4 giugno 2026
Spesso mi domando quanto sia costato allo Stato italiano formarmi come poliziotto.
Non mi riferisco soltanto al denaro pubblico impiegato per il mio addestramento, per i corsi frequentati, per le specializzazioni conseguite e per gli anni di esperienza maturati sul campo.
Mi riferisco soprattutto al patrimonio di conoscenze, competenze e professionalità che si accumula nel corso di una carriera.
Se davvero, come ritengo, la mia vicenda è stata condizionata più da contrasti personali e logiche di apparato che dall’interesse del servizio, allora il danno non è stato arrecato soltanto a me.
È legittimo chiedersi se non sia stato danneggiato anche lo stesso interesse pubblico, privando l’amministrazione di una risorsa che era stata formata con anni di investimenti e sacrifici.
Non ho mai preteso di essere perfetto.
Ho certamente commesso errori come ogni essere umano.
Ma dopo tanti anni continuo a chiedermi se la mia destituzione abbia rappresentato una vittoria per qualcuno o una sconfitta per tutti.
Forse non saprò mai la risposta.
Ma la domanda continua ad accompagnarmi:
chi ha davvero perso?

