SOVRANITA’ PERSONALE

2013.03.20 – LA SOVRANITA’ PERSONALE DI DIO: IO SONO COLUI CHE E’


LA NON RISPOSTA DI DIO A MOSE' SUL SUO NOME
 
“‘Qual è il suo nome?’
Che dirò loro?” (Es 3:13).
Mosè vuol sapere il nome di Dio.
Ma non lo sapeva già?
Tutti gli ebrei si erano sempre riferiti a Dio come a Yhvh. Evidentemente Mosè era consapevole che quella formula non era proprio un nome, ma era il modo misterioso con cui ci si doveva riferire a Dio.
Ma il suo nome?
Vista la confidenza con Dio – di cui Mosè godeva fino al punto che Dio parlava “a Mosè faccia a faccia, proprio come un uomo parlerebbe col suo prossimo” (Es 33:1) – egli osa la domanda.
Certo con prudenza, usando un giro di parole e attribuendo la domanda ad altri: “Supponiamo che . . . ed essi realmente mi dicano: ‘Qual è il suo nome?’ Che dirò loro?” (Es 3:13).
Gli angeli furono riottosi nel rivelare il proprio nome e, di fatto, non lo rivelarono.
Come avrebbe risposto Dio?
A ciò Dio disse a Mosè:” (v. 13).
Si noti molto attentamente, ma davvero molto attentamente.
“A ciò”, cioè alla richiesta di Mosè, Dio “disse”.
La Bibbia dice che in realtà Dio non rispose alla richiesta di Mosè.
Ma “disse” qualcosa.
Per tutta risposta, Dio “disse”: “IO MOSTRERÒ D’ESSERE CIÒ CHE MOSTRERÒ D’ESSERE” (v. 14; il maiuscoletto è di TNM).
Qui occorre fare bene attenzione.
Dobbiamo esaminare la frase di Dio nell’originale per comprenderla dovutamente.
אהיה אשר אהיה
ehyèh ashèr ehyèh
sono/sarò [chi] sono/sarò
Secondo questa nota, la locuzione divina sarebbe “l’espressione con cui Dio chiama se stesso”.
In verità, Dio qui non sta chiamando se stesso.
Dio sta invece rispondendo alla domanda di Mosè, ma non per dare il suo nome.
Come tutta risposta a Mosè che vuol sapere il suo nome, Dio dice: “SONO CHI SONO” (traduzione letterale dall’ebraico)… ovvero IO SONO COLUI CHE E'.

2013.03.20 – SECONDO ALCUNI LA DICHIARAZIONE DI SOVRANITA’ PERSONALE E’ UNA BUFALA


Proponiamo di seguito un articolo dell’ Avv. Paolo Franceschetti, su un argomento abbiamo trattato nell’articolo
La più grande storia mai raccontata, pubblicato su PuntoZero nr. 4.
Il diritto di sovranità individuale, Santos Bonacci, la bufala del diritto e della dichiarazione di sovranità
 
1. Premessa.
2. In cosa consiste il diritto di sovranità individuale.
3. La differenza tra sistemi di civil law e di common law.
4. Il concetto di diritto e norma di legge. Il diritto come imposizione di forza.
5. Il concetto di diritto. Il diritto come sistema di regole per l’annientamento dell’individuo.
6. Il diritto di sovranità nella nostra legislazione.
7. Conclusioni.
 
1. Premessa.
Da qualche tempo non passa giorno che qualcuno non mi domandi via mail o per telefono, o su facebook, o alle conferenze, qualcosa sul diritto di sovranità individuale, diffuso sul web da un personaggio che si chiama Santos Bonacci, e successivamente ripreso da altri siti, tra cui “Tempo di cambiare” di Italo Cillo.
Scrivo quindi questo articolo, per dare una risposta cumulativa a tutti anticipando le conclusioni: questa questione vale per il diritto anglosassone (forse, e non ne ho la certezza).
Ma certamente non vale per il nostro diritto e per i sistemi di civil law in generale.
Vediamo nel dettaglio perché.
 
2. In cosa consiste il diritto di sovranità individuale.
Partiamo dal concetto di sovranità individuale.
Secondo Santos Bonacci e diverse persone che sono andate dietro a questa bufala, il cittadino italiano potrebbe rivendicare il proprio diritto di sovranità individuale rispetto allo Stato, dichiararsi quindi uomo libero, non soggetto al diritto dello Stato.
Secondo questa teoria, per fare questo basterebbe indirizzare una raccomandata al Prefetto e al Ministero dell’Interno, scritta con inchiostro rosso (sic!), firmata con impronta digitale (sic!) e con tre testimoni.
Sempre secondo i sostenitori di questa tesi, il diritto di rivendicare la propria sovranità nasce da un’attenta analisi delle leggi esistenti; analizzando tali leggi infatti si capisce che l’Italia è una società privata, registrata come corporazione dal 1933.
Il nostro Ministero delle Finanze invierebbe a questo registro, che sarebbe di proprietà del Vaticano (sic!), un report periodico.
Il sistema in cui viviamo sarebbe basato sul silenzio-assenso; se non rispondi all’avvertimento che ti viene dato è come se accettassi l’imposizione che lo Stato ti fa.
Le norme traggono valore dal principio di non essere state mai contestate.
Sono riconosciute valide perché nessuno le ha mai contestate.
Quindi se io contesto la validità delle norme statali, queste non sono valide.
A riprova di ciò, le persone portano dei video in cui un cittadino americano ha messo in difficoltà un giudice dichiarando di non riconoscere la sovranità dello Stato.
Cosa sia questo registro delle corporazioni non l’ho mai capito, perché le persone a cui mi sono rivolto mi hanno solo dato una serie di link incomprensibili, ma non un solo riferimento normativo.
Le mie conoscenze giuridiche mi permettono però di pronunciarmi sulla questione della contestazione delle leggi e sul principio del silenzio-assenso.
 
3. La differenza tra sistemi di civili law e di common law.
Intanto una prima cosa da dire è che tra i sistemi di common law, come quelli cui si riferisce Santos Bonacci, e i nostri corre una certa differenza.
I sistemi di civil law hanno una rigida scala gerarchica di leggi che hanno valore differente; prima di tutto vengono le leggi dell’UE, poi quelle costituzionali, poi le leggi ordinarie, ecc. In linea di massima non sono valide le leggi precedenti alla Costituzione, salvo eccezioni e salvo che non siano state confermate esplicitamente.
Le leggi, poi, da noi disciplinano esplicitamente quasi tutto quello che il cittadino può fare o non fare.
In teoria (in teoria, la pratica è un po’ differente) i giudici applicano solo la legge.
I sistemi di common law invece sono basati su un serie di leggi che regolano i principi base, mentre poi l’applicazione della legge è lasciata al giudice.
Il giudice cioè crea la legge.
Quindi ammesso e non concesso che nei sistemi anglosassoni i principi giuridici fatti propri da questa teoria siano validi, essi non lo sono altrettanto per il nostro ordinamento.
Se in America o in Inghilterra una sentenza emanata da un giudice che dichiarasse valida la sovranità individuale sarebbe – in teoria – una vera e propria regola giuridica, da noi la stessa cosa sarebbe impossibile perché il giudice dovrebbe indicare esattamente quale norma ha applicato (quindi, in sostanza, o si trova una norma giuridica che affermi valido il diritto di sovranità oppure non è possibile fare un’affermazione del genere); e anche se poi un giudice dichiarasse valida la sovranità individuale, non è detto che ciò venga poi fatto da altri giudici.
 
4. Il concetto di diritto e di norma di legge. Il diritto come imposizione di forza.
Occorre a questo punto spiegare cosa è la legge, come nasce, e in cosa consiste.
La legge è, né più né meno, un atto di forza imposta dai vincitori a un popolo sottomesso.
In Italia la nostra Costituzione risale al 1947, e fu creata ad hoc dopo la fine della seconda guerra mondiale dai nostri politici, sotto il controllo degli USA che ne hanno gestito la formazione dopo l’occupazione.
Prima di allora le leggi erano state imposte da Mussolini agli italiani; il fascismo era una dittatura e quindi le leggi non erano certo scelte dal cittadino a proprio favore, ma erano imposte di forza dallo Stato anche a chi non voleva piegarsi ad esse.
Del resto Mussolini aveva semplicemente operato sul sistema preesistente: la Costituzione Albertina del 1848, dal 1861 fu imposta a forza ai territori strappati allo Stato Pontificio e ai Borbone, contro la volontà di costoro, e contro addirittura la volontà degli abitanti del meridione, la maggior parte dei quali contrari all’Unità d’Italia.
D’altronde in precedenza in quei territori c’erano stati, oltre alla Chiesa cattolica, i Romani, e prima dei Romani gli Etruschi.
E ciascuno aveva sempre strappato all’altro il proprio territorio imponendo le proprie leggi con la forza.
Gli USA, per volgere lo sguardo oltreoceano, sono nati perché gli europei hanno colonizzato quei territori, occupando con la forza i territori abitati dai nativi americani: Apache, Seminole, Nez Piercé, Sioux, ecc., vivevano a milioni in quei territori, da millenni.
Ma un bel giorno siamo arrivati noi europei, li abbiamo cacciati ed abbiamo imposto le nostre democratiche leggi.
In alcuni casi tali leggi sono state imposte a popolazioni, come i Nez Piercé, che non conoscevano proprio il concetto di “conflitto” e “guerra” e che hanno accettato supinamente la cosa senza azzardare nessuna reazione.
Poi gli USA ogni tanto decidono di andare altrove (ad esempio nelle isole Hawaii) e, sterminando chi vi si oppone, decidono che quello è uno stato americano.
Poi decidono di esportare la democrazia in Iraq, vanno in Iraq, fanno milioni di morti, e instaurano un governo democratico (la stessa cosa che hanno fatto in Italia nel ’47, più o meno).
Il diritto è quindi un’imposizione, un atto di forza.
E chi si ribella alle regole viene messo in galera, distrutto economicamente, e piegato con tutti i mezzi.
Sei contrario alle trasfusioni perché sei Testimone di Geova?
Lo Stato te lo impone.
Ritieni che la Chiesa cattolica sia un’istituzione che ha infangato e lordato il nome di Cristo, appropriandosi illecitamente del suo messaggio e trasformandolo in un messaggio di violenza e sopraffazione?
Non importa, devi tollerare il crocifisso e l’ora di religione.
Sei favorevole all’eutanasia?
Pazienza.
E’ proibita.
Ritieni Equitalia un abuso?
Non importa, ti pignorano lo stesso la casa.
Ritieni assurdo che chi è condannato a otto anni per associazione mafiosa possa sedere in parlamento?
Non importa.
La legge lo permette e tu ti becchi un parlamentare condannato per mafia che decide per te cosa è giusto e cosa non lo è.
Vorresti avere due mogli (se uomo) o due mariti (se donna)?
E’ vietato.
Nella legislazione matrimoniale, poi, il massimo del ridicolo lo raggiungono alcune leggi americane (ad esempio in Texas) in cui sono proibiti i rapporti sessuali diversi dal normale coito vaginale.
Il concetto di diritto credo che però meglio di ogni altro sia esemplificato da un’intervista ad un parlamentare, poco tempo fa, al quale un giornalista chiese “scusi, ma se siamo in tempo di crisi, come mai l’anno scorso i partiti hanno preso per rimborsi elettorali una somma 14 volte superiore all’anno precedente?” e il parlamentare (ricordiamolo, il parlamentare è quello che le leggi le fa e le vota) risponde senza avvedersi della contraddizione: “Ah non dipende da me, io ho solo rispettato la legge”.
E così via.
Ora, essendo il diritto un atto di forza imposto dall’alto anche contro la volontà della maggioranza dei cittadini, è logico che non ha alcun valore rivendicare il proprio diritto di sovranità.
A maggior ragione, poi, se si parte dal presupposto che il diritto è un arbitrio, un abuso del più forte su chi non ha i mezzi per ribellarsi, è inutile e anche contraddittorio rivolgersi per la tutela dei propri diritti agli organi di quello Stato che io non riconosco.
Equivale a rivolgersi a Totò Riina per cercare di fargli capire che è ingiusto che lui squagli la gente nell’acido, e per tentare di fargli capire che non può ammazzare la mia famiglia sol perché non gli pago il pizzo.
Le norme cioè sono valide perché lo Stato le fa rispettare con la forza. Non sono valide, invece, come la teoria di Bonacci vorrebbe, perché nessuno le contesta.
Sono valide perché se non le rispetti lo Stato e fa rispettare coattivamente con la forza pubblica.
Quindi mandare una dichiarazione – come vorrebbero i sostenitori della teoria della sovranità – agli organi dello Stato con cui si dichiara di non riconoscere la sovranità statale, non serve a nulla.
Mandarla poi seguendo i consigli che vengono dati da chi si occupa di questa teoria, cioè firmandole con l’impronta digitale e scrivendo con inchiostro rosso, ecc., equivale a farsi ridere dietro e tutt’al più a gettare i presupposti per un TSO.
 
5. Il concetto di diritto.
Il diritto come insieme di regole per l’annientamento dell’individuo.
Va da sé che se lo Stato impone il diritto con la forza, non lo fa per il benessere dei cittadini.
Quando gli europei sono andati in America (sia nell’America del nord che del sud) non hanno certo imposto le loro leggi per il benessere della popolazione locale.
Quando invadiamo la Libia (affermando che andiamo a liberarla) e imponiamo le nostre regole su quei territori, non lo facciamo di certo perché vogliamo il bene del popolo libico.
La verità invece è che il diritto persegue fini completamente opposti e serve ad ingabbiare il cittadino in una serie di regole per impedirne il libero sviluppo e il libero arbitrio.
Solo a titolo di esempio:
Il diritto di proprietà privata è quasi inesistente; la verità è che il proprietario del terreno per costruirvi deve pagare; lo Stato può espropriarglielo quando vuole senza pagargliene il valore; per fare una minima modifica alla costruzione occorre chiedere autorizzazioni e pagare per averle, ecc.
Se io ho una casa, non ho neanche il diritto di farne quello che voglio, perché anche solo per traformarla da abitazione in studio devo chiedere l’autorizzazione.
Il Ministero della Sanità decide quali cure sono ammesse negli ospedali e quali no, al fine di disincentivare cure alternative efficaci e incentivare cure ufficiali inefficaci dannose e costose (come la chemioterapia, a fronte di tutti gli studi – Di Bella, Simoncini e altri – che hanno dimostrato l’inefficacia di queste cure e l’efficace di altre cure meno costose) che propongono metodi diversi.
Le tasse sulla casa e sui terreni costituiscono una specie di gabbia in cui il cittadino è imprigionato costringendolo a lavorare come un mulo per pagare servizi di cui potrebbe anche fare a meno.
Nonostante infatti siano da decenni state scoperte energie pulite e a costo zero, materiali riciclabili per i principali prodotti di uso quotidiano, e prodotti che possono ridurre a zero la necessità di riscaldamento (ad esempio alcune case di legno non hanno bisogno di riscaldamento anche in zone molto fredde), siamo costretti tutti ogni mese a pagare spazzatura, luce, gas, acqua, e interi stipendi familiari sono destinati solo a pagare bollette inutili, che non servirebbero a nulla se si diffondesse la tecnologia di Tesla e altri sistemi.
Le tasse in generale non servono a pagare i servizi che lo Stato fornisce, ma servono a depredare il cittadino per non permettergli di vivere tranquillo.
Basti pensare che con il costo di un F22 per la difesa aerea ci si potrebbe sanare il bilancio della giustizia, e con pochi F35 (dieci o quindici a seconda dei calcoli) si potrebbe fornire la sanità di tutti gli strumenti indispensabili per curare tutti gratuitamente.
In altre parole, i politici non hanno bisogno dei nostri soldi per fornire i servizi statali; hanno bisogno di depredarci per far sì che la gente non evolva spiritualmente.
I tribunali sono congegnati in modo che raramente chi ha un credito, piccolo o elevato che sia, possa conseguirlo per via giudiziale ed essere tutelato da frodi e abusi; basti pensare che il creditore per pignorare i beni del debitore e venderli può arrivare ad impiegare decenni, spendendo nel frattempo un mucchio di soldi per mantenere in piedi la procedura.
Il peggio del peggio in termini di libertà però lo danno le recenti leggi tributarie in materia di spesometro, redditometro, e anagrafe tributaria.
Un sistema che in teoria controllerà tutte le spese dei cittadini per “normalizzare” ogni individuo: vuoi mangiare solo le mele del tuo campo per risparmiare soldi e comprarti tanti cd musicali che adori?
Non puoi… non rientri nei parametri.
Sei un tedesco che lavora in Italia e hai preso la cittadinanza italiana e sei abituato a bere 10 birre al giorno?
Cazzi tuoi, non te lo puoi permettere, altrimenti potrebbe scattare l’accertamento.
Si potrebbe proseguire all’infinito con altri esempi, ma la verità è che le leggi esistenti servono solo ad ingabbiare il cittadino in una rete di regole quasi del tutto inutili, che servono a fargli perdere tempo al fine di distoglierlo dall’impiegare lo stesso tempo nell’evoluzione di se stesso.
 
6. Il diritto di sovranità nella nostra legislazione (si riferisce a quella italiana ovviamente).
Venendo al principio di sovranità nella nostra legislazione, ci si deve domandare se non ci siano altre strade per riconoscere la propria sovranità e se questa teoria sia completamente campata in aria o meno.
In teoria l’idea della sovranità individuale è giusta.
Lo Stato non avrebbe il potere di decidere della vita altrui, salvo che questo potere non serva veramente a proteggere il cittadino, e salvo che questo potere sia davvero un’espressione della volontà della maggioranza.
Questo concetto di fondo è espresso nella Costituzione, dove all’articolo 1 è detto che la sovranità appartiene al popolo; molto importante è la frase successiva, questa: “il popolo la esercita nelle forme previste dalla Costituzione”.
In altre parole, la norma è come se dicesse che è illegittima qualsiasi legge che non permetta l’esercizio della sovranità da parte del cittadino.
Ora, occorre considerare che il popolo non ha più il diritto di scegliersi i propri rappresentanti grazie ad una legge elettorale che è una porcata anche nel nome (il cosiddetto Porcellum), ed è stata definita tale addirittura da chi l’ha preparata e le ha dato il nome (Calderoli); quindi i rappresentanti che siedono in parlamento non sono voluti dal popolo; occorre altresì considerare poi che molte leggi sono state delegate all’UE, e soprattutto che il sistema della moneta è un sistema illegittimo ove non è il cittadino ad essere proprietario della moneta, ma lo è un ente privato come la BCE.
Tenendo presente tutte queste considerazioni, ne deriva a maggior ragione l’illegittimità della sovranità statale attuale, e il diritto del cittadino di svincolarsi da questo sistema.
Il problema però è che il cittadino non può svincolarsi nella pratica da questo sistema, perché lo Stato dispone di uno strumento che le singole persone non hanno: l’uso della forza.
Le teorie di Bonacci e dei seguaci della sovranità hanno ragione su un punto, cioè che il diritto di basa sul consenso e sulla non contestazione.
Ma il nodo della questione è che non basta la contestazione da parte di uno o di mille individui che rivendicano la propria sovranità per distaccarsi dallo Stato; in teoria sarebbe necessario che il consenso venisse negato, e che quindi non riconoscessero la sovranità statale tutti quegli organi che in teoria sono deputati a far rispettare le leggi statali.
In altre parole, se d’un tratto polizia, carabinieri, esercito, tribunali, cessassero di riconoscere come valide le leggi statali, allora sì, d’un colpo lo Stato perderebbe il suo potere e ciascun individuo sarebbe sovrano a se stesso.
La nazione precipiterebbe però nell’anarchia, generando altri tipi di problemi e la necessità di altre soluzioni.
 
7. Conclusioni.
A mio parere i gruppi che si occupano di sovranità individuale hanno l’importante funzione di stimolare una riflessione e un dibattito.
A me personalmente hanno fatto riflettere molto e fare importanti passi avanti di consapevolezza.
Avendo avuto modo di parlare con alcuni di loro, peraltro, mi sono fatto l’idea che il dibattito è interessante, ma il rischio è quello di perdersi a studiare codici, cavilli, leggi presenti, leggi passate, ecc., e far perdere del tempo alle persone per distorgliele da attività più proficue per se stessi ma pericolose per il sistema: la crescita individuale.
La vera libertà è dentro di noi, e non ci può essere sistema giuridico che può togliere la libertà a una persona libera dentro.
In questo senso, le storie di Gesù Cristo, di Osho, di Paramahansa Yogananda, di Gandhi, possono insegnare molto, ma anche la storia del Dalai Lama, che ha perso una terra e il suo regno, il Tibet, ma ha portato la libertà a milioni di individui con la diffusione del buddhismo all’esterno della sua terra.
Il Dalai Lama è l’esempio più importante al mondo, in questo senso, di un soggetto che ha la sovranità individuale; era infatti un ex sovrano spodestato dal governo cinese, che ha perso il regno.
Ma in compenso non ha perso mai la sua sovranità individuale, aiutando milioni di persone a trovare la propria.
Tratto DA QUI

2013.06.20 – NOTIFICA DELLA DICHIARAZIONE DI SOVRANITA’ PERSONALE E VENETA

da:      MOVIMENTO DI LIBERAZIONE NAZIONALE DEL POPOLO VENETO
a:         prefettura.treviso@interno.it,
            y…      @un.org,
            b…      @un.org,
            f…       @un.org,
            mail    @comune.villorba.tv.it,
            p…      @bka.gv.at
 
data:   20 giugno 2013 20:53
 
oggetto:SERGIO BORTOTTO – PRESIDENTE DEL MLNV E DEL GOVERNO VENETO PROVVISORIO
 
Il sottoscritto Sergio Bortotto, Presidente del Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto e del Governo Veneto Provvisorio, istituito dal MLNV ai sensi e per gli effetti dell'art.96.3 del Primo Protocollo di Ginevra del 1977, 
 
C O N S I D E R A T I
 
–     la “Denuncia di occupazione, dominazione e colonizzazione della Nazione Veneta da parte dello stato straniero italiano – Rivendicazione di sovranità del Popolo Veneto” del Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto (MLNV) in data 27.09.2010 e depositata alla sede O.N.U. di Ginevra (Ch) in data 28.09.2010 e alla sede O.N.U. di New York in data 27.09.2011;
–     l’Ultimatum del MLNV del 13.12.2010 notificato allo stato straniero, colonialista e razzista italiano e alla sede O.N.U. di Ginevra in data 14.12.2010;
 
V I S T I
 
–     il Patto Internazione relativo ai diritti civili e politici – New York 16.12.1966; 
–     la Risoluzione nr.2625 del 24.10.1970 dell’Assemblea Generale ONU: 
Principio dell’uguaglianza dei diritti e dell’autodeterminazione dei popoli.
In virtù dei principi dell’uguaglianza dei diritti e dell’autodeterminazione dei popoli, inseriti nella Carta delle Nazioni Unite, ogni popolo ha diritto di determinare liberamente, senza interferenze esterne, il proprio status politico, e di perseguire il proprio sviluppo economico, sociale e culturale.
Ogni Stato ha il dovere di rispettare questi diritti in ottemperanza delle disposizioni della Carta.
Ogni Stato ha il dovere di promuovere azioni individuali o separate al fine di realizzare il principio dell’uguaglianza dei diritti e dell’autodeterminazione dei popoli, in ottemperanza delle disposizioni della Carta, e di assistere l’O.N.U. nello svolgimento dei compiti che le sono stati affidati dalla Carta per mettere in atto questi principi (…)
L’istituzione di uno Stato indipendente e sovrano, la libera associazione o l’integrazione in uno Stato indipendente, o il costituirsi di qualunque istituzione politica liberamente decisa da un popolo, costituiscono altrettanti modi di attuare il principio di autodeterminazione da parte di quel popolo.
Gli Stati devono astenersi  dall’esercitare azioni di forza volte a privare i popoli cui questa dichiarazione si riferisce, del loro diritto alla libertà, all’indipendenza e all’autodeterminazione.
Nella resistenza che tali popoli opporranno a tali azioni per difendere il loro diritto all’autodeterminazione, essi avranno il diritto di chiedere e ottenere aiuto dalla comunità internazionale in accordo con i principi e gli scopi della Carta delle Nazioni Unite.
–     La Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Helsinki, 1 agosto 1975):
VIII.  Eguaglianza dei diritti ed autodeterminazione dei popoli
28. – Gli Stati partecipanti rispettano l’eguaglianza dei diritti dei popoli e il loro diritto all’autodeterminazione, operando in ogni momento in conformità ai fini e ai principi dello Statuto delle Nazioni Unite e alle norme pertinenti del diritto internazionale, comprese quelle relative all’integrità territoriale degli Stati.
29. – In virtù del principio dell’eguaglianza dei diritti e dell’ autodeterminazione dei popoli, tutti ipopoli hanno sempre il diritto, in piena libertà di stabilire quando e come desiderano il loro regime politico interno ed esterno, senza ingerenza esterna e di perseguire come desiderano il loro sviluppo politico, economico, culturale e sociale.
30. – Gli Stati partecipanti riaffermano l’importanza universale del rispetto e dell’esercizio effettivo da parte dei popoli dei diritti eguali e all’ autodeterminazione per lo sviluppo di relazioni amichevoli tra loro come tra tutti gli Stati: essi ricordano anche l’importanza dell’eliminazione di qualsiasi forma di violazione di questo principio;
–     la legge 881/1977 dello stato straniero occupante italiano:
ratifica del Patto Internazionale relativo ai diritti civili e politici – New York 16.12.1966;
–     Il Decreto Legislativo 13.12.2010 nr.212 in vigore dal 16.12.20:
con il quale lo stato italiano ha sancito l’illiceità e l’illegalità della sua permanenza sui Territori della Repubblica di Venezia, avendo abrogato a tutti gli effetti il regio decreto 04.11.1866 nr.3300, “col quale le provincie della Venezia e di Mantova fanno parte integrante del regno d’italia”, oggi repubblica italiana.
 
AVENDO RISCONTRO
 
che il MLNV, nel dar seguito all’adempimento dei propri doveri nei confronti della Serenissima Patria, rimanendo con inflessibile osservanza nell’alveo delle norme del diritto internazionale e uniformandosi al principio di stretta legalità, ha costituito il Governo Veneto Provvisorio ai sensi e per gli effetti dell’art.96.3 del Primo Protocollo di Ginevra del 1977
 
NONOSTANTE
LO STATO STRANIERO ITALIANO
ABBIA POSTO IN ESSERE
 
–     gravissimi illeciti internazionali, quali reiterati atti di forza, di aggressione e di guerra contro il MLNV, contro i membri del suo Direttivo e contro altri appartenenti al MLNV, nonché contro altri Cittadini del Popolo Veneto, mediante strumentali, calunniosi, pretestuosi e persecutori procedimenti-farsa penali in ambito italiano;
–     gravissimi illeciti a sfondo razzista, politico e discriminatorio posti in essere con premeditazione e con dolo specifico contro i membri del Direttivo del MLNV, contro altri appartenenti al MLNV, nonché contro altri Cittadini del Popolo Veneto, in specie mediante i procedimenti-farsa  anche in palese violazione delle stesse norme di legge penali e di procedura penale italiane, tra i quali:
–     violazioni di domicilio con armi da guerra;
–     illegali perquisizioni personali e locali presso le private dimore;
–     sequestri di persona aggravati;
–     reiterate minacce, interrogatori informali, violenze morali e psicologiche sugli indagati appartenenti al MLNV sottoposti illegalmente a grave limitazione della libertà personale in quanto sequestrati, segregati e sorvegliati a vista per molte ore negli uffici della sezione politica della polizia di stato straniera italiana a Treviso;
–     subornazioni di testi, sottoposti ad atti intimidatori e minacce;
–     calunnie aggravate;
–     reiterate falsità ideologiche in atti;
–     diffamazioni aggravate a mezzo stampa, radiotelevisione e altri organi di informazione;
–     attività illegale di spionaggio;
–     interferenze illecite ed indebite nella vita privata e nelle comunicazioni private;
–     pubblicazione illecita di intercettazioni telefoniche sugli organi di stampa e di informazione;
–     furto delle identità personali, con illegali rilievi foto-dattiloscopici;
–     furto di beni ed effetti personali (beni ed effetti personali, nonché dati, materiali e
–     supporti informatici, illegalmente sottratti)
–     appropriazione indebita dei suddetti beni ed effetti personali illegalmente sottratti;
–     omissioni di denuncia dei crimini commessi dagli stessi inquirenti italiani;
–     reiterate omissioni e rifiuti di atti di ufficio;
–     l’aver omesso di dare contezza di tutti gli atti, di tutte le operazioni tecniche eseguite e di tutta l’attività complessivamente posta in essere dagli inquirenti italiani su tutti i suddetti beni ed effetti personali illegalmente sottratti, e quindi su modalità e luogo di custodia, nomina custode, apposizione e/o rimozione dei sigilli (come prescritto dalle stesse norme di procedura penale italiane);
–     l’aver omesso di dare altresì contezza di tutte le operazioni tecniche eseguite sugli strumenti e supporti informatici illegalmente sottratti, quali ad esempio tutte le attività di spionaggio e di estrazione dei dati informatici presenti nei supporti informatici, nonché accensioni, consultazioni, visualizzazioni ed estrazioni di files e di altri dati dai personal computer (come prescritto dalle stesse norme di procedura penale italiane);
–     abusi d’ufficio;
–     associazione per delinquere finalizzata a commettere i predetti crimini a sfondo razziale e politico contro i membri del Direttivo del MLNV e contro altri cittadini del Popolo Veneto;
–     reiterata violazione dell’art.294 del codice penale italiano per aver ripetutamente attentato ai diritti politici del cittadino per aver usato violenza, minaccia ed inganno, nel tentativo di impedire in tutto o in parte l’esercizio di un diritto politico;
 
AVENDO RISCONTRO
che ad oggi il MLNV con precauzione e riguardo ha inutilmente atteso, anche ben oltre i limiti consuetudinari, la notifica e la formalità di un qualsiasi atto di manifesta resistenza, rifiuto o mera opposizione alle enunciate espressioni di diritto da noi MLNV ritenute legali, legittime e rivendicate “secundum legem”, la formalità della rivendicazione è di diritto compiuta e perfezionata;
PRESO ATTO
che il principio di legalità è applicabile al diritto di autodeterminazione per il Popolo Veneto, e che tale diritto concreta il potere di esercitarlo nelle forme e nei modi contemplati, la costituzione del MLNV ha generato “diritto” producendo negli effetti ciò che si tenta di non considerare.
Il tentativo di ignorare l’esistenza del MLNV, infatti, tende a negare il presupposto giuridico da cui ha origine il MLNV medesimo ovvero il diritto di autodeterminazione previsto per legge, ratificato dallo stesso stato straniero italiano e rivendicato dal MLNV in nome del Popolo Veneto.
Il diritto di liberare la Patria dallo stato straniero occupante italiano è legittimo e legale perché conforme alle norme del diritto internazionale.
 
P.Q.M.
DICHIARO DI ESSERE VENETO
e di nazionalità Veneta per diritto naturale perché lo sono per nascita, mi identifico nella comunità di Genti Venete che hanno diritto di essere libere e sovrane sulle proprie terre d'origine secondo la specificità della propria cultura, della propria storia, delle tradizioni e delle proprie origini etniche;
come tale affermo di appartenere a tale Nazione.
Considerato che io sono ciò che sono e che la libertà di decidere di essere ciò che ho deciso di essere costituisce per ogni persona un imprescindibile diritto naturale universalmente efficace, avendo facoltà e potere di rappresentare me stesso, trasmetto l’allegata personale dichiarazione di sovranità personale e di cittadinanza Veneta.
WSM
Venetia, giovedì 20 giugno 2013
Sergio Bortotto
Presidente del MLNV e del Governo Veneto Provvisorio
 
per la dichiarazione di sovranità personale e Veneta vedi:

2013.06.07 – SERGIO BORTOTTO – DICHIARAZIONE DI SOVRANITA' PERSONALE E NAZIONALITA' VENETA

 

ANCHE L’IMPREVISTO APPARENTEMENTE CATASTROFICO PUO’ ESSERE UNA GRANDE OCCASIONE PER TUTTI


Tratto da (CLICCA QUI)
Ave a tutti i Sovrani e non,
in questo episodio abbiamo potuto riascoltare la voce di Santos Bonacci dopo la sua prigionia di 9 giorni a seguito di questo rapimento
Noi abbiamo fatto il nostro atto di testimonianza che trovate cliccando QUI
Con la partecipazione di Marco Bonifacio Di Marzo, abbiamo ascoltato da Santos alcuni dettagli e riflessioni a dimostrazione che non è importante quello che accade ad un uomo, ma come viene affrontato, anche l’imprevisto apparentemente più catastrofico può divenire una grande occasione per tutta l’umanità, se sappiamo fare la scelta giusta…. essere UMANO o non essere UMANO… e questo sarebbe un dilemma???
Buon Ascolto

ARRESTATO SANTOS BONACCI IN AUSTRALIA.


Il conferenziere afferma di essere stato rapito da incaricati del sceriffo del Queensland senza un vero mandato e viene tenuto attualmente in custodia illegalmente. 
L’arresto è avvenuto a casa di Sonia e Hiromi Bonacci, che è suo fratello.
Per diversi anni, Santos Bonacci è stato un critico franco dei governi di tutto il mondo, e ha anche parlato contro il Vaticano e il Papa per diversi presunti crimini.
Ultimamente è stato coinvolto in vari movimenti di Sovranità Individuale e la libertà in cui l’autorità legale del governo è sfidata in tribunale con la legge e la bonifica del DNA.
Alcuni dei suoi post più recenti possono essere connessi al suo arresto da parte delle forze dell’ordine in Australia.
L' 8 gennaio 2014 Santos aveva postato questo messaggio:
Accusa privata in arrivo amici, oggi ho avuto una chiamata da una società privata, chiamata Ufficio dello Sceriffo Victoria.
Ecco la prova di Prima Fascia della loro intenzione di commettere una frode tentando aiutare e favorire il fatto di venire ricondotti a un nome legale!
Vi terrò aggiornati.
Basta aspettare per vedere il divertimento che il nostro piccolo team di accusa privata qui a Melbourne sta per avere quando perseguiremo l’Ufficio dello Sceriffo di Victoria’, società privata probabilmente di proprietà di alcuni pedofili ricchi di Toorak!
Stiamo anche girando un documentario e condividendolo con il mondo per una lezione di libertà! 
Restate sintonizzati!
Questo arresto potrebbe essere correlato alla sua attività politica e di condanna aperta dei vari governi e della Curia Romana?
Fonte: http://gnosticwarrior.com/santos-bonacci-arrested-and-in-custody.html

Santos-Bonacci

bonacci

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BIOLOGA SCOMPARSA DOPO QUESTO VIDEO… MA SARA’ VERO?

Oggi 28 luglio 2017 ci viene segnalato questo video del 22 ottobre 2012.
 

 

I MITI DELLA LEGGE E I DIRITTI VIOLATI

I nostri diritti e l'interpretazione che viene data agli stessi.

Le contraddizioni della legge.

IL TEMPO … CHE ABBIAMO.

Tratto dall'omonimo romanzo di Michael Ende. Risultati immagini per TEMPO
Vicino ad una città senza nome, vi sono i resti di un anfiteatro.
Qui vi trova rifugio una piccola bambina dalle misteriose origini ed i cittadini, oltre a prendersene cura, trovano in lei alcune potenzialità fuori dal comune: fa sbocciare la fantasia dei suoi coetanei, è capace di riappacificare gli animi litigiosi, di far comprendere gli errori e trovare le soluzioni dei problemi.
E questo avviene solo tramite la sua capacità di ascoltare.
Tutto trascorre tranquillo, finché la città non viene invasa dai misteriosi Signori grigi che mirano ad impadronirsi del tempo degli uomini, indispensabile per la loro sopravvivenza (ne fanno dei sigari che gli permettono di esistere, se un uomo grigio perde il suo sigaro svanisce nell'aria).
Per colpa loro, la vita della gente diventa più frenetica e vuota.
Momo, che è l'unica a non risentire dell'effetto di questi loschi personaggi, è la loro principale nemica.
Questi ultimi cercano di sbarazzarsi di lei offrendole dei giocattoli.
Con l'aiuto della tartaruga Cassiopea, riesce a raggiungere la dimora di Mastro Hora ed a escogitare insieme a lui un piano per combattere i Signori grigi.
Quando i cattivi riescono a penetrare nel Vicolo di Mai, mettono in atto il piano: Mastro Hora ferma il tempo che distribuisce agli uomini e sulla mano di Momo appare un Orafiore che le dà a disposizione un'ora per poter sistemare le cose.
Notando che il tempo si è fermato, i Signori grigi corrono ad avvisare gli altri, ammassandosi tutti alla porta per poter uscire, iniziano a litigare, così, entrati in quattordici e ne escono in tre. Momo li insegue con l'Orafiore in mano e la fedele
Cassiopea sotto il braccio.
La città è immobile a causa della mancanza di tempo, gli unici esseri animati sono la protagonista e i tre Signori grigi.
Uno di questi conduce inconsapevolmente Momo al loro nascondiglio, ossia una stanza sotto le fondamenta di un terreno in costruzione, dove si trova anche la cassaforte con le Orafiore sottratte agli uomini.
La bambina deve chiudere la porta di questa cassaforte, per impedire che i signori grigi possano utilizzarle, per raggiungerla si infila sotto al tavolo dove stanno conversando gli ultimi sei uomini cinerei rimasti.
La chiusura, però, emette un tonfo che fa sussultare la piccola e viene così notata, ma riesce a scappare e far dissolvere l'ultimo Uomo grigio.
La bambina apre la cassaforte e le Orefiori vengono liberate restituendo il tempo agli uomini Momo torna a casa ad abbracciare tutti i suoi amici.
 

 

LE 7 COSE CHE IL FISCO ITALIANO NON PUO’ PIGNORARE

Passate le consegne da Equitalia all'Agenzia delle Entrate, non sono cambiate le regole della riscossione nei confronti di chi non paga le tasse.
Chi ha quindi cartelle esattoriali in arretrato, ricorda il portale di informazione e consulenza legale 'La legge per tutti', deve fare attenzione, sapendo comunque che ci sono alcune cose che non possono essere pignorate. 

– Capitolo CASA
Il pignoramento immobiliare, che nel privato è consentito per qualsiasi cifra e a discrezione del creditore, nel caso dei debiti erariali invece è soggetto a una serie di limiti:
– non si può ipotecare le casa se il debito del contribuente è inferiore a 20mila euro. In ogni caso, prima dell’ipoteca, è necessario inviare un preavviso almeno 30 giorni prima;
– non si può pignorare la casa se il debito complessivamente accumulato dal contribuente è inferiore a 120mila euro e la somma di tutti gli immobili di sua proprietà è inferiore a 120mila euro. In ogni caso, prima del pignoramento è necessario iscrivere l'ipoteca e, dopo di questa, attendere 6 mesi;
– non si può pignorare la casa se il debitore non possiede (anche per quote) altri immobili oltre a quello in questione e sempre a condizione che questo sia quello di residenza, accatastato a civile abitazione e non di lusso (ossia non A/8 e A/9). Per cui, in questo caso, se anche il contribuente ha un debito superiore a 120mila euro non rischia la casa.
In sintesi, si legge sul portale, una casa non è pignorabile se (alternativamente):
– il debito è inferiore a 120mila euro o la somma degli immobili del debitore non supera 120mila euro;
– la casa è l'unico immobile di proprietà del debitore, purché vi abbia fissato la residenza, non sia di lusso e sia accatastato come civile abitazione.
Se la casa è invece inserita nel fondo patrimoniale, sottolinea 'La legge per tutti', non è al sicuro: "I più recenti sviluppi giurisprudenziali intendono i debiti fiscali come contratti per i bisogni della famiglia e, come tali, sono insensibili allo schermo del fondo patrimoniale". Quindi, "il fisco può pignorare la casa che il debitore abbia conferito nel fondo".

– Capitolo STIPENDIO
Se viene notificato un pignoramento in banca, l'ultimo stipendio o l'ultima pensione accreditata non possono essere pignorati e restano integralmente a disposizione.
Il pignoramento dello stipendio può avvenire presso il datore di lavoro, prima che questi lo eroghi materialmente al dipendente, oppure quando ormai è stato accreditato in banca. In entrambi i casi, però, lo stipendio può essere pignorato fino a massimo un quinto.
Se il pignoramento dello stipendio avviene in banca, non può toccare tutti i risparmi ivi accumulati se sono inferiori a 1.344,21 euro; il pignoramento si estende solo alla parte eccedente tale soglia.

– Capitolo PENSIONE
Come per il pignoramento dello stipendio, anche quello della pensione può avvenire presso l'ente di previdenza, prima che questo lo eroghi al pensionato oppure quando ormai è stato accreditato in banca. Nei due casi, però, la pensione può essere pignorata fino a massimo un quinto.
Se la pensione viene pignorata presso l'ente di previdenza, il quinto pignorabile va calcolato al netto del cosiddetto 'minimo vitale' (o di 'sopravvivenza') che è pari a 1,5 volte l’assegno sociale: 672,10 euro. Questo vuol dire, spiega il sito legale, "dalla mensilità della pensione si detrae prima il minimo vitale e poi si calcola il quinto pignorabile".

– Capitolo BENI DI FAMIGLIA
Alcuni beni non possono essere pignorati. "Il codice li chiama 'beni assolutamente impignorabili' e sono: letti, tavoli da pranzo con le relative sedie, armadi guardaroba, cassettoni, frigorifero, stufe, fornelli di cucina anche se a gas o elettrici, lavatrice, utensili di casa e di cucina insieme ad un mobile idoneo a contenerli" si legge sul portale. Beni che, "in quanto indispensabili al debitore e alle persone della sua famiglia con lui conviventi, non possono essere asportati dall’ufficiale giudiziario, a condizione che non abbiano un significativo pregio artistico o di antiquariato".

– Capitolo AUTO DI LAVORO
Se l'auto serve per lavorare e il contribuente è un imprenditore o un professionista, il fermo auto non può essere disposto.

– Capitolo POLIZZE VITA
Le polizze vita sono assolutamente impignorabili da parte di qualsiasi creditore, non solo dal fisco.

– Capitolo CONTO CORRENTE e CASA COINTESTATI
Tutti i beni cointestati possono essere pignorati ma entro massimo la metà. Se il bene può essere diviso in natura (si pensi a un conto corrente o a una villetta bifamiliare) si procede in tal senso e il fisco sottopone ad esecuzione forzata solo il 50% di proprietà del debitore. Altrimenti, il bene si vende per intero (si pensi a un appartamento e una metà del ricavato viene restituita al contitolare non debitore).

Tratto da (CLICCA QUI)

 

SANTOS BONACCI E’ STATO RILASCIATO.

 
Santos Bonacci · 9.434 seguaci
4 ore fa · 

  • Hey friends, just a short note to say it's great to be home relaxing and enjoying being out free!!! I feel better than ever. Thanks for all the support and prayers and good energy sent my way. Much good has come out of the past 10 days. I've got lots to share so stay tuned to the show tomorrow on the radio!!

SOVRANITA’ INDIVIDUALE: UNICA ALTERNATIVA

Sovranità individuale: unica alternativa

di Leopoldo Antinozzi
Siamo ad una svolta: o ritornare al Feudalesimo con un’umanità serva e senza diritti oppure lavorare per riappropriarci della nostra sovranità individuale. Due linee di sviluppo entrambe operanti nel mondo, la prima alla luce del sole, la seconda serpeggiante nella crescente consapevolezza delle singole persone.
In realtà non c’è alternativa, non possiamo che accettare la responsabilità di sapere chi siamo veramente.
Prendo spunto dall’ultima fatica di Paolo Barnard espressa nell’articolo La Politica della Carenza, che consiglio a tutti di leggere, per proporre alcune riflessioni sullo stato attuale delle cose.
Barnard ormai inserisce la sua critica al sistema economico nel vasto quadro di riferimento che va da cinquemila anni a questa parte, durante il quale una ristretta cerchia di dinastie regali hanno tenuto in pugno l’intera umanità attraverso l’emissione monetaria basata sul debito ad interesse.
Le teorie che una volta erano considerate sciocchezze dietrologiche di stampo cospirazionistico, relegate all’interesse di pochi maniaci, ormai sono prese seriamente in considerazione dalla maggioranza dei ricercatori onesti e il pubblico ne può verificare la dimostrazione collegando i puntini degli effetti concreti della politica e dell’andamento finanziario, che sono sotto gli occhi di tutti, per ottenere il disegno totale.
Barnard conferma anche quello che ancora una decina di anni fa si considerava solo come una prospettiva fantapolitica, ovvero che il Vaticano, fulcro del sistema manipolatorio mondiale, attraverso i suoi gerarchi eterodiretti, ha deciso di far retrocedere il complesso dei diritti di cittadinanza conquistati nell’ultimo secolo, ad uno stato pre-rivoluzione francese e ritornare al feudalesimo.
Cosicché il progresso dovuto all’istruzione di massa che abbiamo avuto dopo la rivoluzione industriale sia stato utile a far diventare i sudditi capaci solo di essere bravi consumatori e, come ha detto qualcuno, abili a leggere al massimo i libretti di istruzione dei gingilli tecnologici che comprano.
Barnard non considera tuttavia, nella sua accorata quanto disperata analisi, una piccola ma fondamentale differenza. Al contrario dei tempi antichi, oggi siamo arrivati ad avere una capacità tecnologica formidabile, che determina una crisi permanente di iperproduzione di qualsiasi genere.
Il sistema in realtà è in crisi perché è bloccato semplicemente dalla mancanza dello strumento primario di scambio, la moneta, la cui creazione rimane monopolizzata dal piccolo manipolo privato di famiglie che l’ha trasformata, da quello che avrebbe dovuto essere, un semplice mezzo di scambio, appunto, in una merce, oggetto di speculazione finanziaria essa stessa come fosse materia prima.
Cosicché sotto la spada di Damocle della Politica della carenza, sostenuta dall’infusione di terrore di perdere il lavoro e del rimanere a corto di contanti, oggi sembra che la popolazione sia disposta ad accettare condizioni di vita sempre più disagevoli. Ma è sempre più chiaro che la crisi è completamente artificiale. Tuttavia la gabbia legislativa realizzata soprattutto negli ultimi quarant’anni, è diventata talmente blindata che quanto più è diffusa l’evidenza dell’arraffa arraffa di coloro che detengono il potere, maggiore è il senso di impotenza che serpeggia tra la gente.
Siamo arrivati ormai al punto di rottura.
E’ vero che il sistema di controllo si guarda bene dall’arrivarci e cerca costantemente di spostare sempre più verso l’alto i limiti della sopportazione, grazie alle imponenti dosi barbituriche somministrate quotidianamente dei mass media. La loro funzione infatti è quella di smorzare la capacità di reagire da parte della popolazione, veicolandola verso quei residui canali istituzionali di sfogo, costituiti dall’obsoleto gioco della rappresentanza democratica, che risulta ormai del tutto inoffensivo per il potere.
Ma è anche vero che si tratta di una lotta contro il tempo: o loro riescono a scatenare subito la terza guerra mondiale, che è il metodo usuale che hanno sempre adottato in tempi di crisi generale, oppure la massa si accorgerà presto che il sistema è truccato. Per la verità, sta già cominciando ad accadere.
Sovranità individuale: unica alternativa
Una quantità sempre maggiore di persone cominciano a risvegliarsi da questa sorta di sonno della ragione. Si sta prendendo coscienza che il sistema ci ha ingannato dai tempi dei tempi e non solo dal punto di vista economico, perché l’indottrinamento che inizia fin dalla scuola elementare, per proseguire con maggiore efficacia alle superiori e all’università, riguarda l’intera struttura di conoscenze del mondo, della vita e della natura dell’essere umano.
In molti ci stiamo rendendo conto che il discorso basato sulla perdita della sovranità, che viene generalmente limitata alla politica nazionale e all’emissione monetaria non sta veramente in piedi, dal momento che:
  • primo, non si tratta di una perdita, giacché in realtà non abbiamo mai avuta una sovranità, ma è stata sempre e comunque gestita dai pochi;
  • secondo, la vera sovranità non può essere quella del popolo, che è un concetto astratto, strumentalizzato dalle ideologie politiche elaborate negli ultimi secoli e costretto all’interno di realtà territoriali fittizie, segnate solo dalle dinamiche di potere dei soliti pochissimi gruppi dominanti.
Una parentesi: ci hanno insegnato, soprattutto qui in Italia, che una nazione viene identificata dalla lingua che si parla all’interno dei suoi confini, ma non è vero. Quante sono le nazioni in cui si parlano più lingue? Un esempio qui in Europa è il Belgio, in cui le lingue ufficiali sono due, l’olandese e il francese, ma vogliamo parlare dell’India, in cui le lingue si contano a decine?
La vera sovranità è quella individuale e tocca sfere ben più ampie della politica e dell’economia.
http://hearthaware.files.wordpress.com/2012/10/sovranitc3a0-individuale-unica-alternativa.jpg?w=211&h=211In primis coinvolge la religione e il rapporto con la divinità; poi coinvolge la sanità e il suo rapporto con la morte; poi l’istruzione e il rapporto con la verità. Potremmo continuare con gli altri settori della società ma il discorso si farebbe complesso.
Limitiamoci per ora a constatare che si sta arrivando a comprendere che è il soggetto singolo l’unica entità veramente reale e concreta che può reclamare la sovranità, quella propria. Un individuo sovrano, al pari di una nazione, può decidere autonomamente di non essere più uno schiavo e sottrarsi al sistema che lo tratta come una batteria che alimenta il sistema stesso.
Viene così a decadere la necessità dell’esistenza delle classi sacerdotali che traggono potere dalla loro opera di mediazione tra l’individuo e la fonte della vita. In particolare la fonte dell’autorità per la politica, quella della ricchezza per l’economia, quella della divinità per la religione, della salute per la sanità, della verità per l’istruzione e così via.
In una comunità di individui sovrani interagenti fra loro non esistono più veri problemi, perché un problema diventa tale sempre e soltanto perché alimentato da chi ne vuole trarre profitto. All’interno di una comunità di individui sovrani una soluzione si trova sempre, perché l’interazione è solo tra individui sovrani e non c’è da combattere nessuno.
Rendiamoci conto che chi oggi propone soluzioni alla crisi, o peggio ancora, la combatte schierandosi contro il sistema, senza tener conto che l’unica sovranità da raggiungere è quella individuale, non può uscire fuori dalla condizione di confermare e alimentare indirettamente il sistema stesso.
Le molte comunità ecologiche che stanno formandosi dappertutto, intenzionate a creare al proprio interno una condizione di autonomia economica ed energetica basata sul rispetto reciproco e rispetto della natura che li ospita, è verso questo principio della sovranità individuale che stanno andando. Probabilmente non ne hanno ancora una chiara consapevolezza, ma di certo sanno bene che quel che stanno cercando è di liberarsi dalle maglie oppressive di un sistema asfissiante, che ha davanti a sé due sole alternative:
  • o tradursi esplicitamente in un totalitarismo orwelliano;
  • oppure crollare miseramente come un gigante dai piedi di argilla.
La prima alternativa, come abbiamo detto, ha bisogno di scatenare al più presto la guerra mondiale. Se non ci riesce, come sembra stia avvenendo, rimane la seconda.
Sarà forse un processo graduale, sofferto, contraddittorio, ma la direzione è segnata: l’avvento di una comunità mondiale costituita da individui sovrani.
Per ricollegarci all’inizio di questo articolo, la prospettiva necessariamente catastrofista, portata avanti da un ricercatore serio come Paolo Barnard, che vede approssimarsi un neo-feudalesimo imperante su una umanità senza più diritti, fortunatamente è destinata ad essere confutata proprio dal suo opposto. Ce lo auguriamo vivamente, anzi ne siamo certi.
Mi fermo qua, ma ai molti che stanno leggendo e ai quali questo discorso della sovranità individuale risulta inconsueto, bizzarro o difficilmente comprensibile, l’invito è naturalmente di approfondirlo, magari partendo dall’articolo già pubblicato qui su Pickline, Siamo dei re… e non lo sappiamo e relativi links che conducono al progetto Ucadia e al gruppo italiano Tempo di Cambiare che se ne sta occupando[*]
Infine qui un sito che ho scoperto recentemente, da cui risulta chiaro che esistono leggi universali, alle quali non solo l’individuo sovrano deve appellarsi, ma che non possono essere trascurate anche da chi detiene il controllo del mondo.
[*] Per approfondire, aggiungiamo alle proposte dell’autore i nostri tre articoli linkati sotto i crediti [n.d.H.]
Autore: Leopoldo Antinozzi
Fonte: pickline.it
reblogged by Hearthaware blog
reblogging link → hearthaware | Sovranità individuale: unica alternativa
Leggi la
DICHIARAZIONE DI SOVRANITÀ INDIVIDUALE
tratta da UCADIA e tradotta in italiano dai timechangers

SOVRANITA’ PERSONALE – LINK UTILI

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SOVRANITA’ PERSONALE E VENETA APPLICATA IN TRIBUNALE A TREVISO

 
Lo avevamo preventivato con un breve comunicato il giorno prima:
LA NOSTRA BATTAGLIA CONTRO IL MALE.
A scanso di ogni ulteriore dubbio,equivoco interpretativoo elusivo di responsabilità personali di ciascun soggetto attore e/o coinvolto nel caso di specie.
Lo scriviamo e lo pubblichiamo qui oggi 23 giugno 2014 a futura memoria, certi che questa gente non sia neppure in grado di comprendere la gravità delle proprie azioni, sicuri come sempre, di essere al di sopra delle leggi, dei cittadini e dello stesso Creatore, al quale, prima o poi, così com'è per tutti, dovranno render conto delle conseguenze del proprio operarto.
Ed è così che la casta del potere mafioso dello stato straniero occupante italiano, colonialista e razzista nei confronti del Popolo Veneto, ha comunque deciso di usare i propri servi e ruffiani contro il Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto.
Passo estremamente avventato ma che ci consente di denunciare con i fatti il permanere dello sciacallaggio dei diritti umani, civili e politici dei Cittadini.
Giudici stranieri italiani, carabinieri, polizia giudiziaria e quant'altri, agiscono illegalmente ed illecitamente in difetto assoluto di giurisdizione sui nostri territori, fanno finta di nulla e procedono ugualmente ma … quando trovano combattenti disposti ad affrontarli anche sul loro stesso piano giuridico manifestano tutta la loro inadeguatezza e malafede.
Ci siamo resi conto di quanto temano la nostra Dichiarazione di Sovranità Personale e di Nazionalità Veneta e di quanto non sopportano che sia messa in discussione la loro inutile autorità anche già cancellata dalle norme internazionali dell’ Uniform Commercial Code (U.C.C.).
Mi ha disgustato notare di quanto perbenismo, di quanta ipocrisia e di quanto servilismo sia impregnato il sistema fallimentare italiano, compreso quello giudiziario, ovviamente.
WSM
Venetia, 24 giugno2014
SERGIO BORTOTTO Presidente del MLNV e del Governo Veneto Provvisorio.
Ma cosa mai centrerà il Creatore con lo stato straniero italiano … ma quante pretese questi giudici stranieri italiani.
Art. 251 Codice di Procedura Civile.
Giuramento dei testimoni.
Il giudice istruttore ammonisce il testimone sulla importanza religiosa e morale del giuramento e sulle conseguenze penali delle dichiarazioni false o reticenti [c.p. 366, 372], e legge la formula «consapevole della responsabilità che con il giuramento assumete davanti a Dio e agli uomini, giurate di dire la verità, null'altro che la verità».
Quindi il testimone, in piedi, presta il giuramento pronunciando le parole: «lo giuro» [c.p.c. 248, 256] (1).

 

 

 

VI MINACCIANO? NON PAGATE PIU’ NULLA … ECCO COME FARE.

COSA E COME FARE SE… (VADEMECUM PER IL CITTADINO VENETO)
NAC-Primo-InvioRigettare le richieste di pagamento usufruendo della protezione dei propri dati personali.
Quando vi chiederanno dei soldi senza che vi conoscano, è possibile usufruire della normale protezione dei propri dati personali; esplicitate il rifiuto del consenso al trattamento dei propri dati personali (UCC 1-308) e restituite al mittente, il quale non potrà mai più inviarvi lettere via posta ordinaria o telefonarvi via telefono, pena una sanzione amministrativa e se insistono penale. In autostrada, per esempio, potete restituire il biglietto rifiutando l’offerta di contratto ed il trattamento dei vostri dati e non possono trattenervi oltre altrimenti li potrete denunciare per sequestro di persona (anche se è a vostro rischio e pericolo farlo in autostrada e potreste avere problemi); rinviare, invece, al mittente le buste di equitalia o le lettere che inviano come minaccia alle persone è semplice e basta rifiutare il trattamento dei propri dati come la legge Nazionale ed Internazionale permette.
Per le intimidazioni di pagamento, stile equitalia o simili, si consiglia anche di seguire le procedure NAC; per un modello di NAC per equitalia (intimidazione di pagamento) puoi scaricarlo qua: NAC_EQUITALIA_per_INTIMAZIONE_DI_PAGAMENTO
Per sapere cos’è una procedura NAC puoi fare click qua: http://www.opptitalia.org/index.php/oppt/documenti/lac-nac/item/106-n-a-c-notifica-di-accettazione-condizionata-del-debito
Nota Importante: se ritirate la busta e la aprite, il rigetto DOVETE farlo sul contenuto, altrimenti rigettate il contenitore!
Per mia personale scelta, preferisco la parola ” Rigettato/a“.
Mai sentiti gli uomini di sistema? Usano questa parola per un motivo.
Mia speculazione: come possiamo render nullo, qualcosa che deve esser perfezionato grazie alla nostra accettazione?
NEWS X TUTTO IL POPOLO UNO:
attenendoci al DIRITTO COMMERCIALE E ALL’ARTICOLO 1 DEL C.C. IL QUALE CI RICORDA CHE SIAMO SOGGETTI DI DIRITTO condivido con tutti voi quanto segue:
è possibile RIGETTARE quindi ANNULLARE tutti i documenti della sedicente Italia S.p.a travestita da repubblica italiana vale a dire tutto cio’ che sono sanzioni amministrative,inviti a pagamenti (vedi Tares, bolli auto, Imu) titoli di viaggio, con le modalta’ inserite nella foto.
Questo strumento puo’ anche sostituire le Nac negli esempi riportati.
ATTENZIONE: questo procedimento non annulla il debito che queste società nutrono nei vostri confronti; ma impedisce alle suddette agenzie di contattarvi in modo assillante per richiedere il saldo.
Riferimenti:
WSM
Venetia 10 maggio 2014
Christian Pilon, Provveditore Generale / Capo Dipartimento del Governo Veneto Provvisorio
COSA E COME FARE SE… (VADEMECUM PER IL CITTADINO VENETO)