Repubblica Veneta sono a tutti gli effetti INESISTENTI, ovvero tamquam non esset.

Sempre più numerosi Cittadini del Popolo Veneto, che liberamente e coscientemente si sono autodeterminati e hanno dichiarato la propria Nazionalità e Cittadinanza Veneta, si rivolgono a questo MLNV e al proprio Governo Veneto Provvisorio (GVP) con atti di denuncia/segnalazione e rigetti di notifica pervenuti alla costituenda Polisia Nasionale per opporsi all’esercizio di qualsiasi attività ritenuta illegale da parte di autorità e forze militari e/o di polizia italiane operanti in difetto assoluto di giurisdizione nei Territori della Serenissima Patria, ovvero di violazione, in proprio danno, di diritti umani, civili e politici.

Sempre più Cittadini del Popolo Veneto, in libertà di coscienza e volontà, hanno dichiarato la propria sovranità come essere umano, di essere di nazionalità e cittadinanza Veneta e identificando come unica valida autorità sui territori occupati della Serenissima Patria il Governo Veneto Provvisorio (GVP) costituito ai sensi e per gli effetti dell’art.96.3 del Primo Protocollo addizionale (1977) alle convenzioni di Ginevra del 1949 sotto l’egida di questo Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto (MLNV) che con la pubblicazione all’Albo Ufficiale del GVP, avvenuta in data 15 maggio 2014, ha invalidato ogni notifica prodotta dalle autorità d’occupazione straniere italiane sui territori della Repubblica Veneta.

Atteso pertanto che il principio di legalità è applicabile al diritto di autodeterminazione per il Popolo Veneto e che tale diritto concreta il potere di esercitarlo nelle forme e nei modi contemplati, questo MLNV, nel dar seguito all’adempimento dei propri doveri che si è dato nei confronti della Serenissima Patria, rimanendo con inflessibile osservanza nell’alveo delle norme di diritto internazionale e uniformandosi al principio di stretta legalità non rinuncia al proprio dovere di ripristinare la legalità su tutti i propri Territori.

Questo MLNV ha stabilito tuttavia di non usare violenza o di far uso della guerra di liberazione nonostante sia prevista e conforme alla legge, ma disconosce e rigetta l’illegale e imposta autorità delle istituzioni italiane, notificando al governo italiano e agli agenti, ai rappresentanti, ai funzionari, agli organi e a qualsiasi “autorità” e/o ente e/o società privata e/o pubblica facente parte o che agisce in nome e per conto dello stato straniero occupante italiano dell’attuale situazione.

Questo MLNV, in ragione dell’attuale stato di fatto e di diritto, ha vietato allo stato italiano di porre in essere qualsiasi atto, azione, omissione e/o procedura di qualsivoglia maniera in danno di ogni Persona di nazionalità Veneta e/o che dichiari di far parte del Popolo Veneto.

Ma nonostante lo stato italiano agisca in difetto assoluto di giurisdizione e in difetto assoluto di competenza, ovvero in regime di incompetenza assoluta per materia e per territorio esso persistere nella attuazione di tali comportamenti, atti, azioni, omissioni e/o procedure di qualsivoglia maniera, anche tese alla riscossione di natura economica e/o fiscale contro appartenenti al MLNV e contro Persone, in specie di Nazionalità Veneta e/o che dichiarino di far parte del Popolo Veneto, spesso agendo con vessazioni, minacce, mediante illegali, strumentali e persecutori accertamenti fiscali, ingiunzioni di pagamento e procedure coattive di riscossione di imposte, tributi e sanzioni e confische di beni personali che sono veri e propri atti di forza e di aggressione.

Lo stato italiano persiste a porre in essere illeciti contro la sovranità del Popolo Veneto, contro l’integrità territoriale e contro la personalità della Nazione Veneta.

Lo stato italiano persiste ed è responsabile della devastazione e del saccheggio del territorio della Nazione Veneta e delle sue risorse anche storiche, culturali, paesaggistiche e dello scempio delle nostre tradizioni.

Questo MLNV, per il tramite del proprio Governo Veneto Provvisorio e personalmente quale Presidente reclama e pretende che lo stato italiano rispetti il diritto al riconoscimento della personalità giuridica di ogni Cittadino del Popolo Veneto che si sia autodeterminato sotto l’egida di questo MLNV e del GVP.

Che lo stato italiano rispetti il diritto all’autodeterminazione che ha il Popolo Veneto anche perché è una norma ius cogens, cioè diritto inderogabile, un principio supremo e irrinunciabile del diritto internazionale, per cui non può essere derogato mediante convenzione internazionale.

Che lo stato italiano ottemperi ai propri doveri riguardo alle norme di diritto internazionale da esso stesso ratificato con la legge nr.881/1977 visto e considerato che tale principio vale come legge dello Stato che prevale sul diritto interno (Cass. pen. 21-3 1975).

Che lo stato italiano riconosca che noi Veneti, non siamo mai diventati italiani e che nessuno ci può imporre una nazionalità e una cittadinanza che non ci appartiene anche perché è una violazione dell’art.15 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (firmata a Parigi il 10 dicembre 1948 e la cui redazione fu promossa dalle Nazioni Unite perché avesse applicazione in tutti gli stati membri) … la Nazionalità e la Cittadinanza Veneta sono un diritto naturale.

Con onore e rispetto.
Viva San marco
Venetia, 8 novembre 2019
Sergio Bortotto
Presidente del MLNV e del Governo Veneto Provisorio

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