{"id":29982,"date":"2015-09-23T09:47:28","date_gmt":"2015-09-23T09:47:28","guid":{"rendered":"http:\/\/mlnv.org\/news\/?page_id=29982"},"modified":"2015-09-24T08:13:30","modified_gmt":"2015-09-24T08:13:30","slug":"la-storia-battaglia-navale-di-lissa","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/mlnv.org\/news\/la-storia-battaglia-navale-di-lissa\/","title":{"rendered":"LA STORIA BATTAGLIA NAVALE DI LISSA (20 LUGLIO 1866)"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>\n\t\t<span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"color: #000;\">di EVA KLOTZ &ndash; ETTORE BEGGIATO<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"right\" alt=\"\" class=\"alignright size-full wp-image-10744\" height=\"424\" hspace=\"5\" src=\"http:\/\/www.mlnv.org\/news\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/LISSA_copertina-beggiato.jpg\" title=\"LISSA_copertina-beggiato\" vspace=\"5\" width=\"300\" srcset=\"https:\/\/mlnv.org\/news\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/LISSA_copertina-beggiato.jpg 700w, https:\/\/mlnv.org\/news\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/LISSA_copertina-beggiato-212x300.jpg 212w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><br \/>\n\t\tUna lettura insolita della battaglia di Lissa, svoltasi nel Mare Adriatico il 20 luglio 1866, nelle ultime battute della terza guerra d&rsquo;indipendenza e che vide l&rsquo;inaspettato tracollo della flotta tricolore di fronte a quella asburgica, ora &egrave; possibile grazie all&rsquo;uscita &ndash; oggi &ndash; del libro : &ldquo;LISSA, l&rsquo;ultima vittoria della Serenissima (20 luglio 1866)&rdquo;, edito da &ldquo;Il Cerchio&rdquo; di Rimini.<br \/>\n\t\tLa storia di una sconfitta che viene vissuta ancor oggi dalla marina italiana come una tragedia, come un&rsquo;onta impossibile da cancellare.<br \/>\n\t\tL&rsquo;Autore la ricostruisce con un&rsquo;ottica del tutto particolare, basandosi su documenti ed elenchi praticamente inediti e sui resoconti della stampa dell&rsquo;epoca, una ricostruzione vista dalla parte dei veneti, o meglio, dalla parte di quei popoli che si riconoscevano nella Serenissima e che costituirono l&rsquo;ossatura degli equipaggi della marina austriaca, &ldquo;L&rsquo;Imperial Regia Veneta Marina&rdquo; come era ufficialmente chiamata fino a pochi anni prima.<br \/>\n\t\tNel momento decisivo, all&rsquo;affondamento dell&rsquo;ammiraglia &ldquo;Re d&rsquo;Italia&rdquo;, esplose fra i &ldquo;nostri&rdquo; marinai un &ldquo;Viva San Marco&rdquo; inequivocabile, quel &ldquo;Viva San Marco&rdquo; che testimonia ancor oggi la volont&agrave; del popolo veneto di valorizzare la propria identit&agrave;, di riacquistare la propria sovranit&agrave; culturale e politica.<br \/>\n\t\tDi seguito, vi proponiamo la prefazione e l&rsquo;introduzione al libro. (Redazione)<\/span><\/span><\/span>\n\t<\/p>\n<p>\n\t\tPREFAZIONE di Eva Klotz<br \/>\n\t\t&ldquo;La storia &egrave; un grande obitorio, dove ciascuno viene a cercare i propri morti&rdquo; (Heinrich Heine)<br \/>\n\t\tQuesto lavoro di Ettore Beggiato &egrave; un ardente riconoscimento per la sua patria veneta, un apprezzamento per la marineria veneziana e un entusiastico incitamento a scoprire e risvegliare la storia della &ldquo;Serenissima&rdquo;.<br \/>\n\t\t&ldquo;Per San Marco!&rdquo; era il grido di battaglia dei combattenti veneti agli ordini del celebre Contrammiraglio austriaco Wilhelm von Tegetthof durante lo scontro navale nelle acque di Lissa. &ldquo;E&rsquo; vero che i marinai della Ferdinand Max (una delle navi corazzate austriache della battaglia) salutarono l&rsquo;affondamento del Re d&rsquo;Italia (nave italiana) gridando &ndash; Viva San Marco ! -.<br \/>\n\t\tE&rsquo; vero che a bordo delle navi si parlava veneto, ma questo accadeva perch&eacute; il veneto era la lingua franca della marineria adriatica e perch&eacute; la Marina asburgica era l&rsquo;erede della Marina della Serenissima&rdquo;.<br \/>\n\t\tSiffatte testimonianze di fedelt&agrave; e di autocoscienza risvegliano grande interesse e si legge con grande tensione e curiosit&agrave; ci&ograve; che Ettore Beggiato racconta sullo svolgimento della battaglia navale di Lissa.<br \/>\n\t\tGli scontri navali hanno spesso segnato il destino dell&rsquo;umanit&agrave; e contribuito a determinare risultati lontani nel tempo e nello spazio, apparentemente estranei agli eventi stessi.<br \/>\n\t\tBasti solo pensare a Salamina (480 a.C.), Farsalo (48 a.C.), Azio (31 a.C.) e Lepanto (1571 d.C.).-<br \/>\n\t\tIl fatto d&rsquo;armi di Lissa &egrave; tuttavia particolarmente rilevante per la contiguit&agrave; con sviluppi pi&ugrave; recenti.<br \/>\n\t\tDal punto di vista storico il libro di Beggiato &egrave; bene documentato e rappresenta un vero gioiello. Nelle sue pagine si riscontra un doveroso accenno ai caduti e ai feriti nel memorabile combattimento, anche se &egrave; ormai trascorso parecchio tempo.<br \/>\n\t\tAd essi viene attribuito il meritato onore.<br \/>\n\t\tAnche i grandi protagonisti come Wilhelm von Tegetthof e Nicol&ograve; Karcovich vengono presentati nel loro rispettivo valore.<br \/>\n\t\tA proposito di valori sarebbe doveroso citare il comportamento di Tegetthof. Nell&rsquo;euforia della vittoria il Contrammiraglio volle brindare con i suoi marinai.<br \/>\n\t\tAlquante bottiglie di vino furono pertanto prelevate dalla cambusa della nave ammiraglia.<br \/>\n\t\tNulla di strano, sembrava.<br \/>\n\t\tL&rsquo;alto ufficiale avrebbe invece subito una ritenuta sulla propria retribuzione equivalente al costo delle bevande mancanti senza giustificato motivo.<br \/>\n\t\tMa egli non reclam&ograve;.<br \/>\n\t\tSarebbe il caso di riflettere su questo poco noto particolare specialmente nei nostri tempi.<br \/>\n\t\tLe varie fasi della battaglia si leggono come un avvincente romanzo, anche se si tratta invece di storia, di autentica storia.<br \/>\n\t\tDa parte loro i lettori potrebbero soltanto aggiungere un pensiero per associazione di idee.<br \/>\n\t\tSe la Contessa di Castiglione non avesse agito a tempo debito nella lontana Parigi, come &egrave; ben noto, non sarebbe nemmeno scoppiata quella guerra d&rsquo;indipendenza italiana, conclusa con il grazioso dono del Veneto da parte della Prussia al neonato Regno con capitale Firenze.<br \/>\n\t\tIn tutta sincerit&agrave; raccomanderei la lettura di questo libro.<br \/>\n\t\tSi tratta di un vantaggio e di un arricchimento perch&eacute; soltanto dal passato, se si riesce a interpretarlo criticamente, ci giunge infatti la dimensione di ci&ograve; che &egrave; storicamente giusto o ingiusto.\n\t<\/p>\n<\/div>\n<div>\n\t<span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"color: #000;\">INTRODUZIONE di Ettore Beggiato<br \/>\n\t&ldquo;Chi controlla il presente controlla il passato, chi controlla il passato controlla il futuro&rdquo;. (George Orwell)<br \/>\n\tCredo che poche volte come quest&rsquo;anno, 2011, centocinquantesimo della cosiddetta unit&agrave; d&rsquo;Italia, il teorema-denuncia di G. Orwell abbia dimostrato la sua drammatica validit&agrave; confermando la straordinaria capacit&agrave; dell&rsquo;intellettuale inglese di leggere il futuro, di descrivere quei fenomeni che poi avrebbero contraddistinto i rapporti fra i singoli e fra i popoli.<br \/>\n\tSiamo stati spettatori involontari e allibiti di una infernale (e costosa) messinscena che ha preteso di imporre una sola lettura, una sola impostazione, un solo teorema di quanto &egrave; successo durante il cosiddetto risorgimento, falsando la storia, ignorando sistematicamente le voci critiche (da Gramsci a Cattaneo), cercando di imporre logiche devastanti, come quella di &ldquo;uno stato, una bandiera, un popolo, una lingua, una storia, una identit&agrave;&rdquo; degna erede delle impostazioni del Ministero della Cultura Popolare del ventennio.<br \/>\n\tSiamo lontani da una simile &ldquo;soluzione finale&rdquo;; proprio per reazione a quanto &egrave; successo quest&rsquo;anno, aumentano gli &ldquo;spiriti liberi&rdquo; convinti che, all&rsquo;interno dello stato italiano, ci siano decine di popoli, decine di bandiere, di lingue, di identit&agrave; e lottano per riaffermare la loro identit&agrave;, tirolese, sarda, siciliana o veneta che sia.<br \/>\n\tEcco allora questa ricerca, questa &ldquo;provocazione&rdquo; per riaffermare con forza la specificit&agrave; veneta, quell&rsquo;essere veneti e basta, quell&rsquo;appartenere a una nazione storica d&rsquo;Europa che tale &egrave; almeno dal 1.200 a.C. da quando in questa terra si insediarono i primi Veneti, gli antichi Veneti o Paleoveneti che dir si voglia.<br \/>\n\tQuella nazione storica d&rsquo;Europa nobilitata da millecento anni di indipendenza, che ha sempre saputo meritarsi l&rsquo;ammirazione e il rispetto in tutto il mondo e che anche nel 1866 trova la forza, nella drammatica battaglia navale di Lissa, di gridare &ldquo;Viva San Marco!&rdquo;<br \/>\n\tQuel &ldquo;Viva San Marco!&rdquo; che ha caratterizzato i momenti pi&ugrave; significativi della nostra storia veneta. E penso alla guerra di Cambray, a Famagosta, a Lepanto, alle Pasque Veronesi, a Perasto, alla resistenza antigiacobina delle valli bresciane, all&rsquo;insorgenza veneta del 1809, alla rinata Repubblica Veneta del 1848-49 fino, appunto, al 1866.<br \/>\n\tEd &egrave; significativo che quel &ldquo;Viva San Marco!&rdquo; emerga da una battaglia navale che vede gli &ldquo;italiani&rdquo; avversari dei nostri veneti e che venga gridato il 20 luglio 1866, cinque anni dopo quel 17 marzo 1861 che la propaganda nazionaltricolore ha disperatamente cercato di far passare come l&rsquo;anniversario dell&rsquo;unit&agrave; d&rsquo;Italia: una fantomatica unit&agrave;, che fu, nei fatti, una guerra di espansione di casa Savoja.<br \/>\n\tMa noi veneti, ripeto e sottolineo, nel 1861 non facevamo parte del Regno d&rsquo;Italia.<br \/>\n\tMa tutto questo &egrave; stato rimosso dalla storia ufficiale: i Veneti non hanno e non possono avere una &ldquo;loro&rdquo; storia.<br \/>\n\tE&rsquo; quanto emerge dai libri della scuola italiana e da quanto viene &ldquo;insegnato&rdquo; nelle universit&agrave; venete, o meglio, nelle universit&agrave; italiane del Veneto.<br \/>\n\tE allora mi viene in mente quanto scriveva una poeta catalano, Raimon Sanchis:<br \/>\n\t&ldquo;Ti rendi conto, amico<br \/>\n\tda molti anni ormai,<br \/>\n\tci nascondono la nostra storia,<br \/>\n\tdicono che noi non ne abbiamo;<br \/>\n\tche la nostra storia &egrave; la loro storia,<br \/>\n\tti rendi conto amico &hellip;&rdquo;<br \/>\n\tTi rendi conto, amico, che noi veneti dobbiamo ritrovare la forza di gridare &ldquo;Viva San Marco!&rdquo;, di far sventolare la nostra bandiera veneta, di riappropriarci della nostra storia, della nostra identit&agrave;, della nostra lingua, del nostro futuro?<\/span><\/span><\/span>\n<\/div>\n<div>\n\t<span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"color: #000;\">(tratto da <a href=\"http:\/\/www.lindipendenza.com\/battaglialissa-libro-beggiato\/\" target=\"_blank\">qui<\/a>)<\/span><\/span><\/span>\n<\/div>\n<div>\n\t<span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">&nbsp;<\/span><\/span>\n<\/div>\n<div>\n\t<span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"color: #222222;\"><strong>LA BATTAGLIA NAVALE<\/strong><\/span><\/span><\/span>\n<\/div>\n<div>\n<div>\n\t\t<span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">&nbsp;<\/span><\/span>\n\t<\/div>\n<div>\n\t\t<span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"color: #222222;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"right\" alt=\"\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10735\" height=\"203\" src=\"http:\/\/www.mlnv.org\/news\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/lissa-2.jpg\" title=\"lissa 2\" width=\"400\" srcset=\"https:\/\/mlnv.org\/news\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/lissa-2.jpg 315w, https:\/\/mlnv.org\/news\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/lissa-2-300x152.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/span>&ldquo;Uomini di ferro su navi di legno, hanno sconfitto uomini di legno su navi di ferro&rdquo; &hellip; dal rapporto dell&rsquo;ammiraglio Willelm von Tegetthoff &ldquo;Brogliaccio&rdquo; di bordo della &ldquo;Ferdinand Maximilian&rdquo;.<\/span><\/span>\n\t<\/div>\n<div>\n\t\t<span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">&nbsp;<\/span><\/span>\n\t<\/div>\n<div>\n\t\t<span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">La battaglia di Lissa fu teatro dell&rsquo;ultima vittoria navale degli equipaggi della Serenissima.<\/span><\/span>\n\t<\/div>\n<div>\n\t\t<span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Il 20 luglio 1866 a Lissa, un&rsquo;isola dalmata nell&rsquo;Adriatico, si affrontarono la flotta italiana e la flotta Austriaca.<br \/>\n\t\tIn realt&agrave; la flotta Austriaca era composta quasi completamente da equipaggi provenienti dalle terre una volta soggette alla Repubblica di Venezia: dal Veneto, dal Friuli, dall&rsquo;Istria, dalla Dalmazia, oltre che da Trieste e da Oltremare, e TUTTI gli ufficiali avevano studiato presso la I.R. Scuola del Collegio Navale di Venezia.<br \/>\n\t\tPrima del 1797 non esisteva nemmeno una marina Austriaca ed &egrave; dopo quella data che nasce col nome di &ldquo;OSTERREICH &ndash; VENEZIANISCHE MARINE&rdquo; (Marina Austro-Veneta), composta da ufficiali e marinai provenienti dalle terre della ex Repubblica di Venezia, i quali avevano ben recepite le sue millenarie tradizioni marinare, militari, culturali e storiche.<br \/>\n\t\tNel 1849, dopo la rivoluzione Veneta capitanata da Daniele Manin, vi era stata una &ldquo;austriacizzazione&rdquo; nella denominazione ufficiale e l&rsquo;espressione &ldquo;Veneta&rdquo; venne tolta; inoltre fra gli ufficiali vi era stato un certo ricambio ed il tedesco era s&igrave; diventato la lingua primaria, ma non fra gli equipaggi. Infatti questo cambiamento non poteva essere fatto in cos&igrave; breve tempo. I nuovi marinai continuavano ad essere reclutati nelle terre Venete dell&rsquo;impero asburgico, e non certamente nelle regioni Alpine o Austriache.<br \/>\n\t\tNOTA In realt&agrave; potevano anche essere arruolati nell&rsquo;I.R. Marina coloro che abitavano in localit&agrave; situate sui fiumi che sfociano in mare; cos&igrave; potevano essere arruolati giovani di Trento e Merano, bagnate dall&rsquo;Adige, ma non di Bolzano.<\/span><\/span>\n\t<\/div>\n<div>\n\t\t<span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">&nbsp;<\/span><\/span>\n\t<\/div>\n<div>\n\t\t<span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">IL CONTESTO STORICO<br \/>\n\t\tIl contesto storico &egrave; quello della terza guerra d&rsquo;indipendenza.<br \/>\n\t\tL&rsquo;Italia scende ancora una volta in campo contro l&rsquo;Austria-Ungheria, a fianco della Prussia.<br \/>\n\t\tLa guerra &egrave; stata dichiarata il 20 giugno e solo 4 giorni dopo, il 24, l&rsquo;esercito italiano viene sconfitto a Custoza, nei pressi di Verona, in una strana battaglia dove il numero delle perdite risulter&agrave; pesante e dove pi&ugrave; che gli austriaci a considerarsi vittoriosi saranno gli stessi italiani a ritenersi sconfitti.<br \/>\n\t\tLo smacco di Custoza non era grave militarmente ma lo era politicamente, perch&eacute; il giovane regno d&rsquo;Italia mostrava la sua inconsistenza nazionale di fronte all&rsquo;Europa.<br \/>\n\t\tA questo punto bisognava ottenere una rivincita immediata di Custoza: occorreva una vittoria pronta e convincente e poich&eacute; questa vittoria non era in grado di darla l&rsquo;Esercito, toccava alla Marina.<br \/>\n\t\tUna vittoria navale, anzich&eacute; terrestre, era il riscatto.<br \/>\n\t\tIn quell&rsquo;anno il Presidente del Consiglio &egrave; il barone Bettino Ricasoli, il ministro della Marina Agostino Depretis, il comandante della flotta l&rsquo;ammiraglio conte Carlo Pellion di Persano.<br \/>\n\t\tPoich&eacute; il governo vuole lavare l&rsquo;onta di Custoza, e vuole lavarla sul mare, tocca a Persano di eseguire.<br \/>\n\t\tAll&rsquo;Ammiraglio gli &egrave; stato ordinato di &ldquo;sbarazzare l&rsquo;Adriatico dalle forze nemiche, attaccandole e bloccandole in qualunque posto dove si troveranno&rdquo;.<br \/>\n\t\tIn che modo, non glielo dicono.<br \/>\n\t\tDovr&agrave; essere affar suo.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"right\" alt=\"\" class=\"alignright size-full wp-image-10786\" height=\"201\" hspace=\"5\" src=\"http:\/\/www.mlnv.org\/news\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Regina_maria_pia_1863.jpg\" title=\"La pirofregata corazzata italiana Regina Maria Pia nel 1864\" vspace=\"5\" width=\"300\" srcset=\"https:\/\/mlnv.org\/news\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Regina_maria_pia_1863.jpg 600w, https:\/\/mlnv.org\/news\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Regina_maria_pia_1863-300x201.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><br \/>\n\t\tLa flotta al comando di Persano, che &egrave; sulla nave ammiraglia &ldquo;Re d&rsquo;Italia&rdquo;, &egrave; composta dalla squadra sussidiaria, o seconda squadra, comandata dal viceammiraglio Albini, composta da fregate e corvette di legno, e la squadra d&rsquo;assedio, o terza squadra, agli ordini del contrammiraglio Vacca, con le unit&agrave; minori corazzate.<br \/>\n\t\tLa squadra da battaglia, o prima squadra, formata dalle fregate corazzate pi&ugrave; efficienti, dipende direttamente da lui.<br \/>\n\t\tIl 25 giugno, il giorno dopo la sconfitta di Custoza, Persano trasferisce la flotta italiana ad Ancona ai primi di luglio azzarda una crocerina nel mezzo dell&rsquo;Adriatico, rientrando in porto il 13 senza aver visto nemmeno l&rsquo;ombra d&rsquo;un nemico.<br \/>\n\t\tIl 15 luglio il ministro della Marina Depretis si presenta ad Ancona con un piano di guerra: Persano deve prendere l&rsquo;isola di Lissa, previo bombardamento, e sbarcarvi un corpo di occupazione.<br \/>\n\t\tLissa &egrave; una piccola isola situata di fronte alla costa Dalmata, conosciuta fin dall&rsquo;antichit&agrave; come Issa e pi&ugrave; volte nominata dai Greci.<br \/>\n\t\tE&rsquo;stata base navale della Repubblica di Venezia dal XI secolo fino alla sua &ldquo;caduta&rdquo;, il 12 maggio 1797, ad opera del nefando Napoleone.<br \/>\n\t\tFu ceduta, dopo il trattato di Campoformido, all&rsquo;Austria nell&rsquo;agosto dello stesso anno, assieme agli altri possedimenti d&rsquo;oltre mare di Venezia, e divent&ograve; una base navale fortificata dell&rsquo;impero austro-ungarico, al comando del colonnello Urs de Margina, romeno di Transilvania.<br \/>\n\t\tIl 16 luglio l&rsquo;ammiraglio Persano lascia Ancona con la flotta.<br \/>\n\t\tSono trentatr&egrave; navi divise in tre squadre, tra corazzate (undici), unit&agrave; in legno (sette), cannoniere (tre), piroscafi (sette) e carboniere.<br \/>\n\t\tDa un momento all&rsquo;altro si attende l&rsquo;arrivo della nave pi&ugrave; potente e moderna, L &ldquo;Affondatore&rdquo;, una corazzata con torri mobili e uno sperone di otto metri di lunghezza.<br \/>\n\t\tUn ariete che &egrave; stato costruito in Inghilterra ma &egrave; in navigazione per raggiungere l&rsquo;Adriatico: ed &egrave; la nave su cui la flotta italiana conta per diventare invincibile<br \/>\n\t\t(Ma non l&rsquo;aspetta! Parte comunque).<br \/>\n\t\tPer prima cosa Persano manda avanti in ricognizione il suo capo di Stato Maggiore D&rsquo;Amico sul &ldquo;Messaggierie&rdquo;, perch&eacute; compia una ricognizione intorno a Lissa e riferisca sulla natura dei luoghi e sulla consistenza delle difese.<br \/>\n\t\tLa sua relazione costituisce tutto quanto gli italiani riusciranno ad avere a disposizione, quanto a informazioni militari e all&rsquo;incirca il loro obiettivo.<br \/>\n\t\tSu cos&igrave; esili basi, Persano vuole o &ldquo;deve&rdquo; muoversi.<\/span><\/span>\n\t<\/div>\n<div>\n\t\t<span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">&nbsp;<\/span><\/span>\n\t<\/div>\n<div>\n\t\t<span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">L&rsquo;ATTACCO A LISSA<br \/>\n\t\tLissa sar&agrave; investita da tre gruppi di navi che attaccheranno i tre principali ancoraggi: Vacca, con tre corazzate della squadra sussidiaria, contro Porto Comisa; Albini, con la squadra d&rsquo;assedio delle unit&agrave; di legno, contro Porto Manego, dove sbarcher&agrave;; Persano, con la squadra d&agrave; battaglia, contro Porto San Giorgio.<br \/>\n\t\tLe navi &ldquo;Esploratore&rdquo; e &ldquo;Stelle d&rsquo;Italia&rdquo; sono dislocate a nord e a sud dell&rsquo;isola, in funzione di avvistamento.<br \/>\n\t\tDunque una flotta sparpagliata un po&rsquo; qua e un po&rsquo; l&agrave;, con l&rsquo;unica direttiva comune di bombardare i forti del nemico e di distruggerli.<br \/>\n\t\tLe operazioni iniziano all&rsquo;alba del 18 luglio.<br \/>\n\t\tLe tre squadre si mettono in movimento ed entrano in azione, ma i risultati, a sera, sono molto modesti.<br \/>\n\t\tPersano ha ridotto al silenzio alcune delle fortificazioni di Porto San Giorgio, mentre Albini decide di interrompere il bombardamento dopo un paio di bordate contro Porto Manego.<br \/>\n\t\tAnche Vacca non si comporta meglio del collega.<br \/>\n\t\tApre il fuoco contro porto Comisa, ma subito anche lui ritiene di averne abbastanza e d&agrave; ordine di smettere.<br \/>\n\t\tA questo punto Persano convoca Albini e Vacca per un consiglio di guerra.<br \/>\n\t\tInvece di spiegarsi e di trovare un accordo, cominciano a litigare e si lasciano furibondi, senza avere concluso niente.<br \/>\n\t\tQuale contraltare a questo, la allora marina Italiana era in netto contrasto nel suo interno e la rivalit&agrave; fra le sue tre componenti (la Siciliana o Garibaldina, la Napoletana e la Sardo-Ligure) era assai grande e notevole.<br \/>\n\t\tInoltre fra i comandanti delle tre squadre vi era non solo divisione, ma anche rancore: infatti tra l&rsquo;ammiraglio Persano, l&rsquo;ammiraglio Albini e l&rsquo;ammiraglio Vacca vi addirittura odio!<br \/>\n\t\tGli ordini, poi, venivano dati nelle rispettive lingue, o dialetti, ed in tale modo era del tutto evidente che fra gli equipaggi Italiani regnasse il caos pi&ugrave; grande!<br \/>\n\t\tIl giorno dopo riprende l&rsquo;attacco ai forti ma alla fine l&rsquo;esito sar&agrave; ancora quello del giorno prima, cio&egrave; molto modesto.<br \/>\n\t\tVerso sera arriva il tanto atteso &ldquo;Affondatore&rdquo;, con due pirofregate e una corvetta, a bordo delle quali vi sono centoventicinque fanti di marina.<\/span><\/span>\n\t<\/div>\n<div>\n\t\t<span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">&nbsp;<\/span><\/span>\n\t<\/div>\n<div>\n\t\t<span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">LO SCONTRO CON LA FLOTTA AUSTRIACA<\/span><\/span>\n\t<\/div>\n<div>\n\t\t<span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"left\" alt=\"\" class=\"size-full wp-image-10783\" height=\"149\" hspace=\"5\" src=\"http:\/\/www.mlnv.org\/news\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Ferd_max_1866.jpg\" title=\"L'AMMIRAGLIA DELLA MARINA AUSTRO-VENETA &quot;FERDINAN MAX&quot;\" vspace=\"5\" width=\"300\" srcset=\"https:\/\/mlnv.org\/news\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Ferd_max_1866.jpg 576w, https:\/\/mlnv.org\/news\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Ferd_max_1866-300x149.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Nel frattempo la flotta austriaca, al comando dell&rsquo;ammiraglio Wilhelm von Tegetthoff, &egrave; partita da Pola, decisa a non perdere una simile occasione d&rsquo;oro, quella di attaccare la scompaginata flotta italiana sparpagliata intorno a Lissa.<br \/>\n\t\tTegetthoff ha sette corazzate di ferro, pi&ugrave; vecchie e meno veloci di quelle italiane anche se bene armate.<br \/>\n\t\tIn tutto dispone di ventisette navi e di 178 cannoni a canna liscia, contro i 252 cannoni italiani a canna rigata.<br \/>\n\t\tSi trova quindi in condizioni di inferiorit&agrave;.<br \/>\n\t\tDivide le sue forze in tre squadre, prende il comando della prima e affida le altre due al capitano di vascello Petz e al capitano di fregata Eberle.<br \/>\n\t\tEgli &egrave; imbarcato sulla corazzata &ldquo;Ferdinand Max&rdquo;, l&rsquo;ammiraglia che &egrave; al comando del capitano di fregata Sternack, e dirige verso Lissa.<br \/>\n\t\tNella notte tra il 19 e il 20 luglio Persano &egrave; stato raggiunto dalla nave di trasporto &ldquo;Piemonte&rdquo; con altri cinquecento uomini di fanteria di marina, perch&eacute; questo &egrave; il giorno in cui lo sbarco deve aver luogo a ogni costo.<br \/>\n\t\tAlle 7.50 del mattino del 20 luglio 1866 la nave &ldquo;Esploratore&rdquo; avvista la flotta austriaca in navigazione e avvisa l&rsquo;ammiraglio italiano.<br \/>\n\t\tAlle 8.10 Persano ordina ad Albini di sospendere le operazioni di sbarco.<br \/>\n\t\tNon &egrave; pi&ugrave; tempo di pensare all&rsquo;occupazione dell&rsquo;isola.<br \/>\n\t\tOra si tratta di affrontare in battaglia gli austriaci.<br \/>\n\t\tRaduna frettolosamente le sue navi disperse per cos&igrave; contrastare in forze il nemico che sta avanzando in triplice formazione a cuneo.<br \/>\n\t\tPersano divide le navi in tre gruppi: in testa, la &ldquo;Principe di Carignano&rdquo;, la &ldquo;Castelfidardo&rdquo; e l&rdquo;&lsquo;Ancona&rdquo; al comando di Vacca; al centro la &ldquo;Re d&rsquo;Italia&rdquo;, la &ldquo;Palestro&rdquo; e la &ldquo;San Martino&rdquo; ai suoi ordini; infine la &ldquo;Re di Portogallo&rdquo;, la &ldquo;Terribile&rdquo;, la &ldquo;Varese&rdquo; e la &ldquo;Maria Pia&rdquo; affidate al capitano di vascello Riboty.<br \/>\n\t\tAlle 11.15 la battaglia incomincia con il primo colpo di cannone, sparato dalla &ldquo;Principe di Carignano&rdquo;, al quale gli austriaci rispondono furiosamente.<br \/>\n\t\tLe prime navi di Tegetthoff passano arditamente nel varco tra L &ldquo;Ancona&rdquo; e la &ldquo;Re d&rsquo;Italia&rdquo;.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"right\" alt=\"Il comandante della flotta austriaca a Lissa, contrammiraglio Wilhelm von Tegetthoff.\" class=\"alignright size-full wp-image-10788\" height=\"280\" hspace=\"5\" src=\"http:\/\/www.mlnv.org\/news\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/170px-Wilhelm-von-Tegehthoff-1866.jpg\" title=\"170px-Wilhelm-von-Tegehthoff-1866\" vspace=\"5\" width=\"170\" \/><br \/>\n\t\tVacca accosta sulla sinistra, con il proposito di concentrare insieme con Riboty il fuoco delle sue corazzate sulle navi di legno austriache, ma le sue unit&agrave; sono ormai distanziate tra loro.<br \/>\n\t\tMentre Vacca ne ha abbastanza e si allontana, Tegetthoff punta alI&rsquo;attacco della squadra italiana di centro, quella di Persano, con il grosso delle sue forze.<br \/>\n\t\tLa &ldquo;Ferdinand Max&rdquo; piomba tra le navi di Persano, che nel frattempo era trasbordato sull &ldquo;Affondatore&rdquo;, e in questo preciso istante Tegetthoff si accorge che la &ldquo;Re d&rsquo;Italia&rdquo; &egrave; ferma per un colpo che le ha bloccato il timone.<br \/>\n\t\tL&rsquo;ammiraglia austriaca la sperona cogliendola in pieno al centro, sfasciandole la fiancata.<br \/>\n\t\tMentre Albini resta inattivo, sotto costa, sulla &ldquo;Maria Adelaide&rdquo;, senza che le sue navi di legno sparino un solo colpo di cannone, e Vacca si allontana, una cannonata austriaca centra la &ldquo;Palestro&rdquo; che sta tentando di correre in soccorso della &ldquo;Re d&rsquo;Italia&rdquo;.<br \/>\n\t\tPurtroppo il colpo di cannone va a finire sul deposito di carbone provocando l&rsquo;esplosione della santabarbara e quindi l&rsquo;affondamento della nave con duecentocinquanta fra ufficiali e marinai.<br \/>\n\t\tResta ora per Tegetthoff il terzo gruppo di navi italiane e infatti la &ldquo;Kaiser&rdquo; di Petz muove all&rsquo;attacco della &ldquo;Re di Portogallo&rdquo; di Riboty.<br \/>\n\t\tQuesti accosta violentemente e le due navi strusciano l&rsquo;una contro l&rsquo;altra.<br \/>\n\t\tE la &ldquo;Kaiser&rdquo; a riportare i danni pi&ugrave; gravi, sbandando in fiamme.<br \/>\n\t\tPersano se ne rende conto e vorrebbe finirla, speronandola con l&rsquo;ariete del suo &ldquo;Affondatore&rdquo;.<br \/>\n\t\tMa non sa bene come manovrare la nuovissima unit&agrave; e va a finire che I &ldquo;Affondatore&rdquo; manca il bersaglio e la &ldquo;Kaiser&rdquo; pu&ograve; scamparla.<br \/>\n\t\tVacca, vista colare a picco la &ldquo;Re d&rsquo;Italia, su cui crede imbarcato Persano, immagina che l&rsquo;ammiraglio sia morto e che tocchi a lui prendere il comando.<br \/>\n\t\tNessuno gli ha riferito che Persano si era invece trasferito sull&rsquo;Affondatore.<br \/>\n\t\tTenta allora di raccogliere intorno a s&eacute; quanto gli &egrave; possibile di corazzate italiane.<br \/>\n\t\tMa Tegetthoff ha dato il segnale di radunata.<br \/>\n\t\tSono le 11.45 e il combattimento &egrave; finito.<\/span><\/span>\n\t<\/div>\n<div>\n\t\t<span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">&nbsp;<\/span><\/span>\n\t<\/div>\n<div>\n\t\t<span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">GLI ESITI DELLA BATTAGLIA<br \/>\n\t\tGli italiani hanno avuto due navi affondate e seicentoquaranta marinai annegati con esse, oltre a otto morti e quaranta feriti in combattimento.<br \/>\n\t\tGli austriaci trentotto morti e centotrentotto feriti.<br \/>\n\t\tL&rsquo;ammiraglio italiano, scombussolato e fuori di s&eacute;, esit&ograve; nell&rsquo;inseguire il nemico, cos&igrave; gli austriaci se ne andarono indisturbati e Persano non approfitt&ograve; delle otto ore di luce a sua disposizione prima del tramonto, per mettersi a caccia di Tegetthoff e attaccarlo.<br \/>\n\t\tL&rsquo;infausta giornata si concluse con il ritorno, alle 22.30, di alcune navi italiane nelle acque della battaglia per raccogliere quei naufraghi di cui fosse stato possibile ancora il salvataggio.<br \/>\n\t\tNella primavera del 1867 l&rsquo;ammiraglio Persano venne messo sotto processo per la sconfitta di Lissa.<br \/>\n\t\tGuido Piovene, il grande scrittore ed intellettuale Veneto del &lsquo;900, disse che &ldquo;la battaglia di Lissa fu l&rsquo;ultima grande vittoria della Marina Veneziana&rdquo;.<br \/>\n\t\tIn poco pi&ugrave; di una sola ora l&rsquo;abilit&agrave; di Tegetthoff e il valore dei marinai Veneti ha consentito alla marina Austro-Veneta (come la chiamano ancora gli storici austriaci) di riportare una vittoria meritata.<br \/>\n\t\tLe perdite sono state complessivamente di 620 mori e 40 feriti fra gli equipaggi Italiani, e di 38 morti e 138 feriti fra quelli austro-veneti.<\/span><\/span>\n\t<\/div>\n<div>\n\t\t<span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">&nbsp;<\/span><\/span>\n\t<\/div>\n<div>\n\t\t<span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">CURIOSITA&rsquo;<br \/>\n\t\t1) &ndash; L&rsquo;ammiraglio comandante Willhelm von Tegettoff, bench&egrave; fosse in tutto e per tutto un Deutschosterreicher, era registrato a chiare lettere nell&rsquo;apposito registro come Guglielmo Tegetthoff &ndash; e questo lo si pu&ograve; ancora vedere presso l&rsquo;archivio dell&rsquo;attuale Collegio Navale Francesco Morosini di Venezia.<br \/>\n\t\t2) &ndash; Tutti gli ufficiali erano a perfetta conoscenza della lingua Veneta, al punto che gli ordini venivano in lingua Veneta! NOTA. Nell&rsquo;I.R. Marina Austro-Ungarica la lingua d&rsquo;uso dagli ufficiali ai marinai fu sempre, fino al 1918, la lingua Veneta, nonostante i vani tentativi dell&rsquo;ammiraglio Horty di introdurre la lingua ungherese.<br \/>\n\t\t3) &ndash; Il Nocchiero che era al timone della ammiraglia Austriaca, la &ldquo;Ferdinand Maximilian&rdquo;, e che speron&ograve; affondandola l&rsquo;ammiraglia Sardo-Ligure-Siculo-Napoletana, la &ldquo;Re d&rsquo;Italia&rdquo;, si chiamava Vincenzo Vianello, da Pellestrina, detto el Graton e fu decorato con la medaglia d&rsquo;oro al valor militare da Francesco Giuseppe: fu una delle tre medaglie d&rsquo;oro e delle cento quaranta d&rsquo;argento elargite in quel giorno ai marinai Veneti ( su un totale di 14 d&rsquo;oro e di 240 d&rsquo;argento: le altre furono concesse agli ufficiali austriaci!)<br \/>\n\t\t4) &ndash; Al momento dello speronamento, Tegetthoff disse in Veneto al Vianello daghe dentro, Nino, che i butemo a fondi!<br \/>\n\t\t5) &ndash; Al momento dell&rsquo;affondamento della nave Italiana, da quelle Austriache si lev&ograve; un solo grido VIVA S. MARCO<\/span><\/span>\n\t<\/div>\n<div>\n\t\t<span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">(tratto da: <a href=\"http:\/\/venicewiki.org\/wiki\/Battaglia_di_Lissa\">http:\/\/venicewiki.org\/wiki\/Battaglia_di_Lissa<\/a>)<\/span><\/span>\n\t<\/div>\n<div>\n\t\t<span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">&nbsp;<\/span><\/span>\n\t<\/div>\n<div>\n<hr \/>\n<div>\n\t\t\t<span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><strong>WILHELM VON TEGETTHOFF<\/strong><\/span><\/span>\n\t\t<\/div>\n<div>\n\t\t\t<span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">&nbsp;<\/span><\/span>\n\t\t<\/div>\n<div>\n\t\t\t<span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"left\" alt=\"Tegetthoff-lithographie\" class=\"alignleft size-full wp-image-10790\" height=\"180\" hspace=\"5\" src=\"http:\/\/www.mlnv.org\/news\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/250px-Tegetthoff-lithographie.jpg\" title=\"250px-Tegetthoff-lithographie\" vspace=\"5\" width=\"150\" \/>Wilhelm von Tegetthoff, a volte citato anche come Guglielmo di Tegetthoff (Marburgo, 23 dicembre 1827 &ndash; Trieste, 7 aprile 1871), &egrave; stato un ammiraglio austriaco.<br \/>\n\t\t\tArtefice della vittoria della flotta austriaca nella battaglia di Lissa.<br \/>\n\t\t\tSecondo di cinque figli, Wilhelm von Tegetthoff nacque nell&rsquo;allora Impero austriaco il 23 dicembre 1827 a Marburgo, in Stiria (attualmente Maribor, in Slovenia), da una nobile famiglia originaria della Vestfalia.<br \/>\n\t\t\tSuo bisnonno serv&igrave; il Sacro Romano Impero come capitano di cavalleria durante la guerra dei sette anni (1756-1763) ed elevato alla nobilt&agrave; ereditaria da Maria Teresa, un suo prozio, Joseph von Tegetthoff, fu cavaliere dell&rsquo;Ordine militare di Maria Teresa.<br \/>\n\t\t\tSuo padre, Karl von Tegetthoff, entr&ograve; nell&rsquo;Esercito imperiale nel 1805, l&rsquo;anno prima che Napoleone Bonaparte dichiarasse di non riconoscere pi&ugrave; l&rsquo;esistenza del S.R.I. della nazione germanica, la cui terra governata dalla Casa d&rsquo;Asburgo divenne quindi nota come Impero austriaco.<br \/>\n\t\t\tKarl von Tegethoff combatt&eacute; la guerra di liberazione contro Napoleone (1813-1815) ed in seguito trasferito alla guarnigione di Marburgo.<br \/>\n\t\t\tSua madre invece era figlia di un impiegato civile di Praga.<br \/>\n\t\t\tIl 28 novembre 1840, allora tredicenne, Guglielmo di Tegetthoff entr&ograve; nella Imperial e regia scuola dei cadetti di marina alloggiato negli stabili dell&rsquo;antico monastero di Sant&rsquo;Anna, a Castello, Venezia.<br \/>\n\t\t\tAll&rsquo;epoca l&rsquo;Imperial Regia marina austriaca subiva ancora l&rsquo;influenza della componente veneta, la base navale e l&rsquo;arsenale erano anch&rsquo;essi basati nella citt&agrave; del leone di San Marco e Tegetthoff venne preparato alla carriera imparando il veneto, lingua di comando della Marina.<br \/>\n\t\t\tIl 21 luglio 1845 Tegetthoff complet&ograve; il ciclo di studi, di tredici membri della sua classe solo due completarono il corso.<br \/>\n\t\t\tAlla campagna del 1848 non prese parte in mare, ma come aiutante di campo del viceammiraglio Anton Stephan Ritter von Martini e del feldmaresciallo-luogotenente Ferencz Gyulai; nel 1849 fu sull&rsquo; Adria al blocco di Venezia.<br \/>\n\t\t\tL&rsquo;anno 1854 ebbe il primo comando, quello della scuna Elisabetta, d&rsquo;onde pass&ograve; sul Taurus.<br \/>\n\t\t\tLe stazioni del Levante e del Mar Nero gli procacciarono distinzione e presto anche il favore dell&rsquo;arciduca Massimiliano.<br \/>\n\t\t\tUna campagna scientifica nel Mar Rosso, ed il comando del Friedrich al Marocco, una campagna al Brasile in qualit&agrave; di aiutante dell&rsquo;arciduca riempiono il periodo 1857-1860; l&rsquo;autunno del quale ultimo anno fu comandante il Radetsky nei mari di Siria.<br \/>\n\t\t\tSi distinse durante la guerra dei Ducati affrontando, il 9 maggio 1864, al comando di una formazione austro-prussiana al largo di Helgoland, forze navali danesi.<br \/>\n\t\t\tConquist&ograve; fama quale artefice della clamorosa e bruciante sconfitta italiana nella battaglia di Lissa del 20 luglio 1866, quando la flotta austro-veneta, formata in prevalenza da vascelli obsoleti, sbaragli&ograve; quella italiana, affondando due corazzate e causando la perdita di 640 uomini.<br \/>\n\t\t\tVa ricordato che la flotta italiana contava un numero superiore di navi, per giunta di fattura moderna.<br \/>\n\t\t\tUna, l&rsquo;Affondatore, era stata costruita addirittura in Inghilterra e dotata di un rostro di otto metri.<br \/>\n\t\t\tAll&rsquo;ammiraglio Tegetthoff viene anche attribuita una celebre frase di scherno nei confronti dei nemici: &laquo;Navi di legno comandate da uomini con la testa di ferro hanno sconfitto navi di ferro comandate da uomini con la testa di legno&raquo;, con la quale voleva forse attribuire la responsabilit&agrave; della sconfitta ai comandi italiani, in particolare a Carlo Pellion di Persano.<br \/>\n\t\t\tIl 25 febbraio 1868 Francesco Giuseppe I nomin&ograve; infine Tegetthoff comandante della marina e capo della Marinesektion.<br \/>\n\t\t\tNegli anni successivi venne dato avvio al programma di sviluppo della marina concepito dall&rsquo;ammiraglio, con l&rsquo;istituzione di scuole di addestramento e corsi di formazione, nonch&eacute; con l&rsquo;inizio di spedizioni all&rsquo;estero per temprare gli equipaggi, allacciare rapporti commerciali e diffondere il prestigio della k.u.k. Kriegsmarine.<br \/>\n\t\t\tQuando l&rsquo;ammiraglio Tegetthoff mor&igrave; a Trieste di polmonite, il 7 aprile 1871, all&rsquo;eroe di Lissa vennero tributati grandi onori militari a Vienna.<br \/>\n\t\t\tAlla morte di Tegetthoff, monumenti in suo onore vennero innalzati a Vienna, Marburgo e Pola, porto militare principale dell&rsquo;impero.<\/span><\/span>\n\t\t<\/div>\n<div>\n\t\t\t<span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">&nbsp;<\/span><\/span>\n\t\t<\/div>\n<div style=\"text-align: center;\">\n\t\t\t<span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">ONORIFICENZE MILITARI&nbsp;<\/span><\/span>\n\t\t<\/div>\n<div style=\"text-align: center;\">\n\t\t\t<span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"middle\" alt=\"Commendatore dell'ordine militare di Maria Teresa\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10792\" height=\"41\" src=\"http:\/\/www.mlnv.org\/news\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Commendatore-dellordine-militare-di-Maria-Teresa.png\" title=\"Commendatore dell'ordine militare di Maria Teresa\" width=\"150\" \/>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"middle\" alt=\"Cavaliere di III classe dell'Ordine della corona ferrea\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10791\" height=\"41\" src=\"http:\/\/www.mlnv.org\/news\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Cavaliere-di-III-classe-dellOrdine-della-corona-ferrea.png\" title=\"Cavaliere di III classe dell'Ordine della corona ferrea\" width=\"150\" \/><\/span><\/span>\n\t\t<\/div>\n<div>\n\t\t\t&nbsp;\n\t\t<\/div>\n<div>\n\t\t\t<span style=\"font-size:16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><strong>PATRIOTI VENETI CADUTI NELLA BATTAGLIA NAVALE DI LISSA<\/strong><\/span><\/span>\n\t\t<\/div>\n<div>\n\t\t\t&nbsp;\n\t\t<\/div>\n<header class=\"entry-header\">\n<div class=\"entry-meta\">\n\t\t\t\t<img decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/6\/6a\/Seeschlacht_bei_Lissa_1_-_Josef_Carl_Berthold_P%C3%BCttner.jpg\" style=\"width: 800px; height: 537px;\" \/>\n\t\t\t<\/div>\n<div class=\"entry-meta\">\n\t\t\t\t&nbsp;\n\t\t\t<\/div>\n<div class=\"entry-meta\">\n\t\t\t\t&nbsp;\n\t\t\t<\/div>\n<div class=\"entry-meta\">\n\t\t\t\t<span style=\"font-size:16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><strong>PATRIOTI VENETI CADUTI PER LA PATRIA NELLA BATTAGLIA NAVALE DI LISSA CONTRO L&rsquo;ITALIA<\/strong><\/span><\/span>\n\t\t\t<\/div>\n<div class=\"entry-meta\">\n\t\t\t\t<span style=\"font-size:16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Riprendiamo il bell&rsquo;articolo apparso oggi su &ldquo;La Voce di Venezia&rdquo; firmato da Ettore Beggiato, in cui si ricorda ancora una volta, e mai ci stancheremo di farlo, la battaglia di Lissa, che vide la vittoria della Marina Austro\/Veneta (per ovvie ragioni formata da vascelli ed equipaggi totalmente Veneti) sulla ben pi&ugrave; numerosa e avanzata, in termini di mezzi, ma assoutamente sgangherata nell&rsquo;ammiragliato&nbsp;(nonch&eacute; finanziata dai francesi) marina italiana.<\/span><\/span>\n\t\t\t<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<p>\n\t\t\t\t<span style=\"font-size:16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">In quella che viene ricordata come l&rsquo;ultima vittoria della Serenissima, dopo la precedente disfatta italiana a Custoza, particolarmente significativa perch&eacute; combattuta sul campo di battaglia preferito di Venezia, il mare, molti Veneti persero la vita forse con la consapevolezza che l&rsquo;italia non avrebbe portato nulla di quanto promesso, come libert&agrave; e uguaglianza, ma solo miseria e sottomissione.<br \/>\n\t\t\t\tSi dice che la storia &egrave; scritta dai vincitori, ma non lo fu in questo caso, con gli italiani battuti su entrambi i fronti, tanto da far sbottare l&rsquo;allora imperatore francese, Napoleone III, con la celebre frase <em>&ldquo;<span style=\"color: rgb(24, 24, 24);\">Un&rsquo;altra sconfitta e mi chiederanno Parigi&rdquo;, <\/span><\/em><span style=\"color: rgb(24, 24, 24);\">indirizzata alle questuanti armate italiane, scevre di successi, ma provvide di <img decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/1.bp.blogspot.com\/-ZEqfrx-oQC8\/Tn38nAuZhXI\/AAAAAAAAAPM\/p9kFk73GbvU\/s400\/battaglialissa.jpg\" \/>richieste.<br \/>\n\t\t\t\tAltrettanto ignobile fu il comportamento dell&rsquo;italia alla fine delle ostilit&agrave;, per legittimare infatti quel vero e proprio genocidio perpetrato contro i Veneti, contro la loro storia e cultura, l&rsquo;italia semplicemente cancell&ograve; con un colpo di spugna tutto ci&ograve; che esisteva prima di quel famigerato 1866.<br \/>\n\t\t\t\tDai libri di &ldquo;storia&rdquo; spariscono allora Lissa e Custoza e soprattutto viene negato&nbsp;ai valorosi eroi Veneti che combatterono contro l&rsquo;invasione delle nostre terre, probabilmente considerati nemici da parte del regime italiano e soprattutto pericolosi, in quanto alle generazioni future avrebbero instillato il dubbio, la curiosit&agrave; di scoprire da che motivazioni furono spinti quegli uomini di ferro su navi di legno, che sconfissero gli uomini di legno su navi di ferro, che ora indottrinano e mercificano i nostri giovani.<br \/>\n\t\t\t\tRiportiamo quindi, col capo chino in segno di rispetto, alcuni nomi di valorosi che caddero quel giorno, in cuor loro convinti di aver difeso la propria Patria, ultimi vittoriosi caduti per Venezia.<\/span><\/span><\/span>\n\t\t\t<\/p>\n<p>\n\t\t\t\t<span style=\"font-size:16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><strong><u><em>Medaglie d&rsquo;oro:<\/em><\/u><\/strong><br \/>\n\t\t\t\tPENSO TOMMASO Chioggia<br \/>\n\t\t\t\tVIANELLO VINCENZO detto GRATAN Pellestrina &ndash; Venezia<\/span><\/span>\n\t\t\t<\/p>\n<p>\n\t\t\t\t<span style=\"font-size:16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><u><em><strong>Medaglie d&rsquo;argento di prima classe:<\/strong><\/em><\/u><br \/>\n\t\t\t\tANDREATINI ANTONIO Venezia<br \/>\n\t\t\t\tPENZO TOMMASO detto OCCHIAI Chioggia<br \/>\n\t\t\t\tMODERASSO ANTONIO Padova<br \/>\n\t\t\t\tPREGNOLATO PAOLO Loreo &ndash; Rovigo<br \/>\n\t\t\t\tGHEZZO PIETRO Malamocco &ndash; Venezia<br \/>\n\t\t\t\tDALPRA&rsquo; MARCO Venezia<br \/>\n\t\t\t\tFILIPUTTI ANGELO Palmanova &ndash; Udine<br \/>\n\t\t\t\tDINON GIROLAMO Maniago &ndash; Udine<br \/>\n\t\t\t\tVARAGNOLO ROMA PIETRO FERDINANDO Chioggia<br \/>\n\t\t\t\tFILIPPO GIUSEPPE Palmanova &ndash; Udine<br \/>\n\t\t\t\tVIDAL BORTOLO detto STROZZA Burano &ndash; Venezia<\/span><\/span>\n\t\t\t<\/p>\n<p>\n\t\t\t\t<span style=\"font-size:16px;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><u><em><strong>Medaglie d&rsquo;argento di seconda classe:<\/strong><\/em><\/u><br \/>\n\t\t\t\tGAMBA FRANCESCO Chioggia<br \/>\n\t\t\t\tROSSINELLI FEDERICO Venezia<br \/>\n\t\t\t\tCAVENAGO GIOACCHINO Padova<br \/>\n\t\t\t\tSCARPA ANGELO ZEMELLO Pellestrina &ndash; Venezia<br \/>\n\t\t\t\tBOUTZEK IGNAZIO Venezia<br \/>\n\t\t\t\tBUSETTO GIOVANNI ANTONIO Pellestrina &ndash; Venezia<br \/>\n\t\t\t\tPITTERI LUIGI Venezia<br \/>\n\t\t\t\tGIANNI GIUSEPPE Chioggia<br \/>\n\t\t\t\tCEROLDI LUIGI GIOVANNI Venezia<br \/>\n\t\t\t\tMOLIN LUIGI Burano &ndash; Venezia<br \/>\n\t\t\t\tRAVAGNAN GAETANO Donada &ndash; Rovigo<br \/>\n\t\t\t\tSCARPA TOMMASO Chioggia<br \/>\n\t\t\t\tBORTOLUZZI FERDINANDO Venezia<br \/>\n\t\t\t\tPREGNOLATTO DOMENICO Contarina &ndash; Rovigo<br \/>\n\t\t\t\tGALLO EUGENIO PAOLO Adria &ndash; Rovigo<br \/>\n\t\t\t\tBOSCOLO LUDOVICO Chioggia<br \/>\n\t\t\t\tFERLE REDENTORE Venezia<br \/>\n\t\t\t\tGRASSO LUIGI ANTONIO Chioggia<br \/>\n\t\t\t\tMARELLA LUIGI ANTONIO Chioggia<br \/>\n\t\t\t\tNARDETTO DOMENICO Padova<br \/>\n\t\t\t\tLAZZARI FRANCESCO Venezia<br \/>\n\t\t\t\tGARBISSI PIETRO Venezia<br \/>\n\t\t\t\tAMBROSIO ANSELMO Latisana &ndash; Udine<br \/>\n\t\t\t\tFANUTO DOMENICO Venezia<br \/>\n\t\t\t\tSALVAZZAN ANTONIO Padova<br \/>\n\t\t\t\tALLEGRETTO LUIGI Burano &ndash; Venezia<br \/>\n\t\t\t\tVIDALI MASSIMILIANO Maniago &ndash; Udine<br \/>\n\t\t\t\tMARCOLINA ANTONIO Maniago &ndash; Udine<br \/>\n\t\t\t\tVARISCO FRANCESCO Chioggia<br \/>\n\t\t\t\tBENETTI PASQUALE Padova<br \/>\n\t\t\t\tBUSETTO CARLO Pellestrina &ndash; Venezia<br \/>\n\t\t\t\tPENSO LUIGI detto MUNEGA Chioggia<br \/>\n\t\t\t\tNOVELLO RINALDO Venezia<br \/>\n\t\t\t\tSCOLZ PASQUALE Palmanova &ndash; Udine<br \/>\n\t\t\t\tBOSCOLO CASIMIRO Chioggia<br \/>\n\t\t\t\tVENTURINI ANGELO detto CIOCOLIN Chioggia<br \/>\n\t\t\t\tDONAGGIO FRANCESCO Chioggia<br \/>\n\t\t\t\tNORDIO LUIGI Venezia<br \/>\n\t\t\t\tMELOCCO detto MEOCCO GIOVANNI Venezia<br \/>\n\t\t\t\tBOSCOLO VINCENZO Chioggia<br \/>\n\t\t\t\tSFRIZO AUGUSTO Chioggia<br \/>\n\t\t\t\tALLEGRETTO (NEGRETTO) AUGUSTO Burano-Venezia<br \/>\n\t\t\t\tGALIMBERTI GIOVANN Chioggia<br \/>\n\t\t\t\tL&rsquo;articolo originale <a href=\"http:\/\/www.lavocedivenezia.it\/2013\/nelle-guerre-ci-sono-veneti-buoni-e-veneti-cattivi\/\">(QUI)<\/a><\/span><\/span>\n\t\t\t<\/p>\n<p>\n\t\t\t\t&nbsp;\n\t\t\t<\/p>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"social-ring\">\n<p>\n\t\t&nbsp;\n\t<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di EVA KLOTZ &ndash; ETTORE BEGGIATO Una lettura insolita della battaglia di Lissa, svoltasi nel Mare Adriatico il 20 luglio 1866, nelle ultime battute della terza guerra d&rsquo;indipendenza e che vide l&rsquo;inaspettato tracollo della flotta tricolore di fronte a quella asburgica, ora &egrave; possibile grazie all&rsquo;uscita &ndash; oggi &ndash; del libro : &ldquo;LISSA, l&rsquo;ultima vittoria [&hellip;]<\/p>\n<div class='heateor_sss_sharing_container heateor_sss_vertical_sharing heateor_sss_bottom_sharing' style='width:43px;left: -10px;top: 100px;-webkit-box-shadow:none;box-shadow:none;' data-heateor-sss-href='https:\/\/mlnv.org\/news\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/29982'><div class=\"heateor_sss_sharing_ul\"><a aria-label=\"Facebook\" class=\"heateor_sss_facebook\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fmlnv.org%2Fnews%2Fwp-json%2Fwp%2Fv2%2Fpages%2F29982\" title=\"Facebook\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\" style=\"font-size:32px!important;box-shadow:none;display:inline-block;vertical-align:middle\"><span class=\"heateor_sss_svg\" style=\"background-color:#0765FE;width:39.3px;height:60px;display:inline-block;opacity:1;float:left;font-size:32px;box-shadow:none;display:inline-block;font-size:16px;padding:0 4px;vertical-align:middle;background-repeat:repeat;overflow:hidden;padding:0;cursor:pointer;box-sizing:content-box\"><svg style=\"display:block;\" focusable=\"false\" aria-hidden=\"true\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"100%\" 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