ITALIA: COLONIA USA SIN DAL 1943, GRAZIE AI SAVOIA E A BADOGLIO

Di Gianni Lannes
Le carte segrete anglo-americane, parlano chiaro: i Savoia e Badoglio (artefice della disfatta di Caporetto) avevano già svenduto l’Italia ai cosiddetti “alleati” un anno prima.
E infatti il 3 settembre del ’43 fu firmato l’armistizio corto, poi il 29 settembre la resa incondizionata.
Il 9 settembre 1943, i Savoia, Badoglio e i generaloni dello stato maggiore tricolore fuggirono da Roma a Brindisi.
E così lasciarono in balia degli eserciti stranieri ben due milioni di soldati italiani.
Valga per tutti la strage di Cefalonia.
Tra il 9 e il 10 luglio 1943 iniziò l’invasione della Sicilia – non contrastata dalla Regia Marina, i cui alti ufficiali erano in massima parte fedelissimi al sovrano – e Palermo cadde nelle mani degli americani già il 22 luglio 1943, in virtù dell’accordo segreto con la mafia italo-americana che favorì lo sbarco.
Il 10 giugno del ’40 Vittorio Emanuele III aveva dichiarato guerra alla Gran Bretagna, ma aveva mantenuto i depositi di famiglia presso la banca dei suoi amici ebrei e massoni.
Così i ragazzi italiani della generazione sfortunata – i nati fra il 1912 e il 1922 – furono mandati a farsi macellare in guerra da un sovrano che contribuiva con i soldi rubati al popolo a fabbricare e acquistare le armi con le quali sarebbero stati uccisi i nostri soldati.
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